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Gazzettino – Venezia. Un’indagine europea sul Mose.

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

28

set

2013

BOCCHE DI PORTO – La Commissione Ambiente di Bruxelles risponde all’interrogazione di Zanoni

L’europarlamentare: «Bisogna fare chiarezza su questo scandalo di infrazioni e arresti»

Andrea Zanoni ha sollecitato la commissione europea all’Ambiente ad indagare sul Mose

«La Commissione europea all’Ambiente valuterà le implicazioni del nuovo accordo sul progetto Mose per verificarne la coerenza con il requisito concordato con le autorità italiane alla chiusura della procedura d’infrazione, dell’indipendenza dell’organismo di controllo».

È la risposta del Commissario Ue all’Ambiente Janez Potocnik all’interrogazione dell’eurodeputato Alde Andrea Zanoni per la possibile violazione degli indirizzi comunitari sul monitoraggio indipendente della realizzazione del Mose.

Zanoni ricorda che nel 2008 la Commissione aveva chiesto che tale attività fosse posta sotto la responsabilità di un ente indipendente rispetto a quello coinvolto nell’esecuzione dei lavori ed era stato individuato l’Ispra, Istituto superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale.

«A gennaio 2013 però, l’incarico all’Ispra era stato revocato – sottolinea Zanoni – stabilendo che a subentrare fosse la Regione Veneto e, in particolare, l’Unità di Progetto Coordinamento Commissioni Vas-Vinca-Nuv, che fa parte della Segreteria regionale per le Infrastrutture del Veneto e che quindi, non risponde al requisito di indipendenza richiesto dall’Ue. Ora si tratta di far chiarezza su questo scandalo di infrazioni, conflitto d’interessi e arresti vari».

«Spetta alle autorità italiane garantire la piena attuazione delle misure di mitigazione e compensazione concordate – prosegue il Commissario europeo – Se arrivassero informazioni circostanziate secondo cui le condizioni in base alle quali è stata chiusa la procedura d’infrazione non sono state rispettate, essa s’informerà presso le autorità italiane», aggiunge il Commissario Ue riferendosi alle possibili violazioni della Direttiva “Habitat” archiviata perché le autorità italiane avevano proposto misure per limitare l’entità dei danni agli ecosistemi e per compensare l’impatto dell’opera. Potocnic ha fatto anche sapere di essere a conoscenza dell’indagine della magistratura che ha coinvolto la grande opera.

 

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