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TRASPORTI – Rifondazione comunista annuncia anche la costituzione di un Forum dei cittadini

SENO  «I vaporetti non sono attrezzati per le valigie»

I 26 punti illustrati dall’assessore Ugo Bergamo e sperimentati per un anno dal 4 novembre «allo scopo di porre rimedio alle più urgenti criticità in Canal Grande, riducendo la circolazione dei mezzi acquei del 50%», ma anche l’avvio di una riflessione legata a un nuovo piano del traffico acqueo e all’incremento dei flussi turistici determinato dall’Expo 2015, «dove il Comune non pensa al numero chiuso ma alla programmazione». Inoltre l’amministratore delegato di Avm, Giovanni Seno, che pur ricordando come Actv stia in piedi «grazie ai 66 milioni di euro assicurati dai turisti», ha sottolineato poi come i mezzi della flotta non siano attrezzati per l’accoglimento di visitatori dotati di trolley. E come questi influiscano sui tempi d’imbarco e sbarco dei passeggeri, «in una città che già ora è ai limiti del collasso».

Questi i punti più significativi emersi ieri a San Leonardo dall’incontro organizzato da Rifondazione comunista su mobilità e sicurezza. Aperto dal capogruppo in Consiglio comunale, Sebastiano Bonzio, che oltre ad annunciare l’apertura di un forum «per tastare il polso dei cittadini», ha definito una buona idea le fasce orarie per certi tipi di servizi, rilanciando la rivisitazione del trasporto pubblico non di linea e parlando dell’unificazione delle linee come di «qualcosa da analizzare con cautela».

«Il diritto alla mobilità non è in discussione – ha aggiunto Bergamo – Tuttavia, oltre ai provvedimenti urgenti, è auspicabile il finanziamento per uno studio funzionale a un nuovo piano del traffico, e l’elaborazione di un piano per l’Expo. In questa direzione vanno i progetti di terminal a San Basilio e San Giobbe. E l’interscambio merci al Tronchetto».

Anche per Seno «i diritti di veneziani e pendolari vanno difesi ad ogni costo. Ma c’è anche quello dei turisti. Ridisegnare le linee non è facile, specie se dobbiamo risolvere problemi a parità di risorse. La prima risposta il 4 novembre, con 10 battelli all’ora in Canal Grande al posto dei 12 attuali. E con i due mancanti, rafforzeremo la linea diretta. Ma per misure a lungo termine, intervenire su sicurezza, sorpassi, differenziale da velocità e dimensioni e soprattutto sul nuovo turista richiederà interventi più complessi».

Concluso l’incontro, anche una precisazione di Seno sulle trattative in corso con le organizzazioni sindacali: «L’accordo dovrebbe essere comunicato domani (oggi, ndr). Ma è solo del primo passo: tutto dovrà essere sottoposto alle Rsu e poi ai lavoratori».

Vettor Maria Corsetti

 

Affondo di Scarpa: «I residenti pagano anche per i “foresti”»

È proprio vero che i milioni di turisti che salgono sui vaporetti “paghino” il servizio ai veneziani? Il tema è venuto nuovamente fuori ieri mattina in commissione consiliare Trasporti, quando alcuni operatori hanno ricordato ai consiglieri che turismo uguale più servizi ai veneziani. Il consigliere comunale Renzo Scarpa non la pensa così e, dati alla mano, ha pensato di confutare questa affermazione.

«Non è la cittadinanza che usufruisce di un servizio turistico, bensì i turisti che usufruiscono di un servizio pagato dai cittadini e dallo Stato. Per questo i cittadini dovrebbero pretendere un servizio esclusivo. Mi spiego. In questi giorni Actv ha pubblicato il numero delle ore di moto necessarie al servizio di navigazione: sono 529mila 329. L’azienda dice che 513 mila 143 coprono i servizi di cui la città ha bisogno e a queste si aggiungono altre 16mila 186 ore dedicate a servizi aggiuntivi, sostanzialmente frequentati dalla domanda turistica».

Scarpa passa poi ad analizzare le fonti: «I 52 milioni che arrivano dallo Stato attraverso la Regione a titolo di corrispettivo per la navigazione servizio coprono il 95 per cento delle ore di moto e provengono dalla fiscalità generale e quindi anche dalle tasse di cittadini, imprese e pendolari. Il rimanente 5 per cento è ampiamente coperto dai ricavi da abbonamento e biglietti di residenti e pendolari. Per cui, quello che proviene dalla presenza turistica è un “utile” che serve per mantenere il servizio di terraferma».

Infine l’affondo: «Fino a quando non stabiliremo questo, saremo costretti ad ascoltare dovremo ascoltare chi ci dice che dovremmo ringraziare i turisti».

M.F.

 

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