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Gazzettino – La chimica verde sbarca a Marghera

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

24

nov

2013

Mercoledì primo incontro tra i vertici di Eni Versalis e i sindacati nazionali e veneziani

Mercoledì a Porto Marghera i vertici Eni di Versalis e i sindacati nazionali e veneziani dei chimici si incontreranno per voltare pagina. Quel che rimane della chimica non si chiude ma si trasforma in chimica verde. E per farlo ci sono a disposizione 2 miliardi per tutta Italia.

«Anche nel nostro Paese, finalmente, qualcuno comincia ad accorgersi che tutte le economie mondiali avanzate, in primo luogo gli Stati Uniti, si sono date piani di rilancio dell’industria, perché è la sola capace di generare posti di lavoro veri» commenta Luca Bianco, diventato sindacalista dei chimici quando a Porto Marghera di fabbriche ce n’erano ancora molte, e da anni nella segreteria nazionale della Femca-Cisl.

Già da mesi Eni e sindacati nazionali si stanno confrontando e il Gruppo ha assicurato che ora verranno coinvolte anche le rappresentanze territoriali.

«I petrolchimici di Porto Torres e Priolo in Sardegna sono ormai arrivati a fasi avanzate di riconversione (il primo con chimica da fonti rinnovabili in collaborazione con la multinazionale Novamont, il secondo con nuove linee per la produzione di resine di idrocarburi ndr.). Ora tocca a Porto Marghera, il sito italiano che ha pagato più di tutti gli altri scelte sbagliate e crisi» continua Bianco.

Il riferimento è soprattutto all’ex presidente di Eni, Mincato, che decise di chiudere la chimica italiana. Ora l’amministratore delegato Paolo Scaroni ha invertito la rotta, «con una scelta lungimirante e coraggiosa dato che tutta la chimica europea è in grande difficoltà».

I vecchi impianti chimici di Marghera, Porto Torres e Priolo pesano in negativo sui conti di Versalis per 200 milioni di euro l’anno. In particolare, Porto Marghera per 40 milioni di euro. La scelta della chimica verde, dunque, è anche una necessità economica.

«Economica e ambientale e l’aver messo a capo del progetto Daniele Ferrari è stato vincente dal punto di vista della strategia è per la definizione di un nuovo piano industriale».

Versalis, però, ha detto ai sindacalisti che non tutti i progetti per Porto Marghera sono pronti.
«Non importa, intanto cominciamo col pretendere di fissare gli obiettivi, a partire dalle integrazioni con la nuova bioraffineria in fase di realizzazione. Il cracking ha bisogno di investimenti importanti per garantirsi un futuro ma a Porto Marghera serve qualcosa di nuovo, un progetto nell’ambito della nuova chimica compatibile con il territorio e che rinnovi la tradizione di quest’area anche dal punto di vista delle professionalità e dell’occupazione. Gli investimenti attuati a Porto Torres e Priolo dimostrano che si può fare anche a Porto Marghera, se così non fosse siamo pronti ad azioni conflittuali».

A Venezia l’argomento che tiene banco è quello delle grandi navi, e in genere del turismo, oltre che portualità e logistica.
«I danni dell’industria pesante sono stati analizzati anche al microscopio e solo ora, invece, qualcuno comincia a rendersi conto di quanti problemi stia provocando l’invasione turistica incontrollata al tessuto socio economico della città. Venezia non può vivere di solo turismo, è un vecchio slogan ma oggi dovrebbe diventare la bandiera dei veri progressisti. E tra le alternative c’è l’economica verde, le fonti rinnovabili ossia bio-masse da prodotti non alimentari per produrre chimica, energia, carburanti. Se ne parla molto meno della Fiat ma è molto più importante, una svolta epocale per la nostra industria».

Per passare dall’”economia al verde” all’economia verde l’altro ieri la Giunta comunale ha approvato la delibera proposta dagli assessori allo Sviluppo economico, Alfiero Farinea, e all’Ambiente, Gianfranco Bettin.

Grazie ad un finanziamento del Ministero dell’Ambiente nell’ambito di un accordo sottoscritto nel 2010 per promuovere l’efficienza energetica e l’utilizzo di fonti di energia rinnovabile nel territorio comunale, si procederà con un bando di gara per affidare a soggetti esterni la realizzazione di uno “Studio di fattibilità e la definizione di linee guida per l’insediamento di nuove iniziative imprenditoriali del settore della green economy nell’area industriale di Porto Marghera”. I vincitori del bando dovranno, insomma, elaborare una proposta di piano di azione per favorire iniziative di riconversione industriale dell’area, e per l’insediamento di nuove aziende dei settori green.

I benefici dell’iniziativa, secondo l’assessore Farinea, saranno molteplici: «Lo sviluppo della green economy oltre che ad essere funzionale all’attrazione di nuovi investimenti e di nuove iniziative economiche, può rappresentare una possibile soluzione alla crisi che da tempo investe le produzioni chimiche tradizionali presenti nel polo industriale. E può contribuire al miglioramento dell’ambiente e alla protezione della salute umana in un’area sensibile e preziosa come quella lagunare, fortemente antropizzata e già gravata da oneri ambientali cumulatisi nel corso dell’ultimo secolo».

(e.t.)

 

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