Segui @OpzioneZero Gli aggiornamenti principali anche su Facebook e Twitter. Clicca su "Mi piace" o "Segui".

Questo sito utilizza cookie di profilazione, propri o di terze parti per rendere migliore l'esperienza d'uso degli utenti. Continuando la navigazione acconsenti all'uso dei cookie. Per maggiori informazioni cliccare qui



Sostieni la battaglia contro l'inceneritore di Fusina, contribuisci alle spese legali per il ricorso al TAR. Versamento su cc intestato a Opzione Zero IBAN IT64L0359901899050188525842 causale "Sottoscrizione per ricorso TAR contro inceneritore Fusina" Per maggiori informazioni cliccare qui

Dibattito in commissione consiliare sullo stato economico del Parco scientifico, adesso si attende il piano industriale

BILANCIO – Il Vega in due anni ha perso otto milioni di euro

In due anni le perdite ammontano a quasi 8 milioni

Non sono 5, sono più di 7 milioni e 700 mila euro. E’ questo il buco di Vega. Oltre alla perdita di 5 milioni 673 mila euro del 2012 – di cui il Gazzettino ha già scritto nei mesi scorsi – nei primi sei mesi del 2013 Vega ha accumulato un altro milione e 600 mila euro di perdite. E altri 300 mila euro di perdita sono calcolati fino alla fine dell’anno. In tutto fa 2 milioni di euro. Che sommati ai 5 e rotti, fa quasi 8 milioni di perdite in due anni. Un record.

E per fortuna che il nuovo Consiglio di amministrazione – presidente Daniele Moretto, amministratore delegato Tommaso Santini – è intervenuto con una cura da cavallo per cui nell’ultimo semestre il buco è un quinto di quello accumulato nel primo semestre. Ma questo è l’unico dato positivo di un bilancio del Parco scientifico e tecnologico che prima dell’arrivo di Moretto e Santini aveva solo ombre. Di questo si è discusso a lungo in Commissione consigliare congiunta Bilancio e Aziende ieri mattina.

Ma come si sono ripianati finora i buchi? Attingendo al patrimonio di Vega. Che è sceso da 15 milioni e 600 mila euro a 9 milioni e 900 mila euro per coprire le perdite 2012. Ma adesso bisognerà togliere un altro paio di milioni per il 2013 e così il patrimonio netto scende a 7 milioni e rotti di euro, la metà di quel che aveva Vega un paio di anni fa.

Come si sia arrivati a questo disastro è quel che voleva capire il consigliere comunale Pierantonio Belcaro che aveva presentato una interpellanza al sindaco Orsoni nel lontano 22 maggio di quest’anno, quando il Gazzettino aveva scritto per la prima volta del buco milionario. Ci sono voluti 5 mesi per arrivare alla convocazione della Commissione.

«Abbiamo la prova provata che il sindaco Orsoni continua a sottovalutare la questione – dice Pierantonio Belcaro – Di fronte ad un disastro di questo genere non si può attendere cinque mesi e mezzo per convocare la Commissione e far avere ai consiglieri comunali un quadro preciso della situazione. Se non altro perchè il Comune, in un modo o nell’altro, possiede il 44 per cento del Vega. Se va avanti così non ci si mangia solo il capitale, ma bisognerà mettere mano al portafogli.»

O portare i libri in Tribunale, come suggerisce il consigliere Ennio Fortuna mentre per Renato Boraso semplicemente in Tribunale vanno portati gli amministratori precedenti, responsabili di questo disastro del Vega. Il problema, però, è fermare l’emorragia e bisognerà attendere la presentazione del Piano industriale – che dovrebbe essere fatta ai soci a giorni – per capire se il Vega ha un futuro. Quel che si sa è che il Consiglio di amministrazione conta di mettere in vendita un altro pezzo del suo patrimonio immobiliare per chiudere i buchi. E intanto la cura da cavallo sulle spese ha funzionato visto che in sei mesi le perdite si sono ridotte di un bel pò. Ma basterà per salvare a far ripartire il polo della ricerca e dell’innovazione?

 

I CONTI DEL PARCO SCIENTIFICO – L’energia costava il 30% in più del prezzo di mercato

Vega pagava l’energia il 30 per cento in più del prezzo di mercato. Tant’è che ha deciso di cambiare fornitore e si è rivolta a Veritas. Possibile? E chi sono i soci di Vega Energia? Il 35 per cento è detenuto dal gruppo Marinese – che ha costruito il Vega 2 – e il 65 per cento da Cpl Concordia Group, una cooperativa rossa di Modena. Facile, fin troppo, malignare sul fatto che l’ex Direttore generale del Vega, Michele Vianello, da vecchio comunista abbia voluto dare una mano ad una coop rossa. Ma c’è da dire che per contratti di questo genere si fanno i bandi di gara e vince chi offre il prezzo migliore. E’ andata così? No. Premesso che il bando in questione non è stato gestito da Vianello, ma da una Commissione ad hoc e la gara è stata aggiudicata con il beneplacito del Consiglio di amministrazione del Vega, a presentare l’offerta era stata la sola Vega Energia. Ecco perchè ha vinto Vega Energia, perchè non poteva perdere. Ed era in grado di fissare il prezzo che voleva. Ma è lo stesso Vianello che, quando vede le prime bollette, avvia la pratica per rescindere il contratto. Resta un fatto – come ha spiegato in Commissione il presidente di Vega, Moretto – e cioè che Vega si è svenata pagando la “corrente” un terzo in più del prezzo di mercato e dunque bisogna dar ragione a Renato Boraso che chiede l’invio delle carte alla Procura della repubblica e alla Corte dei conti. Non solo, Boraso vuole che il Comune chieda i danni ai vecchi dirigenti di Vega per tutte le perdite accumulate.

 

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

Copyrights © 2012-2015 by Opzione Zero

Per leggere la Privacy policy cliccare qui