Segui @OpzioneZero Gli aggiornamenti principali anche su Facebook e Twitter. Clicca su "Mi piace" o "Segui".

Questo sito utilizza cookie di profilazione, propri o di terze parti per rendere migliore l'esperienza d'uso degli utenti. Continuando la navigazione acconsenti all'uso dei cookie. Per maggiori informazioni cliccare qui



Sostieni la battaglia contro l'inceneritore di Fusina, contribuisci alle spese legali per il ricorso al TAR. Versamento su cc intestato a Opzione Zero IBAN IT64L0359901899050188525842 causale "Sottoscrizione per ricorso TAR contro inceneritore Fusina" Per maggiori informazioni cliccare qui

 

Il ministro delle Infrastrutture scrive alla Capitaneria di Porto per accelerare il progetto dello scavo del canale

È arrivata la corsia preferenziale per lo scavo del canale Contorta-Sant’Angelo, la soluzione più “gettonata” a livello ministeriale per creare una via alternativa al passaggio delle grandi navi in Bacino di San Marco, consentendo comunque che continuino ad attraccare in Marittima. È giunta infatti in questi giorni in laguna una lettera ufficiale del Ministro delle Infrastrutture Maurizio Lupi al comandante della Capitaneria di Porto di Venezia, in cui lo si invita a procedere celermente con la progettazione dello scavo del Contorta-Sant’Angelo.

La lettera del Ministero – già presentata anche al Comitato portuale dal presidente del Porto Paolo Costa, assente, però, lo stesso comandante della Capitaneria – andrebbe di pari passo con l’inserimento del progetto (d’intesa tra Lupi e il presidente della Regione Veneto Luca Zaia) tra quelli regolati dalla Legge Obiettivo, che consentono appunto procedure accelerate e più snelle per la loro approvazione e realizzazione.

Ma qui nasce il problema, perché già a Roma, nel vertice di Palazzo Chigi da cui erano arrivati i primi provvedimenti sull’estromissione delle grandi navi dal Bacino di San Marco, era emerso un contrasto tra Ministero dell’Ambiente e Ministero delle Infrastrutture sull’inserimento del progetto del Contorta-Sant’Angelo tra quelli regolati dalla Legge Obiettivo, bloccandone di fatto l’inserimento.

Ora la lettera di Lupi alla Capitaneria – in cui richiamerebbe il comandante all’applicazione del decreto Clini-Passera – forza invece i tempi e investe l’ufficio marittimo della responsabilità e del peso di una progettazione e del confronto con i progetti alternativi di superamento del Bacino di San Marco per cui non ha neppure la struttura tecnica necessaria.

Sarebbe quindi la Capitaneria a dover emanare quei provvedimenti che non sono stati presi – sotto forma di un decreto – nel vertice romano con i due ministri competenti e il presidente del Consiglio Enrico Letta, agevolando così anche l’inserimento dello scavo nella Legge Obiettivo.

Era stato lo stesso Costa pochi giorni ad annunciare l’ormai prossima emissione da parte della Capitaneria di Porto dei due provvedimenti che da una parte indicheranno lo scavo del canale Contorta-Sant’Angelo come la via alternativa (sia pure da testare in sede di Valutazione d’impatto ambientale con altre alternative) al passaggio delle grandi navi in Bacino San Marco. E dall’altra fisseranno le modalità per la riduzione dal primo gennaio del 20 per cento dei passaggi dei giganti del mare. Dando per scontato, secondo Costa, l’inserimento dello scavo del Contorta-Sant’Angelo all’interno della Legge Obiettivo.

Ma – in attesa di capire se il comandante della Capitaneria emetterà effettivamente quanto prima i provvedimenti e se il ministro dell’Ambiente Andrea Orlando appoggerà la strategia del collega Lupi – si profila una nuova battaglia legale con il fronte ambientalista.

«Qualcuno non creda – ha scritto solo due giorni fa il Comitato No grandi Navi – di trovare compiacenti scorciatoie come l’incardinare il progetto dello scavo del Contorta nella Legge Obiettivo. I ricorsi sono già pronti nelle mani degli avvocati».

Enrico Tantucci

link articolo

 

Le Caratteristiche del progetto

Via d’acqua di 5 chilometri e larga circa trecento metri 

La soluzione dello scavo del Canale Contorta (lunghezza 4,8 chilometri, larghezza 300 metri, profondità 12 metri), proposta dall’Autorità Portuale per evitare il passaggio delle grandi navi in Bacino di San Marco, facendole comunque attraccare in Marittima, propone appunto, dopo l’ingresso delle navi da crociera nel canale Malamocco-Marghera, di farle deviare nel canale da scavare.

Propedeutico al progetto è però il marginamento con pietrame dell’intero canale Malamocco-Marghera, con una scogliera larga 26 metri e lunga 8 chilometri. Il progetto della scogliera, presentato dal Magistrato alle Acque, è stato però bloccato pochi giorni fa in Commissione di Salvaguardia, proprio per le perplessità diffuse sul suo impatto. Lo scavo del canale Contorta-Sant’Angelo dovrà però essere messo a confronto con altre vie alternative di passaggio, come quella – sostenuta anche dalla Venezia Terminal passeggeri – che propone lo scavo di un grande canale alle spalle della Giudecca, nella parte su, per raggiungere sempre la Marittima. Altre ipotesi progettuali riguardano il passaggio delle grandi navi dal canale Vittorio Emanuele e dalla parte nord delle Trezze. Scartate invece altre ipotesi, come quella sostenuta dell’ex viceministro Cesare De Piccoli, che proponeva di realizzare un nuovo terminal crocieristico in Adriatico, di fronte a Fusina. Non considerata – almeno sino alla definitiva approvazione del piano regolatore portuale e del nuovo terminal off-shore in mare – la proposta caldeggiata dal sindaco di Venezia Giorgio orsoni di portare le grandi navi a Marghera, dove è anche il porto commerciale.

È però di fatto quello che sta accadendo in parte in questi giorni per alcune navi da crociera, per la chiusura della bocca di porto di Lido in seguito ai lavori in corso del Mose, che proseguiranno sino al prossimo aprile.

link articolo

 

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

Copyrights © 2012-2015 by Opzione Zero

Per leggere la Privacy policy cliccare qui