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ORARIO CADENZATO»MONTA LA PROTESTA

Delusione dopo l’incontro di martedì a Venezia con l’assessore Chisso che ha promesso di modificare le linee entro lunedì

QUARTO D’ALTINO – Tanti mugugni, poche aspettative. All’indomani del corteo di protesta a Venezia e dell’incontro tra l’assessore Chisso e gli amministratori locali, i pendolari della linea ferroviaria Venezia-Trieste non si fanno molte illusioni. Adesso l’attesa è tutta per lunedì prossimo, 9 dicembre, quando è prevista la pubblicazione sul sito di Trenitalia delle ultime modifiche che saranno apportate agli orari. Ma alle rassicurazioni fornite da Chisso sembrano credere in pochi. Tanto più che, comunque, si tratterebbe di aggiustamenti, non di una piena soluzione alle criticità.

«Ho parlato con vari pendolari della nostra tratta e non si sono detti soddisfatti», commenta Gianni Foffano, dei pendolari altinati, «almeno a parole l’assessore Chisso ha detto che modificherà qualche orario, ma non soddisfano a pieno i pendolari e la situazione resta problematica. Ad esempio rimangono aperte le questioni dei treni di sabato e domenica e dei convogli serali. Il treno di mezzanotte e venti continua a essere sostituito con un autobus. Ma quel treno è abbastanza frequentato e un autobus non porta più di 50 persone. Vedremo cosa succederà lunedì, quando saranno ufficiali gli orari con le piccole modifiche. Ma credo che ci sarà ancora da battagliare».

Ai pendolari non sono piaciute neppure le modalità dell’incontro con Chisso, che l’assessore ha aperto solo a una piccola delegazione di viaggiatori.

«Io non sono stata tra coloro che sono potuti entrare nella stanza», aggiunge Angela Stortini, del Comitato Pendolari del Veneto Orientale, «ma riporto le voci e mi fido di quello che mi dicono. E nessuna delle persone ha colto impressioni positive».

Di positivo c’è la riuscita della mobilitazione, che pendolari e amministratori locali assicurano sia destinata a proseguire.

«L’unione fa la forza e la mobilitazione di pendolari e sindaci ha fatto capire quanto il problema sia sentito», commenta il sindaco di Quarto d’ Altino, Silvia Conte, «speriamo che anche grazie alla protesta venga apportata qualche modifica. Forse sulla nostra linea siamo riusciti a strappare qualche rattoppo rispetto alla prima bozza. Chisso si è impegnato a verificare la possibilità di migliorarlo, ma è chiaro che sono rimedi minimi, perché ormai l’orario ha questa impostazione deficitaria e i disagi restano. E’ allucinante che ci si ritrovi a dicembre ad affrontare nodi che noi sindaci avevamo già sollevato a luglio».

Tra i problemi che restano scoperti, ci sono anche quello dei «buchi» d’orario, ad esempio in tarda mattinata, oppure il fatto che i treni limitati a Mestre siano ancora attestati al binario «Giardino», privo di pensilina. Se è proprio necessario limitarli a Mestre, come ha fatto capire Chisso, l’obiettivo sarebbe almeno di farli arrivare al binario 1 o 2. I sindaci della tratta si sono attivati per scrivere una nuova lettera in cui ricordare ancora una volta le varie criticità. E attendono che l’assessore Chisso dia seguito alla promessa di convocare un tavolo di lavoro dopo Natale.

Giovanni Monforte

 

Legambiente mobilitata con i viaggiatori Sabato mattina incontro a Portogruaro

QUARTO D’ALTINO «Finora non abbiamo ottenuto niente di quello che chiedevamo. Non possiamo essere soddisfatti».

Da sempre attenti nei confronti del trasporto pubblico, anche gli attivisti di Legambiente Veneto Orientale si sono schierati a fianco dei pendolari. E, dopo l’iniziativa di «Pendolaria» attuata lunedì scorso, martedì hanno sfilato a fianco dei viaggiatori. Ma la mobilitazione di Legambiente non si ferma e sabato mattina farà tappa a Portogruaro.

«Orario cadenzato. Dopo la presentazione, più ombre che luci. Cosa non è stato fatto? Cosa chiediamo?» è il titolo dell’incontro che si terrà alle 9.45 nella Villa Comunale di Portogruaro.

«L’assessore Chisso parla di spostare forse l’ultimo Regionale veloce in partenza da Venezia alle 22.41. Ma non basta: il pullman di mezzanotte e venti deve tornare a essere un treno. E comunque, anche spostandolo, il Regionale veloce non sarebbe in coincidenza a Mestre con gli arrivi delle Frecce», commenta Nicola Nucera di Legambiente, «il primo treno del mattino è vero che c’è, ma dal lunedì al venerdì ed è spostato rispetto all’attuale. Abbiamo il problema dei turnisti e di chi il sabato e la domenica non riuscirà ad andare a lavorare. Il trasporto pubblico deve garantire la mobilità anche il sabato e nei festivi».

(g.mon.)

 

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