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Miranese quarta “città” del Veneto

MIRANO. Il 2014 sarà l’anno dell’Unione dei comuni, con la benedizione della Regione. L’assessore regionale al Bilancio con delega agli Enti locali, Roberto Ciambetti, l’ha già definita: «La quarta città per abitanti della Regione, dopo Venezia, Verona e Padova, ma prima di Vicenza, Treviso, Rovigo e Belluno». Un bel biglietto da visita, non c’è che dire. Anche se in realtà l’Unione è ancora o quasi tutta da costruire.

Incontri se ne sono svolti, e diversi, nel 2013 e ne sono in programma ancora in questo inizio di nuovo anno. Poi il progetto di Unione passerà attraverso tutti i Consigli comunali coinvolti e, se approvato da tutti, diventerà realtà.

Con l’abolizione delle province e pochi altri esperimenti simili in Veneto, il Miranese diventerà con i suoi oltre 120 mila abitanti, il quarto polo di riferimento amministrativo regionale. Da quel poco che trapela nelle riunioni tra i sindaci di Martellago, Mirano, Noale, Salzano, Santa Maria di Sala, Spinea e (dalla Riviera) Pianiga, si stanno individuando i quattro ambiti (forse più) di associazione delle funzioni. Praticamente certa la polizia locale, con un comando unico e la protezione civile, che già da tempo lavora per distretto, probabile una regia unica anche per quanto riguarda il personale, l’edilizia scolastica, forse anche le politiche culturali e i servizi sociali, che drenano gran parte delle risorse comunali. Trattative che si svolgono in segreto sì, ma sotto l’egida favorevole della Regione. Spiega infatti Ciambetti: «La contiguità con il vicino Camposanpierese, dove l’esperimento di condivisione di servizi e uffici ha portato grandi risultati, ha avuto un suo ruolo, ma dobbiamo ammettere che nel Miranese c’è una novità: assistiamo a un processo in cui il centro minore vanta circa 12 mila abitanti, mentre tutti gli altri comuni interessati superano la soglia dei 15 mila. Tutti segnano dinamiche demografiche in crescita e in alcuni casi, come per Santa Maria di Sala, in forte aumento». Il bacino dell’Unione coprirà, se tutto procederà per il meglio, circa il 14% dell’intera popolazione della provincia, in un’area strategica di collegamento tra il trevigiano, il Camposanpierese e la laguna. «Da anni», conclude Ciambetti, «nel Miranese alcune istituzioni hanno anticipato la svolta e agiscono già nell’ottica di bacino, dal polo scolastico di Mirano all’Asl 13».

Filippo De Gaspari

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