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TRASPORTI – L’assessore Chisso risponde alle accuse. E si appella al Consiglio: «Per avere più servizi servono più fondi»

VENEZIA – Perché la Regione Veneto non paga Trenitalia. L’accusa era stata rivolta dall’ingegnere Maria Giaconìa, responsabile di Trenitalia per Veneto e Friuli Venezia Giulia, durante la seduta della commissione Trasporti a Palazzo Ferro Fini. Interpellato, l’assessore ai Trasporti Renato Chisso ieri ha dettagliato la situazione debitoria della Regione.
1) I 3 milioni costituiscono, approssimativamente, la spesa “a catalogo” (il “listino” prezzi” di Trenitalia) dei servizi ferroviari ulteriori richiesti a Trenitalia dopo la definizione dell’orario cadenzato, nonché per i servizi effettuati con bus sostitutivi. La quantificazione è approssimativa in quanto alcuni servizi sono stati attivati subito, altri non ancora. La spesa – ha spiegato l’assessore – va rinviata alle decisioni consiliari sul bilancio, nella logica più volte enunciata da molti rappresentanti consiliari secondo i quali la Regione dovrebbe investire di più per dare le risposte necessarie ai cittadini.
2) I 23 milioni relativi ai servizi svolti nell’anno 2012 sono in realtà 20 milioni 475 mila euro. Nel 2012 – ha spiegato Chisso – il trasferimento dei fondi statali è calato rispetto a quanto era stato previsto. Palazzo Balbi, con la delibera 1923 del 28/10/2013, ha reperito le risorse necessarie alla copertura del debito. Dunque, il debito c’è, ma è solvibile. Si attende il prescritto parere del ministero delle Infrastrutture e del ministero dell’Economia per dar seguito al pagamento.
3) I 15 milioni di euro di debito relativi al cofinanziamento di treni acquistati e messi in esercizio da Trenitalia, sono stati definiti con il contratto 2009-2014. In pratica il pagamento del contratto da parte della Regione è comprensivo della quota parte di quei treni.
4) Quanto alla somma aggiuntiva per l’orario cadenzato (da 130 a 140 complessivi), Chisso aveva già spiegato che sulla carta mancano meno di 10 milioni e che saranno reperiti o col bilancio 2014 o con l’assestamento o con le probabili multe a Trenitalia per ritardi e disservizi.

 

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