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CASALE – Era previsto il deposito di 320mila tonnellate di rifiuti industriali: battaglia durata 13 anni

Incompatibilità ambientale: la Giunta boccia definitivamente il progetto della discarica

Requiem per la discarica da 320mila tonnellate di rifiuti di derivazione industriale (ex 2-B) che la ditta Coveri voleva realizzare nella zona agricola di via delle Grazie a Lughignano di Casale. Il primo progetto del mega impianto di smaltimento risale al 2000. Un progetto avversato da tutte le amministrazioni di Casale che si sono succedute negli ultimi 13 anni. Contro la discarica si sono schierati anche l’Ente Parco del Sile e la Provincia di Treviso.

È di ieri la notizia che la Giunta regionale ha dato un giudizio “non favorevole di compatibilità ambientale” al progetto della Coveri. Come dire che è stata così scritta la parola “fine” alla discarica, che ha avuto anche un’eco in Parlamento con l’iniziativa di Ermete Realacci del Pd che è anche presidente onorario di Legambiente.

Il sindaco di Casale, Stefano Giuliato e l’assessore all’ambiente, Massimo Da Ros erano pronti a rivolgersi alla giustizia amministrativa del Tar se la Giunta regionale non avesse preso la decisione di ieri.

Soddisfazione da parte degli esponenti politici che in questi anni si sono battuti contro la discarica. Claudio Moro della Lega Nord: «Mi congratulo con il presidente della Regione Luca Zaia e con l’assessore all’ambiente Maurizio Conte per il non riconoscimento della compatibilità ambientale della discarica Coveri. Si chiude così una dura battaglia durata 13 anni».

Esprimono la loro soddisfazione anche i consiglieri regionali, Claudio Niero del Pd e Diego Bottacin capogruppo di Verso Nord i quali avevano presentato un’interrogazione congiunta per sollecitare la Giunta regionale a bocciare in via definitiva il discusso impianto di smaltimento.

Sugli scudi anche il Comitato “Civiltà Sostenibile” presieduto da Maurizio Salami che aveva raccolto circa 4mila firme contro la discarica 2-B.

 

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