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Mentre i pedaggi autostradali aumentano, i disservizi non diminuiscono. Il 30 gennaio scorso esco dalla Padova-Mestre alla barriera di Villabona. Imbocco la seconda porta blu sulla destra per coloro che sono muniti di Viacard. Inserisco il ticket prelevato a Padova Est e a seguire la tessera magnetica. Che però non funziona: risulta illeggibile. Suono il campanello per l’assistenza “umana”: mi dicono che se non funziona mi rilasciano una ricevuta di mancato pagamento! La stessa cosa mi è capitata nel novembre scorso, sempre a Villabona. Anche questa volta la tessera è stata resa inservibile dalle macchinette della Cav.

Verifico quali possano essere le cause della smagnetizzazione. Chiedo lumi a un dirigente della Cav che conosco. Mi viene risposto che in quelle macchinette un difetto c’è ma è irrilevante, è solo una questione statistica: poche decine di casi di mancata lettura ogni 8mila passaggi di auto. E perché a me è capitato due volte nel giro di pochi mesi? Inoltre mi viene spiegato che la Cav ha già fatto presente la problematica alla ditta che costruisce quelle macchinette, ma non viene data risposta. Si tratta dell’unica azienda della penisola che realizza quel tipo di lettori per Viacard. E quindi il difetto ce lo dobbiamo tenere così!

Sarei quasi tentato di passare al Telepass per evitare ulteriormente questo inconveniente, ma il gioco non vale la candela per un utilizzatore occasionale dell’autostrada come il sottoscritto.

È giusto che una società costituita con risorse pubbliche come la Cav non si impegni a risolvere questo tipo di inefficienza che danneggia cittadini che pagano le tasse e anche i pedaggi! Mi domando anche: se la Viacard fosse una tecnologia vecchia e inefficiente non sarebbe il caso di investire in un sistema più sicuro come quello dell’Imob che usiamo tutti i giorni negli autobus e nei vaporetti?

Francesco Brasco

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