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Mattino di Padova – Alluvione in provincia

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

8

feb

2014

Sciacalli a Battaglia inseguiti e multati

Due stranieri hanno preso del materiale lasciato per strada

Intanto una multinazionale regala 200 elettrodomestici

BATTAGLIA TERME – Tentano di portar via gli elettrodomestici esposti dagli alluvionati, ma la Protezione civile e la Polizia locale li bloccano. È stato percepito come un atto di sciacallaggio, quello avvenuto ieri verso le 11 tra via Chiodare e via Maggiore. Protagonisti un paio di stranieri dell’Est, che si sono presentati all’imbocco di via Chiodare su un vecchio furgoncino Fiat bianco senza insegne. «Siamo quelli della ditta incaricata di portar via i vecchi elettrodomestici», hanno azzardato. I volontari non si sono fidati. Hanno chiesto di esibire i documenti, che i due non sono stati in grado di fornire. «Allora non vi facciamo passare», è stata la risposta. I due sono quindi ripartiti, ma solo per fermarsi un centinaio di metri più avanti, imboccando una corte tra il civico 50 e il 53 di via Maggiore. Qui sono riusciti a caricare sul furgone alcuni degli oggetti in strada, tra cui un frigorifero e una tivù. Per poi imboccare la statale a ritroso, verso Monselice. Ma gli uomini della Protezione civile e gli agenti della Polizia locale li hanno visti e sono riusciti a prender nota della targa. I vigili li hanno seguiti in auto, riuscendo a fermarli. I due sono stati costretti a tornare sul posto e rimettere giù la merce prelevata. Gli agenti li hanno poi identificati, comminando solo una contravvenzione. Come precisano anche i carabinieri, non si è trattato di vero sciacallaggio (e non c’erano gli estremi per denunce) perché gli oggetti esposti erano comunque rifiuti destinati a esser buttati. L’attenzione comunque resta massima, sia da parte dei carabinieri che della Protezione civile, continuamente presenti per controlli anche notturni. In tanti si avvicinano ai cumuli di spazzatura esposta per prendersi qualcosa: anche ieri sera due giovani stranieri, dalla stessa corte di via Maggiore, hanno arraffato in fretta un giubbotto. Persone chiaramente in stato di bisogno. Ma ai volontari non è andata giù la finta di presentarsi come addetti di una ditta incaricata della raccolta. In senso diametralmente opposto, si è fatto avanti a Battaglia un benefattore per sostenere le tante famiglie che hanno perso tutto. Una multinazionale tedesca produttrice di elettrodomestici si è impegnata a donarne uno nuovo per ogni apparecchio danneggiato dall’acqua. È la Clatronic Italia, con una sede a Padova, di cui è amministratore delegato Luca Mattarello, originario di Battaglia. «Voglio aiutare i miei amici, i vecchi compagni e il sindaco», racconta. «Anche i miei genitori, che abitano in via Maggiore, hanno avuto l’acqua in casa e abbiamo ben presente lo shock. Insieme ad Andrea Boccadifuoco dell’azienda Emilione.it stiamo ritirando gli elettrodomestici danneggiati e da lunedì consegneremo altrettanti apparecchi nuovi dei nostri marchi a tutte le 200 famiglie». Ieri primi sopralluoghi dei tecnici comunali per consegnare i moduli del rimborso e verificare i danni, anche con volontari dell’Ordine degli Architetti.

Francesca Segato

 

Frana precipita su un laboratorio

Duemila metri cubi di roccia si sono staccati nell’ex cava Maso a Luvigliano

TORREGLIA – Circa duemila metri cubi di roccia si sono staccati, a causa delle abbondanti piogge dei giorni scorsi, dalla parete sud alta una quarantina di metri della ex cava di trachite Maso di via Vallarega, a Luvigliano. L’enorme ammasso di pietre e terriccio ha danneggiato il laboratorio per la lavorazione della trachite di Gianni e Renzo Maso, figli dell’ultimo scalpellino di pietra dei Colli Euganei, Giovanni Maso, deceduto appena una decina di giorni fa all’età di 84 anni. «È successo in pieno giorno, eravamo nel cortile della cava e abbiamo avvertito un forte boato e uno spostamento d’aria, sembrava il terremoto» raccontano i fratelli Maso «I danni purtroppo sono rilevanti, ma poteva andare anche peggio. La frana ha messo fuori uso la sega a filo che in quel momento stava tagliando un masso di oltre 200 quintali, che è uscito dai binari. Per rimetterlo in sede servirà l’intervento di una grossa gru». La frana nella ex cava sul colle Solone, inoltre, ha sfondato i portoni e una parete del capannone, sfiorando appena due costose macchine per la lavorazione della trachite: i banco aspirante e la lucidatrice. Oltre a rimettere in funzione il laboratorio, i fratelli Maso dovranno sobbarcarsi la non indifferente spesa di spostare il materiale arrivato giù dalla parete. «È una danno che proprio non ci voleva» aggiungono i due artigiani «in un momento in cui il lavoro scarseggia. Speriamo di ripartire presto, anche se non sarà un’impresa da poco». Poco lontano dalla ex cava di via Vallarega, in via Malterreno è in atto uno smottamento che interessa una porzione di vigneto dell’azienda agricola Sengiari. Sul pendio il terreno si è abbassato di un paio di metri, portandosi dietro le viti e i pali di sostegno.

Gianni Biasetto

 

RUBANO

Via Pellico riaperta per ultima Ora restano angoscia e fango

RUBANO – Tutte riaperte le strade di Rubano, dove l’acqua si è ritirata già da giovedì mattina da tutti i quartieri. Aperta anche via Pellico, svuotata nella notte con i vigili del fuoco, e anche la biblioteca comunale, dove per fortuna l’acqua non è riuscita a entrare. Resta ora la conta dei tanti danni subiti e la ricerca di risposte. L’amministrazione comunale organizzerà un incontro pubblico appunto per discuterne: luogo e data non sono ancora stati definiti. Spiegazioni che si aspetta anche il Movimento 5 stelle di Rubano, che pone una serie di quesiti all’amministrazione e agli enti superiori, ma che intanto lancia un’accusa: «Riteniamo ci siano serie inadeguatezze se non addirittura negligenze da parte dell’amministrazione comunale di Rubano» scrivono, «in quanto sembra non esserci un efficace meccanismo di allerta per i cittadini. La salute in questa zona sembra non sia stata compromessa, ma certo non é stata una passeggiata svegliarsi di notte e trovarsi la casa allagata. Chi devono ringraziare questi cittadini?». E chiedono al Magistrato alle Acque, al Prefetto, al Consorzio di Bonifica Bacchiglione-Brenta e al sindaco Ottorino Gottardo di fare trasparenza riguardo alla gestione delle idrovore e alla mancanza di un allarme alla popolazione e sull’ipotesi che Rubano sia stata “sacrificata” per salvare Padova.

Cristina Salvato

 

SELVAZZANO

Caselle e Tencarola temono i furti

Intensificata la sorveglianza dei materiali messi ad asciugare

SELVAZZANO – In municipio a Selvazzano da oggi è attivo uno sportello che fornisce informazioni ai cittadini sulle modalità di richiesta di risarcimento dei danni provocati dagli allagamenti del 4 e 5 febbraio. Per informazioni i cittadini possono telefonare al numero 049 8733873 (e chiede di Marzia Alban). Etra in un comunicato fa sapere che i residenti che hanno necessità di conferire rifiuti ingombranti possono prenotare l’asporto a domicilio gratuito al numero verde 800247842. Oggi gli utenti colpiti dall’acqua potranno conferire i rifiuti dalle ore 8 alle 16 al punto di raccolta comunale di via Galvani. Il sindaco Enoch Soranzo informa inoltre che nessuna persona è stata incaricata dal Comune di eseguire perizie nelle abitazioni finite sott’acqua. Il primo cittadino mette dunque in guardia i cittadini da eventuali truffe. Nelle ultime ore nelle zone alluvionate di Caselle e Tencarola sono stati intensificati i controlli da parte delle forze dell’ordine. «Ci sono arrivate segnalazioni di tentativi di sciacallaggio riguardanti il materiale che le famiglie hanno messo ad asciugare fuori dell’abitazione. È un lavoro aggiuntivo per chi controlla il territorio», afferma Soranzo. Passata l’acqua, ora è partita la conta dei danni. Gli abitanti di Caselle e Tencarola che hanno avuto danni e disagi dalla tracimazione degli scoli Mestrina, Storta e Brentella sarebbero più di 5 mila. L’acqua è entrata in oltre 250 abitazioni. I danni ai privati sono ingenti. C’è gente che afferma che per riparare quanto provocato dall’acqua nella propria abitazione ci vorranno centomila euro. Non da meno sono i guasti alle strutture pubbliche. Le strade del territorio sembrano bombardate: l’acqua ha fatto scoppiare il manto d’asfalto in molti punti creando pericolose buche. È una situazione che richiederà in tempi brevi un impegno economico non indifferente a carico del bilancio comunale, perché serviranno manutenzioni straordinarie.

(g.b.)

 

l’invenzione

La piena in diretta con l’app per iPhone

La piena in un’app. Si chiama “Bacchiglione” e l’ha inventata un ingegnere trevigiano che, sensibile al fascino del fiume, ha preso la residenza in golena Paltana ma che ha capito molto in fretta quanto la sua casa possa essere esposta ai rischi di allagamento. «Non potendo essere sempre presente, ho inventato un’applicazione che controlli la situazione del fiume per me». L’app (che funziona su iPhone, iPad e iTouch) permette di monitorare il livello del fiume nelle ultime 48 ore, con aggiornamenti in tempo reale da cinque luoghi diversi (Padova, Vicenza, Longare, Montegalda e Bovolenta) e con notifiche push segnala il raggiungimento del livello di attenzione e di allarme. Gli aggiornamenti si possono poi condividere sui social network.

 

SELVAZZANO

Caselle e Tencarola temono i furti

Intensificata la sorveglianza dei materiali messi ad asciugare

SELVAZZANO – In municipio a Selvazzano da oggi è attivo uno sportello che fornisce informazioni ai cittadini sulle modalità di richiesta di risarcimento dei danni provocati dagli allagamenti del 4 e 5 febbraio. Per informazioni i cittadini possono telefonare al numero 049 8733873 (e chiede di Marzia Alban). Etra in un comunicato fa sapere che i residenti che hanno necessità di conferire rifiuti ingombranti possono prenotare l’asporto a domicilio gratuito al numero verde 800247842. Oggi gli utenti colpiti dall’acqua potranno conferire i rifiuti dalle ore 8 alle 16 al punto di raccolta comunale di via Galvani. Il sindaco Enoch Soranzo informa inoltre che nessuna persona è stata incaricata dal Comune di eseguire perizie nelle abitazioni finite sott’acqua. Il primo cittadino mette dunque in guardia i cittadini da eventuali truffe. Nelle ultime ore nelle zone alluvionate di Caselle e Tencarola sono stati intensificati i controlli da parte delle forze dell’ordine. «Ci sono arrivate segnalazioni di tentativi di sciacallaggio riguardanti il materiale che le famiglie hanno messo ad asciugare fuori dell’abitazione. È un lavoro aggiuntivo per chi controlla il territorio», afferma Soranzo. Passata l’acqua, ora è partita la conta dei danni. Gli abitanti di Caselle e Tencarola che hanno avuto danni e disagi dalla tracimazione degli scoli Mestrina, Storta e Brentella sarebbero più di 5 mila. L’acqua è entrata in oltre 250 abitazioni. I danni ai privati sono ingenti. C’è gente che afferma che per riparare quanto provocato dall’acqua nella propria abitazione ci vorranno centomila euro. Non da meno sono i guasti alle strutture pubbliche. Le strade del territorio sembrano bombardate: l’acqua ha fatto scoppiare il manto d’asfalto in molti punti creando pericolose buche. È una situazione che richiederà in tempi brevi un impegno economico non indifferente a carico del bilancio comunale, perché serviranno manutenzioni straordinarie.

(g.b.)

 

Danni a Montegrotto per decine di milioni campi ancora allagati

Tutti gli sfollati ritornano a casa, riapre via Circonvallazione

In municipio uno sportello per accelerare l’iter dei rimborsi

MONTEGROTTO TERME – Con la riapertura del sottopasso di via Circonvallazione Ovest prevista per oggi, Montegrotto tornerà finalmente alla normalità. L’allarme è cessato e ora può iniziare in modo concreto la conta dei danni. «Sono state interessate dall’alluvione 34 strade», spiega il sindaco Massimo Bordin «È ancora difficile fare una stima attendibile, ma di certo si tratta di decine di milioni di euro di danni. Montegrotto è stato indubbiamente uno dei comuni più colpiti dagli allagamenti. Abbiamo subito danni materiali, ma anche di immagine per le nostre strutture alberghiere. In questi giorni stanno arrivando tante disdette e questo penalizza in modo pesante la nostra economia». Sportello degli alluvionati. Il Comune ieri ha aperto l’ufficio tecnico, trasformandolo in “Sportello degli alluvionati”. «Da oggi gireremo casa per casa per verificare i danni avuti dalle abitazioni colpite dagli allagamenti», annuncia Bordin. «Stileremo attraverso il nostro sportello una relazione tecnica, che servirà sia in campo assicurativo, che per anticipare i tempi. Se la Regione, come spero, stanzierà un contributo, dovremmo riuscire ad accorciare l’iter burocratico, senza quindi aspettare i due anni come è accaduto nel 2010 a Casalserugo». Da ieri non si registrano più sfollati. Il numero delle persone che hanno dovuto lasciare le loro abitazioni non supera la ventina. Singolari però le richieste che arrivano in Comune nelle ultime ore. «Si è presentato un falso alluvionato che era andato a dormire all’Hotel Marconi e che è venuto a presentarmi il conto come fosse stato una delle vittime della calamità», racconta sorridendo il sindaco. Da lunedì sarà attivato dal Comune il conto corrente a cui devolvere gli aiuti alle famiglie alluvionate. I danni all’agricoltura. Si stanno ancora vivendo momenti di apprensione nella zona del Catajo, dove l’acqua fatica a scendere e dove si registrano i primi crateri nelle strade. In emergenza sono le aziende agricole, in particolare la “Mazzucato”, che ha registrato i guasti maggiori. «Abbiamo all’incirca 200 mila euro di danni», sostengono Romeo, Elvia e la figlia Marica. «Tra i macchinari e la casa siamo stati colpiti in modo pesante da questa alluvione che ha portato in cantina fino ad un metro e mezzo di acqua. Dovremo buttare via una pigiatrice, una pompa mono, una pressa, un frigo, tre filtri, cinque pompe di varie misure e un muletto. Senza contare i danni avuti in casa, dove abbiamo la caldaia inutilizzabile. Siamo rimasti al buio per due giorni e siamo dovuti fuggire da parenti con un trattore». Danni anche alle colture: «Abbiamo quattro ettari di vigneto, che sono ancora sommersi da un metro e mezzo di acqua: temiamo per quelle piante». Danni di minor entità hanno interessato le vicine aziende agricole “Salmaso” e “Fattoria del Graspo Ragno”. Prosegue intanto nelle abitazioni e negli alberghi l’opera di pulizia dei locali.

Federico Franchin

 

LOZZO ATESTINO

Un quinto del paese è finito sott’acqua Tre famiglie isolate

LOZZO ATESTINO – Nella zona che comprende la località Bellone, via Vela e Lanzetta sono stati allagati cinquecentoventicinque ettari di terreno, pari al 22 per cento dell’intera superficie del paese. La buona notizia è arrivata dallo scolo Roneghetto, che ieri mattina ha ricominciato a ricevere l’acqua, permettendo un lento deflusso. Fino alle 13 di ieri in via Bellone il livello dell’acqua è calato di circa cinque centimetri, ma la situazione delle tre famiglie che abitano in fondo alla via non è cambiata di molto rispetto ai giorni scorsi. Si può imboccare la strada a piedi calzando gli stivali di gomma e arrivare fino a circa duecento metri dall’inizio, ma poi per andare avanti bisogna salire su un trattore oppure un fuoristrada, che poi devono avanzare sempre con molta cautela perché basta un niente per uscire dalla carreggiata e finire, è proprio il caso di dirlo, in un mare di guai. I residenti bloccati hanno luce, gas e acqua e i volontari della protezione civile hanno continuato a rifornirli di viveri e bevande. Lo stesso è avvenuto per le tre famiglie di via Vela. A Lanzetta, un’abitazione ha ancora un metro e trenta di acqua dentro al garage. Nella confinante Vo’, la frana nei pressi della cava Giora e lo smottamento verificatosi in via Rovarolla sono stabili. Sempre in via Rovarolla, la famiglia Fenzi che abita nel civico 1107 ha rischiato di perdere il garage e il pollaio a causa di un pesante smottamento. I proprietari hanno chiamato una ruspa per aprire una via al deflusso delle acque. Il versante nord del monte Rovarolla è un’altra zona franosa ad alto rischio. I dissesti in via Belvedere e in via Rialto a Rovolon si sono ancora mossi ma di poco. Il responsabile dell’Ufficio tecnico comunale e i colleghi della Provincia si sono incontrati per decidere come rendere percorribile anche se in maniera provvisoria i trecento metri devastati dall’acqua in via Belvedere. Appena possibile sarà fatto un fondo stabilizzato, così come il Comune farà per i cinquanta metri di strada sprofondati in via Rialto. Intanto è stato completato il posizionamento anche nei comuni limitrofi della segnaletica stradale che indica ai veicoli come raggiungere senza problemi il centro abitato di Rovolon Alto e le varie attività economiche che operano nei suoi paraggi. Il sindaco rovolonese Maria Elena Sinigaglia ha annunciato sul suo profilo Facebook che sono cominciati i lavori in via San Pietro a Carbonara, dove ha ceduto una ventina di metri di carreggiata e che poi verranno eliminati il piccolo smottamento sopra la strada di via San Giovanni Battista e quello di via Spinazzola.

Piergiorgio Di Giovanni

 

ANGUILLARA

A Valmarana ora c’è un lago ma le idrovore funzionano

ANGUILLARA – Un ampio lago è spuntato nella campagna in località Valmarana. Al centro c’è un’abitazione. È la conseguenza del fermo imposto agli impianti idrovori della zona nei giorni di massima piena dei canali principali. Uno di questi, il Gorzone, non poteva ricevere l’acqua che si stava accumulando nei corsi d’acqua minori, così i terreni più bassi si sono allagati per alcune decine di ettari. Fra le zone più colpite c’è Valmarana, a nord-ovest di Anguillara, dove l’acqua ha raggiunto anche l’abitazione della famiglia Trovò. Per salvarla, la protezione civile ha creato barriere con sacchi di sabbia agli ingressi e messo in funzione una pompa che per 48 ore ha scaricato all’esterno l’acqua che entrava. I residenti sono stati accompagnati dentro e fuori casa su un trattore, l’unico mezzo che riusciva a superare la barriera d’acqua. La situazione ha iniziato a migliorare lentamente da ieri pomeriggio e nelle prossime ore l’emergenza dovrebbe rientrare. La vicina idrovora Giovannelli che scarica nel Gorzone infatti da ieri, dopo il fermo imposto dal Genio Civile, ha ripreso a funzionare insieme agli altri impianti del Consorzio di Bonifica, i cui tecnici si occupano anche di regolare il flusso dell’acqua per evitare che finiscano allegate le aree più densamente abitate. «La situazione è sotto controllo» conferma il sindaco Luigi Polo «e a parte questi allagamenti non abbiamo altre criticità. Speriamo che nelle prossime ore il maltempo non crei altri problemi». Intanto a Bovolenta ha riaperto anche il tratto di via Garibaldi che era ancora chiuso e la palizzata di sostegno al murazzo è stata rimossa. Riaperta anche la “Ponta”, ma la Protezione civile continuerà a presidiare gli argini nei prossimi giorni.

Nicola Stievano

 

VESCOVANA

Pesantissimi guasti per l’agricoltura In ansia per gli argini

VESCOVANA – Tra i Comuni ancora in piena allerta c’è sicuramente Vescovana, dove da giorni il sindaco Elena Muraro chiede un intervento di Genio e Consorzio per scongiurare il rischio di esondazione e di cedimenti arginali per il Santa Caterina e per il Gorzone. «Viene pompata acqua a monte e a valle e dunque qui al centro i livelli non calano mai», denuncia la Muraro. «C’è poi un continuo scaricabarile tra le autorità e non so più a chi rivolgermi». I timori si sono concretizzati in alcuni cedimenti del Santa Caterina in pieno centro: a pochi metri da Villa Pisani Scalabrin un muro arginale presenta preoccupanti infiltrazioni. Si sta pensando, in questo punto, di rinforzare la parte con dei pali di legno. Restano inoltre pesantemente allagate vaste aree agricole in tutto il bacino. Lo stop degli impianti idrovori ha causato pesanti esondazioni dei canali minori, come a Boara Pisani: «Il fermo degli impianti che pompavano l’acqua dal Sabbadina al Gorzone ha mandato sott’acqua migliaia di ettari» conferma Luca Pescarin, sindaco di Boara «Gli agricoltori avevano appena seminato: non oso immaginare quanti danni hanno subito con questi allagamenti, il cui prosciugamento richiederà un bel po’ di tempo». In zona Sabbadina e Ca’ Bianca il bilancio è pesante: tra i vari casi c’è quello della famiglia Pasqualin in via Gallo, dove sette cavalli sono costretti a rimanere in un fazzoletto di terra perché l’acqua ha invaso prepotentemente il loro “maneggio”. La preoccupazione e la rabbia degli agricoltori è raccolta in particolare da Confagricoltura, allarmata dagli 8 mila ettrari sommersi dall’acqua nella Bassa Padovana, in particolare nel bacino del Fratta-Gorzone e a Lozzo Atestino dove ha esondato il Roneghetto. Qui il Consorzio di Bonifica Adige Euganeo stima che serviranno almeno 6-8 giorni per prosciugare completamente l’acqua presente nei campi, sempre che la pioggia prevista nelle prossime ore non aggravi ulteriormente la situazione. «Non è ora il momento per entrare nel merito delle cose che dopo l’alluvione del 2010 dovevano essere fatte per prevenire questi eventi», è il commento di Giordano Emo Capodilista, presidente di Confagricoltura Padova. «Lo faremo quanto prima con iniziative concrete che cercheremo di condividere con le altre associazioni agricole e anche con tutte le associazioni imprenditoriali. Non ci possono più essere giustificazioni all’immobilismo, come la burocrazia, l’opposizione di qualche sindaco o di qualche comitato o le scarse risorse: sono pretesti che nascondono irresponsabilità e incapacità di agire».

Nicola Cesaro

 

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