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Debiti per 16 milioni di euro, i giudici vogliono vederci chiaro sulle garanzie offerte dalla società

Ci sono da pagare i creditori (banche e fornitori) grazie alla vendita di alcuni immobili di proprietà

A sorpresa, il Tribunale civile di Venezia non ha dato il via libera alla procedura per il concordato preventivo del Parco tecnologico e scientifico Vega Scarl. Ieri, il presidente della società, il trevigiano Daniele Moretto, l’avvocato veneziano Francesco Mercurio, che ha stilato il piano per il concordato, e il commissario Piero De Bei sono stati convocati per un’udienza fissata per il prossimo 20 febbraio. È evidente che il giudice delegato Alessandro Girardi e gli altri suoi due colleghi vogliono vederci più chiaro, in particolare sulle garanzie offerte da Vega per pagare tutti i creditori al 100 per cento grazie alle vendite di immobili di sua proprietà.

La società di Marghera è per più della metà in mani pubbliche visto che delle azioni il 37,32 per cento appartiene al Comune, il 4,40 alla Provincia, il 17 alla Veneto Innovazione Holding della Regione. Il totale dei debiti, stando ai conti presentati da Vega, è di sedici milioni e 222 mila euro (di cui quasi otto milioni con le banche e cinque milioni con i fornitori), ma tra liquidità, crediti da riscuotere, immobilizzazioni materiali e immateriali l’attivo sfiora i 30 milioni di euro.

«La società propone un concordato (con continuità aziendale) con cessioni di alcuni beni e diritti esistenti nel proprio patrimonio… che consentono di ritenere più che probabile il pagamento integrale dei creditori» si legge nell’istanza per il concordato. Nel documento sono elencate le cessioni da fare: gli immobili Auriga, Lybra, il terreno ex Agip e l’area Pandora, oltre alle partecipazioni in Venezia Tecnologie e le disponibilità liquide. A fronte dei 16 milioni e 222 mila euro di debiti, grazie alle cessioni segnalate la cifra raggiunta sarebbe di oltre 21 milioni di euro. Stando ai conti della società, dunque, i creditori dovrebbero stare tranquilli, ma i giudici evidentemente non ne sono certi e probabilmente giovedì prossimo chiederanno maggiori garanzie di copertura dei debiti, per questo hanno convocato il presidente della società e il professionista che ha firmato l’istanza. Nel documento, inoltre, vengono elencati i contratti che, ottenuto il via libera al concordato preventivo, Vega Scarl chiederà di sciogliere, naturalmente con l’autorizzazione del Tribunale. Il primo è quello per l’approvvigionamento e gestione di energia elettrica e termica per il quale, ad esempio, per il primo bimestre 2013 è stata fatturata l’astronomica cifra di 618 mila euro. Il secondo è il contratto con Alfa srl, la società che gestisce e controlla varchi e parcheggi dell’intera area. E ancora quelli con Ristorazione Donazzon Achille, che gestisce la mensa e il bar, e con Vitrociset spa, società per la fornitura e l’assistenza di impianti wifi.

Giorgio Cecchetti

 

firmato un accordo in provincia

Posti di lavoro e ricerca garantiti

Contratti di solidarietà e distacchi per i tredici dipendenti del Parco

Nessun taglio di posti di lavoro né perdite di professionalità, ma una riduzione dell’orario di lavoro per un anno e per tutti i 13 dipendenti (di cui 3 a tempo determinato), con contratti di solidarietà e la garanzia che il Parco tecnologico e scientifico Vega Scarl – che ha presentato una richiesta di concordato in bianco all’esame del Tribunale – punterà ancora su ricerca e innovazione tecnologica. Sono questi, in estrema sintesi, i punti dell’accordo siglato ieri all’Ufficio del lavoro della Provincia dal presidente Daniele Moretto e dall’amministratore delegato Tommaso Santini di Vega Scarl e i segretari della Camera del Lavoro Metropolitana, Roberto Montagner e Gianfranco Rizzetto. Erano presenti alla trattativa anche il direttore Paolo Di Prima per il Comune di Venezia (socio di maggioranza di Vega Scarl) e Antonio Baldi di Confindustria Venezia.

«Unico assente non giustificato, anche questa volta» ha voluto precisare Roberto Montagner «Isi Coppola, in qualità di assessore all’Economia, allo Sviluppo e alla Ricerca della Regione che, oltre ad essere socia (insieme al Comune di Venezia e all’Eni), è anche debitrice di Vega Scarl al quale deve ancora 750 mila euro».

«L’assessore Coppola», aggiunge Montagner, «s’era impegnata a lavorare per realizzare accordi di sinergie tra il Vega di Marghera e gli altri parchi tecnologici e scientifici e centri di ricerca presenti nella nostra Regione. Impegno che a tutt’oggi non ha mantenuto».

La Cgil, prende invece atto «dell’impegno dimostrato dal Comune di Venezia per arrivare a questo accordo sull’occupazione».

Ma anche senza la Regione e con l’impegno diretto del Comune si è arrivati a questo accordo che garantisce i posti di lavoro e le attività di ricerca e di innovazione tecnologica «che», come ricorda Montegner, «sono la missione per la quale il parco Vega è stato creato più di dieci anni fa a Marghera. Una missione che noi come Cgil, insieme ai lavoratori, continueremo a difendere, attraverso una vigilanza attiva dell’applicazione dell’accordo appena firmato».

Nell’accordo siglato in Provincia, si riafferma, infatti, nella premessa, che «Vega Scarl si occupa di attività dirette allo sviluppo dell’area industriale di Porto Marghera attraverso la creazione di centri e servizi che promuovono l’innovazione tecnologica, gestionale e organizzativa delle imprese».

A tal fine Vega «gestisce le attività dell’incubatore, sostenendo la nascita di nuove imprese innovative, offrendo assistenza alle start-up e agli spin off universitari».

Nell’accordo si specifica che in previsione della «riduzione dei costi come da piano concordatario ed un assetto definitivo del personale pari a 7 unità a tempo indeterminato», per i 3 dipendenti a tempo determinato si cercherà un’alternativa occupazionale con l’impegno di Eni e dei soci pubblici di Vega Scarl; altri due (entrambi ricercatori) saranno temporaneamente distaccati presso Veritas spa». «Ove ne ricorrano i presupposti di legge», si aggiunge nell’accordo, «Vega ricorrerà al contratto di solidarietà per tutti i dipendenti in forza (ad eccezione dei dipendenti in distacco) nella misura massima consentita dalla legge e per la durata di 12 mesi, eventualmente prorogabili». Infine, le parti firmatarie hanno concordato «che l’efficacia dell’accordo, essendo stata Vega in procedura di concordato, rimane comunque subordinata all’approvazione da parte del giudice delegato».

Gianni Favarato

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