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Regione e Anci Veneto trovano l’accordo sui punti controversi della normativa

Pigozzo (Pd) apprezza lo sforzo di Zorzato (Ncd): «Ravvedimento operoso» 

PADOVA – Serviranno almeno tre “nulla osta”: quelli dell’ufficio legislativo, della giunta regionale e della commissione Urbanistica. Anche procedendo a tappe forzate, al vicegovernatore Marino Zorzato e assessore all’Urbanistica (Ncd) serviranno almeno 30-40 giorni per completare l’iter della circolare esplicativa della legge regionale 32/2013, meglio nota come “Piano casa ter”.

Ben diciannove i punti sui quali, ieri pomeriggio, a Villa Cesarotti di Selvazzano Dentro, Zorzato si è confrontato con i sindaci del direttivo di Anci Veneto. All’incontro hanno partecipato anche Andrea Bassi (Lega Nord) e Bruno Pigozzo (Pd), rispettivamente presidente e vicepresidente della commissione Urbanistica-Edilizia abitativa. Regione e primi cittadini hanno trovato un accordo che il “numero uno” di Anci Veneto, Giorgio Dal Negro, sindaco di Negrar, non esita a definire «onorevole».

Tra le indicazioni più attese quella che limita a un solo piano la possibilità di ampliare in altezza. Così pure Zorzato (che ha già incontrato quattro volte i sindaci) si è dichiarato disponibile a intervenire sulla norma che concede la possibilità di ampliare gli edifici esistenti al 31 ottobre 2013 su un lotto non di pertinenza dell’edificio che genera l’ampliamento, purché lo stesso si trovi a non più di 200 metri, misurabili in linea d’aria, e appartenga al medesimo proprietario.

Quanto alle norme che il 24 gennaio sono state impugnate dal Consiglio dei ministri, su proposta del ministro degli Affari regionali Graziano Delrio, Zorzato puntualizza che, per intervenire sulla sagoma e sul rischio idrogeologico (concetto che va inserito non in alternativa ma in abbinata al rischio idraulico), sarà necessario votare alcuni articoli all’interno di una legge attualmente all’esame del consiglio (probabilmente quella sul consumo del suolo) oppure, per accelerare i tempi di approvazione, si potrà varare una normativa ad hoc.

Altro tema sul tavolo il ripristino del cosiddetto “potere dei sindaci” in ordine alle richieste presentate dai Comuni. Zorzato e i primi cittadini hanno trovato l’intesa su un percorso che preveda, per le istanze che meritano un approfondimento, l’approvazione in consiglio comunale di una variante “veloce” .

L’impegno di Zorzato riscuote l’apprezzamento del democratico Pigozzo. «L’incontro, senza dubbio tardivo», puntualizza il vicepresidente della commissione consiliare, «va però considerato produttivo. Possiamo definirlo un ravvedimento operoso, giacchè i nodi sui quali si discute ora erano stati sollevati, prima dell’approvazione di novembre 2013, sia in commissione che in aula. D’altra parte, come gruppo Pd, già il 15 gennaio abbiamo presentato una dettagliata proposta di modifica della legge in ordine alle competenze dei Comuni».

Sostanzialmente soddisfatto si dichiara il presidente di Anci Veneto, Dal Negro: «Al vicepresidente Zorzato abbiamo ricordato l’urgenza di varare quanto prima il Consiglio delle Autonomie, un organismo che consentirebbe alla giunta regionale di raccogliere l’opinione dei sindaci prima di portare in aula i provvedimenti. Asiago non ha certo le stesse esigenze di Negrar, o di certi piccoli Comuni bellunesi».

Claudio Baccarin

 

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