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Nuova Venezia – Unione dei Comuni, ecco i primi ostacoli

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

18

mar

2014

Sia a Mirano che a Santa Maria di Sala le opposizioni mettono in evidenza la mancanza d’informazione

MIRANO – Primi scogli per l’Unione dei comuni del Miranese, che arriva nei singoli Consigli comunali incontrando un’accoglienza tutto fuorché a braccia aperte. Fremono un po’ ovunque le minoranze, che ancor prima di esprimersi nel merito fanno già sapere che quella in aula non sarà affatto una passerella.

A Mirano tutta l’opposizione, dal Movimento5 stelle, a Prima il Veneto, passando per il Pdl (all’appello manca solo Lucio Dalla Costa) denunciano: «Dopo tre sedute della commissione affari generali, in cui si è parlato di Unione in modo poco approfondito, è dovere della giunta spiegare: quali sono i soggetti coinvolti, per quali funzioni e come».

La sortita fa leva in realtà su un malumore diffuso in città, sia tra i cittadini che tra i dipendenti comunali, che ancora non hanno chiaro quale sarà l’approdo finale.

«Non sono stati illustrati costi e benefici», spiegano Martina Pasqualetto, Marco Marchiori e Antonio Milan (M5s), Marina Balleello (Pdl) e Giampietro Saccon (Prima il Veneto), «oltre al Consiglio, anche i cittadini devono essere coinvolti nella scelta di aderire o meno a un’Unione di comuni».

La polemica è anche tecnica: «Non è stato presentato in commissione l’impatto economico e finanziario di questa operazione. Siamo di fronte a un progetto condiviso di territorio o si sta cercando di mettere insieme strutture amministrative? Dobbiamo saperlo, perché unire polizie locali, protezione civile e servizio di elaborazione delle buste paga non può essere spacciato per un progetto di Unione, scaricando magari sui cittadini i maggiori costi derivanti dalla necessità di nuove figure professionali come, ad esempio, il direttore generale».

A Santa Maria di Sala, stavolta da sinistra, è Giuseppe Rodighiero di Civica Insieme a chiedere certezze: «Valutiamo positivamente il percorso intrapreso», spiega,«ma allo stesso tempo invitiamo il sindaco Fragomeni a proporre a breve un incontro per coinvolgere e illustrare il piano ai cittadini e alle categorie economiche del territorio».

Insomma, da destra e da sinistra sale la richiesta di rendere partecipata anche l’Unione. Il sindaco di Mirano getta acqua sul fuoco: «È la Regione a spingere perché si formalizzi la nascita entro i primi mesi del 2014 dell’Unione e questo è fondamentale sia per non perdere i finanziamenti, sia per rimanere legati alla nascita della Città metropolitana. Se lo scopo è avere più informazioni c’è già una commissione deputata a questo, convocata per il 20 marzo e che tratterà anche di temi economici ».

Filippo De Gaspari

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