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SPINEA – Discarica di Luneo, dopo l’inizio dei lavori parlano i residenti. Soddisfatti per l’avvio della caratterizzazione, che porterà gli esperti a conoscere cosa è effettivamente sepolto nel sottosuolo e pianificare poi le conseguenti azioni di bonifica, ma anche determinati a fare ancora da sentinelle e soprattutto a chiedere giustizia.

«È una battaglia che conduciamo da 33 anni», spiega il portavoce dei residenti, Gianni Corò, «in prima persona e senza aiuti della politica, anzi spesso lasciati soli anche dalle istituzioni ambientali e sanitarie. Qui c’è gente che si è ammalata e qualcuno è morto, sappiamo che là sotto sono sepolti veleni, ora l’unica cosa che chiediamo è di fare alla svelta».

Cercano la verità gli abitanti di via Luneo, oggi come allora: «Saremo una spina nel fianco di Comune, Regione e Veritas», aggiunge Corò, «non vogliamo che l’avvio dei lavori sia una passerella per i politici, quando la battaglia l’hanno fatta i residenti: chiediamo di fare presto e conoscere la verità».

Corò resta convinto dei pericoli del sito: «Che là sotto ci siano veleni non lo dico io, ci sono studi e un dossier dell’Asl di Verona. Per questo chiediamo che i lavori proseguano velocemente ».

Nel cantiere intanto, si fanno le tracciature preliminari e i rilievi topografici necessari alla georeferenziazione delle opere successive. Nei prossimi giorni si procederà con gli sfalci della vegetazione e quindi con le perforazioni e gli scavi veri e propri.

(f.d.g.)

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