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Moraglia ieri negli edifici del Parco scientifico e nel cantiere per l’Expo 2015

Il presidente Moretto lancia l’appello: «Pregate per il futuro dei nostri lavoratori»

MARGHERA «Una preghiera del Patriarca per il parco scientifico e tecnologico Vega, affinchè superi questo difficile momento e continui a sviluppare imprese e ricerca». Tutto si può dire tranne che Daniele Moretto, presidente di Vega scarl, non sia preoccupato del futuro di una struttura il cui destino è appeso alla decisione del Tribunale di Venezia, che ha ricevuto dall’ad Tommaso Santini un piano di concordato definitivo da 20milioni di euro, per salvarsi dal fallimento. Un concordato che contempla la vendita di immobili e tagli ai costi di gestione (energia, strutture) e una riduzione del personale dipendente che passerà da 13 a 7 unità. Moretto ha lanciato il suo appello direttamente al Patriarca Francesco Moraglia, ieri in visita al Vega1 a al cantiere del Vega 2 dove sorgerà il padiglione legato all’Expo 2015.

«Le chiedo di ricordarsi del parco scientifico nelle sue preghiere – ha detto il presidente di Vega scarl a Moraglia – è importante che questa struttura abbia un futuro per chi ci lavora e per le loro famiglie».

La visita. Il Patriarca comincia la sua visita al parco scientifico dal cantiere di Vega2. Qui, su un’area di 40mila metri quadrati, Condotte Immobiliare realizzerà il padiglione di 10.000 metri quadrati adibito a scopi espositivi e congressuali. Primo appuntamento, Aquae, esposizione veneziana dedicata all’acqua promossa da Expo Venice spa e collaterale all’Expo del 2015. Il padiglione verrà utilizzato anche dopo l’Expo milanese puntando sempre sul tema dell’acqua e ospitando, dunque, aziende del settore (come quelle che si occupano di depurazione). I lavori,che coinvolgono decine di operai, termineranno fra circa un anno. Preghiere. Nella zona del Vega1 il Patriarca ha fatto visita ad alcune aziende dell’incubatore (Green Team Lab, Kid Pass, Onda Media, Solwa srl, Unisky). Prima, però, ha salutato con un discorso la platea composta da una cinquantina di persone.

L’intervento di Moraglia è preceduto da quello dell’ad Tommaso Santini, che snocciola un po’ di numeri relativi a una struttura «composta da 200 imprese che danno lavoro a oltre 2mila addetti», dell’assessore Roberto Panciera e di Agnese Lunardelli, vicepresidente dei giovani di Unindustria Venezia.

Dopo Santini, l’appello di Moretto al Patriarca: «La crisi ha investito anche il Vega abbiamo fatto ricorso al concordato in continuità, ma dobbiamo sacrificare parte del nostro patrimonio immobiliare per ripianare i debiti e per avviare un’opera di riorganizzazione. Le chiedo. quindi, di ricordare il Vega nelle sue preghiere».

Etica e uomo. Nel suo discorso Francesco Moraglia sottolinea che parlare di ricerca, innovazione, competitività, sviluppo ha senso solo «se c’è al di sopra di tutto un progetto più ampio, un principio ispiratore: l’uomo, la persona». Il Patriarca ha ricordato anche le parole di Papa Wojtila pronunciate proprio a Porto Marghera nel 1985: «Questa realtà, diceva il Papa, è un patrimonio di esperienza lavorativa, imprenditoriale e sindacale, di professionalità e di ricerca tecnologica che va conservato, incrementato e messo a frutto a favore dello sviluppo del territorio. Ma il rilancio, o avrà una sua anima etica o non sarà autentico sviluppo». Infine, un appello affinchè tutti «operino con quel virtuoso mix di creatività, innovazione, saggezza, equilibrio, coraggio e responsabilità così necessario per poter intraprendere le strade giuste per generare un autentico, pieno e totale sviluppo delle persone e insieme del bene comune».

Gianluca Codognato

 

IL NODO DEI COSTI

E al Vega l’affitto vale 180 mila euro Alessio Patron Corre l’anno 2010 quando la Regione Veneto, considerati i tempi, l’assenza di domanda e anche di capacità per poterla raccogliere, decide di riorganizzare il distretto hi-tech di Marghera. Nell’ottica di un potenziamento-snellimento, Nanofab viene incorporata in Veneto Nanotech con delibera del 18 maggio 2010 e si procede a una lenta dismissione di Civen completata nel 2013, una volta chiusi tutti i progetti approvati e in corso. Ma il meccanismo creatosi, all’interno del distretto veneziano con le sue due appendici di Padova e Rovigo, sembra quello di un cane che si morde la coda. Ciò che pesa sui conti di Veneto Nanotech è scritto al capitolo affitti (885mila euro più 446mila di fatture nel 2012). I laboratori di Venezia si trovano infatti al Vega, nella Torre Hammon ristrutturata con fondi europei che non hanno coperto l’intero ammontare dell’investimento.

«Per questo si è resa necessaria, per rientrare, la definizione di una rigorosa politica di affitti con canoni non troppo economici» svelano fonti autorevoli. Si parte (stando ai resoconti) da 600mila euro l’anno che poi vengono dimezzati a 300mila per un totale di 7 milioni di euro da recuperare in 12 anni. Accordi recenti (inizi 2013) hanno portato a limare ulteriormente questa cifra: a bilancio 2012, si iscrivono 180mila euro l’anno per sei anni.

(e.v.)

 

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