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SCOPPIA IL CASO

Le accuse: «Manca la pista per arrivarci e la rampa d’accesso è troppo inclinata»

Non è ancora stato aperto, ma già suscita dubbi e scatena polemiche. Il bicipark della stazione di Mestre è stato inaugurato tre giorni fa, sarà aperto al pubblico lunedì prossimo, ma già i pendolari gli fanno le pulci, e sono pronti a mobilitarsi per chiedere interventi migliorativi, anche se per alcuni aspetti sarà molto difficile intervenire.

Dice Lucia Panareo, che parla a nome di un gruppo di pendolari: «Per arrivare al piano c’è una salita ripida in metallo a griglia e quando piove cosa succederà? Ci saranno degli scivoloni da paura, per non dire delle donne che indossano scarpe con i tacchi».

Ma la rampa d’accesso, che bisognerà percorrere portando la bicicletta a mano facendo zig-zag tra gli archetti installati, è solo uno dei problemi sollevati dai ciclisti pendolari che ogni giorno vanno in stazione in bicicletta per poi andare a prendere il treno.

«L’entrata è impraticabile molto pericolosa perché non c’è una pista ciclabile o un corridoio agibile con le bici », prosegue la donna, «c’è solo un pezzetto di marciapiedi tutto sgangherato. E infine non è possibile l’accesso dall’interno della stazione, dalla quale è abbastanza lontano. Non so davvero chi abbia progettato questo bicipark, senza tenere conto delle esigenze dei pendolari ciclisti».

Nei prossimi giorni i pendolari potrebbero anche mobilitarsi con una petizione per chiedere alcune correzioni, a partire dalla realizzazione di una pista ciclabile per l’accesso, anche perché per verificare la comodità della corsi che sale fino al piano destinato al parcheggio delle bici bisognerà aspettare lunedì, quando il bicipark aprirà in concomitanza con la chiusura del parcheggio di piazzale Favretti (resterà comunque aperto un altra settimana, ma solo per andare a recuperare le biciclette ed eventualmente spostarle nelle nuova struttura).

(f.fur.)

 

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