Segui @OpzioneZero Gli aggiornamenti principali anche su Facebook e Twitter. Clicca su "Mi piace" o "Segui".

Questo sito utilizza cookie di profilazione, propri o di terze parti per rendere migliore l'esperienza d'uso degli utenti. Continuando la navigazione acconsenti all'uso dei cookie. Per maggiori informazioni cliccare qui



Sostieni la battaglia contro l'inceneritore di Fusina, contribuisci alle spese legali per il ricorso al TAR. Versamento su cc intestato a Opzione Zero IBAN IT64L0359901899050188525842 causale "Sottoscrizione per ricorso TAR contro inceneritore Fusina" Per maggiori informazioni cliccare qui

IL CASO – Regolarmente annunciato, il convoglio ha tirato dritto per la rabbia dei passeggeri

«Il treno diretto a Venezia è in arrivo sul primo binario» annuncia l’altoparlante. Tra i passeggeri sulla pensilina, c’è chi si alza, chi oblitera il biglietto, si avvicina alla linea gialla… Ma il convoglio sfreccia veloce, davanti ai loro nasi! Ignorati, come se la fermata non esistesse. É capitato ieri, a Mestre-ospedale, per l’incredulità (e la rabbia) dei presenti. Il treno che ha “saltato” la fermata è stato quello delle 13.27, con arrivo previsto a Venezia Santa Lucia alle 13.46. Regolarmente presente nel display della stazione, quindi annunciato come in arrivo, in realtà ha tirato dritto. «L’ho visto rallentare, ma ormai era troppo lontano e ha proseguito – racconta un passeggero “mancato” – Mi era già successo, ma quella volta era riuscito a fermarsi appena in tempo, avevamo fatto un po’ di strada per salire». Tra gli habituè di questa tratta, c’è chi racconta vicende analoghe. Una signora in arrivo da Treviso che voleva scendere all’ospedale è stata portata, volente o nolente, fino alla stazione di Mestre centro.
Un episodio che riaccende l’attenzione sui collegamenti con questa parte della città, con i suoi centri commerciali e soprattutto con l’ospedale all’Angelo. Per chi arriva da Venezia, ad esempio, il treno può essere una comoda alternativa all’autobus, che impiega più tempo. Circa dieci minuti in più rispetto al quarto d’ora, poco più, del treno. Di contro, i convogli non coprono uniformemente le varie fasce orarie. Se poi c’è anche il rischio che non si fermino…

(r. br.)

 

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

Copyrights © 2012-2015 by Opzione Zero

Per leggere la Privacy policy cliccare qui