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RICERCA DELLA FONDAZIONE PELLICANI

Sono due milioni e 650 mila gli abitanti della “PaTreVe” che, nei fatti, esiste già. E, soprattutto, sono novantamila i pendolari che ogni mattina si spostano da una parte all’altra delle province di Venezia, Padova e Treviso. In un’indagine, la Fondazione Pellicani indica quali sono i punti neri del trasporto pubblico.

TRASPORTI » RICERCA della fondazione Pellicani

Su treni e autobus la PaTreVe esiste già e conta 90mila utenti

Lo studio per la prima volta ha monitorato i flussi giornalieri rivelando le situazioni critiche e le possibili soluzioni

Le ore di maggiore disagio per chi viaggia e la pletora di gestori del servizio pubblico

MESTRE. La Città Metropolitana? Di fatto esiste già. È compresa nella grande area urbana tra le province di Venezia, Padova e Treviso e al suo interno, ogni giorno, si spostano migliaia di persone. L’esercito dei pendolari che sfruttano un mezzo pubblico per muoversi fra Padova, Treviso e Venezia è impressionante: 90mila persone utilizzano ogni giorno treni a autobus che solcano l’area in questione, fra un disagio e un altro, fra orari cadenzati e coincidenze, mezzi soppressi e ritardi, il tutto a causa di un mancato coordinamento fra i diversi gestori. Come favorire un processo di unificazione dei tre territori provinciali, se non dal punto di vista istituzionale almeno sul fronte dei servizi, mobilità in testa? E’ questa la domanda che s’è posta la Fondazione Gianni Pellicani di Mestre nell’ambito della sezione dedicata alle trasformazioni urbane della Città contemporanea e molte risposte emergono proprio grazie al recupero di dati inediti, elaborati per la prima volta in collaborazione anche con la direzione Mobilità della Regione che ha concesso i tabulati cartacei, contenenti i rilievi che semestralmente conduce Trenitalia nelle stazioni del Veneto. Conclusioni? “La città metropolitana non esiste ancora – commenta Nicola Pellicani, segretario della Fondazione i – ma nei fatti esiste uno stile di vita metropolitano. È da qui che bisogna partire”.

L’esercito dei pendolari

L’Osservatorio della Fondazione che ha elaborato la ricerca sulla mobilità nell’ambito metropolitano, parte dai flussi su gomma e su ferro. In un territorio composto da oltre 2 milioni e 600 mila abitanti, a marzo si sono registrati in treno una media di 40mila utenti al giorno. In pratica, trequarti della mobilità veneta su ferro si articola nella Pa.Tre.Ve. Per quanto riguarda il trasporto su gomma extraurbano, si stimano circa 50mila utenti al giorno, con una media di 100mila corse giornaliere. In pratica 90mila persone, il 3,4% della popolazione residente nell’area, utilizza ogni giorno un mezzo pubblico all’interno di quella che dovrebbe diventare la città metropolitana.

L’orario cadenzato

Grazie alla banca dati del sistema ferroviario, la Fondazione Pellicani ha calcolato che nella Pa.Tre.Ve. quotidianamente 5mila persone (su 9mila in tutto il Veneto) utilizzano il treno nelle ore critiche: fra le 22 e le 6 del mattino. Molti di loro ogni giorno devono affrontare problematiche legate alla soppressione dei mezzi e alla loro sostituzione con gli autobus: in questo modo si penalizzano lavoratori e centri urbani, difficilmente raggiungibili di sera per chi proviene da fuori. Un coordinamento del sistema della mobilità sarebbe molto più semplice in una città metropolitana.

La concorrenza

La vera sfida per il trasporto su gomma metropolitano sarà invece quella del gestore unico e di un coordinamento con il sistema ferroviario, magari grazie all’introduzione di un biglietto unico. L’Osservatorio della Fondazione calcola che su circa 290 linee extraurbane che solcano la Padova-Treviso-Venezia ogni giorno gestite da quattro diversi gestori (Actv, Atvo, Busitalia, Mom), 40 (ovvero il 14%) siano in concorrenza con una linea del treno, a causa di due fermate di partenza e di arrivo sulla stessa linea. Anche sotto il profilo dell’infomobilità il sistema del trasporto pubblico è carente. La penetrazione della tecnologia in questo comparto è lontana dal considerarsi soddisfacente.

Il cittadino metropolitano

«La mobilità è l’armatura della città metropolitana – spiega Pellicani – con la nostra ricerca che si basa su un capillare studio di dati molti dei quali inediti, evidenziamo che il cittadino metropolitano esiste già ed esistono già molte funzioni che devono essere però coordinate e migliorate. Abbiamo voluto presentare questa tematica dal punto di vista del cittadino e non dal punto di vista istituzionale, scattando una fotografa aggiornata di quella grande città che comprende le province di Padova, Treviso e Venezia”.

Gianluca Codognato

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Una piattaforma per monitorare trasporti, consumo del suolo e nuove professioni

Creare un Osservatorio permanente sulla città metropolitana. E’ questo l’obiettivo che si prefigge la Fondazione Gianni Pellicani di Mestre nell’ambito della sessione dedicata alle trasformazioni della Città contemporanea.

La ricerca sulla mobilità, partita due anni fa e presentata ieri, è uno dei tasselli delle tre aree di interesse prese in esame dalla Fondazione, che comprendono il consumo del suolo e le nuove professioni, tutte ricerche che verranno presentate nei prossimi mesi. L’indagine ha elaborato dati per lo più inediti e difficili da reperire. Di più. La ricerca ha voluto anche individuare obiettivi, strategie e azioni utili ad attivare politiche per migliorare la qualità della vita dei cittadini “metropolitani”. Come? Sono state effettuate oltre 50 interviste a stakeholder, progettisti, studiosi della materia per lo più residenti nell’ambito metropolitano ma anche provenienti da altri ambiti nazionali, che hanno espresso diversi punti di vista,avanzando anche proposte concrete . Da ieri la ricerca sul sistema dei trasporti è pubblicata on line sul sito veneziacittametropolitana.eu, curato da Mauro Richeldi.

La nuova piattaforma ospiterà testi, mappe, grafici interattivi e verrà costantemente aggiornata con i contenuti via via completati. Il sito renderà accessibile le banche dati raccolte nell’Osservatorio della Fondazione. La ricerca completa viene messa a disposizione delle istituzioni interessate, soprattutto quelle del trasporto, e verrà presentata ufficialmente e integralmente al Festival della Politica organizzato dalla Fondazione stessa e in programma a Mestre nel mese di settembre.

La ricerca sulla mobilità è stata curata da Giuseppe Saccà, Carlo Pavan, Nicola Pavan, con la supervisione scientifica di Massimo Cacciari e Paolo Perulli. Il coordinamento è di Nicola Pellicani e la segreteria organizzativa di Natascia Di Stefano.

(g.cod.)

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I NUMERI DEL SETTORE MOBILITÀ

abitanti

2.650.000  Popolazione residente nella città metropolitana

90.000 Totale utenti del trasporto pubblico nell’ area metropolitana

3,4%  Percentuale rispetto alla popolazione residente

TRASPORTO PUBBLICO SU FERRO

UTENTI SALITI E SCESI (media giornaliera marzo 2012)  165.289

STIMA VIAGGI EFFETTUATI AL GIORNO  80.000

STIMA NUMERO UTENTI AL GIORNO  40.000

TRASPORTO PUBBLICO EXTRAURBANO (autobus)  26.800.000

STIMA CORSE ANNUALI DEGLI ABBONATI   100.000

MEDIA DELLE CORSE GIORNALIERE   50.000

STIMA NUMERO UTENTI AL GIORNO

 

«Bisogna integrare le tariffe e i biglietti»

Tra le proposte anche nuove corsie preferenziali per i bus e migliori politiche di informazione

MESTRE. Nelle stazioni di Padova e, soprattutto, di Venezia, il via vai è consolidato: la gente arriva la mattina e se va via alla sera. Le due città sono attrattive, ospitano un buon numero di studenti universitari e accolgono i normali flussi dei centri urbani di richiamo. Mestre è un nodo di interscambio, Treviso invece ha un territorio troppo diffuso e il treno è poco sfruttato. Nella ricerca della fondazione Pellicani sulla mobilità nella città metropolitana viene esaminato anche il trend dei passeggeri suddivisi per fascia oraria e per stazione, elaborati per la prima volta grazie alla collaborazione della direzione Mobilità della Regione che ha concesso i tabulati cartacei contenenti i rilievi semestrali condotti da Trenitalia nelle stazioni del Veneto.

A Venezia l’orario di punta degli arrivi è fra le 6 e le 9 di mattina (quasi 7mila) e circa altrettanti partono fra le 18 e le 21. A Padova scendono oltre 3mila persone fra le 6 e le 9 ne partono più di 4mila fra le 18 e le 21. A Treviso il sistema ferroviario è poco sfruttato. L’orario di punta degli arrivi (poco più di mille) è fra le 6 e le 9, le partenze, mille al giorno, si concentrano fra le 18 e le 21.

In generale, però, Padova in tutto il giorno registra un numero di persone che partono o arrivano superiore a Venezia: 36mila e 500 contro 35mila. È pur vero che sono più di 27mila gli utenti della stazione di Mestre. Nella classifica di quanti salgono e di quanti scendono dal treno, al quarto posto nella città metropolitana si piazza Treviso (12.250), poi Castelfranco (7.710) e Camposampiero (2.135).

Nella ricerca sono contenute anche le azioni suggerite da stakeholder e studiosi della materia per inquadrare il servizio del trasporto pubblico nell’ambito metropolitano.

La proposta principale è quella di integrare fra loro le tariffe e i biglietti del trasporto pubblico su gomma all’interno della Pa.Tre.Ve. Una idea che agevolerebbe di certo i tanti pendolari “metropolitani” (e non solo loro) che ogni giorno si spostano in autobus fra mille disagi e costi diversificati nell’area in questione. Ma le azioni suggerite sono anche molte altre. Ricavare corsie preferenziali per i bus, ad esempio, oppure ottimizzare le linee extraurbane facendole convergere nei nodi della metropolitana di superficie, costruire progetti di micro-mobilità che servano le stazioni ferroviarie, attuare politiche di marketing con informazioni oneste e trasparenti. I tanti pareri degli esperti in materia convergono nel ritenere la mobilità pubblica come una delle sfide fondamentali per il nostro territorio.

A supporto di questa considerazioni, un altro dato incontrovertibile messo in evidenza dalla Fondazione: nonostante la domanda complessiva di mobilità sia in calo, nel periodo marzo 2010-marzo 2012 il numero degli utenti che hanno preso il treno per spostarsi nella Pa.Tre.Ve. è aumentato del 9%.

(g.cod.)

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