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VIGONOVO – Sabato in tour con gli amministratori

«È nostra intenzione denunciare pubblicamente tutti i problemi esistenti lungo i dodici chilometri del corso del Brenta-Cunetta da Stra a Codevigo, segnalando i punti più pericolosi esistenti lungo le sue rive costellate di frane, che in caso di forti piene del fiume possono rappresentare per la popolazione che ci vive intorno seri problemi di rischio idraulico».
Dopo avere manifestato assieme alle amministrazioni comunali nei territori di Codevigo e Campolongo Maggiore, i raduni di protesta organizzati dal Comitato Intercomunale “Brenta Sicuro” e guidati dal presidente Maurizio Zamboni si spostano nei comuni di Vigonovo, Fossò e Corte di Piove di Sacco (Pd), «nei punti più critici del fiume».
Oltre ai membri del Comitato «Brenta sicuro», alle manifestazioni saranno presenti i rispettivi rappresentanti delle amministrazioni comunali e le associazioni di Legambiente di Padova e Venezia.
Sabato 12 luglio, alle 10.15, il ritrovo sarà a Vigonovo, lungo l’argine destro del fiume, nei pressi dell’entrata del Parco Sarmazza. Alle ore 11 i dimostranti si sposteranno lungo l’argine sinistro vicino al ponte sul fiume a Sandon di Fossò. Infine, alle ore 12, il ritrovo sarà sulla riva destra del Brenta-Cunetta a Corte di Piove Sacco, nella zona dove è presente l’antica botte a sifone che passa sotto il corso del fiume stesso e che è considerata uno dei punti idraulicamente più pericolosi di tutto il tratto del Basso Brenta.
«Vogliamo che la Regione del Veneto metta in sicurezza al più presto gli argini del fiume e realizzi nel più breve tempo possibile l’idrovia Padova-Venezia, un canale scolmatore in grado di garantire la sicurezza idraulica a tutta la popolazione che vive nei pressi dei fiumi Brenta e Bacchiglione», ribadisce il presidente di “Brenta sicuro” Maurizio Zamboni.

 

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