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Mirano. Il commissario della Provincia scrive ai sindaci e li invita a un incontro

VETERNIGO – Protesta di via Desman, forse, a una svolta. Giovedì sera il consiglio comunale di Santa Maria di Sala, riunito in seduta aperta e straordinaria, ha votato all’unanimità, davanti a una settantina di persone, una mozione per chiedere interventi per migliorare la sicurezza lungo la provinciale 33.

Ma soprattutto è arrivata la convocazione, da parte del commissario della Provincia Cesare Castelli, di un incontro fissato il 2 marzo a Ca’ Corner: invitati la Regione, i sindaci di Mirano e S. Maria di Sala e Veneto Strade.

Castelli vuole riprendere in mano l’iter interrotto, a quanto pare, per mancanza di fondi. Ma i progetti ci sono, erano stati fatti a suo tempo e non recuperarli ora potrebbe essere anche uno spreco di risorse. Così Castelli ha scritto agli enti ricordando cosa giace nei cassetti: «È del 2009 il progetto per realizzare una ciclabile, dall’incrocio con via Castelliviero a Tre Ponti, con rotatorie in via Varotara e via Bollati», spiega Castelli, «larga 2,50 metri, sul lato sud, per l’impossibilità di interrare lo scolo Desman a nord».

Dunque il progetto c’è, a testimonianza che il problema sicurezza in via Desman era e rimane reale. Può ora passare in secondo piano per mancanza di fondi?

«Nel 2009 il costo dell’intervento era 3 milioni e 600 mila euro», prosegue Castelli, «un milione e 950 mila nel tratto miranese della strada, un milione 650 mila in quello salese».

Fondi che la Provincia voleva recuperare con un atto aggiuntivo all’accordo di programma per il Passante e la richiesta ai due Comuni di partecipare al bando regionale per le piste ciclabili.

«Richiesta a cui Mirano non ha risposto, mentre S. Maria di Sala ha comunicato di non poter accogliere la richiesta».

Per questo adesso il commissario vuole mettere tutti faccia a faccia, tentare un’intesa, capire da dove si può ripartire.

«Qualcosa si muove», conferma Marino Dalle Fratte, portavoce del comitato che dal 17 novembre scende in strada tutti i giorni per chiedere più sicurezza, «ma non ci illudiamo: dopo 103 giorni di cortei, la protesta continua».

Filippo De Gaspari

 

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