Segui @OpzioneZero Gli aggiornamenti principali anche su Facebook e Twitter. Clicca su "Mi piace" o "Segui".

Questo sito utilizza cookie di profilazione, propri o di terze parti per rendere migliore l'esperienza d'uso degli utenti. Continuando la navigazione acconsenti all'uso dei cookie. Per maggiori informazioni cliccare qui



Sostieni la battaglia contro l'inceneritore di Fusina, contribuisci alle spese legali per il ricorso al TAR. Versamento su cc intestato a Opzione Zero IBAN IT64L0359901899050188525842 causale "Sottoscrizione per ricorso TAR contro inceneritore Fusina" Per maggiori informazioni cliccare qui

LA DIREZIONE «Siamo costretti ad adeguarci a quello che fanno gli altri»

Un doppio fronte della protesta si allarga oltre le porte scorrevoli dei centri commerciali. Se all’Auchan il clima teso è inevitabile dopo l’annuncio di 65 esuberi nell’ipermercato mestrino, e lunedì si terrà l’assemblea dei dipendenti in vista dello sciopero nazionale già previsto per il 9 maggio, anche al centro Le Barche i lavoratori si mobilitano con una lettera-appello consegnata al direttore della galleria commerciale contro le aperture domenicali e festive.

Il centro Le Barche oggi sarà aperto insieme a Valecenter, Nave de Vero, Panorama e singoli negozi. La lettera parla delle aperture domenicali e nei festivi, ma anche di una diversa organizzazione degli orari, di una saturazione tale da non riuscire più a garantire né adeguati controlli di sicurezza, né la giusta attenzione al cliente.

«Si parla di tre giornate: il 1° maggio, il 15 agosto e il 25 aprile, in cui vogliamo anche proporre eventi – replica il direttore de Le Barche, Francesco Giusto -. Capisco le paure dei lavoratori, ma chiedo loro di stare tranquilli, siamo dalla loro parte e l’obiettivo è tutelare i posti di lavoro. Anche perché qui, per fortuna, non si è mai parlato di tagli. Siamo però costretti ad adeguarci a quello che succede intorno e ad accettare il compromesso: il centro di Mestre vive già un momento difficile, non può spegnersi completamente mentre tutti gli altri aprono».

Con i lavoratori de Le Barche, si schiera Tiziana Agostini (candidata Pd al Consiglio regionale): «Per aprire i centri commerciali sono stati sventrati i centri urbani, il commercio di vicinato è stato immolato alla grande distribuzione con la scusa dei posti di lavoro, e adesso con Auchan e Carrefour vediamo il palco che inizia a crollare. E i lavoratori, nonostante i sacrifici, rischiano di essere lasciati a casa comunque».

«Questo territorio dal 2008 è stato caratterizzato pesantemente dalla chiusura di imprese e dalla perdita di posti di lavoro – interviene Francesca Zaccariotto, candidata a sindaco di Venezia, a proposito dei tagli annunciati da Auchan -. Chiederemo un incontro con la proprietà e le organizzazioni sindacali per capire se esistono possibilità concrete di intervento».

La candidata al Consiglio regionale Maria Laura Faccini (Ncd/Area Popolare) parla del fallimento di una politica strategica di Regione e Comuni che, insieme alla crisi, ha finito per impoverire il tessuto economico non solo dei centri, ma anche delle periferie.

«Il personale occupato nelle grandi strutture – commenta Faccini – è costituito per la quasi totalità da donne alle quali, in nome dei risultati di bilancio aziendale, è stato imposto di lavorare nei giorni festivi sacrificando i pochi momenti di riposo di cui potevano godere dopo essersi assunte il consueto carico del ménage familiare. Regione e Comune devono impegnarsi a rimettere al centro dell’azione politica la persona, la famiglia e il lavoro».

Melody Fusaro

 

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

Copyrights © 2012-2015 by Opzione Zero

Per leggere la Privacy policy cliccare qui