Segui @OpzioneZero Gli aggiornamenti principali anche su Facebook e Twitter. Clicca su "Mi piace" o "Segui".

Questo sito utilizza cookie di profilazione, propri o di terze parti per rendere migliore l'esperienza d'uso degli utenti. Continuando la navigazione acconsenti all'uso dei cookie. Per maggiori informazioni cliccare qui



Sostieni la battaglia contro l'inceneritore di Fusina, contribuisci alle spese legali per il ricorso al TAR. Versamento su cc intestato a Opzione Zero IBAN IT64L0359901899050188525842 causale "Sottoscrizione per ricorso TAR contro inceneritore Fusina" Per maggiori informazioni cliccare qui

stop_ttip

AGGIORNAMENTO:

TTIP: parlamento europeo diviso su ISDS, voto su relazione Lange rimandato!

Roma, 9 giugno 2015 – Il voto previsto domani 10 giugno a Strasburgo sulla Relazione Lange slitta  a data da destinarsi. Lo ha deciso il presidente Schulz applicando l’articolo 175 del regolamento del Parlamento Europeo dopo essersi consultato con il presidente della Commissione Commercio Internazionale (INTA).  Il motivo? I 200 emendamenti presentati e la richiesta di voti separati e con chiamata nominale. Toccherà  probabilmente di nuovo a INTA decidere sugli emendamenti e le proposte presentate in plenaria.‎

Sembra evidente che nel  gruppo dei Socialisti & Democratici la questione dell’ISDS stia diventando esplosiva e che gli accordi con i Popolari non siano poi così solidi.

La mobilitazione di questi giorni di cittadini e reti di movimento, grazie ai due milioni di firme raccolte e alla pressione diretta della società civile sui Parlamentari Europei,  ha certamente giocato un ruolo fondamentale nel rafforzare queste spaccature. Dunque, le criticità sollevate durante questo periodo dalla Campagna Stop TTIP non erano vaneggiamenti privi di basi, bensì riguardavano pericoli concreti di mutamenti irreversibili dell’ordinamento democratico europeo e nazionale. La richiesta resta perciò immutata: nessun accordo è meglio di un pessimo accordo.

Adesso  è necessario aumentare il controllo democratico della societa’ civile sulla prossima riunione della Commissione Commercio Internazionale, per evitare che ancora una volta si assista all’ennesimo furto della democrazia a vantaggio dei forti interessi commerciali.

 

——————-

 

Un’ondata crescente di pressione politica da parte delle cittadine e dei cittadini europei e italiani per chiedere che i diritti delle persone, dei lavoratori e dell’ambiente non vengano svenduti agli interessi delle lobbies economiche. E’ partita la campagna di Stop TTIP Italia, la coalizione di più di 250 organizzazioni della società civile che si oppone al negoziato commerciale tra Stati Uniti e Unione Europea, verso gli Europarlamentari chiamati al voto.

Gli strumenti per far sentire la propria voce saranno il mail bombing e i tweets di protesta, che giungeranno all’apice nella giornata del 10 giugno, durante la votazione a Strasburgo della Risoluzione sul TTIP, che darà indicazioni alla Commissione Europea sui limiti e le criticità da considerare durante il negoziato. Oltre a questo decine di iniziative sul territorio nazionale, la mobilitazione degli oltre 40 comitati territoriali, il rilancio della petizione europea ormai vicina ai due milioni di firme serviranno a spingere per un voto contrario al documento di compromesso che dà corpo ai peggiori fantasmi già evocati dalle reti sociali in tempi non sospetti e per sottolineare, ancora una volta, la necessità di un blocco dei negoziati Usa – UE.

Il comunicato stampa
http://stop-ttip-italia.net/2015/06/04/caro-onorevole-ti-scrivo-leuropa-e-litalia-stop-ttip-verso-il-voto-del-10-giugno-al-parlamento-europeo/

La campagna di pressione sugli europarlamentari
http://stop-ttip-italia.net/verso-il-10-giugno-a-strasburgo-ora-tocca-a-te/

La petizione europea
http://stop-ttip.org/firma

azzeriamole_slide

 

CLICCARE QUI PER VEDERE IL GIORNALE IN FORMATO PDF

 

dolo_slider

COMUNICATO STAMPA OPZIONE ZERO 5 MAGGIO 2015

Scatta la campagna elettorale a Dolo, e come al solito è una ridda di dichiarazioni a buon mercato e di mistificazioni, soprattutto in tema di grandi opere.

Opzione Zero, chiamato direttamente in causa dalla Sindaca uscente, non ci sta e interviene in modo deciso per fare chiarezza a partire dai fatti e non dalle parole.

Il comitato rivierasco precisa: sulla Romea Commerciale non c’è stato alcun sostegno alla Giunta Gottardo, casomai è avvenuto il contrario. L’approvazione dell’ordine del giorno contro la nuova autostrada, approvato dal Consiglio Comunale di Dolo dopo che altri Comuni, a cominciare da Mira, si erano mossi per rompere il fronte del Sì, è stato un atto politico positivo, ma va precisato che quel documento è stato elaborato e proposto proprio da Opzione Zero, da sempre a favore dello stralcio integrale dell’opera indipendentemente dal tracciato. Prima di quel voto, la Sindaca di Dolo e la sua ex-maggioranza si erano espressi più volte contro l’attraversamento della Riviera, ma favorevolmente ad altre ipotesi di innesto verso Marghera o Spinea.

“D’altra parte – interviene il presidente di Opzione Zero Mattia Donadel – l’ordine del giorno sulla Romea Commerciale non basta a cancellare il decisivo via libera a Veneto City, duramente contrastata da tutti i comitati della zona, e nemmeno l’imposizione a suon di commissari del nuovo PATI che aggiunge cemento al cemento. L’unica nota di merito dell’amministrazione uscente è forse il sostegno al ricorso sull’elettrodotto contro Terna per elettrodotto Dolo-Camin, ma anche in questo caso va ricordato che senza la determinazione e il prezioso lavoro di inchiesta dei comitati, in particolare di quello di Vigonovo, nemmeno questa azione sarebbe andata in porto.”

Rebecca Rovoletto e Lisa Causin, portavoce del comitato, aggiungono: “Molto ambigua è anche la posizione della lista Dolo Democratica: nel programma si parla genericamente di contrarietà alle grandi opere e al consumo di suolo, ma ogniqualvolta c’era da prendere posizione in modo netto e vincolante, gli esponenti della lista hanno trovato il modo di smarcarsi. La dimostrazione sta nel fallimento delle trattative con il gruppo de “Il Ponte del Dolo” causato, tra le altre cose, dal rifiuto del PD di inserire tra i punti programmatici la cancellazione del casello di Albarea (funzionale a Veneto City) e il ritiro definitivo della Nuova Romea in luogo di un più vago riferimento ad evitare l’attraversamento della Riviera. D’altra parte si sa che proprio sulla Orte-Mestre, nonostante lo stop temporaneo imposto dal ministro del Rio dopo l’inchiesta della Procura di Firenze, buona parte del PD veneto e emiliano, oltre che nazionale, continua ad avere un orientamento più che favorevole.”

In ogni caso sulle elezioni a Dolo Opzione Zero ha le idee chiare: il comitato sosterrà in modo diretto la lista Ponte del Dolo e il candidato Sindaco Giorgio Gei, in continuità con un percorso di laboratorio civico iniziato cinque anni fa, che, grazie alla buona sinergia trovata tra le diverse componenti, si è dimostrato positivo ed efficace, non solo in tema di difesa del territorio e della salute. A rimarcare questa scelta la decisione di candidare in lista cinque dei propri attivisti dolesi; questi i nomi: Francesco Ceoldo, Arianna De Monte, Marina Doni, Giacomo Mescalchin, Eugenio Moro.

 

pista

COMUNICATO STAMPA OPZIONE ZERO 15 APRILE

Il Governo toglie dal DEF la Orte-Mestre, ma i partiti di maggioranza mantengono in pista la nuova autostrada. Ieri alla Camera erano infatti in votazione le mozioni parlamentari del Movimento 5 Stelle e di SEL che chiedevano il ritiro definitivo del progetto, e che se fossero state approvate avrebbero scritto la parola “fine” sulla Orte-Mestre.

Peccato che PD, NCD e FI, sempre uniti quando si tratta di grandi opere”, abbiano votato contro respingendo i due documenti; a dar loro manforte anche la Lega Nord che infatti in Veneto, con in testa il presidente Zaia, continua a sponsorizzare la Romea Commerciale e tutte le altre nefandezze partorite nell’epoca di Galan e Chisso.

Ma non è tutto, perché sia il gruppo parlamentare della Lega che quello del PD hanno presentato sullo stesso tema delle mozioni alternative molto ambigue; e se la proposta della Lega è stata respinta per ragioni di schieramento, quella del PD è invece passata a larga maggioranza con voto by-partisan. Nel testo approvato, oltre a difendere lo strumento truffaldino del “project financing”, si chiede al Governo di trasformare la Romea  in una non meglio precisata “arteria veloce a basso impatto ambientale” che con ogni probabilità sarà a pagamento.

A sostegno di questa iniziativa numerosi onorevoli del PD eletti in Veneto come, il segretario del PD regionale Roger De Menech, Andrea Martella, Michele Mognato e l’ex presidente della Provincia di Venezia Davide Zoggia. Incredibile poi che tra i firmatari della mozione figuri anche Ermete Realacci, il presidente onorario di Legambiente, già protagonista del voto favorevole sullo Sblocca Italia, nonostante l’associazione si sia schierata contro l’opera.

Il segnale politico che esprime questo voto è fin troppo chiaro: mettiamo in congelatore la Orte-Mestre fino a quando si saranno calmate le acque agitate delle varie inchieste in corso, poi al momento opportuno la scongeliamo con il microonde.

“Li aspettavamo al varco – commentano Rebecca Rovoletto e Lisa Causin di Opzione Zero –  perché sapevamo che del Governo Renzi e della  sua maggioranza non ci si può mai fidare: il fatto che l’opera non sia inserita nel DEF rallenta per ora l’iter di approvazione del progetto, ma fino a quando la Orte-Mestre rimarrà nel PIS (Piano delle Infrastrutture Strategiche) non potremmo mai abbassare la guardia, e il voto di ieri lo dimostra”.

Va giù duro anche Mattia Donadel, presidente del comitato: “Non se ne può più di questa politica viscida e putrefatta. Le forze politiche che ieri alla Camera hanno votato contro il ritiro definitivo della Orte-Mestre bocciando le mozioni presentate da SEL e Movimento 5 Stelle ora devono assumersi tutta la loro responsabilità di fronte ai cittadini. Non daremo loro tregua, smaschereremo in ogni occasione la loro ipocrisia. Invitiamo fin da ora i nostri sostenitori e in cittadini a non votare per questi partiti, per chi continua con la logica delle grandi opere e della devastazione del territorio, a cominciare dal PD , dalla Lega Nord e dai loro candidati alla presidenza Moretti e Zaia”.

 

Logo

 

COMUNICATO STAMPA OPZIONE ZERO 8 APRILE

La notizia dello stralcio della Orte-Mestre dal DEF è accolta con soddisfazione da Opzione Zero e da tutte le organizzazioni della Rete nazionale Stop Or-Me, anche se si attende l’esito del Consiglio dei Ministri di venerdì per verificare che non ci siano tranelli.

Se confermato, si tratterebbe comunque di un risultato molto importante e per il quale comitati e associazioni ambientaliste lavorano incessantemente da anni mantenendo accesi i riflettori, contro tutto e contro tutti, su tutto ciò che quest’opera poteva significare in termini di impatti ambientali e sociali,  di rischi economici, in termini di interessi privati e intrecci malavitosi che da sempre stanno alla base di questo progetto assurdo e devastante.

La decisione del Governo potrebbe impantanare seriamente l’iter di approvazione dell’opera allontanando, almeno per il prossimo futuro, il rischio di apertura dei cantieri nel cuore della Riviera del Brenta e di altri territori di pregio.

Questa scelta è per il Governo quasi obbligata seppure non scontata – commentano Rebecca Rovoletto e Lisa Causin portavoce del comitato –  perché l’inchiesta “Sistema” della  Procura di Firenze ha letteralmente travolto i protagonisti della vicenda Orte-Mestre a cominciare dal proponente Vito Bonsignore, al suo amico di partito e ex ministro Maurizo Lupi, per finire con Ercole Incalza, l’uomo chiave che ha curato l’istruttoria della nuova autostrada.  Si è finalmente aperto uno squarcio nel muro di gomma che nascondeva  tutto il marciume e l’insostenibilità economica dell’”affare Orte-Mestre, ciò che denunciamo da molto tempo. Di fronte a tanta evidenza sarebbe troppo fare finta di niente anche questa volta”.

Opzione Zero dubita infatti del Governo Renzi, lo stesso Governo che pochi mesi fa aveva rimesso “in pista” la nuova autostrada, con l’inserimento di una norma specifica nel Decreto Sblocca Italia finalizzata ad aggirare il parere negativo della Corte dei Conti sul piano economico-finanziario allegato al progetto. Una norma che guarda caso ora compare nelle intercettazioni telefoniche dell’inchiesta  “Sistema”.

Secondo Mattia Donadel è certamente il momento di festeggiare, ma non certo di smobilitare: “Siamo a un passo da una vittoria straordinaria e forse decisiva per questa vertenza, sarebbe però un errore abbassare la guardia proprio adesso: lo stralcio della Orte-Mestre dal DEF allontana di molto lo spettro dell’autostrada ma non lo cancella. L’opera infatti rimane inserita in Legge Obiettivo, e potrebbe essere ripescata in tutto o in parte più avanti, quando le acque saranno meno agitate. Dobbiamo continuare a lavorare per ottenere la cancellazione definitiva del progetto; soprattutto dobbiamo incalzare ANAS e Regione Veneto per risolvere subito il problema Romea, la pericolosità di questa strada ha raggiunto livelli indegni e insostenibili”.

D’altra parte, a conferma di questi timori, Opzione Zero fa notare come proprio questa mattina il Governo abbia chiesto e ottenuto il rinvio del voto sulla mozione parlamentare dell’On. Arianna Spessotto con la quale si chiedeva il ritiro definitivo del progetto; l’ennesima dimostrazione del tatticismo e dell’ambiguità che caratterizzano l’esecutivo e il partito del Presidente del Consiglio, il solito PD.

 

STOP ORTE-MESTRE SUBITO – AGISCI ORA IN 2 MINUTI

Posted by Opzione Zero in Appuntamenti, Comunicati Stampa | 0 Comments

3

apr

2015

L’autostrada Orte-Mestre è al centro delle inchieste “Sistema” e “MOSE”, ma attenzione le condanne penali non fermano “le grandi opere”. Per farlo bisogna ottenere immediatamente il ritiro di questo progetto insensato e devastante.

Mercoledì 8 aprile la Camera dei Deputati è chiamata ad esprimersi su una Mozione (presentata dall’On Spessotto e altri) che chiede proprio questo, e la messa in sicurezza di Romea e E-45.

Facciamo tutti il massimo di pressione: invia subito una mail ai Deputati per chiedere il ritiro del progetto della nuova autostrada Orte-Mestre.

Hai tempo fino all’8 aprile, agisci ora!!!

 

PER INVIARE LA MAIL ESEGUIRE LE SEGUENTI OPERAZIONI:

 

1. Copia il testo della mail da inviare ai deputati che trovi sotto e incollalo su un nuovo messaggio mail da inviare;

2. Scrivi il titolo della mail su Oggetto (es. Stop Orte-Mestre subito, Vota per lo stralcio della Orte-Mestre, ecc…);

3. Clicca su QUESTO LINK e segui le istruzioni per copiare gli indirizzi mail dei deputati sul campo dei destinatari;

4. Clicca e invia

Attenzione: il numero di mail spedibili dalla tua casella di posta in un giorno è al massimo 500. Gli indirizzi dei deputati sono più di 600, per aggirare il problema segui le istruzioni che trovi al link di cui sopra inviando la seconda mail il giorno dopo.

Per chi usa LIBERO.IT (o altri account) che impediscono di inviare più di 100 mail contemporaneamente, può inviare  7 mail usando le seguenti 7 liste presenti in questo link

 

 

TESTO DELLA MAIL DA COPIARE E INVIARE

 

Oggetto: Mozione Spessotto n. 1-00531 per il ritiro del progetto preliminare autostradale Orte-Mestre.

Gentile Deputato, Gentile Deputata,

nella seduta della Camera prevista per il prossimo 8 aprile sarà chiamato ad esprimere il Suo voto sulla mozione presentata dall’On. Arianna Spessotto (n. 1-00531) e altri, con cui si chiede il ritiro del progetto preliminare per la realizzazione del nuovo corridoio autostradale Orte-Mestre.

In qualità di cittadino/a le chiedo di votare a favore di questa mozione per i motivi qui di seguito esposti e per i quali le chiedo di prestare la massima attenzione:

– E’ UNA DELLE OPERE PIU’ GRANDI E IMPATTANTI TRA QUELLE PREVISTE NELLA LEGGE OBIETTIVO: La nuova autostrada, lunga 396 km, attraversa 5 Regioni (tracciato E45-E55) e va ad impattare su numerosi siti SIC –ZPS e zone di pregio ambientale (es. Valle del Tevere, Parco delle Foreste Casentinesi, Valli del Mezzano, Delta del Po, Laguna di Venezia, Riviera del Brenta). Gravissimi sarebbero i danni sull’ambiente e sulla salute in termini di inquinamento atmosferico e acustico, consumo di suolo, rischio idrogeologico, perdita di paesaggio e di biodiversità, oltre che sulle economie locali.

– NON E’ UN’OPERA STRATEGICA: la Commissione Europea (nota ufficiale del nov 2013) ha smentito che la Orte-Mestre rientri tra i corridoi strategici della rete di trasporto TEN-T.

– E’ INUTILE E NON RISOLVE I PROBLEMI DEI TERRITORI: da rilevamenti ufficiali di diversi enti pubblici il flusso di traffico lungo le due arterie esistenti risulta assai modesto, e non giustifica una nuova autostrada che diventerebbe solo un doppione di A1-A14-A13. Il problema prioritario e inderogabile è la MESSA IN SICUREZZA di E-45 e SS 309 Romea. Il progetto non risponde a questa esigenza.

– DIVENTEREBBE UN ENORME SPRECO DI DENARO PUBBLICO: il costo ad oggi previsto è di 10 Mld di euro, di cui c.a. 8,2 Mld con Project Financing e Project Bond, e di 1,8 Mld a carico dello Stato in termini di defiscalizzazioni. Un costo che non sarà mai ripagabile con i pedaggi e che diventerà debito pubblico.

– LA ORTE-MESTRE RIENTRA NEL SISTEMA INCALZA: la cordata proponente è la GEFIP Holding di Vito Bonsignore, già condannato a 2 anni nella prima Tangentopoli, e ora indagato dalla Procura di Firenze proprio per Orte-Mestre. Della cordata fa parte anche la società ILIA spa, il cui amministratore delegato è Gioacchino Albanese ex affiliato alla loggia massonica P2; la Banca che dovrebbe finanziare l’opera è la CARIGE di Genova, dal 2013 coinvolta nello scandalo che ha portato all’arresto per truffa del suo ex presidente Giovanni Berneschi. La Orte-Mestre compare anche nell’inchiesta MOSE.

Contro la costruzione di quest’opera inutile e dannosa si sono attivati da tempo tanti cittadini e numerose organizzazioni locali e nazionali, molte di queste riunite nella Rete Stop Orte-Mestre.  Moltissime sono state le iniziative di sensibilizzazione e di opposizione al progetto ma anche di proposta di soluzioni meno impattanti, meno costose e più facilmente realizzabili.

E’ per questi motivi, rammentando la sua funzione di tutela dell’interesse pubblico, che le rinnovo l’invito a sostenere tutte le iniziative parlamentari volte al ritiro immediato del progetto autostradale Orte-Mestre e all’investimento dei fondi disponibili per la messa in sicurezza di E- 45 e SS 309. Auspico che questo sia il primo passo per un cambio di verso radicale nell’approccio alle opere pubbliche che dovrebbero nascere da un vero confronto con le popolazioni e da una programmazione seria e sostenibile, anziché da interessi privati.

Confidando in una sua seria riflessione sul tema, la saluto cordialmente

 

altra_economia

 

COMUNICATO STAMPA OPZIONE ZERO

Autostrada Orte-Mestre, ancora l’ombra del malaffare e della malavita sulla nuova autostrada: dopo l’inchiesta che ha travolto Lupi e Incalza, ora ci sono anche forti sospetti di infiltrazione criminale e massonica nella Commissione VIA nazionale che ha dato semaforo verde al progetto nel 2010.

Ora si fermi immediatamente il progetto prima che sia troppo tardi.

 

Il caso emerge da un’interrogazione depositata in questi giorni da un parlamentare del M5S (On. Federica Daga) che ha sollevato pesantissimi dubbi su alcuni membri della Commissione. Un’altra interrogazione è stata presentata sullo stesso tema all’europarlamento dal gruppo del GUE (Europarlamentare Forenza).

Da quanto riportato ieri dal Fatto Quotidiano e da una nota dell’agenzia  Askanews, il nome di Vincenzo Ruggero, commercialista e membro della Commissione VIA nazionale, compare nella relazione della Prefettura di Reggio Calabria con la quale chiedeva lo scioglimento del Comune di Gioia Tauro nel 2008 per infiltrazioni mafiose: di lui si parla come di un individuo fortemente sospettato di essere asservito alla cosca Piramolli. Ruggero non fu condannato, ma un’informativa legava il suo nome anche ai clan Pesce e Bellocco di Rosarno.

Ebbene, lo stesso Ruggero è tra i firmatari del Parere n. 558 del 21-10-2010 con il quale la Commissione VIA nazionale dà parere favorevole alla Orte-Mestre.

Ma non è tutto, perché nella stessa commissione siede anche un ingegnere ottantacinquenne ex affiliato alla P2 con tessera 956. Ed è curioso notare come l’ombra della loggia massonica P2 ritorni più volte in relazione alla Orte-Mestre, visto che l’amministratore delegato della ILIA spa, società afferente alla Holding GEFIP di Vito Bonsignore, è  tale Gioacchino Albanese anche lui ottuagenario e potente ex piduista, la stessa persona con la quale, proprio a proposito dell’affare Orte-Mestre, (dalle intercettazioni dell’inchiesta MOSE) trattava per la cricca veneta Piergiorgio Baita, ex AD della Mantovani spa.

Inoltre, sempre dalla stessa interrogazione parlamentare, figurano diversi membri che sarebbero in conflitto di interesse sulle decisioni della Commissione e accusati di corruzione.

Tutto questo si aggiunge all’arresto di Ercole Incalza, il super dirigente che ha seguito e agevolato in tutti i modi l’iter della Orte-Mestre e di molte altre “grandi opere” come la TAV, e alla notizia che nella stessa inchiesta della Procura di Firenze compare ancora una volta il vero proponente dell’opera, il pregiudicato Vito Bonsignore, e che a finanziare la nuova autostrada dovrebbe essere la CARIGE, la banca popolare di Genova, nella bufera dal 2013 con l’arresto per truffa del suo presidente Giovanni Berneschi.

Pure dovendo aspettare di conoscere il contenuto integrale delle interrogazioni, le risposte degli organi competenti nelle sedi opportune e l’esito penale delle varie inchieste, è però chiaro che i sospetti su malavita, malaffare e massoneria come veri motori della Orte-Mestre appaiono più che fondati.

Ed è proprio a fronte di questo quadro gravissimo e preoccupante che Opzione Zero, insieme alla Rete di organizzazioni e movimenti Stop Orte-Mestre chiedono ufficialmente al Parlamento, al Governo, alle Regioni competenti di sospendere e rivedere completamente l’iter di approvazione della nuova arteria autostradale, visto e considerato che proprio a seguito del Decreto Sblocca Italia, confezionato ad hoc dal premier Matteo Renzi insieme all’ex ministro Lupi, nei prossimi mesi ANAS potrebbe indire il bando per la progettazione definitiva e la concessione dell’opera.

Nella stessa direzione si stanno muovendo molti altri comitati in tutto il Paese, perché ormai è chiaro come il problema non sia più il marciume di qualche mela, ma quello dell’intero albero che genera i frutti avvelenati delle grandi opere inutili e devastanti.

 

passante_di_mestre

 

COMUNICATO STAMPA OPZIONE ZERO

Mercoledì 11 marzo 2015 a Strasburgo, il Parlamento europeo ha votato una Risoluzione in meritoalla “Relazione annuale 2013 relativa alla tutela degli interessi finanziari dell’Unione europea – Lotta contro la frode”. In occasione di tale presentazione è stato votato un emendamento (sostenuto da deputati del Movimento 5 Stelle) riguardante l’operazione Project Bond per il Passante di Mestre, con il quale sostanzialmente si mette in guardia la BEI circa l’emissione di titoli obbligazionari legati ad un’opera sulla quale gravano pesanti sospetti di corruzione.

L’emendamento arriva in sessione plenaria dopo il voto favorevole espresso dalla Commissione affari economici e monetari del Parlamento qualche giorno prima. Per la precisione nel testo finale della Risoluzione si legge che: “Il parlamento Europeo esprime la propria preoccupazione per il fatto che diversi progetti finanziati dalla BEI sono stati interessati da corruzione e frode” oltre a ritenere che “la politica della BEI in materia di prevenzione e deterrenza delle pratiche di corruzione, frode, collusione, coercizione, ostruzione, riciclaggio di denaro e finanziamento del terrorismo, denota una mancanza di sufficiente controllo in alcuni casi durante l’attuazione dei progetti finanziati; esprime la propria preoccupazione per il fatto che, nel 2013, la BEI abbia finanziato il progetto Passante di Mestre per un totale di 350 milioni di euro e che, malgrado il fatto che questo progetto sia stato inficiato da corruzione e frode, con l’arresto di molte delle persone coinvolte, la Banca stia valutando se rifinanziare il progetto per un importo aggiuntivo di 700 milioni di euro attraverso obbligazioni di progetto; chiede quindi che, in caso di frode e corruzione comprovate, la BEI sia tenuta a sospendere e/o bloccare qualsiasi finanziamento previsto e in corso per il progetto in questione”.

Grande soddisfazione esprimono le organizzazioni Opzione Zero e Re-Common che nell’ultimo anno si sono battute per far emergere in tutti i modi, sia a livello nazionale che europeo, la questione del Passante in particolare per quanto riguarda i rischi che dietro al costo dell’opera si nascondano pesanti situazioni di corruzione, e la pericolosità del rifinanziamento di un debito del tutto fittizio, dato che il by-pass e le opere complementari sono state costruite utilizzando esclusivamente fondi pubblici.

“E’ chiaro che la risoluzione del Parlamento Europeo non blocca di per sé l’emissione dei Project Bond per il Passante, ma il peso politico di questo avvertimento così esplicito rivolto direttamente ai vertici della BEI, l’ente che dovrebbe varare e garantire tutta l’operazione, non potrà essere ignorato così facilmente. Dopo il MOSE e lo scandalo che ha Travolto Ercole Incalza e il ministro Lupi sulle grandi opere, c’è da aspettarsi di tutto anche sul Passante, è solo questione di tempo” afferma Mattia Donadel di Opzione Zero.

Lisa Causin e Rebecca Rovoletto portavoce del comitato rincarano la dose: “Finalmente qualcuno ha raccolto i nostri appelli: nell’ultimo anno e mezzo insieme a Re-Common e a altre organizzazioni abbiamo fatto di tutto, azioni, esposti, dossier, parlato con deputati europei, scritto al Governo, al presidente della Regione per denunciare i gravi rischi per i cittadini dell’operazione project bond visto che già oggi è chiaro come i ricavi dei pedaggi della società CAV non siano sufficienti per chiudere un buco da oltre un miliardo di euro in 15 anni. E’ arrivato il momento che anche a livello politico regionale e nazionale si prendano delle posizioni chiare ed inequivocabili nel merito: la spirale del debito del Passante così perversa deve essere bloccata subito; non è più tollerabile che si vada avanti facendo finta di niente, soprattutto da parte chi governa o si candida a governare la Regione del Veneto.”

 

 

inaugurazione_passante

 

Comunicato stampa congiunto Opzione Zero e Re:Common

Opzione Zero e Re:Common chiedono con forza alla Banca europea per gli investimenti (BEI) e a cinque istituti di credito privati di non procedere con l’emissione dei cosiddetti project bond europei per rifinanziare il debito contratto dalla società CAV, co-partecipata dall’Anas e dalla regione Veneto, per la realizzazione del Passante di Mestre.

Le due associazioni temono che la concessione di questi nuovi strumenti finanziari ideati in ambito europeo possa gravare sulle spalle dei contribuenti italiani, dal momento che permane l’incertezza legata alle indagini ancora in corso sul caso di corruzione e sulla reale sostenibilità economica del progetto.

Opzione Zero e Re:Common hanno espresso tutte le loro preoccupazioni anche al presidente dell’Autorità nazionale anti-corruzione Raffaele Cantone, a cui oggi hanno inviato una lettera. Nella missiva si ribadisce come non tutte le opere ancillari del Passante di Mestre siano state completate e soprattutto che sono ancora in vigore contratti tra la CAV e le società sotto indagine da parte della Procura di Venezia per la loro realizzazione.

Inoltre non è chiaro se tutte le fatture per le opere del Passante già realizzate siano state saldate da CAV. Ciò significa che il trasferimento del debito esistente contratto da CAV con Cassa Depositi e Prestiti e Anas ai sottoscrittori dei bond (obiettivo dell’operazione di emissione del project bond europeo) implicherebbe il rischio che le nuove risorse finanziarie disponibili alla società possano essere utilizzate per favorire la monetizzazione di proventi della corruzione su cui sta indagando la Procura di Venezia.

Cantone viene anche messo in guardia su come non sia pubblico il prospetto in cui la CAV comunica in dettaglio ai futuri sottoscrittori dei bond, i grandi investitori istituzionali internazionali, tutti i rischi collegati all’operazione. In tale prospetto informativo per investitori privilegiati, le cinque banche emittenti (tra cui le nostrane Unicredit e IMI-Intesa) sono tenute a evidenziare anche eventuali carichi giudiziari pendenti o potenziali obblighi e responsabilità finanziarie collegate a fenomeni corruttivi ed eventuali condanne o sanzioni.

Va sottolineato come la settimana scorsa la Commissione affari economici e monetari del Parlamento europeo, abbia approvato una risoluzione sul rapporto annuale della Banca europea per gli investimenti in cui si chiede all’istituzione di non finanziare il Passante di Mestre tramite il meccanismo dei project bond o qualsiasi altro strumenti finanziario, esprimendo inoltre il rammarico che una tale opera sulla quale pesano come macigni le ombre della  corruzione abbia già goduto del sostegno della Banca. Nel frattempo la BEI continua a negare che gli atti illeciti relativi alle ditte che hanno costruito il Passante abbiano alcun collegamento diretto con il suo finanziamento al progetto.   

“Ci sembra incredibile che i cittadini rischino seriamente di pagare il passante per la terza volta” ha dichiarato Antonio Tricarico di Re:Common. “Prima sono arrivati i finanziamenti pubblici nel 2013 (350 milioni di euro concessi dalla BEI tramite Cassa depositi e prestiti, ndr), poi il considerevole aumento dei pedaggi, ora si ipotizza l’ennesimo sostegno da parte della BEI con i controversi project bond, che potrebbero ricadere sul groppone della Regione Veneto se le cose non dovessero andare bene. Visto quanto accaduto in questi anni, tra corruzione e previsioni di incassi errate, non c’è di che essere ottimisti” ha concluso Tricarico.

“Tutta questa storia del debito del Passante è un’assurdità” ha dichiarato Mattia Donadel di Opzione Zero. “Il Passante è stato finanziato in parte dal Ministero delle Infrastrutture e in parte da ANAS, SpA totalmente pubblica, vale a dire che il Passante è stato costruito solo ed esclusivamente con i soldi dei contribuenti. Una spirale del debito così perversa ha lo scopo di favorire gli speculatori finanziari a scapito dei cittadini” ha concluso Donadel.

 

chisso_galan

 

Comunicato stampa Opzione Zero

Grandi Opere” uguale malaffare”: l’ennesima riprova arriva con l’arresto per corruzione, induzione indebita, turbativa d’asta ed altri delitti contro la Pubblica amministrazione dell’ex super-dirigente del ministero dei Lavori pubblici Ercole Incalza.

Incalza, già coinvolto nello scandalo MOSE, è stato negli ultimi quindici anni uno dei funzionari chiave per l’approvazione di tutte le grandi opere inserite nella Legge Obiettivo, tra queste non fa eccezione la nuova autostrada Orte-Mestre un’opera totalmente inutile e distruttiva, ma che potrebbe garantire una “torta” molto ghiotta per le cricche del cemento, almeno 10 miliardi di euro già in fase preliminare.

Del resto non è un caso che insieme all’ex super-dirigente del ministero dei Lavori pubblici, tra le altre 50 persone indagate figura anche il pregiudicato Vito Bonsignore; ex europarlamentare collega di partito dei ministri Lupi e Alfano, Bonsignore è a capo del gruppo privato GEFIP Holding, il proponente dell’autostrada Orte-Mestre.

Va ricordato poi che nonostante parere negativo dello scorso agosto da parte della Corte dei Conti, e i gravi sospetti di malaffare che emergono dalle intercettazioni dell’inchiesta MOSE, la Orte-Mestre è stata rimessa letteralmente in pista dal Governo Renzi con apposito “codicillo” (comma 2 dell’Art. 4) introdotto nello “Sblocca Italia”.

E’ in questo quadro sconfortante che tra pochi mesi ANAS potrebbe indire il bando per la progettazione definitiva e la concessione della nuova autostrada, un’opera che il Presidente della Regione Veneto, così come il Partito Democratico, continuano a considerare strategica ed indifferibile, mentre la messa in sicurezza della statale Romea e della E-45 rimangono un miraggio.

Se si tratti di miopia o di opportunismo lo si saprà presto, ma quello che oggi deve essere chiaro è che chi oggi ha ancora il coraggio di sostenere il sistema delle “grandi opere”, con tutto il corollario di norme straordinarie pensate ad arte per promuoverle e gestirle senza trasparenza e fuori dal controllo democratico delle comunità locali, ha una responsabilità politica enorme.

La Orte-Mestre è un mostro pronto a divorarsi i territori, la salute dei cittadini e miliardi di euro dei contribuenti. Bisogna fermarla subito prima che diventi un altro gigantesco caso di malaffare, della portata almeno doppia di quello del MOSE. Non ci sono più alibi per nessuno.

 

Copyrights © 2012-2015 by Opzione Zero

Per leggere la Privacy policy cliccare qui