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PEDEMONTANA – Bretella di Povegliano e opere complementari: «Fuori i soldi»

Nove sindaci sul piede di guerra lungo la Pedemontana. L’obiettivo è uno solo: ottenere il finanziamento di tutte le opere complementari.

I primi cittadini di Povegliano, Spresiano, Villorba, Ponzano, Paese, Nervesa, Giavera, Volpago e Arcade si ritroveranno oggi pomeriggio a Spresiano per firmare un documento unitario in cui si chiede alla Regione e a Veneto Strade di allargare i cordoni della borsa per non abbandonare i centri abitati nella morsa del traffico che girerà attorno alla nuova superstrada.

In ballo c’è in primis la bretella di Povegliano, via che dovrebbe collegare il futuro casello di Camalò direttamente con la provinciale 55 tra Ponzano e Volpago.

Discorso simile per la tangenziale di Spresiano. «Il commissario Vernizzi ha ribadito di non poter assicurare il finanziamento della bretella -rivela Stefano Anzanello, responsabile dell’area tecnica del municipio di Povegliano- pur impegnandosi a fare il possibile per reperire i fondi necessari all’interno del quadro economico della superstrada».

A luglio arriverà solo il progetto, quindi. Non i soldi. All’appello mancano circa 8 milioni.

«Se la bretella non verrà realizzata contemporaneamente alla superstrada -ha già messo in chiaro il sindaco Rino Manzan- mi metterò fisicamente davanti al cantiere per bloccare la Pedemontana».

Prima, però, si proverà con la diplomazia. Dopotutto lo stesso Vernizzi ha fatto sapere di essere pronto a sostenere le richieste che il Comune di Povegliano, anche con l’appoggio delle amministrazioni comunali confinanti, inoltrerà alla Regione. Da qui è nata l’alleanza dei 9 sindaci.

Mentre ci si prepara al braccio di ferro, comunque, qualcosa sembra muoversi. Povegliano sta per firmare un accordo per la realizzazione di un parcheggio all’interno della rotatoria di accesso al casello, il completamento della strada tra il medesimo casello e via Arcade e la predisposizione dello spazio per una pista ciclabile sul sovrappasso di via Arcade. Ma l’obiettivo resta la bretella.

 

Gazzettino – Chioggia. Negozi del centro alla riscossa.

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21

mag

2015

CHIOGGIA – Accordo tra Ascom e Bcc per modernizzare stabili e vetrine

Creare un “centro commerciale naturale” in risposta al Clodì-Ipercoop

L’Ascom reagisce all’apertura del Clodì-Ipercoop con un’iniziativa finalizzata alla rigenerazione delle attività tradizionali. Avvalendosi di un accordo con la Banca di credito cooperativo di Piove di Sacco, spera di stimolare l’aggiornamento dei negozi, organizzandoli in una specie di “centro commerciale naturale”. Cioè, nell’attuale contesto urbano, frutto di innumerevoli scelte operate nel corso della storia e di aggregazioni spontanee più recenti. L’iniziativa rientra nell’ambito di alcune proposte che l’associazione, in collaborazione con il Comune, intende portare a termine cofinanziata dalla Regione.

«Naturalmente – riporta un comunicato dell’Ascom – l’obiettivo finale è quello di offrire ai clienti locali ed ai turisti un ambiente ed un servizio di qualità». La banca, dal canto suo, ha già garantito la disponibilità di cospicui finanziamenti a vantaggio di tutti, compresi quelli non iscritti al sodalizio. Sono previste soluzioni a breve, medio e lungo termine, o ad attivazione di pos. Vi saranno opportunità pure nel settore assicurativo.

«Questo progetto – spiega Alessandro Da Re, presidente dell’Ascom clodiense – ha un valore straordinario. L’alleanza con l’istituto di credito apre nuove prospettive e infonde ottimismo».

«La disponibilità finanziaria già fissata – aggiunge il presidente della Bcc, Leonardo Toson – ci impone d’essere vicini agli operatori economici di Chioggia e Sottomarina».

 

Gazzettino – Preganzol. Svolta: da domenica 26 treni in più

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21

mag

2015

PREGANZIOL – La battaglia di Comune e pendolari comincia a dare i primi frutti

Sta dando i primi risultati positivi la battaglia che il Comune di Preganziol sta portando avanti da mesi con i gruppi di pendolari per migliorare il servizio di trasporto ferroviario della tratta Treviso-Venezia, in particolare per avere più fermate dei treni alla stazione cittadina di via Roma.

Per il sindaco Paolo Galeano ci sono segnali incoraggiati sul potenziamento del servizio ferroviario. «In questi giorni -spiega primo cittadino- abbiamo effettuato alcune verifiche e ci siamo confrontati con i pendolari che si erano mossi con noi nei mesi scorsi per la battaglia sull’adeguamento del servizio ferroviario. Dopo la riunione fatta in Regione a novembre, abbiamo potuto verificare che c’è stato un aumento dei treni a disposizione di chi si muove da Preganziol. Da domenica 17 maggio Preganziol può contare 13 corse di treni in più da e per Venezia. Si tratta di 26 fermate in più al giorno, alle quali si aggiunge l’autobus delle 00.04 da Venezia».

Per il sindaco Galeano c’è da fare ancora molto lavoro per poter parlare di una vera e propria riorganizzazione del servizio ferroviario di cui necessita il territorio.

«Bisogna che anche i treni serali delle 22,04 e delle 23 da Venezia facciano le fermate intermedie. Puntiamo inoltre al biglietto o abbonamento integrato tra la ferrovia e il trasporto su gomma per avere una maggiore flessibiltà di tutto il sistema di trasporto».

 

Nuova Venezia – “Grandi navi, decida il sindaco”

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20

mag

2015

Il sottosegretario Borletti Buitoni: bisogna valutare a fondo i progetti alternativi

«Quella di aspettare la nomina del nuovo sindaco di Venezia per decidere sul percorso alternativo al passaggio delle Grandi Navi in Bacino di San Marco è una decisione molto opportuna, perché non si può prendere una decisione di tale delicatezza e importanza per la città e la sua laguna senza aver prima ascoltato l’opinione di chi rappresenterà la comunità veneziana».

È netto e positivo il giudizio del sottosegretario ai Beni Culturali Ilaria Borletti Buitoni sulla decisione comune presa a Roma sulla questione dai ministri alle Infrastrutture, all’Ambiente e ai Beni Culturali.

«Una decisione di questa importanza per Venezia» insiste Borletti Buitoni «non può essere presa sull’onda della fretta, cedendo al “ricatto” delle compagnie di crociera, né senza mettere prima a confronto tutte le alternative. Non stiamo pensando di realizzare un cavalcavia nella valle Padana, ma di intervenire su uno degli ambienti più preziosi e delicati del mondo. Non si può certo pensare di scavare un nuovo canale in mezzo alla laguna a vantaggio delle Grandi Navi e del resto il progetto di scavo del canale Contorta-Sant’Angelo incontra fortissime contrarietà anche a Venezia. Per questo bisogna valutare a fondo anche i progetti alternativi e non capisco, da questo punto di vista, la contrarietà preventiva espressa dalle compagnie di crociera alla realizzazione di un terminal crocieristico fuori dalla laguna. Non sta a loro decidere, ma alla città di Venezia e al Governo. Paghiamo gli errori del passato e aver consentito il determinarsi di una situazione insostenibile come la presenza delle Grandi Navi a San Marco».

(e.t.)

 

Proposte per rilanciare l’offerta culturale. Pizzo (Venezia cambia 2015): siamo stati esclusi

Casson alla Fenice: «Un euro dalle crociere»

Un euro dai croceristi per la salvaguardia e la cultura. Nelle Sale Apollinee del teatro La Fenice gremite di pubblico il candidato sindaco del centrosinistra Felice Casson lancia la sua proposta.

Eccola, la tassa sul turismo, senza bisogno di leggi speciali. Risorse che arrivano in città ma restano ai privati. Un euro a crocerista, due milioni di euro, due euro, quattro milioni. Così per i passeggeri dell’aeroporto Marco Polo.

Si parla di cultura, alla Fenice. E insieme a Casson ci sono i rappresentanti delle più importanti istituzioni culturali veneziane, coordinate da Andreina Zitelli. «In città si svolgono ogni anno duemila eventi culturali», dice il presidente dell’Istituto veneto Danieli.

«Il Comune deve coordinare gli eventi, non organizzarli», interviene Cristiano Chiarot, sovrintendente della Fenice e adesso anche presidente dell’associazione nazionale Orchestre liriche. Chiarot ha rilanciato il teatro veneziano facendone un centro di cultura aperto anche ai turisti. Nuova linfa per le casse del teatro, ma qualità sempre alta. È questo l’obiettivo a cui deve tendere la città. Eventi coordinati anche con la terraferma e la provincia, nell’ottica metropolitana. Cultura in movimento, ampio spazio alle realtà di base. No alla città museo.

Casson rilancia. «In Parlamento mi chiedono come è possibile che il bilancio del Comune sia ridotto così con tutti i soldi che abbiamo dato a Venezia».

Istituzioni culturali grandi e piccole, con la Fenice e l’Istituto veneto di Scienze Lettere ed Arti ieri c’erano anche la Fondazione Cini e la Fondazione Querini Stampalia, Fondazione Musei civici, Palazzo Grassi e le tante fondazioni private nate negli ultimi anni come la Fondazione Prada. Cultura che deve rimanere a livelli alti e incoraggiare la produzione delle realtà locali musicali, teatrali, letterarie. Una nuova ricchezza che potrebbe aiutare la città. Dibattito che promette seguiti non soltanto in campagna elettorale. E provoca anche qualche polemica. «Potevano invitare anche noi, avevamo molte proposte da fare», dice Giampietro Pizzo, candidato sindaco di VeneziaCambia 2015.

(a.v.)

 

MIRA – Da Mira a Codevigo fronte comune per la messa in sicurezza della “Romea”.

Stanchi degli appelli lanciati alla Regione e all’Anas per la messa in sicurezza della statale 309 e delle manifestazioni delle associazioni ambientaliste, i Comuni di Mira, Campagna Lupia e Codevigo hanno stretto un’intesa per richiedere ad Anas e Regione interventi per la messa in sicurezza della Romea nel tratto di 27 km. compreso tra Malcontenta e Conche.

Il documento non si limita a mettere in luce le criticità del tratto di strada, percorso ogni giorno da migliaia di mezzi pesanti, ma propone anche la realizzazione di una revisione sulla base delle esigenze di sicurezza e compatibilità del territorio.

Si sottolinea tra l’altro la possibilità di dare una connotazione paesaggistica con interventi che valorizzino i caratteri anche turistici dell’arteria.

Le tre amministrazioni individuano una decina di interventi da realizzare in un arco di 7-8 anni.

(L.Gia)

 

DOLO – Da villa Massari all’edificio che ospitava Neurologia. L’Ulss ribatte: «Sede funzionale»

DOLO – Da dieci giorni 3 ambulatori (dermatologia, oculistica, fisiopatologia respiratoria, a cui si aggiungerà a breve anche otorino) sono stati trasferiti all’interno dell’ex edificio che ospitava Neurologia. Trasferimento che il direttore generale aveva anticipato mesi fa.

Alcuni, però, hanno manifestato perplessità relative all’edificio e l’Asl 13 replica. «L’edificio ad “H” che un tempo ospitava Neurologia non era adeguato ad ospitare delle degenze, ma è stato oggetto di rivisitazione strutturale ed è perfettamente funzionale per gli ambulatori, prima ubicati in villa Massari. Un edificio così capiente e grande ha risolto il problema della dislocazione in più sedi degli ambulatori rendendo funzionale e pratico il servizio. Negli ospedali solitamente gli ambulatori sono raccolti in un poliambulatorio: questo per fornire all’utenza dei servizi più efficaci e mirati. È superata l’idea che gli ambulatori siano all’interno dei reparti, lì il servizio è specifico per le degenze. La riorganizzazione ha previsto la realizzazione di tre sportelli che rispondono alla cosiddetta “presa in carico” del paziente. Il paziente arriva, viene registrato, alla fine della visita se ha bisogno di controlli successivi è lo sportello che si preoccupa di fissargli le date».

Ma il consigliere Giovanni Fattoretto della lista “Dolo del fare” rimane perplesso. «Gli ambulatori di Villa Massari sono stati trasferiti nei locali che un tempo ospitavano la Neurologia, lasciando ancora più inutilizzata la struttura del vecchio ospedale. È una struttura, quella che ora ospiterà gli ambulatori, nata con carattere di provvisorietà negli anni settanta e mostra evidenti segni del tempo anche se oggetto di recenti veloci rattoppi. Mi chiedo ora: gli spazi resi liberi nella struttura di villa Massari a cosa saranno destinati? Ciò anche in considerazione del possibile utilizzo di strutture pubbliche in dismissione per ospitare profughi».

Lino Perini

 

MIRANO. Tapparelle rotte nel reparto di Cardiologia.

L’Ulss 13: «Sostituzione già in programma»

MIRANO – Tapparelle rotte al reparto di Cardiologia dell’ospedale di Mirano, una paziente protesta ferocemente ma l’Ulss 13 stoppa le critiche: «Conosciamo il problema, l’ufficio tecnico si è già attivato per risolverlo».

Ad alzare la voce è una donna ricoverata proprio in questi giorni: «I danni causati dall’usura non vengono riparati. Nonostante le ripetute segnalazioni numerose tapparelle sono rotte e i disagi per i pazienti sono notevoli – scrive -. Il sole entra in modo prepotente già all’alba provocando una sveglia forzata, e le finestre non si possono nemmeno aprire perché per schermarle sono state utilizzate delle lenzuola».

La donna ha scritto una lettera alla direzione: «È un reparto straordinario, con medici e infermieri di grande professionalità e umanità. L’ottima e meritata fama della vostra Cardiologia non merita questi disagi».

L’Ulss 13 replica: «La procedura amministrativa è stata subito avviata e il 3 giugno ci sarà l’intervento di una ditta specializzata, visto che si tratta di tapparelle particolari, specifiche per il reparto. L’ufficio tecnico è al lavoro per trovare soluzioni provvisorie».

(g.pip.)

 

Gazzettino – Mirano. Il centro citta’ sfida gli outlet

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20

mag

2015

MIRANO – Marchio unico e iniziative comuni per attrarre più clienti: si parte

Decolla il Distretto del commercio. Incarico a un manager trevigiano

Il centro storico di Mirano come un grande centro commerciale a cielo aperto, un vero e proprio polo in grado di fare concorrenza non solo ai grandi supermercati ma anche e soprattutto agli outlet come quello di Noventa di Piave.

«I nostri concorrenti diretti saranno loro, ma noi in più avremo la storia, la cultura e la natura», spiegano da Mirano lanciando la sfida alla grande distribuzione.

Lunedì sera in Corte Errera è stato presentato pubblicamente il progetto “Distretti del commercio”: grazie ad un contributo regionale di 370mila euro, a cui si sommano 237mila euro stanziati dal Comune e 133mila euro privati, piazza Martiri e le vie limitrofe diventeranno un’elegante cittadella commerciale. I negozianti manterranno la propria autonomia ma saranno invitati a lavorare in sinergia per attrarre più clienti e alzare la qualità dell’offerta.

Nella piazzetta della biblioteca sorgerà una struttura in vetro e acciaio di circa 100 metri quadri da utilizzare per pubblicizzare eventi, iniziative e prodotti, il porticato adiacente sarà chiuso con una vetrata, la ciclabile in via Vittoria sarà ampliata e il wi-fi sarà potenziato.

Ma c’è molto altro: il tavolo tecnico composto da Comune, Confcommercio, Confesercenti, Pro Loco e varie associazioni ha nominato un manager per coordinare il tutto. La scelta è caduta sul 48enne trevigiano Tiziano Minuzzo, laureato in Economia aziendale e grande esperto di marketing.

È lo stesso Minuzzo a spiegare i prossimi passi: «A giugno avvieremo uno studio su domanda e offerta nelle attività commerciali del centro, vogliamo tracciare l’identikit della clientela e capire dove poter migliorare. Quando avremo i risultati ragioneremo sulla strategia vera e propria: bisognerà lavorare su una comunicazione unica per tutti i negozi, individuare un brand per il distretto, scegliere un nome, potenziare il marketing e magari anche migliorare vetrine e arredo urbano».

Il progetto si chiuderà a fine 2016, c’è già un sito con i dettagli: sites.google.com/site/centromirano.

Gabriele Pipia

 

Nuova Venezia – Miranese. Incidente e proteste in via Desman

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20

mag

2015

Due feriti sulla provinciale dove ogni giorno da sei mesi si tiene il corteo del comitato per la sicurezza stradale

VETERNIGO – Nuovo schianto in via Desman, strada bloccata e residenti esasperati dopo sei mesi di manifestazione quotidiane. L’incidente, l’ennesimo, ieri mattina alle 10.20, nel tratto tra il centro di Veternigo e la località Tre Ponti, quando un’auto guidata da un anziano e un furgoncino si sono scontrati in rettilineo, probabilmente a causa della strada stretta e di una leggera distrazione da parte del conducente del furgone.

Pare che l’uomo stesse cercando un indirizzo e non si sia accordo di essersi accentrato troppo sulla carreggiata, troppo stretta, proprio nel momento in cui, dal senso opposto, giungeva l’utilitaria. L’urto è stato violento, con l’auto finita, dopo lo scontro, prima contro il muretto di un ponte privato, poi nel fosso a lato, contro il ponte successivo. Per fortuna solo ferite lievi per i due occupanti, salvati dall’airbag, ma soprattutto può dirsi mezzo miracolato il conducente della vettura, che ha solo sfiorato un palo della luce che si trovava in traiettoria, dopo il primo ponticello e si è fermato contro la seconda spalletta in cemento, rimanendo in bilico sulla riva del fosso colmo d’acqua.Solo per caso, dunque, la sua automobile non si è rovesciata nel canale, rischiando di finire con l’abitacolo interamente sott’acqua.

Disagi per oltre un’ora si sono registrati sulla provinciale, con il blocco in particolare di alcuni mezzi pesanti che non hanno avuto modo di fare manovra e invertire il senso di marcia. Sul posto hanno operato il personale del Suem-118 di Mirano, che ha medicato i due conducenti e i carabinieri, che hanno effettuato i rilievi di legge.

In strada anche i residenti, tra cui alcuni membri del comitato Desman, che dal 17 novembre scendono in strada ogni mattina per chiedere più sicurezza lungo la provinciale che attraversa Zianigo, Veternigo e Sant’Angelo. Proprio a Sant’Angelo, dove venerdì passerà il Giro d’Italia, il comitato ha annunciato di volersi posizionare con striscioni e cartelli lungo il percorso della corsa rosa, per rendere visibile la protesta per la sicurezza, chiedendo in particolare una ciclabile.

«È incredibile come politici e amministratori restino sordi alle nostre richieste, mentre accadono di continuo incidenti. Si sta aspettando la tragedia?», afferma il leader della protesta Marino Dalle Fratte, «arriviamo ai paradossi: la scorsa settimana, ad esempio, hanno urtato e spostato un lampione, vicino l’incrocio di via Bollati, che ora illumina a giorno un giardino privato, con la strada rimasta al buio».

Filippo De Gaspari

 

la voce dei residenti

«Ecco il nostro progetto una ciclabile lungo i campi»

ZIANIGO «Un progetto semplice semplice, pronto da un secolo, eppure nessuno ci ha mai pensato prima». A proporlo in Provincia è stato lo stesso comitato Desman, stanco di sentirsi rispondere che la ciclabile non si può fare perché non ci sono i soldi. Certo, 3 milioni e 600 mila euro sono molti, troppi in periodi di vacche magre per tutti e i comuni non possono farvi fronte da soli.

Ma c’è un piano B. «Non serve interrare il canale per fare la ciclabile ma non si più restare indifferenti a guardare in attesa della strage», spiega il portavoce dei residenti Marino Dalle Fratte, «basta coinvolgere gli enti titolari del canale, in primi il consorzio. Sarebbe l’ente di bonifica stesso a realizzare la pista: c’è una legge del 1904 che prevede una servitù demaniale larga 4 metri lungo la sponda nord del canale, per la manutenzione del rio Desman. Una fascia di rispetto dove non si può costruire e dove le macchine del consorzio possono transitare, ma che potrebbe servire, in parte, anche per realizzare la ciclabile. Basterebbero due metri, lasciando gli altri due al demanio e senza toccare la strada. Il consorzio pare disposto a procedere se i comuni e la Provincia daranno l’ok: poi basterà intimare ai pochi privati che hanno costruito abusivamente in questo spazio a indietreggiare la loro proprietà. Costi abbattuti, nessun problema idraulico, soluzione a portata di mano nel rispetto del canale e del graticolato romano. Sembra impossibile che una via d’uscita a una situazione di reale pericolo per tutti debba arrivare dai cittadini, con fior di politici e tecnici pagati per farlo».

Venerdì, oltre al presidio annunciato al Giro d’Italia, una delegazione del comitato incontrerà la Provincia: a convocarla lo stesso commissario di Ca’ Corner, Cesare Castelli, che ha scritto al comitato per invitare i residenti a una condivisione del nuovo progetto stradale.

(f.d.g.)

 

MIRANO – Da quando è scattata la protesta sono passati sette mesi, ma Marino Dalle Fratte e tutti gli altri del comitato via Desman sono ancora in strada a protestare per l’eccessiva pericolosità.

Ieri c’è stato l’ennesimo incidente, per venerdì è prevista una protesta pacifica in concomitanza con il passaggio del Giro d’Italia e intanto la Provincia convoca i residenti per studiare un progetto di pista ciclabile.

La strada in questione è quella che collega Mirano a Borgoricco attraversando le frazioni di Zianigo, Veternigo e Sant’Angelo; la settimana scorsa un’auto aveva centrato un lampione all’altezza dell’incrocio con via Bollati e ieri mattina alle 10.20 c’è stato un nuovo schianto: una macchina ha urtato un furgone ed è piombata nel fosso, oltre ai carabinieri è intervenuta un’ambulanza che per fortuna è rientrata in ospedale senza feriti.

La strada è rimasta bloccata per un’ora e le polemiche non si placano: «Gli incidenti continuano, noi stiamo preparando i manifesti da esporre venerdì quando a Santa Maria di Sala e Mirano passerà la tappa», annuncia Dalle Fratte. Intanto però c’è anche una novità tecnica: la Provincia di Venezia, che ha la competenza su quel tratto di strada, ha convocato una riunione per il prossimo 29 maggio alle 10.

«In seguito agli incontri avvenuti negli ultimi mesi per risolvere le criticità di via Desman, è stata progettata una nuova soluzione in merito alla realizzazione di una pista ciclabile» scrive il commissario Cesare Castelli. Oltre a Dalle Fratte sono stati invitati nella sede provinciale di Palazzo Corner i sindaci di Mirano e Santa Maria di Sala e i rappresentanti di Regione, Veneto Strade, consorzio di bonifica e Veritas.

(g.pip.)

 

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