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Gazzettino – Dolo. Elezioni, dibattito sulla sanita’

DOLO – Domani confronto tra i candidati. Gli appuntamenti della settimana

DOLO – Dopo il dibattito sull’ospedale con i candidati consiglieri alle regionali e l’incontro di venerdì ad Arino con i candidati sindaco, organizzato da “Arino per il futuro” al quale è mancato Alberto Polo di “Dolo democratica”, altri appuntamenti nell’ultima settimana prima delle elezioni. Domani sera alle 21, sotto lo Squero, incontro con i candidati sindaci promosso dal Comitato Bruno Marcato sul tema “Quale sarà il futuro dell’Ospedale di Dolo?”: si parlerà delle Schede ospedaliere, del trasferimento di molti reparti dell’area chirurgica a Mirano e dell’alienazione di aree del vecchio ospedale. Elisabetta Ballin, alla stessa ora ad Arino, presenterà nella sala di via Cazzaghetto 10 la lista civica “Dolo è Tua”, mentre la candidata del M5S Valentina Peruzzo, sempre alle 21, presenta nella Barchessa di Villa Concina, sede della Biblioteca comunale, un incontro sul tema “La gestione dei rifiuti a Dolo” e svilupperà la discussione su problematiche, falle e inefficienze dell’attuale sistema.

Mercoledì 27 maggio alle 20.45, nella Teatreria dell’Ex Macello di via Rizzo, Legambiente organizzerà un dibattito con i candidati sindaco sul problema dell’Ambiente.

(l.per.)

 

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Gazzettino – “Un programma politico a chilometro zero”

PAROLA DI CANDIDATO / Elisabetta Ballin

«Non ho copiato nulla del programma. Perplessa dopo le parole della sindaca»

Cinque anni di assessorato all’Urbanistica cosa le lasciano in dote?
«È stato un percorso molto interessante che mi ha insegnato molto».
La sua lista “Dolo è Tua” è definita aperta e apolitica anche se lei è chiaramente di Forza Italia, non rischia di apparire poco credibile?
«La differenza di voto interessa agli altri, nel nostro gruppo contano solo i contenuti. Io alle regionali voterò Cristian Minchio, se altri voteranno Zaia o Moretti non fa differenza. La nostra è una lista civica».
Il programma è voluminoso, c’è un punto su tutti che vorrebbe fosse evidenziato?
«I servizi quali sport, cultura, sociale, istruzione sono in sinergia non come costo ma come benefit».
Lei parla molto di politica a “Km 0″
«Programma e non politica a “Km 0″. Sono consapevole che sarà difficile ma è uno dei metodi di lavoro necessari in un periodo di particolare sofferenza economica».
I commercianti sono insoddisfatti e chiedono più attrattive e meno tasse.
«Nel gruppo vi sono commercianti che hanno evidenziato la criticità dei parcheggi a pagamento proponendone un ridimensionamento oppure l’eliminazione. E vorrebbero anche la chiusura di alcune vie durante le manifestazioni per aumentare l’attrattività. Il problema è indubbiamente diverso per le frazioni».
Cosa risponde a chi l’accusa di aver copiato il programma?
«Ho preso atto delle dichiarazioni del sindaco a mezzo stampa e sono rimasta perplessa anche perché la vedo tutti i giorni e mi sarei aspettato me ne avesse parlato direttamente. Comunque le argomentazioni sostenute sono difformi dalla realtà.

Lino Perini

 

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Gazzettino – Mose. Il Consorzio paga al Fisco 18 milioni

MOSE – Il Cvn salda senza cercare di opporsi il salatissimo conto dell’Agenzia delle Entrate

Il Consorzio Venezia Nuova paga senza opporsi. Una cifra da capogiro pari a 18 milioni e 531.927 euro. Non un centesimo di meno. È il conto che l’Autorità finanziaria ha presentato al Consorzio Venezia Nuova lo scorso 16 ottobre per irregolarità fiscali rilevate dalle Fiamme Gialle nelle annualità 2005-2009. Conto che lo stesso Cvn ha accettato di versare sottoscrivendo, due settimane fa, il 7 maggio, con la Direzione regionale del Veneto dell’Agenzia delle Entrate lo specifico atto di adesione a seguito di istanza da accertamento.

Il totale solo di sanzioni e di interessi ammonta a quasi 6 milioni e 755mila euro cui vanno sommati gli 11 milioni e 777mila euro di imposte dovute fra addizionale regionale e comunale, Irpeg, Irap, ritenute e Iva. Anche questo è uno degli effetti dell’onda lunga dello scandalo Mose, visto che nei rilievi mossi dalla Guardia di Finanza lagunare sono compresi anche quelli relativi all’utilizzo di fatture per operazioni inesistenti per prestazioni tecniche fantasma e anticipi di riserve su lavori mai svolti allo scopo di creare la provvista di denaro contante gestita da Giovanni Mazzacurati per finalità corruttive, vale a dire il fondo mazzette, gestito da Luciano Neri.

A firmare l’accordo con l’Erario per il Cvn sono stati i commissari plenipotenziari, nominati a dicembre 2014 per traghettare in porto il Mose, dopo che l’Anac, l’Autorità nazionale anti corruzione, guidata da Raffaele Cantone, aveva annunciato l’avvio dell’iter di commissariamento del Consorzio a seguito della “retata storica” scattata all’alba di quasi un anno fa, era il 4 giugno, con una sfilza di arresti eccellenti, fra cui il sindaco di Venezia, Giorgio Orsoni, l’assessore regionale alle Infrastrutture Renato Chisso, e in seguito l’ex governatore del Veneto, Giancarlo Galan, onorevole di Forza Italia.

A far scattare il count down per lo tsunami in laguna, contribuì quindi anche la verifica fiscale nella sede del Cvn, in Campo Santo Stefano a Venezia, aperta l’11 giugno 2010 dai finanzieri del Nucleo tributario provinciale. Uno stratagemma per entrare senza sospetti nel palazzo del “grande burattinaio” – la definizione fu del pm Paola Tonini, titolare del fascicolo – ovvero di Mazzacurati e piazzare le cimici ambientali in tutti gli uffici dei dirigenti e funzionari organici al “sistema Mose”.

Ed è stato questo controllo certosino e puntuale delle “carte” a fornire conferma contabile a quanto emergeva dalle intercettazioni, scoprendo i proventi illeciti non dichiarati finalizzati ad alimentare le tangenti a politici di tutti i livelli, magistrati, vice questori, generali delle Fiamme gialle, e sui quali oggi il Consorzio è chiamato a onorare le tasse.

Era il 3 novembre 2014 quando l’allora presidente ormai a fine corsa del Cvn, Mauro Fabris, subentrato a Mazzacurati dimessosi poco prima di venire arrestato il 12 luglio 2013, dichiarò che non sarebbe stata intrapresa alcuna iniziativa per contrastare le risultanze della verifica fiscale. Adesso si attende l’esito degli accertamenti per i periodi di imposta successivi al 2009 fino al luglio 2013: e l’”obolo” si prefigura altrettanto pesante.

Nei fatti si tratta di una minima parte, seppur sempre consistente, del denaro drenato dalle casse dello Stato in maniera fraudolenta, e che in tal modo viene restituita alla piena disponibilità di tutti i cittadini.

 

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Nuova Venezia – Passa la nave, la Vogalonga “trema”

L’EVENTO – Organizzatori e Capitaneria rassicurano: «Nessun rischio, il transito è molto prima del via»

Domani mattina in Bacino passerà la Msc. Apprensione per le barche di migliaia di appassionati

Mancano poche ore alla partenza della 41^ edizione della Vogalonga ma oltre all’emozione, quest’anno, aleggiano anche l’apprensione e la protesta per il passaggio della nave da crociera. La Msc Musica transiterà per il bacino di San Marco e per il Canale della Giudecca poco prima della partenza della manifestazione remiera: lo sparo del cannone che indica il via è previsto domani alle 9, e anche se la nave dovrà esser già fuori dal tratto di gara alle 8.15, rischia di incontrare le centinaia di imbarcazioni che si preparano in bacino prima delle 8. In tutto, la regata coinvolgerà quest’anno circa 2mila barche a remi per un totale di 8mila vogatori che provengono da ogni parte del mondo e non tutti sono preparati al passaggio dei “giganti” in laguna, nel caso della Msc Musica: stazza lorda 92.409 tonnellate, lunghezza 293,8 metri, larghezza 32,2 metri.

Già da alcuni giorni, in Pescheria a Rialto si trova un cartello in lingua inglese affisso dagli organizzatori della Vogalonga che invita a fare attenzione: «Cari amici, domenica alle 8.15 una nave da crociera attraverserà il canale della Giudecca dal mare Adriatico verso il porto di Venezia. Vi chiediamo gentilmente di non sostare in mezzo al canale per lasciare libero il passaggio e di essere prudenti per la vostra sicurezza».

Non si fanno attendere le polemiche sui social network ma dal comitato organizzatore della maratona escludono possibili pericoli: «Abbiamo appeso l’avviso su suggerimento della Capitaneria di Porto alla conferenza dei servizi – spiega Ermenegildo “Lalo” Rosa Salva – una raccomandazione in più per chi non è veneziano e abituato al passaggio delle navi ma anche l’anno scorso era passata una crociera prima della partenza, nessuno lo sapeva e non è successo niente».

A fargli eco il figlio Antonio Rosa Salva, anche lui parte del comitato: «Le polemiche sembrano delle strumentalizzazioni alla Vogalonga che non devono esserci, perché abbiamo sempre cercato di tenere la politica fuori dall’evento cittadino che per un giorno riporta i remi in città».

Non è d’accordo Manuel Vecchina, uno dei veneziani che si è accorto del cartello e ieri ha scritto un post sulla pagina Facebook della Msc Musica invitandola a passare in anticipo rispetto all’orario previsto, per evitare pericoli. «Quando la Msc passerà – afferma – non troverà solo le imbarcazioni già posizionate in bacino, ma anche quelle che stanno arrivando dal Canale della Giudecca».

Stupito Giorgio Garbisa, 73 anni, giunto alla sua 41esima Vogalonga: «Ma stiamo scherzando? – afferma Garbisa – perché la nave non viene fatta passare prima per evitare qualsiasi rischio»?

La Capitaneria di Porto precisa che la nave sarà già fuori dalla zona della Vogalonga alle 8.15 e vi saranno le motovedette a sorvegliare che tutto fili liscio.

Giorgia Pradolin

 

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Gazzettino – Vittorio Veneto. Treni sempre piu’ lumaca

VITTORIO VENETO – L’odissea dei pendolari diretti a Venezia

A conti fatti, è come se fossero tornati a casa con un treno che viaggiava a meno di 30 chilometri all’ora. I pendolari vittoriesi, organizzati nel comitato «Il treno dei desideri», tornano a protestare per le inefficienze del trasporto locale su rotaia, che costringono molti di loro a dilatare i già notevoli tempi di percorrenza del tragitto casa – lavoro e viceversa in presenza di un minimo inconveniente.

È il caso di mercoledì pomeriggio, quando pendolari vittoriesi e bellunesi che lavorano a Venezia hanno raggiunto la stazione di Santa Lucia per salire sul regionale delle 17.31 per Udine. Un rapido sguardo al tabellone delle partenze ed ecco la sorpresa: il treno era cancellato.

«Ai nostri “colleghi” – riferisce la vittoriese Lidia Scarpa del comitato – non è rimasto altro da fare che prendere il treno per Conegliano delle 17.45. La corsa è partita con 7 minuti di ritardo e questo ha messo a rischio ancora più forte la già difficile coincidenza a Conegliano per Vittorio. Alcuni viaggiatori si sono rivolti al capotreno, il quale dopo avere contattato la sede di Mestre ha risposto che il treno per la montagna non li avrebbe aspettati e che comunque c’era quello delle 19.41», con arrivo a Vittorio alle 20.

Morale: il treno da Venezia è arrivato a Conegliano alle 18.52, a «Minuetto» per Belluno già partito da tempo, e quindi diversi viaggiatori hanno dovuto attendere più di tre quarti d’ora in stazione il collegamento successivo. Quello che, sulla carta e nella normalità, doveva essere un viaggio di un’ora e mezza scarsa, è diventata un’odissea di due ore e mezza.

«Ormai è la prassi – testimonia una pendolare -: se cancellano un treno o c’è un guasto servono due ore per tornare a casa, ma solo se trovi uno “strappo” da chi ha smesso da tempo di prendere il treno a Vittorio».

Non è la prima volta che i pendolari vittoriesi, alpagoti e bellunesi denunciano disagi simili.

 

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Gazzettino – “Romea, situazione insostenibile”

IL CASO – Ancora un incidente, i sindaci di Campagna Lupia e Camponogara insorgono

«Non serve una nuova autostrada, bensì la messa in sicurezza di corsie e svincoli»

«Il caos viabilità sulla ’Romea’ è una routine quotidiana. La strada è inadeguata rispetto al flusso di veicoli. Ritengo prioritario l’obiettivo di trovare urgenti soluzioni per la sua riqualificazione».

A riaffermare ancora una volta il concetto è il sindaco di Campagna Lupia, Fabio Livieri, all’indomani dell’ennesima chiusura forzata al traffico della strada per due incidenti stradali verificatisi in contemporanea, giovedì pomeriggio, a Malcontenta e a Campagna Lupia. Come sempre succede in questi casi, il traffico è stato deviato sui percorsi comunali di Camponogara, Campagna Lupia e Campolongo Maggiore, con il conseguente intasamento di tutte le strade della fascia a sud della Riviera del Brenta. Proprio nei giorni scorsi i comuni di Campagna Lupia, Camponogara e Codevigo (Pd) avevano sottoscritto un protocollo d’intesa per la realizzazione di interventi di messa in sicurezza della strada “Romea”. Su tale questione c’era stato un incontro con la Regione del Veneto e Anas, in attesa di portare l’istanza anche al Ministero dei Trasporti.

«La ’Romea’ è uno dei principali assi di attraversamento stradale nord-sud del territorio veneziano – ha annotato ancora Livieri – L’arteria evidenzia criticità più volte manifestate alle autorità competenti. Esistono dieci svincoli in 30 chilometri e una geometria spesso inadeguata. Non ci sono inoltre corsie di emergenza o piazzole di sosta e i livelli di incidentalità risultano essere assai superiori alla media regionale».

Sulle stesse note anche il sindaco di Camponogara, Giampietro Menin. «La situazione sta peggiorando di giorno in giorno e non è più sostenibile. La nascente Città metropolitana e la Regione Veneto devono provvedere subito. Gli sbocchi in ’Romea’ di Lugo, Lughetto e Rosara creano continui pericoli per tutti i cittadini dei centri abitati che ne usufruiscono. Non serve una nuova autostrada, bensì la messa in sicurezza di quella esistente, da Venezia a Codevigo».

Vittorino Compagno

 

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Nuova Venezia – Passante, apre ai Tir anche il casello di Crea

Dopo Martellago-Scorzè arriva il via libera per Spinea. Gli abitanti: «Ma le barriere verdi aspettano»

SPINEA – Ci sono annunci che non tardano a diventare realtà. Ne è un esempio l’apertura al traffico pesante del casello di Crea, avvenuta in tempi record subito dopo l’inaugurazione e l’entrata in esercizio della nuova barriera di Martellago-Scorzè sul Passante.

In realtà, era scritto da tempo che non appena il casello di Martellago sarebbe stato aperto, Spinea avrebbe dovuto togliere quel divieto in entrata e uscita dall’autostrada che aveva, per quanto poco, tamponato una situazione pericolosa di traffico per la viabilità ordinaria.

E in effetti gli enti gestori del Passante non hanno tardato a mettere in pratica i propositi messi nero su bianco. È bastata una semplice ordinanza e poi coprire con un adesivo verde i cartelli di divieto alla rotonda di viale Venezia: ora si può liberamente circolare, con qualsiasi mezzo, sull’arteria che porta all’imbocco del Passante.

È ancora presto per vedere gli effetti di questa novità. Il sindaco di Spinea Silvano Checchin aveva già detto di non potersi opporre agli accordi e che non necessariamente la novità sarebbe stata negativa per Spinea: «Il divieto aveva senso di esistere, e per questo ci siamo imposti in questi anni, in un sistema non ancora a pieno regime», aveva detto Checchin, «da luglio 2009 (quando è stato aperto il Passante, ndr), a oggi, Spinea era l’unico ingresso per tutto il Miranese. Chiaro che nel momento in cui questo presupposto viene meno decade anche il divieto a Crea, come da accordi».

Anche il sindaco di Mirano Maria Rosa Pavanello aveva auspicato che l’apertura del varco di Scorzè-Martellago potesse sollevare la città e il territorio da parte del traffico pesante di attraversamento, almeno per quanto riguarda i mezzi provenienti dalle zone industriali a nord del Comune, Salzano e Noale soprattutto.

Adesso non resta che attendere i primi dati. Per ora i Tir hanno ripreso a circolare un po’ più di prima in viale Venezia, prevalentemente da via della Costituzione, dove ora possono tranquillamente imboccare o uscire dalla A4 senza troppe deviazioni.

A Crea qualcuno sorride amaramente: «Dal taglio del nastro di Martellago alla cancellazione del divieto ai Tir a Spinea sono passati pochi giorni», osserva un residente di via Rossini, «ora finalmente il Passante è completo, i caselli tutti aperti e gli accordi rispettati. Quelli per il traffico. Quelli per le barriere e le mitigazioni invece li stiamo aspettando da anni e lì no, non c’è solerzia».

Filippo De Gaspari

 

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Gazzettino – Altivole. Presentazione negata “La faremo altrove”

ALTIVOLE – Il prefetto dice no alla presentazione del libro Strade Morte, in programma ad Altivole.

Ma il co-autore del volume Francesco Celotto non ci sta. «Il prefetto – attacca – ci ha negato l’autorizzazione a presentare il libro. La scusa? Ritenendo il tema legato alla campagna elettorale, ha chiesto di rinviare l’evento a dopo le elezioni. Ma stiamo scherzando? Siamo ancora in democrazia? Perché – precisa Celotto – non potremmo presentare un libro che tratta degli scandali del Veneto? Forse perchè ad Altivole passa la superstrada, forse perchè l’ex sindaca di Altivole è candidata o forse perché il tema potrebbe creare imbarazzo in casa leghista?

Ma si sbagliano – conclude Celotto – se credono di tapparci la bocca. La presentazione si farà comunque in altro luogo. Poi chiederò un incontro al prefetto per capire i motivi del diniego».

 

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Gazzettino – Pedemontana. Vernizzi gela i sindaci: “Eliminiamo i caselli”

PEDEMONTANA – Il commissario contro Povegliano e Spresiano: «Non rispettate gli accordi»

«Se i caselli di Povegliano e Spresiano-Villorba creano troppi disturbi, possiamo anche cancellarli dal progetto della Pedemontana». È questa, in sintesi, la mezza provocazione con la quale Silvano Vernizzi, commissario della superstrada, replica alla diffida siglata giovedì da 9 sindaci trevigiani.

I primi cittadini di Povegliano, Spresiano, Villorba, Ponzano, Paese, Nervesa, Giavera, Volpago e Arcade hanno chiesto di non aprire i caselli in questione senza aver prima ultimato le opere complementari, non ancora finanziate, per evitare che il traffico della Pedemontana si riversi nei centri abitati. Due su tutte: la bretella di Povegliano e la tangenziale di Spresiano. Per la prima bisogna trovare circa 8 milioni. E per la seconda almeno 5,5 milioni.

Senza queste strade, hanno messo nero su bianco i sindaci, i paesi verrebbero invasi da auto e camion con «sensibile aumento dell’inquinamento e conseguente aggravio delle condizioni di sicurezza e salute degli utenti».

Considerazioni che Vernizzi non ha preso benissimo. Tanto che subito dopo aver letto la lettera, inviata anche a Regione e ministero delle infrastrutture, ha fissato per mercoledì prossimo un faccia a faccia con i firmatari e lanciato l’aut aut.

«Nel mio ruolo di commissario non ho la funzione di reperire 8 milioni per la realizzazione di opere mai previste in alcun progetto – mette in chiaro – con il Comune di Povegliano è stato firmato un accordo di programma in cui era prevista solo la progettazione, attualmente in corso, e non la costruzione della bretella. La cosa è nota al sindaco. Se per motivi politici interni deve sostenere altre tesi, ciò esula dalle mie competenze».

Discorso simile per la tangenziale di Spresiano. Il sindaco Missiato sperava di poter contare sui risparmi della Pedemontana per realizzare almeno il primo tratto da 5,5 milioni. Niente da fare.

«Non ha senso – taglia corto Vernizzi – la Pedemontana rispetta il suo piano finanziario da 2,2 miliardi». Da qui l’idea di cancellare direttamente i caselli: «La proposta che verrà avanzata ai comuni – conclude il commissario – sarà quella di non realizzare i caselli di Povegliano e Spresiano-Villorba, viste le problematiche che gli stessi determinano secondo quanto esposto dai sindaci».

Una mossa che i firmatari della diffida certo non si aspettavano. «Faremo le necessarie valutazioni – prende tempo Rino Manzan (Povegliano) – il discorso non può riguardare solo un Comune». «Noi siamo al servizio dei cittadini – conclude Riccardo Missiato (Spresiano) – va trovata una soluzione, non fatta polemica».

Mauro Favaro

 

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Gazzettino – Dolo “Tornare ad essere “motore” del territorio”

PAROLA DI CANDIDATO / Marco Cagnin

«Urbanistica: valorizzazione dell’esistente e dell’ambiente»

Nel 2010 era in lista con la Lega Nord, ora si presenta con i “tosiani”, come mai?
«Nel 2010 ero con la Gottardo come indipendente, mi sono avvicinato poi alla Lega Nord. Ultimamente le posizioni della Lega erano diventate per me difficili da accettare. Tosi, meno ideologico e più concreto, è più vicino al mio modo di pensare».
A Dolo si attendono molto dal nuovo sindaco: quale sarà il suo impegno?
«Le nostre idee possono portare ad una svolta per il nostro Comune e il territorio. Allo stesso modo ho però bisogno dell’impegno di tutti ai quali chiedo una attività propositiva: è giunto il momento di fare, non ci possiamo più accontentare di delegare».
Dovesse evidenziare una priorità per Dolo cosa indicherebbe?
«Cessare di essere ‘rimorchio’ e ritornare ad essere ‘motrice’. Ciò significa valorizzare il territorio e richiamare in esso i servizi che si stanno allontanando, con un ruolo importante nella nascente città metropolitana».
I commercianti sono molto amareggiati. Cosa si può fare per loro?
«Valorizzando il territorio e lanciando momenti di aggregazione, si favorisce lo sviluppo di tante attività che ora stanno segnando il passo. Cercheremo di agire sulla tassazione per favorire le attività già presenti e quelle di nuovo insediamento».
Urbanistica: quale indirizzo pensa di dare?
«L’ultimo Prg prevedeva un incremento di 6000 abitanti, realizzato per poco più della metà. Le nuove visioni urbanistiche non richiedono di aumentare i volumi edificatori ma di riorganizzare gli esistenti con un occhio attento alla gestione del territorio e alla tutela dell’ambiente».

 

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