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I comitati e i sindaci chiamano a raccolta i residenti dopo il via libera del Cipe

Doppia manifestazione a Mestre mentre i Comuni tentano di organizzarsi

MIRA – l Cipe approva la Romea Commerciale e in Riviera è un coro di no da da parte di singoli cittadini, sindaci, comitati e associazioni che si sono sempre battuti contro quello che viene considerato un mostro di cemento in grado di aumentare traffico e inquinamento dell’aria. Il problema principale è quello dell’innesto in A4. A questo punto si dovrà capire se l’opera si collegherà con Roncoduro o andrà fino a Villabona a Marghera.

Il Comitato Opzione Zero organizza una doppia manifestazione di protesta che si terrà venerdì prossimo a Mestre. «Grazie alla norma introdotta apposta dal ministro Lupi nel famigerato decreto per superare lo stop della Corte dei Conti», spiegano per Opzione Zero il presidente Mattia Donadel e le portavoci Rebecca Rovoletto e Lisa Causin, «il Cipe ha dato via libera al progetto preliminare “regalando” 1,8 miliardi alla Gefip Holding di Vito Bonsignore per un’opera disastrosa che andrà ad incrementare il debito pubblico per almeno altri 10 miliardi di euro. Più volte i comitati e le associazioni ambientaliste hanno dimostrato, che l’opera è pericolosa e letteralmente insostenibile sotto tutti i punti di vista».

Da qui e immediate mobilitazioni e iniziative di protesta. «È un attacco pesantissimo ai nostri territori come la Riviera del Brenta e l’area di Mestre», dice Donadel, «Per il 14 novembre saremo in piazza con lo slogan “Incrociamo le braccia – Incrociamo le lotte”. Le grandi opere come la Orte-Mestre sono pensate per favorire la speculazione fondiaria e finanziaria. A pagare queste scelte sono sempre e solo i cittadini e i lavoratori».

Doppio l’appuntamento che il Comitato dà ai propri sostenitori: alle 9 al Municipio di Mestre per al corteo cittadino organizzato dagli studenti, e alle ore 15 in via Palazzo per una Critical Mass (biciclettata) intorno alla città per dimostrare contro la Romea Commerciale.

Intanto è un coro di no da parte dei sindaci della Riviera e del Miranese. Già sei Consigli comunali si sono espressi nei mesi scorsi contro la Romea Commerciale: Mira, Dolo, Pianiga, Camponogara, Campagna Lupia e Mirano. Ora i sindaci contrari vogliono agire all’unisono. «Contatterò tutti i colleghi», spiega il sindaco di Camponogara Giampietro Menin, «per agire insieme e fermare quest’opera devastante». Infine i partiti. «Come Pd di Mira», dice il capogruppo Francesco Sacco, «siamo totalmente contrari a quest’opera. Va messa in sicurezza la Romea attuale».

Sprona i sindaci il deputato della Lega, Emanuele Prataviera, «anche se lo stesso partito che rappresenta ha voluto fortemente l’opera. «È fondamentale che gli amministratori si muovano ora, altrimenti sarà troppo tardi».

Alessandro Abbadir

 

Gazzettino – Si’ alla Nuova Romea, insorge mezza Riviera

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12

nov

2014

GRANDI OPERE – Dopo il via libera del Cipe alla progettazione della Mestre-Orte

Petizione dei 5 Stelle, ma per la Lega è “una buona notizia”

Il Cipe dà il via libera, la Riviera del Brenta alza le barricate contro la Romea commerciale.
Il disco verde arrivato lunedì al progetto preliminare della Mestre-Orte, opera da oltre 8,7 miliardi di euro in finanza di progetto, non poteva lasciare impassibili ambientalisti e comitati che da anni si battono per fermare la nuova Romea. A Mira il comitato “Opzione zero” si mobilita aderendo allo sciopero sociale il 14 novembre a Mestre e poi alla biciclettata per la “Critical mass”.

«Arriva il primo frutto avvelenato dello “Sblocca Italia” – avverte Mattia Donadel, presidente di Opzione zero e capogruppo in Consiglio comunale di “Mira fuori del Comune” -. Grazie alla norma introdotta dal ministro Lupi per superare lo stop della Corte dei conti, sono stati “regalati” virtualmente 1,8 miliardi alla Gefip te Holding di Vito Bonsignore per la “Mestre-Orte”, un’opera disastrosa che andrà ad incrementare il debito pubblico per almeno altri 10 miliardi di euro. Questo è un attacco pesantissimo ai territori e ai beni comuni – spiega Donadel -. Parteciperemo allo sciopero sociale europeo indetto per il 14 novembre da sindacati di base, movimenti sociali, precari e studenti». Opzione Zero sarà quindi in piazza a Mestre venerdì alle 9 e poi, alle 15, parteciperà con partenza da via Palazzo alla biciclettata “Critical mass” intorno alla città.

A Dolo alza invece la voce il Pd, con il capogruppo Alberto Polo: «Comprendiamo perfettamente che la Romea, così com’è oggi, non garantisca i corretti parametri di efficienza e sicurezza. Ciononostante per Dolo, e in particolare per Sambruson, questo tracciato sarà devastante. La nostra sindaca Maddalena Gottardo ci ha preso in giro dicendo che aveva ricevuto rassicurazione che la Romea non sarebbe passata per Dolo».

Preoccupazioni anche a Campagna Lupia da parte del Movimento 5 Stelle: «Il tracciato della Mestre-Orte distruggerà la zona archeologica di Lova, vincolata dalla Soprintendenza».      Preannunciata intanto una nuova petizione contro la realizzazione dell’opera da inviare al presidente del Consiglio Matteo Renzi, promossa dalla portavoce del M5S alla Camera dei deputati, la veneta Arianna Spessotto, già autrice di una interrogazione parlamentare in proposito presentata nei giorni scorsi.

Di tutt’altro parere il deputato della Lega nord Emanuele Prataviera: «Si tratta di un’ottima notizia, soprattutto per la messa in sicurezza del maledetto tronco della Ss309 Romea in tutto il tratto della provincia di Venezia e per il rilancio infrastrutturale dell’area di Chioggia e Cavarzere. Resta comunque il nodo dell’innesto della nuova Romea – aggiunge Prataviera – ed è fondamentale che gli amministratori si muovano prima che sia troppo tardi per garantire il rispetto del territorio. Non vorrei assistere a scene di sindaci che piangono sul latte versato».

(hanno collaborato Luisa Giantin e Vittorino Compagno)

 

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COMUNICATO STAMPA COMITATO OPZIONE ZERO 11 NOVEMBRE 2014

IL CIPE APPROVA LA ORTE MESTRE – OPZIONE ZERO IN PIAZZA IL 14 NOVEMBRE CON LO SCIOPERO SOCIALE

Orte-Mestre: arriva il primo frutto avvelenato dello “Spacca Italia”. Grazie alla norma introdotta apposta dal ministro Lupi nel famigerato decreto, ieri il CIPE ha dato via libera al progetto preliminare “regalando” virtualmente 1,8 miliardi alla Gefip Holding di Vito Bonsignore per un’opera disastrosa che andrà ad incrementare il debito pubblico per almeno altri 10 miliardi di euro. Segno di come il Governo Renzi sia determinato ad andare avanti in una scelta folle e insensata che si spiega solo con gli enormi interessi economici che gravitano intorno alla nuova autostrada; più volte infatti i comitati e le associazioni ambientaliste hanno dimostrato, numeri alla mano, che l’opera è pericolosa e letteralmente insostenibile sotto tutti i punti di vista.

Ma tra “Spacca Italia” e Legge di Stabilità, è tutto il Paese che rischia di finire sommerso da un vero e proprio diluvio di asfalto e di cemento, oltre che di acqua e di fango.

Un attacco pesantissimo ai territori e ai beni comuni al quale i comitati e i movimenti di tutta Italia hanno deciso di dare una risposta unitaria partecipando allo sciopero sociale europeo indetto per il 14 novembre da sindacati di base, movimenti sociali, precari e studenti.

Incrociamo le braccia – Incrociamo le lotte è lo slogan che riassume il senso della giornata, perché si tratti di Jobs Act, di “Sblocca Italia”, di “Buona scuola”, piuttosto che di servizi pubblici, o di Grandi Opere il problema è uno solo: fermare le politiche di austerità concordate a livello europeo, e invertire subito la rotta prima che sia troppo tardi.

La “crisi” e il debito non sono delle fatalità e nemmeno delle maledizioni divine; sono dei meccanismi perversi attraverso i quali aumentare lo sfruttamento sul lavoro, cancellare i diritti, privatizzare i servizi e i beni comuni distruggendo i territori e la vita delle persone.

Le Grandi Opere come la Orte-Mestre stanno precisamente dentro a questa logica perché sono pensate e volute per favorire la speculazione fondiaria e finanziaria, per stornare miliardi di euro dei contribuenti nelle tasche delle mafie, delle banche e dei grandi poteri finanziari. A pagare queste scelte sciagurate sono sempre e solo i cittadini e i lavoratori con tagli ai servizi e al welfare, tasse e disoccupazione.

Per questi motivi Opzione Zero sarà in piazza a Mestre il 14 novembre, per ribadire il NO alla Orte-Mestre, ma per dire anche che la difesa dei territori e dei beni comuni sta insieme alle lotte per i diritti, per la scuola pubblica e per il lavoro degno.

E’ ora di dire basta e di dirlo tutti insieme!!

Doppio l’appuntamento che il Comitato dà ai propri sostenitori e agli altri comitati venerdì 14 novembre: alle ore 9.00 al Municipio di Mestre per partecipare al corteo cittadino organizzato dagli studenti, e alle ore 15.00 sempre in via Palazzo per una Critical Mass (biciclettata) intorno alla Città.

 

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LA7 – Il parere di Salvatore Settis sulla Orte-Mestre

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11

nov

2014

 

 

 

Piano Finanziario dell’A4 senza terza corsia tra San Donà e Portogruaro fino al 2030: il sindaco di Gruaro, Giacomo Gasparotto, chiede la Convocazione della Conferenza Sindaci.

«Da notizie di stampa – scrive Gasparotto nella sua richiesta – Autovie Venete sta predisponendo il Piano Finanziario relativo al completamento della terza corsia San Donà – Villesse con investimento di circa 1,5 miliardi euro. Il piano prevede che l’opera sia realizzata tramite due stralci funzionali: un primo tratto San Donà-Portogruaro, in territorio veneziano, e un secondo tratto Portogruaro Villesse in territorio Friulano. Sembra che il Cda di Autovie Venete, controllato dalla Regione Friuli, stia privilegiando, come tratto prioritario, lo stralcio in territorio friulano. Questo comporterebbe uno slittamento dei lavori del tratto veneto al 2030 e quindi anche del nuovo casello di Bibione, penalizzando in tal modo il litorale turistico veneziano (Caorle/Bibione) con 8 milioni di presenze annuali. Sotto l’aspetto del traffico è noto a tutti che la congestione riguarda soprattutto il tratto Veneto perché, superata la biforcazione (Udine-Trieste) in località Palmanova, la situazione è senza dubbio meno problematica».

Partendo da queste considerazioni il sindaco di Gruaro chiede «che l’argomento venga inserito nel prossimo odg della Conferenza dei Sindaci del Veneto Orientale, a fine di invitare il Presidente della Regione Veneto Luca Zaia e il Vice Presidente del cda di Autovie (nominato dal Veneto), il bellunese Ivano Faoro, a farsi parte attiva nei confronti di Autovie e Regione Friuli perché venga considerato prioritario il tratto Veneto, anche promuovendo un incontro con la Governatrice Serrachiani».

Maurizio Marcon

 

Gazzettino – Pedemontana, un’accelerata ai lavori

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9

nov

2014

Respinto il ricorso degli espropriati su Vernizzi, la Spv riapre i cantieri

Era stata posta in merito alla nomina del commissario straordinario Vernizzi

SPV – La Corte Costituzionale boccia il ricorso dell’associazione Parco delle Rogge e degli espropriati.

Un’accelerata ai cantieri della Superstrada Pedemontana arriva dalla Corte Costituzionale, che con una sentenza depositata venerdì scorso ha dichiarato infondata la questione di legittimità costituzionale posta in merito alla nomina del commissario straordinario Silvano Vernizzi. La consulta era stata chiamata in causa dal Tar del Lazio, in seguito ad alcuni ricorsi presentati dall’associazione Parco Rurale delle Rogge di Bassano e da una quarantina espropriati sostenuti dal Covepa, il coordinamento dei comitati contrari al progetto infrastrutturale. Se la nomina del commissario avesse presentato vizi di legittimità, e lo stesso fosse decaduto, tutti gli atti da lui controfirmati sarebbero stati resi privi di efficacia, e i lavori avrebbero subito una nuova brusca interruzione. Invece Vernizzi è salvo, e proprio lui in questi giorni ha rilanciato con entusiasmo la prosecuzione degli interventi sul territorio, affermando come l’ultima sentenza arrivata dalla capitale abbia reso la Spv “definitivamente intoccabile”.

Non è però dello stesso avviso il Covepa.
«Aspettiamo l’esito di tre sentenze al Tar Lazio uguali alle due precedenti sul commissario dimezzato e emergenza inesistente – spiega il portavoce, Massimo Follesa – dato che appaiono gravi illegittimità e violazioni di legge sulla finanziabilità pubblica dell’opera, che non ha completato il progetto esecutivo. Sono atti del governo, del ministero Lupi, del commissario su cui chiediamo l’intervento della magistratura e del Commissario Cantone. Leggendo anche l’ultima sentenza, che per alcuni versi non è facile da interpretare, non ci sembra chiusa la partita che rinvia comunque la decisione finale al Tribunale amministrativo regionale. Esso potrà emettere le tre sentenze sospese dal luglio 2013 con l’ordinanza di rinvio».

Giovanni Guarise

 

Non sono decollati i contratti “Telepass Family” da stipulare con Cav per poter usufruire delle tariffe agevolate per i residenti dopo i forti rincari

MIRANO. Lo sconto in autostrada? Sono appena 12 i nuovi contratti Telepass Family sottoscritti da gennaio a giugno per usufruire dell’agevolazione che riguarda i residenti di Mirano, Dolo, Mira, Spinea e Pianiga. Lo rivela lo stesso ministro delle Infrastrutture, Maurizio Lupi, rispondendo a un’interrogazione parlamentare presentata dal deputato 5 Stelle miranese Emanuele Cozzolino.

«L’agevolazione», spiega Lupi, «ha determinato nei primi sei mesi dodici nuovi abbonamenti Telepass Family per la tratta Padova Est-Mirano Dolo. L’adesione allo sconto rispetto al numero dei transiti totali sulla stessa tratta è stata pari all’8,53% ad aprile, all’8,27% a maggio e all’8,27% a giugno».

Sconto snobbato dunque. Era stato previsto a inizio anno, nel vortice delle polemiche per gli aumenti sulla tratta Padova-Mestre. Ma subito erano anche state trovate le alternative: uscire al casello di Spinea sul Passante, invece che da quello di Mirano Dolo sulla A57 o riversarsi sulla rete ordinaria. Cosa, quest’ultima, che i comuni hanno subito visto a occhio nudo. Il beneficio per i residenti proposto da Cav-Concessioni autostradali venete dopo gli aumenti è del 40%, ma riguarda un numero minimo di 20 transiti mensili. In pratica oggi per percorrere la tratta Mirano Dolo-Padova est e viceversa si pagano 2,80 euro. Fino all’anno scorso erano 90 cent. Risultato: anche con lo sconto è comunque più che in passato e dunque a molti conviene scegliere altre vie. Come dire: i pendolari alla fine preferiscono il risparmio reale allo sconto di Cav.

Cozzolino non usa mezzi termini: «Lupi non solo ammette le criticità, ma dichiara pure di non volerle risolvere», afferma il deputato, «conferma una realtà evidente a tutti: il progetto originario del Passante non è stato realizzato e l’arretramento della barriera di Venezia-Mestre neppure. Abbiamo contestato la mancata liberalizzazione della tratta Mestre-Mirano Dolo, con contestuale realizzazione del casello a Dolo e gli aumenti tariffari sulla Mestre-Padova: la risposta del Ministero prova a giustificarli con il tentativo di ridurli e non di eliminarli, attraverso le agevolazioni. Preoccupa che il ministro Lupi si limiti a fotografare la realtà e non dia invece alcuna risposta in merito alla domanda su cosa intenda fare per eliminare i disagi. Un silenzio eloquente che equivale a dire: non intendo fare nulla, se la risolvano i pendolari».

Filippo De Gaspari

 

MEOLO – Via del Mare: i sindaci degli undici Comuni coinvolti hanno chiesto un incontro all’assessore regionale Coppola, che ha sostituito Renato Chisso come referente alla viabilità, per discutere sul progetto di superstrada a pedaggio.

Intanto, domani sera, venerdì, alle 20,30 nella sala consiliare di Roncade, si terrà un incontro pubblico sul progetto in procinto di essere aggiudicato. Parteciperanno i parlamentari del Pd Rubinato e De Menech, il consigliere regionale Pigozzo e il segretario del Pd Stradiotto.

(e.fur.)

 

PROCESSO A VENEZIA – I periti confermano valori oltre norma

«I materiali conferiti nei cantieri della Autostrada A31 Valdastico Sud e utilizzati per la formazione del sottofondo e del rilevato nei lotti 4,5 e 6…presentano numerosi superamenti delle soglie limite stabilite, dalle norme di riferimento, per alcuni parametri di interesse».

Lo scrivono i periti del gip Andrea Odoardo Comez nelle conclusioni discusse ieri mattina in Tribunale a Venezia, in contraddittorio tra il rappresentate dell’accusa e i difensori dei 27 indagati, sotto accusa per traffico illecito di rifiuti. Il pm Rita Ugolini ipotizza che i materiali utilizzati per realizzare l’autostrada, provenienti da scarti di acciaierie, non siano stati trattati in maniera adeguata al fine di renderli non pericolosi.

L’analisi del terreno prelevato in vari punti attraverso specifiche operazioni di carotaggio ha rilevato la presenza di floruri, bario, rame, nichel, cromo totale e C.O.D. (parametro che indica la presenza di sostanze ossidabili) in quantità superiori a quanto previsto dalla legge. Tutti elementi normalmente presenti nelle scorie di acciaieria.
I periti del gip scrivono che allo stato non è possibile dare giudizi di concreta pericolosità dei veleni per l’ambiente e la salute. La non conformità dei livelli riscontrati alle norme in vigore, infatti, «non risulta di per sè indicativa di un pericolo per ambiente o per la salute», scrivono i periti. Pericolo che dipende dal “movimento” di tali veleni e dal fatto che vadano ad inquinare “bersagli” sensibili, quali falde acquifere.

La discussione dei risultati della perizia proseguirà a febbraio dopo il deposito di documentazione e osservazioni da parte della difesa.

 

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