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CAMPOLONGO «Speculare sulle vittime degli incidenti in Romea per giustificare la nuova autostrada è una consuetudine vergognosa e non più sopportabile, specie quando a parlare sono amministratori pubblici». Questa la dura presa di Rebecca Rovoletto e Lisa Causin portavoci del Comitato Opzione Zero in merito alle dichiarazioni del Sindaco di Campolongo dopo l’ennesimo fatale schianto che ha causato la morte della piccola Lucia Tasso.

«Chi continua a spacciare la Orte-Mestre come la soluzione dei problemi di sicurezza della statale è in malafede o non sa nemmeno di cosa sta parlando – aggiunge Mattia Donadel presidente del Comitato – perché il progetto di nuova autostrada non prevede alcun intervento per la messa in sicurezza della Romea; senza contare poi che nel migliore dei casi sarebbe pronta non prima di 15 anni. Intanto continuiamo a contare le croci?»

Anche l’effetto di separazione dei flussi dovuto alla nuova autostrada, di cui parla Campalto per Opzione Zero “rimane tutto da dimostrare con tariffe che si prevedono addirittura più care di quelle del Passante, i TIR continuerebbero a percorrere gratis la “vecchia” Romea come fanno già oggi».

(a.ab.)

 

MIRANO – A Mirano asfaltano via Porara. Non tutta, a pezzi, ma è già un evento. L’annuncio scuote la città, che sulla manutenzione del tratto di strada compresa tra la rotatoria del casello di Vetrego e quella con viale Venezia aveva ingaggiato una guerra con il mondo. Nessuno pareva esserne proprietario, dunque nessuno provvedeva alla sua manutenzione. Di fatto la querelle non è ancora stata risolta, ma nel fine settimana sono comunque entrate in azione le macchine asfaltatrici. Nelle scorsi notti infatti la strada è stata asfaltata a tratti, quelli più dissestati, proprio nel tratto incriminato, cioè tra l’ingresso dell’autostrada a Vetrego e la rotatoria con la provinciale 81, viale Venezia. Per farlo è stato istituito un senso unico alternato, ma non si sono verificati disagi a causa dell’orario in cui sono stati effettuati i lavori.

A effettuare l’intervento è stata Cav-Concessioni autostradali venete, dopo le ripetute segnalazioni del Comune di Mirano relative a dissesti e avvallamenti sulla sede stradale, che in alcuni casi avevano creato vere e proprie situazioni di pericolo per la circolazione. Nei giorni e nelle settimane scorse altre strade colabrodo di Mirano erano state interessate da interventi di asfaltatura, come in via Scortegara a Zianigo, ai limiti della percorribilità e alcuni tratti di via Cavin di Sala. Fuori comune risolti alcuni problemi anche in via Desman, soprattutto tra Veternigo e Sant’Angelo di Sala e a Salzano, dove è stata finalmente risolta la vergognosa situazione di via Circonvallazione. Infine una curiosità: tra le strade asfaltate, dopo anni di denunce di incuria e presenza di buche, c’è anche il percorso che il prossimo 22 maggio sarà interessato dal passaggio del Giro d’Italia: via Desman, Noalese, via Cavin di Sala, via Vittoria, Miranese e via Roma a Spinea.

(f.d.g.)

 

Grandi opere

JESOLO – Stop all’Autostrada del Mare. Un appello al governatore Zaia perchè sia bloccata la gara per l’aggiudicazione della superstrada a pagamento “Via del Mare”. La deputata del Movimento 5 Stelle Arianna Spessotto si è mossa prima dell’imminente nomina dei componenti della commissione di gara che valuterà l’offerta in project financing di Adria Infrastrutture. Spessotto spiega che «Tutti i Comuni direttamente attraversati dalla nuova superstrada, eccetto Jesolo, hanno espresso la loro contrarietà alla realizzazione della nuova arteria a pagamento e hanno chiesto espressamente a Zaia di rivedere il progetto. Quanto emerso dalle indagini sul Mose a proposito della società Adria Infrastrutture, citata dal gip di Venezia come esempio di “sistema corruttivo diffuso e ramificato”, indagini che hanno portato all’arresto, tra gli altri, dell’amministratore della società Claudia Minutillo, dovrebbero farci riflettere sull’esigenza di procedere con una verifica immediata di legalità delle condizioni di aggiudicazione della gara. Il Ministero dell’Economia non ha ancora rilasciato il nulla osta per la verifica sugli effetti di finanza pubblica della delibera, necessaria per il controllo preventivo di legittimità della Corte dei Conti».

(g.ca.)

 

Gazzettino – “Stop alla gara per la Via del mare”

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30

ott

2014

GRANDI OPERE – Il Movimento 5 Stelle lancia un appello a Luca Zaia

ARIANNA SPESSOTTO «Inaccettabile l’offerta di Adria Infrastrutture»

CONTRARI «Tutti i Comuni sono contrari a quest’ opera» ricorda Arianna Spessotto

MEOLO – «Fermare l’iter del bando di gara della “Via del mare”».
Arianna Spessotto, parlamentare e portavoce veneta del Movimento 5 Stelle, torna a lanciare un appello al governatore della Regione Veneto Luca Zaia per fermare la gara per l’aggiudicazione della superstrada a pagamento “Via del mare”, dopo la notizia dell’imminente nomina dei componenti della commissione di gara che valuterà l’offerta in project financing di Adria Infrastrutture.

«Ricordo al Governatore Zaia che tutti i Comuni veneti direttamente attraversati dalla nuova superstrada, ad eccezione di Jesolo, hanno espresso la loro contrarietà alla realizzazione di una nuova arteria a pagamento e hanno chiesto espressamente di rivedere il progetto – afferma Arianna Spessotto -. Quanto emerso dalle indagini sul Mose a proposito della società Adria Infrastrutture, citata dal Gip di Venezia come esempio di “sistema corruttivo diffuso e ramificato” con l’arresto, tra gli altri, dell’amministratore della società Claudia Minutillo, dovrebbero farci riflettere sull’esigenza di procedere con una verifica immediata di legalità delle condizioni di aggiudicazione della gara».

La portavoce dei 5 Stelle sottolinea poi come, “ad oltre sei mesi dall’espressione del parere da parte del Cipe sullo schema di delibera relativa alla “Via del mare”, il Ministero dell’Economia e delle Finanze non abbia ancora rilasciato il proprio nulla osta per la verifica sugli effetti di finanza pubblica della medesima delibera, necessaria per il controllo preventivo di legittimità della Corte dei Conti”. «Questa situazione di stallo – conclude Spessotto – giustifica ancor di più la richiesta di sospendere la procedura di gara avviata dalla Regione: non possiamo continuare a far finta di niente, ignorando deliberatamente il sistema corruttivo alla base dell’aggiudicazione degli appalti in Veneto, di cui era parte integrante Adria infrastrutture».

 

MEOLO – Via del Mare: «Perché il Governatore Zaia non ha bloccato la gara? Cosa c’è sotto?» A chiederlo è il consigliere regionale del Pd Bruno Pigozzo all’indomani della Conferenza dei servizi per le opere complementari al casello autostradale, in cui i referenti della Regione hanno informato che la commissione incaricata sta valutando i project financing presentati, per decidere sul progetto di superstrada a pedaggio Meolo-Jesolo.

Gli scandali, le inchieste, l’arresto dell’assessore alle infrastrutture Chisso, i sindaci che chiedono di non realizzare la superstrada: «Non so cosa debba ancora accadere per convincere Zaia e la Giunta regionale a sospendere la gara per la costruzione e la gestione della Via del mare» esclama Pigozzo.

Già nell’agosto 2013, in un’interrogazione, il consigliere regionale del Pd aveva chiesto a Zaia di bloccare le procedure di assegnazione dell’opera, e l’aveva ribadito anche nel giugno scorso, senza ottenere alcuna risposta. «Zaia non fa nulla per rendere trasparenti le cose, visto che attorno a questa superstrada continuano ad essere presenti quelle ditte sulle quali continuano a gravare pesanti sospetti di corruzione. Eppure – conclude Pigozzo – il presidente, che ha in mano le deleghe su questa materia, continua a fare finta di nulla».

(E. Fur.)

 

AUTOSTRADA A4 – Terza corsia, slitta al 2031 il tratto S.Donà-Portogruaro

Autovie, causa mancanza di fondi, ha deciso il rinvio al 2031 della terza corsia dell’A4 nel tratto San Donà – Fossalta di Portogruaro. Ampliamento, invece, entro il 2022, per il tratto Fossalta-Palmanova.

Autovie a corto di fondi, slitta il tratto San Donà- Fossalta di Portogruaro

Rinviata al 2031 la realizzazione della terza corsia dell’A4 nel tratto San Donà – Fossalta di Portogruaro. Ampliamento, invece, prioritario, entro il 2022, per il tratto Fossalta di Portogruaro – Palmanova. L’A4 nel Veneto orientale è destinate a rimanere un collo di bottiglia per almeno altri tre lustri. Tempi biblici anche per le opere complementari idrauliche collegate, come il canale di scolo a Nord dell’infrastruttura che avrebbe dovuto ovviare ai periodici allagamenti dovuti dalla barriera costituita dalla massicciata autostradale. Sospesi sia lo spostamento del casello di San Stino che il nuovo casello di San Michele/Bibione, che pur situato in corrispondenza del tratto prioritario è considerata opera funzionale da realizzare in un secondo tempo.

L’amministratore delegato di Autovie, Maurizio Castagna, all’assemblea di bilancio di venerdì, ha dovuto prendere atto che i tempi duri continuano ed è quindi necessario posticipare al 2031 gli interventi «non prioritari». E questo nonostante per la prima volta dall’inizio della crisi il traffico sia aumentato in modo seppur lieve (0,5% quello leggero e + 1,6% quello pesante per un incremento complessivo di + 0,8%) e gli aumenti dei pedaggi, componente principale dei ricavi, abbiano fatti lievitare la cifra dell’esercizio, da luglio 2013 a giugno 2014, a 180 milioni di euro, con un incremento di 16 milioni e un utile netto di 21.1 milioni. Rispetto al Piano finanziario, già limato lo scorso giugno di 44 milioni di euro, il Governo ha chiesto ulteriori tagli, in considerazione anche che i futuri aumenti tariffari dei pedaggi, inizialmente previsti al ritmo del 6%, non potranno superare il valore dell’inflazione (previsto attorno all’1.5 %). È stato così necessario, ha spiegato Castagna, dividere l’intervento complessivo in due blocchi: quello prioritario, da realizzare entro il 31 dicembre 2022, e l’altro, tra cui quello che interessa il Veneto orientale, da realizzare tra il 1. luglio 2022 e il 30 giugno 2031. Per un costo totale dell’opera che sarà di 1.428 milioni, di cui 558 milioni già spesi, con un risparmio di 259 milioni rispetto al piano del 2009.

«Mi pare che Autovie – commenta e Lucio Leonardelli, ex vicepresidente della società – abbia impostato un piano realisticamente fattibile alla luce della situazione economica attuale e dei criteri che sono stati indicati dal governo. È da sperare che sul fronte Veneto ci sia un’opportuna verifica affinché vengano realizzate le opere previste».

Maurizio Marcon

 

MEOLO – «Sindaco, non ci sono soldi». Niente opere complementari al casello autostradale, neppure temporanee. Questo il risultato della Conferenza di servizi, convocata dal sindaco Loretta Aliprandi con Autovie, Veneto strade, Regione, provincia di Treviso (assente quella di Venezia) e Atvo. Tutti concordi sulle situazioni di pericolosità della viabilità in seguito ai lavori del nuovo casello della A4, ma nessuno è disposto a realizzare gli interventi, neppure minimi, per mettere in sicurezza le strade. Non ci sono risorse. Così il sindaco si è arrabbiata. «Ho richiamato tutti al senso di responsabilità e agli impegni assunti con la sottoscrizione degli accordi del 2003 e del 2009», riferisce.
Il fatto è che nella zona sono venuti a sovrapporsi due grandi progetti: il nuovo casello e la “Via del Mare”, ognuno con differenti soluzioni di collegamento viario. Ma i due interventi non sono proceduti di pari passo, tanto che il casello è già stato completato, mentre la “Via del Mare” è in attesa che la Regione valuti la congruità dei due project financing presentati. Così i fondi, inizialmente destinati alle opere complementari a Meolo, sono stati dirottati altrove. Restano sulla carta la bretella di collegamento della zona industriale, il completamento della pista ciclabile del sovrappasso autostradale, il collegamento ciclopedonale della rotatoria tra via Castelletto e la Treviso-mare, la pista ciclabile di via Vallio. Unica soluzione ipotizzata, la riattivazione della fermata del bus della zona industriale. «Di fronte alla situazione di pericolosità – dice il sindaco – vista l’indisponibilità degli altri enti, perseguiremo tutte le strade possibili, compresa l’attivazione di contatti politici per reperire i fondi».

Emanuela Furlan

 

«Trattati come degli appestati alla manifestazione. Con gli espropriandi accordi sotto ricatto». Elvio Gatto, coordinatore del Coordinamento veneto pedemontana alternativa, legge con gli occhi di chi è sulle barricate gli eventi verificatisi martedì in occasione della posa della prima pietra, nel trevigiano, dell’opera. «È stata una manifestazione pacifica di cittadini, che si sono mossi senza campagne a tappeto; eravamo molti di più di quanti dice il commissario per la Pedemontana Vernizzi, e trovo comunque che sia meschino il riferimento al numero di manifestanti (due, secondo Vernizzi) per paese. Ad avere ragione può essere una singola persona».

Ma l’accoglienza non è stata amichevole. «Siamo stati tenuti lontano come degli appestati. Ciò dimostra come Zaia tema qualsiasi confronto con la popolazione che possa fare rilievi critici. Il clima di nervosismo fuori luogo delle Forze dell’ordine ha portato all’increscioso episodio del trattore».

Sul quale Gatto spiega: «Un’ora e mezzo prima dell’arrivo di Zaia, i poliziotti già stavano chiudendo le strade. Il nostro amico Marino Fogal è arrivato con il trattore per mettersi simbolicamente vicino alle ruspe quasi a dimostrare il contrasto fra chi coltiva i campi e chi vuole distruggerli. È nato un increscioso equivoco. È chiaro che Marino non voleva aggredire il palco; conoscendolo è un’ipotesi risibile». Intanto, restano ancora in piedi dei ricorsi. «La corte costituzionale si è riunita il 7 ottobre per valutare il quello di 40 persone -dice Gatto- e stiamo aspettando la sentenza. Quindi l’uomo che fa il portavoce della legalità, ovvero Vernizzi, attenda il verdetto prima di procedere con lavori e immissioni in possesso. Anche perché il giudizio su un secondo ricorso, quello al Tar del Lazio, è in vigore dal 25 settembre e prevede la possibilità per gli agricoltori di continuare a raccogliere i frutti dei loro campi». E sugli accordi bonari aggiunge: «sono stati fatti sotto ricatto. La gente ha firmato per paura e sfinimento. Ma non è finita qui».

 

logo_oz

Comunicato Stampa Opzione Zero – 23 ottobre 2014

 

Continuare a giustificare la Nuova Romea speculando sulle vittime degli incidenti è vergognoso e intollerabile. Chi ancora sostiene la Orte-Mestre è in malafede o non sa di cosa parla.

La Nuova autostrada sarà pronta tra almeno 15 anni, non risolve i problemi di messa in sicurezza. Si intervenga subito per deviare i TIR sulla A-13 e per fare interventi puntuali sui punti più pericolosi.

Opzione Zero annuncia un dossier sullo stato di degrado della Romea. Non sono escluse diffide e azioni penali verso i responsabili.

 

“Speculare sulle vittime degli incidenti in Romea per giustificare la nuova autostrada è una consuetudine vergognosa e non più sopportabile, specie quando a parlare sono amministratori pubblici” questa la dura presa di Rebecca Rovoletto e Lisa Causin del Comitato Opzione Zero in merito alle recenti dichiarazioni del Sindaco di Campolongo Maggiore dopo l’ennesimo fatale schianto.

“Chi continua a spacciare la Orte-Mestre come la soluzione dei problemi di sicurezza della statale è in malafede o non sa nemmeno di cosa sta parlando” aggiunge Mattia Donadel presidente del Comitato – “perché il progetto di nuova autostrada non prevede alcun intervento per la messa in sicurezza della Romea; senza contare poi che nel migliore dei casi sarebbe pronta non prima di 15 anni. Intano cosa facciamo? Continuiamo a contare le croci?”

Anche l’effetto di separazione dei flussi dovuto alla nuova autostrada, di cui parla Campalto, rimane tutto da dimostrare: con tariffe che si prevedono addirittura più care di quelle del Passante, i TIR continuerebbero a percorrere gratis la “vecchia” Romea come fanno già oggi.

Un problema questo che si potrebbe invece risolvere immediatamente “dirottando” i TIR di lunga percorrenza sull’autostrada Padova-Bologna: nel solo 2013 sono stati 400 i milioni di euro stanziati dal Governo a sostegno dell’autotrasporto, basterebbe destinare una piccola parte di questi all’introduzione di meccanismi penalizzanti per chi sceglie la statale (es. bollino blu), o viceversa premiali per chi opta per la A-13.

Infine è opportuno ricordare al Sindaco di Campolongo che, in merito alla messa in sicurezza della SS 309, sono sufficienti qualche centinaio di milioni di euro per fare subito quegli interventi  puntuali e risolutivi che in tanti chiedono da decenni.

Peccato che con lo “Sblocca Italia” il Governo Renzi abbia stanziato 1,8 miliardi di contributi pubblici (defiscalizzazioni) per l’inutile e devastante autostrada Orte-Mestre e zero centesimi per la sistemazione della Romea.

Sulla questione sicurezza il comitato Opzione Zero annuncia la presentazione nei prossimi mesi di un vero e proprio dossier; non sono escluse diffide e azioni penali nei confronti dei responsabili del degrado della Romea, primi tra tutti ANAS e Regione Veneto.

 

Nuova Venezia – No Pedemontana, proteste e un arresto

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22

ott

2014

L’apertura dei cantieri trevigiani segnata dai comitati. Agricoltore tenta di forzare il blocco ma rischia di travolgere i Cc

ALTIVOLE – Doveva essere una dimostrazione della politica «del fare» che tanto piace agli amministratori. Si è trasformata in una cerimonia segnata dalla protesta dei comitati ambientalisti contro la Superstrada Pedemontana culminata con l’arresto di uno dei manifestanti, che ha tentato di forzare il blocco imposto da un vistoso cordone di polizia e carabinieri. La consegna del cantiere trevigiano della Spv (Superstrada Pedemontana Veneta) diventa, per la prima volta, cronaca giudiziaria. I carabinieri hanno infatti arrestato l’agricoltore 64enne di San Zenone degli Ezzelini Marino Fogal, uno dei tremila proprietari espropriandi della Spv. Tra gli irriducibili perché non ha mai sottoscritto alcun accordo con la società che sta costruendo la Spv. L’anziano avrebbe cercato di passare con il proprio trattore lungo una strada interdetta al traffico da un cordone di polizia e carabinieri. Nella concitazione, ha rischiato di travolgere un capitano dei carabinieri, un dirigente della polizia e un terzo militare. Attualmente agli arresti domiciliari, sarà processato per direttissima per violenza a pubblico ufficiale. Sul palco delle autorità, inevitabili le facce scure e la fretta di concludere una cerimonia a questo punto rovinata del tutto. Dentro c’erano il sindaco di Altivole, Sergio Baldin, il presidente della Provincia di Treviso Leonardo Muraro, il commissario per la Spv Silvano Vernizzi, il presidente dell’impresa di costruzioni Matterino Dogliani e il governatore Luca Zaia. Fuori una cinquantina di espropriandi, ambientalisti e rappresentanti dei comitati con in mano striscioni e cartelli che andavano dritto al cuore del problema: «Prima il Veneto, tra mazzette e manette», con tanto di foto di Renato Chisso insieme al governatore Luca Zaia. «Oggi le Grandi Opere sono dipinte come la summa del male – ha spiegato Vernizzi – oggetto delle corruttele più empie. Non è proprio così. Nessuno si chiede perché Martellago o Scorzè non vanno più sotto acqua: ebbene, è grazie al Passante, perché dentro alle grandi opere sono previste anche imponenti opere di difesa idraulica e fanno bene al territorio. Il mandato politico che abbiamo ricevuto da Zaia è che quest’opera va fatta e finita nei tempi. Saremo di parola». Il governatore del Veneto, dal canto suo, ha ringraziato gli espropriati per aver accettato di cedere le aree: «Ricordo che quest’opera doveva essere un’autostrada, vent’anni fa, al tempo del progetto di Bonifiche. Ora è una Superstrada e non più un’autostrada, la fascia di rispetto inferiore consuma meno territorio. Questa Spv ha ascoltato molto il territorio e le istanze degli enti locali, basta ricordare che il 70% è in trincea. Ma va fatta e completata entro il 2018 perché lo chiede il Veneto, per essere collegato più velocemente. Da Conegliano si potrà arrivare a Bassano del Grappa in poco più di venti minuti». Corposo il piano economico finanziario dell’opera, che complessivamente raggiunge i 3,1 miliardi di euro (2,258 di opere e 900 milioni di ammortamenti e oneri finanziari). Sul punto, l’impresa Dogliani – rappresentata anche dal direttore generale Matteo Dogliani – appare tranquilla: «Siamo in chiusura di accordo con un consorzio di banche, per adesso stiamo lavorando con i soldi pubblici e con un nostro equity da 500 milioni».

Daniele Ferrazza

 

Tra il pubblico spunta anche Fasiol. E gli amministratori applaudono

TREVISO. Tra il pubblico della cerimonia dell’avvio del cantiere della Superstrada Pedemontana Veneta nel Trevigiano c’era anche l’ingegnere della Regione del Veneto Giuseppe Fasiol, responsabile del procedimento della Spv. A giugno era stato arrestato nella grande retata del Mose, ma il Riesame lo aveva scagionato immediatamente da ogni accusa annullando l’ordinanza di custodia. Alcune intercettazioni riferivano a un tentativo di coinvolgimento nel cerchio dei furbetti delle tangenti, ma la sua posizione è stata subito chiarita. «Se siamo a questo punto – ha spiegato Vernizzi – si deve anche alla essenzialità della sua figura e alle sue capacità professionali». Il pubblico, prevalentemente di amministratori, è scoppiato in un lungo applauso. Anche il governatore Luca Zaia ha ricordato il ruolo dell’ingegner Fasiol, «che si è fatto parte diligente in questa opera». Quasi un risarcimento morale ai commenti «giustizialisti» dei primi giorni. Quanto alla Superstrada Pedemontana, Zaia ha ricordato che i giovani sotto i 25 anni e gli anziani sopra i 65 non pagheranno pedaggio, e i residenti nel raggio di 50 chilometri ne pagheranno metà per un arco di dieci anni.

 

Oggi verrà processato per direttissima

L’agricoltore in manette «Non volevo far male»

SAN ZENONE – Quando i carabinieri recitano il reato per cui è stato arrestato – violenza a pubblico ufficiale – Marino Fogal si passa la mano tra i capelli e scuote la testa: «Non volevo far male a nessuno, tanto meno ai carabinieri. Ma purtroppo mi stavano scappando i cavalli…» Anche se era in sella ad un trattore: «Ero bloccato, con un poliziotto da una parte e un carabiniere dall’altra: quello che volevo fare era solo avere una mano libera per sbloccare la frizione o mettere la marcia in folle. Se avessi obbedito all’ordine di alzarmi, allora sì che avrei fatto una strage, perché il trattore sarebbe partito travolgendo chi ci stava davanti». Una decina tra carabinieri e polizia. Seduto nella cucina di casa, dopo mezza giornata trascorsa in caserma, l’agricoltore di Ca’ Rainati appare sconfortato: «È stato solo un sobbalzo del mezzo – spiega attraverso il suo avvocato e i suoi familiari – venti centimetri in avanti dopo che comunque mi ero fermato». Succede alle nove e mezza, un’ora e più l’inizio della cerimonia ufficiale di consegna del cantiere della Spv. Con altri due colleghi agricoltori svolta lungo via Schiavonesca a Casella per raggiungere gli altri manifestanti. A quell’ora ci sono solo le forze dell’ordine: un poliziotto alza la mano intimandogli l’alt ma lui riesce a passare oltre. A questo punto si trova stretto tra carabinieri e polizia: «Mi sono fermato subito, ma non capivo perché dovevo farlo: ci avevano già detto di posizionarci da un’altra parte, dovevo per forza passare di lì». Fa cenno con il dito di no, che intende proseguire. Si avvicinano allora il capitano dei carabinieri di Castelfranco Salvatore Gibilisco e il dirigente della Questura di Treviso Luca Migliorini. Il capitano cerca di togliere le chiavi dal quadro per spegnere il motore. A questo punto il trattore fa un sobbalzo: voluto oppure no lo stabilirà il giudice questa mattina con il processo per direttissima. Gibilisco deve scansarsi appena in tempo per non essere investito dalla portiera del trattore. Marino Fogal è tra gli irriducibili che non hai mai firmato gli accordi bonari, che prevederebbero un indennizzo di 24 euro al metro quadro: ha tre lotti, per un’estensione di dodici campi, sopra i quali passerà la Superstrada, ad appena 50 metri dalla sua fattoria Primaluna. Da molti anni aderisce ai Comitato contro la Pedemontana, è sempre stato presente alle iniziative di protesta e ai ricorsi amministrativi. Passerà a cinquanta metri dalla sua Fattoria Primaluna a Ca’ Rainati di S. Zenone degli Ezzelini L’agricoltore ha 130 capi di bestiame, di cui settanta in lattazione che producono latte crudo per il distributore automatico e una eccellente produzione di formaggi: ricotta, burrata, mozzarella stracchino e una strepitosa caciotta classica o aromatizzata, anche agli sfilacci. Il tutto gestito in casa dai tre figli Michele, Paolo ed Elisa e dalla moglie Celestina, più un paio di dipendenti. «Tutto avrei immaginato ma non di dover “combattere” ancora a 65 anni: già ci pensa la burocrazia. Non ci sono arrivati i contributi Avepa per soli cento litri di latte». Comprensibile l’esasperazione: «La proprietà risulterà tagliata a metà, con ritagli di campo che non avranno valore. Continueremo a stare qui? E chi lo sa?. Ma davvero – conclude l’agricoltore – non volevo far male a nessuno. Io il trattore lo so usare».

Davide Nordio

 

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