Segui @OpzioneZero Gli aggiornamenti principali anche su Facebook e Twitter. Clicca su "Mi piace" o "Segui".

Questo sito utilizza cookie di profilazione, propri o di terze parti per rendere migliore l'esperienza d'uso degli utenti. Continuando la navigazione acconsenti all'uso dei cookie. Per maggiori informazioni cliccare qui



Sostieni la battaglia contro l'inceneritore di Fusina, contribuisci alle spese legali per il ricorso al Consiglio di Stato. Versamento su cc intestato a Opzione Zero IBAN IT12C0501812101000017280280 causale "Sottoscrizione per ricorso Consiglio di Stato contro inceneritore Fusina" Per maggiori informazioni cliccare qui

VENEZIA Per la Capitaneria nessun rischio: «Si sarebbe insabbiata». Caccia: «Difendono l’indifendibile»

Esposto dei Codacons per il passaggio della Carnival in Bacino. I piloti: «Nave distante 72 metri»

I PILOTI  «Quel transito è stato fatto in totale sicurezza»

GRANDI NAVI – Non si placa la polemica sul passaggio della Carnival in Riva Sette Martiri

LA CAPITANERIA  «Se fosse passata vicino si sarebbe arenata sul fondo sabbioso»

Nave vicino alla riva, esposto in Procura

Il Codacons chiede che vengano fatti accertamenti. E Bettin critica chi tende a minimizzare

Un esposto in Procura per far luce sul passaggio, troppo vicino a Riva Sette Martiri, di una nave da crociera. A presentarlo sarà il Codacons in merito al transito in laguna, sabato mattina, della “Carnival Sunshine”.

«Chiederemo alla Procura di Venezia – spiega il presidente Carlo Rienzi – di accertare i fatti denunciati, aprendo un’indagine per attentato alla sicurezza dei trasporti e pericolo di naufragio, e di accertare le responsabilità non solo della Carnival, ma anche della Capitaneria».

Sabato pomeriggio l’armatore della Carnival aveva specificato che il passaggio, diversamente da quanto segnalato da un testimone, era stato effettuato a 72 metri di distanza dalla riva e ieri una posizione analoga è stata sostenuta dalla Capitaneria. «I 70 metri di distanza dalla riva erano tali, se la nave fosse stata più vicina, anche a 40-30 metri, si sarebbe arenata, perché lì c’è il fondo sabbioso» assicura il comandante della Capitaneria di Porto di Venezia, Tiberio Piattelli. La Capitaneria, comunque, sentirà anche la versione del pilota del vaporetto che nelle immagini scattate dal testimone pare essere sfiorato dalla poppa della nave. Anche Lucio Sambo, per 40 anni dipendente della Panfido, sostiene che da quelle parti c’è un fondo sabbioso che in ogni caso avrebbe bloccato la nave, come è già accaduto in passato. «E poi con due rimorchiatori da 5mila cavalli ciascuno – aggiunge il pensionato – secondo me non può succedere nulla».
Ma la polemica non accenna a diminuire e l’assessore Bettin torna alla carica.

«Il rassicurante coro ufficiale secondo il quale sarebbe “tutto in regola, tutto normale” inquieta ancor più. Se questo è normale, se è normale che colossi dei mari molto più grandi del Titanic passino a poche decine di metri dalla riva, in mezzo a barche, barchette e mezzi pubblici, oltre a tutto il resto è di un’aberrante normalità che stiamo parlando. Da far finire al più presto».

Di parere opposto a Bettin sono invece i piloti che quotidianamente lavorano in laguna e che ritengono che sabato mattina non ci sia stato nulla di particolare. «La Corporazione piloti estuario veneto in totale sintonia con quanto dichiarato dall’autorità marittima e dalla società Carnival – afferma Saul Mazzucco – ricorda che i pochi metri indicati dal testimone, sono in verità 72, che lo sfiorare il mezzo Actv in realtà non è altro che un transito in totale sicurezza effettuato nel rispetto delle norme di transito. Che persone che conoscono la realtà veneziana quantifichino in pochi passi da piazza San Marco la distanza tra Riva Sette Martiri e San Marco dimostra ancora una volta che spesso si cerca visibilità e non soluzioni sostenibili».
Da notare che in Riva Sette Martiri era ormeggiato anche il maggior azionista della Carnival, Micky Arison.

«Il magnate della Carnival, Micky Arison, era compiaciuto dall’”inchino” del suo dipendente – tuona il consigliere comunale Beppe Caccia che contesta duramente la valutazione fatta dall’armatore in merito al monitoraggio del gps – che ha rischiato di provocare danni. Ai ministri ricordo che il decreto Clini-Passera, che prevede il divieto di transito, può essere applicato subito, portando le Grandi navi a Marghera. I posti di lavoro di difendono con le alternative».

In serata la replica. «Quella del presunto inchino in Riva Sette Martiri – conclude la Carnival – è un’accusa priva di fondamento».

G.P.B.

 

La Carnival puntualizza: «Non c’è stato alcun inchino»

VENEZIA Il sottosegretario: «Ora stop».

Bettin: «Inquietante il coro ufficiale “va tutto bene”»

Maxi-nave, il gps ha registrato la rotta

Ecco dov’è passata. La Capitaneria: «A 30 metri dalla riva si sarebbe arenata». Esposto del Codacons

«Se la nave fosse stata tanto vicina alla riva si sarebbe fermata. Perché a 30 metri c’è un fondo sabbioso». A dirlo è il comandante della Capitaneria di porto di Venezia, Tiberio Piattelli, che conferma anche che la Carnival Sunshine era a circa 70 metri da Riva Sette Martiri. E la società ieri ha ribadito: “Non c’è stato alcun inchino”. Ma sull’argomento resta il muro contro muro dopo la pubblicazione della foto che, secondo un testimone, documenterebbe che la nave sarebbe passata a 20 metri da Riva Sette Martiri.
Ieri è intervenuto il sottosegretario ai beni culturali Ilaria Borletti Buitoni (Scelta Civica).

«Ancora una volta suona un campanello d’allarme che impone lo stop alle Grandi navi a Venezia – ha detto – è necessario, subito, un confronto che sancisca l’assoluto e immediato divieto di transito nel canale della Giudecca e l’eventuale analisi di soluzioni alternative».

Secondo la Capitaneria, invece, tutto si è svolto normalmente. «Da quello che ci risulta – aggiunge Piattelli – è tutto in regola, il nostro sistema Ais, che monitora il traffico delle navi in transito, dava una distanza ancora maggiore dalla riva. Ma abbiamo preso il dato del router della nave stessa, che dava appunto 70 metri. Quando giungono a Venezia entrando dalla bocca del Lido, le navi seguono sostanzialmente uno stretto canale di navigazione e devono stare al centro, altrimenti potrebbero arenarsi».
Sulla vicenda non è stata al momento predisposta una relazione formale, ma il comandante Piattelli si è detto pronto a presentarla nel caso dovesse essere richiesta dalla magistratura. Proprio ieri, infatti, il Codacons ha annunciato di voler depositare un ricorso alla Procura di Venezia per attentato alla sicurezza dei trasporti e per pericolo di naufragio. Anche i piloti, che quotidianamente lavorano in laguna, sono dalla parte dell’armatore. «Siamo in sintonia con quanto affermato dalla Carnival – afferma la Corporazione piloti estuario veneto – ribadiamo anche che i pochi metri indicati dal testimone, sono in verità 72, che lo sfiorare il mezzo Actv in realtà non è altro che un transito in totale sicurezza effettuato nel rispetto delle norme di transito». Ma in città sono in molti a chiedere più sicurezza.

«C’è chi nega la realtà – attacca il consigliere comunale Beppe Caccia – a chi «blatera di “notizie false e tendenziose” citando i dati gps del Voyage Data Recorder (Vdr) che attesterebbero 72 metri di distanza dalla riva, ricordo che il punto di misurazione è collocato all’altezza della plancia di comando in una nave lunga ben 272 metri. Ciò significa che la rilevazione potrebbe essere effettuata in mezzo al bacino di San Marco con la poppa già comodamente appoggiata sulla facciata di Palazzo Ducale».

«Il rassicurante coro ufficiale secondo il quale sarebbe “tutto in regola tutto normale” inquieta ancor più – conclude l’assessore Gianfranco Bettin – se questo è normale, se è normale che colossi dei mari molto più grandi del Titanic passino a poche decine di metri dalla riva, in mezzo a barche, barchette e mezzi pubblici è di un’aberrante normalità che stiamo parlando. Da far finire al più presto».

 

 

L’assessore all’ambiente Bettin contro la Carnival Sunshine: «Più che un inchino è stato uno struscio molesto». Scoppia la polemica. La Capitaneria: «Nessun pericolo»

VENEZIA. «Attorno alle 11.15 la Carnival Sunshine, delle Carnival Cruise Lines, (oltre 102 mila tonnellate di stazza, lunga 272 metri e larga 35 e alta 62), una della grandi navi da crociera che quotidianamente in questa stagione partono o arrivano a Venezia, secondo le testimonianze che ci sono giunte, è passata a non più di una ventina di metri da Riva dei Sette Martiri, come si vede dalla foto. Secondo i testimoni, l’impressione è che si sia trattato di un errore di manovra, che tra l’altro ha stretto tra nave e riva un vaporetto pubblico e altre imbarcazioni».

È il racconto di Gianfranco Bettin, assessore all’ambiente del Comune di Venezia, che ha raccolto le testimonianza sull’episodio avvenuto in mattinata. «Vorremmo sapere da chi di dovere quale sia, dunque, la vera ragione di questo passaggio ravvicinato che, più che un “inchino”, assomiglia a uno “struscio” – molesto quanto rischioso. L’ennesima prova che il decreto Clini-Passera va applicato al più presto». Un racconto che ha scatenato l’ennesima grande polemica sul passaggio delle Grandi Navi a Venezia.

Lo scrittore Ferrucci, testimone: “Non è la prima volta”. «Ero seduto al bar a leggere, come faccio spesso, e ho visto la nave “scodare”: anzichè passare al centro del canale ha sfiorato la riva, stringendo per di più pericolosamente un vaporetto dell’Actv. È stato impressionante». È il racconto dello scrittore Roberto Ferrucci, che ha assistito all’episodio denunciato dall’assessore comunale Gianfranco Bettin. «Non è la prima volta che accade – denuncia Ferrucci – era successo con un’altra nave dieci giorni fa. Sicuramente il comandante ha preso male la manovra, anche se dietro a lui c’era il rimorchiatore. Dopo si è raddrizzata, ma ci ha fatto una certa impressione».

La nota della Capitaneria: “Nessun problema”. In merito all’ingresso della Carnival Sunshine la capitaneria di porto ha diffuso questa nota: “Alle ore 10.36 è entrata dalla bocche di Lido la motonave Carnival Sunshine, bandiera Bahamas, tonnellate di stazza lorda 101.353, diretta alla stazione marittima, dove si è ormeggiata alle ore 12.06, alla banchina VE117. Durante la navigazione dalla bocca di Lido alla banchina, effettuata come previsto dalle vigenti disposizioni, con due piloti a bordo e due rimorchiatori d’ausilio, da quello che risulta a questa autorità marittima non si sono verificati problemi di alcun genere, per quanto riguarda la sicurezza della navigazione”.

Il ministro Orlando: “Ridurre subito i passaggi”. L’episodio della nave da crociera Carnival Sunshine «conferma la presenza di un alto rischio che stiamo affrontando. Stiamo approntando soluzioni strutturali ma che, come ho sottolineato nell’ultimo incontro che si è svolto nei giorni scorsi presso il Ministero dei trasporti e delle infrastrutture, si devono incrociare con interventi di riduzione del rischio per il periodo transitorio». Così il ministro dell’Ambiente, Andrea Orlando rilevando che «in questo senso si deve sviluppare il lavoro comune che abbiamo avviato con il Ministero dei Trasporti affrontando il tema della riduzione dei passaggi, per assumere decisioni in proposito contestuali a quelle che riguarderanno la navigabilità della laguna».

Il sottosegretario Borletti: “Vietare il passaggio”. “Ancora una volta suona un campanello d’allarme che impone lo stop alle grandi navi a Venezia. È necessario, subito, un confronto che sancisca l’assoluto e immediato divieto di transito nel Canale della Giudecca e l’eventuale analisi di soluzioni alternative”. Lo afferma il sottosegretario ai beni culturali, Ilaria Borletti.

La compagnia Carnival: “E’ passata a 72 metri dalla riva”. «La notizia è completamente falsa: la nave è passata a 72 metri dalla riva seguendo l’itinerario previsto e ben entro i limiti consentiti»: lo sostiene in una nota Carnival. «In quel momento la nave era sotto il comando del pilota del porto e la distanza dalla riva è stata verificata sia da Carnival sia dalla Guardia Costiera sulla base dei dati del VDR (voyage data recorder) della nave stessa».

La polemica su Twitter: “Vergognatevi”. Non ha resistito l’armatore Micky Arison, Ceo della Carnival Corporation e al passaggio della Sunshine in San Marco ha twittato entusiasta la foto della grande nave nelle acque del bacino. Poche ore dopo la risposta, sempre con un cinguettio, del consigliere comunale Beppe Caccia: “Vergogna, avete messo a rischio Venezia”.

Il comitato No Grandi Navi: “Manovra azzardata”. Il comitato “No Grandi Navi”, dopo il passaggio “ravvicinato” della Carnival Sunshine ha ribadito la sua posizione, ovvero quella di estromettere completamente le imbarcazioni di grande stazza dalla laguna. «La manovra azzardata o del tutto errata compiuta oggi dalla Carnival Sunshine dimostra quanto siano inconsistenti le strampalate teorie del presidente dell’Autorità Portuale, Paolo Costa, e del presidente della Venezia Terminal Passeggeri, Sandro Trevisanato, sull’impossibilità di un incidente e in particolare della perdita di rotta di una nave da crociera in Bacino San Marco»

Legambiente: “Garantire la Laguna”. «Si dia immediata attuazione al decreto rotte, approvato nel marzo dello scorso anno dopo la tragedia della Costa Concordia, che avrebbe dovuto tenere a distanza (due miglia) le navi superiori alle 500 tonnellate dalle aree più pregiate del nostro Paese». Lo dichiarano Sebastiano Venneri, responsabile Mare di Legambiente, e Luigi Lazzaro, presidente di Legambiente Veneto. «Come dimostra l’episodio di questa mattina, in realtà le navi continuano tranquillamente a passare nel canale di San Marco – accusano – per offrire ai turisti l’emozione di toccare il campanile più famoso del mondo, dal momento che il provvedimento di legge prevede che entri in funzione il divieto solo quando sia stata individuata un’alternativa. Il che in Italia equivale a un rinvio sine die. Per questo chiediamo che si superi questa fase di stallo e si dia piena attuazione al decreto, individuando un’alternativa che garantisca davvero la salvaguardia dell’ecosistema lagunare».

Il Codacons: “Sequestrare la nave”. Il Codacons presenterà un esposto alla Procura della Repubblica di
Venezia sul caso della nave da crociera Carnival Sunshine, che avrebbe attraversato il bacino di San Marco passando vicino alla riva e stringendo un vaporetto dell’Actv. «Chiederemo alla Procura – spiega il presidente Carlo Rienzi- di accertare i fatti denunciati, aprendo una indagine per attentato alla sicurezza dei trasporti e pericolo di naufragio, e di accertare le responsabilità non solo della Carnival, ma anche della Capitaneria di Porto». Non è la prima volta che il Codacons denuncia le navi da crociera che attraversano il bacino di San Marco e i pericoli insiti nel passaggio vicino alla riva di questi giganti dei mari. Una prassi che, tuttavia, sembra destinata a proseguire, senza alcun intervento da parte delle autorità competenti. «Per questo – conclude Rienzi – chiederemo alla Procura di disporre il sequestro delle navi che fanno “inchini” e di quelle che passeranno a pochi metri dalla riva veneziana».

Ecco il tragitto della nave. Vicino alla riva ma non troppo: ecco il tragitto della nave registrato dal gps. La Sunshine è passata nel punto più vicino a Riva dei Sette Martiri, ben lontana comunque dalla Basilica di San Marco (che non è mai stata in pericolo).

link articolo

 

Nuova Venezia – Nave da crociera sfiora la riva

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

28

lug

2013

 

PAURA A SAN MARCO»L’ALLARME

La Carnival: «Era a 72 metri». Il ministro Orlando: «Ridurre i passaggi»

Grande nave della Carnival sfiora la Riva Sette Martiri e scoppia la polemica. Bettin: «È passata a 20 metri». L’armatore: «Erano 72 metri». Il ministro Orlando: «Limitare i passaggi in Bacino San Marco».

Grande nave in Bacino sfiora Riva Sette Martiri

La Sunshine passa a meno di 20 metri dalla banchina, stringendo un vaporetto

L’armatore smentisce: «La distanza è stata verificata, erano 72 metri»

Grande nave con lo “struscio” verso la Riva dei Sette Martiri. Due giorni dopo il vertice ministeriale che ha stabilito che entro ottobre il Governo deciderà come applicare il decreto Clini-Passera per l’estromissione delle navi da crociera dal Bacino di San Marco – scegliendo quale progetto alternativo adottare tra i diversi presentati – a lanciare un nuovo allarme sul comportamento di una di esse nel transito lungo il bacino marciano, è l’assessore comunale all’Ambiente Gianfranco Bettin. «Attorno alle 11 e 15 di oggi (ieri ndr)», dichiara Bettin, «la Carnival Sunshine, delle Carnival Cruise Lines, (oltre 102 mila tonnellate di stazza, lunga 272 metri e larga 35 e alta 62), una della grandi navi da crociera che quotidianamente in questa stagione partono o arrivano a Venezia, secondo le testimonianze che ci sono giunte, è passata a non più di una ventina di metri da Riva dei Sette Martiri, come si vede dalle foto. Secondo i testimoni, l’impressione è che si sia trattato di un errore di manovra, che tra l’altro ha stretto tra nave e riva un vaporetto pubblico e altre imbarcazioni. Vorremmo sapere da chi di dovere quale sia, dunque, la vera ragione di questo passaggio ravvicinato che, più che un “inchino”, assomiglia a uno “struscio”, molesto quanto rischioso. L’ennesima prova che il decreto Clini-Passera va applicato al più presto». Testimone diretto del passaggio ravvicinato della Carnival Sunshine è stato lo scrittore veneziano Roberto Ferrucci: «Ero seduto al bar a leggere, come faccio spesso», commenta, «e ho visto la nave “scodare”: anziché passare al centro del canale ha sfiorato la riva, stringendo per di più pericolosamente un vaporetto dell’Actv. Sicuramente il comandante ha preso male la manovra, anche se dietro a lui c’era il rimorchiatore. Dopo si è raddrizzata, ma ci ha fatto una certa impressione. Non è la prima volta che accade, era successo con un’altra nave dieci giorni fa». Non risultano però segnalazioni di anomalie di passaggio da parte di comandanti dell’Actv e anche per la Capitaneria di Porto – come riferiamo in dettaglio a parte – il transito della Carnival Sunshine sarebbe in effetti avvenuto senza problemi. Tanto è vero che la Carnival, in una nota diffusa in serata, smentisce la manovra pericolosa e l’accaduto: «La notizia è completamente falsa: la nave è passata a 72 metri dalla riva seguendo l’itinerario previsto e ben entro i limiti consentiti. Iin quel momento la nave era sotto il comando del pilota del porto e la distanza dalla riva è stata verificata sia da Carnival sia dalla Guardia Costiera sulla base dei dati del VDR (voyage data recorder) della nave stessa». (e.t.)

link articolo

 

 

L’ombra dell’inchino in laguna

Lo yacht di mister Carnival ormeggiato in zona. La Capitaneria: «Tutto regolare»

E se fosse stato, invece un “inchino” al «padrone di casa»? C’è anche chi ha messo in relazione il passaggio ravvicinato di ieri della nave da crociera Carnival Sunshine alla Riva Sette Martiri, con il “parcheggio” sulla stessa riva del megayacht Sirona III, dallo scafo blu. Si dà il caso infatti che il proprietario della barca sia proprio Micky Arison, presidente della Carnival Corporation (che controlla anche Costa Crociere), il più grande operatore croceristico al mondo, proprietario, dunque,anche della Carnival Sunshine. Probabilmente solo una coincidenza, che in molti, però, hanno messo in evidenza. Chi però ha decisamente smentito nel pomeriggio l’interpretazione di un errore di manovra del pilota della nave-crociera nell’avvicinamento a Riva dei Sette Martiri, è la Capitaneria di Porto di Venezia, che ieri ha diffuso una nota sul passaggio della nave da crociera, dopo le polemiche sorte. «Alle ore 10.36 – scrive testualmente la Capitaneria – è entrata dalla Bocca di Lido la motonave Carnival Sunshine, bandiera Bahamas, tonnellate di stazza lorda 101.353, diretta alla Stazione Marittima, dove si è ormeggiata alle ore 12.06. Durante la navigazione dalla Bocca di Lido alla banchina, effettuata come previsto dalle vigenti disposizioni, con due piloti a bordo e due rimorchiatori d’ausilio, da quello che risulta a questa Autorità Marittima non si sono verificati problemi di alcun genere, per quanto riguarda la sicurezza della navigazione». Per la Capitaneria di Porto, dunque, nessuna anomalia per il passaggio della nave crociera, ma le polemiche non si smorzano. Bettin replica che «se questa è la normalità c’è da avere ancor più timore e, anzi, francamente c’è da essere davvero inquieti». Rincara la dose Beppe Caccia, secondo cui «quello che è accaduto dimostra che, contrariamente a quanto sostengono Porto e Vtp un incidente a San Marco di una nave da crociera è più che possibile. Se avvenisse e fosse serio, il Governo disporrebbe la chiusura immediata del passaggio delle grandi navi in Bacino. ». (e.t.)

link articolo

 

IL COMITATO   «Una manovra pericolosissima»

Il palazzo galleggiante non poteva insabbiarsi nei binari di fango

La Carnival Sunshine non si sarebbe insabbiata nei binari di fango presenti in Bacino di San Marco – evitando l’incidente – se il pilota avesse perso il controllo della nave crociera. È quanto sostiene, in un comunicato in polemica con Autorità Portuale e Venezia Terminal Passeggeri – da loro nessuna dichiarazione sull’episodio di ieri – il Comitato No Grandi Navi, che si batte per l’allontanamento definitivo delle navi da crociera dal Bacino di San Marco. «Ma non c’erano i binari? La manovra azzardata – scrive infatti il Comitato – o del tutto errata compiuta oggi dalla Carnival Sunshine dimostra quanto siano inconsistenti le strampalate teorie del presidente dell’Autorità Portuale, Paolo Costa, e del presidente della Venezia Terminal Passeggeri, Sandro Trevisanato, sull’impossilità di un incidente e in particolare della perdita di rotta di una nave da crociera in Bacino San Marco. Le grandi navi vanno certo allontanate da San Marco, ma vanno estromesse anche dalla laguna perché eventi così possono avvenire dovunque e ci si chiede cosa accadrebbe se, facendo transitare le navi passeggeri nel Canale dei Petroli, come vorrebbero Costa & Trevisanato ma anche il sindaco, Giorgio Orsoni, l’incidente accadesse in un convoglio, con la nave passeggeri stretta tra una chimichiera, una petroliera, una porta carbone, una porta container. Il problema delle grandi navi non si risolve spostando il terminal croceristico o scavando qua e là devastanti canali ma cambiando modello, puntando a un crocerismo compatibile con la città e con la laguna».

link articolo

 

«Ridurre subito i passaggi servono soluzioni rapide»

Il ministro dell’Ambiente Orlando allarmato per l’episodio in Riva Sette Martiri

Un tweet di mister Carnival dal suo yacht al passaggio della nave in Bacino

Il passaggio ravvicinato della Carnival Sunshine alla Riva dei Sette Martiri di ieri mattina diventa in poche ore un caso nazionale, spingendo anche il ministero dell’Ambiente Andrea Orlando – che due giorni fa era al tavolo governativo con il collega delle Infrastrutture Maurizio Lupi – proprio per esaminare i progetti alternativi all’estromissione delle grandi navi dal Bacino di San Marco, a intervenire, confermando la volontà del Governo di intervenire entro ottobre. «L’episodio della nave da crociera che ha “sfiorato” il molo San Marco a Venezia, – dichiara il ministro Orlando – conferma la presenza di un alto rischio che stiamo affrontando. Stiamo approntando soluzioni strutturali ma che, come ho sottolineato nell’ultimo incontro che si è svolto nei giorni scorsi presso il ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture, si devono incrociare con interventi di riduzione del rischio per il periodo transitorio. In questo senso si deve sviluppare il lavoro comune che abbiamo avviato con il Ministero dei Trasporti affrontando il tema della riduzione dei passaggi, per assumere decisioni in proposito contestuali a quelle che riguarderanno la navigabilità della laguna». L’iter fissato che entro metà settembre Magistrato alle Acque e Capitaneria di Porto esaminino le varie soluzioni sul tappeto – dallo scavo del canale Contorta-Sant’Angelo, allo spostamento delle navi da crociera al Vega a Marghera, al nuovo terminal in mare a Punta Sabbioni, tra le altre – per portarle poi al tavolo del Comitatone e poi alla decisione del Governo entro ottobre. La volontà è quella di una risposta rapida al problema delle grandi navi, ma il progetto più “gettonato”, quello dell’Autorità portuale con lo scavo del Contorta, comporterebbe un tempo minimo di tre anni abbondanti prima di vedere la luce. Da segnalare, intanto, una curiosità rispetto al passaggio “pericoloso” dellaCarnival Sunshine di ieri in Bacino di San Marco. Mentre passava, Micky Arison, presidente di Carnival Corporation – il colosso crocieristico mondiale che possiede anche questa nave da crociera- «twittava», forse dal suo yacht ormegggiato proprio ai Sette Martiri, la foto della sfilata della sua “creatura”. (e.t.)

link articolo

 

Le rotte alternative non mancano 

Grandi navi fuori da San Marco, tanti i progetti alternativi presentati in queste settimane per estromettere le navi da crociera dal passaggio nel Bacino marciano. Il progetto dell’Autorità Portuale che prevede l’entrata delle Grandi Navi in laguna attraverso la bocca di porto di Malamocco (e non più dal Lido) per percorrere un breve tratto il Canale dei Petroli per poi deviare sul Canale Contorta-Sant’Angelo (da scavare) fin o alla Stazione Matrittima . Il sindaco Orsoni propone, invece, di trasferire temporaneamente le Grandi Navi a Porto Marghera nelle banchine prossime al Parco Vega . L’ex viceministro delle Infrastrutture Cesare De Piccoli propone un nuovo terminal crocieristico a Punta Sabbioni, in Adriatico. Il deputato di Scelta Civica Enrico Zanetti propone una deviazione dalla bocca di porto del Lido con lo scavo di un canale che faccia girare i giganti dietro l’isola della Giudecca. Dopo il vertice con i ministri a Roma nei giorni scorsi,  la decisione finale sarà presa dal Comitatone.

 

Gazzettino – Venezia. Maxi-nave sfiora la riva, e’ polemica

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

28

lug

2013

«Quella supernave ha sfiorato la riva»

Polemica a Venezia

La denuncia con foto e video. L’assessore Bettin: «Forse un errore di manovra»

La Capitaneria: nessun rischio sicurezza

L’armatore: una notizia del tutto falsa

La nave dei crocieristi entra in bacino San Marco, “sfiora” la riva ed esplodono le polemiche sulla sicurezza legata al traffico delle grandi navi a Venezia. Denuncia il fatto il giornalista-scrittore Roberto Ferrucci che scatta foto e gira video sul passaggio della Carnival Sunshine. L’assessore comunale Bettin: «È passata a non più di 20 metri dalla riva, forse un errore di manovra». Ma secondo la Capitaneria di Porto non ci sono mai stati rischi per la sicurezza della navigazione, mentre l’armatore dichiara che si tratta di una notizia falsa. La polemica è servita.

 

IN BACINO – Il fatto è avvenuto alle 11 di ieri mattina e ha riacceso puntualmente la polemica

La scena ripresa da un video. Bettin: «Passaggio ravvicinato». Ma la Capitaneria smentisce

VENEZIA – La denuncia per un “passaggio pericoloso ” verso San Marco. L’armatore: tutto inventato

È LA CARNIVAL SUNSHINE

La nave è lunga circa 300 metri, con una stazza di 102.000 t

Maxi-nave sfiora la riva, è polemica

Solo 2 giorni fa l’incontro a Roma per dare ordine al “traffico”

Sono passati due giorni dall’incontro a Roma per decidere un’alternativa al passaggio delle grandi navi a San Marco e subito scoppia l’ennesimo caso a Venezia. A scatenarlo, due foto e un video realizzati con un cellulare. Verso le 11 di ieri mattina, una nave da crociera lunga poco meno di 300 metri e con 102mila tonnellate di stazza, ha compiuto una manovra che, durante l’evoluzione verso il porto, l’avrebbe portata a passare vicino a riva dei Sette Martiri. A denunciare il fatto è stato il giornalista e scrittore veneziano Roberto Ferrucci, il quale ha pubblicato sul suo blog foto e video del passaggio della Carnival Sunshine, nave varata nel 1996 dalla Fincantieri con il nome di Carnival Destiny e riammodernata lo scorso anno dallo stesso cantiere. Una nave, dunque, legata da sempre a Venezia, da cui nell’ottobre 1996 partì il viaggio inaugurale. Nel video (visibile sul nostro sito) si vede la nave che compie l’evoluzione per entrare in canale della Giudecca, sbandando visibilmente, mentre una foto mostra un vaporetto “stretto” dalla nave proprio vicino alla riva.

«È passata a non più di una ventina di metri da Riva dei Sette Martiri – denuncia l’assessore all’ambiente Gianfranco Bettin – Secondo i testimoni, l’impressione è che si sia trattato di un errore di manovra, che tra l’altro ha stretto tra nave e riva un vaporetto pubblico e altre imbarcazioni. Vorremmo sapere da chi di dovere quale sia, dunque, la vera ragione di questo passaggio ravvicinato che, più che un “inchino”, assomiglia a uno “struscio” – molesto quanto rischioso».

Per Bettin, insomma, è l’ennesima prova che il decreto Clini – Passera va applicato al più presto.
Anche il Comitato “No grandi navi” ha preso la palla al balzo.

«Le grandi navi vanno certo allontanate da San Marco – attacca il portavoce Silvio Testa – ma vanno estromesse anche dalla laguna perché eventi così possono avvenire dovunque».

Commenti avvenuti nell’immediatezza, ma alla fine non è accaduto nulla, malgrado si sia scatenato un tam-tam mediatico che parlava di “inchino” a piazza San Marco. Manovra pericolosissima, che però non è avvenuta.
Infatti, a freddo sono arrivate le smentite. A cominciare da chi ha il compito di controllare il traffico marittimo a Venezia: la Capitaneria di porto. «La navigazione – hanno detto in Capitaneria dopo aver verificato le rotte e aver sentito gli equipaggi – si è verificata come previsto dalle disposizioni in vigore, con l’ausilio di due rimorchiatori e con due piloti a bordo. Nessun problema si è verificato per quanto riguarda la sicurezza della navigazione».
Carnival e l’Autorità portuale parlano addirittura di notizia falsa e strumentale. «La nave è passata a 72 metri dalla riva, come verificato dal tracciato Gps».
Il tracciato è peraltro pubblico e basta smanettare un poco in internet per trovarlo. Da quello si evince che la rotta seguita non sarebbe stata fuori dalla norma. Nessun problema è stato inoltre segnalato dal personale Actv alla sala operativa dell’azienda, per il vaporetto che sarebbe stato stretto dalla nave.
«Non ho commenti da fare – dice il presidente dell’Autorità portuale, Paolo Costa, parlando di procurato allarme – se non che questa specie di psicosi non aiuta nessuno».
Sulla stessa linea Andrea Locatello, segretario provinciale di Ugl mare, capitano di macchina di rimorchiatore e in servizio proprio ieri mattina.
«La nave è stata ripresa nel momento in cui è obbligata a cambiare rotta per entrare in canale della Giudecca – commenta – altrimenti piomberebbe in canal Grande. Quella manovra è uguale per tutte le navi e viene fatta tutti i giorni. Capisco che le dimensioni facciano impressione – conclude – ma è una cosa normale. Quel vaporetto, invece, non doveva trovarsi lì perché è fatto obbligo a tutti di lasciare spazio a una nave in manovra».

Michele Fullin

 

IL PRECEDENTE – Nel 2004 fu la “Mona Lisa” a mettere paura

L’ultimo incidente risale a giovedì 12 maggio 2004, alle 7.57. La nave da crociera tedesca “Mona Lisa” si arenò ad un centinaio di metri dalla zona monumentale di piazza San Marco, mentre stava passando davanti all’isola di San Giorgio.
L’incidente non provocò danni alla nave, ai passeggeri e nemmeno ai monumenti ma le operazioni per disincagliarla sollevarono onde che provocarono lo scontro tra due vaporetti. Proprio in quei giorni a Venezia si era riaccesa la discussione sulla possibilità di estromettere le grandi navi dal Bacino di San Marco.

 

GRANDI NAVI IN BACINO

LA MANOVRA – La Carnival Sunshine è passata a pochi metri da Riva Sette Martiri

IL TESTIMONE – Lo scrittore Ferrucci ha assistito da un bar allo “scodazzo” della nave

RIVA SETTE MARTIRI – Preoccupazione e polemiche per l’episodio avvenuto ieri mattina poco dopo le 11

«La nave così vicina: impressionante»

L’assessore Bettin: «Se questa è normalità…». Testa: «Non possiamo rischiare incidenti»

«Tutto è successo intorno alle 11.15, ed è durato solo 20 secondi: impressionante e da quel che mi risulta del tutto inconsueta la vicinanza della nave da crociera alla riva: al massimo una trentina di metri. Come il vaporetto dell’arte, stretto da questo gigante del mare e con poco spazio a disposizione. Non ho esitato un momento: preso il cellulare ho scattato delle foto e girato un video, che subito dopo ho inviato per conoscenza all’assessore all’Ambiente».
Testimone di quello che ieri Gianfranco Bettin ha definito un probabile errore di manovra, e «più che un inchino, uno struscio, molesto quanto rischioso» è stato lo scrittore ed opinionista Roberto Ferrucci. Che proprio alle grandi navi ha dedicato un capitolo del suo ultimo libro «Sentimenti sovversivi», evidenziando la differenza tra il loro varo a Saint-Nazaire («cui ho assistito più volte, e dove ogni evento del genere è una festa») e le polemiche veneziane connesse alla loro circolazione in laguna e al passaggio per bacino San Marco e il canale della Giudecca.
Roberto abita in un appartamento a Sant’Elena, dividendosi per impegni professionali tra l’Italia e la Francia. E proprio ieri mattina, da un tavolino del bar-gelateria “Il Melograno”, ha assistito e documentato insieme a un turista la manovra di “Carnival Sunshine” (102mila tonnellate di stazza, 272 metri di lunghezza, 35 di larghezza e 62 di altezza) davanti a riva dei Sette Martiri. «Le grandi navi da crociera per me non sono certo una novità – ha precisato – Lavoro spesso qui, dal momento che mi piace farlo all’aria aperta. Tuttavia, una cosa del genere non l’avevo mai vista. Né sono stato il solo a registrarla, malgrado a quell’ora e per il gran caldo le persone in riva dei Sette Martiri fossero relativamente poche. Confesso la mia ignoranza in materia di navigazione, e da inesperto non ho motivi per pensare che tutto non si sia svolto nel rispetto delle norme di sicurezza. Ma indubbiamente “Carnival Sunshine”, assicurata a prua e a poppa a due rimorchiatori, era più vicina alla riva del normale, all’incirca 30 metri, e ha stretto il vaporetto dell’arte. Per questo ho postato foto e video a Bettin, che conosco da anni, chiedendogli un parere. E lui ha richiamato poco dopo, condividendo le mie perplessità e quelle delle altre persone presenti».
«Questa mattina non c’ero – ha rincarato la dose Alessandro del bar “Il Melograno” – Tuttavia, non ho motivo di contestare quanto dice Ferrucci: qui gli inchini trasformati in strusci non sono così insoliti. Tanto che in certi casi ironizzo sul fatto che questi bestioni potrei trovarmeli all’interno del locale».
Sulla vicenda, l’assessore all’Ambiente ha chiesto ragioni a chi di dovere «per un probabile errore di manovra che costituisce l’ennesima prova di come il decreto Clini-Passera vada applicato al più presto». Mentre immediata e ancora più polemica è stata la presa di posizione del Comitato No grandi navi:

«Ma non c’erano i binari? – ha sbottato il portavoce Silvio Testa – La manovra azzardata o del tutto errata compiuta da “Carnival Sunshine” dimostra quanto siano inconsistenti e strampalate le teorie del presidente dell’Autorità Portuale, Paolo Costa e di quello di Venezia Terminal Passeggeri, Sandro Trevisanato, sull’impossibilità di un incidente e in particolare della perdita di rotta di una nave da crociera in bacino. Le grandi navi vanno non solo allontanate da San Marco, ma anche estromesse dalla laguna. Perché eventi così possono avvenire dovunque, e ci si chiede cosa accadrebbe se, facendo transitare le navi passeggeri nel canale dei Petroli, come vorrebbero Costa e Trevisanato ma anche il sindaco Orsoni, l’incidente accadesse in un convoglio, con la nave passeggeri stretta tra una chimichiera, una petroliera, una porta carbone o una porta container. Il problema delle grandi navi non si risolve spostando il terminal croceristico, ma cambiando modello, puntando a un crocierismo compatibile con la città e la sua laguna».

 

Nuova Venezia – Grandi navi, “duello” Costa-Orsoni.

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

27

lug

2013

 

BACINO SAN MARCO»DOPO IL VERTICE A ROMA

Il sindaco punta a una soluzione provvisoria in zona Vega, ma l’escavo del canale Contorta resta l’ipotesi più concreta

Grandi navi fuori da San Marco, «duello» tra Paolo Costa e Giorgio Orsoni sul filo dell’emergenza, senza rinunciare alla Marittima. All’indomani del vertice ministeriale al Ministero delle Infrastrutture per il primo esame dei progetti alternativi per l’estromissione da crociera, si prende posizione in vista della prima scadenza: l’esame dettagliato dei sei progetti teoricamente in campo, anche con il loro impatto ambientale e sul traffico, da parte di Magistrato alle Acque e Capitaneria di Porto, prima che la questione passi poi a metà ottobre sul tavolo del Comitatone e quindi al giudizio finale del Governo.

Ieri il sindaco di Venezia ha riferito al Consiglio comunale sull’esito della riunione, smentendo che il progetto dell’Autorità Portuale, che prevede lo scavo del canale Contorta-Sant’Angelo come tracciato alternativo per evitare il passaggio in Bacino di San Marco, sia ormai in pole-position. «Non c’è solo il progetto dell’Autorità Portuale – ha sottolineato – ma anche quello del deputato Enrico Zanetti che prevede lo scavo di un canale alle spalle della Giudecca e quello del Comune, di immediata realizzazione, con lo spostamento dell’attracco delle grandi navi a Marghera, in area dismesse e non interessate al traffico del porto commerciale nella zona del Vega, con la possibilità di allargare il canale Malamocco-Marghera per favorirne il passaggio. Ma tutti i progetti saranno valutati con il loro impatto e starà poi al Comitatone stabilire anche come finanziare l’intervento prescelto, che dovrà comunque avere tempi rapidi. Ci armeremo per seguire con la massima attenzione l’esame dei progetti da parte del Magistrato alle Acque».

Lo stesso Orsoni, presentando la soluzione Marghera al vertice ministeriale, con due accosti previsti per le grandi navi, ha sottolineato come il 32 per cento potrebbero essere attraccate qui, con 45 passaggi mensili. Ma visto che sono l’80 per cento delle navi da crociera quelle che superano le 40 mila tonnellate e che dovrebbero essere quindi allontanate da San Marco, è implicito che anche il sindaco pensi al mantenimento di una parte di esse in Marittima, in attesa di soluzioni definitive. Per lo scavo del Canale Contorta-Sant’Angelo Costa prevede tre anni di tempo, di cui uno di iter amministrativo e due di lavori, comprensivi del riequilibrio idraulico e morfologico. «Finché però non si trovato vie alternative – ha già sottolineato – le Grandi navi continueranno a passare per dove passano oggi». Come a dire, che almeno per i prossimi tre anni abbondanti, continuerebbero a sfilare nel Bacino di San Marco, con buona pace dell’esecutività del decreto Clini-Passera rivendicata da tutti. È su questo che punta Orsoni per far passare – almeno come misura provvisoria – lo spostamento parziale delle grandi navi a Marghera al tavolo del Comitatone di metà ottobre.

Fa sentire la sua voce anche l’ex viceministro Cesare De Piccoli, smentendo la presunta «bocciatura» preventiva del suo progetto di terminal crocieristico a Punta Sabbioni, accreditati da alcuni. «I ministri, così come Capitaneria e Magistrato alle Acque stanno seguendo la procedura corretta – commenta – prendendo atto che a Venezia non esiste un progetto condiviso da tutti di estromissione delle grandi navi da San Marco. Pertanto tutti i progetti, compreso il mio, saranno valutati al tavolo tecnico a cui aspetto di essere chiamato. Se qualcuno pensa di eliminarlo con furbizie procedurali, ha fatto male i propri calcoli, anche perchè le cronache giudiziarie di questi giorni dovrebbero insegnare qualcosa».

Sulla questione grandi navi è intervenuto ieri anche il presidente di Confindustria Venezia Matteo Zoppas sottolineando come «non si può dimenticare che l’attività crocieristica a Venezia è uno dei pochissimi settori che continua da avere trend positivi (+12 per cento di tasso medio annuo) generando un indotto stimabile di 283 milioni l’anno e un impatto occupazionale di oltre 4.200 addetti solo nell’area veneziana. Spero quindi che le proposte presentate e le valutazioni che, entro ottobre, porteranno ad una decisione definitiva in merito al transito della Grandi Navi a Venezia, tengano conto di tutti questi elementi. Più uno: il fattore tempo!».

Il Comitato No Grandi Navi ribadisce invece che «l’unica vera alternativa al passaggio delle grandi navi a San Marco non è una qualche nuova collocazione o un qualche nuovo percorso qua e là in giro per una laguna già devastata ma cambiare modello: far entrare in laguna solo le navi compatibili e lasciar fuori tutte le altre».

Enrico Tantucci

link articolo

 

GRANDI NAVI – Per l’ex viceministro a Roma non è stata fatta nessuna selezione dei progetti

Il sindaco: «Esaminate solo tre ipotesi alternative»

«Ma dove sta scritto che il mio progetto per estromettere le grandi navi dalla laguna è stato bocciato? Non mi pare proprio».
L’ex viceministro alle Infrastrutture Cesare De Piccoli, commenta così la notizia secondo la quale solo i progetti del Comune, dell’Autorità portuale e del parlamentare Zanetti sarebbero andati avanti. E parla apertamente di inopportuni “giochetti” che non porteranno da nessuna parte.
«Giovedì – precisa – non c’è stata nessuna istruttoria e il ministro Lupi ha detto in sede ufficiale che è stato individuato un percorso. Quindi, attendo di essere convocato per cominciare finalmente un esame di merito sui progetti, tra i quali il mio è uno dei pochi che può avere dignità progettuale. In sostanza, nessuno può essere escluso, mi auguro solo che sia una vera gara e una gara trasparente. Se vincerà il progetto migliore – conclude – sarò soddisfatto comunque».
Da registrare ieri anche la relazione in Consiglio comunale del sindaco Giorgio Orsoni sull’esito dell’incontro con i ministri delle Infrastrutture e dell’Ambiente: «Ho depositato e dato lettura della mozione – ha esordito – evidenziando come questa Amministrazione ritenga essenziale e improcrastinabile dare corso al decreto Clini-Passera».
Il sindaco ha continuato precisando che «sono state esaminate più ipotesi, non solo quella dell’Autorità portuale: il Contorta Sant’Angelo da scavare ex novo, Porto Marghera attraverso il canale già esistente ma da ricalibrare e quello dietro la Giudecca. I ministri Lupi e Orlando hanno dato tempo fino al 15 settembre al Magistrato alle acque e alla Capitaneria di porto di valutarle tutte, stendere un resoconto e riferire. Poi, un Comitatone a metà ottobre, per l’analisi, l’istruttoria tecnica e le indicazioni sulle risorse necessarie per la soluzione ritenuta migliore. L’incontro è stato positivo e improntato alla massima concretezza e impegno. E il lavoro del Magistrato alle acque sarà seguito in modo attento e puntuale».
Critici i consiglieri Beppe Caccia e Renzo Scarpa (gruppi In Comune e Misto). Il primo ha chiesto un approfondimento in Commissione, «perché in contrasto con la mozione, le proposte esaminate sono state solo tre», lamentandosi per l’esclusione del progetto De Piccoli (che poi abbiamo invece visto che non sarebbe stato escluso).
Il presidente di Confindustria Venezia, Matteo Zoppas, si è espresso ieri a favore del mantenimento della Marittima e dell’eccellenza rappresentata da Vtp.

 

Il ministro Lupi: «Magistrato alle Acque e Capitaneria di Porto analizzeranno i progetti alternativi»

Poi sarà convocato il Comitatone. La soluzione Contorta-Sant’Angelo sembra essere in pole position

«Entro la fine di ottobre ci sarà, da parte del governo e quindi del ministero dell’Ambiente e delle Infrastrutture, l’assunzione decisiva di una soluzione finale sul passaggio delle grandi navi a Venezia, facendo diventare realtà il decreto Passera-Clini, che fino a oggi era solo sulla carta». Così il ministro delle Infrastrutture Maurizio Lupi ha commentato la decisione sull’estromissione delle grandi navi da crociera dal Bacino di San Marco che è stata formalizzata ieri a Roma nel vertice ministeriale a cui hanno preso parte anche ministro dell’Ambiente, Andrea Orlando, il sindaco di Venezia, Giorgio Orsoni, il governatore del Veneto, Luca Zaia e il presidente dell’Autorità portuale Paolo Costa e che prima del verdetto governativo, sarà preceduta da una riunione del Comitatone, sempre a ottobre, che darà un primo parere consultivo e ragionerà anche sul finanziamento al progetto necessario per l’uscita delle grandi navi da San Marco.

Durante l’incontro – corredati da una prima indicazione del comandante della Capitaneria di Porto di Venezia ammiraglio Tiberio Piattelli – sono stati presentati dei progetti di percorso alternativi al passaggio delle grandi navi nella Laguna di Venezia. Quello già «completo» – a giudizio della Capitaneria di Porto – è quello dell’Autorità Portuale che prevede il transito iniziale delle navi da crociera per il canale Malamocco-Marghera, il canale dei Petroli e poi la deviazione nel canale Contorta-Sant’Angelo che dovrà essere scavato allo scopo, con un costo previsto di 170 milioni di euro, comprensivo anche di interventi di riequilibrio morfologico.

Orsoni ha anche presentato il progetto alternativo del Comune, che prevederebbe il trasferimento delle grandi navi dalla Marittima a Marghera, con due accosti previsti vicino al Parco Vega.

Si è invece solo accennato al progetto del deputato di Scelta Civica Enrico Zanetti, che propone lo scavo di un nuovo canale marittimo alle spalle della Giudecca, entrando dalla bocca di porto di Lido, senza entrare nel Bacino di San Marco.

Non si è invece discusso – per mancanza di materiali completi – degli altri progetti alternativi proposti. Quello dell’ex viceministro Cesare De Piccoli che propone di spostare il terminal crocieristico a Punta Sabbioni in Alto Adriatico e quello dell’ex presidente di Unindustria Venezia Luigi Brugnaro, che utilizzerebbe il canale Vittorio Emanuele per il passaggio delle grandi navi, nè quello dell’avvocato Alessio Vianello, che propone anch’esso di utilizzare Marghera come terminal, area Fincantieri.

Ma c’è tempo sino a metà settembre per presentare progetti dettagliati, che tengono conto anche dell’impatto economico, ambientale e sul traffico crocieristico e commerciale. Ciò che si è capito dalla riunione di ieri è che la scelta finale sul progetto per l’estromissione delle grandi navi, sarà di tipo tecnico, considerando tutti gli aspetti della questione.

«Quello che a noi importa come governo – ha aggiunto il ministro Lupi al termine della riunione – è dare un segnale fortissimo che si vogliono prendere le decisioni e fare le cose e il decreto legge prevede che le grandi navi non passino più dal canale di San Marco. Abbiamo individuato un percorso certo che vede nel Magistrato delle acque e nell’Autorità marittima la possibilità di valutare tutti i progetti alternativi al passaggio delle grandi navi in laguna, sottoposti oggi all’attenzione dei due ministri, entro la metà di settembre. Ci sarà poi la convocazione del Comitatone anche «per coinvolgere tutta la realtà territoriale di Venezia ed entro la fine di ottobre ci sarà la decisione finale», sentiti anche Magistrato alle Acque e Capitaneria di Porto.

Poche scintille nella riunione, anche se la contrapposizione tra i progetti di Costa – che ritiene irrinunciabile il terminal crocieristico in Marittima – e quella di Orsoni, che caldeggia lo spostamento a Marghera, resta evidente e la soluzione Contorta-Sant’Angelo sembra avere al momento qualche carta in più da giocare sul tavolo ministeriale. In attesa della decisione finale in merito ai percorsi alternativi per le grandi navi che ora transitano nella laguna di Venezia, «sono state assunte alcune misure di sicurezza a riduzione del rischio che credo siano anche il frutto dello stimolo che abbiamo saputo imporre alle autorità locali e che dovrà alla fine portare all’assunzione di una decisione», ha commentato il ministro dell’Ambiente, Andrea Orlando, al termine dell’incontro, riferendosi all’adozione dell’uso del carburante a bassa emissione di zolfo nel passaggio in Bacino di San Marco delle grandi navi.

Enrico Tantucci

link articolo

 

Orsoni: «Sono soddisfatto presto una soluzione»

Il presidente Zaia: Grandi navi fuori dal Bacino. Costa: aspettiamo con pazienza.

Critico il Comitato: irrisolti i nodi inquinamento, erosione fondali, rischio incidenti.

«Sono soddisfatto di come i ministri stanno affrontando la questione. C’è la volontà di risolvere, nel più breve tempo possibile». Questo il primo commento del sindaco di Venezia Giorgio Orsoni al termine del vertice ministeriale sulle grandi navi. «Sono soddisfatto – ha continuato Orsoni – anche perché tutte le ipotesi alternative saranno prese in considerazione, in particolare quella proposta dal Comune di Venezia che prevede il passaggio delle navi sul Canale Malamocco e sul Vittorio Emanuele avviando così un primo utilizzo di Porto Marghera. Si riaffermerebbe dunque la centralità ai fini della portualità passeggeri delle strutture esistenti della Marittima, individuando in Porto Marghera una soluzione immediata e un’alternativa per il futuro».

Da sottolineare il coinvolgimento anche del Ministero all’Ambiente, che espresso la sua disponibilità per una valutazione tecnica preventiva dei progetti: «Un passaggio di fondamentale importanza questo – ha spiegato il sindaco di Venezia – perché consente di attivare un nucleo tecnico per una valutazione preliminare delle ipotesi in campo, una garanzia che attendevamo e che consentirà di evidenziare gli impatti ambientali degli eventuali interventi sul delicato ecosistema lagunare mettendo in primo piano la salvaguardia della città. Si è andati avanti con un percorso che era stato disegnato in modo serio. Ci auguriamo che questo porti alla soluzione migliore nei tempi più rapidi possibili».

«Possiamo dare per acquisito che le grandi navi in transito a Venezia usciranno dal canale della Giudecca e dal bacino di San Marco», ha commentato anche il presidente della Regione Luca Zaia. «La Regione Veneto – ha precisato – sostiene l’utilizzo dell’attuale terminal Marittima e la possibilità di far transitare le navi attraverso un nuovo canale, Contorta Sant’Angelo, che va a recuperare l’alveo di un vecchio canale. Resta la nostra contrarietà a far transitare le navi sopra le 40 mila tonnellate direttamente dal canale della Giudecca e dal bacino di San Marco e da qui la volontà di proporre una linea finale per la decisione dei nuovi transiti a ottobre».

Finché però non si trovano vie alternative, ha osservato il presidente dell’Autorità portuale, Paolo Costa, «le grandi navi continueranno a passare per dove passano oggi. Il progetto è sul tavolo dei decisori da tempo e aspettiamo con pazienza che venga fatto. Mi sento il paladino di quelli che vogliono che al più presto si tolgano le navi da davanti San Marco».

Critico invece sull’esito del vertice il Comitato No Grandi Navi:

«La decisione assunta oggi nella riunione interministeriale a Roma sul crocierismo non ha compiuto il necessario salto di qualità, evitando di fare l’unica strategica scelta di prospettiva per salvare la portualità e cioé quella dell’estromissione delle navi incompatibili dalla laguna. La scelta, al contrario, lascia aperte tutte le porte nell’ottica dell’attuale modello di portualità, risolvendo forse il problema del passaggio delle grandi navi in Bacino di San Marco ma mantenendo nel cuore di un’area ambientalmente fragile e densamente popolata tutte le principali criticità, a partire dal pesantissimo inquinamento, la devastante erosione dei fondali, il rischio di incidenti anzi aumentato dalla prevedibile congestione futura del Canale dei Petroli. L’aver affidato all’Autorità Marittima, che ha sempre coperto ogni scelta dell’Autorità Portuale, e al Magistrato alle Acque, che negli anni ha permesso ogni devastazione in laguna, la scelta tecnica tra le proposte sul tappeto non è una garanzia ma al contrario la premessa per scelte che già oggi si possono intuire e che assicureranno l’en plein per le compagnie da crociera».

(e.t.)

link articolo

 

Esposto contro i maxi yacht

L’hanno presentato in Comune i residenti di Castello: «Sono troppo rumorosi»

Ce la faranno i residenti di Castello a far sentire la propria voce per prevenire il rumore degli yacht sulla Riva dei Sette Martiri? Un primo passo è stato compiuto questa mattina quando l’associazione Arca (Associazione residenti castello) ha fatto un esposto al Comune per l’insopportabile e incessante rumore provocato da una settimana dai motori dello yacht «Samar», parcheggiato fino a sabato di fronte alle case rosse della citata riva. Una corsa contro il tempo perché uno degli ostacoli che si trovano ad affrontare sono la lentezza degli interventi, spesso rallentati dalla mancanza di risorse di personale, che rendono difficile dimostrare la veridicità del disagio. Mancano ancora poche ore alla dipartita della «villa galleggiante» che oscura il panorama ai residenti, ma già si staglia all’orizzonte un altro incubo di nome «Tatoosh» che dovrebbe arrivare, puntuale come negli ultimi due anni, verso fine agosto in occasione della Mostra del Cinema.

«Vogliamo prevenire» afferma il portavoce Etele Pechi « la possibilità che ancora una volta sia ormeggiato qui davanti, ma quando l’anno scorso abbiamo fatto la segnalazione i vigili sono arrivati che lo yacht era già partito». Come vengono valutati gli yacht (emissione di fumi e potenza dei motori) non è ancora chiaro dato che i responsabili della «Venice Yacht Pear», una delle due società che con la «Venice Yacht and Ship Assistance» fa capo alla «Venezia Terminal Passeggeri», ieri erano impegnati nell’incontro a Roma e ancora non disponibili. Per capire l’entità del problema sono necessari i tecnici dell’Arpav (pochi) che intervengono su richiesta del Comune una volta arrivato l’esposto, ma i tempi in genere non sono veloci. In questo momento l’Arpav, in seguito a un esposto, sta eseguendo dei controlli sul rumore emesso dagli altoparlanti delle navi e dei lancioni per turisti e si muove solo su indicazione del Comune che è responsabile del rumore urbano. In questo caso però l’allarme è stato dato ora, a distanza di un mese, proprio nella speranza che venga ascoltato e che si trovi un’altra postazione per il rumoroso «Tatoosh».

Vera Mantengoli

link articolo

 

Gazzettino – Venezia. Grandi navi piu’ lontane da S. Marco

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

26

lug

2013

LA SALVAGUARDIA DELLA LAGUNA

VERTICE AL MINISTERO – Si valuteranno solo i progetti del Porto, di Orsoni e di Scelta civica. Decisione entro ottobre

TRE SOLUZIONI – Le varie ipotesi per il passaggio delle grandi navi ieri a Roma, all’incontro col ministro Lupi, si sono ridotte a tre, ed è già un passo avanti: lo scavo del canale dietro alla Giudecca (proposto da Scelta Civica), una nuova Marittima a Marghera (sostenuta dal Comune di Venezia) e il canale Contorta-Sant’Angelo (proposto dal presidente dell’Autorità portuale, Paolo Costa)

LA REGIONE – Sempre ieri il governatore del Veneto, Luca Zaia, ha messo in campo tutto il peso del suo ruolo per sostenere ufficialmente il Canale Contorta, la soluzione sposata anche dalla Vtp, la società che gestisce il settore crociere a Venezia e di cui la Regione, unita all’Autorità portuale, ha da poco assunto la maggioranza. Si profila, insomma, un nuovo scontro tra Regione e Comune di Venezia.

FUORI DAL BACINO – La Regione boccia il progetto del sindaco e sposa ufficialmente quello di Costa.

Zaia: «Puntiamo sul canale Contorta»

LA SORPRESA – Resta l’opzione di Scelta civica sul passaggio dietro la Giudecca

Grandi navi, Zaia con Costa

 

VERTICE AL MINISTERO – A Roma restano in ballo solo tre soluzioni. Il presidente schiera la Regione col Porto

«Avanti con il canale Contorta»

GRANDI NAVI – Il sindaco Giorgio Orsoni soddisfatto per l’esito dell’incontro di ieri pomeriggio a Roma.

«Intrapreso finalmente un percorso serio»

Dal vertice di Roma, con i ministri Lupi e Orlando, passano solo tre idee per il superamento del passaggio in bacino San Marco da parte delle grandi navi. Quella del sindaco, che vuol portare il terminal per i giganti del mare a Porto Marghera; quella dell’Autorità portuale, che punta a scavare un nuovo canale per arrivare alla Marittima attraverso il canale dei Petroli. Per questa ipotesi, a sorpresa, si è fortemente sbilanciato all’uscita dall’incontro, il presidente della Regione, Luca Zaia.
«La Regione sostiene l’utilizzo dell’attuale terminal Marittima e la possibilità di far transitare le navi attraverso un nuovo canale, che va a recuperare l’alveo del vecchio Sant’Angelo Contorta. Resta comunque la nostra contrarietà al passaggio delle grandi navi davanti a San Marco».
Terza idea ad essere preso in considerazione, quello del neodeputato Enrico Zanetti, il quale propone di scavare un canale dietro la Giudecca per far passare le navi.
La riunione al ministero delle Infrastrutture è durata poco meno di due ore e alla fine è scaturito il segnale forte.
«Entro la fine di ottobre – ha annunciato il ministro Maurizio Lupi – sarà presa una decisione per portare le navi fuori da San Marco. Abbiamo individuato un percorso certo, che vede nel Magistrato alle acque e nell’Autorità Marittima la possibilità di valutare tutti i progetti alternativi».
Soddisfatto il sindaco Giorgio Orsoni, che si è speso fin dall’inizio del dibattito per estromettere le grandi navi dal bacino.
«Bene – commenta Orsoni – perché c’è la volontà di risolvere la questione nel più breve tempo possibile e perché gli esiti rispecchiano pienamente il mandato da me ricevuto lunedì dal Consiglio comunale. La proposta del Comune, in particolare, consentirebbe di affermare la centralità ai fini della portualità passeggeri delle strutture esistenti alla Marittima, individuando in Porto Marghera una soluzione immediata e un’alternativa per il futuro».
L’idea di Orsoni “abbraccia” anche quella di Alessio Vianello, di una nuova Marittima nel canale Industriale Nord.
«Non m’importa dove si fermeranno le navi – precisa – l’importante è che lo facciano a Marghera. Mi fa piacere infine il coinvolgimento del ministero dell’Ambiente, perché consente di attivare un nucleo tecnico per la valutazione preliminare delle ipotesi in campo».

Michele Fullin

 

NO GRANDI NAVI – Il Comitato: «Non c’è stato alcun salto di qualità»

«Non c’è il salto di qualità richiesto».

Il Comitato No Grandi navi commenta il vertice romano.

«La scelta fatta – si legge in una nota – lascia aperte tutte le porte nell’ottica dell’attuale modello di portualità, risolvendo forse il problema del passaggio delle grandi navi in Bacino di San Marco ma mantenendo nel cuore di un’area ambientalmente fragile le principali criticità, a partire dal pesantissimo inquinamento, la devastante erosione dei fondali, il rischio di incidenti anzi aumentato dalla prevedibile congestione futura del Canale dei Petroli. L’aver affidato all’Autorità Marittima e al Magistrato alle Acque la scelta tecnica tra le proposte sul tappeto non è una garanzia, ma al contrario la premessa per scelte che già oggi si possono intuire e che assicureranno l’en plein per le compagnie da crociera».

Il Comitato ricorda la necessità di navi compatibili, in una Marittima in parte riconvertita.

«Deve essere chiaro a tutti che la controparte del Comitato No Grandi Navi non sono i lavoratori portuali, ma coloro che li strumentalizzano, evocando inesistenti perdite di posti di lavoro qualora si cambiasse il modello di crocerismo che danneggia la città e la laguna, e quei politici che ne cavalcano le legittime paure – conclude il Comitato – agitare il ricatto occupazionale è una pratica che i poteri forti utilizzano sempre».

 

 

Vertice romano tra governo, Regione, Comune e Porto. Emergono tre ipotesi per evitare il transito nel cuore di Venezia, entro ottobre la decisione definitiva

DECRETO CLINI – Entro ottobre la decisione del governo sulle navi a S. Marco.

Il decreto Clini-Passera non resterà lettera morta. Ad annunciarlo, al termine di una riunione di circa due ore a Roma, il ministro delle Infrastrutture Maurizio Lupi: «Entro la fine di ottobre ci sarà da parte del Governo l’assunzione decisiva di una soluzione finale sul passaggio delle grandi navi a Venezia».
Al vertice, annunciato da tempo, hanno partecipato anche il ministro dell’Ambiente, Andrea Orlando, il sindaco di Venezia, Giorgio Orsoni, il presidente dell’Autorità portuale, Paolo Costa e il governatore del Veneto, Luca Zaia. Sei le alternative in campo per evitare il passaggio di navi lunghe oltre 300 metri e più alte degli edifici della città, nel cuore di Venezia. Alle quali se ne aggiunge una settima, quella del Comitato No grandi navi, il quale dopo aver aperto una finestra mondiale sulla questione, chiede di non limitarsi a ciò che si è sentito e di svolgere un concorso internazionale di idee.
Da ciò che si è capito all’uscita dalla “sala del Parlamentino”, il Governo ha fretta di chiudere la questione, e ce l’hanno anche tutti gli altri perché l’incertezza rischia di far perdere competitività al porto crocieristico veneziano (nel 2012 un milione e 800mila passeggeri, con un indotto locale – calcolato dall’Autorità portuale – di 283,6 milioni l’anno e 4.255 posti di lavoro diretti).
Che cosa si farà, lo ha spiegato lo stesso Lupi: «Abbiamo individuato un percorso certo, che vede nel Magistrato alle Acque e nell’Autorità marittima (la Capitaneria) la possibilità di valutare tutti i progetti entro la metà di settembre».
Poi, prima della fine di ottobre, sarà convocato il Comitatone che prenderà la decisione definitiva.
Delle idee portate all’attenzione del Governo, alla fine ne sono rimaste tre, tra le quali le due più forti. La prima è quella dell’Autorità portuale, che prevede l’entrata dalla bocca di porto di Malamocco, arrivando nell’attuale stazione marittima attraverso un nuovo canale, scavato sull’alveo di uno naturale esistente. Il nuovo canale Sant’Angelo Contorta dovrebbe essere lungo 4mila 800 metri e largo 120 con profondità a 10 metri e mezzo. Secondo Costa, la realizzazione comporterebbe un investimento di 170 milioni, dei quali 62 a carico del Porto.
Il sindaco Orsoni intende invece spostare le navi più grandi (quelle fino a 40mila tonnellate potrebbero continuare a passare davanti a San Marco) nella zona industriale dismessa di Porto Marghera facendo arrivare ed uscire le navi più grandi sempre da Malamocco.
L’ultima ipotesi è quella del neoparlamentare di Scelta Civica, Enrico Zanetti, il quale propone di scavare un nuovo canale dietro le isole di San Giorgio e della Giudecca, creando una sorta di “circonvallazione” lagunare. Lungo 2 chilometri, largo 150 metri, costerebbe secondo Zanetti non più di 11 milioni.
L’incontro è stato considerato positivo da tutti i protagonisti, perché per la prima volta è stato deciso che le navi giganti non passeranno più da San Marco.
«Gli esiti – commenta Orsoni – testimoniano che c’è la volontà di risolvere nel più breve tempo possibile e che è stato intrapreso un percorso serio. La nostra proposta è la più fattibile e la più immediata e consente di mantenere la struttura della Marittima individuando a Marghera una soluzione immediata».
Il governatore Zaia, che all’inizio si era mantenuto equidistante, ieri ha sposato pubblicamente la linea di Costa: «La Regione – ha commentato – sostiene l’utilizzo dell’attuale terminal e l’arrivo delle navi attraverso lo scavo di un nuovo canale».
Nel frattempo, come ha ricordato il ministro dell’Ambiente, «sono state assunte alcune misure di sicurezza a riduzione del rischio».
Delusi, invece, i rappresentanti dei “No grandi navi”.

«L’aver affidato – è il commento del portavoce Silvio Testa – all’Autorità marittima, che ha sempre coperto ogni scelta dell’Autorità portuale, e al Magistrato alle Acque, che negli anni ha permesso ogni devastazione in laguna, la scelta tecnica tra le proposte sul tappeto non è affatto una garanzia».

Michele Fullin

 

IL COMITATO  «Adesso un concorso internazionale di idee»

Grandi navi più lontane da S. Marco

LE ACCUSE – Inquinano e mettono a rischio i fondali

Il dibattito sul passaggio delle grandi navi (quelle lunghe oltre 290 metri, tanto per capirci) a Venezia è nato in seguito alle clamorose e continue proteste del Comitato No grandi navi, che in pochi anni ha portato il tema all’attenzione del mondo intero. La tesi sostenuta è che il passaggio delle grandi navi provochi un movimento di masse d’acqua enormi capaci di mettere a repentaglio le fondamenta della città. Inoltre è stato sollevato il tema dell’inquinamento: «Una grande nave inquina come 14mila auto» è il leitmotiv del Comitato, che punta anche sull’inquinamento elettromagnetico dovuto alla presenza di potenti radar che vengono sempre tenuti accesi.

 

 

Dalla riunione di Roma nessuna decisione definitiva.

Il ministro: «Vogliamo far sì che le navi non passino più nel bacino di San Marco. Valuteremo i percorsi alternativi»

VENEZIA.

«Entro la fine di ottobre ci sarà, da parte del governo e quindi del ministero dell’Ambiente e delle Infrastrutture, l’assunzione decisiva di una soluzione finale» sul passaggio delle grandi navi a Venezia «facendo diventare realtà il decreto» Passera-Clini «che fino a oggi era solo sulla carta».

Lo ha detto il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Maurizio Lupi, al termine di una riunione a Roma con il ministro dell’Ambiente, Andrea Orlando, il sindaco di Venezia, Giorgio Orsoni, e il governatore del Veneto, Luca Zaia.

Durante l’incontro sono stati presentati dei progetti di percorso alternativi al passaggio delle grandi navi nella Laguna.

«Quello che a noi importa come governo – ha aggiunto Lupi – è dare un segnale fortissimo che si vogliono prendere le decisioni e fare le cose e il decreto legge prevede che le grandi navi non passino più dal canale di San Marco».

Oggi, ha spiegato Lupi,

«abbiamo individuato un percorso certo che vede nel magistrato delle acque e nell’autorità marittima la possibilità di valutare tutti i progetti»

alternativi al passaggio delle grandi navi in laguna,

«sottoposti oggi all’attenzione dei due ministri, entro la metà di settembre. Ci sarà poi la convocazione del comitatone anche per coinvolgere tutta la realtà territoriale di Venezia ed entro la fine di ottobre» ci sarà la decisione finale.

link articolo

 

GRANDI NAVI – Sei ipotesi alternative. Oggi il vertice al ministero

LA CITTÀ. LE GRANDI NAVI

IL GIORNO DELLA VERITÀ – Oggi l’atteso incontro con i ministri Maurizio Lupi e Andrea Orlando

Probabile un rinvio con la possibilità di nuovi studi in vista di un decisivo Comitatone

IL SINDACO – Porto Marghera come ormeggio per i giganti del mare

IL PORTO – Un nuovo canale per bypassare il bacino San Marco

Se il Consiglio comunale di lunedì ha dato di fatto una delega in bianco al sindaco Giorgio Orsoni per affrontare oggi a Roma l’argomento grandi navi, è molto probabile che dall’incontro di oggi con i ministri delle Infrastrutture (Maurizio Lupi) e dell’Ambiente (Andrea Orlando) non scaturisca alcuna indicazione utile in vista di un prossimo Comitatone ancora da fissare.
Le posizioni in campo sono le più disparate e non c’è al momento la possibilità di trovare la quadra. L’autorità portuale, con il presidente Paolo Costa, sostiene che l’unica strada possibile nel breve periodo per l’estromissione del traffico crocieristico dal Bacino sia scavare un nuovo canale marittimo sull’alveo del Contorta-Sant’Angelo, in modo da far arrivare le navi in Marittima passando per Malamocco.
Il Comune, con il sindaco Giorgio Orsoni, intende spostare la stazione Marittima per le grandi navi a porto Marghera con un progetto che non è mai stato divulgato e che egli dovrebbe illustrare oggi al Governo.
La terza alternativa è quella proposta dall’ex ministro Cesare De Piccoli, con la creazione di due grandi banchine portuali a fianco della diga foranea di Punta Sabbioni, fuori dalla laguna e fuori dall’influenza del Mose, che quando sarà in funzione renderà difficile l’accesso in laguna alle navi.
La quarta proposta arriva da Luigi Brugnaro, presidente di Umana ed ex presidente degli Industriali di Venezia. Brugnaro ha rilanciato per l’arrivo in Marittima la proposta di far passare le navi da crociera per il canale dei Petroli, la parte sud dell’isola delle Trezze e il canale Vittorio Emanuele che andrebbe allargato da 60 a 120 metri, e a una profondità di -11.
C’è poi la proposta del neodeputato Enrico Zanetti (Scelta Civica), il quale propone un progetto presentato per la prima volta negli anni Trenta, vale a dire un nuovo canale marittimo dietro la Giudecca per consentire alle navi di arrivare alla Marittima entrano dal porto di Lido senza attraversare il bacino di San Marco.
Infine, la proposta dell’avvocato Alessio Vianello, che rilancia Marghera. Vianello intende creare la nuova Marittima nel canale industriale Nord, vicino a Fincantieri, in un’area perlopiù già dismessa, che è la cerniera tra il porto commerciale, il Vega e il resto della città. Questo avrebbe il vantaggio di rappresentare una riconversione della vecchia prima zona industriale, ma avrebbe il svantaggio delle difficoltà di navigazione in doppio senso e in promiscuità con il traffico merci nel canale dei Petroli.
L’associazione Ambiente Venezia, che fa parte del Comitato No grandi navi, ha comunicato ieri che non considera nessuna delle sei proposte in campo perfetta ma che appoggerà l’unica soluzione pensata per lasciare le grandi navi fuori dalla laguna: il terminal di Punta Sabbioni.

 

IL “DISSIDENTE”  – Fortuna: «Documento gattopardesco. La maggioranza ha deciso di non decidere»

A conclusione del Consiglio comunale sulle grandi navi di lunedì, il capogruppo Udc Simone Venturini ha cantato vittoria per il passaggio della mozione di maggioranza dove si prende atto che in assenza di alternative, «la Marittima è l’area di riferimento della crocieristica». Minimizzando la posizione di Ennio Fortuna, consigliere del suo stesso partito, che si era espresso contro i documenti dell’opposizione e della coalizione che sostiene il sindaco Giorgio Orsoni: il primo perché «incompatibile con la normativa vigente», e il secondo perché «gattopardesco».
Interpellato nel merito, l’ex magistrato precisa che «la mozione della minoranza, che sposava il progetto Contorta Sant’Angelo elaborato dall’Autorità portuale, non era votabile in quanto non coincidente con il Pat e la legge 171/73, che garantisce l’equilibrio idrogeologico della laguna. Questo canale di 4,5 chilometri richiederebbe almeno 10 anni di sperimentazione. E in laguna non si deve scavare più».
Fin qui, le ragioni del primo voto contrario del consigliere Udc. Che tuttavia, non risparmia critiche alla mozione di maggioranza. Definita «equivoca, considerato che scarica ogni decisione sul governo e consente al sindaco di dire a Roma quello che vuole. Orsoni, in aula, ha parlato di Porto Marghera, ma senza specificare dove dovrebbe sorgere la nuova Marittima. Che, per le dimensioni dei condomini del mare presenti e futuri, dovrebbe avere le stesse caratteristiche della Marittima attuale, se non di più. Per questo, provocatoriamente, ho proposto di spostare le navi da crociera in piazza Barche: con presupposti così generici, non farebbe alcuna differenza».
Per Fortuna, «le grandi navi vanno cacciate dalla laguna. Al contrario, con questo documento, continueranno a scorrazzare indisturbate. Una mozione gattopardesca, che non dice nulla: premessa ad anni e anni di discussioni, all’insegna del “Perché non cambi nulla, deve cambiare tutto”. Inoltre, pochi giorni prima, il sindaco aveva definito questi colossi “pericolosi e dannosi”, in linea con il decreto Clini-Passera. Mentre in Consiglio, pro Porto Marghera, ha evocato il programma elettorale. Con lui, poi, mi sono chiarito. Ma resto convinto che di fronte a una simile prospettiva, la soluzione migliore sia quella di De Piccoli, ossia creare per le navi non compatibili un terminal al di fuori della laguna: solo un’idea progettuale, da approfondire. Che il documento approvato dal Consiglio comunale, però, nemmeno menziona».

Vettor Maria Corsetti

 

Escluso il sindaco di Cavallino Treporti

Nessuna convocazione a Roma, invece, per il sindaco di Cavallino-Treporti, Claudio Orazio, il cui territorio potrebbe essere interessato nel caso in cui passasse il progetto di Cesare De Piccoli, con la Marittima a Punta Sabbioni. Questo nonostante in tempi non sospetti egli avesse inviato una lettera ai ministri delle Infrastrutture e dell’Ambiente, al presidente del Porto, al sindaco di Venezia e al comandante della Capitaneria.
«In previsione dell’incontro del 25 luglio – aveva scritto Orazio – e visto che si discute di un progetto che coinvolgerebbe anche il nostro territorio, mi sembra d’obbligo chiarire che non si possono prendere eventuali decisioni senza alcuna partecipazione al tavolo del nostro Comune».
E infatti il tono della lettera mette in chiaro le cose: «Non oso pensare – scrive Orazio – che in quella sede senza aver preventivamente sentito il Comune di Cavallino-Treporti, qualcuno dei soggetti titolati possa presentare ipotesi progettuali che, per qualsiasi motivo, interessano o toccano il nostro comune, Se ciò dovesse avvenire, e lo considererei un vulnus istituzionale, mi corre l’obbligo di sottolineare con forza che, prima di ammettere siffatte proposte, diventa e diventerà indispensabile e pregiudiziale coinvolgere il Comune di Cavallino-Treporti che dovrà valutare eventuali proposte teoricamente così impattanti».

 

Copyrights © 2012-2015 by Opzione Zero

Per leggere la Privacy policy cliccare qui