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LA PROTESTA – Le forze dell’ordine vogliono deviare il corteo di domani mattina verso il mercato ortofrutticolo

RASSICURAZIONE – Tommaso Cacciari «Non ci sarà alcun infiltrato Siamo pacifici»

I problemi potrebbero sorgere per la “manifestazione di terra” che da piazzale Roma domani alle 10 punterà ad arrivare al porto passeggeri in Marittima per concludersi con un sit-in proprio dove arrivano i grandi “condomini del mare”. E ci si augura che non ci sia nessun braccio di ferro. «Vogliamo esprimere il nostro disagio – sottolinea Tommaso Cacciari di Global Project – ma non ci saranno “infiltrati” ma solo persone che vogliono essere complici e solidali con una protesta sacrosanta. Non ci sarà alcuna sbavatura. É aperta la partecipazione a chiunque».
Parole chiare formulate dopo l’incontro di ieri in Questura dagli organizzatori della tre giorni di mobilitazione anti-grandi navi “Par Tera e par Mar” nel quale sono stati stabiliti i “limiti” all’iniziativa. In Questura è stato chiesto ai partecipanti al raduno di procedere con il proprio corteo mattutino da Piazzale Roma fino all’area del Mercato Ortofrutticolo e di non “sconfinare” nella Stazione Passeggeri per un sit-in. Ipotesi che non convince gli organizzatori che vorrebbero invece raggiungere l’area degli scali della navi crociera. É possibile che alla fine si scelga la strada di una protesta ridotta, ma simbolica. Si vedrà.
Invece nulla osta definitivo per la manifestazione di domani pomeriggio, con le barche, lungo il Canale della Giudecca. In questo caso il sì di Prefettura e Questura è stato ufficializzato senza problemi e probabilmente si è fatto anche mente locale per evitare gli episodi spiacevoli tra manifestanti e forze dell’ordine del corteo acqueo dell’aprile dell’anno scorso. «Chi viene lo fa per partecipare – conclude Tommaso Cacciari – Tutti si adegueranno alle decisioni stabilite dal Comitato No Grandi Navi».

 

I TEMI – Anche il Comitato chiede di intervenire all’incontro con Lupi

E Caccia scrive a Bray: «Si faccia sentire»

Il “motivo conduttore” è uno solo fare appello al Governo affinchè riveda la propria decisione di convocare una riunione tra enti locali e armatori italiani e stranieri prevista con il ministro delle Infrastrutture, Maurizio Lupi a Roma per il 13 giugno. E i primi a contestare questa decisione è proprio il Comitato No Grandi Navi: «Si applichi da subito il decreto Clini-Passera – dice – allontanando l’entrata in laguna delle navi sopra le 40 mila tonnellate. E se a Roma ci devono essere gli armatori, è fondamentale che ci siano anche le associazioni private dei cittadini veneziani». E sulla stessa lunghezza d’onda anche il consigliere di “In Comune”, Beppe Caccia che ha mandato una lettera aperta al ministro per i Beni culturali, Massimo Bray sottolineando il rammarico per la riunione convocata da Lupi che di fatto esautora l’incontro del Comitatone impedendo di fatto a Bray di prendere parte allo scambio di opinioni tra enti locali, ministero, Porto e associazione degli armatori.
«La situazione è pericolosamente immutata nonostante il decreto Passera-Clini mai entrato in vigore. I giganti del mare continuano a solcare le acque della Laguna. Ed è inspiegabile che il suo ministero sia stato tenuto fuori dall’incontro del suo collega Lupi».
E sulla scia dei commenti, vi è anche quello di Lidia Fersuoch di Italia Nostra che chiede che le istituzioni si impegnino da subito nella costituzione di una “autorità unica” sovraordinata rispetto ai poteri locali, coordinata dai Ministeri per i beni culturali e pure dell’Ambiente per poter pianificare un nuovo futuro per Venezia ed eliminare il gigantismo delle navi crociere». Dal canto suo, l’urbanista Stefano Boato rilancia la discussione sulla proposta De Piccoli (scalo alla bocca di porto del Lido ndr): «Se Venezia e il governo – dice – vogliono essere adeguati alle responsabilità e alle prospettive, devono elaborare un modo condiviso e poi sancire nel prossimo Comitatone i principi e i criteri strategici per un bando internazionale in materia sulle quali possano misurarsi le migliori progettualità internazionali».

 

IL PRESIDIO – Sacca Fisola, con le tende summit internazionale dei comitati ambientalisti

Una mobilitazione internazionale di tre giorni per lottare contro le grandi navi e le grandi opere “Par tera & par mar”. Da ieri a domani l’area degli impianti sportivi di Sacca Fisola ospita tende e gazebi del comitato lagunare contro i transatlantici in Canal della Giudecca assieme a quelle di associazioni e movimenti ambientalisti (italiani e stranieri) che condividono l’iniziativa. Un’area comunitaria dove si svolgono assemblee e incontri sulle problematiche delle grandi opere e delle speculazione economiche dei territori, per chiudere verso sera con eventi culturali e musica. Una mostra fotografica e cartografica è stata allestita nel salone meeting del centro sportivo dell’isola, per evidenziare i cambiamenti della laguna per il moto ondoso negli ultimi decenni con censimento di tutte le rive del Bacino di San Marco e del Canale della Giudecca. Soggetto della mostra anche il Mose, ritenuto dai comitati una spesa “inutile” che non porterà benefici. Domani, giornata clou della manifestazione, gli attivisti protesteranno con due lunghi cortei: al mattino “par tera” cercando di assediare il porto di Venezia, al pomeriggio “par mar” cercando di impedire il passaggio delle navi da crociera in Bacino, forti dell’esperienza del 16 settembre scorso. Sulle grandi opere sono numerosi i movimenti a voler protestare, provenienti dal Veneto fino alla Sicilia, ognuno per il proprio territorio. Gli attivisti francesi, per esempio, si contrappongono alla realizzazione dell’aeroporto a Notre Dame Del Landes e quelli tedeschi lottano contro la realizzazione di un’autostrada in Germania. Nel corso delle assemblee di oggi sarà presentato un dossier di studio del comitato “No Grandi Navi” in cui il docente di Politica Economica dell’Università Ca’ Foscari, Giuseppe Tattara, presenterà danni, costi e benefici del passaggio delle enormi crociera in laguna. Nella mostra anche le foto e gli articoli degli incidenti “nautici” di petroliere e transatlantici sulle rive lagunari.

 

LA POLEMICA

Ed è ancora scontro tra Comitato No Grandi Navi e Cruise Venice. Questa volta tocca al portavoce del Comitato, Silvio Testa contestare l’annuncio tra le righe di una nota del “comitato avversario”. E il passaggio contestato è legato soprattutto al concetto di “senso unico” lungo il Canale Sant’Angelo-Contorta (una volta che questo venisse scavato e usato per il transito delle grandi navi ndr). Nella nota di Cruise Venice, infatti, si accenna all’ipotesi

“del canale Contorta – si dice nel testo – come unica alternativa con 650 entrate da Alberoni, e quindi dal Canale dei Petroli, e successive 650 uscite dal Lido, ovvero attraverso San Marco, limitando così il passaggio davanti a Palazzo Ducale, ad una sola volta».

«Finalmente abbiamo capito il disegno che hanno in testa – sbotta il portavoce dei No Navi con il sostengo dei movimenti ambientalisti e di Global Project – lo hanno detto nero su bianco. É una pazzia totale, dare il colpo di grazia alla laguna per mantenere 650 inchini all’anno davanti al Ducale? Senza contare che Autorità portuale e Vtp hanno sempre detto di voler incrementare i numeri del crocierismo, dunque i 650 passaggi quanti dovrebbero diventare?».

 

Protesta No Navi: c’è il rischio infiltrati

Sale la tensione per la tre giorni “Par Tera e Par Mar”, mobilitazione contro le Grandi Navi e Grandi Opere che inizia oggi e proseguirà fino a domenica con due cortei.

“No Navi”, rischio infiltrati. Cortei sorvegliati speciali

L’allarme non è “rosso”, ma potremmo dire “arancione”. E la Prefettura lo ha detto a chiare lettere: meglio non scherzare con il fuoco… anzi l’acqua. Già. Sarà un week-end delicato quello che ci apprestiamo a vivere da oggi a domenica quando, quasi si terranno ben due cortei, uno a Piazzale Roma, l’altro lungo il Canale della Giudecca con problemi di circolazione proprio per le navi crociera. Da una parte la manifestazione “Par tera e par mar”, tre giorni di mobilitazione contro le Grandi Navi e le Grandi Opere (leggi Mose ndr) che verrà giungere a Venezia, una “marea” di sodalizi e associazioni ambientaliste, partiti della sinistra radicale ma anche movimento del mondo antagonista dell’arcipelago legato ai cosiddetti “No Tav”, dall’altra il “Workshop” del Consiglio Italia-Usa che si apre oggi e si concluderà domani, all’Excelsior al Lido.
Ca’ Corner, dove ha sede la rappresentanza di Governo, ha usato parole “diplomatiche” per far capire che non saranno ammessi eccessi. «Si è preso atto – ha riassunto una nota della Prefettura – delle dichiarazioni formulate in questi giorni dagli organizzatori di “Par tera e par mar” volte a sottolineare l’intento pacifico delle manifestazioni. Nè potrebbe essere diversamente da parte di chi propone di sensibilizzare l’opinione pubblica sui temi della salvaguardia di Venezia. Resta ferma, l’avvenuta predisposizione delle opportune misure che dovessero rendersi necessarie in caso di violazioni di legge». Insomma, patti chiari e amicizia lunga. Un concetto ribadito ieri pomeriggio ad una delegazione di organizzatori dell’incontro ricevuta dal questore Vincenzo Roca a Santa Chiara.
Intanto cresce l’interesse per l’iniziativa veneziana anche con un banchetto informativo ai Giardini della Biennale. Infatti va registrato il sostegno (ma non è detto che saranno in città) tra gli altri anche di attori (Loredana Cannata e Roberta Da Soller, Beppe Casales), musicisti (Herman Medrano, Modena City Ramblers e Tre Allegri ragazzi morti) scrittori e giornalisti (Alberto Toso Fei, Nanni Balestrini, Cristiano Prakash Dorigo) e registi (Carlo Virzì, Andrea Segre), politici (Andrea Zanoni) e anche del padre comboniano Alex Zanotelli. Il programma di “Par Tera e Par Mar”, in un’area attrezzata di Sacca Fisola, vicino ai campi sportivi, prevede oggi, alle 18, la presentazione di un libro “Il gondoliere cinese” di Lucio Angelini e due concerti in rapida successione. Domani, alle 17, un’assemblea dedicata al tema delle Grandi navi in preparazione del clou di domenica, quando alle 10 vi sarà una manifestazione da piazzale Roma verso il Porto e quindi alle 16, a San Basilio, si snoderà un corteo acqueo lungo il Canale della Giudecca al grido di “Riprendiamoci le nostre acque”.

 

A ROMA – Lupi convoca istituzioni e armatori per il decreto Clini-Passera

E il ministro anticipa il Comitatone

Intanto il Governo gioca d’anticipo in vista del Comitatone sulla questione “Grandi Navi”. Il ministro delle Infrastrutture, Maurizio Lupi ha convocato per giovedì prossimo, 13 giugno, alle 11 nella sede del Ministero, una riunione sul problema delle grandi navi che entrano nel porto di Venezia. Il ministro, spiega una nota, «segue la vicenda e ha già sentito in merito alcuni protagonisti istituzionali». Alla riunione di giovedì parteciperanno: il sindaco Giorgio Orsoni, il presidente della Regione Veneto Luca Zaia; il ministro dell’Ambiente Andrea Orlando; il presidente dell’Autorità portuale Paolo Costa; il Comandante delle Capitanerie di porto Ammiraglio Felicio Angrisano; il presidente di Confitarma Paolo d’Amico; e il presidente di Clia Europe (l’associazioni degli armatori stranieri e italiani) Manfredi Lefebvre d’Ovidio. «Si tratta di un passaggio molto importante – sottolinea il sindaco Orsoni raggiunto a Bruxelles per un incontro di rappresenatanza dell’Anci – e sono grato al ministro per aver risposto con sollecitudine alle nostre richieste». Ma Beppe Caccia (In Comune) non è proprio dello stesso parere:

«Che bravi! – commenta ironicamente – Ma non si doveva convocare il Comitatone su questi temi? E invece, ecco qua il ministro chiama a Roma solo le istituzioni e… gli armatori. La città resta al palo. Peraltro in questo modo non vi sarà nemmeno il ministro per i Beni culturali, Massimo Bray».

Insomma, una “spruzzata” di veleno sulla riunione convocata al ministro, mentre in realtà la città attende da tempo decisioni precise anche dopo il decreto Passera-Clini di cui, in realtà, si sono perse le tracce. Sempre sul fronte parlamentare va registrata l’interrogazione di un gruppo di deputati M5S (i veneziani Marco Da Villa, Arianna Spessotto, Emanuele Cozzolino, e il romano Adriano Zaccagnini) nella quale si chiede quali iniziativa intende prendere il Governo dopo l’accordo interministeriale (decreto Passera-Clini) del marzo 2012; i criteri di trasparenza sulle decisioni in merito ai progetti e infine quali misure il Governo intende attuare per invitare l’Autorità portuale a dare attuazione al riordino della legislazione in materia portuale».

 

Nuova Venezia – Venezia. Grandi navi, vertice al Ministero

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

7

giu

2013

 

Convocato giovedì da Lupi con le autorità. Da oggi tre giorni di mobilitazione

Il ministro delle infrastrutture e dei trasporti Maurizio Lupi rompe gli indugi e convoca per giovedì prossimo, 13 giugno a Roma, alle 11 presso il ministero una riunione sul problema delle grandi navi che entrano nel porto di Venezia. Il ministro, spiega una nota, «segue la vicenda e ha già sentito in merito alcuni protagonisti istituzionali». Alla riunione di giovedì parteciperanno: il sindaco di Venezia Giorgio Orsoni; il presidente della Regione Veneto Luca Zaia; il ministro dell’Ambiente Andrea Orlando; il presidente dell’Autorità portuale Paolo Costa; il Comandante delle Capitanerie di porto Ammiraglio Felicio Angrisano; il presidente di Confitarma Paolo d’Amico; il presidente di Clia Europe (armatori stranieri) Manfredi Lefebvre d’Ovidio. La notizia arriva proprio alla vigilia di «Part tera e par mar», la tre giorni di mobilitazione cittadina contro il passaggio delle navi da crociera lungo il Bacino di San Marco lanciata dal Comitato No Grandi Navi e dalle associazioni ambientaliste che proseguirà sino a domenica. Nei giorni scorsi i senatori veneziani del Pd Felice Casson e Laura Puppato hanno presentato una interrogazione ai ministri delle Infrastrutture e dell’Ambiente. Chiedono siano avviate al più presto iniziative per attuare quanto previsto dal decreto Clini-Passera del 2 marzo 2012. E di mettere in atto le alternative sugli accessi delle grandi navi. «Dovranno essere procedure trasparenti», scrivono, «prese dopo un confronto tra soluzioni progettuali differenti e i soggetti interessati, e nel rispetto delle normative ambientali previste dalla legge. I due senatori definiscono «improprio l’attivismo dimostrato dal Magistrato alle Acque nel sostenere il progetto dell’Autorità portuale», cioè lo scavo di un nuovo canale, il Contorta Sant’Angelo, in mezzo alla laguna, lungo 5 chilometri, largo 100 metri e profondo 12, che avrebbe conseguenze gravissime per l’equilibrio idrodinamico e la morfologìa della laguna. Intanto ieri il Comitato No Grandi Navi ai Giardini della Biennale ha aperto un punto informativo ed un ’installazione “artistica” del Comitato, distribuendo il programma della Mobilitazione del 7-8-9 giugno , volantini, bandiere e barchette di carta. Volantinaggi sono stati compiuti anche in via Garibaldi e Riva Sette Martiri. I Comitati lamentano che nonostante l’accordo per l’uso di carburante “verde” nel passaggio in Bacino, le grandi navi continuano a emettere grandi fumi, come la «Celebration» due giorni fa.

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Sel chiama il ministro in vista della manifestazione.

Casson e Puppato contro l’ipotesi Contorta 

«Garantire la libertà di manifestare ai comitati contro le grandi navi». Alla vigilia della tre giorni di iniziative «Par tera e par mar» è il deputato veneziano di Sinistra Ecologìa e Libertà Giulio Marcon a mettere sull’avviso il ministro dell’Interno. Ricorda che nel settembre dell’anno scorso i tanti cittadini che manifestavano hanno subìto una «sovradimensionata reazione da parte delle forze dell’ordine, con l’uso di un elicottero a bassa quota che ha messo a rischio l’incolumità dei partecipanti». Si cerca di mantenere un clima sereno ed evitare incidenti e contrapposizioni. Intanto i senatori veneziani del Pd Felice Casson e Laura Puppato hanno presentato una interrogazione ai ministri delle Infrastrutture e dell’Ambiente. Chiedono siano avviate al più presto iniazitive per attuare quanto previsto dal decreto Clini-Passera del 2 marzo 2012. E di mettere in atto le alternative sugli accessi delle grandi navi.

«Dovranno essere procedure trasparenti», scrivono, «prese dopo un confronto tra soluzioni progettuali differenti e i soggetti interessati, e nel rispetto delle normative ambientali previste dalla legge. I due senatori definiscono «improprio l’attivismo dimostrato dal Magistrato alle Acque nel sostenere il progetto dell’Autorità portuale», cioè lo scavo di un nuovo canale, il Contorta Sant’Angelo, in mezzo alla laguna, lungo 5 chilometri, largo 100 metri e profondo 12, che avrebbe conseguenze gravissime per l’equilibrio idrodinamico e la morfologìa della laguna. Un’azione del genere, sostengono Casson e Puppato, lungi dal risolvere il problema, avrebbe «conseguenze anche erariali di notevole rilievo». meglio puntare sul terminal fuori dalla laguna, concludono i due senatori, utilizzando a questo scopo i 100 milioni di euro già stanziati dal Cipe per la piattaforma off shore dei petroli.

Una polemica che non si placa. E il Comitato Cruise Venice rilanciala proposta del Contorta. «Fino al 1977 per San marco passavano anche le navi commerciali, 12 mila in tutto, adesso sono solo 1300, di pescaggio minore. È solo una questione estetica? Pensate che le navi imbarcano 30 mila tonnellate d’acqua. Senza le navi la San benedetto di Scorzè avrebbe qualche problema. Quanto al porto a Punta Sabbioni, la società che sostiene le crociere, presieduta da Massimo Bernardo, lo stronca «Andrebbe a intasare la via Fausta». Domani intanto aperturta della tre giorni internazionale a Sacca Fisola.

(a.v.)

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«Garantire la libertà di espressione»

Dal Senato Casson e Puppato chiedono l’attuazione del Clini-Passera

Il Comune si prepara ad analizzare le alternative alla Marittima

C’è tensione tra le autorità in vista della manifestazione contro le grandi navi prevista per venerdì, sabato e domenica. In particolare, ciò che desta più preoccupazione è il corteo che da piazzale Roma arriverà al porto la domenica. Se l’autorità di pubblica sicurezza dovesse vietarne il passaggio o il corteo impedisse il passaggio dei mezzi diretti al porto potrebbero esserci scontri. Preoccupa anche la presenza di molti gruppi non locali, a cominciare dai No Tav tra i quali la polizia teme si possa infiltrare qualche testa calda. Prevedendo qualche limitazione, il deputato di Sel Giulio Marcon chiede al Ministro dell’interno se intenda “garantire un normale svolgimento delle manifestazioni previste”, ricordando gli imponenti scontri di fronte alla stazione del 2011 alla vigilia della festa del Carroccio.
«È doveroso – dice Marcon – garantire la libertà di manifestare in tutta sicurezza.
I senatori del Pd, Felice Casson e Laura Puppato, chiedono invece un pronunciamento sulla portualità veneziana ai ministri delle Infrastrutture e dell’Ambiente, ad oltre un anno dall’entrata in vigore del decreto Clini – Passera, mai attuato nella sostanza.
Ricordando gli incidenti del Giglio e di Genova, le dimensioni attuali delle navi da crociera e i progetti in discussione per la laguna, Casson e Puppato chiedono se i ministri siano a conoscenza della situazione e “quali iniziative intendano assumere per attuare quanto previsto dal decreto rotte sicure” e infine “di garantire procedure trasparenti” sulla scelta delle alternativa ai passaggi in laguna.
Il tema è di quelli che infiammano l’opinione pubblica e i portavoce dei principali social network veneziani danno la sveglia al Comune, criticando tutte le alternative alla Marittima finora proposte e chiedendo di costruire un porto in mare aperto:

«La politica è in spaventoso ritardo nella discussione sulla crocieristica, mentre Porto e Vtp giocano d’anticipo sventolando bandiere demagogicamente ambientaliste e mentre il Magistrato alle Acque non sembra difendere strenuamente come dovrebbe l’equilibrio della laguna».

Il Comune, intanto, si attrezza a discutere sulle alternative. Il presidente della Commissione Trasporti ha chiesto la convocazione congiunta delle commissioni trasporti, urbanistica ed ambiente per affrontare il tema. Il presidente del Consiglio suggerisce di convocarle ogni venerdì, a partire da questa settimana sentendo autorità e categorie interessate, ma anche i movimenti.
Infine, il comitato Cruise Venice, che appoggia la presenza delle grandi navi, critica il progetto di terminal a Punta Sabbioni presentato da Cesare De Piccoli, bollandolo come mero esercizio progettuale. «Si trasferirebbe – attacca il presidente Massimo Bernardo – su via Fausta, già sovraccarica un enorme traffico di passeggeri e forniture e le lobby dei taxi e dei lancioni che già hanno il dollaro sulle pupille produrrebbero altro moto ondoso per portare a destinazione i passeggeri. L’unica alternativa – ribatte – è la Marittima».
Infine, Bernardo dà qualche numero, ricordando come il traffico marittimo in bacino sia oggi enormemente inferiore rispetto a quello degli anni Sessanta e Settanta: «Allora transitavano 12mila navi con pescaggi fino a 9 metri e 60 e cariche di prodotti anche pericolosi. Oggi le navi pescano meno, trasportano passeggeri e transitano solo 1.300 volte l’anno. Pensiamo solo a cosa succederebbe all’indotto locale – conclude – se il traffico passeggeri fosse perso».

Michele Fullin

 

 

Tre giorni di protesta di comitati e associazioni.

Turetta: «Subito i progetti alternativi al Comitatone»

Tre giorni di mobilitazione nazionale contro le grandi navi. Sono un centinaio i comitati e le associazioni che hanno dato la loro adesione a «Par tera e par mar», weekend per «liberare la laguna dalle grandi navi e le grandi opere». Occasione per riaccendere i riflettori su quella che il Comitato veneziano «No Grandi navi-Laguna bene comune definisce «una vera emergenza per la salvaguardia della città, della laguna e della salute dei veneziani». Occasione anche per mettere sul piatto i progetti alternativi alla Marittima, in questi giorni illustrati in convegni e riunioni pubbliche. Dopo le sollecitazioni dei consiglieri comunali del Gruppo Misto (Renzo Scarpa, Nicola Funari e Valerio Latsurcci), dei Grillini (Gianluigi Placella) e In Comune (Beppe Caccia) il presidente del Consiglio comunale Roberto Turetta ha invitato le commissioni consiliari ad affrontare il tema. «Per poter presentare le alternative al prossimo comitatone», scrive. I comitati sollecitano una decisione, a un anno e mezzo dalla tragedia della Costa Concordia, naufragata al Giglio e dall’ordinanza Clini Passera che vieta il passaggio delle grandi navi superiori alle 40 mila tonnellate nelle «aree sensibili». Per Venezia però l’ordinanza è stata sospesa, inattesa delle alternative. Sollecitate dal Comitato.

«Il sindaco deve mettere sul piatto le proposte», dice il portavoce Silvio Testa, «compresa l’opzione zero, cioè il divieto di ingresso in laguna alle navi troppo grandi. E’ un problema complesso, ma non tutti i valori devono essere subordinati a calcoli economici che oltretutto si dimostrano miopi, se non erronei. La salute e l’ambiente non hanno prezzo».

La tre giorni, che avrà il «campo base» agli impianti sportivi di Sacca Fisola, con musica ogni sera dopo le 21, si apre venerdì alle 18 con la presentazione del libro «Il gondoliere cinese», di Lucio Angelini. Sabato alle 11 incontro dei comitati e dibattito sul «sistema politico affaristico del Veneto». Nel pomeriggio assemblea internazionale su «grandi navi e grandi affari». Domenica mattina alle 10 il corteo verso il porto al grido di «Don’t take that ship», non prendete quella nave. Alle 16 infine concentramento a San Basilio con corteo di barche in canale della Giudecca. «Via le navi dalla laguna, riprendiamoci le nostre acque», lo slogan.

Alberto Vitucci

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NO GRANDI NAVI – Il comitato presenta la tre giorni di protesta con adesioni sempre più massicce

Anche da Francia e Germania contro i giganti del mare

Adesioni da tutta Italia e perfino da Nantes, Stoccarda Francoforte alla tre giorni di mobilitazione organizzata a Venezia dal Comitato no grandi navi. «Par tera e par mar», in programma dal 7 al 9 giugno, prevede tra venerdì e sabato concerti, spettacoli teatrali, dibattiti, incontri, stand informativi e la possibilità di campeggiare in un’area attrezzata dei campi sportivi di Sacca Fisola. E domenica, a partire dalle 10, una manifestazione da piazzale Roma al Porto, alle 16 un corteo acqueo lungo il Canale della Giudecca con partenza da San Basilio, e dj set e musica live alle 20 e alle 21.

«Vogliamo protestare in nome del bene comune non solo contro le grandi navi da crociera che inquinano e minacciano la sicurezza della città, ma contro il sistema politico-affaristico e le speculazioni alla base di tutte le grandi opere che distruggono l’ambiente e la salute in Italia e in Europa – hanno detto ieri gli organizzatori, durante la presentazione del raduno a Cà Loredan – In quest’ottica, non c’è alcuna differenza tra la nostra battaglia e quella dei comitati No Tav, No dal Molin, No Muos, No Tem e Acqua bene comune. Presenti anche loro in città, come il Comité contre l’Aéroport de Notre Dame Des Landes di Nantes e delegazioni di ambientalisti tedeschi».

Clou della tre giorni, che ad oggi conta centinaia di conferme collettive e individuali (tra cui quelle di padre Alex Zanotelli, dello scrittore Alberto Toso Fei e dell’eurodeputato Andrea Zanoni) e una sessantina di prenotazioni per la tendopoli, la doppia manifestazione del 9 giugno. Per la quale il portavoce Silvio Testa, Tommaso Cacciari e Cristiano Gasparetto hanno chiesto alle istituzioni, all’Autorità portuale, alla Capitaneria di porto e alle compagnie di navigazione il blocco della circolazione delle grandi navi lungo il Canale della Giudecca e Bacino San Marco, «in sintonia con la prima vera domenica ecologica di Venezia» (info e aggiornamenti: www.nograndinavi.it e www.globalproject.info).

 

 

«Il progetto De Piccoli sia subito esaminato dalle commissioni consiliari. Per portare al Comitatone soluzioni concrete sull’alternativa alle grandi navi in laguna».

Il consigliere comunale della lista «In Comune» Beppe Caccia ha scritto ieri un’interrogazione urgente al sindaco Giorgio Orsoni. Chiede che il Comune cominci l’iter per l’esame dei progetti alternativi alla Marittima, per essere pronti quando verrà convocato il Comitatone dal nuovo governo

«La proposta illustrata in municipio da Cesare De Piccoli», scrive Caccia, «si presenta come una credibile e relizzabile alternativa all’attuale situazione di permanente impatto a rischio per la salute e l’incolumità pubblica e il patrimonio naturalistico e monumentale di Venezia».

Per questo motivo, scrive il consigliere, è necessario e urgente mettere sul piatto le alternative possibili, a cominciare da quella di De Piccoli. La proposta prevede di localizzare la nuova Marittima per le grandi navi a Punta Sabbioni, davanti alle barriere del Mose e all’isola artificiale. In questo modo le navi resterebbero lontane dalla città. Le altre proposte sono quella lanciata dal sindaco Orsoni qualche mese fa – una nuova stazione passeggeri a Marghera – e quella già in fase di progettazione di massima da parte dell’Autorità portuale che prevede di scavare un nuovo grande canale di navigazione all’interno della laguna centrale, il Contorta-Sant’Angelo. Infine, il terminal a Santa Maria del Mare, dove ci sono le piattaforme per la costruzione dei cassoni del Mose. Il progetto De Piccoli era nato all’epoca delle alternative al Mose. Togliendo la portualità dall’interno della laguna, sosteneva l’ex vicesindaco, si potevano rialzare i fondali, fermando l’acqua alta senza bisogno di costruire le dighe. Proposta allora nemmeno considerata, e adesso di nuovo in pista.

(a.v.)

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Il progetto sul nuovo porto crociere alla bocca di porto del Lido piace agli ambientalisti di “In Comune”, ma non ad Italia Nostra. Il gruppo consiliare che fa riferimento a Gianfranco Bettin, ieri in una nota sottoscritta dal consigliere comunale, Beppe Caccia sottolinea la bontà della proposta invitando il sindaco Giorgio Orsoni a convocare quanto prima una seduta congiunta delle commissioni consiliari competenti, alla presenza dello stesso primo cittadino, in modo da poter discutere il progetto e poterlo mettere all’ordine del giorno della prossima convocazione del Comitatone.

«Tale proposta, a quanto è dato finora di sapere, si presenta come una credibile e realizzabile alternativa all’attuale situazione di permanente impatto e rischio per la salute e l’incolumità pubblica e il patrimonio naturalistico e ambientale, storico e monumentale, architettonico e artistico della città, provocata dal traffico delle grandi navi all’interno della laguna. La localizzazione del terminal all’esterno del bacino lagunare ridurrebbe notevolmente tali rischi e impatti, salvaguardando al tempo stesso le attività economiche e i livelli occupazionali del settore portuale e logistico interessato. La stessa proposta appare realizzabile entro un ragionevole tempo massimo di tre anni».

Ma questo stesso progetto non convince la sezione veneziana di Italia Nostra.

«Con lo slogan “fuori dalla laguna” anziché “via da Venezia” si cerca – chiarisce il vicepresidente Paolo Lanapoppi – forse, strategicamente, di non inimicarsi quei cittadini che ritengono che le navi producano un beneficio economico. Ma così pian piano l’idea delle navi s’insinua e si legittima, e il dibattito non è più se esse debbano venire a Venezia, bensì come si possano limitare i danni. La mia convinzione è che occorra invece tenere alta la bandiera di una Venezia città vivibile e vissuta, aperta al turismo ma con limiti forti e tali da non soffocarvi la qualità della vita. Con tutto ciò le grandi navi non hanno nulla a che vedere. Esse sono la concretizzazione dell’idea di Venezia come parco turistico da visitare (per i turisti) o da sfruttare (per gli operatori commerciali)».

 

FUORI SUBITO DALLA LAGUNA LE GRANDI NAVI

SONO DEL TUTTO INCOMPATIBILI CON LA  CITTA’ E CON IL TERRITORIO

     E’passato più di un anno dalla presentazione a tutte le istituzioni ed enti locali della petizioni popolare sottoscritta da 12.600 persone intitolata “Fuori dalla laguna le navi incompatibili”

E’ passato più di un anno dalla tragedia del Giglio, che ha indotto gli allora ministri Clini e Passera a emanare un decreto che, per Venezia, vieta il passaggio delle navi di stazza lorda superiore alle 40 mila tonnellate in Canale della Giudecca e in Bacino di San Marco, ma da allora non si è mossa foglia in attesa di non specificate alternative.

E’ passato più di un anno da quando il Consiglio Comunale ha adottato nel Piano di Assetto del Territorio un emendamento proposto dal Comitato che dispone l’estromissione dalla laguna delle navi che studi autorevoli e indipendenti dichiareranno incompatibili col recupero morfologico della laguna stessa ma da allora non si è mossa foglia e nessuno degli studi citati è stato non diciamo concluso ma neppure avviato.

Insomma, tutte le amministrazioni, nessuna esclusa, sono inadempienti.

Governo, Magistrato alle Acque, Capitaneria di Porto, Comune, ciascuno per le proprie competenze poteva prendere provvedimenti a tutela della sicurezza della città, della salute dei cittadini, del recupero ambientale della laguna, ma non è stato fatto nulla e oggi la disgrazia di Genova dimostra che tutte le preoccupazioni che hanno portato tanti cittadini veneziani a manifestare contro le grandi navi sono purtroppo fondate, reali, presenti ogni giorno.

La sicurezza assoluta è un mito, nelle attività umane l’incidente è sempre dietro l’angolo, e solo un cieco, solo un sordo che non vuol sentire può ostinarsi ad affermare che il passaggio delle grandi navi in Bacino di San Marco e in Laguna avviene con la totale assenza di rischi.

E’ passato più di un anno e non vogliamo più accettare, subire  e giustificare la passiva accettazione del rischio, dell’inquinamento, della devastazione ambientale della laguna alla quale si sono conformate tutte le autorità, nazionali e locali!

ORA BASTA! Hanno avuto più di un anno per prendere provvedimenti che non sono arrivati e dunque è giunto il momento di rovesciare la loro logica: le navi incompatibili stiano fuori da subito e poi si cerchino le fantomatiche alternative.

ORA BASTA!  il Governo deve intervenire subito e disporre il bando immediato dalla laguna delle grandi navi incompatibili.

 

Invitiamo tutti a partecipare il 7 – 8 e 9 giugno alle giornate di lotta e mobilitazione internazionale contro le grandi navi e le grandi opere;

  • che vengono imposte da poteri estranei alle città ed ai territori;
  • che mettono in pericolo e devastano l’ambiente e la salute dei cittadini,
  • che rispondendo solo alle logiche di speculazione e di profitto per i pochi che le costruiscono o le gestiscono.

 Il momento è arrivato per una grande mobilitazione dei cittadini,

contro le grandi opere e per un modello di sviluppo diverso e partecipato,

per una nuova stagione di democrazia a difesa dei beni comuni.

 Il 7 – 8 e 9 giugno tutti a Venezia contro le grandi opere e contro le grandi navi !!!!

 

FACEBOOK: COMITATONOGRANDINAVI

7- 8 – 9 GIUGNO 2013  a VENEZIA

TRE GIORNATE DI MOBILITAZIONE PER DIRE:

NO alle GRANDI NAVI

NO alle GRANDI OPERE

VENERDI’ 7 GIUGNO e SABATO 8 GIUGNO

presso i campi sportivi di SACCA FISOLA

(Da Piazzale Roma e dalla Stazione Santa Lucia: battello linea 4.1 o linea 2 direzione San Marco, fermata “Sacca Fisola”)

possibilità di campeggiare in area attrezzata, vasta area al coperto che ospiterà stand informativi dei comitati in lotta –   dibattiti, incontri, presentazioni , concerti, spettacoli teatrali

Il campo-base, le iniziative e gli incontri si concentreranno in un impianto polisportivo di Sacca Fisola datoci in concessione per l’evento,  secondo uno spirito informale e famigliare. Lo spazio sarà strutturato in una zona camping (docce e bagni), una zona ristoro (mensa della polisportiva a prezzi modici e “rinfreschi” gratuiti), una zona espositiva dove ogni comitato potrà allestire un proprio punto informativo, una zona relax dove si esibiranno gruppi musicali, teatrali e giocolieri per tutta la giornata. Infine, diverse postazioni verranno allestite per accogliere dibattiti/presentazioni di libri e comitati. Dopo le attività previste, le giornate del 7-8 Giugno si concluderanno con un’assemblea plenaria di convergenza dove, oltre ad esporre i motivi che ci hanno fatto incontrare, verrà lanciata la giornata di lotta del 9 Giugno

 

Venerdì 7 giugno:

(mattina montaggio primi stand, accoglienza)

Alle ore 18.00 presentazione del libro “Il gondoliere cinese”, di Lucio Angelini 

Alle ore 19.00: aperitivo musicale con SOUL RIOT (HipHop) DJ Set;

ALLE ORE  21.00: BIG MIKE (HipHop) + ALMOST INSIDE (r’n’r) LIVE

 

Sabato 8 giugno: 

alle ore 10 presentazione  studio “ Costi e benefici del crocierismo a Venezia” di Luigi Tattara

alle ore 11 incontro dei movimenti, comitati e associazioni del Veneto e del Nordest: “Fermare le grandi opere: un sistema politico-affaristico che distrugge ambiente e salute, producendo solo debito pubblico e corruzione”

dalle ore 15: Art(h)emigra Satellite presenta: I.C.P. – Il Corpo Pesante in “Il Cane che Guarda”, studio scenico liberamente ispirato a un racconto di Davide Enia + Laboratorio Creativo per grandi e piccini (dai 5 anni in su) condotto da Carla Marazzato e Francesco Grigoletto

dalle ore 17 assemblea internazionale aperta: “Grandi navi, grandi opere, grandi affari: le nostre lotte per i beni comuni”

alle ore  20.30: Adriano IURISSEVICH (Indie-pop) + Ilaria GRAZIANO e Francesco FORNI (folk);

 

Domenica 9 giugno:

Una grande giornata di mobilitazione che avrà come primo obbiettivo quello di assediare il Porto di Venezia, cuore rappresentativo del potere speculativo e affaristico veneziano.

Sarà un’altra occasione per ribadire un concetto semplicissimo: FUORI LE NAVI DALLA LAGUNA

Assediamoli al grido di un antico slogan veneziano: “Par Tera e Par Mar”.

alle ore 10 Piazzale Roma: Corteo  Non prendere quella nave! Don’t take that ship! Corteo verso il Porto di Venezia
alle ore 16 tutti in barca  nel canale della Giudecca.: Via le navi dalla Laguna
(riprendiamoci le nostre acque) – Appuntamento per tutti, a piedi ed in barca a SAN BASILIO

alle ore  20.00 a Sacca Fisola : ADRENALINK CREW (rocksteady) DJ SET;

alle ore  21.00 : THE ATOM TANKS (ska) + ENSEMBLE DE LA.B.C.(“laguna bene comune” – afrobeat) – Ilenya de Vito, Moulaye Niang, Alvise Seggi, Stefano Ottogalli, Mafal Diaw + Guests … LIVE

Nell’ordine, hanno finora aderito alla Manifestazione del 7-8-9 Giugno:

Promuove: Comitato NOGrandiNavi -Laguna Bene Comune.

Aderiscono:

COMITATI TERRITORIALI:

Presidio permanente No dal Molin (VI), Comitato Acqua Bene Comune Venezia, Comitato Lasciateci Respirare Este e Monselice, Assemblea Permanente contro il rischio chimico Marghera, Comitato Opzione Zero Riviera del Brenta, Rete Commons – Rete dei Comitati per i Beni Comuni di Napoli e Provincia, Comitato NO TEM (Milano), Comitato Mamme NO TAV di Marco (Rovereto), Comitato Nessun Dorma (Civitavecchia), Comitato Acqua Bene Comune Belluno, Comitato 2 SI Acqua Bene Comune Padova, Presidio permanente NO MUOS (Niscemi, Sicilia), Comitato NO TAV Portogruaro, Comitato Acqua bene comune Polesine, Coordinamento delle Associazioni Ambientaliste del Lido (VE), Rete Comitati Alto Vicentino, Rete Polesana Comitati per la Difesa Salute e Ambiente, Comitato Lasciateci Respirare Padova, Comitato 3e32 (L’Aquila), Comitati Radicati al Territorio (Abruzzo),  Comité Contre l’Aéroport de Notre Dame Des Landes (Nantes-Francia), Assemblea Permanente No Inceneritori (Parma), Altrove – Rete di comitati e di associazioni per un Altro Veneto

ASSOCIAZIONI, ORGANIZZAZIONI E MOVIMENTI:

Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua, Associazione A Sud, Associazione Ya Basta, Casa dei Beni Comuni (Treviso), Coordinamento Nord Sud del mondo Milano, Pax Christi (Venezia-Mestre), Forum Ambientalista, WWF Venezia e Miranese, WWF Veneto, Teatro Pinellli (Messina), Legambiente Venezia, Centri Sociali Marche, Ambasciata dei diritti Marche, Archeotower Occupata (Taranto), Sea Shepherd Conservation Society, S.a.L.E. Docks (VE), Laboratorio Occupato Morion (VE), CSO Rivolta, CSO Pedro (PD), CSO Bruno (Tn)ADL (Associazione Difesa Lavoratori), CSA Arcadia, CS Bocciodromo (VI), ZTL (TV), Casa delle Culture (Trieste), Associazione AmbienteVenezia, ZAM (Milano), Teatro Valle Occupato (Roma), Urbancode, Associazione ComicOut, Teatro dei Cittadini (Catania), MACAO (Milano), Teatro Coppola (Palermo), Ex Asilo Filangeri – La balena (Napoli), Teatro Garibaldi aperto (Palermo), Nuovo Cinema Palazzo (Roma), Cobas Scuola Venezia, Artlab Occupato (Parma), Casa Cantoniera  Autogestita (Parma), Associazione Ecoredia (Gruppi d’Acquisto Solidali di Ivrea e Canavese), Beati i Costruttori di Pace (Padova), Radio Cooperativa (Padova), Medicina Democratica Nazionale, Medicina Democratica -Venezia, Associazione Gabriele Bortolozzo (Ve-Mestre), Comitato per l’ Autonomia Amministrativa di Venezia e Mestre, Arci Veneto, Si Rinnovabili No Nucleare, Venessia.com, Coordinamento Studenti Medi Venezia-Mestre

 

SINGOLI, ARTISTI, GRUPPI MUSICALI E TEATRALI:

Alex Zanotelli, Sandrone Dazieri (scrittore), Zerocalcare (fumettista), Claudio Calia (fumettista), Lello Voce (poeta e scrittore), Roan Johnson (regista), Carlo Virzì (Regista), Fausto Paravidino (drammaturgo, attore e regista), Gianni Stoppelli (attore teatrale), Luca Bassanese ( ), Andrea Segre (regista), Laura Scarpa (fumettista), Nanni Balestrini (poeta, scrittore, artista), Lucio Angelini (scrittore), Cristiano Prakash Dorigo (scrittore), Bert Theis (artista), Francesca D’Este (attrice), Ferruccio Pinotti (giornalista e scrittore), Antonio Mazzeo (giornalista e scrittore), Irene Petris (attrice), Regne Freise (scenografa e pittrice), Milena Cuccurullo (ricercatrice), Ferdinando Mazzitelli (artista), Chiara Bortoli (danzatrice), Roberta Da Soller (attrice), Ilaria Graziano (Collettivo Angelo Mai), Flavio Cogo (storico), Francesco Forni (Collettivo Angelo Mai), Vasco Brondi (Le luci della centrale elettrica), Adriano Argenteri (attore), Beppe Casales (attore), Barbara Giambartolomei (scrittrice), Ulisse Fiolo (musico), Coro F.M. Saraceni degli universitari di Roma, Cesare Basile (cantautore), Anna Amavo (musicista), Michele Bubacco (pittore), Giovanni Dell’Olivo (cantautore), Rossella Biscotti (artista), Rossella Biscotti (artista), Corrado Zunino (Giornalista “La Repubblica”), Gianni Hochkofler (geografo),Diego Ribon (attore sceneggiatore), Mirko Artuso (attore e regista), Fiorenza, Andrea, Elisa, Giovanni, Johanna e Tihana per “AtelierSi-Bologna”, Alessandro Aronadio (regista e sceneggiatore), Nicoletta Grasso (artista), Aldo Aliprandi (artista), Marianna Andrigo (performer), Loredana Cannata (attrice), Graziano Graziani (giornalista), Carlo Natoli (musicista), Alberto Toso Fei (scrittore), Assalti Frontali, ZaLab, TARM – Tre Allegri Ragazzi Morti, Herman Medrano & the GroovyMonkeys, Bestie Rare, Modena City Ramblers, Rio Terà, Piccola Bottega Baltazar,Lo Stato Sociale, Class Action JAZZ 5ET, The gang band, The spineless man, Brunori Sas, The Atom Tanks, GIUFA’, Soul Riot, Espana Circo Este, MOTUS | Enrico Casagrande, Daniela Nicolò, Silvia Calderoni, Arthemigra Satellite, Anagoor| Simone Derai, Marco Menegoni, Kitchen Teatro Indipendente – Vicenza, Adrenalink Crew, Welcome to Marghera, BIG MIKE, PLATFORM Sottobosco, H2O Non Potabile – Compagnia teatrale, Electronic girls, BomChilom Sound, Grimoon, NERODISEPPIA, negozio di produzioni indipendenti di arte, design, artigianato e musica, Blare Out, Teatro Sotterraneo, Andrea Zanoni (Eurodeputato), Oscar Mancini (Presidente regionale Si Rinnovabili No Nucleare), L’Aprisogni (Compagnia di Teatro di Burattini e Figura – TV), Pepino Sasofone e Fedele Ukulele – buskers (Ferrara), Cesare Colonnese (Attore)

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