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Il pm Gava pronto a chiedere il rinvio a giudizio per la manifestazione in Bacino contro le grandi navi

Sono 47 gli ambientalisti per i quali il pubblico ministero Giorgio Gava è intenzionato a chiedere il rinvio a giudizio dopo aver depositato gli atti. Al centro della richiesta la manifestazione in acqua e in terra degli aderenti al Comitato No grandi navi del 16 settembre scorso in bacino San Marco e nel canale della Giudecca. Tra di loro ci sono giovani dei Centro sociali come Tommaso Cacciari e il fratello minore Rocco e Michele Valentini, ma anche il portavoce del Comitato Silvio Testa, l’ex assessore provinciale all’ambiente Luciano Mazzolin e l’ex assessore regionale all’ambiente Michele Boato. I reati contestati sono quelli di aver partecipato ad una manifestazione non autorizzata e di non aver ottemperato ad un provvedimento dell’autorità, entrambi aggravati dal concorso con altre decine di persone.

A segnalare alla Procura i 47 nomi gli uomini della Digos, che dopo aver visionato foto e riprese video hanno identificato coloro che, a bordo si sarebbero avvicinati alla rotta di navigazione della navi che quella domenica pomeriggio stavano uscendo dal porto e dalla laguna per prendere il largo, attraversando il bacino San Marco. Nessuno di coloro che manifestava con striscioni, slogan e trombette da terra è stato segnalato all’autorità giudiziaria, solo coloro che, secondo le accuse, non avrebbero ottemperato al divieto di ostacolare la navigazione dei giganti del mare, contro il passaggio dei quali in bacino San Marco si battono molti veneziani. Non è la prima manifestazione del Comitato che finisce con code giudiziarie: il 14 aprile scorso era stato organizzato un corteo in Canal Grande e vi avevano partecipato 57 barche anche se il questore l’aveva vietato. Ad organizzarlo sempre il Comitato No grandi navi. In quell’occasione in Procura era arrivata una relazione con un dozzina di nomi di partecipanti. (g.c.)

Giorgio Cecchetti

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“Nessun incidente il pericolo veniva dall’elicottero”

«Non c’è stato alcun incidente, la manifestazione si è svolta in forma pacifica, come ammesso dal prefetto. Semmai a creare problemi è stato quell’elicottero che volava pericolosamente a bassa quota, insieme alle manovre delle barche della polizia e delle moto d’acqua che bagnavano i manifestanti».

Così all’indomani della manifestazione del 16 settembre il Comitato «No Grandi navi» commentava la notizia delle denunce della Digos ai partecipanti. A loro discolpa i manifestanti avevano prodotto un dossier di video e foto che documentavano come nessuno avesse tentato di bloccare il passaggio della nave.

«Nessuno si sarebbe suicidato», ribadisce Luciano Mazzolin, «era una giornata di festa».

Decine le barche, centinaia i manifestanti sulle rive. Adesso dopo soli tre mesi la Procura vuole il processo.(a.v.)

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Nuova Venezia – “Grandi navi fuori dalla laguna”

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27

dic

2012

Il Comitato commenta con soddisfazione l’esito dalla votazione sul nuovo Pat

«Le navi incompatibili devono uscire dalla laguna. L’approvazione del Pat, che ha accolto in pieno il nostro emendamento sull’articolo 35, è un primo passo importante in questa direzione».

Il Comitato «No Grandi navi» saluta con soddisfazione l’approvazione da parte del Consiglio comunale del Piano di Assetto del Territorio. Che indica scelte precise sui grandi progetti: bocciano la sublagunare e il grande Quadrante di tessera, indicando la necessità di alternative immediate per le grandi navi.

«Finalmente il pallino torna in mano al Comune», dice il portavoce Silvio Testa, «unico organismo eletto democraticamente dai cittadini. Sono state bocciate le proposte del Porto e del suo presidente Paolo Costa per trasformare la città in una grande Rotterdam. Respinte anche le posizioni anacronistiche del presidente di Vtp Sandro Trevisanato».

Adesso occorre dar corso a quanto votato, dice il Comitato, realizzando al più presto gli studi super partes che dovranno indicare la quantità di inquinamento e di danno ambientale prodotto dalle navi in transito in laguna e davanti a San Marco.

«L’articolo 35 bis», dice il presidente di Ambiente Venezia Luciano Mazzolin, «prevede adesso che le navi troppo grandi siano estromesse dalla laguna, e una soglia di sostenibilità turistica massima, che dovrà tenere conto anche dei passeggeri delle navi da crociera».

La svolta, secondo i comitati, è che adesso la pianificazione delle aree portuali – che si basa sul vecchio Piano regolatore del 1908 e fino ad oggi è stata gestita dall’Autorità portuale – «dovrà essere gestita insieme al Comune»(a.v.)

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Nuova Venezia – Codello, il Ministero ha deciso la proroga

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27

dic

2012

A Palazzo Ducale il decreto di nomina non è ancora arrivata. Ma a Roma la decisione è stata presa. La soprintendente Renata Codello è stata confermata per altri tre anni dal ministro Lorenzo Ornaghi al vertice della Soprintendenza veneziana ai Beni Archiettonici e Paesaggistici di Venezia. Una notizia attesa, che dovrà essere formalizzata adesso dal direttore regionale Ugo Soragni. Si stabilizza in questo modo almeno fino al 2014 l’assetto delle soprintendenze veneziane. Soragni rimarrà anch’egli al suo posto fino alla pensione, che dovrebbe scattare tra un anno e mezzo. Codello è al suo terzo mandato a Palazzo Ducale. Architetto di zona da molti anni, era stata nominata dal ministro del governo Prodi Francesco Rutelli con il parere favorevole dell’allora sindaco Massimo Cacciari nel 2006. Nell’agosto 2008 la conferma del ministro del governo Belusconi Sandro Bondi, poi confermata dopo aver vinto il concorso nazionale per soprintendente nel 2009. Adesso infine il terzo mandato, firmato dal ministro del governo tecnico di Mario Monti. Esperta in restauri, originaria di Pieve di Soligo, l’architetto Codello è stata direttore dei lavori per la trasformazione dell’ex convento degli Incurabili, e adesso delle Gallerie dell’Accademia. Apprezzata dagli enti locali e da molti esperti per il suo rigore, ha incontrato qualche contestazione ad opera dei comitati ambientalisti per i pareri su alcune grandi opere e per la non opposizione alle grandi navi. «La città non può essere ingessata», è la sua parola d’ordine. Adesso governerà Palazzo Ducale fino al 2015.(a.v.)

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Nuova Venezia – “Grandi navi, piano innovativo”

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24

dic

2012

L’articolo 35 bis del Pat le definisce “incompatibili”, soddisfazione del Pd

Un articolo, il 35 bis, votato a stragrande maggioranza. Che prevede l’allontanamento delle grandi navi dalla laguna perché definite «incompatibili con la città storica e il contesto lagunare». Nuovi studi sugli impatti ambientali e socioeconomici del turismo e delle navi, da affidare a «enti pubblici indipendenti» per stabilire una soglia massima di sostenibilità turistica giornaliera della città.

Sono alcuni dei punti del nuovo Pat, il Piano di Assetto territoriale, approvato l’altra sera dal Consiglio comunale. Un Piano che disegna la città del futuro, ambiti di interventi e nuovi progetti su cui dovranno essere disegnati i Piani Attuativi. Il terzo grande Piano regolatore dopo quello del 1962 e il Piano Benevolo della fine degli anni Novanta. «Un grande lavoro», commenta Carlo Pagan, consigliere del Pd e presidente della commissione sulla Pianificazione strategica, «sono state esaminate 800 osservazioni di cittadini, aziende e associazioni. Alla fine ne è uscito un Piano innovativo, dove per la prima volta si affronta il tema del risparmio del consumo di suolo, si pianifica per zone e non più per lotti, insieme ai cittadini avvalendosi dei privati». Secondo l’assessore Micelli, la delibera sulle osservazioni ha mantenuto intatto lo spirito del Piano, respingendo la gran parte delle richieste di cambi d’uso (accolti solo 5,8 ettari su 1254). Tra le novità previste dal Pat, appunto quella sulle grandi navi che dovranno trovare una soluzione alternativa, la destinazione industriale di Marghera e la produzione «verde», la concentrazione della nuova edificazione in alcune aree.

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Gazzettino – Venezia. Pat, nasce la nuova citta’

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24

dic

2012

URBANISTICA – Il consiglio comunale ha approvato il piano strategico per il territorio metropolitano

Stop alle grandi navi, scatta l’iter per stadio e il Quadrante di Tessera

Il criterio è quello di non “consumare” suolo, ma di valorizzare gli spazi già esistenti. Certo, lo sviluppo della città – Venezia, Mestre, Marghera – è garantita. Lo “sfogo” sarà verso Tessera e il suo Quadrante. Il resto dovrà essere valorizzato ma senza “mangiucchiare” nuovi territori. E se soluzioni ci dovranno essere queste saranno “in verticale”, recuperando gli spazi esistenti all’interno dei perimetri cittadini. É un po’ questa la filosofia del Pat, il Piano di assetto del territorio, approvato l’altro giorno in consiglio comunale con 22 voti favorevoli, sette contrari (Pdl, Lega, Prc, Funari) e due non votanti (Conte del Pd, Lastrucci).
Un “passaggio” storico che punta a delineare la città soprattutto in funzione metropolitana. E in questo senso vanno intesi in particolar modo scelte strategiche come l’area di Tessera (stadio, casinò, zone sportive); il no attuale alla seconda pista dell’aeroporto, ma con ampi margini di manovra sul futuro, anche in relazione agli assi con gli scali di Treviso e Trieste; la scelta per un rilancio della manifattura a Porto Marghera secondo standard da Terzo millennio e infine la “grande partita” della mobilità che farà perno sul tram, sul raccordo con il Sistema ferroviario metropolitano costituendo una grande “C” in relazione all’interscambio tra Venezia-Santa Lucia-Mestre-Aeroporto. Criteri che hanno portato anche al “no” al progetto sulla sublagunare anche se – come riferiamo qui sopra – la “metropolitana” rimane all’ordine del giorno, sempre che vi sia un progetto adeguato e nuovo, e non quello finora conosciuto ormai superato dalle circostanze e dalle innovazioni tecnologiche. Altro punto centrale anche il “no” deciso alla grandi navi nella Laguna di Venezia.
«É un piano – chiarisce l’assessore all’Urbanistica, Ezio Micelli – che ricalibra la città d’acqua e di terra. Mi ritengo molto soddisfatto. Non puntiamo all’espansione territoriale, ma a ricostruire». E sul Pat approvato gongolano Giuseppe Caccia, Camilla Seibezzi e l’assessore Gianfranco Bettin (In Comune). «Tanti elementi positivi – sostengono – e condivisi con la cittadinanza per il governo del territorio bloccando mire speculative e imposizioni dall’alto». Carlo Pagan (Pd) ribadisce invece l’impegno del Partito Democratico: «Abbiamo detto sì ad uno strumento di pianificazione strategica fondamentale – sottolinea – che tiene, tra l’altro, in forte considerazione la questione ambientale e la tutela del territorio». Contesta l’approvazione del Pat, Sebastiano Bonzio (Prc): «La mia idea – taglia corto – era diversa, oltre che nei contenuti, anche nel metodo. É stato dato l’ennesimo schiaffo alla partecipazione democratica dei cittadini e pure, per altri versi, al consiglio comunAale».
P.N.D.

 

Tutte le novità del nuovo Piano di assetto del territorio. Nel Quadrante di Tessera solo la cittadella dello sport

Grandi navi via da San Marco, no al tracciato dell’Alta velocità in gronda lagunare, così come alla sublagunare e alla “cementificazione” del Quadrante di Tessera. Via libera invece al completamento del sistema ferroviario regionale, con il tratto aeroporto-Dese e il tram. Sono le linee guida del nuovo Pat, il Patto di assetto del territorio approvato l’altra sera a larga maggioranza dal Consiglio comunale. Un Piano di grande importanza strategica, che detta le linee di espansione futura del territorio veneziano. «Sono molto soddisfatto», dice l’assessore all’Urbanistica Ezio Micelli, «perché abbiamo ridotto il consumo di territorio e ridotto la nuova edificazione». Le osservazioni presentate dai proprietari avevano richiesto il cambio d’uso da agricolo a edificato di 1.254 ettari. Alla fine ne sono stati concessi 5,8. «Il 4,6 per mille delle richieste», dice Micelli, «questo dimostra che abbiamo tenuto duro rispetto alle esigenze dei privati e confermato una linea di sviluppo che privilegia l’utilizzo delle costruzioni esistenti e la ferrovia». Piano votato dai consiglieri di maggioranza (Pd, Psi, Udc, Italia dei Valori, Lista In Comune). Hanno votato contro Pdl e Lega, e il rapprsentante della federazione della sinistra Sebastiano Bonzio. «Avevamo un’altra idea di Pat», dice, «il Piano è stato migliorato, ma l’errore è quello di vincolare l’area di Tessera, che così resta esposta a speculazioni future». Un rischio che invece è stato sventato secondo Beppe Caccia, autore di emendamenti al testo originario. «Il bilancio è positivo», si legge in una nota firmata dall’assessore all’Ambiente Gianfranco Bettin e dai due consiglieri Caccia e Seibezzi, «il Pat è uno strumento condiviso sul governo del territorio e non calato dall’alto, da altri interessi e poteri forti». Positivo anche il commento del Pd, mentre l’Udc di Ugo Bergamo avrebbe voluto una maggiore accelerazione sul nuovo Piano di San Basilio, con l’arrivo del tram e in cambio la concessione al porto di nuovi edifici per i parcheggi. Ma al termine di una riunione di maggioranza, il sindaco Giorgio Orsoni ha deciso di rinviare a gennaio la discussione su quel progetto.

Grandi navi. Confermata la scelta del Comune di vincolare le scelte dell’Autorità portuale di Paolo Costa alla pianificazione urbanistica della città. Le grandi navi incompatibili dovranno andare fuori da San Marco.

Sublagunare. Con l’ordine del giorno allegato al Pat (votato da tutti i gruppi ad eccezione del Pdl) il Consiglio comunale esprime la sua netta contrarietà al progetto di tunnel sotto la laguna «sotto il profilo ambientale, economico e gestionale». «Non una posizione ideologica», spiega l’assessore, «ma una naturale conseguenza della scelta di completare l’anello ferroviario con il trasporto veloce da tessera a piazzale Roma».

Tessera. Archiviata la grande cementificazione da un milione di metri cubi. A Tessera si potranno realizzare solo stadio e impianti sportivi, solo nell’area a sud ovest della bretella, salvando le aree verdi coltivate.

Marghera. Confermata per Marghera la destinazione industriale, con i progetti della Raffineria verde e attività innovative nelle aree bonificate.

Alberto Vitucci

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Ca’ Farsetti approva il Pat con 22 si’

Protesta dei dipendenti comunali contro i tagli allo stipendio e le valutazioni

Via libera al Pat. Il nuovo Patto di Assetto del territorio è stato approvato ieri sera dal Consiglio comunale. 22 i voti favorevoli – la maggioranza al gran completo – sette contrari (Pdl e Lega, il consigliere della Federazione della sinistra Sebastiano Bonzio e l’ex Idv Nicola Funari), due non votanti (Franco Conte del Pd e Valerio Lastrucci del Gruppo Misto). Passo importante, secondo l’assessore all’Urbanistica Ezio Micelli, per il governo del territorio. Rispetto al Piano originale, presentato quattro anni dalla giunta Cacciari, il nuovo Pat riduce il piano di sviluppo del cosiddetto Quadrante di Tessera («Tessera city») che prevede oggi nuovi insediamenti sportivi a cominciare dallo stadio e dal terminal. Marghera viene destinata a «riuso industriale e portuale», l’indirizzo sul traffico delle grandi navi in laguna è quello di trovare al più presto soluzioni alternative. «Abbiamo ridotto il consumo di suolo», dice l’assessore Micelli, «concentrato le funzioni in aree destinate». I Piani attuativi dovranno ora mettere in pratica le buone intenzioni, riducendo davvero il consumo di suolo, la nuova edificazione e le volumetrie, con un mercato in calo, e molti alloggi vuoti e invenduti. Consiglio che ieri ha visto in mattinata la grande protesta dei lavoratori comunali. In centinaia hanno occupato l’aula di Ca’ Loredan per una infuocata, distribuendo volantini – anche al sindaco e agli assessori – firmati da tutte le sigle sindacali ( Cgil, Cisl, Uil, Diccap, Csa, Rsu). Si accusa il Comune di «non aver tenuto conto del contributo dei lavoratori nella nuova organizzazione» e soprattutto di utilizzare un sistema di valutazione penalizzante. Ultimo attacco al Patto di Stabilità: «Ci opporremo in ogni modo», hanno detto i lavoratori al sindaco, «al tentativo di innescare meccanismi di taglio lineare al salario dei lavoratori». proteste e anche inizitive «leggere». Il consigliere udc (ex leghista) Marzo Zuanich ha donato ai consiglieri quindici maglie granata con il leone. Mobilitato l’ufficio stamp per diffondere la notizia. A Orsoni è toccato il numero 29. «Speriamo servano per incontri di beneficenza e di solidarietà», ha detto il consigliere.(a.v.)

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Nuova Venezia – Grandi navi, Manifestanti indagati

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22

dic

2012

Per la protesta di settembre contro le Grandi navi in Bacino

VENEZIA. Indagati da ieri dalla Procura della Repubblica per manifestazione non autorizzata. È accaduto ai partecipanti alla manifestazione del 16 settembre in Punta della Dogana contro il passaggio delle grandi navi da crociera in Bacino San Marco, come ha reso noto ieri – con un comunicato – il Comitato No Grandi Navi. «La notizia – si legge – è giunta non attraverso una notifica di organi di Polizia Giudiziaria, ma per mezzo della lettera di un difensore d’ufficio nominato dalla Procura delle Repubblica presso il Tribunale di Venezia che informa i destinatari del procedimento penale a loro carico.

Il Comitato prende dunque atto che è stato aperto un procedimento a carico di tanti cittadini che quella domenica hanno dato vita in acqua e sulle rive a una manifestazione gioiosa e assolutamente pacifica e ricorda che gli unici momenti di tensione, se ve ne sono stati, sono stati provocati dai comportamenti repressivi, aggressivi e pericolosi messi in atto dalle Forze dell’ordine, con caroselli di barche e moto d’acqua e l’utilizzo di un elicottero che si è più volte calato fino al pelo dell’acqua per disperdere i manifestanti in spregio alle più elementari norme di sicurezza e alle regole del volo aereo.

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Nuova Venezia – Venezia. Casson rilancia la Legge speciale.

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15

dic

2012

san leonardo

Ma la sua proposta si è arenata, ne discuterà il nuovo Parlamento

Tante città sono speciali, ma di speciale davvero ce n’è una sola. Ieri, nella Sala San Leonardo, il senatore Felice Casson ha fatto il punto sulla situazione della Legge Speciale per Venezia. Una singolarità tale da aver bisogno di una sola autorità sovrana, il sindaco, che faccia a capo delle questioni territoriali senza dover ricorrere ogni volta a più parti, rendendo un’odissea ogni decisione da prendere. Il testo unificato scelto dal Senato è a firma di Felice Casson, consta di 17 articoli e 38 emendamenti ed è frutto di un’integrazione di studi realizzato da più voci, come le Università, i Comuni e Associazioni. Le parole d’ordine sono: semplificazione delle procedure e confluenza di competenze al sindaco. La Legge Speciale prevede quindi che si formi un Consiglio Superiore per Venezia e Laguna (intesa come Mestre, Marghera e tutti i comuni che si affacciano appunto sulla laguna), capitanato dal sindaco e composto da una decina di rappresentanti delle istituzioni pubbliche.

Il sindaco, in veste di rappresentante dei cittadini, potrà decidere, con l’approvazione del consiglio comunale, per quanto riguarda il traffico in Bacino San Marco e Canale della Giudecca, ma anche sulla spinosa questione delle bonifiche a Porto Marghera e sull’Arsenale. Nel testo unificato è anche inserito il tema del Porto Off Shore che riguarda ora il trasporto merci, ma in prospettiva anche le Grandi Navi.

Il senatore ha voluto tornare sulla questione Arsenale, spiegando come si siano persi i tre voti che avrebbero fatto passare l’emendamento: al momento del voto uno della Lega ha detto che doveva andare in bagno e quelli dell’Udc e del Terzo Polo che non avevano capito di cosa si stava parlando. Al momento, con la crisi che ha investito il governo, bisogna aspettare le prossime elezioni per tornare a chiedere attenzione.

Vera Mantengoli

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Gazzettino – Navi con il “filtro” per diminuire i fumi

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14

dic

2012

CROCIERE – Salta l’incontro tra Paolo Costa e il Comitato per il no. Consegnate 12mila firme.

Salta l’incontro in Autorità portuale tra il Comitato No grandi navi e il presidente Paolo Costa. Uno striscione che affermava “non ci sono mediazioni, grandi navi fuori dai…” lo ha infatti irritato al punto di far saltare l’incontro. Oltre alla consegna formale con pacco regalo delle 12mila 500 firme raccolte in città, quella di ieri sarebbe stata l’occasione di discutere di nuovo sull’argomento. L’occasione è stata però quella di tornare sull’argomento inquinamento e danni provocati dal passaggio e dalla permanenza delle navi.
«Esistono studi finanziati da progetti europei come “Apice” – spiega Costa – che mostrano come l’inquinamento da Pm 10 ad esempio a Venezia sia provocato soprattutto dagli impianti di riscaldamento (38,5 %) e dal trasporto stradale (24,5 %) mentre le navi contribuiscono per meno dell’8 per cento. Comunque stiamo lavorando per ridurlo attraverso accordi con le compagnie per carburanti sempre migliori, per l’inserimento di filtri speciali nei fumaioli e con il progetto cold ironing per la fornitura di energia dalla banchina».
Un’altra cosa su cui Costa si fa forza è il concorso di idee per la “nave Venezia”, da 40mila tonnellate e con propulsione a gas.
«Lo dico perché – continua – si può gettare via l’acqua sporca senza uccidere il bambino. L’economia portuale delle crociere occupa migliaia di persone e solo in piccola parte riferite al turismo: 5470 occupati diretti e 4030 occupati indiretti. È il dato che anticipo sull’employment footprint, l’impronta lasciata dall’occupazione del porto sul territorio. Questo se Venezia resta un porto di base e non di passaggio e la condizione necessaria per mantenere questo ruolo è una buona accessibilità dal mare, buona accessibilità per i passeggeri e per le merci. Al momento, tra i progetti e le soluzioni analizzate, solo la Marittima consente di essere competitivi. Quindi, attendiamo il via libera per lo scavo del canale Contorta Sant’Angelo, che è l’unica soluzione percorribile».

«Siamo qui – ha detto Cristiano Gasparetto del Comitato – a chiedere il ritiro delle osservazioni al Pat presentate dal Porto. E anche per denunciare che con il Piano regolatore il Porto vorrebbe estendere la sua zona di influenza a tutta Marghera e a tutta la laguna».
«Queste le nostre richieste – ha detto Silvio Testa – affrontare subito le soluzioni alternative senza ipotizzare costose e devastanti soluzioni provvisorie, quindi fuori subito dalla laguna le navi oltre le 40mila tonnellate. Poi chiediamo che venga installata una rete di centraline Arpav per rilevare la qualità dell’aria nel centro storico e nelle isole, che vengano emanati con urgenza provvedimenti a tutela della salute, con l’obbligo di usare carburanti il più possibile “puliti” e di chiudere i radar in laguna. Chiediamo infine che il sindaco promuova con l’Ulss un’indagine sulla salute dei cittadini in connessione con il crocerismo».

Mercoledì, intanto, la Municipalità ha approvato all’unanimità un ordine del giorno per invitare il sindaco ad un confronto pubblico sul tema.

 

Tre i fascicoli aperti: sulle emissioni, sui danni alle rive e su un esposto Codacons contro il decreto Clini-Passera

VENEZIA. Avere tutti i dati relativi all’andamento del traffico passeggeri negli ultimi quattro anni. È la richiesta che ha avanzato all’Autorità Portuale la Procura della Repubblica, nell’ambito dell’indagine – per ora solo in fase di valutazione – avviata dopo l’esposto presentato dal Comitato No Grandi Navi, sull’impatto dei fumi di scarico sulla salute e gli effetti sulle fondamenta del loro transito in piena città.

La Procura sta valutando se vi siano gli estremi per una nuova consulenza tecnica, dopo quella effettuata 4 anni fa – nell’ambito di un’inchiesta del pm Gava – e che aveva concluso per l’assenza di rischi per la salute pubblica: una consulenza di questo tipo costa, e prima di dare un nuovo incarico, la Procura vuole verificare se le condizioni siano cambiate negli ultimi anni. Intanto, nei giorni scorsi c’è stato un vertice dei magistrati competenti per i reati ambientali, presieduto dal procuratore aggiunto Carlo Mastelloni. In realtà, un dato meramente numerico potrebbe non essere indicativo: il numero complessivo degli ormeggi è calato, passando dai 1414 del 2008 ai 1398 del 2011. Al netto aumento degli scali croceristici (cresciuti da 535 a 654) è corrisposto un calo di traghetti (da 417 a 341 l’anno scorso) e aliscafi (da 462 a 403): ma le navi si sono fatte – al contempo – sempre più grandi. Al momento, la Procura così sta valutando se sussistano i presupposti per indagare, seguendo due possibili ipotesi di reato: getto pericoloso di cose (articolo 674 del codice penale) e rifiuto di atti di ufficio (articolo 328). Tre i fascicoli aperti al momento: per emissione di fumi, possibili danni da moto ondoso e uno su un esposto del Codacons sulla presunta illegittimità del decreto Clini-Passera di primavera, che ha derogato per la sola laguna di Venezia il limite al transito alle navi superiori alle 44 mila tonnellate, ritenute dal governo incompatibili con i siti di tutela ambientale. Quattro anni fa, il Porto presentò i risultati tranquillizzanti di un’indagine condotta da Ca’ Foscari su impatto acustico, vibrazioni, moto ondoso ed emissioni di fumo. La testimonianza della Capitaneria – che confermò la legittimità dei transiti – e la consulenza tecnica, fecero archiviare l’inchiesta. Ora la Procura sta valutando se vi siano o meno gli estremi per poter andare oltre e sta acquisendo anche i risultati dell’ultima indagine Arpav effettuata per conto del Comune e che ha concluso che a San Basilio c’è un inquinamento atmosferico pari a quello di una zona ad alto traffico, come la Tangenziale: indagine che secondo l’Asl 12 – in una nota all’assessorato all’Ambiente – non sarebbe però indicativa, perché limitata nel tempo (5 settimane, contro un anno) e nei punti di prelievo.

Roberta De Rossi

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