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Nuova Venezia – I veleni di Dogaletto finiscono in laguna

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

9

apr

2015

Mira. Nuova udienza e nuove verità al processo per la discarica di pirite. Marco Ostoich (Arpav): «Situazione indecente»

MIRA «La situazione a Dogaletto è indecente, c’è un deposito di tonellate di ceneri di pirite, un rifiuto pericoloso, che quando piove il dilavamento trasporta e disperde nei canali circostanti e tutto poi finisce in laguna». A raccontarlo, ieri in udienza risponderndo alle domande del pubblico ministero di Venezia Giorgio Gava, è stato il funzionario dell’Arpav Marco Ostoich. E nelle ceneri di pirite c’è l’arsenico, il cadmio, il ferro, il nichel e tanti altri materiali pesanti e pericolosi. Ha testimoniato anche Giuseppe Pivotto, un agricoltore che con i suoi terreni confina con la discarica e che con il Comune di Mira, la Provincia, la Regione, il ministero dell’Ambiente, il Wwf e Legambiente, si è costituito parte civile.

«Nel campo che confina con le montagne di pirite l’erba si è seccata e non cresce più», ha spiegato il contadino, «mi sono morte alcune mucche e con i miei occhi ho visto decine di gabbiani morti dopo essersi appoggiati su quelle montagne di terra rossa».

Sul banco degli imputati, per rispondere di aver costituito una discarica di rifiuti pericolosi che ha inquinato le acque e i campi circostanti a Dogaletto di Mira, e di getto pericoloso di cose c’è il milanese Sergio Spinoglio, di 70 anni. Stando alle accuse, la polvere di pirite, quando piove, viene trasportata dall’acqua nei fossi, nei vicini corsi d’acqua, in particolare scola nel canale Finarda, il quale a sua volta sversa l’inquinamento direttamente in laguna.

I fatti contestati all’anziano titolare della milanese «Veneta Row Mineral srl», che però ha sede operativa ad Este in provincia di Padova, vanno dal settembre 2011 a tutto il 2013.

Ieri, numerosi i testimoni, tra questi l’ex dirigente del comune Marina Pacchiani e il dirigente regionale Giovanni Artico, finito in carcere il 4 giugno dello scorso anno nell’ambito dell’inchiesta sulla corruzione per il Mose e per il quale alcune settimane fa la Procura ha depositato gli atti in attesa della richiesta di rinvio a giudizio. Per conto della Regione Artico aveva seguito gli incontri per l’accordo di programma tra enti coinvolti e società che gestiva la discarica.

Incalzato dalle domande degli avvocati Roberto Chiaia e Arianna Tosoni ha sostenuto che alla fine l’accordo era saltato a causa dell’atteggiamento dilatorio dell’imputato. Prossima udienza prevista per il mese di settembre.

Il sito, accanto alla Romea e vicino alla laguna, in cui si trovano i depositi di ceneri di pirite nasce a metà anni Sessanta in piena attività di Porto Marghera. Le ceneri di pirite infatti, altro non sarebbero che scarti di lavorazione dell’area del Petrolchimico. All’epoca venne autorizzato un deposito temporaneo di ceneri di pirite che si trasformò in definitivo. Vennero portate fino ad un massimo di 1 milione e 200 mila metri cubi di ceneri, su un’area di 77 mila metri quadrati a ridosso della Romea. A metà degli anni Novanta parte delle ceneri, che seppur inquinanti hanno un valore nel campo dell’edilizia, vennero conferite a dei cementifici. Ne sono rimasti 750 mila metri cubi.

Giorgio Cecchetti

 

SCORZÈ/MARTELLAGO – Il comitato si è opposto per anni alla realizzazione della struttura autostradale

Giornata di lutto da parte del Comitato CappellaVive per l’apertura odierna del casello autostradale dopo anni di lavori e una spesa di decine di milioni.

«Asfalto a go-go disseminato di lampioni, viadotto chilometrico, rotatorie ogni 500 metri, acquitrini a iosa.» Scrivono in un comunicato i portavoce che avevano iniziato la loro battaglia ancora prima della costruzione del Passante Autostradale di Mestre- «70 milioni, in aggiunta a quelli del Passante per trasformare un’oasi degna di un parco naturale in asfalto, viadotti, rotatorie, acquitrini e smog».

A nulla è valsa la battaglia quasi trentennale, sin dal 1990, degli abitanti della piccola frazione di Scorzè per salvare una zona documentata oltre 1500 anni fa. Al suo posto il casello autostradale che occupa circa 30 ettari oltre agli svincoli sino a Martellago.

L’area è stata scavata in profondità anche 3-4 metri. Portato via il terreno buono, scrive il Comitato, per bonificare il parco di San Giuliano a Mestre.

Nell’area di Cappella, invece , sono arrivati migliaia di metri cubi di fanghi del vallone Moranzani velocemente asfaltati. E ora manca il terreno per le dune e i terrapieni per contenere le tracimazioni del Dese.

Senza parlare delle barriere di mitigazione ambientale per le quali pare che non ci siano più soldi. »

Renzo Favaretto

 

OGGI L’INAUGURAZIONE – Si attende il governatore Zaia ma anche la protesta dei comitati

GRANDI OPERE – Verrà aperto oggi al traffico dopo anni di lavori il nuovo casello autostradale di Martellago e Scorzè

MARTELLAGO – Tutto pronto per l’inaugurazione, oggi alle 12, e, a ruota, per l’apertura del casello di Martellago-Scorzè e della nuova viabilità di adduzione, «ulteriore passo per il completamento delle opere complementari del Passante» per dirla con Tiziano Bembo, presidente di Cav, che ha finanziato i lavori realizzati da Pdm.

Anche se sulla cerimonia, prevista nel piazzale di stazione a sud in corrispondenza della carreggiata est per Trieste, e a cui è atteso anche il Governatore Luca Zaia, incombono lo sciopero degli esattori Ugl e la manifestazione di protesta di CappellaVive e del Comitato Procomplanare, che sarà presente «per ribadire la contrarietà a un’opera esempio di spreco di danaro e di suolo agricolo e poco utile».

Giudizio opposto a quello del sindaco di Scorzè, Mestriner e di Martellago, Barbiero, che rileva anche come la nuova variante alla Sr 245 Castellana, lunga 5,4 km, con cui avviene il collegamento con la viabilità ordinaria, toglierà il traffico dal centro. A diamante rovesciato con semibarriere d’esazione a cavallo del Passante, la stazione è a elevata automazione: 6 le piste di entrata e 8 di uscita. Tra le opere spicca il cavalcavia sul Passante e sul Dese a 3 luci, lungo 480 metri.

(n.der.)

 

L’opera complementare al Passante è un bypass del centro abitato lungo due chilometri e mezzo

Il sindaco Conte ha criticato il costo di 11 milioni e chiesto alla Regione maggior impegno per i treni

Quarto respira con meno traffico

QUARTO – È stata aperta ieri la nuova circonvallazione Est di Quarto che sgraverà il centro dal traffico di attraversamento e dalle tante automobili dirette, specialmente in estate, verso le spiagge. Si tratta di un’opera complementare del Passante di Mestre, realizzata da Veneto Strade. Al taglio del nastro oltre alle autorità locali, in testa il sindaco, Silvia Conte assieme all’assessore alla Mobilità, Radames Favaro, hanno partecipato l’assessore regionale alle Infrastrutture, Marialuisa Coppola, l’assessore al Lavoro Elena Donazzan, l’assessore alla Caccia Daniele Stival e ancora il commissario prefettizio della provincia di Venezia, Castelli e il vicepresidente di Veneto Strade, Leonardo Muraro.

La circonvallazione est, che parte dalla rotonda di via Resistenza, sarà gestita dalla Provincia secondo l’accordo già siglato; al comune spetta invece la gestione della pista ciclabile. L’apertura permette di effettuare un riordino della viabilità, con il passaggio di alcune strade da provinciali a comunali, intervenendo con rallentatori e piste pedonali. Il palco è stato posizionato ai piedi della nuova rampa cavalcavia di via Claudia Augusta, l’antica strada romana. Il nuovo tratto stradale è lungo due chilometri e mezzo, si sviluppa interamente nel comune altinte e costituisce un bypass al centro abitato. Il costo è stato di oltre 11 milioni di euro, che si aggiungono all’altro pezzo dell’infrastruttura giù aperto. Un’opera attesa da molto, tanto che al taglio del nastro erano presenti anche l’ex sindaco, Loredano Marcassa e l’ex vicesindaco Gianni Bianchini.

Pungente il sindaco di Quarto e candidata in Regione, Silvia Conte, la quale ha apprezzato l’apertura, ma ha anche ricordato il costo molto alto e auspicato che d’ora in poi si pensi a dare anche maggiori servizi, vedi alla voce trasporto ferroviario. «C’è bisogno di un ripensamento di quello che vogliamo sia il Veneto futuro», ha esordito, «non solo grandi opere ma servizi».

Una frecciatina anche all’ex assessore Renato Chisso, «assessore alle infrastrutture e alla mobilità, ma di mobilità collettiva ne abbiamo vista ben poca. Abbiamo strade nuove, ma treni?».

Conte ha ricordato Nane Cristo, al secolo Giovanni Simoncin, l’anziano artigiano e artista 95enne costruttore stampi per la caccia amico di Hemingway che fu suo cliente di cui ieri si sono svolti i funerali, dedicando a lui l’impegno futuro per la tutela del territorio.

Sviluppo sostenibile e salvaguardia del territorio sono state anche le parole utilizzate da Muraro. L’assessore Coppola ha sottolineato come la circonvallazione est e in particolare il manufatto sopra la Claudia Augusta sia una sfida vinta dalla Regione, «un’opera concordata e condivisa con il territorio».

Marta Artico

 

Nuova circonvallazione. Addio code per il mare

Con il taglio del nastro di ieri mattina, Quarto d’Altino dice addio alle code in direzione mare. L’apertura dell’attesa circonvallazione Est, infatti, è scattata ieri, giusto in tempo per il fine settimana di Pasqua che darà il via alle fughe verso le spiagge, supplizio dei residenti della zona di viale Kennedy e Resistenza. Per l’inaugurazione, con la sindaca e gli assessori comunali sono arrivati a Quarto i rappresentati di Provincia, Regione e Veneto Strade.

«Questa strada è stata proposta dall’ex sindaco Marcassa come opera complementare al Passante – spiega la sindaca Silvia Conte – L’apertura arriva un po’ in ritardo ma siamo contenti di inaugurarla prima di Pasqua».

Chiede però di rivedere il modello di sviluppo: «Abbiamo visto realizzare molte strade, di cui non sempre sono chiari i benefici. Ora la Regione metta lo stesso impegno per migliorare i servizi di trasporto».

L’assessore regionale Isi Coppola ha illustrato nel dettaglio l’intervento, costato alla Regione circa 11 milioni di euro: il nuovo tratto stradale, lungo circa 2,5 chilometri costituisce un bypass al centro di Quarto collegando, attraverso l’intera rete di circonvallazioni, la viabilità legata al Passante e alla tangenziale con Portegrandi. «C’è sempre una grande attenzione per il rispetto dell’ambiente in cui si va a costruire – dice Coppola – In particolare per questa strada che incrocia via Claudia Augusta, dove sono venuti alla luce reperti straordinari. Si è lavorato anche sulla mitigazione per ridurre l’impatto visivo».

Ma la circonvallazione non piace a tutti. Lewis Trevisan, segretario della Lega, si fa portavoce della protesta dei commercianti altinati: «Sono preoccupati perché questa nuova strada dirotterà le auto direttamente verso Jesolo e porterà via quel poco che resta del commercio di via Roma».

Il primo tratto della nuova strada è in via Colombera, poi però continua attraverso i campi fino a «scavalcare» con un ponte via Claudia Augusta e sbucare su via Marconi. Nel progetto sono previsti anche tre tratti di pista ciclabile.

All’incontro era presente anche Cesare Castelli, commissario della Provincia (ente che prenderà in carico la strada), l’assessore regionale Elena Donazzan e Leonardo Muraro, vicepresidente di Veneto Strade. «Dobbiamo trovare il giusto equilibrio tra mobilità ed economia, nella salvaguardia del territorio» dice Muraro. Al termine dell’inaugurazione, don Gianpiero Lauro ha dato la benedizione alla nuova strada che è stata quindi aperta al traffico.

 

SPINEA – A Spinea, quest’anno, si proverà con la danza della pioggia. È ancora su qualche temporale in più che fa affidamento il comitato «Difesa Ambiente e Territorio» di Spinea che ieri ha commentato i dati sullo smog rilevati dalla centralina Arpav.

La settimana scorsa, infatti, è stata superata la soglia di legge di 35 giorni annuali di sforamento dei livelli di Pm10, che come spiega il comitato, rappresenta «quel bonus previsto dalla normativa in materia di inquinamento che, una volta superato, rende la città “fuorilegge” sullo smog».

Il 35esimo giorno è scattato il 24 marzo, martedì scorso, alla stazione di rilevamento di via Roma, che analizza la presenza di polveri sottili in una zona in cui il traffico supera i 10 mila veicoli al giorno (52 microgrammi di concentrazioni di Pmi 10 per metro cubo su un limite di 50). Solo due giorni più tardi rispetto al 2014, quando «il semaforo rosso» è scattato il 22 marzo.

«Notizia non proprio positiva per Spinea, considerando che il 2014 era stato un anno eccezionalmente negativo per lo smog e che solo grazie alle particolarissime condizioni climatiche e dei livelli record di pioggia non ha sfiorato la drammaticità» spiegano dalle pagine del blog del comitato.

Il Veneto è uno dei territori con maggiore inquinamento atmosferico a causa dell’alta concentrazione di traffico, attività produttive e di popolazione. E con 65 superamenti, lo scorso anno Spinea è risultata la terza città più inquinata della regione, tenendosi alle spalle anche una grande città come Padova. Il Comune è intervenuto con provvedimenti di limitazione del traffico e di contenimento delle temperature negli edifici pubblici e privati che resteranno validi fino al 30 aprile 2015.

(M.Fus.)

 

SCORZÈ – Mercoledì dopo mezzogiorno aprirà il casello del Passante Martellago-Scorzè e qualcuno non sarà contento. Quel qualcuno è il comitato Cappella Vive, tra i più critici verso questo progetto e ora ancora più insoddisfatto per quanto non è stato fatto.

«Inizieranno quei problemi che abbiamo denunciato», spiega il portavoce Vittorio Pellizzato, «inquinamento atmosferico e acustico che dovremmo sopportare oltre al traffico sulle strade ordinarie. Mancano le dune, le barriere fisse, gli alberi e avremo circa 45 mila metri quadri di acquitrini».

Un’opera da 70 milioni di euro. «Ora ci sarà solo asfalto» prosegue Pellizzato «laddove c’era un’oasi tranquilla e a ottobre si vedevano arrivare le oche selvatiche che sostavano e ripartivano. E poi era diventato l’habitat naturale per martin pescatori, picchi verdi e rossi, lepri, fagiani, volpi e tanta altra flora e fauna. Hanno trasformato una superficie del genere in una striscia di catrame, con viadotti, rotatorie, smog: poi si parla di qualità del territorio. Sono stati spesi 70 milioni di euro per asfaltare l’area verde di Cappella e Martellago, lì da 1500 anni».

Pellizzato punta il dito anche su come si sono svolti i lavori e agli interventi mancanti. «Nel cantiere» osserva «si è scavato altro terreno di grande pregio per portarlo altrove e si sono creati vasti acquitrini a nord del Dese. Perché tutto questo? Per contenere le acque erano previste delle dune lunghe 1200 metri e alte 5 ma manca il materiale per farle. Le barriere e la fascia boschiva? Mancano pure quelle».

Alessandro Ragazzo

 

MARCON – È stato ufficialmente consegnato ieri pomeriggio il cantiere per la seconda fase di pulizia dell’area dell’ex Nuova Esa alla ditta Cfm di Marghera. È stata così avviata la seconda fase dei lavori che prevede la rimozione di altri 410.000 chilogrammi circa di rifiuti di varia natura tra vernici, morchie, materiali chimici miscelati, la cui reale composizione si avrà dopo la fase di caratterizzazione, che dovrà essere preliminare al nuovo asporto.

Un intervento importante quindi che riguarderà l’allontanamento di una ulteriore tranche di materiale pericoloso, rispettando una scala di priorità elaborata ancora nel 2012 dall’Arpav e dai vigili del fuoco.

Sei mesi il tempo a disposizione. L’attività sarà meno complessa della prima fase di lavoro, terminata lo scorso 17 giugno con la partenza dell’ultimo carico di pentasolfuri, in quanto il materiale è stato già tutto messo in sicurezza e reinfustato. Presenti ieri alla consegna i responsabili di Veneto Acque, della Cfm e del Comune.

«Si tratta», ha commentato il sindaco, «di un altro importantissimo tassello verso la definitiva soluzione del problema».

(m.a.)

 

DOLO. Ancora livelli elevati di biossido di azoto nell’aria di Dolo e di Sambruson. A rilevarlo sono le centraline comunali che controllano la qualità dell’aria nel territorio. Negli ultimi dati diffusi, che riguardano il periodo fino al 16 marzo, viene segnalato nuovamente che “la media annua provvisoria di biossido di azoto è superiore al limite di legge”.

Nella stazione di rilevazione Dolo, posta all’incrocio tra via Cairoli e via Arino, c’è una media su anno civile di biossido di azoto pari a 59,3 microgrammi per metro cubo che è sì più bassa rispetto al 68,6 di inizio febbraio ma è comunque superiore al valore massimo previsto di 40.

Nella frazione di Sambruson i dati sono ancora meno incoraggianti. Nello stesso periodo di rilevazione è stata raggiunta una media su anno civile di 81 microgrammi per metro cubo di biossido di azoto, oltre il doppio del livello massimo consentito. Per quel che riguarda il pm 10 la situazione vede finora a Sambruson 9 sforamenti della massima media giornaliera, ultimo dei quali l’11 marzo con 82,4 microgrammi per metro cubo, mentre a Dolo i superamenti sono stati 6, con l’ultimo caso l’11 marzo con 67,9.

Giacomo Piran

 

MARCON – Da domani scatta la seconda fase di pulizia dell’area. Ci vorranno sei mesi

MARCON – Riparte domani a Marcon il cantiere per la seconda fase di pulizia dell’area ex Nuova Esa. Con il primo intervento, terminato a giugno dell’anno scorso, erano già stati portati all’incenerimento negli impianti di Ravenna e Gioia Tauro 100 tonnellate di pentasolfuri. Ed ora partirà un carico ancor più consistente: circa 410 tonnellate di rifiuti, meno pericolosi dei pentasolfuri, ma comunque vernici, morchie, materiali chimici miscelati.

Un intervento importante che riguarderà l’allontanamento di un’ulteriore tranche di materiale che avverrà rispettando una scala di priorità elaborata da Arpav e vigili del fuoco ancora nel 2012, all’indomani dell’incendio scoppiato nell’area antistante l’ex stabilimento e risoltosi, fortunatamente, senza gravi conseguenze.

L’attività che prenderà il via domani sarà, tra l’altro, meno complessa della prima fase di lavoro, in quanto il materiale è stato già tutto messo in sicurezza e pronto per essere trasferito agli inceneritori. Il tutto si svolgerà sotto stretta vigilanza del Nucleo Operativo Ecologico dei Carabinieri, coordinati dalla Procura della Repubblica di Venezia, visto che si tratta di rifiuti sotto sequestro. «È un altro importante tassello messo verso la risoluzione del problema Nuova Esa – sottolinea il sindaco di Marcon Andrea Follini – e di questo dobbiamo essere grati alla Regione Veneto e a Veneto Acque per l’attenzione posta in questa operazione. Dopo i 180 giorni previsti per questa seconda fase, nell’area rimarrà ancora un certo quantitativo di rifiuti di minore pericolosità». E domani pomeriggio, alle 18.30, Comune e Veneto Acque hanno convocato un’assemblea al centro civico per illustrare modalità e tempi di questa fase di lavoro.

Mauro De Lazzari

 

MARCON – Nuova Esa, riparte il cantiere per la seconda fase di pulizia dell’area. Con la prima parte della bonifica e messa in sicurezza del sito di via della Fornace, sono state allontanate da Marcon e portate all’incenerimento negli impianti di Ravenna ed in Calabria, qualcosa come 100.000 chilogrammi di pentasolfuro e dei suoi imballaggi originari.

Ora sono da portare via altri 410.000 chilogrammi circa di rifiuti di varia natura tra vernici, morchie, materiali chimici miscelati, la cui reale composizione si avrà dopo la fase di caratterizzazione, che dovrà essere preliminare al nuovo asporto. Un intervento importante che prenderà il via venerdì con la consegna del cantiere alla ditta che si è aggiudicata i lavori.

L’attività sarà meno complessa della prima fase di lavoro in quanto il materiale è stato già tutto messo in sicurezza e reinfustato, pronto per essere trasferito agli inceneritori dopo l’attesa fase della caratterizzazione, sotto la vigilanza del Nucleo Operativo Ecologico dei Carabinieri coordinati dalla Procura della Repubblica di Venezia, essendo rifiuti sotto sequestro.

«È un altro importante tassello messo verso la risoluzione del problema Nuova Esa sul nostro territorio», commenta il sindaco Andrea Follini, «e di questo dobbiamo essere grati alla Regione o e Veneto Acque per l’attenzione che hanno posto in questa operazione. Dopo i 180 giorni previsti per questa ulteriore seconda fase, possiamo proprio dire di essere a buon punto». L’illustrazione della seconda fase è in programma venerdì alle 18.30 nella sala consiliare del centro civico di via della Cultura dall’amministrazione e da Veneto Acque.

Marta Artico

 

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