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Nuova Venezia – Romea Commerciale. Il Miranese si mobilita.

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19

set

2014

L’allarme del M5S di Spinea: «Non dobbiamo temere solo i volumi di traffico»

Tra le ipotesi di raccordo con l’A4 resta il casello di Crea. Domani il mega corteo.

SPINEA – Le paure di Spinea nei giorni della protesta contro la Orte-Mestre. «Città coinvolta, bene o male: attenti agli effetti negativi del nuovo traffico», tuona il Movimento 5 stelle, che porta in aula la questione: nel prossimo Consiglio comunale il gruppo capitanato da Massimo De Pieri presenterà una mozione relativa il progetto della nuova autostrada, chiedendo a tutti i consiglieri di esprimersi ed esortendo gli spinetensi a partecipare in massa alla giornata di protesta di domani assieme a tutti i Comuni della Riviera. «Anche il territorio del Miranese e di Spinea in particolare sarà interessato dagli effetti di quella che si preannuncia come la più grande opera infrastrutturale d’Italia», denuncia De Pieri, «il progetto, presentato da Anas e il cui promotore è una cordata di imprese e banche, prevede la realizzazione ex-novo di una autostrada a pagamento e a quattro corsie nel tratto Ravenna-Mestre. L’innesto al nodo viario della A4 però non è ancora stato deciso. Le due opzioni? Una prevede l’attraversamento della Riviera a Mira e Dolo e l’innesto a Roncoduro direttamente sul Passante, l’altra l’attraversamento della Riviera dopo Oriago, in comune di Mira e l’innesto sulla tangenziale di Mestre in località Villabona. Ma c’è una terza opzione prospettata, che prevede la deviazione dell’autostrada, lungo il confine dell’abitato di Oriago e a proseguire sul confine sud del comune di Spinea per innestarsi nel Passante all’altezza del casello di Crea. È stata respinta dalla Provincia, ma ciò nonostante, anche se l’opera non inciderà fisicamente sul territorio di Spinea, genererà effetti che interesseranno il territorio del Miranese, in particolare sotto l’aspetto ambientale». Secondo i grillini infatti, se si dovesse attuare l’opzione prevista dal primo tracciato, ciò comporterebbe lo spostamento sul Passante del traffico, specialmente quello pesante, che attualmente percorre la Romea da e per Trieste-Est Europa, utilizzando la A4. «Di conseguenza si riverserebbero sul territorio del Miranese e di Spinea in particolare, gli effetti dell’inquinamento atmosferico e acustico, andando ad aggravare ulteriormente una situazione già fortemente compromessa», spiega De Pieri. Nei mesi scorsi, di fronte all’ipotesi di un innesto a Spinea il sindaco Silvano Checchin era stato categorico: «Non se ne parla nemmeno».

Filippo De Gaspari

 

Pionca e Comuna

CAZZAGO – Inquinamenti da idrocarburi a Mira e Cazzago sulla canalette Pionca e Comuna. A fare la segnalazione a Cazzago sono stati i residenti che hanno sentito provenire dal corso d’acqua odore di idrocarburi. Alla mattina sono stati chiamati così i tecnici degli enti preposto ai controlli e i vigili. Un tratto di 1000 metri presentava una chiazza oleosa. Sono state messe delle pannellature . Chiazze di idrocarburi più piccole sono state segnalate poi sul canale Comuna a Mira Taglio.

(a.ab.)

 

VIGONOVO – È stata aperta nei giorni scorsi in piazza Marconi a Vigonovo una colonnina di ricarica per veicoli elettrici. È la prima del genere in tutto il territorio della Riviera del Brenta, ma l’azienda Maniero Elettronica di Vigonovo che ha installato l’impianto in collaborazione con l’Amministrazione comunale ha già ricevuto altri contatti dai comuni vicini, in particolare da Camponogara, interessati all’iniziativa.
Le auto elettriche in circolazione nel territorio sono ancora molto poche (a Vigonovo ce ne sono solo due) e più che altro si tratta di un esperimento.
Il progetto è molto futuristico, ma l’azienda installatrice delle colonnine elettriche è alquanto ottimista.
«Il nostro progetto è lungimirante. Ci piacerebbe creare una “Green road” da Padova a Venezia, installando almeno una colonnina per ogni comune lungo la Riviera del Brenta – dice Lorenzo Maniero, amministratore delegato dell’azienda. Si creerebbe in tal modo l’infrastruttura necessaria allo sviluppo della mobilità elettrica, che tanto gioverebbe sia in termini di pulizia dell’aria che in termini di raggiungimento degli obiettivi del «Patto dei Sindaci» sull’utilizzo di fonti energetiche rinnovabili nei loro territori. Quella di Vigonovo è la prima colonnina del progetto, ma speriamo di riuscire ad innescare un circolo virtuoso che coinvolga le amministrazioni di molti altri comuni.
È un percorso che siamo disposti ad intraprendere perché crediamo di essere noi stessi fautori del nostro futuro e finora abbiamo trovato, con vero piacere, il supporto dell’amministrazione pubblica e un vivo interesse da parte della cittadinanza”.

Vittorino Compagno

 

Nuova Venezia – Fiumi veneti bocciati pochi depuratori

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12

ago

2014

Mare e spiagge salve

Le criticità alle foci dell’Adige a Rosolina e del Brenta

Peggio di noi Friuli e Sicilia, mentre la Sardegna è al top

Serena Carpentieri e Luigi Lazzaro di Legambiente: 11 le zone monitorate

Anche Venezia rischia la procedura di infrazione dei tecnici di Bruxelles

VENEZIA – I fiumi del Nord Est bocciati da Goletta Verde, la sentinella di Legambiente che monitora le acque italiane, in collaborazione con Coou, il consorzio obbligatorio degli oli usati. Il Veneto è risultato tra le peggiori regioni italiane per quanto riguarda l’inquinamento di reflui urbani trovati nei fiumi con carica batterica off limits. Alle nostre spalle nella graduatoria degli «inquinatori» ci sono Friuli Venezia Giulia e Sicilia, ai primi posti per impianti eccellenti invece Sardegna e Toscana. Questo non significa che oggi il mare è inquinato, ma che l’acqua che scorre nei fiumi andrebbe depurata meglio, altrimenti si rischia che con il tempo il problema si ritrovi anche nelle zone balneari, come dimostrano le analisi dell’Arpav. Non è bastato l’allarme plastica lanciato nei scorsi giorni, ora arriva anche quello per i reflui urbani che non risultano trattati da impianti adeguati. Ieri mattina a Venezia la portavoce della Goletta Verde Serena Carpentieri e il presidente Legambiente Veneto Luigi Lazzaro hanno ribadito l’urgenza di mettersi in regola con le direttive Ue per non incorrere nelle infrazioni e pagare le multe: il verdetto che arriva dalle analisi di Goletta Verde in 11 comuni del litorale veneto sono impietose. La direttiva europea. Se non si risolve il problema rapidamente, arriveranno multe salatissime dall’Unione Europea che ha già condannato l’Italia nel 2012 e nella primavera del 2014 per illegalità negli impianti di depurazione e nelle reti fognarie e per il mancato dimensionamento degli impianti in base ai turisti nelle stagioni estive (Direttiva del 1991, 91/271/Cee). Attualmente è in corso un’altra indagine conoscitiva (Eu Pilot 1976/11/Envi) che potrebbe tradursi in un’ulteriore condanna. «Vogliamo ricordare» hanno detto Carpentieri e Lazzaro «che ci troviamo di fronte all’ultimo avviso prima delle migliaia di euro che l’Italia potrebbe trovarsi a versare per i 900comuni nona norma». 37 di questi sono in Veneto e la multa varia da un minimo di 12 mila a un massimo di 700 mila euro al giorno per ogni giorno di ritardo nell’adeguamento alla direttiva. Impianti depurativi. Tra i 37 agglomerati urbani che non hanno impianti adeguati, l’unica città è Venezia, i restanti provengono in gran parte dal Bellunese nelle aree di Longarone, Cadore e Falcade. Considerato che Venezia si trova in un’«area sensibile» con una media di 97 mila persone tra residenti e pendolari (senza contare i turisti), la capacità dell’impianto di trattamento è inferiore al carico di entrata. Reflui urbani. La Goletta Verde lavora in collaborazione con un laboratorio ambulante, installato su un furgone che segue la nave dalle coste. L’obiettivo era capire quanti reflui urbani sono presenti. Per reflui si intendono batteri fecali come l’enterococco intestinale e l’Escherichia coli. Sul furgone sono stati analizzati campioni delle acque di 11 località, estratti il 30 luglio, il 3 e il 5 agosto a Rovigo a Bonelli, Caleri, Rosolina Mare per l’Adige e poi a Venezia a Isola Verde di Chioggia, al Lido, Cavallino, Jesolo, Eraclea, Porto S. Margherita e Porto Falconera di Caorle, Brussa e Bibione Pineta di Porto Baseleghe. Questo il verdetto: «Fortemente inquinate» la foce del fiume Piave a Jesolo, la foce del Brenta all’Isola Verde di Chioggia, la foce dell’Adige a Rosolina e quella del Po a Porto Tolle. Inquinata Porto Falconera di Caorle, i restant prelievi sono entro i limiti. L’inefficienza depurativa generale conferma i dati Istat 2012: in Veneto solo il 48,8 % dei carichi urbani confluiscono in impianti di depurazione, rispetto a una media già bassa del Nord Est del 57,9 %, contro quella italiana del 57,6 %. La mappa completa si può consultare su www.Legambiente. it o il blog Goletta Verde, oppure sui siti dei quotidiani veneti del Gruppo Espresso

Vera Mantengoli

 

Sono 37 i comuni finiti nel mirino delle norme Ue

Sono 37 i comuni del Veneto finiti nel mirino di Goletta Verde e quindi a rischio multa per infrazione delle norme Ue. Si tratta di Arquà Polesine, Arsiè, Borca di Cadore, Bressanvido, Camposampiero, Ca’ Tiepolo, Cencenighe Agordino, Comelico superiore, Erbè-Sorgà, Falcade, Follina, Gaiarine, Isola della Scala, Lamon, Longarone, Mareson Pecol, Maserà, Mel, Montegrotto, Noventa vicentina, Ormelle, Pederobba, Ponte nelle Alpi, Salgareda-Chiarano, San Pietro di Cadore, San Pietro di Morubio, Santa Caterina di Luisiana, Santo Stefano di Cadore, Sappada, Sossano, Taibon, Thiene, Valle di Cadore, Venezia, Villa Bartolomea-Castagnaro, Zero Branco, Zoldo Alto Mareson Pecol. Sotto la lente degli ambientalisti tutta la fascia pedemontana e soprattutto Venezia, sotto accusa per i suoi impianti di depurazione. Nel dossier si parla di una « capacità dell’impianto di trattamento inferiore al carico in entrata e non è dimostrato che tutto il carico generato in questo agglomerato riceve un adeguato trattamento (violazione articolo 5). Le Autorità indicano che nessuna riduzione dell’azoto è applicata», si legge ancora. La depurazione non funziona o quanto meno deve essere rivista in base alle norme Ue.

 

L’assessore Conte «Il Garda resta la vera priorità»

La situazione è ben conosciuta in Regione, tanto che l’assessore Maurizio Conte ha incontrato il ministro dell’Ambiente per chiedere dei finanziamenti e andare incontro alle necessità dei Comuni. «Proprio due settimane fa ci siamo attivati con il ministero. Abbiamo messo in evidenza non solo le priorità del territorio, ma anche la pressione che ci sta facendo l’Unione Europea che esige l’aggiornamento degli impianti in base alle direttive. Ci sono impianti che devono essere messi a norma e lo sappiamo. Abbiamo stilato una lista di quelli cantierabili che possono partire da subito. L’incontro ha avuto un buon esito perché verranno stanziati 8 milioni che, non appena arriveranno, verranno subito distribuiti ai Comuni». Non sono solo le foci a dare problemi, anche le falde presentano acque inquinanti che devono essere protette con acquedotti adeguati alle reti idriche. «Dobbiamo sostituire una condotta sul lago di Garda e per farlo bisogna partire dal depuratore che coinvolge sia la Lombardia che il versante Veneto. Per questo il ministero ha dato 200 milioni, 120 alla Lombardia e 80 a noi». A novembre è in programma l’incontro sui contratti di fiume , un accordo volontario tra vari soggetti che individua una attività operative utili alla salvaguardia del fiume e delle attività economiche e sociali connesse.

 

GOLETTA VERDE

Fiumi veneti bocciati da Goletta Verde che promuove invece le spiagge. Cinque campionamenti su 11 eseguiti alle foci lungo la costa veneta hanno evidenziato la presenza di scarichi non trattati adeguatamente con una carica batterica che superava per quattro di questi punti di almeno il doppio i valori consentiti dalla normativa e quindi di «fortemente inquinato». Le situazioni più gravi alle foci del Po delle Tolle, dell’Adige (a Rosolina Mare), del Brenta (a Isola Verde) e del Piave (al Lido di Jesolo). «Inquinato» il punto di campionamento eseguito a Caorle, nei pressi della bocca di porto Falconera. Contenuta entro i limiti di legge la carica batterica riscontrata alla Laguna del Mort (Eraclea mare) e per i prelievi effettuati alle spiagge di Marina di Caleri (Rosolina Mare); di San Nicolò (Lido di Venezia); a Porto Santa Margherita di Caorle e alla spiaggia Brussa-Bibione Pineda (porto Baseleghe di S.Michele al Tagliamento).
Inoltre 37 agglomerati urbani veneti rischiano multe per la nuova procedura di infrazione dell’Ue; tra questi anche Venezia. Per depurazione reflui, secondo Legambiente, il Veneto è tra le peggiori regioni d’Italia: più della metà dei carichi civili non viene trattato da impianti.

 

Spiagge, inquinamento record alle foci del Piave e del Brenta

(vmc) Depurazione delle acque fluviali: maglia nera alle foci del Piave (Lido di Jesolo) e del Brenta (Chioggia), entrambe fortemente inquinate. Al di sotto della norma anche la bocca di porto Falconera (Caorle). Meglio invece la spiaggia libera di San Nicolò e quella a sud del Sile (Lido di Venezia), che insieme alla Laguna del Mort (Eraclea Mare), alla spiaggia presso via Lepanto di Porto Santa Margherita (Caorle) e a quella di Brussa a Porto Baseleghe (San Michele al Tagliamento), rientrano nei limiti di legge. Questi, in provincia di Venezia, i risultati dei prelievi e delle analisi eseguiti alle foci dei fiumi il 30 luglio e il 3-4 agosto dal laboratorio mobile di Legambiente. Dai quali, insieme alle campionature effettuate in provincia di Rovigo, si evince che per la depurazione dei reflui civili il Veneto è tra le peggiori regioni d’Italia, seguito solo da Friuli e Sicilia.
I dati sulla presenza di enterococchi intestinali ed escherichia coli in base alla normativa nazionale sulle acque di balneazione, illustrati ieri dal presidente di Legambiente Veneto, Luigi Lazzaro e dalla portavoce di Goletta Verde, Serena Carpentieri, confermano quanto evidenziato nel 2012 dal censimento Istat. Ossia che solo il 48,8% delle acque per uso civile confluiscono in impianti di depurazione, determinando forti criticità alle foci dei fiumi, rispetto a una già bassa media italiana del 57,6%.
Inoltre, fra i 37 agglomerati urbani veneti (su 900 a livello nazionale) che nel merito rischiano multe salatissime per la terza procedura di infrazione Ue, troviamo anche Venezia: menzionata nella documentazione inviata il 31 marzo di quest’anno da Bruxelles per la capacità del suo impianto di trattamento inferiore al carico di entrata, e nessuna applicazione sull’azoto.
«La sveglia è suonata da tempo – ha commentato Lazzaro – Assurdo che il Veneto industrializzato sia agli ultimi posti sul fronte depurazione. All’assessore regionale all’Ambiente, Maurizio Conte, chiediamo investimenti adeguati».

 

Nuova Venezia – Zaia rinvia ancora la Newco per le aree Eni

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6

ago

2014

la giunta regionale

Nuovi approfondimenti dopo la Tangentopoli che ha portato in carcere l’assessore Chisso

Nuovo rinvio (il secondo in due settimane) del via libera ella Giunta regionale, presieduta dal governatore Luca Zaia, all’entrata della Regione – attraverso la controllata Veneto Acque spa – nella nuova società (la Newco compartecipata dal 50 % con il Comune di Venezia) che deve acquisire i 107 ettari di aree industriali dismesse da Eni, per bonificarle e rilanciarle, mettendole sul mercato attraverso un bando pubblico europeo. A quanto pare, il governatore Luca Zaia – che dopo gli arresti per la Tangentopoli legata al Mose ha avocato a sé tutte le deleghi che prima aveva l’assessore alla Infrastrutture, alla Mobilità e al risanamento e alla riconversione di Porto Marghera, Renato Chisso – vuole «approfondire» tutti gli aspetti finanziari e societari dell’operazione che porterà nelle casse della Newco, i 38 milioni di euro messi a disposizione dall’Eni per bonificare e mettere in sicurezza le aree che ha deciso di cederà a Regione e Comune che si sono impegnate a rilanciarle. La delibera che autorizzerà Veneto Acque ad acquisire metà delle quote societarie della Newco, dovrebbe essere esaminata e approvata nella prossima riunione della Giunta regionale del Veneto, l’ultima prima della pausa di Ferragosto, in calendario per martedì prossimo, 12 agosto, a Palazzo Balbi. Il Comune di Venezia ha approvato da oltre un mese – sia in Giunta che in Consiglio – la delibera che individua la Newco nella Live srl (Lido Eventi e Congressi, società in liquidazione che cambierà nome e avrà una nuova governce) e autorizza la controllata Ive (Immobiliare veneziana spa ) ad acquistare il 50 per cento delle quote della Newco.

(g.fav.)

 

MARCON – Presentata da Veneto Acque la fase finale di pulizia della Nuova Esa. Nel corso dell’incontro che si è tenuto ieri mattina nel municipio di Marcon Veneto Acque spa, società della Regione, ha presentato al sindaco Andrea Follini e all’assessore all’ambiente del Comune di Mogliano, Oscar Mancini, il nuovo piano di smaltimento dei rifiuti ancora presenti presso la ex fornace di Marcon, più nota con il nome di area “ex Nuova Esa”. Dopo l’uscita dal cantiere dell’ultimo camion di fusti di pentasolfuro di fosforo, avvenuto lo scorso 17 giugno, per un totale di circa cento tonnellate, è continuata l’opera di messa in sicurezza di tutti gli altri rifiuti presenti nell’area, delle tipologie più varie: dagli idrocarburi ai ferodi dei freni, dalle terre alle plastiche, attività questa ancora in corso e che terminerà ai primi di ottobre. Parallelamente però Veneto Acque sta lavorando per predisporre una nuova gara per lo smaltimento dei restanti rifiuti e ieri ha illustrato alle amministrazioni il piano di lavoro. «Si sta delineando quella che possiamo definire la fase finale di tutta l’operazione», ha detto il sindaco Follini, «ma il lavoro da fare è ancora tanto».

(m.a.)

 

MARCON  – Presentato il piano per portare via gli ultimi rifiuti e mettere l’area in sicurezza

Pronta la fase finale di smaltimento dei rifiuti della Nuova Esa.
Nel corso di un incontro svoltosi ieri mattina presso il municipio di Marcon, Veneto Acque, società della Regione Veneto, ha, infatti, presentato al sindaco Andrea Follini e all’assessore all’ambiente del Comune di Mogliano Veneto Oscar Mancini, il nuovo Piano di smaltimento dei rifiuti ancora presenti presso la ex fornace di Marcon, più nota con il nome di area «ex Nuova Esa». Dopo l’uscita dal cantiere dell’ultimo camion di fusti di pentasolfuro di fosforo, avvenuto lo scorso 17 giugno (in tutto sono stati portati via 100mila chilogrammi), è continuata l’opera di messa in sicurezza di tutti gli altri rifiuti ancora presenti nell’area: dagli idrocarburi ai ferodi dei freni, dalle terre alle plastiche.
Attività questa ancora in corso e che terminerà ai primi di ottobre. Parallelamente, però, Veneto Acque sta lavorando per predisporre una nuova gara per lo smaltimento dei restanti rifiuti e ieri mattina, come detto, ha presentato alle amministrazioni comunali il piano di lavoro.
«Si sta delineando quella che possiamo definire la fase finale di tutta l’operazione – ha precisato il sindaco Follini – e all’orizzonte si sta vedendo il termine di questa triste pagina del nostro territorio. Un grande plauso va attribuito al personale di Veneto Acque che sta seguendo questa vicenda con professionalità e puntualità. Il lavoro da fare è ancora tanto – ha proseguito – in particolare per quanto riguarda l’aspetto amministrativo di collegamento con la Procura di Venezia, anche per le prossime fasi di gara che impegneranno l’azienda regionale in autunno».
I comuni di Marcon e Mogliano Veneto seguiranno assieme questa ultima fase, predisponendo gli atti necessari.

 

CAMPAGNALUPIA – Altro inquinamento in un corso d’acqua in Riviera. Stavolta è toccato a una canaletta consorziale a ridosso del Novissimo a Lughetto: residenti e coltivatori hanno sentito un forte odore di idrocarburi alle prime ore del mattino e hanno visto una chiazza oleosa. Sono subito intervenuti i tecnici comunali e i vigili del fuoco. È il secondo episodio in pochi giorni. A Mira davanti a Villa Widmann, dove il canale Serraglio confluisce nel Naviglio, si è riversata una schiuma gialla.

(a.ab.)

 

Nuova Venezia – Mira. Naviglio e Serraglio inquinati

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30

lug

2014

Schiuma color giallo e odori nauseabondi: indagini dell’Arpav

MIRA – Inquinamento da materiali organici nel Naviglio e nel Serraglio a Mira. È successo ieri verso le 17.30 all’altezza di villa Widmann dove il canale Serraglio confluisce nel Naviglio del Brenta attraverso un percorso sotterraneo. «L’inquinamento è stato notato da diversi residenti», ha spiegato il comandante dei vigili urbani Mauro Rizzi, «Si trattava di una schiuma di color giallo, di odore nauseabondo che rapidamente ha invaso il Naviglio del Brenta di fronte a Villa Widmann e villa Valmarana. Di fronte a questa situazione abbiamo subito fatto intervenire i pompieri e abbiamo chiamato in aiuto i tecnici dell’Arpav». Sul canale sono state poste delle pannellature per arginare l’inquinamento che si è sviluppato per un tratto di 300 metri in direzione di Oriago. «L’inquinamento è stato prodotto con ogni probabilità da sversamenti in acqua di materiali organici», ha detto Rizzi. I primi controlli si sono concentrati quindi sugli scarichi delle aziende agricole a partire dall’area di Pianiga e Dolo da dove il Serraglio proviene. «Chi verrà identificato per aver compiuto un inquinamento di questa gravità», ha concluso il comandante dei vigili, «dovrà far fronte a conseguenze penali oltre che risarcitorie sul piano civile ». Non è la prima volta che nel corso degli ultimi giorni che si verificano casi di questo genere. Gli ultimi due sono accaduti nel canale di Oriago (un tratto morto del Naviglio) a Ca’ Sabbioni fra la rotonda della Rana e Malcontenta e nella stessa zona dello scolo Brentelle.

(a.ab.)

 

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