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Traffico di rifiuti pericolosi, si tornerà in tribunale il 28 novembre

ZERO BRANCO. Falsa partenza per il processo Mestrinaro. Ieri si è aperta solo formalmente la fase dibattimentale del procedimento che vede imputati Lino e Sandro Mario Mestrinaro, di 59 e 53 anni, cogestori della ditta Mestrinaro, e il responsabile della sicurezza della ditta, Italo Battistella, 51 anni, di Susegana. Sono accusati di traffico di rifiuti pericolosi. Il giudice ieri ha disposto un rinvio accogliendo un’eccezione dell’avvocato Fabio Pinelli. Il prossimo step del processo è fissato per il 28 novembre. Secondo la Procura, nell’azienda di Zero Branco arrivavano rifiuti inquinanti conferiti dalle imprese edili. La Mestrinaro avrebbe dovuto trattarli per renderli inerti: in realtà, secondo gli inquirenti, i materiali non sarebbero stati sottoposti a “bonifica”, ma mescolati a calce e cemento e rivenduti così com’erano (a 39 euro a tonnellata). Il materiale veniva poi utilizzato nei cantieri come base per strutture di ogni tipo, dal parcheggio dell’aeroporto Marco Polo alla terza corsia dell’A4.

La Mestrinaro è accusata non solo di non aver trattato i rifiuti conferiti nei suoi stabilimenti, ma anche di aver immesso nell’ambiente ingenti quantità di rifiuti pericolosi «cagionando contaminazione degli ambiti di destinazione». Completamente differente la posizione di un altro imputato Loris Guidolin, amministratore di Adriatica Strade. Secondo l’accusa Guidolin «avrebbe sottaciuto le analisi del materiale conferito alla Mestrinaro». Il suo avvocato, Elena Benvegnù, del foro di Treviso, sottolinea che il suo assistito «ha già provato la sua innocenza nel corso delle indagini preliminari, tanto che il pubblico ministero, all’udienza preliminare, ne ha chiesto il proscioglimento. Queste difese», conclude l’avvocato, «verranno ribadite nel corso del dibattimento». Nel procedimento si è costituito parte civile il Comune di Roncade: ha avanzato una richiesta di risarcimento per danno ambientale, così come aveva fatto in sede di udienza preliminare la Provincia di Treviso.

Fabiana Pesci

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Tribuna di Treviso – Roncade contro la Mestrinaro

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18

apr

2014

il processo

Dopo Zero Branco, anche la giunta Rubinato sarà parte civile

RONCADE. Anche l’amministrazione di Roncade, così come il Comune di Zero Branco, si costituirà parte civile nel processo per traffico di rifiuti pericolosi che vede coinvolti Lino e Sandro Mestrinaro, all’epoca titolari dell’omonima ditta di Sant’Alberto di Zero Branco (poi confluita nella Costruzioni Generali, dichiarata fallita nei giorni scorsi), il responsabile della sicurezza della stessa azienda Italo Battistella e l’amministratore della Adriatica Strade Costruzioni Generali Loris Guidolin. Oggi davanti al giudice monocratico del tribunale di Treviso l’apertura del processo. I quattro dovranno rispondere dei rifiuti tossici che sarebbero stati usati come sottofondo per la terza corsia dell’autostrada A4 e per uno dei parcheggi dell’aeroporto Marco Polo di Tessera. Il Comune di Roncade si costituirà parte civile dal momento che, come riportato in delibera, «le analisi effettuate sui campioni di materiale prelevato dal cantiere di via Musestre a Roncade, dove sono in corso lavori di realizzazione della terza corsia nel tratto dell’autostrada A4 nell’ambito dei quali sono stati utilizzati gli inerti prodotti dalla Mestrinaro spa, hanno rilevato il superamento di alcuni “valori soglia”, e che quindi il materiale è contaminato e potenzialmente idoneo a inquinare i siti di destino».

L’amministrazione Rubinato ha deciso di costituirsi parte civile «al fine di far valere la responsabilità civile degli imputati rispetto ai tutti i danni, patrimoniali e non patrimoniali, subìti dal Comune a seguito delle condotte illecite contestate in sede penale».

(ru. b.)

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Il Comune ha costituito il gruppo di lavoro con i comitati di cittadini

Obiettivo limitare i danni alla salute, all’ambiente e al paesaggio

I cittadini lo chiedevano da anni prima ancora di scoprire che quanto immaginavano era vero: di tangenziale ci si ammala. Ora finalmente la Giunta comunale ha costituito il gruppo di lavoro tecnico per cercare almeno di limitare i danni, all’ambiente e alla salute. Una ricerca dell’Università di Padova del dicembre 2012 ha dimostrato, infatti, che tra i 5 mila residenti all’interno della fascia A (entro i 200 metri a Nord e a Sud della tangenziale) si è verificato un eccesso di 300 casi di malattie cardiovascolari.
Tramontato il faraonico progetto dell’ex assessore Mingardi, per interrare la tangenziale e farla diventare una strada urbana, si tratta infatti di trovare le soluzioni migliori per convivere con quel nastro d’asfalto a sei corsie che taglia in due la città.
Anche perché il Passante ha tolto di mezzo molti camion ma ancora oggi transitano una media di 100 mila veicoli al giorno, contro i 150 mila con punte di 180 mila di qualche anno fa; la differenza non è solo nel numero ma anche nel genere, adesso sono più auto che camion. Di danni, però, continua a produrne, anche a causa dei nuovi super e ipermercati sorti nell’Aev Terraglio e dell’ospedale dell’Angelo che attirano nuovo traffico. E se la crisi concederà una tregua il traffico tornerà ad aumentare.
«La tangenziale, così vicina al centro città, è una ferita che va ricucita, per cui dobbiamo individuare un percorso di compensazione ambientale, che del resto è previsto anche nel Pat» ha detto l’assessore ai Processi partecipativi Alfiero Farinea mentre il suo collega all’Ambiente Gianfranco Bettin ha spiegato che il tratto da riqualificare è quello tra Marghera e Favaro, «dove la tangenziale ha avuto il maggiore impatto ambientale, sanitario e paesaggistico, e dobbiamo farlo assieme ai cittadini sia con interventi immediati sia con una prospettiva di medio-lungo periodo».
Prima del voto in Giunta, mercoledì gli assessori competenti si sono incontrati con i comitati (Cocit, Terraglio & Dintorni, associazione I Sette Nani, Cobiter, Comitato di via Beccaria e quello di via Fradeletto) per dare il via al gruppo di lavoro che sarebbe dovuto partire già la scorsa estate. «È un risultato molto importante – commentano i portavoce dei cittadini – perché fino ad oggi non si era mai riusciti a mettere assieme gli assessorati, col risultato che ognuno continuava ad andare per i fatti propri senza produrre risultati concreti».

E.T.

 

TRE PROPOSTE DEI RESIDENTI – Un corridoio verde, nuove barriere antirumore e sorveglianza sanitaria

Che fare per ridurre i danni della tangenziale? I comitati hanno già le loro proposte, messe nero su bianco da tempo. Dal punto di vista sanitario chiedono di mantenere alta la sorveglianza soprattutto sui 5 mila abitanti della fascia A, più vicini alla strada. Poi serve un corridoio verde: alberi, terrapieni, sovrappassi, per creare una barriera tra i cittadini e il traffico. In particolare ci sono degli interventi che si potrebbero fare in fretta e senza spendere troppi soldi: un percorso ciclabile dal boschetto di Carpenedo fino all’area alberata lungo l’argine del Dese (sfruttando il vecchio sottopasso ferroviario abbandonato); e uno nel cuore di Mestre, dalla stazione Sfmr di via Olimpia) al bosco del Marzenego alla Cipressina (usando il passaggio sotto alla tangenziale, che serviva ad unire due aree agricole). L’ultimo punto è la revisione delle barriere antirumore: in alcuni tratti della tangenziale ancora non ci sono, inoltre bisognerebbe sostituire quelle più brutte che rovinano il paesaggio, come quelle azzurre che fanno da sfondo alla villa Berchet sul Terraglio.

(e.t.)

 

Nuova Venezia – Mestre. Tangenziale riqualificata.

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13

apr

2014

La Giunta approva l’atto di indirizzo per nuovi interventi

La Giunta comunale ha approvato nella seduta di venerdì scorso, un «atto di indirizzo per la valutazione delle azioni di riqualificazione della Tangenziale di Mestre» su proposta degli assessorati competenti. L’atto di indirizzo prevede di istituire un gruppo di lavoro tecnico che, in relazione con le Municipalità, le associazioni attive nel territorio e tutti i soggetti interessati, individui gli elementi necessari alla definizione del programma di azioni per affrontare le criticità legate alla Tangenziale. Il gruppo di lavoro, per quanto riguarda il Comune di Venezia, sarà costituito da personale delle Direzioni Sviluppo economico e Partecipate, Sviluppo del territorio, Mobilità e Trasporti Ambiente e Politiche giovanili e sarà coordinato dalla Direzione Sviluppo economico e Partecipate. «L’infrastruttura della Tangenziale, così vicina al centro della città», ha dichiarato l’assessore Alfiero Farinea, «è una ferita che va ricucita. La costituzione di un gruppo tecnico che dialoghi e si confronti con il territorio ha lo scopo di individuare un percorso di compensazione ambientale, dando impulso alla previsione già contenuta nel Pat. Si tratta di una prima risposta alle richieste di coinvolgimento del territorio alle scelte dell’Amministrazione, che il Comune si è impegnato ad adottare come metodo con l’istituzione della delega ai Processi partecipativi». L’atto di indirizzo i vuole essere «una risposta alle sollecitazioni provenienti da gruppi di cittadini e associazioni che, in più occasioni, hanno segnalato la necessità di prevedere interventi di mitigazione degli effetti del traffico della Tangenziale di Mestre sui residenti». Si tratta di problemi dovuti anche alla presenza, nelle sue immediate vicinanze, di centri commerciali che richiamano costanti flussi di traffico, e della nuova localizzazione dell’ospedale di Mestre, segni evidenti che, anche dopo l’apertura del Passante di Mestre, resta attuale il tema della cesura che l’infrastruttura della Tangenziale provoca nel tessuto urbano della città.

«Dobbiamo risarcire e riqualificare questa parte di territorio, tra Marghera e Favaro», ha aggiunto l’assessore Gianfranco Bettin, «dove la Tangenziale ha avuto e ha il maggiore impatto ambientale, sanitario e paesaggistico e dobbiamo farlo insieme a comitati e cittadini, sia con interventi immediati sia con una prospettiva di medio-lungo periodo».

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Lo chiede il Pd dopo la richiesta di rinvio a giudizio dell’impresa Mestrinaro: tuteliamo i cittadini

MEOLO  «Non possiamo permettere che Meolo non venga considerata: chiediamo nuovi controlli puntuali». Il Partito Democratico riaccende la discussione riguardo al timore che anche nei cantieri per la terza corsia attivi sul territorio di Meolo possano essere stati impiegati materiali inquinati. Circostanza che un anno fa era stata smentita da Autovie. A riportare la questione in primo piano è la notizia che il Tribunale di Venezia ha fissato per il 18 aprile l’udienza preliminare per esaminare la richiesta di rinvio a giudizio nei confronti dei titolari dell’impresa Mestrinaro di Zero Branco. Secondo l’accusa, la Mestrinaro non avrebbe trattato in modo adeguato i rifiuti inquinanti che le aziende edili le conferivano. I materiali sarebbero stati miscelati tali e quali a calce e cemento e quindi rivenduti finendo per fare da base ad alcune grandi opere. Il composto contaminato, denominato «Rilcem», sarebbe stato utilizzato in grandi quantità per realizzare un parcheggio dell’aeroporto Marco Polo e nel tratto in costruzione della terza corsia all’altezza di Roncade. Dunque proprio a ridosso di Meolo. Già ad aprile dello scorso anno, il Pd di Meolo aveva chiesto di verificare se materiale inquinato potesse essere stato impiegato anche nella zona di Meolo. «Il sindaco Basso si attivò grazie al nostro intervento ricevendo da Autovie rassicurazioni e smentite. Quindi per il sindaco la questione finì così», attacca Giampiero Piovesan, segretario del circolo democratico di Meolo, «adesso si è venuti a conoscenza della richiesta di rinvio a giudizio e la preoccupazione tra i cittadini sale. Il Pd si attiverà con chi di dovere e competenza per chiedere le verifiche del caso. I cittadini dovranno essere tutelati,come il nostro territorio». Intanto, nell’ambito dei lavori per la realizzazione della terza corsia, l’A4 sarà chiusa dalle 20 di stasera alle 6 di domani mattina in direzione Venezia, nel tratto compreso tra SanDonà- Noventa e l’allacciamento A4-A57 tangenziale di Mestre. Lavori di manutenzione dell’asfalto sono in programma, invece, dalle 14 di domani alle 7 di venerdì nel tratto tra San Giorgio di Nogaro e Portogruaro, per circa tre chilometri in direzione Venezia. Dalle 16 di oggi alle 7 di domani, sulla tangenziale di Mestre, sarà chiusa la rampa di uscita dello svincolo di Quarto d’Altino per i veicoli provenienti dalla barriera di Venezia Est e quella in entrata in direzione Venezia.

Giovanni Monforte

 

 

La ditta accusata di aver smaltito rifiuti inquinati sotto la terza corsia e un parcheggio del Marco Polo

SANDONÀ – Veleni sotto la terza corsia dell’autostrada A4 e sotto uno dei parcheggi dell’aeroporto Marco Polo: il 18 aprile si apre il processo in aula a Venezia e il Comune di Zero Branco si costituisce parte civile nel processo contro la Mestrinaro. Lo ha deciso la giunta guidata dal sindaco Mirco Feston nel corso di una delle ultime riunioni dell’esecutivo. Il giudice per l’udienza preliminare del tribunale di Venezia ha fissato per il 18 aprile l’udienza per la richiesta di rinvio a giudizio a carico di Sandro Mario e Lino Mestrinaro, Loris Guidolin e Italo Battistella.

Come riportato nel documento del tribunale, l’amministrazione comunale di Zero Branco, nella figura del sindaco, è stata identificata quale parte offesa dal momento che la Mestrinaro aveva la propria sede in zona Bertoneria a Sant’Alberto.

«Il Comune può costituirsi quale parte civile con richiesta di risarcimento danni, in particolare relativamente agli eventuali costi di bonifica del sito in caso la ditta venisse condannata e non ottemperasse a quanto previsto nella sentenza», si legge nella delibera dell’esecutivo guidato da Mirco Feston.

L’amministrazione ha scelto di costituirsi come parte civile, conferendo l’incarico legale all’avvocato Antonio Munari del foro di Treviso che da tempo sta seguendo il Comune nella vicenda Mestrinaro. Il professionista sarà chiamato a promuovere le azioni necessarie per la costituzione in giudizio e avviare la richiesta di risarcimento dei danni.

«Si tratta di un atto dovuto, all’orizzonte potrebbe profilarsi la bonifica obbligatoria dei fondi sui quali insistono i capannoni», spiega il primo cittadino. Secondo le accuse mosse dai pubblici ministeri veneziani sulla base di due anni di indagini dei carabinieri del Noe che avevano raggiunto l’apice in un mega blitz ad aprile 2013, i Mestrinaro nella loro azienda in Bertoneria avevano impiegato un lucroso maneggio: invece di trattare i rifiuti inquinati che le aziende edili conferivano per renderli inerti, li miscelavano tali e quali a calce e cemento, per poi venderli a 39 euro a tonnellata alle imprese edili. Il “Rilcem”, così si chiamava il composto, finiva a fare da base alle opere. Grandi quantità di “Rilcem” per grandi cantieri: 4.145 tonnellate di Rilcem contaminato sono state utilizzate per realizzare il parcheggio del Marco Polo di Venezia, 34.157 tonnellatesono finite nel tratto della nuova terza corsia dell’A4, all’altezza di Roncade.

Rubina Bon

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A Spinea i livelli di Pm10 hanno sorpassato la soglia dei 100 microgrammi

SPINEA. Bel tempo da giorni, a parte qualche nebbia, e Spinea torna sotto la minaccia delle polveri sottili. I dati delle centraline dell’Arpav di queste ultime giornate invernali sono impietosi.

Giovedì 121 microgrammi per metro cubo di Pm 10 rilevati nella centralina del Villaggio dei fiori: è il valore più alto dal 10 marzo a questa parte, un livello elevato, per cui la qualità dell’aria viene considerata “pessima”.

Era “scadente” nei tre giorni precedenti, di nuovo “pessima” il 14 e 15 marzo, rispettivamente con 102 e 120 microgrammi per metro cubo. Così il Comune si è visto costretto a diffondere di nuovo il vademecum sui comportamenti da tenere quando la qualità dell’aria in città scade a “pessima”, torna cioè sopra il livello d’allerta dei 100 microgrammi per metro cubo.

«Particolare attenzione nei confronti di bambini, anziani, malati con patologie respiratorie o cardiovascolari, donne in gravidanza e chi svolge intensa attività all’aperto», raccomanda il Comune, «stare in casa il più possibile quando i livelli di inquinamento sono alti, specialmente se ci sono già condizioni di salute compromesse e, se possibile, eseguire le proprie attività all’esterno nei momenti più favorevoli, tenendo presente che in questa stagione gli inquinanti sono maggiormente presenti nella fascia oraria che va da mezzanotte alle 8 del mattino. Non fare esercizio fisico all’aria aperta quando i bollettini sulla qualità dell’aria segnalano condizioni sfavorevoli: più veloce si respira, più inquinanti penetrano nei polmoni».

Ovviamente la prima accortezza riguarda il traffico: «Si raccomanda di limitare consumi di energia elettrica e l’utilizzo dell’automobile in ambito urbano». Da domani, con il ritorno del maltempo, grazie alla bassa pressione e alla pioggia, la situazione dovrebbe leggermente migliorare.

Filippo De Gaspari

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SPINEA – Le ruspe sono arrivate nei giorni scorsi, gli operai sono già al lavoro. È partito il grande intervento di caratterizzazione all’ex discarica di via Luneo, al confine tra Mirano e Spinea. A occuparsi del progetto, in quella vasta zona compresa tra le abitazioni di campagna e il fiume Rio Cimetto, è Veritas. Il via libera era arrivato a settembre 2012, ora finalmente si parte.

L’obiettivo è definire l’estensione, la profondità e le caratteristiche della contaminazione indotta dai rifiuti nel sottosuolo, nelle acque sotterranee e in quelle superficiali. A questa prima fase di analisi seguirà poi ovviamente una bonifica vera e propria del sito, chiesta a gran voce dai residenti di Spinea. Innanzitutto operai e tecnici specializzati lavoreranno per verificare la tipologia dei rifiuti stoccati nell’ex cava, saranno scavate trincee esplorative di un metro e mezzo per prelevare campioni di materiale nel sottosuolo, da far poi analizzare in laboratorio. Il secondo passo sarà analizzare nel dettaglio i campioni di terreno prelevati nelle aree esterne ma limitrofe all’ex cava, lo stesso accadrà in prossimità degli argini del Rio Cimetto.

I lavori, partiti questa settimana, avranno una durata di 90 giorni. La notizia si è diffusa rapidamente tra i residenti del quartiere di Luneo, che da anni chiedono la messa in sicurezza del sito ma non solo: la gente di Spinea vuol conoscere la verità sui presunti danni alla salute provocati da quei rifiuti solidi urbani. La questione è molto sentita: nell’ultimo decennio sono stati colpiti da tumore alcuni cittadini che da ragazzi andavano a giocare proprio in quella cava. Gli studi epidemiologici non hanno mai evidenziato una correlazione certa tra quelle morti e la presenza della discarica, ma negli anni molti residenti hanno alimentato sospetti e forti timori. «Tra poco finalmente capiremo cos’è presente qui sotto – ha spiegato Stefania Busatta, assessore all’Ambiente di Spinea – In base ai risultati delle analisi, decideremo poi quali azioni intraprendere».

G.Pip.

 

Nuova Venezia – Spinea. Discarica, iniziati i campionamenti

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18

mar

2014

IN VIA LUNEO TRA SPINEA E MIRANO

SPINEA – Lunedì 17 marzo mattina: hanno inizio, come annunciato, i lavori per la caratterizzazione della discarica di Luneo, ai confini tra Spinea e Mirano. I residenti l’attendevano da anni. Ieri mattina i tecnici Veritas hanno varcato i cancelli della vecchia cava, dove sono sepolte, insieme a tonnellate di rifiuti di dubbia provenienza e natura, anche tutte le paure dei residenti. A loro proveranno a dare una prima risposta le analisi di laboratorio sui campioni di terreno e acqua prelevati dal sito. La prima fase dei lavori prevede verifiche attraverso lo scavo di trincee e il posizionamento di piezometri per analizzare la natura dei rifiuti stoccati negli anni nell’area verde tra via Luneo e il vicino Rio Cimetto. La giornata di ieri è in qualche modo storica: dei veleni di via Luneo si parla da decenni, ora finalmente, dopo annunci e progetti sulla carta, si passa ai lavori. Con i tecnici, hanno tenuto a battesimo il cantiere anche il sindaco Silvano Checchin, la sua vice e assessore all’ambiente Stefania Busatta e, per la Regione, il consigliere del Pd Bruno Pigozzo.

«Cominceremo con dei primi lavori di battitura e verifiche topografiche », ha spiegato Roberto Sinibaldi di Veritas. «La Regione ha la responsabilità di verificare la composizione di questi siti», ha spiegato Pigozzo, «realizzati in una fase in cui le regole erano molto diverse da quelle attuali: il primo finanziamento serve proprio a capire quali sono i rischi. Poi si investiranno nuove risorse per l’eventuale messa in sicurezza, sulla scorta dei primi dati».

«Da oggi cominciamo finalmente a cercare di capire cos’è presente qui sotto», ha aggiunto Busatta, «sulla base dei risultati si potrà capire poi quali saranno le azioni future da intraprendere e quali i finanziamenti necessari».

(f.d.g.)

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Spinea. Partono i lavori per capire la natura dei rifiuti stoccati nell’area

Scavi fino a un metro e mezzo di profondità, poi l’avvio della bonifica

SPINEA – Arrivano le ruspe all’ex discarica di Luneo, ai confini tra Mirano e Spinea: lunedì via ai lavori previsti dal Piano di caratterizzazione dell’area. Tra tre mesi potrebbero già arrivare i primi risultati sulla natura dei rifiuti stoccati nelle viscere della terra, tra le case di via Luneo e il Rio Cimetto. A occuparsene sarà Veritas, individuata quale soggetto attuatore dell’intervento dalla Regione già nell’estate 2012. I lavori prevedono la caratterizzazione del corpo superficiale di discarica e la definizione dell’estensione, della profondità e delle caratteristiche della contaminazione indotta nel sottosuolo, nelle acque sotterranee e in quelle superficiali. Una prima fase di indagine dunque, cui seguirà poi la bonifica vera e propria del sito. In questa prima fase saranno svolte due tipi di esami: da un lato la verifica della tipologia dei rifiuti conferiti nel sito durante gli anni di attività della cava. In particolare saranno scavate trincee esplorative fino a una profondità di un metro e mezzo dal piano campagna e successivamente prelevati campioni del materiale presente nel sottosuolo, che verranno poi analizzati in laboratorio per definire la tipologia del rifiuto stoccato. Dall’altro lato sarà determinato lo stato di contaminazione del sito, dal punto di vista della matrice del terreno e delle acque, sia sotterranee che superficiali. Per fare questo saranno realizzati 11 sondaggi attrezzati a piezometri nelle aree esterne ma limitrofe alla discarica e poi altri 7 all’interno della cava. Dai sondaggi saranno quindi prelevati campioni di terreno e di acqua e lo stesso avverrà in tre punti sull’alveo del Cimetto che corre a lato: anche in questo caso tutti sottoposti ad analisi. I lavori partiranno lunedì e avranno una durata di 90 giorni consecutivi: si comincerà, già dopodomani, con le tracciature preliminari e i rilievi topografici, poi nei giorni successivi si procederà con gli sfalci, quindi gli scavi veri e propri. Il cantiere prevede anche alcune misure di sicurezza adottate in corso d’opera e concordate con i tecnici dello Spisal dell’Asl 13, a causa della possibilità di affioramento di sostanze pericolose per la salute umana e l’ambiente. Ad eseguire i lavori è stata incaricata la ditta Sgm Geologia e Ambiente di Ferrara. Dopo anni di silenzio dunque, in cui non sono mai stati confermati, ma nemmeno esclusi del tutto, i dubbi relativi ai danni alla salute provocati dai rifiuti stoccati in passato nelle cave di Luneo, ora si passa alle verifiche e alla messa in sicurezza del sito. I residenti attendono di sapere soprattutto con che tipo di veleni hanno dovuto convivere in tutti questi anni.

Filippo De  Gaspari

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