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SCORZÈ – Mobilitazione del comitato CappellaVive dopo Pasqua. Anche Martellago per l’interramento

«Dopo Pasqua si terrà un incontro con i sindaci dei comuni interessati dal mega-elettrodotto. La nuova linea va interrata, punto e basta»

Vittorio Pellizzato, portavoce del comitato CappellaVive, taglia corto:

«Avevamo già in programma questa mobilitazione perché ci preoccupava il silenzio di Terna. Del resto siamo ancora in attesa della risposta della Regione dopo l’incontro che abbiamo avuto nell’estate scorsa con l’assessore all’energia Massimo Giorgietti».

Il “silenzio” di Terna in realtà si è rotto con il comunicato stampa del 21 marzo nel quale si annuncia che la concertazione con gli enti locali per il tracciato dell’elettrodotto “Trasversale in Veneto” si concluderà a giugno 2013. Dopo questa data l’opera sarebbe avviata in autorizzazione entro dicembre.

«Terna conosce la posizione di migliaia di cittadini e quella dei sindaci che hanno chiesto di avere come interlocutore solamente la Regione Veneto – continua Pellizzato -. L’unica soluzione possibile è che l’elettrodotto venga interrato a fianco dei percorsi autostradali».

Nel marzo 2009 erano state raccolte oltre cinquemila firme dei cittadini di Scorzè, Martellago, Zero Branco e Volpago del Montello contro le ipotesi progettuali Terna, e in tutte le assemblee degli ultimi tre anni è sempre stata richiesta la linea interrata.

«Invece del perseguimento di soli interessi propri – affermano a CappellaVive – il vero percorso è e resta il Venezia Nord-Scorzè-Cordignano: uscita sulla linea esistente e raggiungimento delle autostrade, per poi affiancarla in interrato. Gli eventuali maggiori costi di 2 volte e mezzo per gli azionisti verrebbero riassorbiti successivamente perché l’interrato non ha costi di manutenzione e raddoppia la durata. Terna lo sa, ma la società per azioni vuole il massimo utile oggi».

Intanto, come già fatto dal collega di Scorzè Mestriner, conferma la contrarietà al progetto di Terna anche Giovanni Brunello, sindaco di Martellago, che sarebbe interessato dal tracciato del nuovo elettrodotto nella parte nord del capoluogo, nell’area tra via Ca’ Nove e Mezzaluna.

«Ogni tanto Terna si sveglia e manda queste lettere, ma noi restiamo fermi nelle nostre posizioni: la linea va interrata e il nostro interlocutore deve essere la Regione, che noi sindaci abbiamo già sollecitato in tal senso, ma di cui stiamo ancora aspettando una risposta»

conclude Brunello.

(ha collaborato Nicola De Rossi)

 

La società pronta a chiudere entro giugno la fase di concertazione con i Comuni

Il sindaco di Scorzè chiede l’interramento: «Il nostro interlocutore è la Regione»

Mette fretta la società Terna sull’elettrodotto «Trasversale in Veneto» da 380 mila volt, da Venezia a Volpago del Montello (Treviso) e annuncia che nei prossimi mesi sarà chiusa la fase di concertazione con gli enti locali, mentre il progetto finirà in autorizzazione entro fine anno. Per vedere i cantieri, però, ci vorrà del tempo, perché prima serviranno i passaggi ai ministeri competenti. Intanto arriva la notizia che per giugno si deve chiudere la partita fra le parti interessate «dopo un dialogo iniziato nel 2006» si legge in una nota dell’azienda «attraverso quasi cento incontri». Tra i Comuni interessati vi sono Martellago ma, soprattutto Scorzè, dove sarà realizzato quasi un terzo dell’elettrodotto.

«Ogni due o tre mesi» replica il sindaco di Scorzè Giovanni Battista Mestriner «Terna fa la sua dichiarazione, segnando il territorio. Sappia che il nostro interlocutore rimarrà la Regione. La società non è proprietaria del territorio, mentre lo sono i cittadini».

Dunque Scorzè ribadisce la posizione avanzata nei mesi scorsi, dove si chiede l’interramento dell’opera, come già votato un paio d’anni fa dallo stesso Consiglio comunale. L’opera sarà lunga 34 chilometri, di cui 11,2 tra Scorzè (9,5 chilometri) e Martellago (1,7 chilometri).

Per ridurre al minimo l’impatto ambientale della nuova linea, Terna userà dei sostegni a mensole isolanti o monostelo. In tutto il tracciato saranno rimossi 86 chilometri di vecchie linee da 132 mila volt, «liberando» circa mille tra edifici e case. Oltre a Martellago e Scorzè, il «Trasversale in Veneto» toccherebbe pure i comuni trevigiani Istrana, Morgano, Paese, Ponzano, Povegliano, Quinto, Trevignano, Treviso, Zero Branco e Volpago.

A Scorzè sarebbero smantellati diciannove chilometri di vecchie linee, ovvero tre elettrodotti che ora attraversano il comune da nord a sud. Per Terna, 400 abitazioni beneficerebbero della nuova opera, oggi vicine alle linee elettriche.

Se per Martellago l’area interessata sarebbe via Mezzaluna, diverso il discorso di Scorzè, dove si partirebbe da Gardigiano, si attraverserebbe via Moglianese, si salirebbe per la zona di via Gallese, per poi andare a Rio San Martino attraversando via Onaro e poi su per i territori della Marca.

Secondo Terna, «580 edifici» si legge nel progetto disponibile da tempo sul sito internet della società (www.terna.it) «oggi collocati a una distanza di cento metri dalle linee che potrebbero essere smantellate, godranno di una rivalutazione economica grazie alla rimozione del tralicci». Ma la partita potrebbe non chiudersi a breve.

Alessandro Ragazzo

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Quei 30 chilometri di linea elettrica che fanno parlare

VOLPAGO. Parte da Scorzè, attraversa Zero Branco e Morgano, entra nel territorio di Paese verso i confini con Istrana, tocca una piccola parte di Trevignano, si inoltra a Volpago fino a collegarsi con l’altro elettrodotto ad alta tensione che va da Sandrigo a Udine. È il cosiddetto “Trasversale in Veneto”, con 30 chilometri di nuovo elettrodotto e in cambio 86 chilometri di vecchie linee a minor tensione da smantellare. Secondo Terna la nuova linea da 380mila volt è indispensabile per garantire la sicurezza della rete elettrica nelle aree di Treviso e Venezia, le cui condizioni sono estremamente critiche e soggette a forti rischi di disalimentazione delle utenze elettriche.

L’intervento, secondo sempre la società, è improcrastinabile a causa dell’incremento del deficit energetico regionale, che nel 2011 ha raggiunto il 59,06% dei consumi. (e.f.)

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Nuova Venezia – Miranese, Boom della raccolta differenziata

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

24

feb

2013

Martellago e Salzano hanno superato quota 70%, la media del Miranese è 66%

MIRANO. Aumenta la raccolta differenziata nel Miranese. Bel balzo in avanti lo scorso anno per i sette Comuni del comprensorio, che hanno migliorato i dati del 2011, con la prospettiva, per l’anno in corso, di riuscire a fare ancora meglio. Vuoi per il cambio di conferimento a calotta, che da qualche parte si sta ancora attuando, vuoi perché i cittadini riescono a gettare meglio la spazzatura, nel 2012 ci sono stati degli ottimi picchi. In due casi, vedi Martellago e Salzano, si è addirittura superata quota 70%; ma se per la seconda non è una novità perché da tempo è su questi parametri grazie al “porta a porta” (unica del comprensorio a farlo), per la prima si tratta di un bel balzo in avanti, complice il sistema attivo in tutto il territorio. La media del Miranese è passata dal 58,06 registrata nel 2011 al 66,35 dello scorso anno, con un balzo in avanti di 8,29 punti percentuali. Nel 2012, due Comuni, Martellago e Salzano, hanno superato il 70%, mentre altri tre sono sopra il 65 per cento, ovvero Scorzè (65%), Spinea (67,10) e Santa Maria di Sala (69,34). Due, Mirano e Noale, hanno chiuso con almeno il 55%, rispettivamente al 59 e al 56%. Il sistema a calotta, con tanto di chiavetta elettronica per aprirla, ha fatto fare il salto di qualità sulla raccolta differenziata. Seppur con tempi diversi, tutti i Comuni si stanno adeguando a questo nuovo metodo, in accordo con Veritas. L’unica a continuare con il “porta a porta” resta Salzano. Gli altri, invece, negli ultimi mesi hanno rivoluzionato tutto, seppur un po’ alla volta. Ecco allora che Santa Maria di Sala, fino a poco tempo una delle peggiori dell’intera area, ora si è assestata su alti numeri. Basti pensare che nel primo semestre del 2009 nel Salese si raccoglieva il 42,8% di spazzatura, negli ultimi sei mesi dello scorso anno, il dato è cresciuto fino al 71,6. Insomma, un balzo quasi di 30 punti percentuali. Indietro sono Mirano e Noale ma si sono adeguate tra le ultime alla novità. A Mirano, nell’ultima parte dell’anno è diventato operativo il secondo lotto del progetto a calotta, mentre il primo era partito nel 2011 lungo tutto il perimetro del Comune che confina a Est con Mira, a Sud con Pianiga e a Ovest con Santa Maria di Sala, toccando i paesi di Scaltenigo, Ballò e Vetrego. Non a caso, già a gennaio 2013 si è già arrivati al 64%. Noale, invece, ha iniziato solo pochi giorni fa con le frazioni, per completare l’operazione in tutto il territorio entro fine 2013. (a.rag.)

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Il Comitato pro complanari attacca Brunello per il casello

MARTELLAGO.

«Il sindaco di Martellago Giovanni Brunello è il paladino del cemento. Lo proporremo per il premio Attila, attribuito ogni anno dal Wwf al maggior distruttore di ambiente naturale d’Italia. La documentazione è già stata inviata».

Ci va pesante il Comitato Pro complanare alla notizia dell’avvio dei lavori del casello del Passante a cavallo del fiume Dese, partiti a inizio anno.

Che il comitato sia sempre stato critico sulle scelte fatte dalla giunta e dal Consiglio di Martellago non si scopre certo oggi ma il comitato Pro complanare lancia macigni. E nel mirino ci finisce proprio Brunello.

«Una maggioranza», scrive il Comitato, «che ha tutto a cuore eccetto la difesa dell’ambiente e del benessere dei propri cittadini. C’è stato spregio per le nostre proposte, per altro sottoscritte da migliaia di cittadini, e così si è dato inizio alla distruzione del territorio. C’erano delle alternative valide, come un casello con una sola uscita anziché due e pure la bretella a est, dalla Kelemata al casello, doveva essere evitata perché inutile e impattante per le aree agricole».

E il comitato ne ha pure per la minoranza.

«Inconsistenti e deboli comparse», aggiunge, «che non hanno voluto contrastare il progetto del casello».

Ma Brunello non ci sta e replica al comitato e ai suoi componenti. «Ben venga il premio Attila», ribatte, «se quanto fatto significa aver tolto il traffico davanti all’asilo e dal centro di Martellago, aver creato un’opportunità per il paese con il casello, aver portato a casa le piste ciclabili di via Ponte Nuovo e via Morosini. Fosse stato per me, alcuni rappresentanti del comitato come Renato Anoè e Francesca Trevisan (quest’ultima in Consiglio con il Pd) sarebbero già fuori dal Pd: in questi anni, non ha fatto altro che fare guerra intestina alla maggioranza». (a.rag.)

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MARTELLAGO – Il Comitato ProComplanare candida per il premio «Attila del territorio» il sindaco Brunello, che replica per le rime. Duro attacco del comitato che si è battuto contro il progetto del casello del Passante dopo l’avvio dei cantieri.

«Uno scempio di cui è responsabile l’amministrazione Brunello, che tutto ha a cuore meno che l’interesse per la difesa dell’ambiente e del benessere dei cittadini», scrive il comitato. Che lamenta lo spregio verso tutte le «nostre proposte alternative meno impattanti e meno costose, sostenute da migliaia di firme: andava fatta un’unica uscita d’esazione ed evitata la bretella est, inutile e devastante».

Di qui la provocazione.

«Il nostro sindaco è un paladino del cemento: lo proporremo per il premio “Attila”, assegnato dal Wwf per il maggior distruttore d’ambiente d’Italia. Volevamo ricorrere al Tar per fermare i lavori, ma l’esitazione degli espropriati e l’assenza di sostegno dai partiti hanno vanificato il tentativo»,

chiude il comitato, che annuncia per marzo un’iniziativa pubblica per chiedere la revisione del Pat.
«Ben venga il premio Attila se ciò vuol dire aver tolto il traffico da davanti asilo, chiesa e centro di Martellago, aver offerto un’opportunità al territorio col casello e ottenuto piste ciclabili come quella di via Morosini, risparmiando migliaia di euro», ribatte Brunello. (N.Der)

 

MARTELLAGO – Interventi per 752mila euro per la sicurezza idraulica

MARTELLAGO – Partono i lavori di ricalibratura del Rio Storto nel tratto tra via Roma e il parco Laghetti: quello più a monte è stato appena sistemato con la Variante di Robegano. Realizzata dal Consorzio Acque Risorgive, l’opera prevede interventi per un importo di 752mila euro.

«Un progetto di grande valenza idraulica e ambientale, che drena un comprensorio di 2.200 ettari divenuto ad alto rischio idraulico»,

spiega il direttore del Consorzio, Carlo Bendoricchio. Saranno ricalibrati due tratti del canale per garantire lo smaltimento in condizione di sicurezza idraulica delle piene. I livelli saranno regolati con manufatti di sbarramento mascherati per un migliore inserimento nell’ambiente naturale delle cave, al cui interno sarà anche rifatto un ponte.

«In alcune anse del Rio – precisa Bendoricchio – saranno realizzati ampliamenti golenali che, oltre a migliorare il deflusso, garantiranno condizioni di biodiversità e contribuiranno alla naturale depurazione delle acque».

Soddisfatto il sindaco Brunello: «In concomitanza coi lavori, il Comune realizzerà il breve tratto di ciclabile lungo il Rio Storto che ancora manca per collegare la pista su via Roma a quella interna su via dei Ronconi e completare così il percorso ciclo pedonale da Martellago a Maerne».
(N.Der)

 

Le richieste dei sindaci ad Anas. Presto il progetto della complanare

CAPPELLA. Martellago e Scorzè hanno ribadito la richiesta ad Anas di avere pronte tutte le opere attorno al casello per fine 2014, quando sarà inaugurato. A breve, inoltre, sarà presentato il progetto preliminare della complanarina, che collegherà lo stesso casello alla Moglianese. Questo l’esito dell’incontro di ieri tra le parti.

Si è discusso soprattutto delle piste ciclabili, si andrà avanti con l’iter per costruirle in via Morosini a Martellago, via Onaro e via Ponte Nuovo in territorio scorzetano, oltre alle mitigazioni ambientali. Ma ci si rivedrà a breve.

Intanto il comitato Cappella Vive si dice contrariato per quanto sta accadendo a cavallo del fiume Dese, con l’inizio dei lavori del casello. «Nessuno nei secoli passati» dice Vittorio Pellizzato «era riuscito a devastare l’area del Dese a Cappella. Ci è riuscita la seconda Repubblica e vedere il cantiere del casello dà idea di quanto la politica abbia interesse per il territorio: zero. È stata folle la scelta di spostare il casello da via Delle Motte a Martellago all’area del Dese: nella prima occupava una superficie di 4,5 ettari, nella seconda 26 ettari con un ponte lungo quasi 600 metri e alto 14. A Cappella stanno per calare 120 mila metri cubi di materiale portato da 9 mila camion. E poi, ancora, 12 mila metri cubi di calcestruzzo e circa 100 mila metri quadrati di asfalto e torrette alte 20 metri con selve di fari. E spendendo poco meno di 70 milioni. In quell’area, intatta per 700 anni con un mulino del 1400, il più vecchio sul Dese, è stato tolto tutto, dalle piante agli animali, dai fossati al silenzio».

(a.rag.)

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MARTELLAGO-SCORZÈ Brunello: sollecitate le mitigazioni ambientali

I sindaci chiedono chiarimenti sui tempi e sulle opere complementari

«Le opere complementari e di mitigazione siano realizzate presto e assieme al casello». Nuovo incontro, ieri a Mestre, tra Eutimio Mucilli, capo dipartimento dell’Anas del Veneto, a cui l’opera è passata in capo, e i sindaci di Martellago, Giovanni Brunello, e Scorzè, Giovanni Battista Mestriner. Al centro del summit, richiesto dai primi cittadini e dal Consorzio Acque Risorgive, la progettazione (e i tempi) e i nodi ancora aperti del nuovo casello del Passante al confine tra i due comuni e di cui i lavori sono appena partiti. In particolare la complanarina, la bretella che collegherà Moglianese e casello lungo il sedime autostradale, aggiunta in secondo tempo e che, pur sempre in Legge obiettivo, dovrà seguire un iter a sè; vari aspetti legati alla mitigazione ambientale, specie il bosco di dieci ettari per tutelare Cappella che dovrà fungere anche da area di mitigazione idraulica, data la delicatezza del sito, presso il Dese; alcune delle altre opere complementari concertate con i sindaci tra cui le ciclabili di via Morosini, Onaro e Ponte Nuovo: un pacchetto di interventi per cinque milioni. L’incontro è stato interlocutorio e non si è entrati nel merito, in quanto la progettazione di queste opere è in itinere: per la complanarina il preliminare, quasi pronto, sarà illustrato ai sindaci al prossimo incontro. «Ma con l’occasione abbiamo ribadito le nostre istanze e sollecitato la progettazione e realizzazione delle opere di mitigazione ambientale e idraulica concordate, oltre a quelle della viabilità complementare, che andranno fatte contestualmente al casello e consegnate per il novembre 2014, in cui è prevista la conclusione dell’intervento. Vogliamo salvaguardare il territorio», spiega Brunello: è di questi giorni il duro attacco del Comitato Cappella Vive contro «la devastazione che il mega casello produrrà in questo sito di interesse ambientale e naturalistico».

 

Passante, i sindaci di Scorzè e Martellago chiederanno le opere di mitigazione

Giornata importante, oggi, per il futuro delle opere attorno al casello di Cappella-Martellago del Passante. Si tratta del primo incontro tra Anas e i Comuni di Martellago e Scorzè dall’inizio del nuovo e, soprattutto, dall’apertura del cantiere a cavallo del fiume Dese. E gli argomenti sul tavolo non mancheranno, perché se è vero che il casello dovrebbe essere aperto entro la fine del 2014, è altrettanto vero che i sindaci Giovanni Brunello (Martellago) e Giovanni Battista Mestriner (Scorzè) chiederanno che tutto sia costruito per quella data, a partire dagli interventi di mitigazione e dalle strade di accesso. La stessa Anas, quando a metà dello scorso anno ha preso incarico dell’iter dopo l’uscita di scena del commissario Silvano Vernizzi, ha detto che rispetterà gli impegni presi in precedenza. Nell’accordo siglato mesi fa, ci sono 2 milioni e 700 mila euro per la complanarina e altri 2 milioni per ridurre l’impatto delle opere sul territorio. Tutto è inserito in legge obiettivo e, dunque, si dovrebbe andare avanti senza alcun ostacolo per arrivare in fretta alla loro costruzione. Scorzè punterà sulla questione delle mitigazioni ambientali, a partire dal bosco di Cappella, che avrà anche il doppio compito di risolvere i problemi idraulici. L’obiettivo finale è risolvere la questione del Desolino ed evitare le esondazioni del 2006, che provocarono un’alluvione in tutta la zona. Per quanto riguarda le piste ciclabili, si andrà avanti con l’iter per realizzarle in via Morosini a Martellago, via Onaro e via Ponte Nuovo in territorio scorzetano. Quest’ultima, poi, proseguirà nel comune di Venezia. Capitolo complanarina: l’arteria è stata aggiunta in seguito e, quindi, dovrà andare avanti con un percorso progettuale a parte. Viaggerà lungo l’autostrada e metterà in collegamento la Moglianese al casello stesso. I Comuni si sono messi d’accordo per costruirla a est del Passante, sarà lunga poco meno di un chilometro e sfrutterà l’attuale contro-strada di servizio, che sarà allargata dagli attuali tre metri a dieci. Nessun problema, invece, per quanto concerne le strade di accesso al casello del Passante. Attorno al cantiere sono già state prese in possesso le aree dove scorrerà la tangenziale nord di Martellago (dal lato est), e quella che arriverà in via Boschi tra Martellago e Scorzè (a ovest). In questo modo, la prima intercetterebbe il traffico proveniente da Trivignano, la seconda quello da Scorzè.

Alessandro Ragazzo

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SCORZÈ  – “CapellaVive” sui lavori del casello

LA DENUNCIA  «Al posto di una zona dall’equilibrio fragilissimo verrà costruito un groviglio di cemento e asfalto»

Iniziano i lavori del casello autostradale ma “CappellaVive” non manca di mettere sotto accusa la politica. Con un comunicato dal titolo «Politica nemica del territorio» il comitato sottolinea come sia una follia devastare tutta l’area del Dese di Cappella.

«Un grande deserto, una vasta pista di aeroporto. Via tutto: piante, animali, fossati, silenzio. Da via Ca Nove lo sguardo arriva siano alla Cappellana, sino a Via Boschi. Nessuno mai era riuscito dall’epoca dei Romani a oggi fare una simile devastazione». Nel comunicato si legge che verranno calati non meno di 120.000 metri cubi di materiale portato da 9.000 camion e poi oltre 12.000 metri cubi di calcestruzzo e circa 100.000mq. Il tutto per una spesa di circa 70 milioni di euro. Altre aree invece come quella dei laghetti di Martellago e la cava di via Villetta di Salzano sono diventate siti di interesse ecologico salvaguardati dal coperchio giuridico comunitario. L’area del Dese tra Cappella e Martellago invece no: un’area di circa 500 ettari naturale, un’area golenale, un’area intatta da almeno 700 anni , col più vecchio mulino del ‘ 400 sul Dese dove nidificano e si insediano notevoli specie animali».

«Al posto di una zona dall’equilibrio fragilissimo verrà costruito un groviglio di cemento e asfalto – si legge ancora nel comunicato – Frutto della folle scelta di spostare il casello da via delle Motte che occupava 4,5 ettari, all’aera Dese che occupa ora 26 ettari con un ponte lungo quasi 1000 metri e alto 14 metri. Una follia di spesa, di scelta e di dissipazione di territorio per cui i gestori di interessi lesinano quattro misere risorse per la mitigazione».

Renzo Favaretto

 

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