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Nuova Venezia – Miranese: in 10 mesi cancellati 425 treni.

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4

nov

2014

Da gennaio nel Miranese cancellati 425 convogli. Ieri nuovi disagi

Treni, boom di soppressioni

Cresce la rabbia dei pendolari dei treni. Nel Miranese uno studio ha evidenziato i problemi: da gennaio sono stati soppressi 425 convogli sulla linea Bassano-Venezia. Anche ieri si sono verificati nuovi disagi.

Pendolari esasperati sulla linea Bassano-Venezia. Ritardi accumulati pari a una settimana e mezza. Ieri altri due casi

SALZANO – La pazienza è arrivata a un limite anche per i passeggeri del Miranese, che ogni giorno salgono sui treni della linea Venezia-Bassano. Altrove l’hanno persa da un pezzo, vedi nel Veneto orientale, qui è stato un crescendo di rabbia, decollata soprattutto quest’anno. Ieri il gruppo “Pendolari Robegano-Salzano” ha reso nota una ricerca fatta dagli stessi passeggeri sui ritardi e regionali saltati di recente. I treni cancellati da gennaio, comprese le navette da Noale o Salzano e Mestre e viceversa, sono stati 425, alla media di 1,46 al giorno, mentre i minuti di ritardo accumulati sono stati 16.663, pari a 11 giorni, 13 ore e 43 minuti. Una settimana e mezza persa, comprese le ore diurne e notturne. Finito qui? No, perché gli utenti hanno pure contato quanti convogli sono stati cancellati a ottobre, dove tra incidenti e malattie del personale, hanno avuto 50 corse in meno. Nei 31 giorni di ottobre, in 14 ci sono stati dei problemi: in pratica quasi il 50 per cento. E ieri si è replicato, perché sono saltate le navette numero 5768 delle 6.22 da Mestre a Salzano e la 5771 delle 7.09 da Noale a Mestre.

«Capiamo» si legge in una nota dei pendolari «che una volta tanto possa capitare un guasto, la malattia improvvisa del capotreno, ma ci pare che le soppressioni in questo caso stiano diventando sistematiche e colpiscono una linea che, essendo a breve chilometraggio, è soggetta a penali più basse in caso di cancellazioni. Non a caso i treni di questa tratta sono i primi a essere soppressi o a subire ritardi». E a dare man forte ai pendolari arriva Damiano Dori, segretario dell’associazione Artigiani e piccole imprese del mandamento di Mirano. Dori denuncia i continui ritardi degli operai nell’arrivare ai posti di lavoro. «Ogni giorno» spiega «riceviamo proteste e lamentele delle nostre imprese. Per colpa dei ritardi e delle soppressioni, faticano a raggiungere i cantieri in tempo e questo penalizza l’ambito lavorativo. Il sistema, così come è stato studiato, è antieconomico e poco funzionale».

Alessandro Ragazzo

 

l’incontro

Venerdì tutti in Regione alla ricerca di risposte

VENEZIA – La scorsa settimana in Regione ci erano andati i rappresentanti dei comitati dei pendolari di Quarto d’Altino e del Veneto Orientale, oltre ai sindaci di Marcon (Andrea Follini) e di Quarto (Silvia Conte). Sul piatto c’erano i disservizi della Venezia-Portogruaro, fatto di corse saltate e ritardi. Venerdì toccherà ai passeggeri della Venezia-Bassano, che andranno a esporre i loro problemi, pure in questo caso fatti di convogli cancellati, pieni e in ritardo. Per gli utenti la situazione sta diventando insostenibile, per una linea che interessa più di mezzo Miranese (Noale, Salzano, Maerne e Spinea) e dove ogni giorni viaggiano migliaia tra studenti e lavoratori. Spesso i disservizi arrivano nelle ore di punta, nei momenti dove c’è il massimo spostamento verso le scuole e gli uffici. Di più, perché questa linea, da Maerne a Bassano, è a binario unico quando c’è un inconveniente, i treni non possono essere deviati su altre rotaie e il traffico si paralizza. Già l’orario cadenzato, per come è stato stilato, aveva fatto storcere il naso a più di un passeggero. A questo si sono aggiunti le soppressioni e i ritardi, talvolta di diversi minuti. E venerdì vuoteranno il sacco.

(a.rag.)

 

Sulla Treviso-Venezia una mattinata da dimenticare per un semplice errore burocratico

Turni sbagliati: annullati altri due convogli

MOGLIANO – Trenitalia sbaglia a organizzare i turni del capotreno, pendolari appiedati sulla Treviso-Venezia. È successo ieri mattina, due i convogli soppressi con il risultato che lavoratori e studenti hanno dovuto attendere il treno successivo o trovare soluzioni alternative per raggiungere le loro destinazioni. Il tutto ovviamente condito da proteste e imprecazioni per il mancato servizio, l’ennesimo lungo la tratta. Il problema si è presentato in tutta la sua gravità a Venezia di primissima mattina: il regionale 11010 diretto a Treviso era senza capotreno. E senza capotreno, non poteva partire. Il convoglio è stato soppresso e i pendolari che lo attendevano nelle stazioni di Porto Marghera, Mestre, Mestre Ospedale, Mogliano, Preganziol e San Trovaso, oltre a quelli già saliti a Venezia, si sono dovuti rassegnare dinnanzi al disservizio. Il copione si è ripetuto poco dopo, con il regionale 11013 in partenza da Treviso alle 8.36 e arrivo previsto a Venezia alle 9.16. Proprio su questo treno doveva salire il capotreno che in realtà non c’era. E i disagi a catena sono ricaduti nuovamente sui pendolari delle stazioni intermedie, tra cui Preganziol e Mogliano. Inutilmente lavoratori e studenti diretti in laguna hanno atteso il regionale. Dagli altoparlanti, l’annuncio: “Treno soppresso per mancanza improvvisa del personale”. Interpellata sulla questione, Trenitalia ha spiegato che ieri si è verificato un errore nella distribuzione dei turni del capotreno, con il risultato che due convogli su cui doveva prendere servizio un capotreno sono rimasti scoperti. E dunque sono stati soppressi. Solo a partire dal terzo treno inserito nel turno del capotreno che non c’era, Trenitalia è riuscita a garantire la copertura con una soluzione in extremis. Inevitabili i disagi per i pendolari. Per quelli che dovevano prendere il secondo regionale saltato, oltre il danno c’è stata anche la beffa. Il treno successivo è arrivato in ritardo. A Preganziol, il regionale 11015 per Venezia Santa Lucia era atteso per le 9.15. Ma già verso le 9, sul monitor è stato segnalato un ritardo di dieci minuti. Ritardo che poi è stato cancellato e quindi è ricomparso. Risultato: il treno è arrivato e ripartito a Preganziol dieci minuti dopo. E lo stesso a Mogliano. Secondo Trenitalia, il ritardo è stato accumulato a causa dell’affollamento sui binari che ha imposto di osservare fermate più lunghe nelle stazioni, da Udine fino a Venezia, dove alla fine è arrivato con nove minuti di ritardo.

Rubina Bon

 

Gazzettino – Miranese. A ottobre soppressi 50 treni.

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4

nov

2014

MIRANESE

Solo in ottobre cancellati 50 treni

Gravi disagi: sindaci e comitati convocati in Regione per un summit con le Ferrovie

I dati dei pendolari: «Nel 2014 tagliati 468 convogli»

DISAGI – Per i pendolari del Miranese è stato un ottobre da incubo.Ora il summit in Regione

Per i pendolari del Miranese è stato un ottobre da incubo e il mese di novembre è cominciato con altri due treni cancellati ieri mattina, ma ora è arrivato il momento decisivo per ottenere i miglioramenti a lungo invocati. Tutti i sindaci dei Comuni interessati dalla linea ferroviaria Bassano-Venezia (quella che passa per le stazioni di Noale, Salzano, Maerne, Spinea e Mestre) sono stati convocati dalla Regione e avranno l’opportunità di portare anche i referenti dei comitati locali. L’appuntamento è per venerdì alle 9.30 nella sede della Regione in calle Priuli a Venezia, al tavolo siederanno un dirigente regionale e un referente di Trenitalia.

«Non chiederemo cose mirabolanti, ci accontenteremmo di avere ogni giorno i treni segnati sul tabellone» fa sapere il comitato di pendolari di Salzano, facendo riferimento alla lunghissima serie di disagi degli ultimi mesi. Tra incidenti al passaggio a livello, guasti tecnici e malattie di capo-treno o macchinista, la linea Bassano-Venezia ormai è settimanalmente tartassata. Le stazioni più penalizzate sono Salzano e Spinea (dove non fermano i treni Regionali Veloci), i numeri parlano chiaro: i pendolari fanno sapere che ad ottobre sono stati cancellati ben 50 treni e in tutto il 2014 il dato arriva almeno a 468. La media è di oltre un treno e mezzo cancellato ogni giorno.

Le statistiche sono state prese dal sito internet www.viaggiatreno.it e riguardano le linee Castelfranco-Venezia e Noale-Mestre: il comitato di Salzano ha calcolato anche 16.663 minuti complessivi di ritardo, pari ad oltre undici giorni. Lo stesso comitato ieri ha invitato i pendolari a riportare le proprie osservazioni alla mail pendolarisalzanorobegano@gmail.com, diffondendo anche una nota molto piccata: «Capiamo che ogni tanto può capitare un guasto o una malattia, ma qui le soppressioni stanno diventando sistematiche e colpiscono una linea che, essendo a breve chilometraggio, è soggetta a penali più basse in caso di cancellazioni. Dopo l’incontro di venerdì speriamo di ottenere un miglioramento di questa situazione che ci sta esasperando».

 

 

Spinea, Martellago e Scorzè “ricicloni”. Riduzioni solo per le aziende, finora escluse le famiglie

MIRANO – Anche differenziare ha la sua fatica, ma conviene? Dove getto gli avanzi della cena? E i cartoni della pizza sporchi? Cosa ci devo mettere nel secco? Tutte domande che i cittadini si pongono ogni giorno. Un piccolo-grande sacrificio da fare non solo per rispettare l’ambiente e risparmiare sulle materie prime ma anche per contenere l’emissione di sostanze nocive, recuperare materiali e ridurre i costi di smaltimento. Già, i costi di smaltimento, perché in questi anni i Comuni, chi più chi meno, hanno fatto passi da gigante nel settore, con numeri all’avanguardia. Ma gli effetti sulle tasche dei cittadini quali sono?

Prendiamo il Miranese a settembre 2014; nella classifica dei primi dieci, ci sono sei dei sette Comuni del comprensorio, addirittura occupando tutti i tre posti del podio: Spinea, Martellago e Scorzè, nell’ordine, sono i più bravi. Santa Maria di Sala, Noale e Salzano aiutano a tenere alta la bandiera di quest’area del Veneziano, mentre Mirano è fuori, per ora, dai primi dieci, anche se di recente ha fatto ottimi passi in avanti. E le percentuali di differenziata sono da 10 in pagella, o giù di lì: si va dall’81,51 per cento di Spinea al 75,42 per cento di Salzano, i due estremi. Spinea gongola e si dice pronta a intervenire sulle bollette.

«Da quattro anni non le stiamo aumentando», dice il sindaco Silvano Checchin, «e le attività produttive, nell’ultimo quadriennio, hanno avuto una riduzione compresa tra il 17 e il 20 per cento, anche se c’è stata meno produzione di spazzatura». L’assessore all’Ambiente Stefania Busatta è pronta a lanciare una serie di iniziative, pure per ridurre gli sprechi nelle mense scolastiche. «Il sistema a calotta» osserva «ci ha permesso di risparmiare 200 mila euro. Il 23 novembre avremo una festa dedicata alle “quattro erre”: riuso, recupero, riciclaggio e riduzione. Ci sarà la possibilità di barattare con altri ciò che non serve, proprio per allungare il ciclo di vita delle cose. Dal 22 al 29 novembre, avremo la settimana europea per la riduzione dei rifiuti e quest’anno sarà dedicata allo spreco alimentare: da qui vogliamo portare avanti delle proposte».

Noale era l’unico del Miranese fuori dai Comuni Ricicloni 2014. Ora gli effetti del sistema a calotta iniziano a vedersi e l’assessore competente, Alessandra Dini, punta a ridurre i costi per le tasche dei contribuenti. «A fine anno faremo i conti» fa sapere «e poi interverremo per far risparmiare i noalesi».

(a.rag.)

 

Nuova Venezia – Parchi e stazione puliti dai ragazzi

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2

nov

2014

Buon successo del progetto “72 ore con le maniche in su” a Mira e Maerne

MIRA – Il semplice “grazie” di tante persone perbene ai volontari di “72 ore con le maniche in su”, il progetto dalla Caritas veneziana attraverso il gruppo “Prove di un mondo nuovo”. A Mira oggi ben 50 ragazze e ragazzi, saranno impegnati nel territorio comunale in numerose attività a vantaggio della comunità, che vanno dalla pulizia dei parchi di Villa dei Leoni, Naturallegra e Lomellina Cadore, al supporto delle attività della Casa San Raffele, alla cura e sistemazione degli oratori di Oriago e Ca’ Sabbioni, alla dipintura del Centro giovanile Dedalo. Il Comune vi ha aderito patrocinando l’iniziativa e i ragazzi sono stati elogiati dall’assessore Ornella Vanin. I volontari impegnati sono tutti giovani dai 16 ai 30 anni, provenienti da altri territori del veneziano che hanno aderito al progetto animati dalla voglia di mettersi in gioco, testare le proprie capacità pratiche e organizzative, provare una nuova esperienza di solidarietà e socializzazione, che potrebbe anche tradursi in un successivo impegno più costante nel volontariato. Soddisfatto dell’iniziativa anche il direttore locale della Caritas e responsabile della Casa San Raffaele, Francesco Vendramin: «Questi ragazzi», dice Vendramin, «hanno aiutato gli abituali volontari Caritas a gestire delle strutture come la casa San Raffaele che sono fra le poche che ancora in questo periodo di crisi offrono un alloggio a stranieri in estrema difficoltà».

Un’altro dei punti caldi dove i volontari hanno operato è stato il Miranese. Quindi: su le maniche e via, a sistemare il sottopasso ciclopedonale della stazione di Maerne. «Prove di un nuovo mondo – 72 ore con le maniche in su» è anche il progetto a cui anche il Comune di Martellago ha aderito e dove, da giovedì scorso a oggi, sono state organizzate diverse attività nel territorio ma anche di manutenzione dello stesso, oltre agli incontri con gli operatori dell’assessorato comunale ai Giovani e con i ragazzi del Ceod di Olmo. Ieri un gruppo di volenterosi, una quindicina di ragazzi provenienti dal comprensorio, ha preso in mano gli attrezzi e ha iniziato a pulire e ridipingere il sottopasso vicino alla stazione dei treni. Aperto a febbraio 2011, con il tempo sono comparse scritte, disegni e altro ancora che avevano sporcato i muri dove transitano ciclisti e pedoni. Una situazione presente non solo a Maerne ma pure negli altri scali ferroviari del comprensorio, dove spesso c’è chi imbratta le pareti. I giovani hanno lavorato tutto il giorno per dare al muro il volto originale e togliendo anche le erbacce cresciute tra il marciapiede.

(a.ab. – a.rag.)

 

Gazzettino – Treni, altra mattina da incubo

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29

ott

2014

NOALE-MESTRE – Il capotreno è ammalato, saltano sei corse delle Fs

Sei corse saltate solo in ottobre e due volte a causa di malattia del personale. I pendolari della linea che collega Bassano-Venezia sono esasperati.

Questa volta si ammala il capo-treno, saltano 6 corse sulla linea Noale-Mestre

Le Ferrovie si scusano e avviano delle verifiche interne: pendolari infuriati

Il capo-treno resta a casa ammalato? I pendolari restano a piedi infuriati. Era già successo giovedì con la malattia improvvisa del macchinista, è capitato nuovamente ieri e la giustificazione da parte delle Ferrovie è sempre la stessa: «Lo abbiamo saputo all’ultimo, non abbiamo avuto tempo di organizzare un turno sostitutivo». Una giustificazione che per i pendolari ormai conta poco, visto che a rimetterci sono sempre loro. Studenti e lavoratori che utilizzano la linea Bassano-Venezia ogni giorno si presentano in stazione con un interrogativo: il treno passerà oppure no? Nel mese di ottobre abbiamo contato almeno sei mattinate da incubo, inizialmente le cause sono state guasti tecnici e incidenti al passaggio a livello ma ora i pendolari devono imbattersi anche nelle malattie del personale. Ieri sono state soppresse tre corse Noale-Mestre (quelle delle 7.09, 9.09 e 11.09) e tre corse Mestre-Noale (delle ore 6.22, 8.22 e 10.22). I treni in questione sono le cosiddette «navette»: sono state introdotte per permettere ai pendolari di Salzano e Spinea (le due stazioni dove non fermano i treni Regionali Veloci) di prendere le coincidenze per Bassano e Venezia, il problema è che saltano di continuo. «Il capo-treno doveva presentarsi alle 4.50 del mattino ma ha comunicato di essere ammalato. Purtroppo la mattina stessa non si riesce ad organizzare una sostituzione» ha fatto sapere ieri Ferrovie. Ma non esiste un turno di reperibilità per le sostituzioni d’emergenza? «Esiste, ma ieri tra questa linea e le altre linee regionali abbiamo fatto i conti con tre malattie comunicate all’ultimo – spiegano sempre i vertici di Rfi -. Faremo delle valutazioni per capire se c’è un incremento di queste situazioni o se sia solamente una fatalità dovuta alla stagione autunnale». In questo mese nero i pendolari hanno dovuto fare i conti anche con passaggi a livello danneggiati a Noale e guasti tecnici alla stazione di Maerne. Che fare in questi casi? Molti attendono schiumando rabbia, altri vanno a prendere il bus e chi ha più fretta muove la macchina. «Questo mese abbiamo speso decine di euro tra biglietti e benzina – sbottano i pendolari -. Chi ci rimborsa?».

 

Nuova Venezia – Unione del Miranese, via ufficiale

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26

ott

2014

Ieri il primo storico Consiglio, in discussione la polizia locale unica: “no” del M5S

SANTA MARIA DI SALA «Un’Unione che non sia solo economica». Parte da questi presupposti, e tra molti buoni propositi, la nuova Unione dei comuni del Miranese che ieri mattina a villa Farsetti ha visto la prima convocazione del Consiglio degli eletti. Un appuntamento per certi versi storico, clima da primo giorno di scuola con sindaci, consiglieri e tecnici di tutti i sei Comuni dell’Unione, ex primi cittadini, un buon pubblico. A presiedere la seduta, il neopresidente dell’Unione e sindaco di Salzano Alessandro Quaresimin, che ha di fatto aperto l’era della più grande Unione di Comuni del Veneto: sei municipi per circa 130 mila residenti. Primo provvedimento preso dal Consiglio è il recepimento e l’attivazione delle funzioni di polizia locale e protezione civile. Da ieri è nero su bianco la volontà politica di creare un comando unico di agenti del Miranese e un solo gruppo di volontari di protezione civile. I percorsi entrano ora nella fase operativa: sei mesi, forse anche meno, per costituire un comando unico effettivo di polizia locale, anche se non mancano scogli da superare, come il fatto che, ad esempio, Spinea sia l’unica ad avere i vigili armati, oltre alla spinosa questione delle indennità. «L’unico rammarico è l’assenza di Scorzè», ha detto Michele Celeghin, ex sindaco di Noale che nel 2009 contribuì ad avviare l’iter, ora consigliere dell’Unione, «Manca parte del territorio, ma ognuno ha i suoi tempi e sono convinto si uniranno noi. Il treno Unione non poteva aspettare. Non sia un ente fatto solo per risparmiare: unendoci acquistiamo spessore, siederemo a tavoli territoriali con numeri e prerogative che forse, penso a Venezia, non piacciono a tutti. Sfruttiamo questa posizione per il territorio». Nel voto che dà il via libera al recepimento delle funzioni, in particolare per la polizia locale, contrari solo i grillini: votano no Martina Pasqualetto e Stefania Mazzotta, del M5S di Mirano e Spinea.

Filippo De Gaspari

 

Santa Maria di Sala. Ieri si è tenuto il primo consiglio dell’Unione dei Comuni: «Rappresentiamo 125mila abitanti»

«Nasce oggi la quarta città del Veneto». Così Alessandro Quaresim, presidente del Consiglio dell’Unione dei Comuni del Miranese. L’organismo ha ieri tenuto il suo primo Consiglio in Villa Farsetti a Santa Maria di Sala. Mirano, Martellago, Noale, Salzano, Santa Maria di Sala e Spinea. Questi i comuni all’appello che uniti insieme contano 125.000 abitanti distribuiti in 150 km quadrati. «Questa sinergia – dice il presidente Quaresim, nonché sindaco di Salzano – è il cuore dell’Unione. Da oggi cominciamo a mettere insieme le risorse, i mezzi ma anche le personalità e le professionalità del personale dipendente dei nostri comuni per ottimizzare i procedimenti. Faremo tesoro delle buone prassi dei singoli comuni, attingendo le migliori di ciascuno e mettendole insieme. Ovviamente ci vorrà del tempo, abbiamo accelerato le tappe perché vogliamo partecipare al bando regionale uscito a settembre per avere dei contributi indispensabili. L’importante è che si capisca che nessun comune può spendere un euro in più delle spese che attualmente ha». «Non solo un’unione economica – commenta il consigliere, nonché ex sindaco di Noale, Michele Celeghin – ma anche un’unione politica. Questi sei comuni devono avere un’identità, siamo in un territorio che è al centro di Padova, Treviso e Venezia, nella posizione più strategica e questa deve essere valorizzata». «In tantissime questioni – dice il sindaco di Noale, Patrizia Andreotti – solo così potremo trovare delle soluzioni. Ora siamo all’inizio di un percorso. Ci sarà molto da lavorare ma credo che lo spirito di collaborazione che io ho incontrato all’interno del gruppo dei sindaci lo si possa trasmettere anche ai cittadini, mettendo in secondo piano il colore politico». Il tavolo ha visto ieri la conferma dei consiglieri eletti e la delibera del trasferimento delle funzioni di polizia locale e protezione civile dai vari comuni all’ente dell’Unione. Delibera approvata a maggioranza dei componenti con due voti contrari degli esponenti del Movimento Cinque Stelle.

Nuova Venezia – Unione del Miranese domani il Consiglio

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24

ott

2014

LA PRIMA SEDUTA

MIRANO – Primo Consiglio dell’Unione dei Comuni del Miranese domani a villa Farsetti a Santa Maria di Sala. Prende forma il nuovo ente: dopo la presentazione della giunta e del presidente, ovvero il sindaco di Salzano Alessandro Quaresimin, si riunisce alle 9.30 per la prima volta l’assemblea degli eletti, tre per ogni consiglio comunale (due dalla maggioranza, uno dall’opposizione), più i sei sindaci. Si entra subito nel merito delle questioni, ovvero la condivisione dei servizi: il Consiglio dovrà esprimersi sul recepimento da parte dell’Unione delle funzioni di polizia locale e protezione civile trasferite dai Comuni. Con il voto favorevole sarà in pratica sancita la nascita della polizia locale del Miranese e del gruppo volontari protezione civile del Miranese che, nei prossimi mesi, dovranno affrontare la fase operativa di unificazione. Se per la protezione civile cambia poco, dato che i gruppi comunali operano per distretto già da tempo e manterranno operativi i presidi nei Comuni, a cambiare, e di molto, sarà il corpo dei vigili. Ne nascerà uno unico, con 48 agenti, uffici e comando accentrato a Mirano, a villa Belvedere. Qui i vigili avranno alcune delle stanze che stanno per essere adibite alle nuove funzioni. Il numero e soprattutto l’accentramento delle funzioni permetterà di attivare il cosiddetto terzo turno in orario serale. «Un comando unico, anche se per un territorio così ampio, permetterà di intervenire subito in caso di necessità», ha spiegato il presidente dell’Unione Alessandro Quaresimin. Intanto martedì i consigli comunali di Noale e Martellago hanno dato il via libera al trasferimento al nuovo neonato soggetto delle funzioni di polizia locale e protezione civile. Un passo dovuto, poiché sono due materie inserite negli accordi tra i sei Comuni. Ora Martellago è in convenzione con Salzano e Scorzè. Spiega il sindaco di Martellago, Monica Barbiero: «Ogni martedì mi ritroverò con i miei colleghi per dare forma all’Unione. I problemi da affrontare sono tanti ma c’è entusiasmo per risolverli». Critico Gianfranco Pesce, Gruppo Misto. «Sono sempre stato contrario all’Unione» fa sapere il consigliere, «e non dimentichiamoci che i singoli comandi di vigili sono sotto organico e saremo più in difficoltà».

(f.d.g. – a.rag.)

 

MARTELLAGO – Unione dei Comuni, si entra nel vivo. Anche il consiglio comunale di Martellago ha approvato la convenzione per trasferirvi le prime due funzioni: Protezione Civile e Polizia locale. Sulla prima, all’Unione passeranno i piani di emergenza, generali, e altre attività come prevenzione o approvvigionamento, mentre i sindaci rimangono titolari dei servizi d’emergenza, e la Protezione Civile comunale resterà nella sede di via Roviego, appena ultimata: sarà inaugurata il 15 novembre. La nuova sede della polizia locale dell’Unione, invece, sarà in villa Belvedere a Mirano ma i 7 agenti di Martellago non si trasferiranno prima del 2016. Il consiglio ha toccato anche il caso Pometon ma il sindaco ha chiesto di evitare prese di posizioni in una fase delicata in cui il tavolo azienda-sindacati-istituzioni è ancora aperto.

(n.der.)

 

Gazzettino – Miranese. Pendolari, la rivolta in tre punti.

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23

ott

2014

TRENI – I comitati di Spinea e Salzano scrivono alle Ferrovie e a Zaia: «Ecco la soluzione»

«Corse da potenziare, orari da modificare e più fermate»

RICHIESTE – I comitati dei pendolari di Salzano e Spinea: «Ecco la soluzione per i treni»

Introduzione della fermata del Regionale Veloce anche nelle stazioni di Spinea e Salzano, modifica agli orari della navetta Noale-Mestre, potenziamento delle corse nella fascia serale e nei periodi non scolastici. Sono queste le tre richieste avanzate dal comitato pendolari Spinea, in accordo con quello di Salzano, e riportate al dettaglio in un documento unitario da presentare a Regione e Ferrovie. Il documento è stato presentato pubblicamente ai cittadini lunedì sera in municipio a Spinea, in un’assemblea pubblica a cui hanno partecipato moltissimi lavoratori pendolari assieme al sindaco Silvano Checchin. In sala erano presenti anche diversi studenti, perché i disagi della linea Bassano-Venezia rappresentano un problema davvero molto sentito. Nelle ultime settimane i pendolari hanno protestato furiosamente per una lunga serie di ritardi e soppressioni, ora alzano la voce. A dicembre entrerà in vigore il nuovo orario, i due comitati sanno che questo è il momento giusto per farsi sentire. L’aspetto più impellente, per centinaia di pendolari, è la fermata a Spinea e Salzano dei treni Regionali Veloci (che attualmente nel Miranese fermano solo a Noale e Maerne). «Il vecchio orario prevedeva negli orari di punta la fermata di tre treni all’ora verso Venezia e due tre all’ora da Venezia – scrive il comitato di Spinea -. Ora i treni sono due all’ora in entrambi i sensi, a 16 minuti l’uno dall’altro e con una fascia scoperta di ben 44 minuti. La cadenza non è regolare». Da qui dunque la richiesta: «I treni fermino a Salzano e Spinea. Il tempo di percorrenza rimarrebbe pressoché invariato». Il secondo punto riguarda l’anticipazione della Noale-Mestre in orario di punta e si tratterebbe di semplici modifiche d’orario. Ben più importante è il terzo aspetto: «Nella fascia serale chiediamo due ulteriori corse della Mestre-Noale-Mestre, tra le 21 e le 23. Negli orari di punta chiediamo che la navetta sia mantenuta anche nei giorni non scolastici, per andare incontro ai lavoratori». Il documento riporta riferimenti precisi agli orari in vigore, i tecnici di Regione e Rfi nelle prossime settimane studieranno il nuovo tabellone.

Gabriele Pipia

 

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