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Marcon. Oggi il vertice del sindaco con prefettura, Anas, Cav e Autovie Venete

Sarà l’ex Provincia a gestire le opere e la loro manutenzione fino al 2017

MARCON – L’apertura degli svincoli della tangenziale di Mestre a Marcon avverrà nelle prime ore di giovedì. Ieri il sindaco Andrea Follini ha informato che a mezzogiorni vedrà i rappresentanti della Prefettura, di Anas, Cav e Passante di Mestre, il commissario per la provvisoria amministrazione della Provincia di Venezia Cesare Castelli ed Enrico Razzini per Autovie Venete. Sarà il momento per fare confrontarsi su quanto successo in questi ultimi mesi e, a seguire, tagliare il nastro della viabilità ancora chiusa al traffico.

Si può ipotizzare, a questo punto, che attorno alle 13.30 ci possa essere il via libera ai veicoli. Dunque ormai ci siamo e, questione di ore, tutta la viabilità attorno all’area commerciale sarà pronta.

Questioni burocratiche su chi avrebbe dovuto gestire gli svincoli hanno portato a questa situazione; tra viaggi a Roma al Ministero delle Infrastrutture e riunioni, il 2 febbraio c’è stata la svolta negli uffici del vice ministro alle Infrastrutture Riccardo Nencini e la stesura dell’accordo fino alla scadenza della concessione autostradale, prevista per il 31 marzo 2017 di Autovie: di fatto sarà l’ex Provincia, dopo quanto stabilito con la stessa società, a prendersi in carico delle opere e la loro manutenzione. Così fra due giorni apriranno alla circolazione le tre rampe; sinora si può solo uscire dalla tangenziale provenendo da Mestre, viceversa non si può entrare verso Mestre per chi arriva da Marcon, nessun accesso alla stessa Marcon per chi proviene da San Donà e neanche il proseguimento verso il Veneto Orientale per i marconesi.

Questo andrà a sommarsi a quanto aperto a fine gennaio e che rientra nelle opere complementari al Passante, stabilendo pure la gestione delle arterie; cosi il proseguimento di via del Vetro e di via Piave, con la relativa rotonda di collegamento, sono del Comune con la nuova pista ciclabile parallela a via Pialoi.

Alessandro Ragazzo

 

«Molti non sanno che la strada più breve e veloce per raggiungere Padova dal centro di Mestre, se si esclude l’autostrada il cui pedaggio è di circa sei euro tra andata e ritorno, non è la Riviera del Brenta, bensì via Miranese».

Fermo di questa convinzione Francesco Boato, un residente della zona, ha misurato come dalla Miranese e dalla Noalese, dopo aver percorso 35 chilometri, ci si trovi a Padova risparmiando dieci chilometri rispetto ai 45 della Riviera. Un percorso tra l’altro privo di semafori e quindi più scorrevole. Inoltre la Miranese, da quando nel 2006 è stato liberalizzato il tratto autostradale tra Mestre e Mirano, è stata sgravata da buona parte del traffico di attraversamento. Eppure lungo questo tragitto alcuni anni fa era stata tolta la segnaletica che indicava la città del Santo lungo via Miranese tra Mestre e Chirignago. Ma Boato si era preso a cuore la vicenda ed aveva più volte segnalato la cosa al portale Iris del Comune.

«A distanza di un anno – racconta Boato – dopo aver sollecitato sia la direzione Mobilità, sia il settore Lavori Pubblici del Comune, nei giorni scorsi è stata finalmente completata l’installazione della segnaletica indicante Padova lungo il tratto della Miranese compresa nel Comune di Venezia». Una freccia è stata installata al quadrivio tra via Miranese e via Piave, proprio nel centro di Mestre. Un’altra freccia è stata inserita all’intersezione tra via Miranese e via Trieste a Chirignago, dove sono state aggiornate con l’indicazione per Padova anche i relativi pannelli di preavviso sia per gli automobilisti provenienti da Mestre, sia per quelli provenienti da Marghera.

«Anche la Provincia di Venezia ha in programma l’adeguamento della segnaletica per Padova lungo il tratto di propria competenza della Miranese – conclude Boato – cioè tra Spinea e Santa Maria di Sala».

 

Gazzettino – Ferrovia. Un piano per il nodo di Mestre

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23

feb

2015

TRENI – Prevista la “velocizzazione” della Venezia-Udine per tagliare i tempi di percorrenza di 30 minuti

Sono 310 i milioni per rimuovere il “collo di bottiglia” per il traffico ferroviario

TAV ARCHIVIATA – Il tracciato balneare nel dimenticatoio

CONTRATTO DI PROGRAMMA – Interventi per riattivare la linea dei bivi

Per il deputato Michele Mognato nel progetto potrebbe rientrare la riattivazione della linea dei Bivi tra Terraglio e il bivio Carpenedo.

Sparisce definitivamente l’Alta velocità fra Venezia e Trieste, sostituita da un piano di “velocizzazione” che dovrebbe ridurre di mezz’ora gli attuali tempi di percorrenza. Ma soprattutto si mette mano al “collo di bottiglia” del nodo ferroviario di Mestre, con un piano di investimenti di 310 milioni di euro. È quanto previsto nel contratto di programma 2012-2016 fra il Governo e le Ferrovie dello Stato all’esame in questi giorni della Commissione Trasporti della Camera. Il documento, che deve fare i conti con i pesanti tagli imposti dal 2012 a oggi dalla “Spending review”, costituisce di fatto i libro mastro degli impegni che il gruppo Ferrovie intende seguire nei prossimi anni, con un occhio alle grandi direttrici europee e un altro agli scenari politici e urbanistici.

Il documento, illustrato alla Camera dall’amministratore delegato Maurizio Gentile, riguarda da vicino anche il Nordest. Dove si parla di Alta velocità, nella tratta fra Brescia e Vicenza, ma anche di altri progetti. Come appunto la “velocizzazione” della Venezia-Trieste, che sembra avere soppiantato definitivamente il progetto Tav lungo il tracciato “balneare”. La modernizzazione della linea di fatto è già in corso con l’estensione del Sistema di comando e controllo sulla tratta Mestre-San Donà, che entro il prossimo anno sarà esteso fino a Portogruaro.

Ma nel piano delle Ferrovie, sottolinea l’on. Michele Mognato, relatore alla Camera dello schema di decreto ministeriale che recepisce il Contratto di programma, un ruolo centrale avrà anche lo sviluppo del trasporto ferroviario attorno ai grandi nodi urbani. Con un occhio al trasporto locale, per lo sviluppo previsto delle Città metropolitane, e uno al traffico ferroviario, che dovrebbe di fatto raddoppiare con l’aumento della capacità dei convogli e delle “tracce” riservate ai treni merci.

«Nel solo nodo di Mestre – spiega Mognato – le Ferrovie contano di investire 310 milioni di euro per rimediare a quello che definiscono un “collo di bottiglia”». Nel progetto potrebbe rientrare la riattivazione della linea dei Bivi nel tratto fra il Terraglio e il cosiddetto “bivio Carpenedo”, già contemplato nel piano del commissario Bortolo Mainardi.

Nell’ambito del Contratto di programma rientra infine la progettazione del collegamento per l’aeroporto Marco Polo, anche se con modalità probabilmente diverse da quelle previste dal Masterplan della Save che aveva ipotizzato il collegamento con l’Alta velocità.

Alberto Francesconi

 

Il terzo vagone della holding delle autostrade del Nord è la Cav, la concessionaria autostradale di proprietà di Regione e di Anas che gestisce il Passante di Mestre. Il progetto è ambizioso ed è stato messo sul tavolo dal ministro alle infrastrutture, Maurizio Lupi, che ha pure dato una scadenza: giugno 2015. Un progetto a cui già Autovie Venete e la concessionaria Brescia-Padova stavano lavorando. Ma sarebbe un´operazione incompleta, se non del tutto inutile, senza Cav. Che intanto in questi giorni, dopo la conferma della Regione al Cda presieduto da Tiziano Bembo, diventerà a breve la prima società italiana ad emettere i project bond.

IL POOL DI BANCHE. È arrivato nei giorni scorsi l´ultimo importante passaggio per i bond: il parere favorevole al rilascio delle garanzie da parte dei soci della concessionaria Cav, vale a dire Anas e Regione Veneto. Ora il Cda, che è in regime di proroga, dovrà prenderne formalmente atto nella seduta in calendario la prossima settimana per dare poi il via libera al pool di banche che ha vinto la gara per l´emissione dei titoli: Unicredit, Bnp Paribas, Royal Bank of Scotland, Banca Imi e la francese Société générale. La società di rating sono Moody´s e Fitch.

IL PROGETTO PILOTA. Si tratta della prima applicazione in Italia dei project bond, lo strumento introdotto nel 2006 e rilanciato dal Governo Monti. Il prestito obbligazionario ha lo scopo di ripagare gli oneri della costruzione del Passante che è costato 986 milioni di euro ed è stato inaugurato nel febbraio 2009. La concessionaria peraltro è competente anche sulla tangenziale e sul raccordo con l´aeroporto Marco Polo. Si è insomma decisa di avviare un´operazione finanziaria innovativa: invece di accedere un mutuo bancario per rifinanziare il debito, si punta a utilizzare il ricavato dalle emissioni obbligazionarie per appunto rimborsare il finanziamento ricevuto da Cassa depositi e prestiti e con il rimanente chiudere parzialmente il debito con Anas per il Passante. Il totale dell´operazione vale 830 milioni di euro per una durata di 15 anni. Ora gli ultimi passaggi tecnici in Cda e poi l´operazione finanziaria decollerà definitivamente.

LE TAPPE. Al di là di questo progetto finanziario, il mondo delle infrastrutture autostradali italiane sta tentando di cambiare ottica sotto la spinta del ministro Lupi che sostiene le aggregazioni tra concessionarie per vari scopi, primo tra tutti quello del mantenimento dei pedaggi fermi al palo. Un´operazione in cui crede fortemente anche il presidente della Brescia -Padova, Flavio Tosi. Come la concessionaria Autovie Venete: aveva dato mandato a un advisor di formulare le prime ipotesi di valutazioni economica- finanziaria per un avvicinamento tra appunto la società friulana e l´A4 che ha sede a Verona. Il progetto d´intesa, probabilmente una holding, dopo l´annunciato via libera del presidente della Regione, Luca Zaia, sta prendendo forma in Cav. C´è tempo fino a giugno per depositare al ministero un progetto di interessamento che potrebbe portare vantaggi comuni non solo in termini di proroga delle concessionarie. Sempre che dall´Europa arrivi l´ok alla manovra voluta dal ministro Lupi.

Cristina Giacomuzzi

 

Nuovo servizio sulla linea Mestre-Adria, l’utenza informata anche per mail di eventuali scioperi

MIRA – Scioperi, guasti, ritardi e contrattempi, tutti comunicati via sms e via email all’utenza. A mettere in piedi questo servizio con il mese di marzo è Sistemi Territoriali, la società regionale che gestisce la linea ferroviaria Mestre-Adria. Il servizio telematico sarà affiancato anche da un sistema di consultazione gratuita, un numero verde che l’azienda metterà a disposizione dell’utenza dieci ore al giorno.

Novità in arrivo, poi, anche sul versante della sicurezza. Dal prossimo anno sarà in vigore un nuovo sistema di controllo centralizzato dei treni per aumentare le precauzioni che possano scongiurare ogni tipo di incidente.

A spiegare tutte le novità in arrivo è il presidente di Sistemi Territoriali, Gian Michele Gambato. «Con l’inizio di marzo», spiega Gambato, «sulla linea Mestre-Adria faremo partire un sistema di comunicazione per l’utenza, unico in tutto il Veneto. Già ora sono a disposizione con l’iscrizione on line nel “club clienti”, orari e variazioni stagionali degli stessi. Con questo nuovo sistema invece saranno comunicati anche gli imprevisti direttamente sul cellulare o sulla posta elettronica consultabile sullo smartphone».

Gambato dà degli esempi chiari. «Se ci fossero uno sciopero», continua, «un danno causato dal maltempo sulla linea, un black-out, un guasto, un contrattempo causato da atti vandalici o furti, per evitare che l’utente lo scopra solo quando non vede il treno arrivare, il nuovo servizio lo contatterà direttamente informandolo in tempo reale dei problemi in atto».

Il nuovo sistema avrà un periodo di prova di tre settimane da inizio marzo ma poi entrerà in funzione regolarmente. Sarà attivo da marzo anche il nuovo numero verde, strutturato per poter accedere a tutti i tipi di informazioni. Il numero, già attivato a livello sperimentale da pochi giorni è 800 366766.

Ma le novità non sono solo queste. L’intera linea che poi fa parte, nel tratto che va da Mestre a Mira Buse, del Sistema Ferroviario Metropolitano regionale, sarà ammodernata con un sistema di sicurezza nuovo di zecca.

«Sono previste», spiega Gambato, «elle garanzie precise per i treni che viaggiano su questa linea. I controlli sui treni in transito saranno fatti centralmente da una stazione di controllo principale. Qui se fossero rilevate anomalie nel transito del convoglio il treno sarebbe fermato. Per realizzare questo nuovo sistema di controllo e ammodernamento della linea sono stati stanziati finanziamenti per ben 11 milioni di euro».

Alla fine del 2015 si assegnerà la gara d’appalto, ma, nel 2016, tutte le novità potranno essere operative. Se ad esempio qualcuno volesse lanciare sulla Mestre-Adria (che in alcuni tratti è monorotaia), un treno a tutta velocità per compiere un attentato, o il macchinista fosse colto da malore e il treno non fosse più gestibile, il mezzo verrebbe fermato al primo riscontro di una anomalia.

Alessandro Abbadir

 

Non si fermò a Calcroci capotreno punito

CALCROCI. Commissione disciplinare e diversi giorni di sospensione non retribuita dal lavoro. Questa la conseguenza a cui andrà incontro il capotreno che, qualche settimana fa, era responsabile di un convoglio che trasportava una scolaresca da Venezia dove era in visita didattica a Calcroci.

In quell’occasione una trentina di bambini su 50 non riuscì a scendere a quella fermata nonostante i richiami a gran voce di insegnanti e genitori. I bimbi, che frequentavano le quarte delle elementari furono “recuperati” alla stazione successiva, quella di Prozzolo.

«Su questa vicenda», spiega il presidente di Sistemi Territoriali Gian Michele Gambato, «si è attivata immediatamente, dopo la segnalazione dei genitori, la commissione disciplina che ha riscontrato diverse violazioni della procedura da seguire in casi del genere. Il capotreno in questo caso verrà punito».

(a.ab.)

 

Gazzettino – In bici a Venezia? Nel 2016

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12

feb

2015

IL CASO – Appello al commissario: «Permetteteci di poter caricare le due ruote sul tram»

Disponibile l’area in zona Pili, ma tempi lunghi per gara d’appalto e conferenza dei servizi

MESTRE – In bicicletta fino al centro storico ma solo nel 2016

PERCORSO A OSTACOLI – “Proibita” anche la via verso Aquae. Per maggio i ciclisti non riusciranno ad arrivare a Venezia in bici, e difficilmente ce la faranno a raggiungere il fiammante padiglione dell’Expo.

BASTA BICI – Con l’entrata in funzione del tram il cavalcavia Venezia e anche l’Expo diventeranno irraggiungibili per i ciclisti

Per maggio i ciclisti se lo possono scordare di arrivare a Venezia in bici ma anche di raggiungere il fiammante padiglione dell’Expo. Luigi Brugnaro, il patron della grande Reyer, ieri ha incontrato il sub commissario Natalino Manno per presentare il progetto di valorizzazione dei suoi terreni in riva alla laguna a fianco dei Pili, valorizzazione che otterrà in cambio della cessione di una piccola fascia destinata alla pista ciclabile che collegherà il Vega con il ponte della Libertà. Una proposta precisa ancora non ce l’ha, e per accorciare i tempi il Comune punta a farsi consegnare intanto il terreno necessario alla pista attestandosi sul valore dell’area per ripagarlo, in seguito quando Brugnaro avrà le idee chiare sul cosa costruire, con moneta urbanistica, ossia con le autorizzazioni.

I soldi per realizzare la pista ci sono, un milione di euro già stanziato e messo da parte dell’Amministrazione comunale, oltre ai due milioni già impiegati per i quasi 4 chilometri lungo il ponte della Libertà. Il problema è il tempo che non c’è: è impossibile costruire la pista entro maggio, quando il tram sarà entrato in funzione e quando verrà inaugurato l’Expo universale di Milano, e nemmeno per i mesi successivi. Bisogna fare una gara d’appalto per affidare i lavori, e soprattutto serve una conferenza dei servizi perché si tratta di un’area inquinata.

E intanto? Da maggio percorrere il cavalcavia di San Giuliano per i ciclisti diventerà un rischio mortale, senza contare che rallentano il tram e fanno saltare gli orari delle corse, per cui sarà probabile il divieto di transito anche per le bici oltre che per i camion.

Le associazioni ambientaliste minacciano di bloccare il tram ma soluzioni alternative e, soprattutto, veloci non ce ne sono.

A meno che il commissario non decida di ascoltare quei cittadini che da tempo chiedono di poter montare le bici in tram dalla fermata di San Giuliano fino a Venezia. In tal modo il padiglione dell’Expo rimarrà comunque vietato alle bici ma almeno in centro storico ci si potrà arrivare. E lì i ciclisti troveranno anche uno stallo per le bici che, assieme ai lavori di completamento del tratto di pista lungo il ponte, è in fase di sistemazione e tra due mesi sarà completato. Il progetto dell’ingegnere Andrea Berro, che ha ideato anche il bicipark a fianco della stazione ferroviaria di Mestre, non potrà dunque essere ultimato in tempo utile e non per colpa sua: può piacere o meno il percorso individuato come l’affascinante passerella a sbalzo sull’ultimo tratto del ponte, ma obbedisce alle precise richieste dell’Amministrazione comunale, per la pista e pure per il bicipark.

Certo che se non si potranno caricare le bici in tram, Venezia diventerà la città più ecologica al mondo (perché non ha le strade per le automobili) vietata alle biciclette. Un bel biglietto da visita per i visitatori dell’Expo.

 

Gazzettino – Venezia. Pista incompiuta, ciclisti in rivolta.

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10

feb

2015

MOBILITÀ – Ancora in ritardo il percorso per andare in centro storico, manca tutto il tratto da via della Libertà ai Pili

Lavori in dirittura sul Ponte, ma ci vorranno due anni per completare l’opera

L’ALLARME «Impossibile raggiungere Venezia»

Ine Legerstee, ciclista pendolare, contesta il divieto per i ciclisti di utilizzare il cavalcavia di San Giuliano.

PER LE DUE RUOTE «Sarà ancora più rischioso arrivare in piazzale Roma»

LA PROTESTA «Siamo pronti a bloccare il primo viaggio del tram per Venezia»

Il mondo delle due ruote si sta preparando alla protesta. Clamorosa. Con tanto di blocco del tram. La chiamata alla lotta viene da Favaro, da Silvano Pavan, ma soprattutto da Ine Legerstee che chiunque vada in bici conosce e ri-conosce grazie al caschetto di capelli bianchi che viaggia a duecento all’ora in sella alla sua bicicletta sul ponte della Libertà. Olandese, Ine Legerstee dal 1980 va a lavorare a Venezia in bicicletta. Partendo da Favaro. Con qualsiasi tempo e contro tutti i consigli del marito, Silvano Pavan. Fatti quattro conti vuol dire che in bici ha fatto tre volte il giro del mondo. Ma adesso Ine Legerstee rischia di non riuscire ad utilizzare più la bici per andare a Venezia. «Se alle biciclette sarà impedito di utilizzare il cavalcavia di San Giuliano, sarà impossibile arrivare in centro storico. E ancora più impossibile sarà tornare indietro».

Non ha torto. La pista ciclabile sul ponte sarà finita nel giro di un paio di mesi. Doveva essere pronta per autunno 2014, in contemporanea con l’arrivo del tram a piazzale Roma. Ma mettiamo che sia pronta a giugno-luglio, resterà un moncone costosissimo – 2 milioni di euro – e irraggiungibile. Manca all’appello infatti il tratto dal Vega ai Pili. Per avere quel tratto di pista ci vorranno almeno due anni dal momento che oggi non c’è ancora il progetto definitivo. In ogni caso, anche se si completasse quel pezzettino, il ciclista sarebbe costretto a fare il giro del globo.

«Quando il cavalcavia di San Giuliano era chiuso per i lavori del tram, io il percorso alternativo l’ho fatto più volte. E intanto bisogna dire che si allunga di almeno 3 chilometri, rispetto a San Giuliano, ma ci si respira un bel po’ di smog passando per Mestre e Marghera», dice Ine, che il mondo ha iniziato a dirarlo in bicicletta negli anni ’70, seguendo le peregrinazioni di un poeta olandese, Hoofts Reis-Heuchenis che aveva percorso in lungo e in largo l’Italia nel Seicento. E adesso, se bloccano il cavalcavia di San Giuliano?

«Non lo so. Non è solo questo. La pista sul ponte della Libertà non prevede un’uscita verso piazzale Roma. Bisognerà andare verso il Tronchetto e poi risalire la rampa. E sarà ancora più impossibile da Venezia tornare a Mestre perchè la pista corre sul lato sud del ponte e quando si arriva ai Pili non si sa più dove andare. Mi piacerebbe sapere chi ha fatto il progetto».

Chi firma la pista sul ponte è di nuovo l’ing. Andrea Berro, il cui nome resta scolpito nella memoria dei ciclisti che utilizzano il Bici Park della stazione ferroviaria, che ha fatto il pieno di critiche. Di fatto la pista ciclabile sul ponte della Libertà, resterà inaccessibile per almeno due anni e cioè finchè non sarà finito il raccordo tra il Vega e i Pili- e ci vogliono altri due milioni di euro. Il che porta a quattro il costo totale dell’opera. Sarebbe costato molto meno fare un ponte dal parco di San Giuliano, come aveva previsto l’acrh. Di Mambro.

Ecco perché nel mondo delle due ruote si inizia a pensare ad una protesta clamorosa. Quando? Il giorno in cui si inaugurerà la tratta del tram per Venezia. Quel giorno ai piedi del cavalcavia di San Giuliano i cilcisti cercheranno di bloccare tutto, traffico e tram. In attesa che ai geni dell’assessorato alla Mobilità venga in mente una soluzione meno cervellotica di quelle che hanno pensato finora.

 

L’APPELLO – Nove gruppi chiedono un incontro con il commissario

E le associazioni chiamano Zappalorto

«Chiediamo un incontro urgente al commissario Vittorio Zappalorto per tornare ad affrontare il tema del collegamento ciclabile tra terraferma e centro storico». A lanciare l’ennesimo appello è un gruppo di nove associazioni cittadine, con in testa gli “Amici della bicicletta” e poi “Il tram che vogliamo”, “Rosso veneziano”, “La Salsola”, “Arte in bici”, “Nordic walking Mestre”, “Amici delle arti”, “Nordic Walking Italia” e “Legambiente”, che in questi giorni si sono incontrati per fare il punto della situazione. Per adesso, di certo c’è solamente la realizzazione della passerella a sbalzo sull’ultimo tratto del Ponte della Libertà verso il Tronchetto, dove non c’è più spazio per il marciapiede.

«Il quadro politico che si è delineato negli ultimi mesi non lascia certo ben sperare ed è impensabile attendere l’insediamento della nuova Giunta comunale per affrontare la questione» scrivono i firmatari che ricordano come nella bella stagione, tra marzo e ottobre, sono circa seimila persone – dato degli operatori del settore turistico – che usufruiscono del ferry boat per raggiungere il Lido e Pellestrina.

«Il punto di partenza privilegiato – continuano – è costituito dal parco di San Giuliano dove confluiscono le principali direttrici provenienti dal centro città e dai quartieri periferici. La prossima entrata in servizio del tram renderà estremamente pericoloso, se non addirittura interdetto come sembra, il transito sul cavalcavia di San Giuliano per pedoni e ciclisti. Non diversa è la situazione per la direttrice Venezia-Marghera-Stazione ferroviaria, in quanto i ciclisti e i pedoni si trovano contromano, non essendoci un collegamento sicuro con via dell’Idraulica».

Le associazioni annunciano delle iniziative pubbliche a breve per trovare soluzione a un problema aperto da tempo, prima dell’entrata in servizio della nuova linea tramviaria prevista entro il mese di maggio.

Alvise Sperandio

 

Nuova Venezia – Sul tram con la bici, destinazione Venezia

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10

feb

2015

Allarme delle associazioni dei ciclisti: «Troppo pericoloso il transito sul cavalcavia di San Giuliano». Actv cerca la soluzione

Venezia e Mestre unite dalla pista ciclabile sul ponte della Libertà? Un sogno che fatica a realizzarsi, nonostante i cantieri in corso. Il boom dell’uso della bicicletta in terraferma, si ferma in via Righi, di fronte alla pericolosità del traffico.

L’allarme. «La prossima entrata in servizio del tram renderà estremamente pericoloso, se non interdetto, il transito sul cavalcavia di San Giuliano per pedoni e ciclisti», denunciano le associazioni che da anni, a suon di manifestazioni, chiedono al Comune un percorso sicuro per le due ruote sulla rotta Venezia-Mestre. Già oggi raggiungere Venezia in bicicletta è impresa coraggiosa, che mette a rischio la vita.

Pochi giorni fa si è svolta una riunione tra la Federazione degli amici della bicicletta di Mestre e le associazioni “Il tram che vogliamo”, Rosso Veneziano, la Salsola, Arte in bici, il gruppo del Nordic Walking Mestre, gli Amici delle Arti, Legambiente. Una riunione per discutere della questione, spinosa. Alla fine la decisione è stata quella di chiedere, con urgenza un incontro al commissario straordinario del Comune, Vittorio Zappalorto. Un confronto che potrebbe essere il preludio di nuove manifestazioni di protesta.

Cantieri in corso. I cantieri per la pista ciclabile sul ponte della libertà, per la verità, sono in corso di realizzazione. Registra un paio di mesi di ritardo il cantiere della passerella a sbalzo verso piazzale Roma ma ora l’impresa Boemio costruzioni afferma di essere riuscita largamente a recuperare i ritardi causati essenzialmente dal maltempo. Comunque, per maggio, quando il tram comincerà ad effettuare le corse per Venezia, andare fino a piazzale Roma o al Tronchetto in bici sarà una impresa impossibile.

I rischi. Con l’impraticabilità per bici e pedoni del cavalcavia di San Giuliano, dove passeranno auto e tram, ai ciclisti tocca percorrere via Righi e i Pili, rischiando la vita, per raggiungere l’imbocco della nuova pista verso Venezia realizzata utilizzando il marciapiede di destra, in direzione Venezia, e il tratto a sbalzo. Manca all’appello il collegamento ciclabile con la pista sul ponte dal sottopasso di via Torino, costeggiando via Righi o via delle Industrie. Un progetto, utile a ciclisti e pure maratoneti, che è stato penalizzato dall’incertezza dei finanziamenti del malandato bilancio comunale e anche dallo stop amministrativo in Comune. Il progetto, assicura da mesi l’ex assessore Bergamo ha la copertura finanziaria ma non è ancora stato messo in gara e per vederlo realizzato, realisticamente, ci vorrà un anno e mezzo, almeno. In aiuto era arrivato anche Luigi Brugnaro, patron di Umana e proprietario dei terreni dei Pili, che ha già concesso il permesso al Comune per il passaggio della pista sulla sua proprietà.

Ricordano le associazioni dei ciclisti: «Non diversa è la situazione per la direttrice Venezia-Marghera-Stazione Fs in quanto ciclisti e pedoni devono muoversi in contromano non essendoci un collegamento sicuro con via dell’Idraulica».

Fusina non basta. Alternative? I ciclisti potrebbero arrivare a Fusina e da qui prendere il ferry boat per il Lido e Pellestrina. Ma anche raggiungere il terminal vicino a Marghera in bici, vista l’assenza di percorsi protetti, è un rischio da non consigliare. Passaggio per ventimila. E allora? Una soluzione c’è ed è semplice. Consentire alle bici di salire sul tram per arrivare in sicurezza fino a piazzale Roma e poi da qui raggiungere il Tronchetto. Il Comune ha chiesto ad Actv di studiare come realizzarlo. Uno stratagemma semplice e moderno che potrebbe potenziare quei 20 mila passaggi l’anno di cittadini e turisti che usano la bici per raggiungere Lido e Pellestrina con bici e mezzi pubblici. Un turismo sostenibile di cui Venezia per troppo tempo si è dimenticata. E che ora potrebbe, con il tram, svilupparsi.

Mitia Chiarin

 

Da Berlino a Roma ormai non è più una novità

Biciclette a bordo dei mezzi pubblici? Una possibilità che fuori da Venezia, in giro per Italia ed Europa, è una realtà. A Berlino, alcune carrozze della metropolitana riportano il disegno, stilizzato, di una bicicletta: in queste carrozze chi usa la bici per spostarsi può salire e la convivenza con gli altri passeggeri è garantita dal rispetto tra cittadini, senza polemiche e lamentele. Anche a Milano ai ciclisti che vogliono muoversi utilizzando anche i mezzi pubblici, Atm consente il trasporto, gratis della bici in metropolitana e su alcune linee tranviarie. A Roma, invece, il sito dell’Agenzia per la mobilità spiega che l’accesso con biciclette sulle linee metro A e B/B1 è consentito nei giorni feriali da inizio servizio alle 7 e ancora dalle 10 alle 12 e dalle 20 a fine servizio. E ancora, accesso consentito il sabato, nei giorni festivi e ad agosto per tutta la durata del servizio. Passeggeri con bici sono ammessi solo sulla prima carrozza. Anche sulla nuova metro C vigono analoghe regole per i clienti ciclisti.

 

PROGETTO EUROPEO “BICI LIBERA TUTTI”

Più pedali, più vinci: ragazzini premiati dal Comune

“Bici Libera Tutti”, sezione veneziana del progetto europeo “Bike theTrack – Track the Bike” di cui il Comune di Venezia è partner insieme a città di Danimarca, Germania, Portogallo, Slovenia e Olanda, ha visto venerdì scorso in Municipio la premiazioni dei vincitori di un gioco a cui hanno partecipato nel 2014 un centinaio di ragazzi tra i 9 e 16 anni. Durante la campagna durata sei mesi, i giocatori hanno guadagnato i biglietti della “bicilotteria” finale sia grazie ai chilometri percorsi in bici sia partecipando ad eventi organizzati dall’ufficio Biciclette del Comune. Targhe alla ciclista più giovane (Aida Pilar Bozzola), al ciclista che ha coinvolto più amici (Giovanni Bressan) e al ciclista più attivo (Leonardo Bortoletti). I biglietti guadagnati durante la campagna hanno fatto vincere ai giocatori premi: il primo (gita in bici a Gardaland per tutta la famiglia) è andato a Ludovica Bibiani. Il secondo (gita in bici a Sant’ Erasmo) è andato a Tommaso Dal Maso; il terzo (gita in bici ad Altino) se lo è aggiudicato Leonardo Bortoletti. Premi minori a Sebastiano Bortoletti, Gaia Dal Maso, Noemi Incani, Eleonora Buoso, Benedetta Bibiani, Leonardo Bortoletti e Sara Pezzin.

 

Nuova Venezia – Vivere insieme ai giocatori compulsivi

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8

feb

2015

Non c’è niente di più devastante che vivere vicino a un familiare, un amico con il problema del gioco d’azzardo. Non c’è niente di più devastante che sedere con le “mani legate”, guardando le persone che amiamo distruggersi.

Sono Martina e ho vissuto questa terribile esperienza. Ero distrutta, arrabbiata, confusa, sola: non sapevo come fare per uscire da questo incubo e come poter aiutare il mio familiare, me stessa e la mia famiglia. Chi vive accanto a persone con la malattia del gioco compulsivo ha bisogno d’aiuto: io l’ho trovato in “Gam-anon”, un gruppo di auto aiuto che accoglie familiari e amici di giocatori compulsivi. Ho trovato comprensione, calore; da subito mi sono sentita al sicuro, protetta, perché sapevo che qualunque cosa dicessi dentro in quella stanza rimaneva in quella stanza: questo mi ha permesso di aprirmi totalmente e di affidarmi alle persone che mi stavano ascoltando. Ho ascoltato esperienze simile alle mie: ho capito subito che non ero più sola.

Auguro a tutti coloro che stanno vivendo momenti difficili, perché un loro familiare è stato colpito dal gioco d’azzardo compulsivo, di trovare il coraggio di chiedere aiuto, di farlo subito.

“Gam-anon” si riunisce ogni mercoledì sera, dalle 20.30 alle 22.30 a Carpenedo nelle sale della parrocchia Santi Gervasio e Protasio in via Manzoni, 2 30174. Potete contattare il gruppo telefonando al numero 334.8248267 o inviando una mail al seguente indirizzo gamanonmestre@libero.it.

Esiste un gruppo “Gam-anon” anche a Dolo che si riunisce ogni lunedì sera dalle 20.30 alle 22.30 nelle sale del patronato della parrocchia San Rocco in via Dauli 16. Per informazioni inviate una mail a gamanondolo@yahoo.it Martina

 

Nuova Venezia – Cav sblocca il project bond da 830 milioni

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7

feb

2015

Il rinnovo del consiglio di amministrazione rinviato a causa dello scontro fra Forza Italia e Ncd

MESTRE – L’assemblea riunitasi ieri mattina per il rinnovo del board della Cav si è risolta con un nulla di fatto e una richiesta di rinvio. Mentre, conferma soddisfatto Tiziano Bembo, presidente della concessionaria che gestisce il Passante di Mestre, «i soci hanno dato parere favorevole all’emissione del project bond». Entro un mese è dunque prevista «una nuova assemblea per il closing dell’operazione».

Si tratta dell’emissione di un’obbligazione da 830 milioni necessaria a ripagare i debiti (soprattutto verso Anas) della costruzione del Passante. Il pool di banche è già definito da mesi, ma tutto è rimasto congelato proprio per il blocco nomine del Cda. Le banche infatti si sentirebbero più garantite se la società avesse un Cda con pieni poteri, piuttosto che un board in prorogatio. Tra l’altro di quattro anziché cinque membri, giacché il dimissionario Giampietro Marchese non è mai stato rimpiazzato.

Anas, che pesa per il 50% nella compagine sociale di Cav, sta facendo pressing da mesi (avendo già individuato i suoi nominativi, tra cui l’ad) ma pare che il nodo sia la mancanza di intesa politica su uno dei tre nomi in capo al socio Regione Veneto, anch’esso al 50%.

Così, se la Lega è pronta a riconfermare Tiziano Bembo e l’opposizione ha trovato la quadra su Paolo Rodighiero, amministratore delegato di Dolomiti Bus, il problema è tutto in seno a Forza Italia-Ncd.

Tra le variabili addotte in questi mesi, anche la questione della legittimità del bando stesso, unico per entrambe le candidature anziché essere ‘doppio’: uno per il presidente, l’altro per i consiglieri. Un pretesto tuttavia per molti, anche se qualcuno avverte: potrebbe esserci titolo per un ricorso.

Le nomine Cav, intanto, non sono all’ordine del giorno della prossima sessione di Consiglio che è quella di bilancio, in calendario dal 18 al 20 febbraio. Quindi andranno in coda. Considerando che il 17 o 24 maggio ci saranno le elezioni regionali, le nomine devono passare entro il 17 aprile massimo. Sempre che vada in approvazione il bilancio e non si spacchi il centrodestra.

Nessun commento, infine, del presidente Bembo sul progetto della Holding delle autostrade del Nordest che Brescia- Padova sta costruendo con Autovie, complice il mandato affidato all’advisor Kmpg. In un secondo step, infatti, anche Cav dovrebbe entrare nel Polo disegnato l’altro ieri da Flavio Tosi. «Cav ha ora in piedi un’operazione complessa di emissione obbligazionaria sul mercato internazionale – spiega Bembo -. Puntiamo a collocare il bond, poi c’è tempo fino a fine giugno per decidere l’alleanza» precisa.

Eleonora Vallin

 

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