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MARGHERA – Conto alla rovescia per la sentenza del Consiglio di Stato sul progetto di revamping (potenziamento) dell’impianto di trattamento di rifiuti (fanghi) speciali e pericolosi nello stabilimento di Alles spa (del Gruppo Mantovani) che si trova in via dell’Elettronica.

Martedì della scorsa settimana si è tenuta a Roma, davanti al Consiglio di Stato, la prima e unica udienza sul ricorso presentato da Alles spa, contro la sentenza del Tar del Veneto che aveva bocciato il progetto di revamping perché avrebbe portato anche fanghi tossici e nocivi provenienti da altre regioni in un’area già ambientalmente compromessa, come Porto Marghera.

Nell’udienza non c’è stato dibattimento – fanno testo la memoria del Comune e le motivazioni del ricorso di Alles, già presentate ai giudici che si sono subito ritirati in camera di consiglio per emettere la loro sentenza, attesa nei prossimi giorni.

Il progetto è stato fortemente contestato l’anno scorso dalla Municipalità, dai Comuni di Venezia e di Mira, dalla Provincia ed è stato bocciato dal Tar.

Anche il consiglio regionale, aveva approvato un ordine del giorno per imporre alla Giunta il ritiro dell’autorizzazione concessa ad Alles, un invito mai assecondato dal governatore Luca Zaia.

(g.fav.)

 

Gazzettino – Mira. Passerella ciclopedonale, nuovo stop.

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27

mar

2015

MIRA – L’impresa rescinde il contratto: sopralluogo di Comune, Provincia e tecnici del Genio Civile

L’assessore Claut: «Sarà finita entro il 30 giugno e puntiamo anche al prolungamento del marciapiede»

Nuovo stop per la passerella ciclopedonale a Porto Menai di Mira ma l’assessore ai Lavori pubblici assicura: «Verrà conclusa entro il 30 giugno».

Nei giorni scorsi Luciano Claut ha incontrato i funzionari della Provincia e effettuato un sopralluogo con il Genio Civile per verificare l’andamento dei lavori sulla passerella di Porto Menai nonché la fattibilità del prolungamento del marciapiede di poco più di 50 metri verso la chiesetta per mettere in sicurezza i pedoni in quel tratto di strada.

«Purtroppo l’impresa che stava eseguendo i lavori per conto della Provincia – ha spiegato l’assessore – ha rescisso il contratto ed ora l’ente sta valutando un nuovo bando. Purtroppo i tempi sono stretti, ma l’opera va completata sicuramente entro il 30 giugno pena la perdita del finanziamento. D’altra parte – ha affermato Claut – mancano solo i parapetti e la collocazione dei pistoni in grado di sollevare la struttura».

L’assessore nella verifica con il Genio e nell’incontro con la Provincia ha affrontato poi il prolungamento del marciapiede. «Si tratta di una cinquantina di metri – ha spiegato – che metterebbero in sicurezza quel tratto di strada per i pedoni, verso la chiesetta. Il Genio Civile è sembrato ben disposto ad accettare la proposta di allungare il tratto sul ciglio arginale che ridurrebbe l’impatto ambientale e semplificherebbe la realizzazione».

Nel corso dell’incontro è stato affrontato anche il problema del completamento della pista ciclabile su via Risorgimento tra Oriago e Gambarare di Mira, all’altezza di Forte Poerio. Un’assurdità, se si pensa che la pista si interrompe bruscamente a circa 100 metri dall’ingresso del Forte, oggi destinato a parco attrezzato, a causa di un fossato.

«Le ipotesi erano due – rammenta l’assessore Claut – interrare il fossato o by-passarlo dalla parte del parco dopo un’adeguata pulizia. Abbiamo scelto questa strada e speriamo di completare la pista ciclabile collegandola al parco di Forte Poerio già per fine anno».

Luisa Giantin

 

MIRA – Oggi la consulta calzaturiera si riunisce per individuare l’ente certificatore della nuova “etichetta”

Lotta alla contraffazione e ai laboratori clandestini in Riviera: si riunisce oggi la consulta calzaturiera di distretto per individuare l’ente certificatore del Marchio Made in Riviera del Brenta.

Mentre la Guardia di Finanza continua a stanare laboratori clandestini, spesso mimetizzati in comuni abitazioni ma in grado di falsare le calzature delle griffes più famose da Gucci, a Louis Vuitton passando per Dior, Chanel e Fendi le organizzazioni di categoria ed i sindacati continuano nel contrastate questo fenomeno attraverso la certificazione.

«Le autorità competenti hanno svolto un buon lavoro – afferma Massimo Meneghetti della Femca Cisl – ma preoccupa il fatto che si è ancora lontani da una soluzione definitiva del fenomeno. Per questo dobbiamo proseguire nel lavoro fatto tra Organizzazioni Sindacali, Acrib, Confindustria, Cgia e Cna e strignere sui tempi di identificazione del nuovo soggetto certificatore per arrivare in tempi rapidi alla certificazione della filiera e dei prodotti realizzati nel distretto del Brenta».

Organizzazioni di categoria e sindacati lavorano da tempo, sin dall’estate scorsa, all’ideazione di un marchio di certificazione, che attesti la qualità ma anche la provenienza delle calzature. Oggi la consulta si riunirà per esaminare le proposte dei vari enti certificatori per scegliere il soggetto a cui affidare il lavoro tenendo conto degli obiettivi.

Il marchio Riviera infatti attesterà che i prodotti che si fregeranno della certificazione dovranno essere realizzati al 100% in Riviera, le singoli componenti del prodotto dovranno essere identificabili e rintracciabili in ogni punto della filiera produttiva ed i prodotti realizzati dovranno essere valutati anche a livello di minor impatto ambientale.

«Anche i processi produttivi andranno monitorati e documentati – aggiunge Meneghetti – e solo così potremmo certificare la qualità delle produzioni, di materiali e di processi di produzione, contrastando i laboratori clandestini e le falsificazioni».

Luisa Giantin

 

MARGHERA – Il caso Alles torna di grande attualità, martedì 24 sarà il giorno della verità: infatti il Consiglio di Stato deciderà se l’azienda del gruppo Mantovani potrà potenziare o meno il proprio impianto per trattamento dei fanghi di Porto Marghera, trasformandolo in una piattaforma per lo smaltimento di rifiuti anche tossico- nocivi, provenienti da tutto il Veneto ma anche da fuori regione.

Sulla storia infinita di Alles, cominciata nel 2009 e che potrebbe concludersi la settimana prossima, hanno fatto il punto, ieri al Municipio di Marghera, gli ex assessori comunali Gianfranco Bettin ed Alfiero Farinea, l’ex presidente del consiglio comunale Roberto Turetta, il presidente della Municipalità Flavio Dal Corso e il consigliere regionale Bruno Pigozzo.

Martedì, il Consiglio di Stato dovrà pronunciarsi sul ricorso che Alles ha presentato contro la sentenza del Tar del Veneto del 10 luglio 2014. Si trattava di una decisione con cui i giudici del tribunale amministrativo, trovando fondata l’istanza del Comune, avevano annullato l’autorizzazione regionale al revamping ovvero alla modifica degli impianti dell’azienda, controllata dal gruppo nell’occhio del ciclone, a causa dell’inchiesta sul Mose.

Il progetto sinora è stato fortemente contestato dalla comunità locale e dalle istituzioni (Municipalità, Comune di Venezia e di Mira, e Provincia) che si sono espresse con pareri formali.

Il consiglio regionale, inoltre, aveva approvato un ordine del giorno per imporre alla giunta il ritiro dell’autorizzazione, un invito mai assecondato dal governatore del Veneto Luca Zaia.

Bettin ha detto: «Credo che ci siano i presupposti perché venga confermata la decisione del Tar del Veneto. Se il Consiglio di Stato però dovesse dare ragione ad Alles, torneremo ad organizzarci per una nuova battaglia politica, in vista delle campagne elettorali per il Comune e per la Regione. Il Tar a suo tempo ci ha dato ragione perché la delibera regionale ha scavalcato il Pat comunale che prevede che in città si possano smaltire solo rifiuti locali».

Riccardo Colletti della Filctem-Cgil: «Giusto protestare per Alles però bisogna rivedere anche l’intero accordo sulle bonifiche di Marghera perché la Regione sta bloccando la riqualificazione della zona industriale».

Michele Bugliari

 

Zitelli: «Ha spinto il progetto dello scavo sui binari della Legge Obiettivo. Renzi dia un segnale»

Claut: «Ipotesi naufragata e ora il Porto propone terminal a San Nicolò e sublagunare: assurdo»

Ercole Incalza deus ex machina del ministero delle Infrastrutture e delle grandi opere in laguna. Con il governo Berlusconi, il governo Monti, poi Letta e adesso Renzi. Incalza ha seguito da vicino la vicenda del Mose. Ma anche quella delle grandi opere e delle grandi navi.

«Ha fatto il bello e il cattivo tempo al ministero», accusa Andreina Zitelli, docente Iuav ed esperta di Valutazioni di impatto ambientale, «deformando a piacimento l’interpretazione delle norme».

Parole pesanti, che secondo Zitelli sono ampiamente documentabili. «L’ultimo esempio», scrive la docente, «il caso dello scavo del nuovo canale Contorta.

Contro ogni evidenza e gli stessi verbali della Conferenza Stato-Regioni», continua, «è stato Incalza a sostenere che l’Autorità portuale e il suo presidente Paolo Costa potevano presentare il progetto con le procedure speciali e accelerate della Legge Obiettivo».

«Sempre attraverso Incalza», dice ancora la Zitelli, «l’allora presidente del Consiglio Enrico Letta sosteneva la preminenza del progetto Contorta e l’urgenza di passare subito alla sua realizzazione».

Rispondendo a una richiesta del direttore dell’Ufficio Via del ministero per l’Ambiente Mariano Grillo, Incalza precisa con una lettera inviata il 9 ottobre scorso che «l’intervento di adeguamento del canale Contorta rientra nel programma delle infrastrutture strategiche, come da richiesta della Regione Veneto, nell’ambito degli interventi per la sicurezza dei traffici delle grandi navi nella laguna di Venezia» e che «il soggetto attuatore per quel progetto è l’Autorità portuale».

«Il premier Renzi deve cogliere l’occasione per distinguersi: Lupi e Galletti sono ministri la cui immagine è compromessa».

Affare Contorta per cui proprio nei giorni scorsi il Porto ha inviato a Roma le risposte alle 27 pagine di Osservazioni della commissione Via. Ma l’ipotesi sembra piuttosto difficile da realizzare.

«Per questo a Miami il presidente Costa ha presentato il suo piano B», dice Luciano Claut, assessore grillino a Mira e autore di una proposta alternativa per un terminal galleggiante a San Nicolò, «propone di realizzare un nuovo porto davanti alla spiaggia di San Nicolò con collegamento sublagunare a Tessera.

«Un piano iperbolico nei costi, nei tempi e negli impatti, con dragaggi immensi e trasformazioni ciclopiche. Che non risolverebbe il problema della portualità».

Intanto la stagione croceristica si avvicina e le soluzioni non si trovano. Oltre al Contorta e al Lido è in pista anche Marghera. Si dovrà attendere adesso la nuova amministrazione comunale.

Alberto Vitucci

 

Santa Maria di Sala e Mira costringono Veritas a rivedere gli indici Istat che passano dal 4,79% all’1,2% di Venezia, disparità nata con Acm e Vesta

SANTA MARIA DI SALA – Due Comuni della provincia costringono Veritas a rivedere gli indici Istat: cantano vittoria Santa Maria di Sala e Mira, che da un anno e mezzo chiedevano pari trattamento con il socio di maggioranza della multiservizi, ovvero il Comune di Venezia.

I “piccoli” si prendono così la rivincita: l’adeguamento dell’indice Istat dei costi del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti sarà uguale per tutti i Comuni. E adesso i sindaci promettono: «Bollette più basse già dai prossimi mesi».

Il caso. In laguna l’adeguamento Istat per i servizi Veritas era da tempo più basso rispetto alla terraferma: 1,2% nel Comune capoluogo, mentre nell’entroterra la storia era ben diversa, con un indice al 4,79% per i Comuni soci di minoranza della multiutility. Uno squilibrio di vecchia data, figlio del diverso peso politico all’interno del consiglio di amministrazione e precedente alla fusione delle società precedenti a Veritas, Acm e Vesta.

La battaglia per abolire questa disparità di trattamento è partita proprio da Miranese e Riviera nel 2014, capeggiata dal sindaco di Santa Maria di Sala, Nicola Fragomeni e poi da quello di Mira, Alvise Maniero.

«I nostri cittadini pagano anche per Venezia», ha ribadito Fragomeni in sede di consiglio di bacino, dove si discutono gli aspetti finanziari e organizzativi del servizio, «le famiglie salesi hanno forse consumi diversi da quelle veneziane?».

Risparmio. Incontri e pressioni a più riprese hanno portato al risultato: nelle scorse settimane, con la chiusura dell’esercizio finanziario, Veritas ha riconosciuto un adeguamento Istat per tutti allo 0,6% a partire da quest’anno. Per il Comune di Santa Maria di Sala la vittoria equivale a 57 mila euro di risparmio nel 2014, per Mira, che ha molti più abitanti, il successo “pesa” addirittura 130 mila euro in meno. L’adeguamento tiene conto di un nuovo indice che per i piccoli Comuni è di oltre 4 punti inferiore a quello finora praticato e che riguarderà tutti i soci dell’area Veritas. La battaglia condotta da Santa Maria di Sala e da Mira porterà benefici a tutti i Comuni, mentre piacerà meno al capoluogo, che detiene la maggioranza in Veritas e dovrà ora accollarsi maggiori spese in virtù del nuovo equilibrio territoriale.

Bollette. Fragomeni promette diminuzioni per i cittadini già dalle prossime bollette. «Inizialmente, ma subito, nell’ordine del 4-5%, ma con l’obiettivo di incidere ulteriormente in futuro», spiega, «se la cosa verrà accompagnata, come sta avvenendo, da una sempre maggiore differenziazione dei rifiuti da parte dei cittadini, allora il risparmio per le famiglie sarà più cospicuo».

Filippo De Gaspari

 

Il sindaco: «Finalmente l’adeguamento da Veritas»

S. MARIA DI SALA – (S.Bet) Novità in arrivo sulle bollette dei rifiuti Veritas dei salesi e non solo. A comunicarle il sindaco Nicola Fragomeni nel corso di una conferenza stampa. Ecco come cambiano le cose e perché. «Innanzitutto i cittadini – assicura Fragomeni – pagheranno meno rispetto all’anno scorso. Le bollette scenderanno del 5%».

Questo perché lo scorso anno, il sindaco aveva intrapreso una battaglia con il collega di Mira, Alvise Maniero, per ottenere lo stesso adeguamento indice Istat di Venezia – socio di maggioranza di Veritas – che era pari all’1,5%, mentre per gli altri comuni della terraferma era al 4,79%. Dopo un anno Fragomeni ha portato a casa un indice pari a 0,6%, ben inferiore all’1,5%. «Il comune di Santa Maria di Sala – dice Fragomeni – spendeva quasi 63mila euro in più e ora ha un risparmio di 57mila euro. Una conquista di questa amministrazione che ha portato avanti la battaglia. Veritas ora ha convenuto che tutti i comuni debbano avere lo stesso indice».

Perché gli scorsi anni non era così? «C’era un accordo – spiega Fragomeni – di tanti anni fa per cui il Miranese faceva parte di quei paesi che utilizzavano l’indice Foi (Famiglie, operai, impiegati). Ora usiamo l’indice Tip (Tasso di inflazione programmata), come Venezia».

Inevitabile chiedersi perché Veritas non l’abbia applicato prima. «Se qualcuno vuole ottenere ciò – spiega ancora il sindaco – deve farne richiesta. Per quanto riguarda il nostro Comune il trend è positivo e nel 2014 c’è stata una diminuzione di rifiuti».

Novità anche per i bidoni delle immondizie. Santa Maria di Sala ha ancora un solo fusto per alluminio, plastica e vetro. «Se ne avessimo tre, potremmo abbassare ulteriormente la bolletta; ci stiamo muovendo in queste direzione».

 

 

MARGHERA – Il 24 marzo il Consiglio di Stato si esprimerà sull’istanza di ampliamento

Alles torna a far paura. Ma la Municipalità di Marghera rilancia la mobilitazione della cittadinanza. Il raddoppio dell’impianto di ricondizionamento di rifiuti speciali anche pericolosi di Porto Marghera sembrava evitato. Ma non è così. Sul “revamping” di Alles, infatti, il 24 marzo si esprimerà il Consiglio di Stato. «Dopo la sentenza del Tar del Veneto che il 10 luglio ha annullato la delibera regionale di autorizzazione al revamping di Alles, su ricorso presentato dal Comune, la stessa Alles – comunica, in una nota, il presidente della Municipalità di Marghera Flavio Dal Corso – ha presentato ricorso in secondo grado al Consiglio di Stato».

Come noto, malgrado i “no” di Municipalità, Comuni di Mira e Venezia e Provincia, il progetto del raddoppio dell’impianto era stato approvato dalla Giunta regionale che aveva accolto le richieste di Alles, società del gruppo Mantovani, recependo il parere positivo della Commissione tecnica di Valutazione d’impatto ambientale della Regione e dando il via libera al potenziamento della piattaforma per il trattamento di fanghi e rifiuti contenenti anche sostanze tossico-nocive.

«La Giunta Zaia continua tuttora a difendere in ogni grado di giudizio la sua delibera di autorizzazione. Il ricorso al Consiglio di Stato di Alles ha un solo significato: riaffermare Porto Marghera come polo d’attrazione per le attività pericolose e inquinanti, riproponendolo come localizzazione della filiera produttiva per stoccaggio, trattamento e smaltimento di rifiuti civili e industriali, speciali, pericolosi e tossico-nocivi da tutto il Veneto e oltre. Siamo pronti a mobilitarci ancora e – chiede Dal Corso – chiediamo ai candidati presidenti di Regione e ai candidati sindaci di esprimersi su quale Porto Marghera intendano sostenere».

Giacinta Gimma

 

Gazzettino – Mira. Emergenza gioco d’azzardo.

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27

feb

2015

MIRA – Sono 227 i videopoker nei bar, una settantina le persone in cura per ludopatia

Il sindaco Maniero: «Bene l’accordo in Prefettura ma il Governo non fa abbastanza»

«Lodevole il protocollo d’intesa tra sindaci e prefetto per contrastare la diffusione del gioco d’azzardo, ma il Governo sembra più interessato a sostenere gli interessi delle lobby».

Dura presa di posizione del sindaco di Mira Alvise Maniero contro il governo a ridosso dell’accordo sottoscritto dai sindaci in Prefettura per contenere la diffusione dell’azzardo, in particolare presso i giovani, attraverso un controllo più attento delle autorizzazioni e l’avvio di una campagna di sensibilizzazione sui rischi del gioco on line.

Secondo i dati dei Monopoli, a inizio 2014, erano ben 227 le apparecchiature di videopoker presenti negli esercizi pubblici di Mira e il fenomeno della ludopatia è in continua crescita. All’Asl 13 ci sono una settantina di persone seguite per tale disturbo (il 66% uomini), ma le cifre tendono ad aumentare e a preoccupare i sanitari.

«Se è vero che dalla cocaina si guarisce facendo a meno della droga – afferma il dott. Mauro Cibin dell’Asl 13 – dal gioco si guarisce rieducandosi all’uso corretto del denaro: non ci si può allontanare e fare a meno dei soldi in assoluto».

Purtroppo questa dipendenza è in forte crescita e tende a coinvolgere un target di popolazione molto differenziato, dai giovani agli anziani, uomini e donne, minando spesso gli equilibri di tante famiglie, dal punto di vista economico e non solo.

«A Mira abbiamo portato la Polizia postale nelle scuole a sensibilizzare gli studenti – ha ricordato Maniero – abbiamo trovato grande collaborazione in Ulss con l’apporto del dottor Cibin, abbiamo accompagnato fianco a fianco nelle colorate manifestazioni i ragazzi. Ma rischiamo di avere le armi spuntate – avverte Maniero – La bozza del decreto legislativo che su questo tema sta circolando non pare accogliere la richiesta di una maggior tutela dei luoghi sensibili (scuole, chiese), ampliando le distanze minime da rispettare per le nuove autorizzazioni di sale o per l’installazione di videopoker nei locali pubblici. Parallelamente si allarga lo spazio per ricorsi contro le ordinanze dei sindaci da parte dei potenti mezzi legali delle lobby del gioco».

Luisa Giantin

 

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