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MIRA – Il sindaco di Mira impegnato a chiedere al direttore generale dell’Asl 13 Gino Gumirato la sospensione dei provvedimenti già predisposti per l’ospedale di Dolo, e di prevedere una gestione del nosocomio dolese «di Rete» in due sedi (Mirano e Dolo) senza trasferimenti di reparti da un presidio all’altro.

Questo l’impegno chiesto al sindaco Alvise Maniero dal consiglio comunale di Mira nell’ultima seduta che si è espresso all’unanimità votando un ordine del giorno per la salvaguardia delle funzioni ospedaliere dell’Asl 13.

Su proposta del capogruppo di Fi Paolino D’Anna tutti i consiglieri si sono espressi in difesa dell’ospedale di Dolo e delle strutture sanitarie dell’Asl 13.

In particolare l’ordine del giorno approvato chiede al sindaco Maniero di attivarsi per chiedere la sospensione dei provvedimenti già predisposti dal Direttore Generale, in attesa degli indirizzi relativi sia alle schede territoriali che sulle nuove Ussl, oltre a non definire con scelte irreversibili anche la collocazione delle strutture intermedie funzionali ai nuovi riassetti territoriali delle Asl.

Alla Conferenza dei Sindaci viene chiesto inoltre di attivarsi per una audizione con la quinta Commissione regionale allo scopo di richiedere una diversa definizione e modifica delle schede ospedaliere. Ieri il sindaco Maniero ha subito inviato l’odg al Presidente della Conferenza dei Sindaci dell’Asl 13 Fabio Livieri, chiedendo che venga discusso e approvato nella prossima assemblea, così da avere il supporto di tutte le Amministrazioni comunali del bacino dell’As 13.

Luisa Giantin

 

Mira – Sabato 15 novembre – Slot mob

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9

nov

2014

Slotmob Slotmob2

 

Cittadini e Associazioni mobilitati per il buon gioco contro le nuove povertà e dipendenza dall’azzardo

Associazioni Aderenti: • AGESCI MIRA 1 E MIRA 2• acli mira• ASSOCIAZIONE ARCO• AUSER MIRA “PEPPINO IMPASTATO”• BANDERA FLORIDA• CENTRO ITALIANO FEMMINILE• CENTRO SERVIZI VOLONTARIATO PROV. VENEZIA • CITTADINANZA ATTIVA – TRIBUNALE PER I DIRITTI DEL MALATO• CENTRO STUDI RIVIERA DEL BRENTA • CODACONS VENETO • COOPERATIVA OLIVOTTI • ASSOCIAZIONE CULTURALE “LA MALCONTENTA”• FEDERAZIONE NAZIONALE PENSIONATI CISL • GA (GIOCATORI ANONIMI) • GAM.ANON• GIOVANI PER UN MONDO UNITO• ASSOCIAZIONE CULTURALE IGRALI • ASSOCIAZIONE INCONTRO E PRESENZA • LEGA CONSUMATORI PROV. VENEZIA• LIBERA PRESIDIO RIVIERA DEL BRENTA E MIRanESE • MIRATTIVA• MOVIMENTO PER LA VITA RIVIERA DEL BRENTA • MOVIMENTO DEI FOCOLARI• MPPU • PROGETTO ECONOMIA NUOVA • ASSOCIAZIONE “SUOR ARMANDA” ONLUS DI ORIAGO

CON IL PATROCINIO DI COMUNE DI MIRA

COMUNICATO STAMPA

Slot Mob – Campagna Nazionale di cittadini e associazioni  mobilitati per il buon gioco contro le nuove povertà e la dipendenza dal gioco d’azzardo: il giorno 15 NOVEMBRE 2014 la campagna approda a MIRA!

Il dilagante e irrazionale affidarsi alla ‘dea fortuna’, sta creando nuove vittime, povertà e dipendenze. Si rovinano famiglie, si riempiono i centri di cura delle ASL, si arricchiscono le multinazionali del gioco d’azzardo e si crea un terreno fertile per l’azione della criminalità organizzata.

Non stiamo più a questo gioco!

Per questo vogliamo agire su tre fronti:

1. Richiedere una legge che limiti e regolamenti seriamente il gioco d’azzardo nell’interesse non delle lobby ma dei cittadini, soprattutto i più vulnerabili;

2. Non aspettare i tempi, a volte troppo lunghi della politica, ed agire subito, e soprattutto insieme, dando vita ad uno slot mob, recandoci insieme a consumare in un bar che ha scelto la disinfestazione dalle slot e/o altri giochi d’azzardo;

3.Curare il cattivo gioco con il buon gioco, che è sempre un bene relazionale.

La manifestazione prevederà due momenti:

–    mattino: dalle 10:00 in poi “giochi di una volta” insieme in Piazza Municipio e Flash MOB! Colazione insieme presso Bar “La Griffe” – via Nazionale, 173

–    pomeriggio: dalle 14:30 in poi “giochi di una volta” insieme in Piazza Mercato e Flash MOB! Caffè insieme presso Cicchetteria – Bar “Ea voja mata” – via Risorgimento, 16

Alle 16.30 presso Auditorium della Biblioteca di Oriago: conferenza sul tema “ludopatia e azzardo”. E’ previsto il saluto dei promotori, alla presenza delle Istituzioni Locali. Si alterneranno interventi di vari relatori sul tema ludopatia da vari punti di vista: sanitario, sociale, economico, legale. Non da ultime, sono previste delle testimonianze.

Contiamo sulla partecipazione di tutti i cittadini – di tutte le età – di Mira e dei comuni del Veneziano.

Per informazioni:
www.nexteconomia.org/slots-mob
http://www.economiafelicita.it/slotmob/
www.facebook.com/Slotmob
Twitter #slotmob

 

16 novembre 2014 – Manifestazione per l’Ospedale di Dolo

Posted by Opzione Zero in Appuntamenti | 0 Comments

9

nov

2014

Dolo_ospedale

 

domenica 16 novembre 2014

GIU’ LE MANI DALL’OSPEDALE

MANIFESTAZIONE POPOLARE

– contro lo smantellamento dell’ospedale di Dolo e per il suo rilancio

– perché torni ad essere il grande e funzionale riferimento  della Riviera del Brenta

 

Programma:

ore 10,00 ritrovo a Dolo – Foro Boario, di fronte ingresso ospedale vecchio

ore 10,10 partenza del corteo

percorso: S.R. 11, via Zinelli, via Rizzo, Squero – Piazza Cantiere

ore 10,45 saluto e interventi

 

Opzione Zero aderisce

e invita a partecipare in tanti!!!

 

 

FINALMENTE IN PIAZZA TUTTI ASSIEME!

Il tacito, lento, graduale smantellamento dell’ospedale di Dolo ha finalmente scosso e unito chi governa la Riviera del Brenta: molti sindaci, si auspica tutti, saranno in testa alla manifestazione del 16 novembre.  È noto che le schede ospedaliere emanate dalla Regione Veneto negano all’ospedale di Dolo proprio la funzione di “Ospedale”.  Successive azioni della direzione, in atto e programmate, lo stanno privando di servizi essenziali, cui si aggiungono liste d’attesa di mesi per visite e diagnostica.

 

Perché tutto questo?

Perché vogliono declassare un ospedale che fu, e vorremmo che rimanesse, saldo riferimento per i 130.000 abitanti della Riviera del Brenta e di un vasto territorio limitrofo?  Perché vogliono eliminare l’ospedale di Dolo, che si trova in una posizione geografica baricentrica, che ospita i suoi servizi in immobili di proprietà pubblica, che vanta una storia illustre, che rappresenta ancora un riferimento per la cittadinanza grazie a crescita e sviluppo faticosamente raggiunti?

A questo tentativo, noi da tempo diciamo no  e ora lo dicono anche i Comuni Un risultato importante e non scontato per il Coordinamento che da più di due anni sta lottando strenuamente in tal senso.

 

Allora chiediamo assieme:

  • che le schede ospedaliere siano congelate e riviste come per altri ospedali della nostra Provincia e del Veneto, con blocco immediato dell’atto aziendale;
  • che sia mantenuto per Dolo, come per Mirano, il ruolo di ospedale per acuti, con servizi e reparti complementari tra loro;
  • che siano concessi quei finanziamenti sempre promessi, già stanziati e mai erogati, necessari al completamento del Pronto Soccorso e ad altri interventi urgenti.

 

La voce dei cittadini va ascoltata perché esprime bisogni, difficoltà, esigenze, aspettative a cui la “politica” dovrebbe dare risposte serie e concrete senza demagogie e opportunismi.

 

Manifestazione organizzata da: Comitato Bruno Marcato, Il Ponte del Dolo, Sinistra Ecologia Libertà, Opzione Zero, ANPI, Rifondazione Comunista, Movimento 5 Stelle, Circolo AUSER Dolo, AIDO Dolo, Mira 2030, Associazione Culturale Arcobaleno Dolo, Associazione Isola Bassa Dolo, Mira Fuori del Comune, Insieme di Stra, Psiche 2000, Associazione Diabetici Riviera del Brenta…

e con l’adesione dei Comuni di Campolongo Maggiore, Camponogara, Dolo, Fiesso d’Artico, Fossò, Mira, Pianiga, Stra, Vigonovo

 

 

 

————————————————————————————————————————————–

 

Documento approvato dalla Conferenza dei Sindaci

 

Premesso

che il PRSS aveva previsto una nuova classificazione degli Ospedali, la dotazione delle Schede Ospedaliere, delle Schede Territoriali ed una nuova riorganizzazione dei servizi nel territorio per meglio rispondere ai bisogni oltre che a contenere la spesa anche attraverso una razionalizzazione dei servizi;

che per quanto riguarda la nostra ASL tale riorganizzazione è stata già da tempo avviata ed anche a seguito di questa, è stato portato a pareggio il bilancio e la nostra ASL è considerata virtuosa, nonostante il perdurare sottofinanziamento regionale rispetto ad altre ASL,

che l’allora riorganizzazione aveva avuto nell’approvazione della Conferenza dei Sindaci con l’indicazione di mantenere l’Ospedale per Acuti organizzato in due sedi, Dolo e Mirano e con accorpamento dei reparti doppioni e razionalizzazione dei servizi,

che in sede di approvazione definitiva delle Schede Ospedaliere cambiava invece la classificazione dei nosocomi, indicando Mirano Ospedale ad Area Chirurgica e Dolo ad Area Medica, unico esempio presente nella nostra Regione, ma sicuramente non funzionale e rispondente sia al necessario contenimento costi che ai bisogni territoriali

che le Nuove Schede Ospedaliere approvate, prevedendo una completa revisione e classificazione degli ospedali ed introducendo un nuovo modo nell’organizzazione dei servizi sanitari e sociali, non possono altresì essere attuate senza le conseguenti Schede Territoriali in definizione dei servizi e delle Strutture Intermedie definite in Ospedale di Comunità, Riabilitazione e Lungodegenza ed Hospice, programmabili nel territorio

Considerato

che è già stata programmata e definita La localizzazione di tali strutture senza l’approvazione delle Schede Territoriali e che è stato inoltre approvato a suo tempo l’Atto Aziendale che da avvio alla riorganizzazione delle Strutture e dei Servizi Ospedalieri prefigurando, di fatto, qualsiasi nuova e più razionale proposta in sede di approvazione delle Schede Territoriali

che è proprio su questo tema che va avviata una riflessione anche al fine di non depauperare il patrimonio di capacità gestionali e tecniche esistente nella nostra ASL, raggiunte in particolar modo nell’Ospedale di Dolo, ma attualmente messo in discussione ma va ripensato anche l’utilizzo del patrimonio edilizio dismesso e disponibile per le Strutture Intermedie indicate dal Piano Sanitario in alternativa alla sola disponibilità offerta dai privati

che considerato l’attivo di bilancio e il considerevole avanzo di gestione della nostra ASL, non sia possibile consentire l’utilizzo di tale risorse per altri scopi come ipotizzato dalla Regione, se non quello di rinforzare la sanità della nostra ASL ed in particolare dell’Ospedale di Dolo, oltre ai servizi in Riviera del Brenta, un territorio fragile e complesso, in un bacino di utenza di quasi 150mila abitanti, sui 270mila che vivono nell’intera area dell’attuale Ulss.

che se la Regione Veneto ritiene necessario anche definire il nuovo riassetto territoriale delle USSL su cui ricalibrare anche le ASL proprio per una diversa e risposta ai bisogni di servizi per i prossimi anni e che tale nuovo disegno potrà interessare anche il territorio dell’attuale USLL 13, senza queste importantissime scelte preliminari, qualsiasi attuazione delle Schede Sanitarie pregiudicherebbe in maniera irreversibile il futuro dei presidi ospedalieri esistenti nell’USL 13 con particolare riferimento a quello di Dolo,

che attualmente a Dolo esiste l’Ospedale per Acuti con idonee e sufficienti condizioni per essere classificato Ospedale di Rete, considerata anche l’ideale posizione geografica che lo colloca proprio a metà strada da Mestre e Padova e da Piove di Sacco e Mirano, un bacino di utenza molto superiore agli abitanti residenti che si troverebbero senza alcun riferimento sanitario ed ospedaliero presente e programmato invece in altri bacini territoriali simili al nostro

che tale nosocomio possiede un patrimonio immobiliare derivante da lasciti, da rivalutare e riconvertire o ricapitalizzare secondo quanto previsto dalle leggi e normative regionali recentemente adottate al fine di poter essere completamente autonomo ed autosufficiente sia nella spesa per investimenti che per la riorganizzazione e finanziamento di quella corrente, in aggiunta a quanto viene assicurato dalla quota capitaria, pur rimanendo questa tra le più basse di tutte le USSL nella Regione Veneto.

Il consiglio comunale di ………… impegna il Sindaco

A chiedere:

– la temporanea sospensione dei provvedimenti relativi all’Atto Aziendale già predisposto dal Direttore Generale, in attesa degli indirizzi sia relativi alle Schede Territoriali che sulle nuove USLL, oltre a non definire con scelte irreversibili anche la collocazione delle Strutture Intermedie direttamente funzionali ai nuovi riassetti territori delle USLL;

– impegnare in tal senso la Conferenza dei Sindaci per i provvedimenti di competenza, ed inoltre, per una audizione specifica con la V° Commissione Consigliare della Regione Veneto, indicando e richiedendo una diversa definizione e modifica delle Schede Ospedaliere adeguandole a seguito delle decisioni che la Giunta ed il Consiglio Regionale prenderanno sia sulle Schede Territoriali che sulle eventuali nuove USLL,

– di prevedere, come in tutte le atre ASL del Veneto, una gestione di Ospedale di Rete in due sedi (Mirano e Dolo) come sta avvenendo nelle altre ASL che presentano analogie con la nostra e sospendendo l’attuazione della inutile, artificiosa
definizione di area medica e chirurgica, che appare anche inutilmente costosa oltre che rischiosa, bloccando i  preventivati e già programmati trasferimenti di reparti da un presidio all’altro.

Il vicepresidente della Camera Luigi Di Maio ha proposto l’istituzione della “Carta di Mira” per la lotta ai prodotti falsi

MIRA «Da qui può partire una sorta di “Carta di Mira” per potenziare e inasprire la normativa contro la contraffazione a livello nazionale, tutelando il “made in Italy” e la qualità delle nostre produzioni e perciò anche l’occupazione». A dirlo ieri mattina è stato il vicepresidente della Camera dei Deputati Luigi Di Maio che ha partecipato al dibattito “La ricerca della legalità, viaggio intorno alla contraffazione”.

Di Maio ha sottolineato come in Veneto le associazioni di categoria siano decise a lottare contro la contraffazione che genera economia illegale e mafie. Sotto osservazione da tempo è, in Riviera, il mercato della calzatura. Un comparto che è sinonimo di qualità e grandi marchi. Ma la qualità è sempre più offuscata dalla presenza di laboratori clandestini cinesi che mettono a rischio la credibilità dei prodotti sui mercati esteri. Spesso parti delle scarpe che prevalentemente si vendono all’estero sono prodotte in queste aziende. In Veneto ci sono 2.646 aziende cinesi nel settore della moda, il 17% del totale. Il comparto in Riviera dà lavoro a oltre 11 mila persone, ha un fatturato di 1,7 milioni di euro e produce 20 milioni di paia di scarpe.

Siro Badon, presidente di Acrib, ha difeso le aziende del comparto. «Nel 2014 nel comparto della calzatura della Riviera», ha detto, «sono diminuite le ore di cassa integrazione e la richiesta di questo ammortizzatore sociale del 40%.È aumentato il fatturato. Ciò significa che è un settore in salute. Dal lato dei paletti che mettiamo ad alcune ditte fornitrici, i vincoli sono davvero stringenti e non permettono di servirsi di quelle che utilizzano manodopera in nero».

Ma per Matteo Ribon, responsabile regionale di Federmoda della Cna, le cose non filano per il verso giusto: «Non si può affidare ai blitz di Guardia e carabinieri il compito di garantire la legalità del sistema produttivo della Riviera. Perché l’accordo sottoscritto con Acrib sette mesi fa per un marchio “made in Riviera” è rimasto lettera morta?».

A tracciare un quadro inquietante in tema di prodotti contraffatti ci ha pensato il colonnello De Benedictis, comandante della Guardia di Finanza di Venezia. Fra i settori più colpiti dalla contraffazione ci sono l’agricolo e l’alimentare con il moltiplicarsi di prodotti “italian sound”, privi di qualità e che danneggiano produttori e tipicità italiane nettamente superiori.

Alessandro Abbadir

 

MIRA. «Per la valorizzazione del territorio della Riviera e dei suoi prodotti in occasione dell’Expo 2015, abbiamo fatto poco e in modo poco efficace. Altre aree si sono mosse per tempo. Arriveranno 500 mila persone il prossimo anno. In Riviera mediamente si calcola nel periodo clou dell’esposizione ci saranno 70 mila abitanti in più. Come intendiamo muoverci?». A lanciare il grido d’allarme è stato ieri il segretario dell’associazione artigiani “Città della Riviera del Brenta”, Franco Scantamburlo.

Lo stesso segretario ha anche sottolineato come si possa fare di più sulla trasparenza. «Solo incrociando i dati», ha detto Scantamburlo, «fra fatturato e dipendenti si possono capire molte cose. Il lavoro nero e gli atteggiamenti ambigui di certi imprenditori non sono impossibili da fermare. Basta lavorare in piena sinergia con le forze dell’ordine».

 

 

Mira, il sindaco Maniero accusa: obbligati dalle scelte delle vecchie giunte

ORIAGO «Siamo costretti a cementificare il territorio a causa di decisioni prese dalle scorse amministrazioni». Questo il pesante commento del sindaco di Mira Alvise Maniero dopo che ieri la giunta comunale ha approvato un piano urbanistico del 2009 (PN4) a Oriago, a ridosso della Stazione Porta Ovest.

I dati della nuova colata di cemento sono chiari: l’edificabilità totale dell’area ammonta a 18.000 metri cubi, comprensivi di 2.000 metri quadri di superficie coperta a destinazione commerciale. L’area da destinare a verde pubblico ammonta a quasi 10.000 mq, quelle a parcheggio a 1.400 mq. L’intero progetto è subordinato al rispetto dell’invarianza idraulica, per evitare rischi al territorio. Tutte le opere di urbanizzazione e le infrastrutture saranno fatte dai privati per 305 mila euro.

Maniero mastica amaro: «Stavolta non abbiamo potuto fermare la macchina del cemento. Si tratta di una scelta purtroppo obbligata a cui ci siamo piegati dopo avere verificato l’impossibilità di ogni scelta diversa, che avrebbe anzi rischiato di farci perdere la causa legale con costi enormi. Pur tentando di evitare consumo di terreno, abbiamo rilevato che gli atti votati dalle scorse amministrazioni hanno creato diritti per i privati su cui non è più possibile intervenire. La scelta per noi è quindi stata solo tra approvare il Piano urbanistico, o finire per spendere soldi pubblici in una causa persa in partenza, con successivi danni per milioni senza comunque fermare il cemento».

È un piano di espansione presentato nel 2009, dopo che nel 2004 era stata adottata dal Consiglio comunale (favorevole il centrosinistra, assente dall’aula il centrodestra) la variante urbanistica, approvata poi dalla Regione nel 2008.

«Non siamo per nulla entusiasti di questa grigia eredità, né di questa conclusione, dal momento che fin dall’inizio del nostro mandato abbiamo posto un freno deciso ad inutili espansioni edilizie», dice Maniero, «del resto penalizzate anche dal mercato e demograficamente anacronistiche, che finiscono per compromettere il territorio».

Alessandro Abbadir

 

Il Comune lancia una campagna contro le macchinette mangiasoldi

MIRA «Siamo pronti a mettere in campo tutte le iniziative necessarie per premiare tutti quei negozi e e bar di Mira che non collocheranno al loro interno slot machine. Siamo pronti ad agire insieme alle associazioni di categoria con campagne informative ma anche con sgravi fiscali e agevolazioni». A dirlo è l’assessore alle politiche sociali del Comune di Mira Francesca Spolaor che aderisce sabato 15 novembre all’iniziativa “Slotmob”, una giornata di iniziative per mobilitare i cittadini contro le nuove povertà e la dipendenza dal gioco d’azzardo. Una iniziativa per tutto il territorio del veneziano fatta insieme ad una trentina di associazioni di volontariato di Mira e della Riviera.

«Con le tante iniziative in programma sono previste», spiega l’assessore alle Politiche Sociali Francesca Spolaor, «anche testimonianze di persone che sono passate attraverso questa forma di dipendenza, che è purtroppo in forte crescita coinvolgendo un target di popolazione molto differenziato, dai giovani agli anziani, uomini e donne, minando spesso gli equilibri di tante famiglie, dal punto di vista economico e non solo. Una nuova piaga sociale nei cui confronti occorre agire con decisione, in primo luogo sul piano dell’informazione e lavorando a stretto contatto anche con gli operatori economici e i titolari degli esercizi pubblici, spiegando che un bar e un locale senza slot e giochi d’azzardo esercitano alla lunga un maggior richiamo nei confronti dei clienti».

Il fenomeno è dilagato in Riviera e nel Miranese negli ultimi anni. Si stima che su 240 mila residenti nei 17 comuni ben 10 mila siano dediti ai giochi d’azzardo ai quali vanno inclusi insieme alle slot anche gratta r vinci lotto e superenalotto. Un migliaio quelli che hanno sviluppato una patologia e un centinaio circa quelli già in cura al Sert dell’Asl 13.

(a.ab.)

 

Gazzettino – Mira. Un calcio alle slot machine.

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8

nov

2014

MIRA – Trenta associazioni hanno organizzato un “flash mob” contro il gioco d’azzardo

La manifestazione si terrà il 15 novembre: «Via le macchinette dai bar»

Un Flash Mob di fronte al municipio di Mira e nei bar contro il vizio del gioco. Coinvolte circa 30 associazioni di volontariato miresi. L’iniziativa si intitola «Un bar senza slot ha più spazio per le persone» e sabato 15 novembre vedrà coinvolte, come detto, numerose associazioni tra le quali l’Agesci Mira1 e 2, le Acli di Mira, l’Auser Peppino Impastato, Il Cif, Il Tribunale dei diritti del malato, la Cooperativa Olivotti, e la Lega Consumatori. L’obiettivo è quello di sensibilizzare la cittadinanza e gli stessi esercenti contro le nuove povertà e la dipendenza dal gioco d’azzardo a favore del gioco sano.

Nell’Asl 13 sono seguite circa una settantina di persone per ludopatia (il 66% sono uomini), il 10% delle quali già dipendenti da altre sostanze come l’alcol o la droga ma il fenomeno è in crescita considerato «se è vero che dalla cocaina si guarisce facendo a meno della droga – afferma il dott. Mauro Cibin dell’Asl 13 – dal gioco si guarisce rieducandosi all’uso corretto del denaro: non ci si può allontanare e fare a meno dei soldi in assoluto».

La manifestazione avrà inizio alle 10 a Mira, in piazza municipio, con i giochi di una volta e un Flash Mob, per spostarsi poi al Bar «La Griffe» (uno dei locali che hanno dato pieno appoggio all’iniziativa), per una colazione di gruppo. Nel pomeriggio il ritrovo è alle 14.30 a Piazza Mercato di Oriago, per riproporre i giochi di una volta e il Flash Mob, seguiti da un caffè in compagnia nella cicchetteria bar «Ea voja mata», pure in prima linea contro le slot.

Alle 16.30 nell’Auditorium della biblioteca di Oriago è in programma un incontro/conferenza sul tema «Ludopatia e azzardo», alla presenza di amministratori pubblici, operatori sanitari dell’Ulss 13, esponenti del mondo sociale ed economico.

«Sono previste – ha annunciato l’assessore alle Politiche Sociali Francesca Spolaor – anche testimonianze di persone che sono passate attraverso questa forma di dipendenza, che è purtroppo in forte crescita coinvolgendo un target di popolazione molto differenziato, dai giovani agli anziani, uomini e donne, minando spesso gli equilibri di tante famiglie, dal punto di vista economico e non solo».

 

MIRA – Sono già pronti la bozza di accordo è anche il piano di realizzazione

Il sindaco Maniero rassicura sulle sorti del Distretto sanitario

Che fine ha fatto il nuovo distretto sanitario di Mira? «Noi siamo pronti a realizzarlo, aspettiamo solo il via dalla Regione». Botta e risposta a distanza tra il consigliere comunale del Pd Maurizio Barberini ed il sindaco di Mira Alvise Maniero sul trasferimento del distretto sanitario da Mira ad Oriago.

«La proposta di trasferimento alla Conferenza dei Sindaci dell’Asl 13 corredata da un puntuale cronoprogramma risale al 23 luglio – afferma il consigliere Barberini – e a distanza di oltre tre mesi nessuno sa più cosa stia facendo il sindaco e la sua giunta nel merito. Il cronoprogramma prevedeva che entro il mese di ottobre fosse convocata la conferenza dei servizi per esprimere i pareri sul piano attuativo del progetto e l’adozione da parte della giunta. Nulla di tutto questo è stato fatto». Barberini ricorda come il Pd abbia raccolto oltre 1500 firme di cittadini per mantenere il distretto sanitario a Mira e come molti sindaci avessero dato parere favorevole al percorso illustrato dal sindaco Maniero.

«Speravo di illustrare l’iter in un apposita commissione – risponde il sindaco Maniero – ma a questo punto farò un intervento in consiglio comunale. La bozza di accordo è pronta ed il piano di realizzazione del nuovo distretto a Oriago anche. Lo abbiamo presentato all’assessore regionale alla Sanità Ugo Coletto il quale si è dichiarato favorevole ammesso che l’operazione sia tecnicamente fattibile, e lo è. Successivamente lo abbiamo illustrato ai tecnici della Regione anche in presenza del direttore generale dott. Gino Gumirato, approfondendo il piano sotto il profilo tecnico, anche in relazione alle permute e alla proprietà di Villa Lenzi, che è comunale ma sulla quale l’Asl 13 ha investito molto. Con il privato invece abbiamo lavorato per poter avere maggiori garanzie sull’operazione. A questo punto – conclude Maniero – stiamo attendendo solo l’ok della Regione che, dopo averci negato il finanziamento dal fondo di rotazione, dovrebbe almeno dare l’assenso al progetto».

Luisa Giantin

 

Livieri: «Sono diecimila le persone che ne soffrono su 240 mila abitanti»

Ma solo 70 si fanno curare. A Mira un evento per chiedere interventi urgenti

DOLO – Sempre più macchinette mangiasoldi e ora è allarme ludopatia in Riviera del Brenta. A lanciarlo è il presidente della Conferenza dei sindaci dell’Asl 13, Fabio Livieri, mentre a Mira il 15 novembre si terrà uno “slot mob”.

I numeri fanno paura: «Nei 17 comuni dell’Asl 13 fra Riviera e Miranese», dice Livieri, «si stima che ci siano circa 10 mila, su 240 mila, le persone che soffrono di dipendenza da gioco. Giocano 3-4 volte alla settimana. Queste persone sono attratte, dalle slot machine di bar, trattorie e tabaccherie. I giocatori più incalliti sono spesso anziani, giocano con frequenza anche a Gratta e Vinci, Lotto e Superenalotto. Ci sono poi un migliaio di persone che con questo problema stanno rovinando la loro vita e quella delle loro famiglie. Giocano 2-3 volte al giorno. Di questi un centinaio è in cura al Sert: solo il 10 per cento di chi sviluppa la malattia trova poi il coraggio di curarsi».

Secondo i dati del Servizio contro le dipendenze dell’Asl 13 i pazienti seguiti sono 70. Il 66% di questi sono uomini e il 10% è già dipendente da altre sostanze, come alcol o droga. Il gioco d’azzardo patologico è una malattia vera e propria come lo sono l’alcolismo e la dipendenza da droghe.

I Comuni della zona da parte loro hanno più volte cercato di ostacolare la diffusione delle macchinette mangiasoldi.

A Mira la vecchia giunta aveva fatto un regolamento chiaro in cui i baro con slot machine nei dovevano stare ad una certa distanza dai luoghi sensibili come scuole, case di riposo, e gli stessi locali dovevano collocare insegne ben visibili sulla presenza dei giochi d’azzardo.

Al dilagante e irrazionale affidarsi all’azzardo sta creando nuove vittime, povertà e dipendenze», dice l’ex assessore alle politiche sociali del Comune di Mira, Margherita Gasperini, «si rovinano famiglie, si riempiono i centri di cura e si crea un terreno fertile per l’azione della criminalità organizzata. Per questo vogliamo agire su tre fronti: chiedere una legge che limiti il gioco d’azzardo nell’interesse non delle lobby ma dei cittadini, soprattutto i più vulnerabili. Vogliamo insomma agire subito, e soprattutto insieme, dando vita ad uno slot mob, recandoci insieme a consumare in un bar che ha scelto la disinfestazione dalle slot o altri giochi d’azzardo. Infine vogliamo curare il cattivo gioco con il buon gioco e veri e sani momenti relazionali».

Alessandro Abbadir

 

Mira. Una festa insieme per battere la voglia di scommettere

MIRA Arriva a Mira “Slot Mob” la campagna nazionale di cittadini e associazioni mobilitati per il buon gioco contro le nuove povertà e la dipendenza dal gioco d’azzardo. La manifestazione di Mira è la prima in italia non in un capoluogo di Provincia si terrà il 15 novembre“. Il mattino “giochi di una volta” in Piazza Municipio e “flash mob” e Colazione insieme al Bar “La Griffe” – via Nazionale, 173. Il pomeriggio “giochi di una volta” in Piazza Mercato ad Oriago e Flash Mob. Ci sarà un caffè insieme alla Cicchetteria “Ea voja mata” in via Risorgimento, 16. Alle 16.30 all’ Auditorium della Biblioteca di Oriago: conferenza sul tema “Ludopatia e azzardo” con tante testimonianze.

(a.ab.)

 

MIRA – Il consiglio comunale di Mira torna a riunirsi questa settimana giovedì 6 novembre alle 20 per discutere molte interrogazioni ed interpellanze e per approvare la convenzione sul consorzio di Bacino Venezia Ambiente. Una delibera che prevede la l’approvazione della costituzione e del funzionamento del Consiglio di Bacino «Venezia Ambiente» per il servizio di gestione integrata dei rifiuti urbani nel bacino territoriale «Venezia». Un provvedimento fortemente criticato dalla lista civica Mira Fuori del Comune che rischia di commissariare i comuni sulla gestione dei rifiuti.

All’ordine del giorno oltre ad interpellanze e interrogazioni, mozioni e altre proposte di odg di iniziativa consiliare anche l’acquisizione, a titolo non oneroso, di beni immobili di proprietà dello Stato, oltre a deliberazioni riguardanti Piani Urbanistici Attuativi e accorpamenti al demanio stradale di porzioni di terreno di proprietà privata utilizzata ad uso pubblico in via Este, via Pisa e via Lomellina.

(l.gia.)

 

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