Segui @OpzioneZero Gli aggiornamenti principali anche su Facebook e Twitter. Clicca su "Mi piace" o "Segui".

Questo sito utilizza cookie di profilazione, propri o di terze parti per rendere migliore l'esperienza d'uso degli utenti. Continuando la navigazione acconsenti all'uso dei cookie. Per maggiori informazioni cliccare qui



Sostieni la battaglia contro l'inceneritore di Fusina, contribuisci alle spese legali per il ricorso al TAR. Versamento su cc intestato a Opzione Zero IBAN IT64L0359901899050188525842 causale "Sottoscrizione per ricorso TAR contro inceneritore Fusina" Per maggiori informazioni cliccare qui

Gazzettino – Convegno sulla contraffazione a Oriago

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

5

nov

2014

MIRA – Sabato 8 novembre alle ore 9.30 nell’Auditorium della Biblioteca di Oriago si terrà il Convegno «La ricerca della legalità. Viaggio intorno alla contraffazione», organizzato dall’amministrazione comunale. Al dibattito, moderato da Fabrizio Stelluto direttore di GarantItaly, partecipano Luigi di Maio, vice presidente della Camera dei Deputati, il colonnello Gianluca De Benedictis, comandante del I Gruppo della Guardia di Finanza di Venezia, Tiziana De Masi, attrice e autrice teatrale, Iacopo Giraldo presidente della Coldiretti di Venezia, Massimo Zanon presidente Unione Confcommercio Venezia, Siro Badon, presidente dell’ACRIB e Franco Scantamburlo, segretario dell’Associazione Artigiani Riviera del Brenta. Invitati anche l’assessore Regionale all’Economia e Sviluppo, Ricerca e Innovazione Marialuisa Coppola, l’assessore provinciale alle Attività Produttive Lucio Gianni e un rappresentante del Nucleo Anti Sofisticazione dei Carabinieri. «Quella contro la contraffazione – spiega il sindaco Alvise Maniero – è una battaglia sulla quale ci sentiamo fortemente impegnati e sulla quale abbiamo coinvolto anche le altre Amministrazioni della Riviera attraverso la Conferenza dei Sindaci».

Andrea Penso

 

MIRA – Torna il Consiglio comunale a Mira giovedì 6 novembre con una serie argomenti importanti, primo fra tutti quello della gestione dei rifiuti. Ci sarà infatti l’approvazione della convenzione per la costituzione e il funzionamento del Consiglio di Bacino “Venezia Ambiente” per il servizio di gestione integrata dei rifiuti urbani nel bacino territoriale “Venezia”.

La gestione dei rifiuti secondo il consigliere di “Mira fuori del Comune”, Mattia Donadel, verrà sottratta ai Comuni in favore delle assemblee di Bacino.

«Sui rifiuti – dice Donadel – i Consigli comunali di tutto il Veneto rischiano di essere letteralmente estromessi da ogni decisione: se un Comune come Mira vuole passare al “porta a porta”, oppure decidere di portare i propri rifiuti in un impianto piuttosto che un altro, o ancora entrare nel merito del piano finanziario, non potrà più farlo in autonomia come avviene ora. È grave. Mira si deve opporre con tutte le forze a questo sopruso. Tutte le prerogative in capo ai Consigli Comunali vengono trasferite ora all’assemblea di bacino».

(a.ab.)

 

ALLAGAMENTI – Progetto bloccato dalla Salvaguardia

Incontro del comitato “Brenta sicuro” con i primi cittadini di Campagna Lupia e Campolongo.

«Bisogna potenziarla»

CAMPAGNA LUPIA – Summit tra il comitato “Brenta Sicuro” di Campolongo Maggiore con i sindaci di Campagna Lupia Fabio Livieri e di Campolongo Maggiore Alessandro Campalto, assieme al vicepresidente del Consorzio di bonifica “Acque risorgive” Andrea Frasson, nonché con vari rappresentanti di Legambiente e numerosi cittadini. Un incontro, sabato all’interno dei locali dell’idrovora di Lova, sulla tanto discussa realizzazione dell’opera idraulica: un progetto da 3,5 milioni di euro già appaltati dal Consorzio che la Commissione di salvaguardia di Venezia ha bloccato all’ultimo momento.

Il piano era già stato discusso con esito positivo in commissione regionale e in assemblea con i sindaci interessati di Fiesso d’Artico, Dolo, Mira, Campagna Lupia, Camponogara e Campolongo Maggiore. Si tratta di un intervento di potenziamento dell’idrovora di Lova già esistente, che da 12 metri cubi d’acqua al secondo dovrebbe arrivare ad espellerne 14,5 tramite la realizzazione di una nuova botte a sifone che passa sotto la Romea e il Taglio Novissimo, per poi scaricare l’acqua in un canale lagunare.

I primi cittadini di Campagna Lupia e Campolongo Maggiore hanno espresso la loro aperta contrarietà al blocco del potenziamento dell’idrovora, visti gli allagamenti causati dalla difficoltà di espellere in laguna l’acqua dal territorio. Il vicepresidente del Consorzio ha sottolineato che tale opera non andrebbe ad aumentare la quantità di acqua sversata nella laguna, bensì la stessa quantità d’acqua in minor tempo, operazione che eviterebbe le inondazioni causate dalle ormai frequenti “bombe d’acqua”. Il Comitato Brenta Sicuro seguirà le amministrazioni in ogni sede, affiancandole nella battaglia per avere in tempi rapidi la soluzione del problema.

V.Com.

 

Nuova Venezia – Parchi e stazione puliti dai ragazzi

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

2

nov

2014

Buon successo del progetto “72 ore con le maniche in su” a Mira e Maerne

MIRA – Il semplice “grazie” di tante persone perbene ai volontari di “72 ore con le maniche in su”, il progetto dalla Caritas veneziana attraverso il gruppo “Prove di un mondo nuovo”. A Mira oggi ben 50 ragazze e ragazzi, saranno impegnati nel territorio comunale in numerose attività a vantaggio della comunità, che vanno dalla pulizia dei parchi di Villa dei Leoni, Naturallegra e Lomellina Cadore, al supporto delle attività della Casa San Raffele, alla cura e sistemazione degli oratori di Oriago e Ca’ Sabbioni, alla dipintura del Centro giovanile Dedalo. Il Comune vi ha aderito patrocinando l’iniziativa e i ragazzi sono stati elogiati dall’assessore Ornella Vanin. I volontari impegnati sono tutti giovani dai 16 ai 30 anni, provenienti da altri territori del veneziano che hanno aderito al progetto animati dalla voglia di mettersi in gioco, testare le proprie capacità pratiche e organizzative, provare una nuova esperienza di solidarietà e socializzazione, che potrebbe anche tradursi in un successivo impegno più costante nel volontariato. Soddisfatto dell’iniziativa anche il direttore locale della Caritas e responsabile della Casa San Raffaele, Francesco Vendramin: «Questi ragazzi», dice Vendramin, «hanno aiutato gli abituali volontari Caritas a gestire delle strutture come la casa San Raffaele che sono fra le poche che ancora in questo periodo di crisi offrono un alloggio a stranieri in estrema difficoltà».

Un’altro dei punti caldi dove i volontari hanno operato è stato il Miranese. Quindi: su le maniche e via, a sistemare il sottopasso ciclopedonale della stazione di Maerne. «Prove di un nuovo mondo – 72 ore con le maniche in su» è anche il progetto a cui anche il Comune di Martellago ha aderito e dove, da giovedì scorso a oggi, sono state organizzate diverse attività nel territorio ma anche di manutenzione dello stesso, oltre agli incontri con gli operatori dell’assessorato comunale ai Giovani e con i ragazzi del Ceod di Olmo. Ieri un gruppo di volenterosi, una quindicina di ragazzi provenienti dal comprensorio, ha preso in mano gli attrezzi e ha iniziato a pulire e ridipingere il sottopasso vicino alla stazione dei treni. Aperto a febbraio 2011, con il tempo sono comparse scritte, disegni e altro ancora che avevano sporcato i muri dove transitano ciclisti e pedoni. Una situazione presente non solo a Maerne ma pure negli altri scali ferroviari del comprensorio, dove spesso c’è chi imbratta le pareti. I giovani hanno lavorato tutto il giorno per dare al muro il volto originale e togliendo anche le erbacce cresciute tra il marciapiede.

(a.ab. – a.rag.)

 

Donadel (Mira Fuori dal comune) accusa la Regione che impone i Consigli di bacino dove comanderà Venezia

«La Regione sulle gestione dei rifiuti commissaria i Comuni veneti. Mira deve opporsi a questa logica che va contro l’autonomia dei territori». Mattia Donadel capogruppo in consiglio comunale della civica “Mira fuori dal comune” annuncia una battaglia a suon di interpellanze iniziando dal Comune di Mira e poi estendendo la protesta agli altri comuni dell’area. «Sui rifiuti – avverte Donadel – i Consigli Comunali di tutto il Veneto rischiano di essere letteralmente estromessi da ogni decisione: se un Comune come Mira vuole passare al “porta a porta”, oppure decidere di portare i propri rifiuti in un impianto piuttosto che un altro, o ancora entrare nel merito del piano finanziario, non potrà più farlo in autonomia come avviene ora». Al centro della protesta la “convenzione tipo” predisposta dalla Giunta Regionale e che i Comuni veneti devono approvare entro il 10 novembre per poter costituire i Consigli di Bacino. Il consiglio di Mira approverà la delibera la prossima settimana. Di fatto, con l’approvazione, tutte le prerogative che prima stavano in capo ai Consigli Comunali vengono trasferite all’assemblea di bacino, nella quale ogni singolo Comune è rappresentato dal sindaco o da un suo delegato con peso proporzionale al numero di abitanti. «In questo modo – spiega Donadel – tutto quanto riguarderà la gestione dei rifiuti verrà deciso da Venezia e poi dalla Città Metropolitana, alla faccia del federalismo. Inoltre, con tutti i vincoli economici e il taglio dei trasferimenti, è un vero e proprio “commissariamento” dei Comuni. A questo punto è ora che i “manovratori di turno” gettino definitivamente la maschera: chiudano baracca e burattini, e ci mandino tutti a casa, sindaci compresi».

(l.gia.)

 

SANTA MARIA DI SALA – Per Carolo (M5S) il Consiglio di Bacino sostituisce un ente che era stato abolito

«Nasce un nuovo carrozzone per i rifiuti»

«Il solito inutile ente, i cui costi ricadranno sulla collettività». Schierato il Movimento Cinque Stelle dei comuni di Riviera e Miranese, in merito a ciò che sta nascendo nella provincia di Venezia. Un nuovo ente, il Consiglio di Bacino «Venezia Ambiente», per la gestione unitaria e integrata dei rifiuti urbani sull’intero territorio regionale. Un ente che prevede l’aggregazione dei 44 comuni veneziani più uno, Mogliano Veneto. Tra i 44 c’è anche Santa Maria di Sala che nella seduta consiliare del 20 ottobre ha approvato il testo della convenzione per la costituzione del Consiglio di Bacino. Fin qui poco male, se non fosse che il nuovo ente andrebbe a sostituirne un altro che proprio la normativa statale aveva abolito, la AATO Ambiente, Autorità d’Ambito per la Gestione dei Rifiuti Urbani. Lo sostiene la consigliera Rossella Carolo (M5S) che ricorda pure la sentenza della Corte Costituzionale del 2011 che ribadisce “la piena facoltà dello Stato di disporre la soppressione delle Autorità d’Ambito”. «Non tutti sanno che questo ente nasce dall’abolizione di un suo simile (legge 26 marzo 2010 ndr) che lo Stato ha ritenuto inutile, demandando alla Regione di delegarne le funzioni – spiega la Carolo -. La Regione non ha fatto altro che replicare la vecchia abolita AATO con la stessa struttura, gli stessi organi istituzionali, le stesse funzioni ma soprattutto gli stessi costi, facendo resuscitare l’AATO sotto le mentite spoglie di un nuovo ente locale, in violazione delle normative statali sulla riduzione dei costi e di contenimento delle spese negli enti locali». E il consiglere M5S di Scorzè aggiunge che «la regolamentazione di questo nuovo ente contiene la stessa illegittima disposizione sui criteri di finanziamento dei costi. Quello al Consiglio di Bacino è un contributo illegittimo (0,60 centesimi all’anno per abitante), come già da noi denunciato nelle varie interpellanze, e costerà ai cittadini della provincia 500 mila euro. Sono soldi buttati via». Il sindaco salese Nicola Fragomeni risponde, però, che «è un provvedimento necessario».

 

DOLO – Crescono le adesioni alla manifestazione del 16 novembre, unica esclusa la Lega

Crescono le adesioni e si preannuncia imponente la manifestazione, in programma il 16 novembre, organizzata dal “Coordinamento per iniziative a tutela dell’Ospedale di Dolo” che si è costituita con il contributo del Comitato Bruno Marcato e i Comuni di Campolongo Maggiore, Camponogara, Fossò, Stra e Mira. Alla manifestazione a difesa del nosocomio rivierasco, che fa seguito a quella del 5 ottobre 2013, hanno dato già l’adesione i sindaci dei comuni che fanno parte del coordinamento, fra questi non compare però quello di Dolo direttamente interessato, movimenti politici come Pd, Sel, Rifondazione, Ponte di Dolo, Lista Civica Insieme Stra, ai quali si è aggiunto anche il Movimento 5Stelle, le organizzazioni sindacali Cgil, Cisl, Uil, una quarantina fra associazioni, comitati ( Mira 2030, Mira Fuori del Comune, Opzione Zero) associazioni di categoria, mondo economico, sindacati dei medici.

Insieme chiedono che venga bloccato l’atto aziendale approvato dal direttore generale Gumirato in attuazione delle schede ospedaliere e di confermare il presidio dolese, come quello di Mirano, ospedali di rete su due poli, di assicurare in Riviera posti letto per l’ospedale di comunità, di garantire lo stanziamento di 1.500.000 euro per la realizzazione del Distretto sanitario di Mira, di dare avvio ai lavori previsti per l’adeguamento del Pronto soccorso e di trasferire gli uffici tecnici, amministrativi, la Direzione generale ed il Servizio veterinario negli spazi vuoti dell’ospedale di Dolo risparmiando 650.00 euro annui di affitto. La manifestazione del 16 novembre partirà alle 10 davanti alla vecchia entrata dell’ospedale e si snoderà sino allo Squero. Non aderirà la Lega Nord: «In questo periodo pre-elettorale – dice il segretario Giovanni fattoretto – La Lega Nord non andrà mai a braccetto con chi pretende di mettere in mano ai manifestanti un simbolo politico per tutelare il diritto alla salute».

Lino Perini

 

CAMPAGNA LUPIA – Il sindaco accusa la Commissione di salvaguardia per il progetto di Lova

CAMPAGNA LUPIA – «Siamo tornati indietro di secoli, al tempo dei Dogi, che per salvaguardare gli interessi di Venezia avevano fatto costruire le “intestadure”, alti argini per impedire che le acque della terraferma si riversassero in laguna». Il sindaco di Campagna Lupia, Fabio Livieri, ritorna sulla questione dell’idrovora di Lova, un’opera ritenuta necessaria per mettere in sicurezza idraulica un vasto territorio della Riviera del Brenta, ma sul cui progetto la Commissione di Salvaguardia di Venezia ha chiesto ulteriori approfondimenti.

I lavori del progetto da 3,5 milioni di euro sono già stati appaltati dal Consorzio di Bonifica “Acque Risorgive”. All’ultimo momento la Commissione ha bloccato i lavori. Il piano era già stato discusso in Commissione regionale e in assemblea con i sindaci di Fiesso d’Artico, Dolo, Mira, Campagna Lupia, Camponogara e Campolongo Maggiore. Non erano emersi problemi di alcun genere. Si tratta di un intervento di potenziamento dell’idrovora di Lova esistente, che da 12 metri cubi d’acqua al secondo dovrebbe essere incrementata per riuscire ad espellerne 14,5 tramite la realizzazione di una nuova botte a sifone che passa sotto la Romea e il Taglio Novissimo, per poi scaricare l’acqua in un canale lagunare.

«Se per scaricare in laguna 2,5 metri cubi d’acqua al secondo sorgono così tanti problemi – dice Livieri – quando mai si riuscirà a definire e ultimare l’idrovia Padova-Venezia come canale scolmatore?»

Vittorino Compagno

 

 

Bettin e Caccia si appellano a Zappalorto: «Non firmi la delibera regionale e non ceda Veritas a Hera»

Comuni espropriati della possibilità di decidere come organizzare la raccolta dei rifiuti e l’ipotesi che la grande multi-utility Hera metta le mani su Veritas. Due motivi per fare dei rifiuti, in questi giorni, un tema che scotta. «Stanno per essere compiute scelte destinate a condizionare in maniera irreversibile la qualità dei servizi pubblici locali, fin qui garantita alla nostra cittadinanza», accusano Beppe Caccia e Gianfranco Bettin, ex consigliere ed ex assessore di In Comune, «e per questo facciamo appello al commissario prefettizio perché smentisca esplicitamente e ufficialmente qualsiasi voce relativa alla cessione di quote di Veritas, impegnandosi a preservarne il carattere pubblico e locale, fin qui ribadito dal Consiglio comunale di Venezia. E perché si astenga dall’approvare qualsiasi “convenzione-tipo”, imposta dalla Regione Veneto in materia di gestione del servizio rifiuti, in modo che possa essere il prossimo consiglio comunale a ridiscutere i criteri della giunta Zaia».

Cosa sta succedendo nel mondo dei rifiuti? Comuni espropriati. Passare o no alla raccolta porta a porta dei rifiuti? E come calibrare le tariffe per la stesura del piano finanziario? Se fino a oggi le risposte a domande di questo tipo spettavano ai Comuni – e in particolare ai consigli comunali – presto a occuparsene potrebbero essere i Consigli di bacino, dove ogni Comune sarà rappresentato dal sindaco – o da un suo delegato – il cui voto peserà in proporzione al numero di abitanti.

È lo scenario disegnato dalla legge regionale 52 del 2012 la quale prevede, all’articolo 4, che l’istituzione dei consigli debba essere preceduta dall’approvazione di una convenzione. E che ha fatto la Regione? Il primo luglio ha approvato, con delibera di giunta, una convenzione-tipo che dovrà essere approvata dai Comuni entro il 10 novembre e che trasferisce le competenze dai consigli comunali ai consigli di bacino.

«Espropriandoli del potere di decidere sia sulle modalità di organizzazione del servizio di raccolta, sia di fatto sui piani finanziari presentati dal gestore», dice Mattia Donadel, consigliere comunale a Mira, che ha sollevato il caso di cui si sta discutendo in tutta la provincia.

«Sarà in pratica un livello sovra-ordinato a scavalcare le decisioni – fin qui assunte localmente – in materia di tariffe e di organizzazione del servizio», accusano Caccia e Bettin, «e la firma della convenzione tipo nel caso di Venezia sarebbe ancora più grave dal momento che avverrebbe da parte del Commissario, senza un vero dibattito pubblico e senza il voto di un organismo eletto democraticamente».

Lo scenario Hera. La società, come è emerso recentemente in un articolo di Affari&Finanza, si prepara a fare acquisti. «Le faremo nei dintorni di casa, pensiamo a 2 operazioni, una l’anno venturo e una alla fine del periodo», ha spiegato il presidente del gruppo, Tomaso Tommasi di Vignano, senza fare nomi. Ma è probabile che nelle mire della multi-utility ci siano la veneziana Veritas e la trevigiana Asco-Piave. Un’ipotesi che già era emersa in passato che vede la contrarietà di gran parte del centrosinistra in città.

Francesco Furlan

 

Comunicato Stampa Mira Fuori del Comune 29-10-2014

Rifiuti: Consigli Comunali “commissariati” dalla Regione

“Sui rifiuti i Consigli Comunali di tutto il Veneto rischiano di essere letteralmente estromessi da ogni decisione:  se un Comune come Mira vuole passare al “porta a porta”, oppure decidere di portare i propri rifiuti in un impianto piuttosto che un altro, o ancora entrare nel merito del piano finanziario, non potrà più farlo in autonomia come avviene ora. E’ un fatto gravissimo e inaudito. Mira si deve opporre con tutte le forze a questo sopruso”, a lanciare l’allarme rosso è il capogruppo di Mira Fuori del Comune Mattia Donadel.

Tutto nasce dalla delibera in approvazione la prossima settimana in Consiglio Comunale per la costituzione dei Consigli di Bacino relativi alla gestione integrata dei rifiuti urbani. La storia risale alla finanziaria del 2010 con la quale si decretava lo scioglimento delle vecchie Autorità d’Ambito, enti da alcuni definiti inutili, che svolgevano funzioni di coordinamento, controllo e pianificazione su ambiti territoriali omogenei, mediamente di scala provinciale. La Legge demandava alle Regioni la facoltà di riorganizzare queste funzioni con una normativa specifica. La Regione Veneto, in ritardo, si è adeguata con la Legge 52 del 2012, che di fatto ricostituisce i vecchi “carrozzoni” cambiando  loro nome in Consigli di Bacino ma mantenendo le stesse competenze di prima e soprattutto salvaguardando la piena autonomia decisionale dei Comuni per quanto riguarda modalità organizzative del sistema di raccolta, trasporto e conferimento dei rifiuti, piani finanziari e tariffazione.

La trappola vera e propria sta nella “convenzione tipo”  predisposta dalla Giunta Regionale (DGRV 1117/2014) e che i Comuni di tutto il Veneto sono chiamati ad approvare entro il 10 novembre per poter costituire i Consigli di Bacino. E’ infatti nella convenzione tipo che tutte le prerogative che prima stavano in capo ai Consigli Comunali vengono trasferite ora all’assemblea di bacino, nella quale ogni singolo Comune è rappresentato dal Sindaco o da un suo delegato con peso proporzionale al numero di abitanti. Evidente dunque che con questo sistema a decidere sugli aspetti più importanti saranno i Sindaci delle Città più grandi, quelle con peso maggiore come Venezia, che con l’istituzione della Città Metropolitana avrà sempre più pieni poteri.

“Si parla tanto di federalismo, ma quello che sta avvenendo con questo tipo di operazione, così come con l’istituzione della Città Metropolitana, e poi soprattutto con tutti i vincoli economici e il taglio dei trasferimenti è un vero e proprio “commissariamento” dei Comuni” – afferma Donadel – “a questo punto è ora che i “manovratori di turno” gettino definitivamente la maschera: chiudano baracca e burattini, e ci mandino tutti a casa, Sindaci compresi”.

Mira Fuori del Comune è decisa comunque a dare battaglia presentando in Consiglio degli emendamenti alla delibera per ripristinare i poteri del Comune in materia di rifiuti, e rivolge un appello al Sindaco di Mira e a tutti i Sindaci della Riviera affinché respingano l’ennesimo prevaricazione della Regione e del Governo:  i presupposti normativi per farlo ci sono tutti, basta solo metterci il coraggio politico.

 

«Siamo tornati indietro di secoli, al tempo dei Dogi e del Consiglio dei Savi, che salvaguardare gli interessi di Venezia avevano fatto costruire le “intestadure”, ossia alti argini per impedire che le acque della terraferma si riversassero in laguna».

Il sindaco di Campagna Lupia, Fabio Livieri, ritorna sulla questione dell’idrovora di Lova, un’opera ritenuta necessaria per mettere in sicurezza idraulica un vasto territorio della Riviera del Brenta, ma sul cui progetto la Commissione di Salvaguardia di Venezia ha chiesto ulteriori approfondimenti. I lavori del nuovo progetto da 3,5 milioni di euro sono già stati appaltati dal Consorzio di Bonifica «Acque Risorgive» del presidente Ernestino Prevedello. All’ultimo momento la Commissione ha bloccato i lavori. Il piano era già stato discusso in Commissione regionale e in assemblea con i sindaci interessati di Fiesso d’Artico, Dolo, Mira, Campagna Lupia, Camponogara e Campolongo Maggiore. Non erano emersi problemi di alcun genere. Si tratta di un intervento di potenziamento dell’idrovora di Lova già esistente, che da 12 metri cubi d’acqua al secondo dovrebbe essere incrementata per riuscire ad espellerne 14,5 tramite la realizzazione di una nuova botte a sifone che passa sotto la Romea e il Taglio Novissimo, per poi scaricare l’acqua in un canale lagunare.

Livieri conclude: «Se per scaricare in laguna 2,5 metri cubi d’acqua al secondo sorgono così tanti problemi, quando mai si riuscirà a definire e ultimare l’idrovia Padova-Venezia come canale scolmatore di grado di scaricare nella laguna veneta dai 350 ai 400 metri cubi al secondo?»

(v.com.)

 

Copyrights © 2012-2015 by Opzione Zero

Per leggere la Privacy policy cliccare qui