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MIRA – Ieri alla conferenza dei sindaci Pianiga, Dolo e Fiesso d’Artico hanno dato parere contrario

MIRA – Scontro tra sindaci sul nuovo distretto sanitario di Mira ad Oriago ma a parte il parere contrario di Dolo, Fiesso d’Artico e Pianiga serve un approfondimento sui tempi e su eventuali soluzioni tampone. «A settembre ci sarà un nuovo incontro anche con la Regione per capire se il percorso indicato dal Comune di Mira è percorribile – ha dichiarato il presidente della Conferenza Fabio Livieri. – Nessuno mette in discussione il distretto a Mira, ma va valutata comunque anche l’ipotesi di trasferimento temporaneo a Dolo, costi e garanzie comprese». Secondo il sindaco Alvise Maniero se l’opera avesse l’assenso della conferenza dei sindaci e dell’Asl 13 la struttura potrebbe essere conclusa per marzo 2016. All’assemblea dei 17 sindaci di Riviera e Miranese sono stati presentati il progetto preliminare della nuova struttura, che prevede il trasferimento dell’attuale distretto sanitario da villa Lenzi a Mira in un nuovo edificio in Piazza Mercato a Oriago all’interno di una lottizzazione. Un edificio di mille metri quadrati disposti su due piani del costo di 1 milione e 700 mila euro. Il segretario del Comune di Mira dott. Buson, insieme al sindaco Maniero, hanno illustrato il cronoprogramma previsto per la realizzazione del nuovo distretto sanitario. «Di fatto – ha spiegato Maniero – potremmo aver già il progetto preliminare all’inizio di settembre con la predisposizione dell’accordo di programma tra Asl 13, Comune di Mira e società costruttrice entro fine settembre. Se i tempi venissero rispettati, l’inizio lavori sarebbe entro marzo 2015 e la conclusione dell’opera entro marzo 2016».
Contrario alla localizzazione a Oriago il sindaco di Pianiga Massimo Calzavara e l’assessore di Dolo Giuliano Zilio per il difficile accesso da parte dei cittadini pianighesi, mentre Dolo sarebbe più baricentrico. «Logisticamente ha più senso trasferirlo a Dolo – ha replicato Zilio – la struttura nell’ex tribunale c’è, perché non approfittarne». «La strada di Mira è da rispettare – ha ribattuto il sindaco Maddalena Gottardo – anche se ho dei dubbi. Resta il fatto che noi abbiamo un luogo idoneo, l’ex tribunale, senza più vincoli». Di diverso avviso i sindaci di Fossò Federica Boscaro e di Campolongo Maggiore Alessandro Campalto che hanno espresso la necessità di avere una struttura differente dall’ospedale in un area diversa, e lontana anche dagli altri distretti per meglio servire il territorio. Dubbi sulla tempistica, molto legati all’aspetto economico, sono giunti dal sindaco di Camponogara Giampiero Menin suggerendo di monitorare costantemente l’iter realizzativo anche da parte della stessa conferenza.

(l.gia)

 

Nuova Venezia – Fumata nera per il distretto di Mira

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31

lug

2014

I sindaci di dolo e pianiga offrono soluzioni alternative

La presentazione del progetto non convince il direttore dell’Asl 13

MIRA – Fumata nera sul distretto sanitario di Mira. Questo nonostante alla presentazione dello spostamento illustrato dal sindaco Alvise Maniero e dal segretario comunale di Mira, ieri la maggioranza dei primi cittadini dell’area non si sia opposta. Il Comune di Mira, come richiesto dalla Conferenza dei sindaci, ha presentato le garanzie fidejussorie e un crono programma dei lavori. Maniero ha spiegato che partiranno a maggio 2015 e termineranno ad aprile 2016. Il piano del comune è quello di portare il distretto da villa Lenzi in via Riscossa a Oriago, nell’area in cui un tempo sarebbe dovuta sorgere la nuova caserma dei carabinieri. Una operazione che costerà complessivamente un milione e 700 mila euro: di questi un milione saranno recuperati grazie a una convenzione con il costruttore che deve al comune oneri di urbanizzazione. Gli altri 700 mila euro saranno ottenibili attraverso una permuta di stabili dell’Asl 13 ora in alienazione. Gli stabili da vendere sarebbero quelli dell’ex poliambulatorio a ridosso di Villa Mocenigo a Oriago. Molti sindaci hanno espresso dei dubbi sulla nuova collocazione. Troppo decentrata verso Venezia per Pianiga, Dolo, Fiesso e Stra. Ma la doccia gelata a Maniero è arrivata dal direttore generale dell’Asl 13. Gino Gumirato ha sottolineato come già la valutazione dell’organo regionale preposto a questo punto slitti a settembre. Per Gumirato prima di due anni il nuovo distretto non vedrà la luce. Il sindaco di Dolo Maddalena Gottardo si è fatta subito avanti e ha proposto la collocazione chiavi in mano del servizio nell’ex Tribunale di Dolo. Il sindaco di Pianiga Calzavara a Cazzago. Attonito il Pd a Mira. «Questi si possono considerare i funerali del distretto sanitario di Mira» conclude il consigliere Maurizio Barberini.

(a.ab.)

 

Gazzettino – Oriago. Due firme bloccano la bretella.

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31

lug

2014

MIRA – Terminata lo scorso 23 luglio non è ancora stata aperta

Rimpallo di responsabilità sui ritardi tra Comune e Provincia

Rimpallo di responsabilità e polemiche attorno alla mancata apertura delle Bretella di collegamento tra le Regionale 11-Brentana e il casello autostradale di Oriago i cui lavori sono conclusi dallo scorso 17 luglio. Dopo sollecitazioni e proteste ieri Veneto Strade ha comunicato in una nota di aver concluso l’iter il 23 luglio con la consegna dell’opera alla Provincia e al Comune di Mira. «Il ritardo dell’apertura della Bretella di collegamento tra la Brentana e l’A4 non è imputabile a Veneto Strade – spiega la società. – I lavori sulla strada sono terminati a fine giugno, si sono protratti per altre due settimane per le ultime rifiniture. Il 23 luglio abbiamo fatto pervenire il verbale di consegna della Bretella e di conseguenza come prevede il Codice Stradale spetta infatti ai due enti, decidere l’apertura della strada e la conseguente gestione. Eventuali spiegazioni sui ritardi vanno chiesti a Provincia e Comune».

Al comune di Mira però il verbale, sollecitato più volte, è arrivato solo l’altra sera. «C’è stato un problema di Pec da parte di Veneto Strade – replica l’assessore ai Lavori Pubblici di Mira Luciano Claut – ed il verbale è arrivato in ritardo. Resta però il fatto che mentre Mira doveva recepire solo la proprietà della pista ciclabile la maggiore responsabilità è imputabile alla Provincia, considerato che l’iter prevede una delibera della Presidente per sottoscrivere il verbale di Veneto Strade».

Insomma per l’apertura della Bretella, i cui lavori sono iniziati il 10 aprile 2013, mancherebbero solo un paio di firme e quindi, uffici provinciali permettendo, sarebbe solo questione giorni. Nel frattempo sulla vicenda è intervenuto anche il segretario del Pd di Mira Albino Pesce che ha inviato una nota al prefetto Domenico Cuttaia proprio per segnalare il problema della sicurezza stradale nell’asse di collegamento Brentana-Casello autostradale Borbiago/Oriago. «Considerato – evidenzia Pesce – che, a causa della chiusura della bretella, centinaia di auto transitano per il centro di Oriago e di Borbiago».

Intanto il consigliere regionale Francesco Piccolo (Gruppo Misto) ha presentato un’interrogazione invitando il presidente Zaia ad intervenire tempestivamente per consentire l’apertura della bretella e fare chiarezza sulle eventuali competenze tra enti superando l’impasse burocratico.

 

Nuova Venezia – Mira. Naviglio e Serraglio inquinati

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30

lug

2014

Schiuma color giallo e odori nauseabondi: indagini dell’Arpav

MIRA – Inquinamento da materiali organici nel Naviglio e nel Serraglio a Mira. È successo ieri verso le 17.30 all’altezza di villa Widmann dove il canale Serraglio confluisce nel Naviglio del Brenta attraverso un percorso sotterraneo. «L’inquinamento è stato notato da diversi residenti», ha spiegato il comandante dei vigili urbani Mauro Rizzi, «Si trattava di una schiuma di color giallo, di odore nauseabondo che rapidamente ha invaso il Naviglio del Brenta di fronte a Villa Widmann e villa Valmarana. Di fronte a questa situazione abbiamo subito fatto intervenire i pompieri e abbiamo chiamato in aiuto i tecnici dell’Arpav». Sul canale sono state poste delle pannellature per arginare l’inquinamento che si è sviluppato per un tratto di 300 metri in direzione di Oriago. «L’inquinamento è stato prodotto con ogni probabilità da sversamenti in acqua di materiali organici», ha detto Rizzi. I primi controlli si sono concentrati quindi sugli scarichi delle aziende agricole a partire dall’area di Pianiga e Dolo da dove il Serraglio proviene. «Chi verrà identificato per aver compiuto un inquinamento di questa gravità», ha concluso il comandante dei vigili, «dovrà far fronte a conseguenze penali oltre che risarcitorie sul piano civile ». Non è la prima volta che nel corso degli ultimi giorni che si verificano casi di questo genere. Gli ultimi due sono accaduti nel canale di Oriago (un tratto morto del Naviglio) a Ca’ Sabbioni fra la rotonda della Rana e Malcontenta e nella stessa zona dello scolo Brentelle.

(a.ab.)

 

MIRA “La bretella di collegamento fra la Brentana e la A4 in via Valdarno fra Oriago e Borbiago è stata consegnata al comune di Mira e alla Provincia lo scorso 23 luglio. La strada è completa e i lavori hanno subito un ritardo di un mese dalla presa in consegna di Veneto Strada, non addebitabili alla stessa”. A precisare questa posizione è la stessa direzione di Veneto Strade che riassume i recenti passaggi dell’opera. “I lavori sulla strada », spiega la direzione, «sono terminati a fine giugno, si sono protratti per altre due settimane per le ultime rifiniture. Il 23 luglio il verbale di consegna della bretella e dei percorsi ciclabili è stato consegnato agli uffici della provincia di Venezia e del comune di Mira. Spetta infatti a questi due enti decidere l’apertura della strada, perché, una volta terminati i lavori, Veneto Strade consegna gli atti agli enti che la gestiranno come da codice della strada. Se ci sono dei ritardi bisogna chiederlo, pertanto alla Provincia di Venezia e al comune di Mira. La strada dunque è completa”. Veneto Strade precisa poi che “i lavori sono stati presi in consegna a dicembre 2011. Il contratto prevedeva che terminassero a maggio 2014. Sono terminati a fine giugno con un mese di ritardo”.

(a.ab.)

 

L’asse di collegamento tra la Brentana e l’autostrada è finito ma resta chiuso

Veneto Strade si giustifica: mancano i guardrail. La storia va avanti dal 2010

MIRA – Continuano i rinvii per l’apertura della bretella di collegamento di via Valdarno fra la Brentana e la A4. Se non fosse una storia vera, potrebbe entrare con merito nel novero delle barzellette che raccontano gli stranieri del Nord Europa sul nostro Paese, ma purtroppo non è così . Per i miresi con ogni probabilità neanche ad agosto la strada sarà aperta al traffico. Ora è un problema di guardrail. «La direzione dei lavori di Veneto Strade che ha realizzato l’opera», spiega fra l’incredulo e lo sconsolato il comandante dei vigili di Mira, Mauro Rizzi, «ci ha spiegato che neanche per i primi di agosto l’opera sarà pronta. Mancherebbero a detta loro ancora da risistemare e collocare degli accessori stradali necessari, fra questi soprattutto i guardrail. Scoprire ora che mancano i guardrail fa davvero arrabbiare. Non so più che giustificazioni dare a residenti e commercianti che mi chiedono ogni giorno quando sarà aperta per sgravare dal traffico il centro di Oriago». Commercianti e residenti hanno minacciato di aprirla loro la bretella ed effettivamente qualcuno i blocchi di plastica all’ingresso li ha spostati, costringendo Veneto Strade a piazzarne alcuni in cemento per evitare il transito dei cittadini che sanno che l’opera è conclusa. Nel frattempo sono state denunciate anche corse clandestine di auto e moto durante la notte. Nonostante questo quadretto Veneto Strade, forse orfana delle direttive dell’ex assessore ai Trasporti Renato Chisso, non si muove. La questione si trascina da anni. L’apertura era stata prevista prima nel 2010 in contemporanea con l’apertura del Passante di cui è opera complementare , poi in 18 mesi dal 2011.Dopotre anni e due mesi di cantieri ancora nulla di fatto. Veneto Strade aveva annunciato l’apertura a giugno (il 3), l’opera è ancora da inaugurare. I ritardi sono addebitabili ad aziende appaltatrici dell’opera che sono fallite e si è dovuto ricominciare con l’assegnazione dei lavori. Tutto il traffico pesante e di attraversamento sulla Brentana che ora passa per il centro di Oriago sarà convogliato sulla nuova arteria, sollevando la Sp30 (via Giovanni XXIII) e via Valdarno dai disagi patiti in questi ultimi anni. L’incubo ora è che la bretella apra solo dopo Ferragosto o al ritorno dalle vacanze estive. «Il rischio», conclude il comandante, «è che ora sia gli uffici regionali che quelli provinciali vadano in ferie e per l’assenza di qualcuno per l’autorizzazione bisogna aspettare settembre ». Aspettando un altro annuncio di apertura e – speriamo di no– un altro rinvio.

Alessandro Abbadir

 

Nuova Venezia – Mira. Distretto sanitario, ok al progetto

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28

lug

2014

Mercoledì la presentazione ma c’è la concorrenza di Dolo e Pianiga

MIRA. Il progetto per la realizzazione del nuovo distretto sanitario di Mira a Oriago è pronto. Oggi saranno sistemati in Comune gli ultimi accorgimenti burocratici prima della presentazione mercoledì in conferenza dei sindaci. Il piano del comune è quello di portare il distretto sanitario da villa Lenzi in via Riscossa ad Oriago, nell’area in cui un tempo sarebbe dovuta sorgere la nuova caserma dei carabinieri. Una operazione che costerà complessivamente un milione e 700 mila euro: di questi un milione saranno recuperati grazie a una convenzione con il costruttore che deve al comune oneri di urbanizzazione. Gli altri 700 mila euro saranno ottenuti dalla permuta di stabili dell’Asl 13 ora in alienazione. Gli stabili da vendere sono quelli dell’ex poliambulatorio a ridosso di Villa Mocenigo a Oriago. La superficie del nuovo distretto sarà di mille metri quadrati e sono previsti ampi parcheggi. Sul fatto che il progetto di spostamento del distretto sanitario di Mira venga avallato dalla Regione e dalla Conferenza dei sindaci esistono però ancora multi dubbi soprattutto relativi alla copertura finanziaria. Nei giorni scorsi però il sindaco di Mira Alvise Maniero ha risolto la questione e in commissione consigliere ha illustrato anche le coperture finanziarie di cui gode l’operazione. I passaggi da fare sono ancora molti. Dopo la presentazione in conferenza dei sindaci il progetto, dopo aver ottenuto il parere positivo, sarà spedito in Regione. Sarà questo ente alla fine a doverne dare l’autorizzazione alla costruzione. Fra i diretti concorrenti del comune di Mira per portarsi a casa il distretto sanitario si sono presentati i mesi scorsi anche il comune di Dolo che ha proposto i locali dell’ex Tribunale e il comune di Pianiga che con il sindaco Massimo Calzavara ne ha proposto la collocazione nel centro della frazione di Cazzago.

Alessandro Abbadir

 

IL BILANCIO

Il maltempo continua a flagellare l’agricoltura. Danni milionari e frutta estiva sempre meno richiesta a causa delle basse temperature. Le stime di Coldiretti Veneto parlano di centinaia di milioni di euro nel giro di pochi mesi. Da Conegliano a Breganze, dal Garda alla Bassa Padovana, i chicchi di grandine non hanno risparmiato frutteti, vigneti ed ortaggi a pieno campo. Nel Vicentino sono stati destati svariati ettari di vigneti pregiati. È andata meglio al Bellunese, dove i danni sono soprattutto alle strutture. La conta, comunque, parla di percentuali di perdite di raccolto fino all’80%. Ringraziano le grandi colture (mais, grano, soia) che hanno bisogno di molta acqua, ma non così tanta da inzuppare i terreni. La grandine ha colpito varie volte e nello stesso punto, addirittura sei consecutive a Bussolengo. Gli imprenditori agricoli veneti sono i più assicurati in Italia, le compagnie rimborsano il valore di circa 400milioni di euro, ma non esiste ancora una polizza «salva reddito». Aumentano i costi di produzione e con la pioggia proliferano gli attacchi fungini ed occorre intervenire con agropresidi in maniera più intensa. Le basse temperature non incoraggiano di certo i consumi della frutta estiva: meloni, angurie e pesche soffrono di un eccesso di offerta. E cresce la preoccupazione anche per il futuro, in particolare per i raccolti delle colture di pregio come il radicchio rosso.
«Non bastavano i meteo-sciamani che per ogni week end sul nostro litorale hanno previsto nuvole trafitte da lampi quando nella realtà splendeva il sole. Ora ci si mette il maltempo vero». Marco Michielli, presidente di Confturismo-Confcommercio Veneto parla di perdite di 3 milioni di euro nelle sole strutture alberghiere del litorale per ogni giorno di pioggia.
Se si aggiungono i campeggi e villaggi turistici la cifra raddoppia. «Dopo un giugno buono sul piano delle presenze e dei fatturati, non vorremmo mai dover tracciare un bilancio diametralmente opposto per quanto riguarda luglio – dice Michielli – se la pioggia continua, per luglio si parlerà di fatturati in discesa del 20%”. Tutto questo mentre anche gli operatori degli stabilimenti balneari di tutto il nord, il più colpito dal maltempo, denunciano perdite fra il 30 e il 40%».

(M.C.)

 

Flagello d’acqua. Strade allagate

Fulmine su hotel

La pioggia torrenziale ha provocato danni in tutta la provincia, l’allerta durerà fino alle 14 di oggi. Code a Jesolo

A Venezia va a picco una barca

Bombe d’acqua nel Veneziano e decine di interventi dei vigili del fuoco in tutta provincia. Soprattutto sottopassi allagati a Mestre e Mira e rami spezzati in mezzo alle strade. A creare particolare allarme sono stati alcuni fulmini. Uno in mattinata a Santa Maria di Sala ha colpito la centrale dell’Enel all’interno dell’albergo “Villa Isabela” creando ingenti danni. Tanta paura e danneggiamenti anche nel pomeriggio in via Archimede a Trivignano dove un fulmine ha colpito un’antenna ed ha incendiato gli impianti elettrici di un gruppo di villette a schiera.

 

FLAGELLATI DALLA PIOGGIA – Violenti acquazzoni si sono abbattuti per tutto il giorno

L’allerta oggi fino alle 14

Allagamenti e alberi caduti. Il Veneziano va sott’acqua

Barca a picco nel capoluogo, a Mira pompe per liberare i sottopassi

Giornata di super lavoro per i vigili del fuoco che ieri hanno fatto decine e decine di interventi a Venezia e in tutta la provincia. Uno stato di allerta iniziato già in mattinata e che prosegue fino alle 14 di oggi: questo l’arco di tempo a rischio per il meteo. La prima ondata di chiamate è stata alla mattina a seguito del diluvio che si è scatenato poco dopo le dieci. E subito ci sono stati sottopassi allagati, rami pericolanti, scantinati in ammollo.
A Venezia una barca con motore è andata a picco nel Rio Madonna dell’Orto, ci sono state infiltrazioni in alcune abitazioni a Castello e un po’ di intonaco si è staccato da un palazzo in Campo San Luca. Un fulmine si è abbattuto sulla chiesa di San Barnaba facendo saltare la luce alla mostra su Leonardo e spavendando i presenti. Al Lido, allagato piazzale Santa Maria Elisabetta, con polemiche sui lavori in corso.
A Marghera i pompieri sono dovuti intervenire anche in via Casati per liberare alcune persone rimaste bloccate in un ascensore di un condominio andato fuori uso a causa di un black out. La bomba d’acqua della mattina ha poi spezzato rami che sono andati in mezzo alle strade in via Natisone e sempre a Marghera ci sono stati danni ad una casa disabitata di via Beccaria. Ancora rami in mezzo alla strada sulla Castellana, dove è andato sott’acqua anche il sottopasso, e sempre a Mestre ci sono stati allagamenti in viale Vespucci e in Romea alla nuova rotonda della Nave de Vero.
A Mira gran lavoro per la protezione civile sui sottopassi di Marano, sulla bretella Bacchin, sulla Miranese e in via Galvani. I due sottopassi allagati sono stati svuotati con le pompe, mentre in via Galvani c’è stato un nuovo reflusso delle acque nere della fognatura. Ancora alberi pericolanti a Rottanova di Cavarzere, a Campolongo Maggiore e a Quarto d’Altino. La situazione è diventata ancora più critica con l’insistente pioggia del pomeriggio. A Chioggia un fulmine ha centrato una colonnina dell’elettricità nel campeggio di viale Barbarigo e verso le 18 la zona di Ridotto Marino è finita sott’acqua così come ai bordi di Strada Fossetta c’erano trenta centimetri di acqua a causa delle fogne che non ricevevano. E sempre la pioggia potrebbe aver causato l’incidente, alle 13 e 30, che ha tenuto bloccata la Triestina a Ceggia. Un camion russo si è scontrato quasi frontalmente con un furgone Fiat Doblò che giungeva dal senso opposto che ha poi urtato contro una Fiat 500 ferma ad un semaforo. Qualche disagio per gli automobilisti, visto che la strada è rimasta chiusa per più di un’ora per i soccorsi ed il recupero dei mezzi. Ferite che non destano preoccupazione per i conducenti dei tre mezzi.
Infine in serata un fulmine ha centrato un’antenna di una serie di villette a schiera di via Archimede a Trivignano ed ha bruciato gli impianti elettrici. I residenti hanno visto delle fiammate uscire dalle prese della corrente e spaventatissimi sono usciti in strada. Ingenti i danni e grande anche la paura.

 

S.M. di Sala. Fulmine incendia centrale Enel dell’hotel: i titolari intossicati dal fumo

S.MARIA DI SALA – Marito e moglie, i titolari dell’albergo Villa Isabela di Santa Maria di Sala, finiscono in ospedale dopo aver inalato fumi tossici. È accaduto ieri lungo la via Noalese. Alle 8.45 del mattino un fulmine ha colpito la centrale dell’Enel che si trova all’interno della struttura alberghiera causando notevoli danni, oltre alla mancanza di corrente nella struttura stessa e nelle abitazioni vicine. Nel tentativo di spegnere il fuoco prima che sopraggiungessero i Vigili del Fuoco, come spiega uno dei figli del titolare «mia madre e mio padre – rispettivamente di 74 e 78 anni, titolari dell’hotel ndr – hanno imbracciato gli estintori e si sono avvicinati alla centrale che stava prendendo fuoco. Con loro – spiega il figlio – c’era anche un cliente dell’albergo ma questo ha fatto in tempo a tornare indietro, viste le fiamme. Mia madre e mio padre invece volevano provare a far qualcosa ma avvicinandosi hanno evidentemente respirato fumi tossici e sono finiti in ospedale». I coniugi sono stati trasportati d’urgenza al pronto soccorso e tenuti sotto osservazione per l’intera giornata. Il figlio preoccupato per lo stato dei suoi genitori e per i clienti dell’hotel dice: «Stamattina avevamo un gruppo di coreani, c’è stato forte scompiglio e tanta paura». Ad intervenire sul posto i volontari dei Vigili del Fuoco del Comando di Mirano e i tecnici dell’Enel che hanno lavorato tutto il giorno per riportare la situazione alla normalità. Il disagio ha coinvolto tutta la zona che dall’hotel arriva fino al Bar Todaro di Stigliano. (s.bet.)

 

CAVALLINO-TREPORTI – Il temporale ha creato lunghe code

Turisti a Jesolo, traffico in tilt

Piove, il traffico va in tilt. È la conseguenza del forte temporale che si è abbattuto su tutto il litorale. Pioggia intesa e temperature in ribasso che hanno convinto miglia di turisti ad uscire dai campeggi e mettersi tutti al volante contemporaneamente per raggiungere Jesolo. A questi vanno inoltre aggiunti tutti quegli ospiti che ieri terminavo le vacanze e per questo hanno optato per un rientro immediato visto il tempo poco clemente.
Facilmente immaginabile il risultato, con la viabilità in uscita da Cavallino-Treporti completamente bloccata per tutta la mattina e code lungo via Pordelio, via Baracca e sulla solita via Fausta dove la fila iniziava già da Ca’Ballarin.
Insomma, una mattinata infernale nella quale non sono mancati i disagi per chi doveva spostarsi per motivi di lavoro, oltre che per le corse del trasporto pubblico. Inevitabili le proteste dei cittadini, soprattutto residenti, ormai esasperati per una situazione che si ripresenta praticamente in ogni occasione di pioggia intensa.
«Eppure basterebbe poco per evitare tutti questi problemi – è il commento degli abitanti – ovvero mettere una pattuglia di agenti della polizia, a Jesolo, all’inizio di via Roma destra, in modo da deviare il traffico su viale Padania, una strada a doppia corsia che renderebbe più fluido il traffico. Probabilmente il problema non verrebbe risolto del tutto perché la coda si ripresenterebbe alla rotonda Picchi (dove anche ieri non sono mancati rallentamenti), la situazione però potrebbe migliorare almeno per chi deve spostarsi da una parte e all’altra del litorale».

Giuseppe Babbo

 

RIVIERA. Ospedali. La rivoluzione dell’Asl 13

RIVOLUZIONE – L’Asl 13 adotta le strutture territoriali

Individuate tre tipologie per i pazienti che necessitano cure dopo le dimissioni

Entro il 2015 due ospedali di comunità, tre unità riabilitative e un Hospice

Il futuro dell’azienda sanitaria di Dolo e Mirano puntato sui servizi nel territorio. A Mira la Conferenza dei sindaci dell’Asl 13 ha discusso in assemblea la presentazione del “Piano aziendale sanità territoriale” illustrato dal direttore dei Servizi Sociali Michele Maglio e che rispecchia gli indirizzi regionali. Un piano che entro il 2015 prevede una riorganizzazione dei servizi nel territorio con l’individuazione di tre strutture intermedie di sanità territoriale.
«Si tratta di strutture la cui funzione sarà quella di fornire un’assistenza adeguata e qualificata – ha spiegato il dottor Maglio – a quei pazienti che hanno superato la fase acuta all’interno della struttura ospedaliera ma che contestualmente non possono rientrare a casa o essere seguiti solo a livello ambulatoriale perché necessitano di un periodo di riabilitazione, oppure devono essere tenuti in osservazione per stabilizzare le cure previste».
Sono persone che hanno subito un grave incidente e necessitano di un periodo di riabilitazione, pazienti non ancora autosufficienti o che devono approcciarsi ad una nuova condizione fisica ma anche malati di Parkinson, Alzheimer, Sla o altre malattie degenerative che vanno seguiti nella fase di somministrazione di nuovi farmaci e infine malati terminali che richiedono particolari cure palliative.
«Persone per le quali un ricovero in ospedale sarebbe inappropriato – ha sottolineato il direttore dei Servizi Sociali – ma che comunque necessitano di assistenza particolare. Naturalmente non possiamo creare strutture edilizie ex novo ma l’obiettivo è quello di utilizzare il patrimonio esistenze adeguando le strutture in essere a queste tre tipologie».
Sono tre le tipologie di strutture individuate nel territorio della Riviera del Brenta e del Miranese.
L’OSPEDALE DI COMUNITÀ Per pazienti che necessitano di periodi più lunghi convalescenza, o che devono recuperare alcune funzioni ma anche per pazienti in fase terminale dove non è possibile l’accoglienza in hospice. Verrà individuato a Noale mentre per l’Area Sud dell’Asl 13 sarà probabilmente a Fiesso d’Artico, nella casa di riposo.
URT – UNITÀ RIABILITATIVA DEL TERRITORIO Per pazienti temporaneamente non autosufficienti, ma anche malati di Alzheimer e Parkinson che necessitano di particolare assistenza. Saranno individuate a Mirano presso il Mariutto, a Dolo nel Centro Servizi Riviera del Brenta e presso la “Anni Sereni” a Scorzè.
HOSPICE una struttura in grado di garantire servizi residenziali con cure palliative per malati in fase terminale. Attualmente esiste sono un centro di questo tipo a Mestre con una decina di posti letto disponibili, ma le richieste sono in continuo aumento. L’Asl 13 pensa di destinare una decina di posti letto ad hospice all’interno della struttura di servizi “Anni Sereni” di Scorzè entro il 2015.

 

I COSTI – Parte saranno sostenute dall’Asl 13, parte dalle famiglie che usufruiranno del servizio

Le spese cambiano a seconda dei giorni di ricovero

MIRA – Nelle strutture sanitarie intermedie e famiglie dei pazienti parteciperanno alle spese di ricovero. Nella sua relazione il direttore dei servizi sociali Maglio ha illustrato quali sarebbero i costi a carico dell’Asl 13 e delle famiglie per i pazienti ricoverati.
Le strutture intermedie infatti garantiranno anche la riduzione dei costi per il servizio sanitario, e quindi per il contribuente, se si pensa che un posto letto giornaliero in ospedale costa, a seconda del reparto nel quale si è ricoverati, dai 700 ai duemila euro mentre queste strutture garantirebbero l’assistenza necessaria con costi giornalieri che variano da 110 euro a 350 euro.
Nell’ospedale di comunità la quota sanitaria è di circa 90 euro al giorno ed è a carico dell’Asl 13 mentre la partecipazione alla spesa da parte della famiglia scatta dopo il 31esimo giorno di ricovero, con un contributo di 25 euro fino al 61esimo giorno di ricovero e di 45 euro per quelli successivi. Nell’Urt – unità riabilitativa del territorio la quota sanitaria a carico dell’Asl 13 è di 96 euro al giorno; alle famiglie viene chiesto sin dal primo giorno di ricovero di partecipare alla quota complessiva con un contributo di 25 euro fino al 60esimo giorno e poi con 45 euro nel periodo successivo. L’hospice invece non prevede alcun contributo da parte della famiglia del paziente perché il costo è interamente a carico del servizio sanitario.

(L.Gia.)

 

DOLO . La proposta di D’Anna e Zaccarin

LA PROTESTA – Manifesti davanti all’ospedale di Dolo contro i tagli previsti dalla Regione

MIRA – «L’ospedale di Dolo non va depotenziato, e non può neppure perdere l’unità complessa di Chirurgia generale come invece previsto nelle schede ospedaliere». Paolino D’Anna capogruppo di Fi a Mira, insieme a Fabio Zaccarin del Gruppo Misto, presenterà un ordine del giorno nel prossimo Consiglio comunale di Mira a difesa dell’ospedale di Dolo. «Non si tratta sella semplice protesta che chiede la revisione generica delle schede – spiega D’Anna – ma la proposta di un percorso, anche politico, concreto che punta a suggerisce alla Regione alcune modifiche che potrebbero comunque salvaguardare l’ospedale di Dolo nella sua valenza, senza grandi stravolgimenti ai tagli o alle schede già approntate che prevendono la netta divisione in polo medico per Dolo e polo chirurgico per Mirano». Nell’ordine del giorno che verrà presentato, D’Anna e Zaccarin chiederanno al sindaco di Mira di farsi carico dell’impegno di far incontrare la Conferenza dei sindaci dell’Asl 13 con la V Commissione regionale Sanità per illustrare le istanze del territorio sull’ospedale di Dolo. «Per entrare nel concreto – afferma D’Anna – chiederemo anche di recuperare l’apicalità di Otorinolaringoiatra, oggi vacante per il trasferimento del dottor Spinato a Mestre, con quella di Chirurgia Generale di Dolo mantenendo comunque, come da volontà regionale, invariate le apicalità all’interno dell’Asl 13. Questa proposta è stata già portata avanti dai sindacati medici, ma è rimasta senza risposta dalla direzione, ed ora vogliamo invece sostenerla per difendere concretamente il patrimonio di competenze ed esperienze dell’ospedale di Dolo».

(l.gia.)

 

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