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CA’ SABBIONI «C’è qualcosa che non va quando i corsi d’acqua assumono colori del tutto innaturali, bisogna intervenire». A denunciare la situazione a Ca’ Sabbioni sono i residenti e il portavoce della delegazione di zona di Malcontenta, Dario Giglio, che temono che nei canali siano stati sversati pericolosi veleni. «Il canale Oriago», spiegano Luciano Asti e Dario Giglio, «che è una deviazione del Naviglio Brenta in direzione dell’area industriale di Porto Marghera da alcuni giorni è completamente rosso. Sulla superficie galleggiano chiazze schiumose e pesci morti. Abbiamo avvertito i pompieri e anche l’Asl speriamo che siano fatti dei controlli in tempi rapidi abbiamo davvero paura per la nostra salute». Un altro canale che presenta problemi è il Brentelle che scorre dietro alle abitazioni in via dei Salmoni e via delle Carpe e Ca’ Sabbioni, ed uno dei più inquinati di Porto Marghera. «L’acqua in questo canale è inquinatissima », dice Luciano Asti, «credo che non si tratti più di acqua ma di un liquame velenoso mischiato alla fogna. Ho visto galleggiare nutrie morte nei giorni scorsi e ho avvisato anche io i vigili urbani». Della situazione è a conoscenza anche la Municipalità di Marghera. «Tantissimi i residenti a Ca’ Sabbioni e Malcontenta», conferma il presidente Flavio Dal Corso, «mi stanno avvisando degli inquinamenti in atto. Ho chiesto al comune di attivare l’Arpav al più presto per le analisi sulle acque. Se ci sono delle responsabilità per inquinamenti vanno individuate».

(a.ab.)

 

Anche a Mira la mobilitazione in difesa dell’ospedale di Dolo. L’iniziativa di protesta con i falsi cartelloni pubblicitari che annunciavano provocatoriamente gli «Affarissimi – La Regione svende l’Ospedale di Dolo» partita qualche giorno fa dal comune direttamente interessato ha trovato sostegno anche a Mira. Otre a SEL, hanno aderito all’iniziativa anche le associazioni Mira2030 e Opzione Zero e la lista civica in consiglio comunale Mira Fuori del Comune. «Abbiamo avviato la raccolta firme a sostegno della petizione popolare in difesa dell’Ospedale di Dolo – spiega Paolo Della Rocca coordinatore di Sel a Mira. – L’operazione lenta ed etichettata dalla Regione come »razionalizzazione” e «riorganizzazione» di fatto maschera un progetto, lo dicono gli atti ed i fatti, di smantellamento”. Dalla Rocca ricorda come l’Asl 13 sia una delle più virtuose di tutta la Regione: spenda poco, ha un numero limitato di posti letto, e, nonostante i mancati finanziamenti promessi dalla Regione, sia riuscita a garantire un buon servizio in un territorio vasto e complesso, abitato da oltre 240.000 persone. «Chiediamo ai cittadini di stare all’erta sulla gestione della loro salute – spiega il coordinatore di Sel – che non può essere »misurata” solo con i bilanci economici e li invitiamo ai banchetti che allestiremo durante l’estate e nelle occasioni pubbliche popolari (si può anche firmare sul sito www.opzionezero.org)”.

(l.gia.)

 

PIANIGA – Il fronte del no categorico all’autostrada Orte-Venezia si allarga. Dopo i consigli comunale di Fiesso, Dolo e Mira anche Pianiga e Mirano hanno detto no nei giorni scorsi alla Romea commerciale. Il Comitato Opzione Zero però punta all’en plein. Un no in tutti i consigli comunali di Riviera e Miranese. «Altri due Comuni», spiegano Rebecca Ruvoletto e Lisa Causin, «chiedono il ritiro del progetto. Ora sono cinque i Comuni contrari, tutti quelli collocati alla testa della famigerata Romea commerciale. I voti dei consigli comunali di Pianiga e Mirano contro la Orte-Mestre segnano ancora una volta un’inequivocabile inversione di tendenza. Di fronte all’evidenza dei fatti, gli argomenti e le ragioni di chi continua a sostenerla non reggono più». Preciso l’appello finale: «La Romea commerciale pensata alla fine degli anni ’90 ora con il traffico ridotto dalla crisi non serve a nulla», dice Opzione Zero, «è invece necessario affrontare il tema della messa in sicurezza immediata della SS 309 e del trasporto pubblico locale». Il comitato si aspetta nei prossimi mesi che tutti i 17 Comuni del comprensorio si esprimano contro la Commerciale.

(a.ab.)

 

Gazzettino – Mira / Mirano. La stazione cambia volto.

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22

lug

2014

MIRA/MIRANO – Un progetto da 750mila euro finanziato quasi per intero dalle Ferrovie

Pista ciclabile, un parcheggio da 150 posti e un nuovo sistema di videosorveglianza

PROGETTO – Un progetto da 750mila euro per riqualificare la stazione di Mira-Mirano

Una pista ciclabile che condurrà alla ferrovia partendo da Vetrego, un parcheggio nuovo di zecca per supplire alla cronica carenza di posti-auto, una complessiva riqualificazione della stazione con installazione di un sistema di telecamere di videosorveglianza, sistemazione delle rastrelliere per le biciclette e altri lavori di manutenzione. Il progetto è praticamente pronto, il Comune di Mirano ha già approvato la variante al piano regolatore che consentirà di partire con i lavori. Sarà un intervento davvero importante quello che riguarderà la stazione ferroviaria di Mira-Mirano nel territorio di Marano, che serve entrambi i Comuni. Si parla di un finanziamento da 750mila euro che sarà così ripartito: 600mila euro a carico di Rfi, 100mila euro a carico del Comune di Mirano e 50mila euro per il Comune di Mira. Di questo ampio progetto si parla dal 2003, ora finalmente ci siamo: il progetto è già definitivo ed entro la fine del 2014 sarà approvato quello esecutivo. Se tutto procederà regolarmente, dunque, nella primavera del 2015 partiranno i lavori che dovrebbero durare pochi mesi. Ma cosa sorgerà concretamente nell’area che gravita attorno alla stazione ferroviaria? Partiamo proprio dalla pista ciclabile illuminata, che interessa il Comune di Mirano. Il nuovo tracciato si collegherà all’attuale pista ciclabile Vetrego-Mirano e condurrà in stazione utilizzando l’attuale strada di servizio che costeggia i binari della linea ferroviaria; in questo modo i ciclisti della frazione potranno tagliare senza dover ancora passare per via Porara. Interesserà certamente a molti pendolari anche il nuovo parcheggio: il progetto originario prevedeva 300 nuovi posti, poi è stato ridimensionato a 150 per limitare l’impatto ambientale. Sorgerà nel territorio di Marano (che risulta sprovvisto di un parcheggio adeguato per la stazione), nell’area rurale attualmente di proprietà di un privato, con accesso da via Muratori. Molto attesa, infine, la riqualificazione della stazione ferroviaria. «Abbiamo lavorato proficuamente con il Comune di Mira per un progetto condiviso – dichiara il sindaco di Mirano, Maria Rosa Pavanello -. Se ne parlava da anni, finalmente riusciamo ad utilizzare queste preziose risorse».

 

SCORZÈ – Ultimato e percorribile l’itinerario ciclo-pedonale lungo il Dese

SCORZÈ – Ormai ultimato e tutto percorribile l’itinerario ciclo-pedonale naturalistico lungo l’argine del fiume Dese con accesso da via Treviso, ponte sul Dese da Viale Kennedy, da Via San Benedetto e da Via Contea. Iniziando da Via Treviso, il percorso costeggia gli impianti sportivi, quindi attraversa Viale Kennedy e riprende lungo l’argine del fiume Dese. La pista si interrompe per attraversare Via San Benedetto per poi immergersi nella campagna veneta incontrando il Mulino Michieletto e infine il Mulino Todori. Il percorso termina all’Oasi Comunale «Mulino Todori». Lunghezza di ml 1800.

(r. fav.)

 

Gazzettino – Mestre-Orte, anche Mirano e Pianiga dicono no

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21

lug

2014

VIABILITA’ – Lo annuncia il comitato Opzione Zero: «La vera urgenza è la messa in sicurezza della Romea»

DOLO – Il Comitato Opzione Zero commenta positivamente gli ultimi sviluppi in merito all’autostrada Romea commerciale. «Altri due Comuni del Miranese-Riviera come Mirano e Pianiga , in tutto sono cinque i comuni contrari, hanno chiesto che venga ritirato il progetto della famigerata Romea Commerciale – osservano le portavoce Rebecca Rovoletto e Lisa Causin – La pressione dei comitati, l’insostenibilità dell’opera ed il marciume legato alle grandi opere stanno ribaltando nel territorio la retorica del “fare comunque” tanto cara ai politici». Le portavoci del comitato aggiungono «La priorità deve diventare la messa in sicurezza della Romea come testimoniano le prese di posizione del comune di Mira, di Dolo e di Fiesso perché l’autostrada Orte-Mestre è un progetto che dev’essere stracciato nella sua interezza, come votato dai consigli Comunali di Pianiga e Mirano che segnano una inequivocabile e netta inversione di tendenza». Il presidente di Opzione Zero, Mattia Donadel, aggiunge: «Bisogna crederci fino in fondo, perché l’approvazione del progetto preliminare della Orte-Mestre non è per nulla irreversibile, si tratta di una decisione politica e come tale può essere messa in discussione in ogni momento. È fondamentale che Comuni e le forze politiche trovino il coraggio di cambiare posizione a capiscano che è invece necessario affrontare in modo prioritario il tema della messa in sicurezza immediata della statale 309 e del trasporto pubblico locale, vere urgenze per i cittadini della Riviera».

(L.Per.)

 

RIFIUTI – I sindaci della Riviera del Brenta chiedono trasparenza sugli effetti economici della raccolta differenziata

MIRA – «Finalmente anche gli altri sindaci della Riviera e del Miranese concordano con noi nel chiedere maggiore trasparenza sul bilancio di Veritas». Alvise Maniero, sindaco di Mira, è reduce dall’incontro tra i responsabili di Veritas e i primi cittadini dell’area nella sede di Eco Ricicli a Marghera. «Un incontro certamente non risolutivo – afferma Maniero – ma è importante che oggi, a differenza di qualche anno fa anche gli altri sindaci si siano resi conto che è importante approfondire il bilancio e i piani finanziari di Veritas. Non possiamo continuare con la raccolta differenziata senza sapere, per Comune, quanto viene valorizzato il conferimento dell’umido, piuttosto che del secco o di altro. Dati utili per capire i benefici della differenziata, ma anche le problematiche che possono emergere o dove è possibile avviare un contenimento dei costi. E non solo – aggiunge Maniero – nell’ambito di questa operazione trasparenza abbiamo scoperto che per gli otto ispettori ambientali di Veritas noi Comuni sborsiamo circa un milione e mezzo di euro l’anno, e la cifra mi sembra alta».
Un mese fa il sindaco di Mira insieme ad altri colleghi aveva sollecitato Veritas affinchè i piani finanziari della società fossero redatti applicando lo stesso indice Istat che viene applicato a Venezia, uniformandolo al criterio della città capoluogo della Città metropolitana. «Siamo ancora alla fase embrionale – afferma Maniero – sembra che Veritas abbia iniziato questo lavoro di trasparenza sui costi, solo di recente, ma si è dimostrata ricettiva verso le nostre istanze e abbiamo iniziato ad avere le prime risposte in proposito».

Luisa Giantin

 

Gazzettino – Tribunale del malato contro l’Asl 13

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19

lug

2014

«Penalizzante la scelta di chiudere Reumatologia e Oncologia a Dolo e trasferire i pazienti a Mirano»

MIRA – «La malattia non va in vacanza, nonostante questo l’Asl 13 chiude nel periodo estivo l’Oncologia e la Reumatologia di Dolo trasferendoli a Mirano mentre aumentano le preoccupazioni per l’emorragia di pazienti verso altre Ulss».
Cittadinanza Attiva – Tribunale dei Diritti del Malato interviene sulla questione della temporanea chiusura di due servizi all’ospedale di Dolo con i pazienti trasferiti nei mesi di luglio e agosto a Mirano e denuncia come nonostante la difficoltà ad accedere ai dati relativi alle liste d’attesa preoccupa comunque «emorragia» del 20% di pazienti che scelgono altre Asl evidenziato dallo stesso direttore generale dell’Asl 13 Gino Gumirato.
«Il trasferimento estivo dei servizi – ricorda Sandra Boscolo dei Tribunale dei Diritti del Malato Riviera del Brenta – penalizza persone appartenenti alle fasce fragili. Anche quest’anno assistiamo ancora alla chiusura dell’Oncologia di Dolo nei mesi di luglio e agosto, quasi che la malattia possa permettersi di andare in ferie. Non viene meno la continuità del servizio – sottolinea la Boscolo – ma il costo dei disagi patiti ricade esclusivamente sui malati che segnalano attese, sovraffollamento, ecc.».
Il Tribunale del malato della Riviera del Brenta conferma la difficoltà sull’accesso alle liste di attesa di Reumatologia. «Il back office del Cup ovvia in parte al problema delle liste d’attesa – ricorda il Tribunale – provvedendo a richiamare le persone per accordare tempi più brevi (quando sia possibile), ma i cittadini, necessitano certezze e quasi sempre si riversano nel privato, non ultimo perché la stessa normativa, in caso di trasferimento di altra Asl, non prevede il rispetto della priorità. Purtroppo – sottolinea – non conosceremo mai la vera entità delle fughe verso altra Asl perché spesso i cittadini si rassegnano a pagare alla prestazione per sopperire a un servizio carente, sospeso o intempestivo oppure, dato ancora più allarmante, oggi, vi rinuncia».

 

Nuova Venezia – Mira. “Distretto sanitario, ecco i soldi”

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19

lug

2014

Il sindaco Maniero assicura: abbiamo progetto e finanziamenti

MIRA – Distretto sanitario, il progetto e le fidejussioni richieste saranno presentate ai sindaci e al direttore generale dell’Asl 13 il prossimo mercoledì 23 luglio alla conferenza in programma a Mira. Il progetto, ha assicurato il sindaco Alvise Maniero, in queste settimane ha ottenuto anche le garanzie finanziarie necessarie. Per le opposizioni però si tratta di una decisione tardiva che rischia di essere bocciata. Il piano del Comune è quello di portare il distretto sanitario da Villa Lenzi in via Riscossa ad Oriago, nell’area in cui un tempo sarebbe dovuta sorgere la nuova caserma dei carabinieri. Un’operazione che costerà complessivamente un milione e 700 mila euro: di questi un milione saranno recuperati grazie a una convenzione con il costruttore che deve al Comune oneri di urbanizzazione. Gli altri 700 mila euro saranno ottenibili attraverso una permuta di stabili dell’Asl 13 ora in alienazione. Gli stabili da vendere sarebbero quelli dell’ex poliambulatorio a ridosso di Villa Mocenigo a Oriago. La superficie del nuovo distretto sarà di mille metri quadrati; previsti ampi parcheggi. Il direttore generale dell’Asl 13 Gino Gumirato ha chiesto che siano presentate coperture finanziarie sicure per far partire il progetto e il sindaco Alvise Maniero sia in commissione consigliare che in consiglio comunale ha assicurato che si sono trovate. Per il Pd però si è agito da parte del Comune con troppo ritardo. «L’obbiettivo di far restare il distretto a Mira», spiega per il Pd il capogruppo Francesco Sacco, «rischia di non trovare il consenso della conferenza perché troppo affrettato e debole dal punto di vista finanziario. Speriamo che questo servizio territoriale con l’aiuto di fondi regionali possa restare nel più popoloso Comune del comprensorio».

(a.ab.)

 

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Comunicato Stampa Opzione Zero


Altri due Comuni del Miranese-Riviera del Brenta chiedono il ritiro del progetto; in tutto sono cinque i Comuni contrari, tutti quelli collocati alla “testata” della famigerata romea commerciale.

La pressione dei Comitati, l’insostenibilità dell’opera, e il marciume legato alle grandi opere stanno ribaltando nei territori la retorica “del fare comunque” tanto cara a Renzi e Zaia.

Dall’inchiesta MOSE emerge in modo chiaro come proprio la nuova autostrada fosse pensata e voluta a solo uso e consumo delle cricche del cemento legate alla Mantovani, a Bonsignore e alle Coop emiliane.

Il mostro di asfalto si può e si deve sconfiggere, la priorità deve diventare è la messa in sicurezza della Romea.

Dopo la presa di posizione del Comune di Mira, Dolo, Fiesso ora si aggiungono anche i Comuni di Pianiga e Mirano: l’Autostrada Orte-Mestre è un progetto che deve essere stracciato nella sua interezza.

Infatti i voti dei consigli Comunali di Pianiga e Mirano contro la Orte-Mestre segnano ancora una volta una inequivocabile e netta inversione di tendenza: di fronte all’evidenza dei fatti, gli argomenti e le ragioni di chi continua a sostenerla non reggono più, diventando pura retorica, tanto più se chi la sostiene ora si trovano in carcere o agli arresti domiciliari proprio a causa di una gestione mafiosa della grandi opere.

Da dieci anni, i comitati analizzano dati ufficiali e incontrovertibili ponendoli all’attenzione delle istituzioni locali che, finalmente, si sono decise a prenderne atto: l’opera, oltre che anacronistica, risulta del tutto insostenibile e distruttiva da qualsiasi punto di vista. E del resto proprio dalle indagini sul MOSE, (dichiarazioni di Claudia Minutillo), emerge come proprio la nuova autostrada Orte-Mestre, del costo di almeno 10 miliardi di euro, fosse in cima agli interessi della cricca veneta del cemento così come di quella genovese legata a Bonsignore e di quella legata alle Coop Emiliane: dopo il MOSE, la nuova autostrada sarebbe diventata un altro grosso “osso” da spolpare attraverso la truffa del Project Financing.

Non è un caso che, a livello istituzionale, siano proprio i Comuni ad alzare per primi la voce. Sono infatti le amministrazioni e le popolazioni locali i soli a pagare gli effetti devastanti delle cosiddette “grandi opere” come la Orte-Mestre, sia in termini ambientali sia in termini economici. Anche per i Sindaci più possibilisti ormai è chiaro che le solite promesse di Governo e Regione sulle opere di compensazione sono solo specchietti per le allodole: la storia del Passante sta lì a dimostrarlo.

Rebecca Rovoletto e Lisa Causin, portavoce del Comitato, esprimono grande soddisfazione per questo importante risultato che continua a rafforzare e dà speranza a chi è da sempre impegnato in questa difficile battaglia; e che dimostra che i Comuni nel cui territorio dove dovrebbe trovare spazio la “testa” dell’autostrada si oppongono a tale progetto.

Inoltre la portata di questa presa di posizione supera finalmente la discussione artificiosa e fuorviante, tipicamente NIMBY, in quanto tale progetto viene rigettato per intero.

Secondo Mattia Donadel, presidente di Opzione Zero, “bisogna crederci fino in fondo”: l’approvazione del progetto preliminare della Orte-Mestre non è per nulla irreversibile, si tratta di una decisione politica e come tale può essere messa in discussione in ogni momento.

Per Opzione Zero e per tutto il variegato arcipelago di organizzazioni che costituisce la Rete Nazionale Stop Orte-Mestre, è fondamentale che Comuni e le forze politiche trovino il coraggio di cambiare posizione a capiscano che è invece necessario affrontare in modo prioritario il tema della messa in sicurezza immediata della SS 309 e del trasporto pubblico locale, vere urgenze per i cittadini della Riviera.

 

Nuova Venezia – Asl 13, petizione per i due ospedali

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18

lug

2014

Domani nelle piazze della riviera

Il comitato Bruno Marcato: «Poli chirurgici sia a Mirano che a Dolo»

DOLO – Domani dalle 10 alle 12 in molte piazze della Riviera del Brenta si terrà una raccolta firme simultanea per chiedere la salvaguardia dell’ospedale di Dolo e dell’Asl 13. L’iniziativa è promossa dal comitato Bruno Marcato della Riviera e da decine di comitati, associazioni, gruppi consiliari del territorio. I gazebo saranno posti a Dolo, via Mazzini angolo duomo; Mira, piazza Municipio; Oriago, piazzetta Italia; Fossò, via Roma; Stra, piazza Marconi; Fiesso, piazza Marconi. «I cittadini», spiega Emilio Zen, coordinatore dell’iniziativa, «potranno recarsi per sottoscrivere una petizione rivolta agli organi regionali in cui si chiede il blocco dell’atto aziendale approvato dal direttore Gino Gumirato, la classificazione dei nosocomi di Dolo e Mirano come ospedale di rete su due poli, lo stanziamento di fondi a suo tempo previsti, i lavori per l’adeguamento del Pronto soccorso e il trasferimento di vari servizi presso gli spazi vuoti dell’ospedale dolese ». La raccolta firme proseguirà in altre date. È possibile firmare infatti alla festa di Sel a Dolo, a Campagna Lupia il prossimo24 luglio in piazza Matteotti mentre a Camponogara e negli altri Comuni i banchetti saranno organizzati nelle prossime settimane. «La petizione», prosegue Zen, «è l’espressione della volontà popolare che non vuol vedere l’ospedale di Dolo declassato, defraudato delle sue funzioni primarie per i 130 mila abitanti dell’area brentana, che pretende garanzie sulla pianificazione globale dei servizi socio-sanitari senza interventi parziali. L’ospedale di Dolo deve rimanere polo chirurgico per acuti al pari di Mirano, perché le sue potenzialità, i suoi spazi, il suo bacino d’utenza, la sua vocazione, la sua storia illustre legittimano l’istanza a pieno titolo».

(g.pir.)

 

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