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DOLO . La proposta di D’Anna e Zaccarin

LA PROTESTA – Manifesti davanti all’ospedale di Dolo contro i tagli previsti dalla Regione

MIRA – «L’ospedale di Dolo non va depotenziato, e non può neppure perdere l’unità complessa di Chirurgia generale come invece previsto nelle schede ospedaliere». Paolino D’Anna capogruppo di Fi a Mira, insieme a Fabio Zaccarin del Gruppo Misto, presenterà un ordine del giorno nel prossimo Consiglio comunale di Mira a difesa dell’ospedale di Dolo. «Non si tratta sella semplice protesta che chiede la revisione generica delle schede – spiega D’Anna – ma la proposta di un percorso, anche politico, concreto che punta a suggerisce alla Regione alcune modifiche che potrebbero comunque salvaguardare l’ospedale di Dolo nella sua valenza, senza grandi stravolgimenti ai tagli o alle schede già approntate che prevendono la netta divisione in polo medico per Dolo e polo chirurgico per Mirano». Nell’ordine del giorno che verrà presentato, D’Anna e Zaccarin chiederanno al sindaco di Mira di farsi carico dell’impegno di far incontrare la Conferenza dei sindaci dell’Asl 13 con la V Commissione regionale Sanità per illustrare le istanze del territorio sull’ospedale di Dolo. «Per entrare nel concreto – afferma D’Anna – chiederemo anche di recuperare l’apicalità di Otorinolaringoiatra, oggi vacante per il trasferimento del dottor Spinato a Mestre, con quella di Chirurgia Generale di Dolo mantenendo comunque, come da volontà regionale, invariate le apicalità all’interno dell’Asl 13. Questa proposta è stata già portata avanti dai sindacati medici, ma è rimasta senza risposta dalla direzione, ed ora vogliamo invece sostenerla per difendere concretamente il patrimonio di competenze ed esperienze dell’ospedale di Dolo».

(l.gia.)

 

Nuova Venezia – Oriago. Acqua rossa, eseguite le analisi.

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25

lug

2014

Nel canale a ca’ sabbioni

Potrebbero essere alghe in decomposizione per poco ossigeno

CA’ SABBIONI «Questa mattina (ieri, ndr) i tecnici comunali e i tecnici dell’Arpav hanno fatto le analisi sul canale Oriago e sullo scolo brentelle a Ca’ Sabbioni. Ad ora non sono stati rilevati veleni e il colore rosso assunto dal canale potrebbe essere stato causato da una infestazione di alghe poi andate in decomposizione». A parlare è il presidente della Municipalità di Marghera Flavio Dal Corso. I residenti nei giorni scorsi avevano fatto delle segnalazioni precise sul fatto che sulla superficie dell’acqua del canale Oriago nel tratto che va dal Parco Perale alla rotonda della Rana a Marghera, galleggiavano chiazze schiumose e pesci morti. «Abbiamo avvertito i pompieri e anche l’Asl – hanno detto i residenti – speriamo che siano fatti dei controlli in tempi rapidi abbiamo davvero paura per la nostra salute». Un altro canale che presenta problemi è lo scolo Brentelle che scorre dietro alle abitazioni in via dei Salmoni e via delle Carpe e Ca’ Sabbioni. Qui il colore del tutto innaturale è un verde scurissimo, mentre dallo scolo consortile ogni giorno si levano odori nauseabondi. «I controlli con i prelievi dei campioni d’acqua – spiega Dal Corso – sono stati fatti oggi (ieri ) verso le 13. Ho attivato in emergenza tecnici dell’ufficio igiene e Arpav. Dai primi riscontri non sembra ci siano veleni nel canale. La causa più probabile del colore rosso del canale Oriago è un fenomeno naturale legato alla decomposizione delle alghe morte forse per lo scarso ricambio d’acqua e ossigeno nel canale. Comunque le analisi, visto che poco prima dei prelievi c’era stato un temporale che potrebbe aver rimescolato le acque, saranno rifatte nei prossimi giorni ».

(a.ab.)

 

CA’ SABBIONI «C’è qualcosa che non va quando i corsi d’acqua assumono colori del tutto innaturali, bisogna intervenire». A denunciare la situazione a Ca’ Sabbioni sono i residenti e il portavoce della delegazione di zona di Malcontenta, Dario Giglio, che temono che nei canali siano stati sversati pericolosi veleni. «Il canale Oriago», spiegano Luciano Asti e Dario Giglio, «che è una deviazione del Naviglio Brenta in direzione dell’area industriale di Porto Marghera da alcuni giorni è completamente rosso. Sulla superficie galleggiano chiazze schiumose e pesci morti. Abbiamo avvertito i pompieri e anche l’Asl speriamo che siano fatti dei controlli in tempi rapidi abbiamo davvero paura per la nostra salute». Un altro canale che presenta problemi è il Brentelle che scorre dietro alle abitazioni in via dei Salmoni e via delle Carpe e Ca’ Sabbioni, ed uno dei più inquinati di Porto Marghera. «L’acqua in questo canale è inquinatissima », dice Luciano Asti, «credo che non si tratti più di acqua ma di un liquame velenoso mischiato alla fogna. Ho visto galleggiare nutrie morte nei giorni scorsi e ho avvisato anche io i vigili urbani». Della situazione è a conoscenza anche la Municipalità di Marghera. «Tantissimi i residenti a Ca’ Sabbioni e Malcontenta», conferma il presidente Flavio Dal Corso, «mi stanno avvisando degli inquinamenti in atto. Ho chiesto al comune di attivare l’Arpav al più presto per le analisi sulle acque. Se ci sono delle responsabilità per inquinamenti vanno individuate».

(a.ab.)

 

Anche a Mira la mobilitazione in difesa dell’ospedale di Dolo. L’iniziativa di protesta con i falsi cartelloni pubblicitari che annunciavano provocatoriamente gli «Affarissimi – La Regione svende l’Ospedale di Dolo» partita qualche giorno fa dal comune direttamente interessato ha trovato sostegno anche a Mira. Otre a SEL, hanno aderito all’iniziativa anche le associazioni Mira2030 e Opzione Zero e la lista civica in consiglio comunale Mira Fuori del Comune. «Abbiamo avviato la raccolta firme a sostegno della petizione popolare in difesa dell’Ospedale di Dolo – spiega Paolo Della Rocca coordinatore di Sel a Mira. – L’operazione lenta ed etichettata dalla Regione come »razionalizzazione” e «riorganizzazione» di fatto maschera un progetto, lo dicono gli atti ed i fatti, di smantellamento”. Dalla Rocca ricorda come l’Asl 13 sia una delle più virtuose di tutta la Regione: spenda poco, ha un numero limitato di posti letto, e, nonostante i mancati finanziamenti promessi dalla Regione, sia riuscita a garantire un buon servizio in un territorio vasto e complesso, abitato da oltre 240.000 persone. «Chiediamo ai cittadini di stare all’erta sulla gestione della loro salute – spiega il coordinatore di Sel – che non può essere »misurata” solo con i bilanci economici e li invitiamo ai banchetti che allestiremo durante l’estate e nelle occasioni pubbliche popolari (si può anche firmare sul sito www.opzionezero.org)”.

(l.gia.)

 

PIANIGA – Il fronte del no categorico all’autostrada Orte-Venezia si allarga. Dopo i consigli comunale di Fiesso, Dolo e Mira anche Pianiga e Mirano hanno detto no nei giorni scorsi alla Romea commerciale. Il Comitato Opzione Zero però punta all’en plein. Un no in tutti i consigli comunali di Riviera e Miranese. «Altri due Comuni», spiegano Rebecca Ruvoletto e Lisa Causin, «chiedono il ritiro del progetto. Ora sono cinque i Comuni contrari, tutti quelli collocati alla testa della famigerata Romea commerciale. I voti dei consigli comunali di Pianiga e Mirano contro la Orte-Mestre segnano ancora una volta un’inequivocabile inversione di tendenza. Di fronte all’evidenza dei fatti, gli argomenti e le ragioni di chi continua a sostenerla non reggono più». Preciso l’appello finale: «La Romea commerciale pensata alla fine degli anni ’90 ora con il traffico ridotto dalla crisi non serve a nulla», dice Opzione Zero, «è invece necessario affrontare il tema della messa in sicurezza immediata della SS 309 e del trasporto pubblico locale». Il comitato si aspetta nei prossimi mesi che tutti i 17 Comuni del comprensorio si esprimano contro la Commerciale.

(a.ab.)

 

Gazzettino – Mira / Mirano. La stazione cambia volto.

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22

lug

2014

MIRA/MIRANO – Un progetto da 750mila euro finanziato quasi per intero dalle Ferrovie

Pista ciclabile, un parcheggio da 150 posti e un nuovo sistema di videosorveglianza

PROGETTO – Un progetto da 750mila euro per riqualificare la stazione di Mira-Mirano

Una pista ciclabile che condurrà alla ferrovia partendo da Vetrego, un parcheggio nuovo di zecca per supplire alla cronica carenza di posti-auto, una complessiva riqualificazione della stazione con installazione di un sistema di telecamere di videosorveglianza, sistemazione delle rastrelliere per le biciclette e altri lavori di manutenzione. Il progetto è praticamente pronto, il Comune di Mirano ha già approvato la variante al piano regolatore che consentirà di partire con i lavori. Sarà un intervento davvero importante quello che riguarderà la stazione ferroviaria di Mira-Mirano nel territorio di Marano, che serve entrambi i Comuni. Si parla di un finanziamento da 750mila euro che sarà così ripartito: 600mila euro a carico di Rfi, 100mila euro a carico del Comune di Mirano e 50mila euro per il Comune di Mira. Di questo ampio progetto si parla dal 2003, ora finalmente ci siamo: il progetto è già definitivo ed entro la fine del 2014 sarà approvato quello esecutivo. Se tutto procederà regolarmente, dunque, nella primavera del 2015 partiranno i lavori che dovrebbero durare pochi mesi. Ma cosa sorgerà concretamente nell’area che gravita attorno alla stazione ferroviaria? Partiamo proprio dalla pista ciclabile illuminata, che interessa il Comune di Mirano. Il nuovo tracciato si collegherà all’attuale pista ciclabile Vetrego-Mirano e condurrà in stazione utilizzando l’attuale strada di servizio che costeggia i binari della linea ferroviaria; in questo modo i ciclisti della frazione potranno tagliare senza dover ancora passare per via Porara. Interesserà certamente a molti pendolari anche il nuovo parcheggio: il progetto originario prevedeva 300 nuovi posti, poi è stato ridimensionato a 150 per limitare l’impatto ambientale. Sorgerà nel territorio di Marano (che risulta sprovvisto di un parcheggio adeguato per la stazione), nell’area rurale attualmente di proprietà di un privato, con accesso da via Muratori. Molto attesa, infine, la riqualificazione della stazione ferroviaria. «Abbiamo lavorato proficuamente con il Comune di Mira per un progetto condiviso – dichiara il sindaco di Mirano, Maria Rosa Pavanello -. Se ne parlava da anni, finalmente riusciamo ad utilizzare queste preziose risorse».

 

SCORZÈ – Ultimato e percorribile l’itinerario ciclo-pedonale lungo il Dese

SCORZÈ – Ormai ultimato e tutto percorribile l’itinerario ciclo-pedonale naturalistico lungo l’argine del fiume Dese con accesso da via Treviso, ponte sul Dese da Viale Kennedy, da Via San Benedetto e da Via Contea. Iniziando da Via Treviso, il percorso costeggia gli impianti sportivi, quindi attraversa Viale Kennedy e riprende lungo l’argine del fiume Dese. La pista si interrompe per attraversare Via San Benedetto per poi immergersi nella campagna veneta incontrando il Mulino Michieletto e infine il Mulino Todori. Il percorso termina all’Oasi Comunale «Mulino Todori». Lunghezza di ml 1800.

(r. fav.)

 

Gazzettino – Mestre-Orte, anche Mirano e Pianiga dicono no

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21

lug

2014

VIABILITA’ – Lo annuncia il comitato Opzione Zero: «La vera urgenza è la messa in sicurezza della Romea»

DOLO – Il Comitato Opzione Zero commenta positivamente gli ultimi sviluppi in merito all’autostrada Romea commerciale. «Altri due Comuni del Miranese-Riviera come Mirano e Pianiga , in tutto sono cinque i comuni contrari, hanno chiesto che venga ritirato il progetto della famigerata Romea Commerciale – osservano le portavoce Rebecca Rovoletto e Lisa Causin – La pressione dei comitati, l’insostenibilità dell’opera ed il marciume legato alle grandi opere stanno ribaltando nel territorio la retorica del “fare comunque” tanto cara ai politici». Le portavoci del comitato aggiungono «La priorità deve diventare la messa in sicurezza della Romea come testimoniano le prese di posizione del comune di Mira, di Dolo e di Fiesso perché l’autostrada Orte-Mestre è un progetto che dev’essere stracciato nella sua interezza, come votato dai consigli Comunali di Pianiga e Mirano che segnano una inequivocabile e netta inversione di tendenza». Il presidente di Opzione Zero, Mattia Donadel, aggiunge: «Bisogna crederci fino in fondo, perché l’approvazione del progetto preliminare della Orte-Mestre non è per nulla irreversibile, si tratta di una decisione politica e come tale può essere messa in discussione in ogni momento. È fondamentale che Comuni e le forze politiche trovino il coraggio di cambiare posizione a capiscano che è invece necessario affrontare in modo prioritario il tema della messa in sicurezza immediata della statale 309 e del trasporto pubblico locale, vere urgenze per i cittadini della Riviera».

(L.Per.)

 

RIFIUTI – I sindaci della Riviera del Brenta chiedono trasparenza sugli effetti economici della raccolta differenziata

MIRA – «Finalmente anche gli altri sindaci della Riviera e del Miranese concordano con noi nel chiedere maggiore trasparenza sul bilancio di Veritas». Alvise Maniero, sindaco di Mira, è reduce dall’incontro tra i responsabili di Veritas e i primi cittadini dell’area nella sede di Eco Ricicli a Marghera. «Un incontro certamente non risolutivo – afferma Maniero – ma è importante che oggi, a differenza di qualche anno fa anche gli altri sindaci si siano resi conto che è importante approfondire il bilancio e i piani finanziari di Veritas. Non possiamo continuare con la raccolta differenziata senza sapere, per Comune, quanto viene valorizzato il conferimento dell’umido, piuttosto che del secco o di altro. Dati utili per capire i benefici della differenziata, ma anche le problematiche che possono emergere o dove è possibile avviare un contenimento dei costi. E non solo – aggiunge Maniero – nell’ambito di questa operazione trasparenza abbiamo scoperto che per gli otto ispettori ambientali di Veritas noi Comuni sborsiamo circa un milione e mezzo di euro l’anno, e la cifra mi sembra alta».
Un mese fa il sindaco di Mira insieme ad altri colleghi aveva sollecitato Veritas affinchè i piani finanziari della società fossero redatti applicando lo stesso indice Istat che viene applicato a Venezia, uniformandolo al criterio della città capoluogo della Città metropolitana. «Siamo ancora alla fase embrionale – afferma Maniero – sembra che Veritas abbia iniziato questo lavoro di trasparenza sui costi, solo di recente, ma si è dimostrata ricettiva verso le nostre istanze e abbiamo iniziato ad avere le prime risposte in proposito».

Luisa Giantin

 

Gazzettino – Tribunale del malato contro l’Asl 13

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19

lug

2014

«Penalizzante la scelta di chiudere Reumatologia e Oncologia a Dolo e trasferire i pazienti a Mirano»

MIRA – «La malattia non va in vacanza, nonostante questo l’Asl 13 chiude nel periodo estivo l’Oncologia e la Reumatologia di Dolo trasferendoli a Mirano mentre aumentano le preoccupazioni per l’emorragia di pazienti verso altre Ulss».
Cittadinanza Attiva – Tribunale dei Diritti del Malato interviene sulla questione della temporanea chiusura di due servizi all’ospedale di Dolo con i pazienti trasferiti nei mesi di luglio e agosto a Mirano e denuncia come nonostante la difficoltà ad accedere ai dati relativi alle liste d’attesa preoccupa comunque «emorragia» del 20% di pazienti che scelgono altre Asl evidenziato dallo stesso direttore generale dell’Asl 13 Gino Gumirato.
«Il trasferimento estivo dei servizi – ricorda Sandra Boscolo dei Tribunale dei Diritti del Malato Riviera del Brenta – penalizza persone appartenenti alle fasce fragili. Anche quest’anno assistiamo ancora alla chiusura dell’Oncologia di Dolo nei mesi di luglio e agosto, quasi che la malattia possa permettersi di andare in ferie. Non viene meno la continuità del servizio – sottolinea la Boscolo – ma il costo dei disagi patiti ricade esclusivamente sui malati che segnalano attese, sovraffollamento, ecc.».
Il Tribunale del malato della Riviera del Brenta conferma la difficoltà sull’accesso alle liste di attesa di Reumatologia. «Il back office del Cup ovvia in parte al problema delle liste d’attesa – ricorda il Tribunale – provvedendo a richiamare le persone per accordare tempi più brevi (quando sia possibile), ma i cittadini, necessitano certezze e quasi sempre si riversano nel privato, non ultimo perché la stessa normativa, in caso di trasferimento di altra Asl, non prevede il rispetto della priorità. Purtroppo – sottolinea – non conosceremo mai la vera entità delle fughe verso altra Asl perché spesso i cittadini si rassegnano a pagare alla prestazione per sopperire a un servizio carente, sospeso o intempestivo oppure, dato ancora più allarmante, oggi, vi rinuncia».

 

Nuova Venezia – Mira. “Distretto sanitario, ecco i soldi”

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19

lug

2014

Il sindaco Maniero assicura: abbiamo progetto e finanziamenti

MIRA – Distretto sanitario, il progetto e le fidejussioni richieste saranno presentate ai sindaci e al direttore generale dell’Asl 13 il prossimo mercoledì 23 luglio alla conferenza in programma a Mira. Il progetto, ha assicurato il sindaco Alvise Maniero, in queste settimane ha ottenuto anche le garanzie finanziarie necessarie. Per le opposizioni però si tratta di una decisione tardiva che rischia di essere bocciata. Il piano del Comune è quello di portare il distretto sanitario da Villa Lenzi in via Riscossa ad Oriago, nell’area in cui un tempo sarebbe dovuta sorgere la nuova caserma dei carabinieri. Un’operazione che costerà complessivamente un milione e 700 mila euro: di questi un milione saranno recuperati grazie a una convenzione con il costruttore che deve al Comune oneri di urbanizzazione. Gli altri 700 mila euro saranno ottenibili attraverso una permuta di stabili dell’Asl 13 ora in alienazione. Gli stabili da vendere sarebbero quelli dell’ex poliambulatorio a ridosso di Villa Mocenigo a Oriago. La superficie del nuovo distretto sarà di mille metri quadrati; previsti ampi parcheggi. Il direttore generale dell’Asl 13 Gino Gumirato ha chiesto che siano presentate coperture finanziarie sicure per far partire il progetto e il sindaco Alvise Maniero sia in commissione consigliare che in consiglio comunale ha assicurato che si sono trovate. Per il Pd però si è agito da parte del Comune con troppo ritardo. «L’obbiettivo di far restare il distretto a Mira», spiega per il Pd il capogruppo Francesco Sacco, «rischia di non trovare il consenso della conferenza perché troppo affrettato e debole dal punto di vista finanziario. Speriamo che questo servizio territoriale con l’aiuto di fondi regionali possa restare nel più popoloso Comune del comprensorio».

(a.ab.)

 

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