Segui @OpzioneZero Gli aggiornamenti principali anche su Facebook e Twitter. Clicca su "Mi piace" o "Segui".

Questo sito utilizza cookie di profilazione, propri o di terze parti per rendere migliore l'esperienza d'uso degli utenti. Continuando la navigazione acconsenti all'uso dei cookie. Per maggiori informazioni cliccare qui



Sostieni la battaglia contro l'inceneritore di Fusina, contribuisci alle spese legali per il ricorso al Consiglio di Stato. Versamento su cc intestato a Opzione Zero IBAN IT64L0359901899050188525842 causale "Sottoscrizione per ricorso Consiglio di Stato contro inceneritore Fusina" Per maggiori informazioni cliccare qui

RIFIUTI – I sindaci della Riviera del Brenta chiedono trasparenza sugli effetti economici della raccolta differenziata

MIRA – «Finalmente anche gli altri sindaci della Riviera e del Miranese concordano con noi nel chiedere maggiore trasparenza sul bilancio di Veritas». Alvise Maniero, sindaco di Mira, è reduce dall’incontro tra i responsabili di Veritas e i primi cittadini dell’area nella sede di Eco Ricicli a Marghera. «Un incontro certamente non risolutivo – afferma Maniero – ma è importante che oggi, a differenza di qualche anno fa anche gli altri sindaci si siano resi conto che è importante approfondire il bilancio e i piani finanziari di Veritas. Non possiamo continuare con la raccolta differenziata senza sapere, per Comune, quanto viene valorizzato il conferimento dell’umido, piuttosto che del secco o di altro. Dati utili per capire i benefici della differenziata, ma anche le problematiche che possono emergere o dove è possibile avviare un contenimento dei costi. E non solo – aggiunge Maniero – nell’ambito di questa operazione trasparenza abbiamo scoperto che per gli otto ispettori ambientali di Veritas noi Comuni sborsiamo circa un milione e mezzo di euro l’anno, e la cifra mi sembra alta».
Un mese fa il sindaco di Mira insieme ad altri colleghi aveva sollecitato Veritas affinchè i piani finanziari della società fossero redatti applicando lo stesso indice Istat che viene applicato a Venezia, uniformandolo al criterio della città capoluogo della Città metropolitana. «Siamo ancora alla fase embrionale – afferma Maniero – sembra che Veritas abbia iniziato questo lavoro di trasparenza sui costi, solo di recente, ma si è dimostrata ricettiva verso le nostre istanze e abbiamo iniziato ad avere le prime risposte in proposito».

Luisa Giantin

 

Gazzettino – Tribunale del malato contro l’Asl 13

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

19

lug

2014

«Penalizzante la scelta di chiudere Reumatologia e Oncologia a Dolo e trasferire i pazienti a Mirano»

MIRA – «La malattia non va in vacanza, nonostante questo l’Asl 13 chiude nel periodo estivo l’Oncologia e la Reumatologia di Dolo trasferendoli a Mirano mentre aumentano le preoccupazioni per l’emorragia di pazienti verso altre Ulss».
Cittadinanza Attiva – Tribunale dei Diritti del Malato interviene sulla questione della temporanea chiusura di due servizi all’ospedale di Dolo con i pazienti trasferiti nei mesi di luglio e agosto a Mirano e denuncia come nonostante la difficoltà ad accedere ai dati relativi alle liste d’attesa preoccupa comunque «emorragia» del 20% di pazienti che scelgono altre Asl evidenziato dallo stesso direttore generale dell’Asl 13 Gino Gumirato.
«Il trasferimento estivo dei servizi – ricorda Sandra Boscolo dei Tribunale dei Diritti del Malato Riviera del Brenta – penalizza persone appartenenti alle fasce fragili. Anche quest’anno assistiamo ancora alla chiusura dell’Oncologia di Dolo nei mesi di luglio e agosto, quasi che la malattia possa permettersi di andare in ferie. Non viene meno la continuità del servizio – sottolinea la Boscolo – ma il costo dei disagi patiti ricade esclusivamente sui malati che segnalano attese, sovraffollamento, ecc.».
Il Tribunale del malato della Riviera del Brenta conferma la difficoltà sull’accesso alle liste di attesa di Reumatologia. «Il back office del Cup ovvia in parte al problema delle liste d’attesa – ricorda il Tribunale – provvedendo a richiamare le persone per accordare tempi più brevi (quando sia possibile), ma i cittadini, necessitano certezze e quasi sempre si riversano nel privato, non ultimo perché la stessa normativa, in caso di trasferimento di altra Asl, non prevede il rispetto della priorità. Purtroppo – sottolinea – non conosceremo mai la vera entità delle fughe verso altra Asl perché spesso i cittadini si rassegnano a pagare alla prestazione per sopperire a un servizio carente, sospeso o intempestivo oppure, dato ancora più allarmante, oggi, vi rinuncia».

 

Nuova Venezia – Mira. “Distretto sanitario, ecco i soldi”

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

19

lug

2014

Il sindaco Maniero assicura: abbiamo progetto e finanziamenti

MIRA – Distretto sanitario, il progetto e le fidejussioni richieste saranno presentate ai sindaci e al direttore generale dell’Asl 13 il prossimo mercoledì 23 luglio alla conferenza in programma a Mira. Il progetto, ha assicurato il sindaco Alvise Maniero, in queste settimane ha ottenuto anche le garanzie finanziarie necessarie. Per le opposizioni però si tratta di una decisione tardiva che rischia di essere bocciata. Il piano del Comune è quello di portare il distretto sanitario da Villa Lenzi in via Riscossa ad Oriago, nell’area in cui un tempo sarebbe dovuta sorgere la nuova caserma dei carabinieri. Un’operazione che costerà complessivamente un milione e 700 mila euro: di questi un milione saranno recuperati grazie a una convenzione con il costruttore che deve al Comune oneri di urbanizzazione. Gli altri 700 mila euro saranno ottenibili attraverso una permuta di stabili dell’Asl 13 ora in alienazione. Gli stabili da vendere sarebbero quelli dell’ex poliambulatorio a ridosso di Villa Mocenigo a Oriago. La superficie del nuovo distretto sarà di mille metri quadrati; previsti ampi parcheggi. Il direttore generale dell’Asl 13 Gino Gumirato ha chiesto che siano presentate coperture finanziarie sicure per far partire il progetto e il sindaco Alvise Maniero sia in commissione consigliare che in consiglio comunale ha assicurato che si sono trovate. Per il Pd però si è agito da parte del Comune con troppo ritardo. «L’obbiettivo di far restare il distretto a Mira», spiega per il Pd il capogruppo Francesco Sacco, «rischia di non trovare il consenso della conferenza perché troppo affrettato e debole dal punto di vista finanziario. Speriamo che questo servizio territoriale con l’aiuto di fondi regionali possa restare nel più popoloso Comune del comprensorio».

(a.ab.)

 

Logo

 

Comunicato Stampa Opzione Zero


Altri due Comuni del Miranese-Riviera del Brenta chiedono il ritiro del progetto; in tutto sono cinque i Comuni contrari, tutti quelli collocati alla “testata” della famigerata romea commerciale.

La pressione dei Comitati, l’insostenibilità dell’opera, e il marciume legato alle grandi opere stanno ribaltando nei territori la retorica “del fare comunque” tanto cara a Renzi e Zaia.

Dall’inchiesta MOSE emerge in modo chiaro come proprio la nuova autostrada fosse pensata e voluta a solo uso e consumo delle cricche del cemento legate alla Mantovani, a Bonsignore e alle Coop emiliane.

Il mostro di asfalto si può e si deve sconfiggere, la priorità deve diventare è la messa in sicurezza della Romea.

Dopo la presa di posizione del Comune di Mira, Dolo, Fiesso ora si aggiungono anche i Comuni di Pianiga e Mirano: l’Autostrada Orte-Mestre è un progetto che deve essere stracciato nella sua interezza.

Infatti i voti dei consigli Comunali di Pianiga e Mirano contro la Orte-Mestre segnano ancora una volta una inequivocabile e netta inversione di tendenza: di fronte all’evidenza dei fatti, gli argomenti e le ragioni di chi continua a sostenerla non reggono più, diventando pura retorica, tanto più se chi la sostiene ora si trovano in carcere o agli arresti domiciliari proprio a causa di una gestione mafiosa della grandi opere.

Da dieci anni, i comitati analizzano dati ufficiali e incontrovertibili ponendoli all’attenzione delle istituzioni locali che, finalmente, si sono decise a prenderne atto: l’opera, oltre che anacronistica, risulta del tutto insostenibile e distruttiva da qualsiasi punto di vista. E del resto proprio dalle indagini sul MOSE, (dichiarazioni di Claudia Minutillo), emerge come proprio la nuova autostrada Orte-Mestre, del costo di almeno 10 miliardi di euro, fosse in cima agli interessi della cricca veneta del cemento così come di quella genovese legata a Bonsignore e di quella legata alle Coop Emiliane: dopo il MOSE, la nuova autostrada sarebbe diventata un altro grosso “osso” da spolpare attraverso la truffa del Project Financing.

Non è un caso che, a livello istituzionale, siano proprio i Comuni ad alzare per primi la voce. Sono infatti le amministrazioni e le popolazioni locali i soli a pagare gli effetti devastanti delle cosiddette “grandi opere” come la Orte-Mestre, sia in termini ambientali sia in termini economici. Anche per i Sindaci più possibilisti ormai è chiaro che le solite promesse di Governo e Regione sulle opere di compensazione sono solo specchietti per le allodole: la storia del Passante sta lì a dimostrarlo.

Rebecca Rovoletto e Lisa Causin, portavoce del Comitato, esprimono grande soddisfazione per questo importante risultato che continua a rafforzare e dà speranza a chi è da sempre impegnato in questa difficile battaglia; e che dimostra che i Comuni nel cui territorio dove dovrebbe trovare spazio la “testa” dell’autostrada si oppongono a tale progetto.

Inoltre la portata di questa presa di posizione supera finalmente la discussione artificiosa e fuorviante, tipicamente NIMBY, in quanto tale progetto viene rigettato per intero.

Secondo Mattia Donadel, presidente di Opzione Zero, “bisogna crederci fino in fondo”: l’approvazione del progetto preliminare della Orte-Mestre non è per nulla irreversibile, si tratta di una decisione politica e come tale può essere messa in discussione in ogni momento.

Per Opzione Zero e per tutto il variegato arcipelago di organizzazioni che costituisce la Rete Nazionale Stop Orte-Mestre, è fondamentale che Comuni e le forze politiche trovino il coraggio di cambiare posizione a capiscano che è invece necessario affrontare in modo prioritario il tema della messa in sicurezza immediata della SS 309 e del trasporto pubblico locale, vere urgenze per i cittadini della Riviera.

 

Nuova Venezia – Asl 13, petizione per i due ospedali

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

18

lug

2014

Domani nelle piazze della riviera

Il comitato Bruno Marcato: «Poli chirurgici sia a Mirano che a Dolo»

DOLO – Domani dalle 10 alle 12 in molte piazze della Riviera del Brenta si terrà una raccolta firme simultanea per chiedere la salvaguardia dell’ospedale di Dolo e dell’Asl 13. L’iniziativa è promossa dal comitato Bruno Marcato della Riviera e da decine di comitati, associazioni, gruppi consiliari del territorio. I gazebo saranno posti a Dolo, via Mazzini angolo duomo; Mira, piazza Municipio; Oriago, piazzetta Italia; Fossò, via Roma; Stra, piazza Marconi; Fiesso, piazza Marconi. «I cittadini», spiega Emilio Zen, coordinatore dell’iniziativa, «potranno recarsi per sottoscrivere una petizione rivolta agli organi regionali in cui si chiede il blocco dell’atto aziendale approvato dal direttore Gino Gumirato, la classificazione dei nosocomi di Dolo e Mirano come ospedale di rete su due poli, lo stanziamento di fondi a suo tempo previsti, i lavori per l’adeguamento del Pronto soccorso e il trasferimento di vari servizi presso gli spazi vuoti dell’ospedale dolese ». La raccolta firme proseguirà in altre date. È possibile firmare infatti alla festa di Sel a Dolo, a Campagna Lupia il prossimo24 luglio in piazza Matteotti mentre a Camponogara e negli altri Comuni i banchetti saranno organizzati nelle prossime settimane. «La petizione», prosegue Zen, «è l’espressione della volontà popolare che non vuol vedere l’ospedale di Dolo declassato, defraudato delle sue funzioni primarie per i 130 mila abitanti dell’area brentana, che pretende garanzie sulla pianificazione globale dei servizi socio-sanitari senza interventi parziali. L’ospedale di Dolo deve rimanere polo chirurgico per acuti al pari di Mirano, perché le sue potenzialità, i suoi spazi, il suo bacino d’utenza, la sua vocazione, la sua storia illustre legittimano l’istanza a pieno titolo».

(g.pir.)

 

DOLO «Prima della fine dell’anno Campolongo entrerà nell’Unione dei Comuni, mentre nel 2015 toccherà a Pianiga e Stra». L’annuncio è di Maddalena Gottardo, sindaco di Dolo e presidente dell’Unione dei Comuni “Città della Riviera del Brenta”, dopo l’incontro svoltosi l’altro giorno tra i sindaci e gli assessori dei Comuni che fanno parte dell’Unione. Con l’entrata di Campolongo, Pianiga e Stra, l’Unione della Riviera raddoppierà le dimensioni visto che si passerà da quattro (Dolo, Fiesso d’Artico, Fossò e Campagna Lupia) a sette Comuni. Aumenterà anche la popolazione, che passerà dagli attuali 37.210 abitanti ai 67.603, superando il Comune di Mira e diventando l’entità istituzionale più grande in Riviera. Durante la riunione sembra esserci stato qualche malumore per il trasferimento delle Protezioni civili comunali in seno all’Unione. «Problemi mi auguro non ce ne siano», prosegue Gottardo, «perché tirare indietro sull’Unione che sta fornendo servizi e sta lavorando bene sarebbe una cosa scellerata anche perché questa è la strada che ci stanno indicando governo e Regione». L’Unione sarà una tappa di un lungo percorso. «Le Unioni dei Comuni sono un passaggio intermedio», commenta Gottardo, «perché bisogna puntare sulle fusioni tra Comuni per poter dare servizi di eccellenza ai cittadini. Ormai i Comuni piccoli non riescono da soli a fornire alcun tipo di servizio. Anche l’Anci, l’Associazione dei Comuni d’Italia, ha dichiarato che il Comune ideale per garantire servizi e un equilibrio finanziario ha 100mila abitanti».

Giacomo Piran

 

Mira. ennesimo annuncio. 

MIRA – Ora si rasenta il ridicolo. Arriva un nuovo rinvio per l’apertura della bretella di collegamento fra la A4 e la Brentana. L’opera che doveva essere pronta per giugno e poi per il 10 luglio sarà aperta il primo agosto, cioè di sabato, con il rischio che slitti a dopo il 15. «Siamo esterrefatti », dice il comandante dei vigili di Mira, Mauro Rizzi, «la bretella è finita, i collaudi sono stati fatti e tenerla chiusa non ha alcun senso. Anzi il rischio è che la gente ci passi lo stesso o che di notte qualcuno ci faccia delle gare di velocità». Intanto i residenti ammettono candidamente che passano lo stesso: «Anche a me è capitato di trovare la strada aperta», spiega Guerrino Manente per i comitati cittadini di Oriago, «la piccola transenna era stata spostata e tante auto hanno percorso quel tratto». La bretella lunga quasi tre chilometri sulla direttrice dell’ex via Valdarno è opera complementare al Passante di Mestre. Doveva aprire nel 2010. I ritardi sono addebitabili a molte aziende fallite durante la costruzione dell’opera, che alla fine è costata oltre due milioni di euro. Il traffico pesante e di attraversamento sulla Brentana, che ora passa per il centro di Oriago, sarà convogliato sulla nuova arteria.

(a.ab.)

 

MARGHERA – No ad Alles, il Tar boccia l’ampliamento della discarica

BETTIN «Porto Marghera non deve diventare una pattumiera»

BATTAGLIA – Per Gianfranco Bettin la sentenza del Tar favorisce lo sviluppo di «un’industria finalmente compatibile con l’ambiente»

PORTO MARGHERA – Accolto il ricorso del Comune contro il progetto di trattamento di rifiuti speciali e pericolosi nel sito di Malcontenta

Lo spettro dei rifiuti pericolosi si allontana da Porto Marghera. A un anno di distanza dall’impugnazione, il Tar del Veneto ha accolto il ricorso del Comune di Venezia (sostenuto anche da quello di Mira) contro la delibera regionale che aveva approvato il “revamping”, ovvero il potenziamento dell’impianto di trattamento di rifiuti speciali di Alles. La terza sezione del Tribunale amministrativo regionale, con la sentenza pubblicata il 10 luglio ma resa nota solo ieri, ha riconosciuto le ragioni dei ricorrenti che contestavano il via libera di Palazzo Balbi al progetto di Alles, società controllata volta dalla Mantovani con base a Malcontenta. Dopo l’accoglimento, lo scorso inverno, della sospensiva della delibera, i giudici del Tar sono entrati nel merito riconoscendo che il progetto di Alles va considerato come un nuovo impianto e non come un normale ampliamento di quello esistente. L’azienda, infatti, era intenzionata a trattare a Malcontenta nuove tipologie di rifiuti speciali e pericolosi provenienti anche dall’esterno dell’ambito lagunare. La «significativa modifica del numero di codici autorizzati», si legge nella sentenza, avrebbe richiesto un iter diverso, con il coinvolgimento della Provincia, che a sua volta si era costituita in giudizio. Inoltre, rilevano i giudici, l’ampliamento dell’attività doveva ottenere l’assenso del ministero per l’Ambiente per la bonifica dei terreni dove doveva avvenire lo smaltimento dei rifiuti. E in ogni caso sarebbe stato necessario il parere dell’Osservatorio rifiuti dell’Arpav «tenendo conto del principio di prossimità tra luogo di produzione e luogo di smaltimento».
La “bocciatura” della delibera regionale è stata accolta con soddisfazione da Gianfranco Bettin, che come assessore all’Ambiente uscente aveva sostenuto la “battaglia” contro Alles: «Porto Marghera – dichiara – non deve diventare una pattumiera, un polo globale di smaltimento dei rifiuti ovunque prodotti ma un’area che, trattando e smaltendo i propri rifiuti si trasforma nella direzione di un’industria finalmente compatibile con l’ambiente e la salute». Ragioni che verosimilmente saranno condivise dai cittadini di Marghera e Malcontenta che, da oltre un anno, si erano mobilitati per bloccare il progetto dell’azienda.

 

MIRA – «La netta divisione tra polo prevalentemente medico (per Dolo) e prevalentemente chirurgico (per Mirano) risulta troppo sbilanciata e penalizzante per l’area sud della Riviera del Brenta». Paolino D’Anna, assessore provinciale ad interim e consigliere comunale di Mira ha scritto al Governatore Luca Zaia per chiedere una modifica nelle decisioni della Regione nelle schede ospedaliere che individuano nell’ospedale di Dolo un polo medico e a Mirano quello chirurgico. Nei giorni scorsi D’Anna ha incontrato il direttore generale dell’Asl 13 Gino Gumirato per esprimere le proprie preoccupazioni. «La Sanità veneta ha raggiunto in tutte le province ottimi livelli di qualità – ha sottolineato D’Anna – anche a costo di una ulteriore e doverosa politica di riduzione delle spese e di razionalizzazione dei servizi. Non dobbiamo però incorrere nell’errore di tagli lineari o che non tengano conto delle particolarità del territorio. È il caso della Asl 13 che registra un bilancio in attivo e qualità delle risorse umane, nonostante sia storicamente la Unità Sanitaria Locale meno finanziate dalla Regione del Veneto». D’Anna apprezza il lavoro svolto dal direttore Gumirato, coerente con le schede ospedaliere ma proprio per questo ne chiede la revisione. «Non possiamo consentire di depauperare questo ricco patrimonio di capacità gestionali e tecniche raggiunte ad esempio dall’Ospedale di Dolo – scrive l’assessore provinciale al governatore del Veneto. – Non possiamo non consentire di utilizzare le risorse in attivo del bilancio dell’Asl 13 per rinforzare la sanità della Riviera che è al servizio di un bacino di utenza di quasi 150mila abitanti (sui 270mila che vivono nell’area dell’intera Ulss), in un territorio fragile e complesso. Chiedo a Zaia di sperimentare qui la sua idea di sanità del futuro, investendo nel territorio, rendendo la Riviera del Brenta la culla delle trasformazioni».

(l.gia.)

 

MIRA – Ancora un nulla di fatto. Ieri l’ennesimo rinvio, a data da destinarsi, dell’apertura della bretella di collegamento fra la A4 e la Brentana. I residenti minacciano che la apriranno direttamente loro, se entro lunedì l’impegno non sarà rispettato. L’apertura era stata prevista prima nel 2010, poi in 18 mesi dal 2011. Dopo tre anni e due mesi di cantieri ancora nulla di fatto. «Non sappiamo più che dire» si arrende il comandante della polizia municipale Mauro Rizzi «Veneto Strade aveva annunciato l’apertura a giugno, l’opera è ancora da inaugurare». I ritardi sono addebitabili ad aziende appaltatrici dell’opera che sono fallite e si è dovuto ricominciare con l’assegnazione dei lavori. Tutto il traffico pesante e di attraversamento sulla Brentana che ora passa per il centro di Oriago sarà convogliato sulla nuova arteria, sollevando la Sp30 (via Giovanni XXIII) e via Valdarno dai disagi patiti in questi ultimi anni. «L’opera è conclusa» annuncia per il comitato cittadini di piazza Mercato Guerrino Manente «Se entro lunedì gli inghippi burocratici non saranno risolti le transenne le togliamo noi».

(a.ab.)

 

Copyrights © 2012-2015 by Opzione Zero

Per leggere la Privacy policy cliccare qui