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Gazzettino – Mira. “Divido il distretto sanitario”

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

17

mag

2014

MIRA – Il sindaco gioca l’ultima carta per evitare lo “scippo” da parte di Dolo

La ricetta di Maniero: «Due sedi: una a villa Lenzi, l’altra in piazza Mercato»

IL SINDACO       «Inutile aspettare 2 milioni dalla Regione»

Maniero: «la Regione non ce li darà, e senza risorse non possiamo pensare ad un distretto ex novo come quello ipotizzato in via Toti»

«Il distretto sanitario di Mira ripartito in due sedi, una a Mira in villa Lenzi e l’altra a Oriago in Piazza Mercato». Questa la ricetta del sindaco di Mira Alvise Maniero per garantire il mantenimento del distretto a Mira anche senza i due milioni di euro necessari per realizzare la nuova struttura inizialmente prevista in via Oberdan all’angolo con via Toti.
Questo mentre la sindaca di Dolo Maddalena Gottardo si è detta pronta a «far partire un nuovo Distretto nelle aule dell’ex Tribunale di Dolo» e il Pd di Mira è impegnato in una capillare raccolta firme con i gazebo per sostenere il mantenimento del distretto sanitario a Mira.
«Sono sorpreso – commenta Maniero – Nell’ultima Conferenza dei sindaci dell’Asl 13 all’unanimità i colleghi hanno concordato di concedere a Mira ancora un po’ di tempo per trovare una soluzione che miri a mantenere a Mira il distretto sanitario. Entro fine anno dobbiamo presentare alla Conferenza e all’Asl 13 un progetto concreto». Il progetto sta prendendo forma e la prossima settimana il sindaco di Mira incontrerà sia il direttore dell’Asl 13 Gino Gumirato che il costruttore responsabile della lottizzazione in piazza Mercato a Oriago dove potrebbero trasferirsi parte dei servizi oggi ospitati in villa Lenzi.
«Inutile attendere i 2 milioni di euro – avverte Maniero – la Regione non ce li darà, e senza risorse non possiamo pensare ad un distretto ex novo come quello ipotizzato in via Toti. Per questo stiamo ipotizzando di dividere i servizi del distretto sanitario di Mira in due sedi, parte resteranno in villa Lenzi e una parte verrà trasferita a Oriago».
Nella lottizzazione in piazza Mercato oltre ad un area residenziale c’è una parte di cubatura destinata ad uso pubblico, anni fa si ipotizzava a straferire la caserma dei carabinieri di Oriago, oggi chiusa, o realizzare un poliambulatorio.
«Noi invece intendiamo trasferire alcuni servizi del distretto – spiega Maniero – Un’operazione che potrebbe avere dei costi molto più ragionevoli dei 2 milioni di euro previsti per un nuovo distretto e tempi più certi».

Luisa Giantin

 

CAMPONOGARA – La Regione, non solo, ha approvato l’aumento, in media del 15%, delle tariffe sui treni regionali Fs, ma anche di quelle in vigore sulle littorine in servizio sulla linea Mestre-Mira- Camponogara- Piove di Sacco- Adria, gestita dalla società Sistemi Territoriali. E così, da tre giorni, il biglietto da Mestre a Oriago non costa più 1.35,ma 1.50 euro. Più cara anche la tratta sino a Camponogara-Campagna Lupia: da 1,75 a due euro. Ma l’aumento più consistente è quello da Mestre a Piove di Sacco. Il prezzo del biglietto è cresciuto di 30 centesimi, pari alle 600 lire del vecchio conio. Non più 2,50, ma 2,80. Ancora più cara, naturalmente, la tariffa da Mestre sino ad Adria: 4,55 ( prima 4,05). «Una stangata vera e propria », sottolinea Andrea Castellan, della segreteria provinciale di Padova della Filt-Cgil e dipendente di Sistemi Territoriali. «Tra l’altro sono aumenti ingiustificati. Mentre sui treni regionali di Fs l’aumento andrà a coprire i maggiori costi del servizio regionale dopo che, dal 15 dicembre, circolano 130 treni in più, sulla linea dell’ex Vaca Mora tutto è rimasto poco prima. La Cgil da sempre chiede un potenziamento e un miglioramento radicale della qualità del servizio».

(f.pad.)

MIRA – Il sindaco di Mira Alvise Maniero incontrerà il direttore generale dell’Asl 13 Gino Gumirato la prossima settimana per discutere del futuro del distretto sanitario. Un distretto che rischia di lasciare Mira per Dolo dove la sindaca Maddalena Gottardo ha spiegato di volerlo accogliere se a breve verrà trasferito da villa Lenzi a Mira dove si trova ora. «Il sindaco», spiega il Comune, «ha chiesto un incontro urgente con il direttore Gumirato per discutere del futuro del distretto. Si chiederanno lumi anche sull’eventuale stanziamento del fondo di rotazione regionale necessario a finanziare il nuovo distretto ». A prendere posizione anche Fabio Zaccarin, consigliere comunale del gruppo misto: «La giunta ha cancellato le spese notarili per il rogito della vendita degli immobili che dovevano finanziare la nuova opera socio sanitaria. Ciò è quanto emerso nell’ultimo Consiglio in sede di analisi del rendiconto 2013dove è stato fatto notare al sindaco che la cancellazione dell’impegno di spesa per i rogiti notarili, era un chiaro atto di disinteresse per il distretto di Mira».

(a.ab.)

 

 

Dati contrastanti del Cav per quanto riguardo il traffico ai caselli autostradali

Nella frazione di Mirano meno 10 mila veicoli rispetto al 2013, Spinea in aumento

MIRANO. Arrivano i dati sui nuovi flussi di traffico ai caselli: per Cav (Concessioni autostradali venete) l’aumento delle tariffe del primo gennaio non ha spostato più di tanto il traffico dall’autostrada alla viabilità ordinaria. Mirano però non ci sta: «Abbiamo il triplo delle auto rispetto a Spinea», tuona il sindaco Maria Rosa Pavanello, «aver eliminato il tornello è solo una conseguenza dell’aumento delle tariffe, la soluzione ai problemi è ben altro». Pavanello aveva sollecitato l’invio dei dati rilevati giusto la scorsa settimana, dopo un silenzio prolungato da parte di Cav. Giovedì i dati sono arrivati, ma con essi anche considerazioni di non-allarme che al sindaco proprio non piacciono.

Mirano. Significativo, secondo Cav, il calo dei transiti medi giornalieri, che al casello di Vetrego parlano di un transito giornaliero di circa 10 mila veicoli in meno rispetto al 2013. Il dato si riferisce agli ultimi due mesi, marzo e aprile. Cav non considera infatti i primi due mesi dell’anno: «Non sono utili per fare valutazioni attendibili, in quanto ancora soggetti al consolidamento delle mutate abitudini degli utenti». Fenomeno del tornello pressoché eliminato dunque per Cav, che rileva nel contempo alla barriera di Villabona a Mestre un aumento di circa duemila transiti giornalieri rispetto al 2013, mentre al casello di Mira-Oriago il flusso è rimasto pressoché immutato.

Spinea. Al casello di Crea sono stati confrontati i transiti giornalieri nella fascia oraria di maggior affluenza, quella che va dalle 7 alle 20. Rilevato un aumento dei transiti giornalieri pari a 1.178 transiti al giorno a marzo e 1.194 transiti a giorno ad aprile. «Dividendo questo dato per le 13 ore della fascia oraria considerata più rilevante», afferma Cav, «registriamo un incremento dei transiti medi giornalieri orari pari a 91 veicoli l’ora, quasi equamente divisi tra entrate e uscite».

I dati. «Possiamo affermare che l’applicazione dell’aggiornamento delle tariffe in vigore da gennaio 2014 non ha determinato significativi spostamenti di traffico dalla viabilità autostradale a quella ordinaria», afferma il nuovo ad di Cav, Piero Buoncristiano. Non è per nulla d’accordo il sindaco di Mirano: «È paradossale dire che il problema del tornello è risolto quando sappiamo tutti che il casello doveva essere a Roncoduro», afferma Pavanello, «il tornello è stato creato per il mancato rispetto degli accordi. Inoltre ciò che balza all’occhio dai dati di Cav è che il casello di Vetrego, e quindi le strade di Mirano, hanno il triplo dei flussi di auto rispetto a Spinea, senza che la Regione abbia mai versato le somme che ci spettano per migliorare la viabilità e la qualità della vita dei cittadini, di molto peggiorata dopo l’avvento del Passante».

Filippo De Gaspari

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Nuova Venezia – Mira. Raccolte 15 tonnellate di rifiuti

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12

mag

2014

 

Pulizia della laguna, cavanisti al lavoro con 50 imbarcazioni e 130 persone

Oltre 50 imbarcazioni e 130 persone hanno dato vita ieri a Malcontenta, Dogaletto e Giare dalle 7 del mattino a sera alla quinta giornata di pulizia della laguna organizzata dall’Associazione Cavanisti e dai cacciatori in accordo con Veritas e il comune di Mira. Sono state raccolte 15 tonnellate di rifiuti di tutti i tipi: mobilio, cisterne, pneumatici, sacchetti di immondizia. Materiale per lo più depositato dai fiumi e dalle maree all’interno delle barene.

«È stato un grande un successo per la Giornata per la laguna», spiega per i cavanisti di Malcontenta e Giare il presidente Gianni Marchiori, «50 imbarcazioni con 130 partecipanti circa, hanno raccolto nei canali e nelle barene del comune di Mira e di Venezia (zona Moranzani e Fusina) circa 15 tonnellate di rifiuti abbandonati di tutti i tipi depositati in quattro cassoni messi a disposizione da Veritas. La raccolta è stata eseguita anche negli argini con trattori e carri. Tutte le associazioni presenti hanno collaborato in modo unitario mettendo a disposizione uomini e mezzi. Grande anche la partecipazione dei cittadini che hanno scoperto la bellezza della nostra laguna nelle aree di Giare Dogaletto e Malcontenta».

Soddisfatto il comune di Mira fra i promotori dell’iniziativa. «Proprio per la finalità che la anima, cioè la pulizia e la valorizzazione dell’ambienta lagunare», ha osservato l’assessore all’ambiente Maria Grazia Sanginiti, «la manifestazione è a pieno titolo inserita tra le iniziative che a livello europeo si stanno svolgendo in questi giorni. Si tratta di un riconoscimento importante per tutti i volontari che vi partecipano che ringrazio vivamente per il loro impegno». Con l’iniziativa specifica di ieri, l’Associazione Cavanisti ha aderito anche alla Prima giornata per la pulizia dell’Europa “Let’s Clean Up Europe!”. Si tratta di un progetto promosso dalla Commissione Europea.

Alessandro Abbadir

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MIRA – Martedì in sala consiliare verrà illustrato il progetto preliminare atteso dai cittadini di Borbiago

La bretella aprirà la prossima settimana

Il progetto preliminare per il sottopasso ciclopedonale a Borbiago è pronto e riserverà qualche sorpresa. Martedì 13 maggio alle 18 in sala consigliare a Mira il sindaco Alvise Maniero e l’assessore ai Lavori Pubblici Luciano Claut insieme al progettista del sottopasso ciclopedonale, ing. Giovanni Carraro, e al responsabile dei lavori per conto di Veneto Strade ing. Christiano Costantini illustreranno il progetto preliminare della sottopasso pedonale sulla rotatoria di via Monferrato tra Borbiago e Oriago. Un progetto che riserverà anche alcune sorprese. I dettagli saranno illustrati martedì all’incontro ma Davide Moressa portavoce del comitato di cittadini ha dato alcune anticipazioni. «Il preliminare che verrà presentato martedì non comprenderà solo l’aspetto del sottopasso fine a se stesso – ha annunciato Moressa – ma sarà completato anche con un ponte ciclo-pedonale che attraverserà il canale adiacente. Percorsi e proposte già presentate all’amministrazione comunale con la richiesta di inserirli nel PAT (piano assetto territorio) ma che sono stati anche inseriti anche le progetto preliminare del sottopasso con previsione dell’utilizzo di un ponte, attualmente in uso provvisoriamente su via Monte Sommo. Tutto ciò – spiega Moressa – è frutto di un percorso portato avanti dal comitato cittadini di Borbiago-Oriago con amministrazione Comunale e la Regione Veneto». Mentre la bretella tra la Regionale 11 e il casello autostradale di Oriago, dovrebbe aprire per la fine della prossima settimana, prende corpo insomma anche il sottopasso ciclopedonale sulla grande rotatoria di via Monferrato tra Oriago e Borbiago. Intanto fino al 30 maggio ci sarà un restringimento della carreggiata lungo la provinciale 30 tra via Valdarno e la Sp 81 in Comune di Mira. L’ordinanza della Provincia si è resa necessaria per permettere alla ditta incaricata di effettuare i lavori di realizzazione della fognatura e della pista ciclopedonale.

Luisa Giantin

 

Conferenza dei sindaci ieri a Mira

MIRA – Ammonta a 14 milioni e 231 mila euro il bilancio sociale dell’Asl 13 che è stato spiegato ieri pomeriggio all’assemblea dei sindaci dei 17 Comuni del comprensorio dal direttore generale Gino Gumirato e dal presidente della conferenza Fabio Livieri. Di questi 14 milioni di euro destinati alla parte sociale sei milioni e 906 mila euro sono la quota a carico dei comuni dell’area. «Fra le voci più rilevanti del bilancio sociale dell’azienda sanitaria» spiega il presidente Fabio Livieri «c’è quella collegata all’area della disabilità per la quale sono stati destinati ben 5 milioni e 450 mila euro. Un milione e 145 mila euro invece sono stati destinati ai problemi collegati a minori e famiglie mentre 630 mila euro sono stati destinati per la salute mentale». La restante parte del bilancio sociale è collegata alla gestione di servizi ospedalieri. Ci sono anche delle novità. «Grazie alla collaborazione reciproca » spiega Livieri «con i Piani di zona siamo riusciti a individuare due progetti-percorsi da 80 mila euro ciascuno, destinati all’area della disabilità non legata a strutture protette o centri diurni. Si cercherà così di dare il massimo aiuto alle famiglie anche al di fuori delle consuete strutture preposte ad accogliere i disabili». Il direttore dell’Asl 13 ha poi illustrato ai sindaci, con l’ausilio di alcune diapositive, i costi collegati alla riorganizzazione prevista dei reparti negli ospedali di Dolo, Mirano e Noale, ribadendo quali sono le opere possibili con i fondi a disposizione dell’Asl 13.

(a.ab.)

 

 

Grandi navi, Cinque stelle all’attacco. I comitati pensano a un ricorso in Europa contro il Clini-Passera

Stop ai finanziamenti per il terminal off shore perché «fuori del Piano regolatore portuale». Stop anche a progetti che devasterebbero la laguna, come lo scavo di nuovi canali. E la garanzia che le scelte del governo sulle grandi navi saranno compiute come prevede la legge «in accordo con i comuni interessati». Il sindaco di Mira Alvise Maniero e l’assessore all’Urbanistica Luciano Claut rilanciano l’ipotesi del porto passeggeri fuori della laguna. «Abbiamo partecipato», scrivono, «all’incontro a palazzo Chigi il 30 aprile. Il ministro Lupi ci è sembrato inconsapevole degli effetti delle scelte di scavare nuovi canali e dell’impegno affidatogli dal Senato con il voto unanime del 6 febbraio scorso. Chiediamo che quella indicazione sia rispettata e che le riunioni tecniche per esaminare i progetti siano decentrate a Venezia». Si riaccende le polemica sulle grandi navi. E i due esponenti del Movimento CinqusStelle annunciano battaglia. «Bisogna valutare tutte le proposte secondo i ciriteri stabiliti dal Senato», dice Claut, architetto e autore anche di una delle proposte alternative che prevede la creazione di una nuova stazione passeggeri al Lido, davanti all’isola artificiale del Mose, «a cominciare dalla compatibilità ambientale. Raddoppiare il canale dei Petroli scavando il Contorta e arginandolo con barene artificiali sarebbe un disastro».

Stessa opinione quella espressa dai comitati Ambiente Venezia e «No Grandi Navi», che stanno preparando la grande manifestazione per il 7-9 giugno e pensano alla possibilità di un ricorso all’Unione europea. «Bisogna cambiare il decreto Clini Passera», dicono, il governo Renzi può fare un nuovo decreto che lo sostituisca. Il decreto firmato due anni fa dal governo Monti all’indomani del naufragio della Costa Concordia vieta infatti il passaggio delle grandi navi nelle zone sensibili. per la laguna si era fatta un’eccezione, subordinando il divieto alla «realizzazione di vie di accesso alternative alla Marittima». Dunque, il ministero delle Infrastrutture e il Porto intenderebbero sostenere «solo le alternative che consentono di arrivare all’attuale Marittima», in primo luogo il Conotorta. E a lungo termine il progetto per far fermare le grandi navi al Lido (progetti Claut e De Piccoli) trasportando lì con grandi barche i passeggeri registrati in Marittima. Diversa l’idea del sindaco, che ha proposto di esaminare l’alternativa Marghra, con la possibilità per le navi meno grandi di arrivare in marittima attraverso l’esistente canale Vittorio Emanuele che andrebbe scavato. prima riunione a metà maggio, dopo la sentenza del Tar sui divieti di passaggio in canale della Giudecca.

(a.v.)

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Il Comitatone fissa i tempi della decisione. Escluso il terminal fuori dalla laguna

VENEZIA – Per l’approdo favorita ancora la Marittima, divisi Regione e Comune

ZAIA  «Sono contrario al trasferimento del traffico a Marghera»

L’impegno è preso: entro la fine di maggio si conoscerà quale percorso dovranno fare le grandi navi per arrivare ai terminal portuali della Marittima (nel cuore di Venezia) o, eventualmente, di Marghera. La riunione del Comitatone, convocata dal presidente del Consiglio Matteo Renzi (ieri assente) è servita solo a calendarizzare le scadenze che di qui a un mese porteranno alla riunione che porterà ad escludere le navi passeggeri da piazza San Marco. In sostanza, entro il 15 maggio sarà convocato un tavolo tecnico con rappresentanti ministeriali, del Porto e degli enti locali per vagliare le soluzioni che comportano una via differente per arrivare al porto. Escluse, dunque, le soluzioni del terminal portuale in bocca di porto di Lido per la quale erano stati presentati due progetti. Entro il 31, poi, il Comitatone sceglierà quale progetto mandare in valutazione d’impatto ambientale. Che, se darà esito positivo, darà il via libera all’inserimento in Legge obiettivo (già deciso dal Governo quale che sia la soluzione) con lo scopo di avere tempi e finanziamenti certi. Un dato fondamentale per evitare che le compagnie di crociera abbandonino Venezia come porto base preferito nel Mediterraneo e se ne vadano altrove: Atene o Istanbul tra tutte.
Di più non è stato possibile approfondire si è fatto, anche perché la riunione del Comitatone (che non si teneva dal luglio 2011) è durata poco meno di un’ora. Dalle 15 alle 16, dopo era già in agenda il Consiglio dei ministri.
Ricapitolando, restano in piedi il canale Sant’Angelo Contorta, proposto dall’Autorità portuale e condiviso anche dalla Regione e dalla Provincia, il canale retro Giudecca (con ingresso dal porto di Lido, come accade oggi) proposto dal sottosegretario all’Economia Enrico Zanetti e il ripristino del canale Vittorio Emanuele III, già esistente (era percorso dalle petroliere fino a qualche decennio fa) come proposto dal sindaco di Venezia Giorgio Orsoni e prospettato inizialmente da Luigi Brugnaro quando era ancora presidente degli Industriali di Venezia.
Quest’ultima proposta ha diviso la posizione di Orsoni dagli altri rappresentanti locali (Paolo Costa, Porto, Luca Zaia e Renato Chisso, Regione, Mario Dalla Tor, Provincia).
«Io ho detto no a nuovi canali – commenta Orsoni – sì all’utilizzo di canali e di strutture esistenti. Non sono pregiudizialmente contro la Marittima, anche se ritengo che trasferire le navi a Marghera sarebbe la soluzione migliore. Scavare e rettificare il Vittorio Emanuele, che è già pronto e navigabile, costerebbe molto meno di qualunque altra opera».
Immediata la replica del governatore Zaia: «L’ipotesi Marghera non la prendiamo in considerazione in quanto preliminarmente bocciata dagli organi tecnici».
Critico anche l’assessore regionale ai Trasporti Renato Chisso: «Il sindaco di Venezia che pretende di sostituirsi all’Autorità Portuale, alla Capitaneria, ai ministri, allo Stato in generale».
Non è stato tenero con lui neanche il Comitato No grandi navi: «Dopo aver sostenuto per oltre due anni, senza avere lo straccio di un progettino in mano, l’ipotesi di un terminal a Porto Marghera, la ha ora abbandonata con un giro di valzer per proporre in Comitatone lo scavo del canale Vittorio Emanuele per raggiungere la Marittima».

Michele Fullin

 

IL COMITATONE A ROMA – Davanti al premier cadono tutte le alternative all’arrivo in Marittima

Grandi navi, restano 3 ipotesi

GRANDI NAVI – IL COMITATONE

NUOVO APPUNTAMENTO – A fine mese si parlerà anche di Legge speciale

ORSONI  «Il Vittorio Emanuele diventa la soluzione più ovvia e credibile»

Il Comune di Cavallino mette il veto sul terminal in bocca di porto del Lido.

De Piccoli avverte: «Non c’è furbizia burocratica che possa metterci fuori gioco»

I punti fissi: Marittima e i tre canali alternativi

Questo Comitatone interlocutorio un risultato l’ha avuto, sia pure in modo non ufficiale: ha scremato l’ampia gamma di proposte alternative con un tratto di penna senza pensarci troppo e ha rimesso in pista l’ipotesi del canale Vittorio Emanuele sostenuta con forza dal sindaco Giorgio Orsoni soprattutto in questi ultimi giorni.
«Sono molto soddisfatto – commenta Orsoni – perché si porta la questione sul tavolo “giusto” e finalmente il Comune è formalmente parte delle decisioni. È passato il principio che le decisioni non passeranno solo per il “loro” tavolo tecnico lasciando fuori gli enti locali».
La posizione di Orsoni resta sempre la stessa.
«Ho detto no al passaggio delle navi a San Marco – continua – no allo scavo di nuovi canali. Sì invece all’utilizzo di canali e strutture portuali esistenti. Per questo il canale Vittorio Emanuele mi sembra la soluzione più ovvia e fattibile in termini di tempo e risorse. Se poi non si vuole andare a Marghera, pazienza, si continuerà con la Marittima. Nel prossimo Comitatone, si parlerà anche di portualità offshore come chiesto dal Porto, ma anche della ripresa dei finanziamenti di Legge speciale e della “sovranità” sulle acque della laguna».
La proposta di un terminal passeggeri in bocca di porto del Lido anche per l’opposizione del sindaco di Cavallino Treporti, Claudio Orazio, non sarebbe stata presa in seria considerazione.
«Per carità – commenta Orazio – quell’alternativa mi pareva già piuttosto bassa nella graduatoria del Governo, mi pare. Intervenire in bocca di porto comporterebbe uno sconvolgimento importante di tutta la zona. Io ho portato a Roma la posizione presa all’unanimità dal consiglio comunale, non la mia».
Cesare De Piccoli, ex viceministro alle Infrastrutture e oggi proponente del progetto per il terminal passeggeri in bocca di porto del Lido, fa spallucce.
«Prendo atto – dice – che il Comitatone ha deciso di aggiornarsi. In assenza di una delibera e quindi di una decisione ci riteniamo nella partita. Ciò che spiace è invece questa continua “esclusione” di questo progetto senza un esame approfondito e sulla base di furbizie. Venezia meriterebbe qualcosa di più, un dibattito meno superficiale».
Per De Piccoli la procedura è sacra e inviolabile.
«Continueremo ad affidarci alla maestà della legge, che si traduce in poche norme: la Legge speciale per Venezia, quella sulle opere pubbliche e quella ambientale. Ci sono poi il decreto Clini-Passera e il pronunciamento del Senato. Non c’è furbizia burocratica che ci possa mettere fuori gioco e trovo risibile – prosegue – nascondersi dietro una presunta volontà di Cavallino per non prendere in considerazione un progetto che “cade” totalmente nel territorio del Comune di Venezia. Inutile – conclude – far finta di non capire: l’unico progetto presentato pubblicamente alla città è il nostro. Credo che la gente si dovrebbe un po’ preoccupare se proprio questo dovessere essere escluso senza neppure un esame nel merito».

 

LA DELUSIONE DI MIRA E CHIOGGIA – Maniero: «Pagliacciata». Casson: «Comitatino»

VENEZIA – I sindaci di Mira e Chioggia si aspettavano di più dal tanto atteso “Comitatone”. Alla fine la riunione è durata meno di un’ora, e per loro non c’è stato spazio.
«Parlerei più di comitatino, che di comitatone – dichiara sarcastico Giuseppe Casson, sindaco di Chioggia – Non sono state ascoltate molte considerazioni», continua Casson, che comunque si allinea con Paolo Costa nel delineare un futuro fosco per la croceristica nel caso in cui non si arrivasse ad una rapida soluzione del problema.
«Costa ha detto che si possono perdere definitivamente le crociere. Ecco – aggiunge Casson – io credo che questa sia un prospettiva realistica e non un prospettiva terroristica, come invece l’ha definita Orsoni».
Il sindaco Casson ha sfruttato la riunione romana anche per ribadire la disponibilità del porto di Chioggia a fare la sua parte nella soluzione del problema del passaggio delle grandi navi a Venezia. «Il nostro porto è un’opportunità per decongestionare il traffico nello scalo veneziano e Delrio ha fatto intendere di avere ben presente questa opzione».
Per il sindaco di Mira, Alvise Maniero, la riunione del “Comitatone” è stata invece una «ridicolaggine», una «pagliacciata». «La sensazione – attacca Maniero – è che sia tutto un baraccone per legittimare scelte già prese. Nonostante questo, siamo riusciti comunque a depositare e far mettere agli atti le nostre richieste, compresa l’opposizione al parere positivo della Via per il terminal offshore».
Maniero racconta che, nonostante il «baraccone», durante la riunione lampo del comitatone ci sono stati comunque dei momenti di tensione. «Ho assistito ad un acceso battibecco tra Costa e Orsoni, un vero e proprio batti e ribatti con attacco e risposta».
Nonostante tutto, il sindaco di Mira promette di portare avanti la posizione del Comune. «Noi non arretreremo di un centimetro. Abbiamo il dovere di partecipare ai lavori, perché ci sono cose che vanno dette e problemi che vanno affrontati. Mira si giocherà fino in fondo il proprio ruolo, ogni soluzione che verrà presa non dovrà prescindere da Vas e Piano Regolatore. Vogliono farci fretta, ma si sta parlando di cambiare la Laguna».

 

No Navi: «Ora mobilitazione»

Testa attacca: «Giro di valzer del sindaco». Cacciari: «Nessuna decisione, buon segno»

«Sull’esito del Comitatone, restiamo in attesa delle comunicazioni ufficiali. Tuttavia, il rinvio a fine maggio può anche essere interpretato come un buon segno, e che la lobby del Porto non è così potente. In questo mese ridaremo voce ai cittadini e prepareremo la mobilitazione del 7-8 giugno. Cruise Venice ha detto che non dovremmo manifestare? Andremo avanti, e mi auguro che il prefetto non mostri il fianco a simili assurdità: negarci l’autorizzazione e imbavagliare la protesta sarebbe un’inaccettabile forma di repressione».
Questo il commento a caldo di Tommaso Cacciari (Centri sociali) alle conclusioni del Comitatone sul tema grandi navi. Rafforzato dalle dichiarazioni di Luciano Mazzolin (Ambiente Venezia), secondo cui «a Roma si devono essere presi una vacanza in vista delle elezioni europee. Un calcolo politico, perché a votare saranno anche le 93mila persone che in rete hanno chiesto l’allontanamento delle navi da crociera, e lo stesso dicasi per i 12mila 500 firmatari della nostra petizione. Auspico che nel tempo disponibile i tecnici incaricati delle verifiche siano veramente indipendenti. Da parte nostra, nemmeno un giorno andrà sprecato. Anzi, ci rivolgeremo alla Corte di giustizia europea affinché si pronunci sui livelli di inquinamento da Pm10 e micro-polveri denunciati lo scorso 28 aprile. E resta inteso che il 7-8 giugno eserciteremo il diritto costituzionale a manifestare».
Silvio Testa (Comitato no navi) si scaglia contro il sindaco Orsoni, «per la sua nuova proposta di scavare il canale Vittorio Emanuele al fine di raggiungere la Marittima. Tutte le ipotesi di entrare dalla bocca di porto di Malamocco comportano il raddoppio del canale dei Petroli e la sua arginatura, mentre quella retro Giudecca è talmente vandalica e priva di sensibilità ambientale da non essere degna di menzione. Unica soluzione è l’estromissione delle grandi navi dalla laguna. E il Comitatone è stato così breve da far pensare che non ci sia stata istruttoria sufficiente per tutte le alternative in campo».
«Orsoni ha espresso una posizione personale e non avallata da Consiglio e Giunta – tuona Andreina Zitelli (Pd centro storico) – Se lui vuole sposare una soluzione che distruggerà la laguna, si confronti con numeri, modelli matematici e valutazioni ambientali. In materia, il Pd deve prendere una posizione chiara».

Vettor Maria Corsetti

 

Nuova Venezia – Grandi navi, torna l’ipotesi Marghera.

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1

mag

2014

Riunione lampo a Palazzo Chigi presieduta dal sottosegretario Graziano Delrio. Nuovo tavolo tecnico con tutti i progetti

Torna in pista l’ipotesi Marghera. Insieme all’«utilizzo dei canali esistenti per arrivare alla Marittima». Il ministero istituirà un nuovo tavolo tecnico per verificare la fattibilità dei progetti. E la decisione definitiva sarà presa dal governo entro maggio, in un’altra riunione del Comitatone. Canta vittoria il sindaco Giorgio Orsoni, dopo che a palazzo Chigi un Comitatone lampo, durato poco più di mezz’ora e e presieduto dal sottosegretario Graziano Delrio ha rimesso in gioco le sue proposte. Per ora niente Legge Obiettivo e nuovi canali come chiedevano il Porto e la Regione. Ma una valutazione comparata di tutte le proposte. «Una vera svolta», dice il sindaco, «ringrazio il governo per averci ascoltato. Perché qualsiasi decisione non può prescindere dal coinvolgimento della città. Se non vogliamo scavare nuovi canali la soluzione più ovvia è quella di attraccare le grandi navi a Marghera e semmai farle arrivare in Marittima adeguando il già esistente Vittorio Emanuele». Ipotesi che il Porto non vuole. E la Regione nemmeno. «È stata scartata dagli organi tecnici competenti», ha detto ieri il governatore Luca Zaia, «dunque non si può prendere in considerazione». Ma il governo ha stabilito di andare avanti.

Le date. Per l’8 maggio si attende la decisione di merito del Tar sul ricorso presentato da Vtp contro la riduzione dei passaggi delle grandi navi nel canale della Giudecca. Entro il 15 maggio il ministero delle Infrastrutture dovrà convocare il tavolo tecnico con Magistrato alle Acque, Capitaneria, Autorità portuale e la partecipazione del Comune. «Non ci hanno mai consultato», ha denunciato il sindaco in apertura. Un nuovo Comitatone deciderà entro la fine di maggio quale sarà la soluzione migliore.

I nuovi canali. Il presidente del Porto Paolo Costa non l’ha presa benissimo e nel corso della riunione ha discusso in modo molto acceso per confutare le tesi del suo ex assessore Orsoni. «Siamo tornati all’istruttoria, non abbiamo fatto passi avanti», dice, «ma le navi non aspettano: se non decidiamo in fretta, se ne vanno». E l’unica soluzione, insiste Costa, «è il nuovo canale Contorta Sant’Angelo. «Marghera? Impossibile, ci sono normative di sicurezza e ambientali, le navi commerciali e le petroliere se ne vanno anche loro. Molte compagnie me lo hanno già annunciato».

Il Lido. Appena accennata la soluzione alternativa del Lido, che pure contava su quattro progetti depositati. Ne ha parlato il sindaco di Mira Alvise Maniero rilanciando la proposta del nuovo terminal fuori dalla laguna, in bocca di Lido. «Non se ne parla nemmeno», ha replicato il sindaco di Cavallino Claudio Orazio. Cesare De Piccoli ha ribadito che la nuova versione del terminal al Lido è posizionata «interamente nelle acque del Comune di Venezia».

Off shore. In una giornata non proprio produttiva per la questione grandi navi, il Porto ha incassato però un punto importante. «Il governo ha preso atto dei passi compiuti», dice Costa, «e si è impegnato a discuterne nel prossimo comitatone di fine maggio. Una risposta positiva alle esigenze del nostro scalo che dovrà fare i conti anche allo scenario del dopo Mose». La piattaforma al largo dell’Adriatico per le merci, grande opera da un miliardo e mezzo di euro, si è resa necessaria secondo Costa per non penalizzare i traffici commerciali in vista del “dopo Mose”. La conca di navigazione realizzata a Malamocco e proposta proprio dall’amministrazione Costa, dieci anni fa, è già troppo piccola per le navi di ultima generazione.

La sfida. Punto a favore di Orsoni, dunque. Ma la battaglia non è conclusa. «La nostra è una soluzione di buon senso e rispettosa della laguna», dice il sindaco. «Le opinioni sono una cosa, ma chi deve decidere sono gli organi tecnici», replica Costa, «loro ne hanno la responsabilità». Ancora un mese e la decisione arriverà.

Alberto Vitucci

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LE REAZIONI

Basta scavi e grandi opere in laguna». Andreina Zitelli, docente Iuav e per anni consulente del ministero per l’Ambiente, definisce la riunione di ieri «un’armata Brancaleone». «Quella del sindaco è una posizione personale», dice, «il Magistrato alle Acque non ha presentato studi introduttivi, com’è la prassi, e il presidente del Porto si è scritto da solo la delibera per  farsi approvare l’off shore. È mancata una posizione politica della città e del Pd, il partito di maggioranza. Non si possono approvare soluzioni che distruggono la laguna». Un dossier inviato al premier Renzi che definisce«impossibile» la realizzazione del nuovo terminal a Marghera e un appello a non penalizzare l’attività croceristica e il lavoro. Venezia Terminal Passeggeri, la società che gestisce le crociere, ha ribadito ieri che urgono decisioni rapide sulle alternative. E che per non passare più davanti a San Marco si dovrà comunque mantenere come centrale la Stazione Marittima, oggetto di forti investimenti negli ultimi anni. La soluzione proposta da Vtp, ma ieri non discussa al tavolo di palazzo Chigi, è quella di scavare un nuovo canale dietro la Giudecca.

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