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Gazzettino – Nuova Romea, addio innesto a Oriago

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26

feb

2014

GRANDI OPERE – In Provincia l’esame delle soluzioni alternative al tracciato

TRACCIATO – Il progetto originario della Nuova Romea prevede l’attraversamento della Riviera da Lughetto a Roncoduro

Tramonta, forse definitivamente, la variante che prevede l’innesto della nuova autostrada allo svincolo di Mira-Oriago, resta in piedi il tracciato principale, quello che attraversa la Riviera del Brenta in trincea per collegarsi alla A4 all’altezza di Roncoduro, dove si innesta la A57.

È proseguito ieri in Provincia l’esame del tracciato “veneziano” della Mestre-Orte dopo l’approvazione da parte del Cipe del progetto preliminare.

Nella riunione della Terza commissione sono stati presi in esami il tracciato A, quello che da Lughetto prevede l’attraversamento della Riviera in direzione Nordovest fino alla connessione con la A4 a Roncoduro. Un tracciato avversato dai residenti ma che, come rilevato dal consigliere Marco Benozzi (Gruppo misto, ex Idv) «ha avuto il principale riscontro tecnico e politico».

Il piano B, che da Lughetto procede verso Nordest attraversando il territorio di Mira fino a ricongiungersi con la rotatoria del casello di Oriago, sembra invece superato per l’opposizione dei Comuni di Venezia e Mira, dato che andrebbe a congestionare la Tangenziale appena “liberata” dal Passante di Mestre.

Ma in piedi c’è anche l’opzione B1, formalizzata dalla Lega Nord con una mozione, che prolunga il tracciato B da Oriago verso Spinea, per connettersi al Passante all’altezza del casello di Spinea. Qui è il Pd a impuntarsi: il consigliere Lionello Pellizzer ha chiesto di ritirare la mozione «al fine di migliorarne l’impatto su territorio e la funzionalità stessa».

Un percorso che richiede tempo, con il coinvolgimento di Comuni e residenti, e che potrebbe finire per favorire l’iter del progetto originario, che in Riviera del Brenta nessuno vuole. Per questo la Lega, dopo aver tentato senza successo di coinvolgere l’Anas, ha già trasmesso la propria proposta alla Regione sperando di ottenere maggiori risultati.

(a.fra.)

 

DOLO – I gruppi consigliari Pd e Pdl in Provincia bocciano la proposta della Lega Nord di innesto della Romea Commerciale sul Passante, preferendo quello a Roncoduro.

Il Pd con il consigliere Lionello Pellizzer chiede alla Lega il ritiro della mozione a favore dell’innesto a Villabona.

È l’esito della commissione provinciale con l’illustrazione delle varianti di progetto A e B dell’Autostrada Civitavecchia-Orte-Mestre (Romea).

Nel dettaglio il tracciato A da Lughetto si biforca verso nord ovest passando in galleria sotto la Riviera del Brenta arrivando a Roncoduro; il tracciato B va verso nord est, passando a ovest di Forte Tron, e si connette con la tangenziale di Mestre prima della barriera di Villabona.

«La Lega», spiega Pellizzer, «ha presentato una mozione a sostegno di una proposta di modifica del “tracciato B”, redatto da alcuni professionisti di Dolo e sponsorizzato dal sindaco leghista di Dolo, Gottardo. In sede di presentazione della proposta il gruppo del Pd aveva abbandonato la commissione, contestando al presidente leghista il metodo sbagliato di trattare un tema tanto delicato. Constato inoltre il grande allarme, destato da questa mozione in alcuni Comuni come Mira e Spinea, il Gruppo Pd ne ha chiesto il ritiro».

La Lega però resta sulla sua posizione e porta la proposta all’aula con il rischio che Pd e Pdl la boccino.

«La mozione», dice il consigliere leghista Michel Valerio, «è già stata trasmessa al Consiglio per la discussione. Ribadisco che per l’analisi dei tracciati A e B era stata sentita l’ Anas che aveva invitato a contattare il Ministero competente; la nostra richiesta non ha avuto alcun riscontro; per questo si è ritenuto di procedere ugualmente con la mozione».

(a.ab.)

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MIRA «Siamo a favore della soluzione del completamento dell’idrovia Padova-Venezia, a patto che sia compiuto uno studio di impatto ambientale e idraulico dettagliato sulle conseguenze dell’opera in laguna.

Siamo contrari invece all’idea di realizzare un canale scolmatore, che lascerebbe la possibilità di costruire una strada accanto al sedime idroviario».

A prendere posizione è il presidente di Opzione Zero e consigliere del gruppo Mira Fuori del Comune, Mattia Donadel.

L’idrovia Padova-Venezia completata sarà lunga circa 28 chilometri. Il Genio Civile recentemente ha prospettato tre soluzioni.

La prima del costo di 100 milioni, prevede un canale scolmatore.

La seconda soluzione, la costruzione di un canale navigabile di classe quinta (cioè largo dai 40 metri in sù), costerebbe complessivamente 320 milioni di euro e permetterebbe il transito di chiatte di navigazione di standard europeo.

La soluzione più completa del canale navigabile di “classe quinta super” prevede anche moli e attracchi ad hoc.

«Vanno messe insieme e ponderate nel realizzare l’opera le posizioni di tutti i territori», spiega Donadel, «C’è il rischio, infatti, che con l’idrovia si interri un chilometro e mezzo di laguna dalla foce, con i detriti in arrivo da Padova e Vicenza. Vanno poi valutati gli aspetti di intersezione idraulica con gli altri canali come il Novissimo».

Senza riserve per il completamento dell’Idrovia, il comitato Brenta Sicuro.

(a.ab.)

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Nuova Venezia – Treni in ritardo sulla Mestre-Adria

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22

feb

2014

 

LA PROTESTA

CAMPONOGARA – Ancora ritardi e disagi negli ultimi giorni sulla linea Mestre Adria dopo le lamentele degli utenti. Di fronte a questa situazione Federconsumatori della Riviera del Brenta e del Miranese chiede a Sistemi Territoriali che per il periodo in cui ci sono i ritardi venga fatto uno sconto sui biglietti ed abbonamenti.

«Anche questa mattina – spiegano decine di pendolari della linea Mestre Adria alle fermate di Mira Buse e Oriago – i treni sono arrivati in ritardo anche di 30 – 40 minuti. La situazione peggiore si è verificata durante l’orario di punta cioè dalle 7 alle 8, ma anche verso le 9 i treni erano completamente sballati negli orari».

Si tratta di ritardi dovuti a dei lavori di manutenzione della linea necessari dopo piccoli franamenti causati dalle ingenti piogge delle scorse settimane. Essendo questa, una linea prevalentemente a binario unico, si creano continuamente rilevanti problemi di coordinamento dei tempi di transito dei convogli. I lavori in questione si stanno facendo nel tratto tra Adria e Piove di Sacco. Saranno conclusi, assicura Sistemi Territoriali, l’azienda che gestisce la linea, nel giro di una settimana dieci giorni al massimo. Sulla vicenda interviene anche Federconsunatori della Riviera del Brenta e del Miranese che non ci sta.

«Questi ritardi sistemici – spiega il referente di zona Alfeo Babato – dovrebbero essere risarciti. Non si possono fare continui aumenti del costo dei servizi di trasporto e quando il servizio funziona a metà far finta di nulla. Chiediamo per questo a Sistemi Territoriali di fare una riduzione di biglietti o abbonamenti e nel caso di tariffe già pagate rimborsare parzialmente la somma a causa del disservizio».

(a.ab.)

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Alvise Maniero boccia la Mestre-Orte: «Violenta il territorio»

MIRA – Il comune di Mira è pronto a ricorrere al Tar per fermare la Romea commerciale. Il sindaco Alvise Maniero definisce l’opera «violenta e devastante per il territorio».

L’ordine del giorno approvato mercoledì dal Consiglio comunale di Mira chiede «il ritiro del progetto preliminare approvato dal Cipe lo scorso 8 novembre, l’individuazione di alternative più sostenibili, più economiche e più efficaci (come la deviazione del traffico pesante verso la A13) e un programma di interventi urgenti per la messa in sicurezza dell’attuale Romea».

Al sindaco e alla giunta il Consiglio è stato chiesto di «valutare azioni legali per contrastare la realizzazione del progetto».

Il documento, proposto dai gruppi “Mira fuori dal Comune” e “Movimento 5 Stelle” ha visto il voto dei consiglieri di maggioranza e di Mattia Donadel (Mira fuori del Comune) l’astensione di Marcato (Noi per Mira). I gruppi del Pd e Forza Italia sono usciti dal Consiglio dopo che la maggioranza aveva respinto la richiesta di una ulteriore sospensione per apportare modifiche.

Durissimo l’intervento del sindaco Alvise Maniero contro l’opera. «Il documento presentato al Consiglio parla chiaro» ha detto «L’opera che si vuole realizzare è devastante per il territorio e lo è ancor di più per l’economia del nostro paese. Si regge infatti sulla truffa del project financing che dà ai privati l’opportunità di un investimento a rischio zero, dal momento che le eventuali passività saranno ripianate con soldi pubblici, cioè degli stessi cittadini che nel frattempo pagheranno anche il pedaggio per circolare sull’autostrada. Quest’opera è una violenza, e le violenze non si concordano né si gestiscono, si rifiutano».

L’Anas ha sottolineato che nei prossimi anni per la sicurezza in Romea sono previsti investimenti per cinque milioni di euro e tra i lavori rientra il sottopasso di via Bastie a Giare di Mira.

Alessandro Abbadir

 

Nuova Venezia – Mira avra’ il testamento biologico

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21

feb

2014

DOPO LA RICHIESTA DI CHIARIMENTI DELLE OPPOSIZIONI

L’assessore Vanin: «Il registro è ultimato e andrà in Consiglio»

MIRA «Stiamo lavorando da oltre un anno per approntare e attivare il registro del testamento biologico a Mira, sarà pronto in meno di un mese e sarà portato in consiglio per l’approvazione. Verrà collocato con ogni probabilità all’interno dei servizi degli uffici demografici e anagrafe». A spiegarlo è l’assessore alle Pari Opportunità del comune, Orietta Vanin.

La richiesta di chiarimenti sulla mancata attivazione del registro era stata avanzata dal consigliere del Pd, Gabriele Bolzoni, insieme all’ex consigliere di Forza Italia Mario Morara.

«Il 16 giugno 2010», ha ricordato Morara, «in Consiglio comunale fu approvato all’unanimità un ordine del giorno presentato da tre consiglieri della giunta Carpinetti, per “l’istituzione del registro delle dichiarazioni anticipate di volontà relative ai trattamenti sanitari del testamento biologico”.

Carpinetti aveva assunto l’impegno formale di istituire il registro, ma dopo quattro anni il registro non è stato ancora messo a disposizione dei cittadini miresi».

Adesso ci siamo. «L’impegno dell’amministrazione comunale sul versante dei diritti», spiega l’assessore, «è concreto. Il cosiddetto registro del testamento biologico è ormai in dirittura d’arrivo e sarà istituito con il passaggio in Consiglio comunale in meno di un mese. Ci è voluto un anno di tempo per approntarlo perché si tratta di una materia delicatissima dal punto di vista normativo».

Si tratta di una dichiarazione anticipata di trattamento sanitario. Una persona dichiara a quali terapie intende sottoporsi e a quali vuole invece rifiutare in caso non sia in grado di esprimere il proprio giudizio al momento della necessità del trattamento. In particolare per malattie o lesioni invalidanti. Se non si è in grado di esprimere la propria volontà, per legge, la scelta passa ai parenti di primo grado o a rappresentanti legali.

(a.ab.)

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Nuova Venezia – “La Romea commerciale è inutile”

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20

feb

2014

 

Nel consiglio straordinario di Mira i sindaci di Riviera e Miranese concordi: traffico calato del 30% 

MIRA – I sindaci di Riviera e Miranese sono concordi, la Romea commerciale, visti i cali di traffico sia automobilistico che di mezzi pesanti in questa zona, non serve a nulla. A questo punto è opportuno fermare il progetto almeno nell’ultimo tratto, e deviandola sulla A13 all’altezza di Codevigo o Cavarzere. Questo quello che è emerso ieri sera durante il consiglio comunale straordinario sulla Romea Commerciale a Mira che era stato chiesto dalle opposizioni Pd e Pdl.

I comitati Opzione Zero intanto proprio prima dell’inizio della sessione del parlamentino mirese hanno fatto la loro protesta spiegando degli striscioni che contestavano la mega infrastruttura.

A rompere il ghiaccio è stata la sindaca di Dolo, Maddalena Gottardo, accusata da più parti di essere interessata solo a spostare l’innesto della Romea commerciale da Roncoduro di Pianiga-Dolo a Villabona o sul Passante a Spinea deviandola sui comuni di Mira, Spinea e Venezia. «Bisogna che i sindaci della Riviera e del Miranese», ha detto il sindaco Gottardo, «prendano una posizione comune sulla questione della Romea Commerciale. Non è vero che sono favorevole a spostare l’opera da un territorio ad un altro, credo invece che i sindaci del comprensorio debbano agire di concerto per poter fermare l’opera prima dell’arrivo in Riviera. L’opera può essere fermata negli ultimi 20 chilometri e poi deviata sulla A13 Padova – Bologna».

Insomma va fermata o a Codevigo o a Cavarzere. Tre infatti sono le ipotesi attuali di innesto: l’ingresso a Roncoduro, sul Passante, o l’inserimento in A4 con uno svincolo a Villabona, in connessione con la tangenziale di Mestre o infine sul Passante a Spinea.

Mattia Donadel consigliere a Mira della lista “Mira Fuori del Comune” ha spiegato l’inutilità dell’opera partendo da un calo del traffico di quasi il 30 % sull’ attuale Romea.

«Quale è il senso di un’opera così devastante», si è chiesto, «se era stata pensata per far defluire un traffico congestionato che congestionato non lo è più? Bisogna mettere in sicurezza l’attuale Romea e non puntare a creare una autostrada che devasterà mezza Italia. Contro quest’opera siamo pronti a lottare con tutti i mezzi a disposizione proteste clamorose comprese».

Ha concordato con i dati sul calo dei flussi di traffico il sindaco di Campagna Lupia Fabio Livieri e il collega di Camponogara Giampietro Menin ha chiesto di poter finalmente accedere al progetto e ha ribadito di non ritenere prioritaria questa realizzazione. Sulla stessa linea anche il sindaco di Mirano Maria Rosa Pavanello, che è preoccupata per le ricadute della nuova autostrada nel miranese.

Alessandro Abbadir

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Una strada lunga 396 chilometri da Mestre a Orte

MIRA- La Romea Commerciale è un’opera ala quale il Cipe ha dato il via libera (con prescrizioni) al progetto preliminare nei mesi scorsi . E’ un nuovo corridoio autostradale di 396 chilometri Nord- Sud in grado di collegare Mestre a Orte. Un’opera da 9,8 miliardi che sarà realizzata interamente in project financing. Il promotore è la cordata guidata dalla Gefip Holding del gruppo Bonsignore, proposta riconosciuta di pubblico interesse nel 2003 e poi via via modificata. Il nuovo preliminare aggiornato, con relativo piano finanziario, dovrà andare in gara, con la possibilità per altri soggetti privati di aggiudicarsi la concessione (49 anni) migliorando le condizioni a base d’asta. Ora, dopo l’approvazione da parte della Corte dei conti, ci sarà un bando internazionale entro aprile 2014 e in fine nel primo trimestre 2015 dovrà essere posta la prima pietra.

(a.ab.)

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CAVARZERE

Domani convegno degli ambientalisti contro il progetto

CAVARZERE – Tutti i motivi per dire no alla Romea Commerciale. Li illustreranno, domani sera, alle 21, a palazzo Danielato, gli esponenti dei comitati ambientalisti veneti, durante un’assemblea pubblica organizzata dal locale Comitato sviluppo e ambiente.

La “grande opera” che, sotto forma di autostrada a quattro corsie (più due per le emergenze), è destinata a soppiantare l’attuale statale Romea, avrà a Cavarzere un casello, attraverserà il territorio comunale da nord a sud, «passando a poche decine di metri dagli abitati di Grignella e Villaggio Busonera, nella zona di Piantazza – Madonne e a poche centinaia di metri dal capoluogo», con un rilevato stradale «alto dai 3 ai 10 metri tagliando in due l’intero comune».

I comitati ambientalisti di Cavarzere e Cona, vari cittadini e l’amministrazione comunale di Cona (ma non quella di Cavarzere) avevano, a suo tempo, presentato osservazioni al progetto preliminare, chiedendo che la Via prendesse in considerazione gli effetti sull’equilibrio idraulico della zona, sull’inquinamento atmosferico e sul paesaggio. Ma, lamentano ora gli ambientalisti, «nessuna di queste richieste è stata accolta».

Diego Degan

 

Gazzettino – Nuova Romea, Mira dice no

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20

feb

2014

MIRA – Nuova Romea Stop dal Consiglio

VIABILITA’ Il Consiglio comunale vota il documento del M5S contrario all’opera

Ma i sindaci vicini chiedono un tavolo per individuare una proposta condivisa

Mira dice «no» alla Nuova Romea votando a larga maggioranza il documento proposto da M5S e Mira Fuori del Comune contro il progetto Roma – Orte.

Dai sindaci della Riviera l’invito ad opporsi in maniera condivisa a qualsiasi tracciato sulla Riviera.

Affollato consiglio comunale straordinario ieri sera a Mira chiesto qualche mese fa dai consiglieri comunali di opposizione per discutere dell’autostrada Orte – Mestre o Nuova Romea, approvata dal Cipe, ed in particolare delle ipotesi di percorso del tratto finale che destano preoccupazione. Un’infrastruttura che potrebbe impattare pesantemente con il territorio comunale mirese e sulla Riviera come è stato ribadito più volte dai vari interventi ed in particolare dai rappresentanti di Legambiente (Fabrizio Destro) Cia e Opzione Zero che hanno anticipato la seduta esponendo uno striscione contro la Nuova Romea.

Al dibattito sono intervenuti i sindaci di Dolo, Maddalena Gottardo, che ha ribadito la sua opposizione a qualsiasi intervento su Dolo, di Camponogara Giampietro Menin, di Campagna Lupia Fabio Livieri, di Mirano Mariarosa Pavanello e il vicesindaco di Codevigo Nicolas Frison.

Unanime l’appello da parte dei primi cittadini di opporsi all’ultimo tratto della Nuova Romea e di collegare la nuova autostrada alle A13 all’altezza di Codevigo.

Ampio il dibattito che, oltre alle associazioni, ha coinvolto diversi consiglieri comunali di maggioranza e opposizione.

Tra questi il consigliere Andrea Pesce ha espresso preoccupazione per il fatto che «la Nuova Romea rischia di diventare una nuova Tav e la Riviera una Val di Susa».

Molto critico il consigliere di Fi Paolino D’Anna sul documento: «È strumentale parlare di cementificazione delle aree circostanti alla Nuova Romea perché una cosa è l’approvazione del progetto in sè, importante e necessaria, ed un’altra la gestione del territorio circostante che invece compete alle amministrazioni locali e alla Regione».

Il consigliere Roberto Marcato (Noi per Mira) ha sottolineato la necessità di puntare l’attenzione sulla difesa del territorio in modo condiviso come suggerito dai sindaci.

Critico invece il documento approvato a larga maggioranza che considera la Nuova Romea come un’opera estremamente impattante per il territorio, ma anche inutile rispetto al problema della pericolosità della statale Romea, e soprattutto insostenibile dal punto di vista economico.

«Chiediamo a Governo, Regione e Anas di ritirare il progetto – hanno chiesto M5S e Donadel – di avviare un tavolo di confronto con gli enti locali e con le forze sociali per individuare le migliori alternative. Per Mira quest’opera avrebbe ripercussioni inimmaginabili in termini di consumo del suolo, aumento dell’inquinamento atmosferico e acustico, del rischio idraulico e idrogeologico. Chiediamo – hanno sottolineato i consiglieri di Mira – di avviare immediatamente una serie di interventi per la messa in sicurezza della SS 309. Dobbiamo costruire un fronte unitario che respinga questo mostruoso progetto e che tra le alternative siano prese in considerazione la deviazione del traffico pesante della Romea verso l’autostrada A13 con eventuale potenziamento della stessa».

Luisa Giantin

 

Uniti contro la Romea commerciale. I sindaci della Riviera del Brenta e del Miranese, riuniti ieri in un consiglio comunale straordinario a Mira, sono compatti nel loro rifiuto: non vogliono che l’innesto si faccia a Roncoduro, anziché a Villabona e non vogliono «subire l’opera» il cui progetto preliminare ha ottenuto il via libera del Cipe a novembre.

Mattia Donadel, leader dei comitati ambientalisti «Opzione zero» e capogruppo in consiglio comunale della lista civica «Mira fuori dal Comune» ha presentato un ordine del giorno (appoggiato anche da M5S) per chiedere a Governo, Regione, Anas di ritirare il progetto, di avviare un tavolo di confronto con gli enti locali e con forze sociali per individuare «alternative migliori» e di passare immediatamente alla messa in sicurezza della attuale Statale 309.

Nessun cenno invece sulla variante proposta dalla Lega Nord in Provincia, cioè di deviare l’innesto a Oriago, perché «il problema non si risolve scaricando gli oneri su questo o quel Comune, ma solo costruendo un fronte unitario che respinga questo mostruoso progetto».

E i primi passi del fronte comune si vedono. I sindaci di Camponogara, Campagna Lupia, Dolo, Codevigo, Mirano e Spinea hanno espresso il loro secco «no» al progetto.

«Per la Romea passano 18 mila mezzi al giorno – dice il sindaco di Campagna Lupia Antonio Livieri – di cui metà sono veicoli locali che non hanno bisogno di un’autostrada. È un’opera che devasta il territorio. Per noi si deve fermare a Codevigo, con collegamento a Chioggia e A13 e un raddoppio dell’attuale Romea».

Idea che sposa anche il primo cittadino di Camponogara, Giampiero Menin.

Per Maria Maddalena Gottardo, sindaco di Dolo, l’opera non deve avere il suo innesto a Roncoduro, sede del vecchio casello della A4 e dove, secondo gli accordi, sarebbe dovuta arretrare la barriera di Villabona: «Serve un denominatore comune e l’unica arma che abbiamo sono i dati. Non consentirò nessun attraversamento nel territorio di Dolo».

E poi ci sono i Comuni di Mirano e Spinea, mai convocati ai tavoli delle trattative ma che sono interessati dalla nuova Romea commerciale più o meno direttamente. Come Spinea, che rischia dover cedere alla Orte-Mestre una parte di Crea, peraltro ai confini con Mirano. E con una ferita come quella del Passante ancora aperta, i sindaci non intendono offrire nuovamente il fianco.

«Non siamo mai stati tirati in ballo e ci opporremo – dice il sindaco di Mirano, Maria Rosa Pavanello – Roncoduro è improponibile, e il progetto della Romea Commerciale, così com’è, ci vede contrari».

Anche il vicesindaco di Codevigo, Nicolas Frison, chiede che si studi la soluzione migliore per tutto il territorio. «Per noi è importante risolvere un problema viario, Codevigo al momento è un nodo molto aggrovigliato. Ma non accetteremo soluzioni impattatanti».

Presenti in sala per ribadire la loro opposizione alla Orte-Mestre anche i rappresentanti dei comitati e della Confederazione italiana agricoltori (Cia).

Scettico il centrodestra di Mira sulle possibilità di chiedere il ritiro del progetto di un’opera già approvata in fase preliminare dal Cipe e inserita in legge obiettivo. «Le favole sono belle, ma si raccontano ai bambini – commenta Paolino D’anna – sappiamo tutti che la realtà sarà ben diversa».

di D.Tam.

 

MIRA «Chiediamo al futuro governo, alla Regione e all’Anas il ritiro del progetto della Romea Commerciale e la messa in sicurezza dell’attuale Romea. Il problema poi non si risolve come vuole la Lega Nord in provincia di Venezia scaricando gli oneri su questo o quel Comune, ma solo costruendo un fronte unitario che respinga questo mostruoso progetto».

A prendere questa posizione durissima contro la Romea Commerciale tout court alla vigilia del Consiglio comunale straordinario che si terrà stasera a Mira in municipio alle 19, sono congiuntamente i gruppi del Movimento 5 Stelle (maggioranza a Mira) e della lista Mira Fuori del Comune.

Il Consiglio comunale straordinario è stato convocato su richiesta dei gruppi di minoranza. Si parlerà dell’autostrada Orte – Mestre o Romea Commerciale, in particolare delle ipotesi di percorso del tratto finale che tanto destano preoccupazione, perché potrebbero venire a impattare pesantemente con il territorio comunale di Mira.

«Il gruppo Mira Fuori del Comune e il Movimento 5 Stelle presentano ordine del giorno congiunto- spiegano le forze politiche in una nota. Un documento puntuale e molto critico su un’opera considerata non solo estremamente impattante per il territorio, ma anche inutile rispetto al problema della pericolosità della statale Romea, e soprattutto insostenibile dal punto di vista economico.

Nell’ordine del giorno si chiede a Governo, Regione e Anas di ritirare il progetto; parallelamente si chiede agli stessi soggetti di avviare immediatamente una serie di interventi per la messa in sicurezza della Ss 309».

Al Consiglio sono stati invitati i sindaci dei Comuni di Venezia, Spinea, Dolo, Camponogara, Campagna Lupia e Codevigo, la presidente della Provincia Francesca Zaccariotto, l’assessore regionale alla Mobilità Renato Chisso e i consiglieri regionali Laroni, Pigozzo, Tesserin e Tiozzo.

Alessandro Abbadir

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