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CAMPONOGARA – Contrarietà totale alla Romea Commerciale, necessità di mettere in sicurezza l’attuale strada Romea e coinvolgimento di tutti i comuni italiani interessati dal progetto per condividere l’opposizione all’opera. Queste sono le decisioni prese all’unanimità dalla Conferenza dei sindaci della Riviera nella riunione di ieri a Camponogara.

Ad illustrare questa decisiva evoluzione contro il progetto è il presidente, Gianpietro Menin. «La cosa più importante è l’unanimità dei sindaci totalmente contro la Romea Commerciale – spiega – poi abbiamo concordato che la vera alternativa è la messa in sicurezza dell’attuale strada Romea. Su questo argomento sarà formato un gruppo di studio fatto da alcuni comuni per vedere le possibilità di intervento di messa in sicurezza della Romea nei vari territori».

I sindaci rivieraschi vogliono poi coinvolgere gli altri Comuni interessati dal progetto della Romea Commerciale. «Interpelleremo i 48 Comuni interessati, da Orte a Mestre, attraverso un documento condiviso oltre che da questi anche dai Comuni che ne trarranno le conseguenze o che sono contrari all’infrastruttura».

Il Comune di Dolo presenterà poi un ordine del giorno, simile a quello approvato a Mira, contro la Romea Commerciale. «Lo condivideremo con i gruppi consiliari e lo voteremo spero all’unanimità – dice il sindaco Maddalena Gottardo – il documento sarà contrario alla Romea Commerciale, a favore della messa in sicurezza dell’attuale Romea e chiederà progetti di mobilità alternativa via acqua e ferrovia».

Il documento sarà poi portato in Conferenza dei Sindaci e adottato anche dagli altri Consigli comunali.

(g.pir.)

 

Gazzettino – Mira. “Vecchie idrovore, ora basta”

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4

mar

2014

MIRA – Summit in municipio dopo gli allagamenti di domenica a Oriago

Claut: «Veritas parta col nuovo impianto, è diventato una priorità»

Costerà circa 120mila euro il “salvagente” del Lusore

«L’impianto di sollevamento sul Lusore in via Ghebba è diventata una priorità: abbiamo sollecitato Veritas a dare esecutività al progetto, costerà circa 120 mila euro».

Il giorno dopo il black out di una delle due idrovore sul canale Lusore all’altezza di via Ghebba a Oriago si fa il punto sulla situazione.

«Purtroppo quelle due idrovore sono obsolete – ha spiegato l’assessore ai Lavori Pubblici di Mira Luciano Claut – ed era già in progetto di sostituirle, solo che non avevamo previsto tempi così stretti».

Ieri mattina si è svolta in tutta fretta una riunione in municipio a Mira per valutare la situazione delle due idrovore sul canale Lusore in via Ghebba a Oriago. Da qualche tempo infatti le due pompe non funzionano molto bene, nei momenti di emergenza si bloccano e sia ad inizio febbraio che tra sabato e domenica scorsa i Vigili del Fuoco e la Protezione Civile sono dovuti intervenire con delle pompe mobili per dare supporto a quelle obsolete e difettose. L’altra notte, nonostante l’allerta maltempo fosse classificata come «ordinaria», il livello del canale Lusore è salito abbondantemente ed una pompa non ha proprio voluto saperne di funzionale. Alcuni scantinati nella laterali di via Ghebba, in via Liguria e via Lusore sono stati allagati.

Il sindaco Alvise Maniero, durante un sopralluogo era stato chiaro: «qui serve un intervento radicale come quello sul Serraglio di qualche mese fa, con nuove pompe più potenti, e alcune decine di migliaia di euro».

Il progetto preliminare per un nuovo impianto di sollevamento che andasse a sostituire le due pompe esiste dal 2011. «Infatti – ha spiegato l’assessore Claut – la convenzione con Veritas, incaricata di realizzarlo, c’è già ed oggi (ieri ndr) in conferenza di servizi abbiamo dato un carattere di priorità all’esecuzione del progetto che prevede un intervento di circa 120 mila euro. Il Comune ha già previsto l’impegno di spesa per quanto di sua competenza, circa due terzi dell’importo complessivo, mentre il resto spetta a Veritas».

Luisa Giantin

 

Nuova Venezia – Sconti al casello, ecco quanto si paga

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1

mar

2014

 

Prima settimana di agevolazioni: per i pendolari resta il rebus tra l’abbonamento nazionale e quello proposto da Cav

MIRANO – Due abbonamenti, quattro alternative. “Pezo el tacon del sbrego” è il commento più ricorrente dalle parti di Mirano, dove l’accavallarsi di agevolazioni e abbonamenti dopo il salasso storico ai caselli autostradali assume i contorni di un pasticcio in piena regola.

Cos’è successo? In pratica da martedì sono entrare in vigore le agevolazioni per i pendolari autostradali previste dall’accordo tra il Ministero dei trasporti presieduto da Maurizio Lupi e le concessionarie autostradali aderenti all’Aiscat. È prevista un’agevolazione sul pedaggio autostradale fino al 20% per i pendolari che usufruiscono del servizio Telepass per un tratto non superiore a 50 chilometri. Origine e destinazione fissa vanno dichiarate al momento della richiesta di agevolazione (come è ben spiegato su www.cavspa.it). La novità riguarda diversi tratti autostradali italiani.

Tra Mestre e Padova est, dove maggiori sono stati gli aumenti a inizio anno, l’abbonamento abbasserà la tariffa dai 2,80 euro fissati dal 1° gennaio a 2,24. Attenzione però: perché ai residenti di Mirano, Dolo, Mira, Spinea e Pianiga era già stata offerta un’agevolazione-sconto dopo gli aumenti di inizio anno. Attraverso un contratto Telepass Familiy e con almeno 20 transiti in un mese sulla tratta Padova est-Mirano Dolo, si ha diritto, infatti, alla riduzione del pedaggio pari al 40%, pagando 1,70 invece i 2,80 previsti.

Prima considerazione: conviene l’abbonamento pendolari voluto dal ministro Lupi e in vigore dal 25 febbraio o l’agevolazione per i pendolari proposta da Cav dal 1° gennaio?

Verrebbe da dire la seconda, in realtà nessuna delle due. Per un semplice motivo: al casello di Mirano-Dolo conviene pur sempre quello sul Passante di Spinea, località Crea. Che si può imboccare percorrendo una manciata di chilometri in più di viabilità provinciale, ma che offre tariffe più vantaggiose a parità di chilometri percorsi. Con lo sconto del 20% dell’accordo Ministero-Aiscat, infatti, un pendolare verrà a pagare 1,28 euro anziché l’1,60 senza agevolazione previsto per la tratta Spinea-Padova est.

In pratica l’abbonamento nazionale conviene solo imboccando l’autostrada a Spinea, quello di Cav mai.

Un pendolare miranese-tipo che effettui la tratta da casa a Padova tutti i giorni per lavoro, se entra in A57 a Mirano spende comunque almeno 1,70 euro (con sconto Cav), in A4 a Spinea non ne spenderà più di 1,60. E con sconto nazionale addirittura solo 1,28. In conclusione: nell’uno o nell’altro caso il pendolare deve sottoscrivere un contratto Telepass, poi fatti due conti, scoprirà che il casello di Spinea è più conveniente.

Terzo, tutti i pendolari abbandoneranno pian piano il tanto sbandierato abbonamento di Cav lanciato a inizio anno per smorzare le proteste contro il salasso del 2014, per il solo fatto che quello nazionale (da Spinea) dà diritto a uno sconto maggiore. In definitiva Spinea resterà il casello preferito dai pendolari, con conseguente aumento del traffico attorno alla barriera di Crea e sulla viabilità ordinaria.

Filippo de Gaspari

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Gei (ponte del dolo)

DOLO «Proprio quando emerge prepotentemente la contrarietà, non solo dei comitati, ma di tutti i sindaci interessati, a prescindere dal loro schieramento, a chi giova la discussione che c’è stata in Provincia sul percorso della Romea Commerciale?».

Se lo chiede Giorgio Gei, capogruppo del Ponte del Dolo, che commenta le diverse posizioni emerse tra i vari gruppi consiliari provinciali sull’innesto della Romea Commerciale.

«Alcuni gruppi consiliari si sentono in dovere di ribadire che la Romea deve arrivare a Roncoduro», puntualizza Gei, «incuranti della devastazione che quest’opera porterà alla Riviera. Si conferma ancora una volta, come già accaduto per l’ospedale di Dolo, la pochezza politica della Riviera costretta a subire una trasversalità di intenti che la pongono sempre in inferiorità».

Infine lancia un appello. «I sindaci devono farsi carico della tutela dei loro cittadini» conclude «Il sentire comune si è espresso nel Consiglio di Mira: tutto questo si tramuti al più presto in iniziativa politica e i cittadini li seguiranno».

(g.pir.)

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delegazione in visita a Mira

MIRA «Vogliamo fare della stazione di Porta Ovest un punto di snodo in cui lasciare l’auto per un accesso privilegiato a Venezia attraverso la ferrovia, per iniziare a percorrere la Riviera o il graticolato romano in bicicletta. Puntiamo alla realizzazione di un percorso in battello dalla Riviera a Venezia, con imbarchi e soste a Mira Porte, Oriago e Malcontenta. E inoltre stiamo lavorando con la Provincia e l’Istituto Regionale Ville Venete per offrire un circuito di ville che possano essere oltre che opportunità di visita al turista, anche luoghi ideali per eventi o vere e proprie esposizioni per gli operatori economici».

Questi progetti illlustrati ieri a Mira da Laura Fincato, presidente delegato del Comitato Expo Venezia, in vista dell’Expo 2015 di Milano.

«Expo 2015 sarà la grande opportunità da cogliere» ha osservato l’onorevole Fincato «per far conoscere e apprezzare la ricchezza di un territorio fatto di storia, cultura, arte, capacità produttiva, ospitalità. Sarebbe sciocco pensare di partecipare all’Expo portando a Milano le immagini delle nostre eccellenze, quando possiamo invece esporre concretamente il nostro territorio attirando qui il flusso di turisti italiani e stranieri che arriveranno in quei mesi. Per far visitare non solo la Venezia di sempre, ma anche un’altra Venezia che include un’area più vasta».

Una opportunità quindi di rilancio economico per il territorio, se saprà attirare una quota importante dei circa 20 milioni di visitatori che si prevede possano arrivare a Milano.

«Ma si dovrà soprattutto fare squadra» conclude Fincato «armonizzando e mettendo in sintonia i progetti per creare un percorso di visita che possa offrire proposte per tutta la durata della manifestazione».

(a.ab.)

 

Gazzettino – Riviera. Circuito di ville per l’Expo.

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28

feb

2014

MIRA – Il delegato Laura Fincato ha illustrato il masterplan agli amministratori locali

Tra i progetti l’uso del mega parcheggio e escursioni sul Brenta

Per l’Expo 2015 Mira punta a valorizzare le risorse ambientali e paesaggistiche riscoprendo anche quelle zone, come la Stazione Porta Ovest, dimenticate, ma che potrebbero diventare un’opportunità di rilancio del territorio. Ieri nella sala consiliare del Comune l’onorevole Laura Fincato, presidente delegato del Comitato Expo Venezia, ha presentato il master plan delle iniziative che coinvolgeranno l’area veneziana. Presenti all’incontro, oltre al vicesindaco di Mira con delega a Turismo e Cultura Nicola Crivellaro, l’assessore all’Urbanistica Luciano Claut, gli assessori alle attività produttive di Stra Andrea Bedon e di Vigonovo Franco Doro ed il vicedirettore di Confcommercio Francesco Antonich con i rappresentanti territoriali di Ascom Riviera.

«Sarebbe sciocco – ha sottolineato la Fincato – pensare di partecipare all’Expo 2015 portando a Milano le immagini delle nostre eccellenze. Meglio attirare qui il flusso di turisti italiani e stranieri che arriveranno in quei mesi. Far visitare Venezia ma anche l’area più vasta e metropolitana sul tema dell’acqua spaziando dalla laguna al delta del Po, dalle valli da pesca al parco del Sile, includendo le terme e le bonifiche rappresenta un’opportunità di rilancio economico».

Venezia e la Riviera puntano ad attirare una quota importante dei circa 20 milioni di visitatori previsto per l’Expo 2015 di Milano. Per Mira l’appuntamento significa proporre quei progetti ai quali l’amministrazione comunale sta lavorando da tempo, come la Stazione Porta Ovest, un parcheggio da 500 posti auto praticamente abbandonato.

«La Stazione sarebbe un punto di accesso privilegiato a Venezia – ha spiegato Crivellaro – attraverso la ferrovia, ma il nostro obiettivo è di valorizzare anche la percorrenza della Riviera o del graticolato romano in bicicletta. Altro progetto riguarda la realizzazione di un percorso in battello dalla Riviera a Venezia, con imbarchi e soste a Mira Porte, Oriago e Malcontenta. E inoltre – ha concluso Crivellaro – stiamo lavorando con la Provincia e l’Istituto Regionale Ville Venete per offrire un circuito di ville nel territorio comunale che possano essere oltre che opportunità di visita al turista, anche luoghi ideali per eventi o esposizioni per gli operatori economici».

 

Comunicato stampa Comitato Opzione Zero 26/02/2014

Orte-Mestre: DOVE STA LA DEMOCRAZIA?

Un’informazione corretta e libera non può negare il diritto di replica alle false e gravi accuse rivolte ai cittadini che, nel pieno del loro diritto, hanno partecipato al convegno pubblico di Adria di sabato scorso sulla Orte-Mestre. Riteniamo gravissimo il livore e i toni intimidatori delle dichiarazioni apparse su alcuni media, da parte dei “sostenitori” dell’opera.

I cittadini e le associazioni presenti hanno preso liberamente posto e parola, in modo del tutto civile e pacifico, in una delle poche occasioni pubbliche in cui le corporazioni politico-affaristiche escono dai loro palazzi. Giacché gli spazi di partecipazione democratica non esistono o sono di fatto spazi propagandistici privati blindati, dove proprio il confronto viene negato.

Nessuno è stato offeso o zittito. Tutt’altro, su esplicito invito a rimanere ad ascoltare e a confrontarsi con la società civile – stanca di essere ignorata, esclusa dalle scelte e succube di decisioni calate dall’alto sul proprio territorio e sulle proprie vite – come sempre hanno preferito sottrarsi e fare orecchie da mercante.

Chi parla tendenziosamente di irruzione o di indebita occupazione è palesemente a digiuno dei più elementari criteri di democrazia ed abituato all’aggressività e all’arroganza che prende forma nell’imposizione di opere che i territori, quando sono debitamente informati nel merito, rifiutano.

Non a caso, la settimana scorsa l’amministrazione del Comune di Mira (VE) ha votato un ordine del giorno (in allegato) che chiede il ritiro in blocco del progetto Orte-Mestre e l’immediata messa in sicurezza della SS 309 Romea e della E45, sulle cui vittime si sta speculando da oltre 20 anni per “vendere” la nuova autostrada. Dello stesso orientamento altre amministrazioni del veneziano: Dolo, Codevigo, Campagna Lupia, Camponogara, Mirano, Spinea e Venezia si preparano a discutere odg e mozioni in tal senso.

La campagna di opposizione alla Orte-Mestre è solo all’inizio, ma già lo schieramento contrario si sta ampliando e radicando in modo esponenziale: i dati reali e le trappole sottaciute di quest’opera, che vanno dai flussi di traffico irrisori all’uso privatistico del project financing, ne dimostrano tutta l’insostenibilità per i territori, per gli abitanti e per le casse pubbliche. Contestare un’opera anacronistica, inutile e devastante, sulla quale sono in preparazione i ricorsi, fa ancora parte dei nostri diritti e definirli vergognosi è un insulto alla stessa Costituzione.

CLICCARE QUI PER LEGGERE L’ORDINE DEL GIORNO DEL COMUNE DI MIRA

 

Gazzettino – Nuova Romea, addio innesto a Oriago

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26

feb

2014

GRANDI OPERE – In Provincia l’esame delle soluzioni alternative al tracciato

TRACCIATO – Il progetto originario della Nuova Romea prevede l’attraversamento della Riviera da Lughetto a Roncoduro

Tramonta, forse definitivamente, la variante che prevede l’innesto della nuova autostrada allo svincolo di Mira-Oriago, resta in piedi il tracciato principale, quello che attraversa la Riviera del Brenta in trincea per collegarsi alla A4 all’altezza di Roncoduro, dove si innesta la A57.

È proseguito ieri in Provincia l’esame del tracciato “veneziano” della Mestre-Orte dopo l’approvazione da parte del Cipe del progetto preliminare.

Nella riunione della Terza commissione sono stati presi in esami il tracciato A, quello che da Lughetto prevede l’attraversamento della Riviera in direzione Nordovest fino alla connessione con la A4 a Roncoduro. Un tracciato avversato dai residenti ma che, come rilevato dal consigliere Marco Benozzi (Gruppo misto, ex Idv) «ha avuto il principale riscontro tecnico e politico».

Il piano B, che da Lughetto procede verso Nordest attraversando il territorio di Mira fino a ricongiungersi con la rotatoria del casello di Oriago, sembra invece superato per l’opposizione dei Comuni di Venezia e Mira, dato che andrebbe a congestionare la Tangenziale appena “liberata” dal Passante di Mestre.

Ma in piedi c’è anche l’opzione B1, formalizzata dalla Lega Nord con una mozione, che prolunga il tracciato B da Oriago verso Spinea, per connettersi al Passante all’altezza del casello di Spinea. Qui è il Pd a impuntarsi: il consigliere Lionello Pellizzer ha chiesto di ritirare la mozione «al fine di migliorarne l’impatto su territorio e la funzionalità stessa».

Un percorso che richiede tempo, con il coinvolgimento di Comuni e residenti, e che potrebbe finire per favorire l’iter del progetto originario, che in Riviera del Brenta nessuno vuole. Per questo la Lega, dopo aver tentato senza successo di coinvolgere l’Anas, ha già trasmesso la propria proposta alla Regione sperando di ottenere maggiori risultati.

(a.fra.)

 

DOLO – I gruppi consigliari Pd e Pdl in Provincia bocciano la proposta della Lega Nord di innesto della Romea Commerciale sul Passante, preferendo quello a Roncoduro.

Il Pd con il consigliere Lionello Pellizzer chiede alla Lega il ritiro della mozione a favore dell’innesto a Villabona.

È l’esito della commissione provinciale con l’illustrazione delle varianti di progetto A e B dell’Autostrada Civitavecchia-Orte-Mestre (Romea).

Nel dettaglio il tracciato A da Lughetto si biforca verso nord ovest passando in galleria sotto la Riviera del Brenta arrivando a Roncoduro; il tracciato B va verso nord est, passando a ovest di Forte Tron, e si connette con la tangenziale di Mestre prima della barriera di Villabona.

«La Lega», spiega Pellizzer, «ha presentato una mozione a sostegno di una proposta di modifica del “tracciato B”, redatto da alcuni professionisti di Dolo e sponsorizzato dal sindaco leghista di Dolo, Gottardo. In sede di presentazione della proposta il gruppo del Pd aveva abbandonato la commissione, contestando al presidente leghista il metodo sbagliato di trattare un tema tanto delicato. Constato inoltre il grande allarme, destato da questa mozione in alcuni Comuni come Mira e Spinea, il Gruppo Pd ne ha chiesto il ritiro».

La Lega però resta sulla sua posizione e porta la proposta all’aula con il rischio che Pd e Pdl la boccino.

«La mozione», dice il consigliere leghista Michel Valerio, «è già stata trasmessa al Consiglio per la discussione. Ribadisco che per l’analisi dei tracciati A e B era stata sentita l’ Anas che aveva invitato a contattare il Ministero competente; la nostra richiesta non ha avuto alcun riscontro; per questo si è ritenuto di procedere ugualmente con la mozione».

(a.ab.)

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MIRA «Siamo a favore della soluzione del completamento dell’idrovia Padova-Venezia, a patto che sia compiuto uno studio di impatto ambientale e idraulico dettagliato sulle conseguenze dell’opera in laguna.

Siamo contrari invece all’idea di realizzare un canale scolmatore, che lascerebbe la possibilità di costruire una strada accanto al sedime idroviario».

A prendere posizione è il presidente di Opzione Zero e consigliere del gruppo Mira Fuori del Comune, Mattia Donadel.

L’idrovia Padova-Venezia completata sarà lunga circa 28 chilometri. Il Genio Civile recentemente ha prospettato tre soluzioni.

La prima del costo di 100 milioni, prevede un canale scolmatore.

La seconda soluzione, la costruzione di un canale navigabile di classe quinta (cioè largo dai 40 metri in sù), costerebbe complessivamente 320 milioni di euro e permetterebbe il transito di chiatte di navigazione di standard europeo.

La soluzione più completa del canale navigabile di “classe quinta super” prevede anche moli e attracchi ad hoc.

«Vanno messe insieme e ponderate nel realizzare l’opera le posizioni di tutti i territori», spiega Donadel, «C’è il rischio, infatti, che con l’idrovia si interri un chilometro e mezzo di laguna dalla foce, con i detriti in arrivo da Padova e Vicenza. Vanno poi valutati gli aspetti di intersezione idraulica con gli altri canali come il Novissimo».

Senza riserve per il completamento dell’Idrovia, il comitato Brenta Sicuro.

(a.ab.)

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