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BORBIAGO – Vertice in Regione lunedì 23dicembre fra il sindaco di Mira Alvise Maniero e l’assessore ai Trasporti regionale Renato Chisso per il sottopasso ciclopedonale di Borbiago.

«Lo studio per il sottopasso lato nord illustrato per conto di Veneto strade dall’ingegner Giovanni Carraro – spiega Davide Moressa per i comitati che si sono battuti per il sottopasso – ha confermato la fattibilità dell’opera».

L’opera, se realizzata, aprirebbe collegamenti usando anche gli argini.

«Il sindaco Maniero – dice Moressa – assecondando l’insistenza del nostro comitato ha richiesto e ottenuto la scorsa settimana un incontro con Chisso per fondi e tempi. Il sottopasso infatti costerebbe circa 1.400.000 euro. Chisso ha risposto subito e ha convocato il sindaco in Regione per il 23 dicembre.

Non mancano però le critiche alla Regione.

«Resta il rammarico– dice Moressa – che la soluzione del sottopasso, ora fattibile, non sia stata seriamente studiata nel 2006 quando si aveva tutto il tempo per poterla inserire tra le opere complementari al Passante. Nel frattempo, ci ritroveremo tra 1 mese quando aprirà la bretella Oriago Sr11-Casello Mira-Oriago , un pericolosissimo attraversamento a raso con 10.000 veicoli al giorno».

(a.ab.)

 

Nuova Venezia – Treni, ritardi di un’ora e soppressioni

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21

dic

2013

orario cadenzato

Mattinata di caos ieri sulla tratta Venezia-Portogruaro per guasti sulla linea.

Volantinaggio a San Donà. Proteste a Quarto

QUARTO D’ALTINO – Ritardi fino a trequarti d’ora e soppressioni, ieri mattina, sulla linea ferroviaria Venezia-Portogruaro, nel giorno in cui i pendolari hanno attuato un volantinaggio alla stazione ferroviaria di San Donà. Un presidio che comitati e amministratori locali hanno intenzione di replicare anche nelle altre fermate della tratta per tenere alta l’attenzione sui problemi dell’orario cadenzato. Ieri i pendolari del Sandonatese e di Quarto d’Altino hanno vissuto un venerdì mattina da dimenticare, con ritardi e soppressioni in piena fascia di punta, che hanno avuto inizio, secondo quanto si è appreso, a causa di un guasto a un treno. I problemi sono iniziati poco prima delle 7, con un convoglio soppresso e ritardi che hanno coinvolto almeno altri tre convogli, con punte di quasi 45 minuti per il Regionale 11110 Portogruaro-Venezia. Le ripercussioni sono proseguite poi fino a mattinata inoltrata. Mentre si consumavano i disagi, un gruppo di volontari del Comitato Pendolari del Veneto Orientale ha attuato un volantinaggio alla stazione di San Donà, per invitare i viaggiatori a segnalare come l’orario cadenzato abbia inciso sulla loro vita lavorativa. Al presidio ha aderito l’amministrazione comunale di San Donà. A distribuire i volantini sono arrivati anche l’assessore ai trasporti Francesca Zottis e il consigliere comunale di maggioranza Daniele Terzariol, peraltro lui stesso pendolare.

«È evidente l’incapacità dell’assessore Chisso nel gestire la situazione, così come la scelta della giunta Zaia di puntare esclusivamente sulle infrastrutture stradali a discapito del trasporto locale», ha attaccato Terzariol, «per l’ennesima volta chiediamo a gran voce di essere ascoltati sia in qualità di amministratori, sia di pendolari. Una categoria, quest’ultima, per nulla tutelata nonostante i grandi proclami e le promesse che si sono susseguite negli anni».

Intanto ieri le organizzazioni sindacali regionali dei trasporti hanno incontrato i vertici della Direzione regionale passeggeri di Trenitalia per una prima verifica sull’andamento dell’orario. Trenitalia ha spiegato che, nonostante la complessità tecniche e le condizioni meteo legate al gelo, il sistema ha risposto positivamente alle modifiche introdotte.

«La società ha fatto presente che la situazione si sta stabilizzando con il dato positivo grazie al lavoro professionale e al tanto impegno della maggioranza dei ferrovieri», riferisce una nota della Filt Cgil, «si deve convenire sul fatto che sono stati incrementati i treni dal lunedì al venerdì di circa 200 al giorno. Questo nulla toglie alle criticità che abbiamo segnalato riguardo i treni del primo mattino, della sera e del sabato e domenica, che devono essere ripristinati».

In tal senso, l’impegno pattuito con la Regione è di lavorare su alcune possibili modifiche già da gennaio. Per questo la Filt Cgil invita a mandare segnalazioni mirate all’indirizzo istituito dalla Regione: nuovorariocadenzato@treniveneto.it

Giovanni Monforte

 

«Qui rischiamo di non andare a lavorare» Grido d’allarme di una infermiera di Mira

MIRA – «I servizi ferroviari sulla linea Mestre – Padova? Centinaia di utenti, a causa dei tagli indiscriminati fatti alle corse nell’ultimo periodo rischiano di non raggiungere il posto di lavoro».

A dirlo è Enrica.C infermiera professionale che ogni giorno da Mira va a lavorare in un ospedale veneziano. Enrica rappresenta un gruppo di persone esasperate dai tagli delle corse dei treni che sono state fatte in questo periodo.

«Perché», si chiede la donna, «è stata tagliata la corsa delle 5.55 con l’orario cadenzato, da Marano fino a Venezia? Perché le corse del primo mattino sono state soppresse alla domenica e limitate il sabato? Non sa la Regione che noi lavoriamo anche nei giorni festivi e nel periodo natalizio ?. In queste condizioni solo in Riviera siamo almeno una quarantina».

Molti utenti della Riviera del Brenta hanno scelto il treno perché finora si era rivelato una scelta comoda in grado di evitare i congestionamenti del traffico legati all’autobus.

«Ci sono comodi e ampi parcheggi», conclude per gli utenti l’infermiera, «dove posteggiare l’auto ed evitare così di congestionare e inquinare i centri urbani».

(a.ab.)

 

DOLO. COMMISSIONE DELL’OSPEDALE

DOLO – Vincenzo Crisafi, Paolo Menegazzo e Giorgio Gei hanno lasciato la commissione per la tutela dell’ospedale di Dolo. L’annuncio è stato fatto ieri durante il consiglio comunale di Dolo. La commissione, formatasi il 24 aprile, in questi mesi ha lavorato per la difesa delle strutture del plesso ospedaliero dolese. Avevano anche proposto delle modifiche alle schede ospedaliere come l’ampliamento della Chirurgia h24 per sette giorni alla settimana e l’apicalità del pronto soccorso oltre Dolo diventasse polo di medicina sperimentale di territorio.

«Abbiamo fornito al sindaco Gottardo un supporto nella questione ospedale», spiegano, «trovando anche una comune posizione istituzionale sul tema».

Vengono illustrati i motivi che hanno portato a lasciare la commissione e vengono lanciate critiche alla Regione. «Ritenevamo di poter interloquire con chi a livello regionale stava gettando le basi per il futuro della sanità in Riviera, ma non è stato possibile. La Regione è stata e continua ad essere sorda e ostinata nella sua scelta, senza motivarla e senza alcuna disponibilità alla discussione. Riteniamo pertanto che il nostro ruolo istituzionale si fermi qui. Ciascuno di noi si riassume le proprie libertà di azione e deciderà le modalità di intervento sulla questione».

Sempre in tema di sanità il sindaco Maddalena Gottardo ha annunciato novità sul distretto sanitario. «Dopo aver avuto il nullaosta dal ministero per l’utilizzo dell’ex Tribunale, ho incontrato il presidente Toppan ed a breve otterremo il via libera anche del Tribunale di Venezia. Nel frattempo ho chiesto al presidente della conferenza dei sindaci di convocare una riunione dei sindaci per far partire l’iter per lo spostamento del distretto da Mira a Dolo».

Giacomo Piran

 

Gazzettino – Dolo. Distretto sanitario piu’ vicino

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20

dic

2013

DOLO – La sindaca: «Mira non è in grado di soddisfare le condizioni per mantenerlo»

Gottardo incassa il via libera del presidente Toppan al trasferimento nell’ex tribunale

DISPONIBILE – L’edificio dell’ex tribunale a Dolo. Il sindaco vuole trasferirvi il distretto sanitario

L’iter per portare il Distretto sanitario a Dolo incassa il secondo ok. Lo ha rivelato la sindaca Maria Maddalena Gottardo nel corso del Consiglio comunale di ieri. Dopo la lettera del Ministero della Giustizia pervenuta il 28 novembre scorso, con la quale era stato autorizzato il cambiamento d’uso dell’ex Tribunale, arriva il via libera del presidente del Tribunale di Venezia Arturo Toppan: «Venerdì della scorsa settimana sono stata ricevuta da Toppan – ha dichiarato Gottardo – e mi ha assicurato che concederà il nulla osta sul cambiamento d’uso. Proseguirò nell’intento di portare il distretto a Dolo: appena arriverà per iscritto il nulla osta del presidente del Tribunale, invierò un’istanza al presidente della Conferenza dei sindaci, confidando nel ricevere il parere di conformità per dare attuazione al trasferimento».

A chi l’ha accusata di scippare il Distretto a Mira, la sindaca replica: «Quando ho capito che non c’erano le condizioni per conservare il tribunale a Dolo mi sono mossa per capire se c’era l’opportunità di poter utilizzare i locali per altri servizi. Constata la difficoltà di Mira di soddisfare le esigenze richieste per mantenere il distretto, mi sono mossa. Credo che offrire alla cittadinanza un servizio adeguato, sicuro e nel rispetto della privacy sia un dovere di ogni sindaco»”.

Intanto il gruppo di lavoro costituito all’interno del Consiglio comunale per l’ospedale di Dolo ha rassegnato le dimissioni. Vincenzo Crisafi, Giorgio Gei e Paolo Menegazzo hanno espresso il loro rammarico:

«Il confronto fra noi ci ha portato ad esprimere una posizione istituzionale comune e ritenevamo di poter interloquire con chi a livello regionale stava gettando le basi per il futuro della sanità. Non è stato possibile. Il nostro ruolo istituzionale si fermai qui e sarà la politica, anche con le sue asprezze dialettiche e con le modalità di lotta anche divergenti a dover riprendere la parola».

Sul fronte sanità la sindaca ha affermato che nei giorni scorsi aveva avuto assicurazione in Regione che due punti ritenuti essenziali sarebbero stati aggiustati dalla Giunta prima di fine anno, cioè l’apicalità del pronto soccorso e la chirurgia aperta sette giorni su sette. Ma sino a ieri nessuna conferma è arrivata.

Lino Perini

 

 

In Riviera sono almeno cinque i raggruppamenti organizzati: «Siamo stanchi di razzie, vogliamo dare un segnale»

MIRA. Sorgono spontaneamente in Riviera gruppi di vigilanza di vicinato da parte di cittadini, che ogni sera controllano fino a tarda ora le strade per evitare i raid di bande di predoni che razziano tutto. La denuncia arriva dai sindaci della Riviera, preoccupati per la brutta piega che potrebbe derivare da azioni sconsiderate di autodifesa o “giustizia fai da te”,

I gruppi attivi sarebbero attualmente almeno cinque, sparsi fra Mira, Compagna Lupia, Camponogara e Campolongo. E proprio contro questi gruppi martedì sera, intervenendo al consiglio comunale di Martellago, ha tuonato il prefetto Domenico Cuttaia.

«I cittadini – spiega Fabio Livieri, sindaco di Campagna Lupia e presidente della Conferenza dei sindaci dell’Asl 13 – nel mio comune si sono organizzati in gruppi di autodifesa. Sono molto attivi nella frazione di Lova e anche a Campagna Lupia capoluogo. Sono gruppi di 10-15 persone che perlustrano il territorio e avvisano le forze dell’ordine in caso di movimenti sospetti. In un caso sono riusciti anche ad aiutare i carabinieri a fermare una banda di ladri pronta ad entrare in azione con arnesi da scasso. Ho anche incontrato i cittadini che partecipano a questi gruppi e mi hanno assicurato che la loro funzione è quella di collaborare con le forze dell’ordine. Nessuno gira per le strade armato».

I primi a partire con questa esperienza erano stati a Mira ad agosto un gruppo di residenti della zona di via Molin Rotto a Gambarare. In estate quasi metà delle abitazioni erano state razziate. Per questo si era costituito un gruppo di vigilanza di vicinato. Forme ibride di impegno civico e autotutela. «Abbiamo voluto dare – spiega Denis Gennari, fra i promotori– un segnale ben preciso. La gente è stanca di continue razzie. Non ci facciamo giustizia, ci mancherebbe. Di notte e di giorno siamo pronti a fornire utili indicazioni ai carabinieri e vigili per acciuffare i ladri». Anche a Camponogara la situazione è molto tesa. «Ogni giorno o quasi – dice il sindaco Giampietro Menin – ricevo segnalazioni di furti e tentativi di furti. Molte persone mi confessano tutta la loro rabbia, ma ho sempre consigliato loro di rivolgersi ai carabinieri e non pensare a farsi giustizia da sè». Un gruppo di controllo di vicinato è sorto a Camponogara nella frazione di Calcroci. Un altro gruppo è poi a Liettoli di Campolongo.

A Vigonovo il sindaco Damiano Zecchinato ammette che i furti in questi ultimi tempi sono davvero tanti. «Finora gruppi di autodifesa o vigilanza – dice Zecchinato – non se ne sono formati. Tante persone però sono esasperate e non mi meraviglierei se qualcuno prima o poi volesse cominciare a difendersi da sé». Infine Dolo. «Gruppi di autodifesa al momento non ce ne sono – dice il sindaco Maria Maddalena Gottardo – Certo non li condannerei, ma per fortuna grazie alla massiccia presenza di militari della locale tenenza il territorio è fortemente presidiato. È importante comunque lasciare illuminate di notte sia le strade del centro che delle frazioni».

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il richiamo del prefetto

«No alla giustizia fai da te contate sulle forze dell’ordine»

VENEZIA. Lo ha ribadito il prefetto di Venezia Domenico Cuttaia nel Consiglio comunale straordinario dell’altro ieri a Martellago: niente ronde, niente giustizia fai da te ma i cittadini collaborino con le forze dell’ordine. Il monito è stato lanciato dopo che nei giorni scorsi, alcuni cittadini in assemblea si era detti disposti ad affrontare i malviventi per difendere le proprie case o attività.

«C’è il pericolo di depotenziare le forze dell’ordine e prendersi dei rischi» aveva avvertito Cuttaia parlando davanti a 150 persone, chiedendo di avere fiducia nel lavoro di polizia e carabinieri. Un residente presente in sala, aveva anche chiesto di tornare ai posti di blocco, che potrebbero rendere più sicuro il territorio. «Ma per farli» ha replicato Cuttaia «dobbiamo impiegare otto-nove uomini e le vie di fuga, con la viabilità, sarebbero elusi. Servirebbe molto più personale. Meglio puntare su più pattuglie sulle nostre strade». Nel frattempo, al termine della serata di martedì, il sindaco Monica Barbiero, la giunta e il Consiglio hanno consegnato a Cuttaia la mozione votata all’unanimità nella precedente seduta, dove si prevede di lavorare sulla videosorveglianza entro fine 2014, aumentare gli strumenti di difesa della polizia locale, aprire un tavolo tecnico con le forze dell’ordine e i cittadini per fare il punto della situazione sulle iniziative proposte.

(a.rag.)

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COMUNICATO STAMPA

L’incontro pubblico di venerdì 13 in Municipio a Dolo ha rappresentato un momento di svolta fondamentale nella battaglia contro la Orte-Mestre. Quella che doveva essere l’esposizione dei due attuali schieramenti (il no dei gruppi ambientalisti e il si-ma-non-qui dell’amministrazione) si è trasformata in una convergenza sul no a tutta l’opera.

Da anni comitati e associazioni stanno mettendo in evidenza, con un approfondito lavoro di analisi, tutta l’insostenibilità economica, ambientale e sociale della Nuova Romea. Finalmente e in modo sempre più consistente, anche molte amministrazioni locali iniziano a capirne la pericolosità e a sostenere le ragioni del “no”, aprendo scenari incoraggianti e cogliendo l’appello a costituire un fronte solido e radicale.

E’ il caso del sindaco di Campagna Lupia Fabio Livieri che è intervenuto in sala ribadendo la sua posizione contraria, ma è soprattutto il caso del Sindaco di Dolo, Maria Maddalena Gottardo, che ha aperto la serata illustrando la sua recente posizione (interruzione sulla Nogara – Mare ed entrata in A13) per poi convenire anche lei sulla effettiva inutilità della nuova autostrada, in una congiuntura che richiede ben altre priorità.

Alle amministrazioni di Mira, Camponogara, Campagna Lupia, si affianca ora anche quella di Dolo e riteniamo che le adesioni non finiranno qui. A queste vanno poi sommati tutti i Comuni già contrari delle altre Regioni interessate, rendendo già così il tracciato della Romea Commerciale un colabrodo di consenso.

A tutte questi amministratori che auspicano il sostegno dei cittadini e delle organizzazioni già impegnate sui territori, diciamo che saremo sempre presenti per garantire il necessario supporto a fronte di un reale coinvolgimento dei cittadini nelle sedi decisionali. Questo è un momento epocale in cui non si può essere uniti solo da un comune obiettivo, ma in cui devono costruirsi nuovi ed efficaci percorsi partecipativi.

La grande realtà nazionale di Rete Stop Orte-Mestre è pronta a sostenere con tutto il suo peso questo processo e questa posizione in ciascuno dei suoi nodi, qui rappresentato da Opzione Zero.

In Veneto, appare oltremodo chiaro come si debba giocare la partita definitiva e in Riviera del Brenta quella cruciale, per “tagliare la testa” a un inutile mostro di asfalto che, in questo modo, perderebbe di senso nella sua interezza.

Consapevole della portata di questa sfida, Opzione Zero metterà in campo tutta la determinazione, la preparazione e la forza di cui si è dimostrato capace sinora.

 

DOPPIO SPETTACOLO»A MIRA E MESTRE

Domani “Song N.14” con il cantautore Lorenzo Monguzzi apre Villa dei Leoni poi al Toniolo, con Mario Brunello, il “Narrar cantando” dedicato al maestro

Apre domani “Teatro quotidiano” la stagione di Villa dei Leoni, a Mira, con uno spettacolo di Marco Paolini e Lorenzo Monguzzi.

Lo stesso Paolini – nell’ambito della rassegna organizzata nel bicentenario della nascita di Giuseppe Verdi – sarà martedì, mercoledì e giovedì 17, 18 e 19 dicembre al Teatro Toniolo a Mestre, accompagnato dal violoncellista Mario Brunello.

A Mira, va in scena – alle 21 – “Song N.14”, performance musicale che vede al centro della serata, il primo album da solista di Lorenzo Monguzzi, “Portavèrta”. Già voce de “I Mercanti di Liquore”, il cantautore incrocia parole e suggestioni con Marco Paolini, tra musiche e racconti brevi. La prima parte del concerto teatrale dà spazio a nuovi racconti e nuove canzoni, nella seconda musiche e ballate tratte dal repertorio. Monguzzi e Paolini saranno accompagnati con percussioni, chitarra e cori dai fratelli Giannone, in arte Corimè, e dal violoncello di Daniela Savoldi. L’orario di apertura della biglietteria è alle 20 di domenica, info su www.teatrovilladeileoni.it o al 0414266545. Biglietto 15 euro, ridotto 13 euro.

Nel pomeriggio di domani, alle 18, l’auditorium di Villa Contarini dei Leoni, ospiterà un evento speciale dedicato ai 25 anni del Teatro a Mira. La Piccionaia I Carrara – gestore del Teatro in collaborazione con il Comune – ha organizzato un incontro per ricordare l’inizio dell’attività teatrale a Mira, con protagonisti di allora e di oggi, a partire dallo stesso Paolini, passando per coloro che nel 1988 inaugurarono il Teatro, il cantautore Gualtiero Bertelli (allora assessore alla Cultura) e Giuseppe Bovo (già capo del servizio cultura del Comune), fino all’attuale assessore Nicola Crivellaro.

Al Teatro Toniolo a Mestre Marco Paolini e Mario Brunello presentano, invece, “Verdi Narrar cantando” una nuova produzione a metà strada tra il teatro di prosa e il concerto. Festeggeranno, non solo il bicentenario della nascita di Verdi, ma anche il centenario del teatro mestrino che, ebbe il suo esordio teatrale proprio con il Rigoletto verdiano nel 1913.

«Verdi», spiega Marco Paolini, «non è solo un musicista, è un uomo di teatro che pensa a un disegno generale e poi ne cura ogni dettaglio per arrivare a un effetto mirato. La storia viene narrata dalle parole e dalla musica, ma niente di superfluo deve essere lasciato, per il solo gusto del bello o per l’esibizione della tecnica. Verdi dunque pensa a uno spettacolo globale ed essenziale; il risultato è straordinario perché egli inventa qualcosa che sembra molto più antico di lui. Le sue opere diventano tradizione da subito , la gente lo canta anche se non è andata a teatro, la sua popolarità è pari a quella di Garibaldi». Serate già tutte esaurite.

Alessandro Abbadir

 

VILLA DEI LEONI – Anche uno speciale “tributo” al teatro di Mira

MIRA – Marco Paolini nello straordinario ruolo di “accompagnatore teatrale” di Lorenzo Monguzzi apre domani domenica, alle 21, la rassegna teatrale in Villa dei Leoni.

Mentre nel pomeriggio, alle 18, uno speciale “tributo al teatro di Mira” ripercorrerà le tappe più importanti della sua storia dall’inaugurazione, nel 1988, con il cantautore Gualtiero Bertelli (allora assessore alla Cultura) passando per Giuseppe Bovo (già capo del servizio cultura del Comune di Mira), fino all’attuale vicesindaco e assessore alla Cultura di Mira, Nicola Crivellaro.

A traghettare spettatori e protagonisti in 26 anni di storia ci sarà Giambattista Marchetto, giornalista e critico teatrale.

I ritardi e le incertezze sull’avvio della rassegna, dopo la cessazione della convenzione tra Comune di Mira e la Piccionaia I Carrara, che gestiva da un decennio il teatro, lo scorso giugno e che ne aveva fatto temere la chiusura, ha di fatto consentito la disponibilità di alcuni posti in abbonamento oltre a carnet e biglietti singoli. Nonostante ciò il cartellone è degno di nota, oltre a Paolini e Monguzzi si alterneranno fino ad aprile attori di fama come Patricia Zanco, Giuseppe Battiston, Tindaro Granata e Filippo Nigro fino a giovani emergenti come il Collettivo Internoenki. Si inizia domenica con una serata di musica e canzoni, parole e piccole storie che nasce dalla complicità artistica che lega Paolin e Monguzzi da anni e che si risolve nello spettacolo «Song n.14» insieme ad una «piccola orchestra variabile».

Info www.teatrovilladeileoni.it.

Luisa Giantin

 

Gumirato: «Mira ha tempo fino a un anno per presentare un progetto e trovare i soldi. L’ipotesi del sindaco Gottardo è concreta, poi deciderà la Conferenza»

MIRA «Il distretto sanitario? Il comune di Mira ha da sei mesi a un anno per far partire un progetto, reperire i soldi, che la Regione non può più dare, e far partire i lavori. Se questo non succederà, le alternative sono pronte: esiste sul tavolo una proposta concreta del comune di Dolo che punta a utilizzare le strutture dell’ex Tribunale che tra l’altro non costituirebbe un costo per le casse degli enti coinvolti. L’ultima parola poi spetterà alla Conferenza dei sindaci dell’Asl 13».

Più chiaro di così il direttore generale dell’Asl 13 Gino Gumirato non avrebbe potuto essere. La soluzione proposta dal sindaco di Dolo, a questo punto, nonostante il recente interesse annunciato dal Comune di Mira di far restare il distretto nel suo territorio, appare la più praticabile.

«La questione della collocazione del distretto sanitario che ora si trova a Mira in Villa Lenzi lungo la Brentana in un sito inadatto – spiega Gumirato – è una vicenda che si trascina da anni. Si è perso tempo prezioso e ora è il momento di prendere decisioni concrete. Nel 2010 venne firmata una convenzione per la realizzazione del nuovo distretto nell’area di via Toti a Mira Taglio. Firmarono Asl 13 e Comune, ma non c’era la firma della Regione. I soldi del Fondo di rotazione che servivano per far partire il progetto non ci sono e non ci saranno più, questo deve essere chiaro. Io auspico perciò che il comune di Mira presenti qualche progetto concreto e per questo ci sia anche la copertura finanziaria. I tempi di azione che ha il comune devono essere a questo punto ristretti al massimo a 12 mesi».

Neanche una ipotesi di alienazione dell’attuale sito di Villa Lenzi per Gumirato è praticabile.

«Teoricamente – dice il direttore generale dell’Asl 13 – tutto è possibile, ma di fatto no. Mettere in vendita un immobile come Villa Lenzi in questo momento, con l’andamento attuale del mercato immobiliare, significa svendere, senza poi avere la sicurezza che si faccia avanti un acquirente».

Asl 13 e Conferenza dei sindaci saranno perciò a breve di fronte ad una scelta.

«Se Mira nei tempi indicati non troverà i soldi presenterà un progetto e conseguentemente farà partire i lavori – conclude Gumirato- resta sul tavolo l’ipotesi prospettata dal comune di Dolo che è concreta e praticabile, anche se i locali dell’ex Tribunale dovranno essere adattati alla nuova destinazione. A dire l’ultima parola alla fine dovrà essere l’assemblea dei sindaci dell’Asl 13. Quello che è importante però è che si faccia presto».

Per il Comune di Mira la strada diventa in salita.

Alessandro Abbadir

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Nuova Venezia – “Nuova Romea fuori dalla Riviera”

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12

dic

2013

Si allarga il fronte dei sindaci contrari all’opera. Menin: «Progetto superato»

CAMPONOGARA «La Romea commerciale è un progetto datato, pensato per i flussi di traffico della fine degli anni Novanta inizio Duemila, ora ridotti del 30%. Un’opera che se costruita adesso come fu pensata allora, non ha più alcun senso». A prendere posizione è Giampietro Menin, sindaco di Camponogara e presidente della Conferenza dei sindaci della Riviera del Brenta. Menin porterà questa linea all’attenzione della prossima conferenza dei sindaci, che si terrà entro fine dicembre. «Serve una messa in sicurezza dell’attuale Romea», dice, «e se proprio la nuova autostrada si deve fare, si faccia fermare prima del territorio della Riviera che è patrimonio inestimabile».

Con Menin si schiera anche il sindaco di Campagna Lupia, Fabio Livieri: «Sono dell’idea» chiarisce Livieri, «che realizzare una nuova autostrada non sia utile. L’idea di fermare l’opera prima che arrivi a Lova di Campagna Lupia, è condivisibile. La scelta da fare è quella di fermare l’infrastruttura a Codevigo e innestarla sull’A 13 per poi mettere in sicurezza l’attuale Romea. La messa in sicurezza dell’attuale Romea passa attraverso un raddoppio della sede stradale fino alla rotonda di Marghera e da lì un collegamento diretto sul Passante senza intasare la Tangenziale di Mestre».

Anche il sindaco di Dolo, Maddalena Gottardo, ha corretto recentemente la propria posizione, spiegando di essere favorevole al fatto che l’attuale Romea si fermi sulla Nogara Mare a Cavarzere, e da lì sull’A 13. Prima sembrava possibilista sul fatto che potesse innestarsi a Villabona.

Le posizioni del sindaco di Mira Alvise Maniero e dei comitati “Opzione Zero” sono note. Per il sindaco grillino e i comitati, l’opera non va fatta punto.

Una discussione sulla questione della Romea commerciale è in programma domani sera a Dolo in sala del consiglio comunale alle 20, organizzata dal gruppo “Il Ponte”.

(a.ab.)

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