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MIRA – La raccolta differenziata era stata venduta come uno dei sistemi per ridurre i costi delle tasse sui rifiuti. Un obiettivo certamente non raggiunto. Ora la raccolta dei rifiuti a Mira interessa anche i mercati rionali. Questa la novità partita dal 28 novembre scorso von il mercato rionale di Mira Taglio e che a breve interesserà anche quello di Oriago.

«Dallo scorso 28 novembre anche i rifiuti prodotti in occasione del mercato settimanale del giovedì a Mira – spiega l’assessore all’ambiente Maria Grazia Sanginiti – andranno conferiti in modo differenziato. A questo scopo di prima mattina, su un’area appositamente individuata Veritas depositerà due container scarrabili, suddivisi in comparti, per la raccolta differenziata di carta e cartone, frazione organica e vegetale del rifiuto umido, rifiuti misti, questi ultimi con esclusione di carta e umido».

A conclusione della loro attività, gli operatori commerciali sono tenuti a pulire lo spazio occupato e a conferire i rifiuti nei contenitori, rispettando questa differenziazione, entro le ore 14.30, così da consentire la successiva pulizia stradale da parte degli operatori di Veritas.

«Si tratta di altro piccolo passo – commenta l’assessore Sanginiti – per ottimizzare il servizio di raccolta dei rifiuti, incrementare il livello di differenziazione e contenere i costi complessivi del servizio che gravano sulle attività economiche e sulle famiglie».

(a.ab.)

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MIRA – Un incontro pubblico su come difendere i bilanci familiari dai vizi del gioco, del fumo e dell’alcool. È questa l’iniziativa del Codacons, del Comune di Mira e del Movimento Consumatori che si terrà domani 4 dicembre alle 18.30, in sala consiliare. Con il sindaco e l’assessore Francesca Spolaor saranno presenti il professor Ignazio Conte, economista e il dottor Luigi Conte psicologo.

L’iniziativa rientra nel progetto “100% Cittadini – Educazione alla cittadinanza economica”, realizzato con il contributo della Camera di Commercio.

Dai dati dell’Asl 13, In Riviera del Brenta e nel Miranese sono circa 11 mila, su una popolazione di 240 mila, le persone che soffrono di dipendenza da gioco.

Giocano almeno 3-4 volte alla settimana e questo dall’arrivo della crisi 5 anni fa, è un atteggiamento che è cresciuto sempre più.

Queste persone sono attratte più che dai Casinò, dalle slot machine di bar e tabaccherie. Molti giocano con frequenza anche a Gratta e Vinci e Superenalotto.

«L’obiettivo – spiega l’assessore Francesca Spolaor – è aiutare le famiglie nella difesa del proprio bilancio dalle voragini che possono aprire il gioco d’azzardo e le altre dipendenze».

(a.ab.)

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Comuni a rischio per le esondazioni del “Brenta-Cunetta”: summit tra sindaci e tecnici

La soluzione? Completare l’idrovia. Ma Mira non ci sta e il Genio nutre forti dubbi

PAURA «Il fiume Brenta-Cunetta rappresenta una vera bomba ad orologeria»

«Il fiume Brenta-Cunetta rappresenta una vera bomba ad orologeria. È ora di intervenire seriamente per mettere in sicurezza idraulica i territori padovani del Piovese e quelli veneziani della Riviera del Brenta. La soluzione è il completamento dell’alveo idroviario Padova-Venezia, in grado prelevare dal Brenta-Cunetta una quantità d’acqua tra i 350 e i 400 metri cubi al secondo, per poi scaricarli autonomamente nella laguna veneta. Un progetto però al quale si oppone il comune veneziano di Mira e sul quale anche il Genio civile di Venezia nutre forti dubbi».

È questo il sunto di un dibattito pubblico dal titolo «Piano pluriennale per la messa in sicurezza del Brenta», svoltosi venerdì sera all’auditorium Giovanni Paolo II a Piove di Sacco. Un incontro organizzato dal Comitato intercomunale «Brenta sicuro» e al quale hanno partecipato numerosi sindaci dei comuni interessati, rappresentanti del Consorzio Bacchiglione, tecnici del Genio civile di Padova, l’Associazione per la Salvaguardia idraulica del territorio padovano, numerosi gruppi di Protezione civile, rappresentati delle associazioni agricole e diversi comitati ambientali. Presenti anche il consigliere regionale veneto Bruno Pigozzo e la deputata parlamentare Margherita Miotto.

Sono circa 170.000 le persone residenti in una ventina di comuni, metà padovani e metà veneziani, le possibili vittime di una eventuale alluvione provocata dal Brenta-Cunetta. Una sicurezza idraulica che passa obbligatoriamente anche per la città di Padova, il cui territorio è salvaguardato dall’assoluta necessità di poter scaricare l’acqua in eccedenza nel Brenta-Cunetta tramite il canale di San Gregorio e il fiume Piovego.

«Le alluvioni provocate dal Brenta-Cunetta hanno una cadenza ciclica -ha ricordato Marino Zambon, coordinatore dell’associazione »Brenta sicuro. Dall’alluvione del 1966 gli argini e le rive del fiume non hanno più avuto una adeguata manutenzione e ora la situazione è preoccupante”.

A monte di Vigonovo il Brenta-Cunetta è in grado di sopportare una piena d’acqua pari a 1.700 metri cubi al secondo, ma più a valle, verso Corte e Codevigo, la portata del fiume può sostenerne soltanto 1.400.

In caso di piena, come ha affermato più volte l’esperto idraulico dell’Università di Padova, Luigi D’Alpaos, l’esondazione è inevitabile, come peraltro avvenne nel novembre del 1966 in località Conche di Codevigo.

Vittorino Compagno

 

Gazzettino – Mira. Consiglio unito sulla Romea.

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30

nov

2013

MIRA – Decisa una seduta straordinaria per affrontare il nodo della Mestre-Orte

Approvata all’unanimità la richiesta di messa in sicurezza della statale

Parte dal Consiglio comunale di Mira la richiesta, trasversale, della messa in sicurezza della Romea soprattutto negli incroci di Giare, Dogaletto e Malcontenta mentre della Nuova Romea è stato deciso di discutere in un’apposita assemblea.

Le recenti novità riguardanti l’approvazione del Cipe per la realizzazione della Mestre-Orte hanno pesato sui lavori dell’assemblea riunitasi giovedì sera per discutere dell’assestamento di bilancio e su diverse interrogazioni. I lavori si sono aperti con un encomio al maresciallo Sergio Giancaspro, per 16 anni comandante della caserma di Oriago e adesso luogotenente in una delle caserme di Mestre, seguito da un minuto di silenzio in memoria dell’ex sindaco Ruggero Sbrogiò, e degli ex amministratori Sandro Santello e Silvano Trevisan.

L’assessore all’Urbanistica Luciano Claut ha risposto all’interpellanza del consigliere Mattia Donadel sulla sicurezza della statale Romea, da sempre considerata una delle strade più pericolose d’Italia, con un alto tasso di incidenti gravissimi. Claut ha ribadito che «la priorità assoluta è la messa in sicurezza dell’attuale strada, non certo la costruzione di una sua parallela per di più a pagamento».

L’interpellanza è stata trasformata in mozione ed il consiglio comunale si è espresso con voto unanime di maggioranza e opposizione di impegnare il sindaco e la giunta a chiedere all’Anas e agli altri Enti competenti l’adozione di misure per la messa in sicurezza della strada.

Tra le misure che vengono ritenute necessarie per la Romea alcune riguardano gli incroci di Giare, Dogaletto e Malcontenta: attraversamenti pedonali con semaforo, l’installazione di dispositivi per la riduzione della velocità in prossimità degli incroci ed il progetto per il sottopasso di via Bastie.

Sull’approvazione da parte del Cipe della Mestre-Orte, il cui tratto finale da Lughetto a Mestre non è ancora stato definito, il sindaco Alvise Maniero e l’assessore Claut hanno già espresso la loro ferma contrarietà nei giorni scorsi. Su proposta del consigliere Roberto Marcato, il consiglio, sempre in modo trasversale, ha deciso di affrontare il tema della Romea Commerciale e del suo impatto sul territorio in un apposita assemblea consiliare.

Luisa Giantin

 

MIRA – Un consiglio comunale straordinario sulla Romea commerciale.

L’assessore ai Lavori pubblici Luciano Claut ribadisce che la priorità assoluta è la messa in sicurezza dell’attuale strada, non certo la costruzione di una sua parallela per di più a pagamento.

L’interpellanza del consigliere Mattia Donadel è stata trasformata in mozione, votata all’unanimità, con cui il Consiglio impegna la giunta a chiedere all’Anas e agli altri enti competenti per la mobilità extraurbana l’adozione di misure per la messa in sicurezza degli incroci di Giare, Dogaletto e Malcontenta sulla statale 309 Romea, che prevedano nell’immediato attraversamenti pedonali con semaforo, adeguata segnaletica orizzontale e verticale, l’installazione di dispositivi per la riduzione della velocità in prossimità degli incroci, la riqualificazione delle fermate degli autobus. Nella mozione si chiede che venga ripreso in esame il progetto per il sottopasso di via Bastie.

Su proposta del consigliere Roberto Marcato si è infine deciso di indire a breve un Consiglio comunale straordinario in cui sarà affrontato il tema della Romea commerciale e del suo impatto devastante nel territorio.

(a.ab.)

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Il ministero ha dato l’ok al cambio di destinazione, ma restano alcuni passaggi. Fattoretto: «Chi pagherà i costi?»

DOLO -Il Distretto sanitario a Dolo nei locali del Tribunale: l’eventualità prende corpo, come ha annunciato il sindaco Maddalena Gottardo in Consiglio, anche se non sono mancate le perplessità. La stessa Gottardo può tentare questa strada dopo che il Ministero della Giustizia ha espresso parere favorevole alla richiesta del Comune dolese di cambiamento d’uso dei locali a suo tempo adibiti ad uffici giudiziari.

«Nei prossimi giorni m’incontrerò con il presidente del Tribunale Toppan – ha osservato il sindaco Gottardo – per avere il nulla osta, quindi porterò la richiesta alla Conferenza dei Sindaci e dopo potrò trattare con la dirigenza dell’Asl 13».

Il consigliere della Lega Nord Giovanni Fattoretto, però, è parso dubbioso: «È un bene portare il Distretto a Dolo, ma mi chiedo chi pagherà gli eventuali interventi di sistemazione che dovessero rendersi necessari e non vorrei che la struttura fosse insufficiente per ospitare un servizio che interessa 270.000 utenti».

Il sindaco ha ribattuto: «Mira non è in grado di trovare soluzioni logistiche adeguate: l’attuale sede è di 400 metri quadrati mentre ne servono almeno 1.400 ed i locali dell’ex Tribunale ne misurano 1.500. Per quanto riguarda i costi, l’Asl dispone già di uno stanziamento da utilizzare per adeguare la struttura. Il Distretto Sanitario a Dolo può portare solo benefici economici per l’intero comune alle prese con la perdita del tribunale ed il ridimensionamento dell’ospedale».

(L.Per.)

 

 

L’azienda aveva contestato la sentenza del Tar che sospende il potenziamento dell’impianto autorizzato dalla Regione. Soddisfatti i comuni di Venezia e Mira 

MARGHERA – Le amministrazioni comunali di Venezia e Mira che erano ricorse al Tribunale amministrativo regionale (Tar) per chiedere la sospensione della delibera della Regione Veneto che autorizzava il revamping (potenziamento) dell’impianto di Alles spa (gruppo Mantovani) di Marghera per il ricondizionamento di rifiuti speciali, anche pericolosi, provenienti anche da fuori regione.

Il Consiglio di Stato ha, infatti, confermato la sospensione decisa dal Tar, respingendo quindi il ricorso di Alles, e stabilendo unicamente che la trattazione del merito della causa debba iniziare in tempi più ravvicinati di quelli decisi dal Tar nel secondo semestre dell’anno prossimo.

«Il Comune di Venezia, sta contrastando in ogni ambito questo progetto» commenta soddisfatto l’assessore veneziano all’Ambiente, Gianfranco Bettin «la nostra opposizione è dettata sia da ragioni specifiche, relativa al particolare impatto ambientale del progetto, sia dalla logica generale che lo ispira, che contrasta con la visione del futuro di Porto Marghera dell’amministrazione. Industria sostenibile e portualità, ricerca scientifica e innovazione, ecodistretto e logistica evoluta. Questi sono i cardini del rilancio dell’area che ha semmai bisogno di bonifiche e non di nuove fonti inquinanti o di insediamenti che producano distorsione nello sviluppo e forzature antidemocratiche come quella perpetrata dalla Commissione Via e dalla Giunta regionale del Veneto che, per approvare il progetto di Alles, avrebbero imposto una variazione coatta del Piano regolatore del Comune».

Soddisfatta anche l’assessore all’Ambiente del comune di Mira, Maria Grazia Sanginiti «con la decisone di schierarci a fianco di Venezia contro l’autorizzazione concessa dalla Regione, avevamo dato concreta attuazione alla volontà espressa dal consiglio comunale, condividendone fino in fondo le preoccupazioni per la sicurezza dei lavoratori, la salute dei cittadini e la tutela ambientale del territorio».

«La scelta di autorizzare nuovi stoccaggi di rifiuti speciali e pericolosi provenienti da tutta Italia» continua Sanginiti «ci appariva e ci appare, profondamente in contraddizione con il faticoso lavoro condotto nei mesi precedenti per riportare a Marghera, e nelle zone adiacenti come il comune di Mira, quella qualità ambientale che era finora stata ampiamente trascurata».

«Dopo la sentenza del Tar» aggiunge soddisfatto il sindaco Alvise Maniero», questa del Consiglio di Stato, ci rafforza nella nostra convinzione e ci incoraggia a proseguire nella difesa attenta e puntigliosa del diritto alla salute dei cittadini e della complessiva qualità di vita del nostro territorio».

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Gazzettino – Marghera. Altra bocciatura al progetto Alles

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30

nov

2013

PORTO MARGHERA – Anche il Consiglio di Stato stoppa Alles. No all’ampliamento dell’impianto di rifiuti

BETTIN «Marghera non deve più essere pattumiera»

LA CONCLUSIONE – Ora bisognerà attendere la sentenza del Tar

MARGHERA – Il Consiglio di Stato ha respinto il ricorso dell’azienda partecipata da Mantovani contro la sospensione

Anche i Comuni di Venezia e di Mira erano ricorsi per bloccare l’ampliamento dell’impianto

Anche il Consiglio di Stato boccia temporaneamente il progetto Alles: ha respinto, infatti, il ricorso dell’Azienda partecipata da Mantovani contro la sospensione del revamping dell’impianto di Marghera. Sospensione che era stata decretata dal Tar del Veneto il primo agosto scorso. Ora per sapere come andrà definitivamente a finire bisogna attendere la sentenza di merito del Tar prevista per l’autunno 2014.

«Marghera non sarà né pattumiera né inceneritore del Veneto – ribadisce l’assessore comunale all’Ambiente Gianfranco Bettin -. Quest’area ha semmai bisogno di bonifiche e non di nuove fonti inquinanti o di insediamenti che producano distorsione nello sviluppo, e di forzature antidemocratiche come quella perpetrata dalla commissione Via e dalla Giunta regionale del Veneto che, per approvare il progetto di Alles, avrebbero imposto una variazione coatta del Piano regolatore del Comune».

Il Comune di Venezia assieme a quello di Mira e alla Provincia di Venezia erano ricorsi al Tar contro la delibera della Giunta regionale 448 che, il 10 aprile scorso, autorizzava l’ampliamento dell’impianto di Alles di ricondizionamento di rifiuti speciali anche pericolosi. Palazzo Balbi in buona sostanza consentiva all'”Azienda lavori lagunari escavo smaltimenti Spa” di trattare, smaltire o stoccare 180 mila tonnellate di rifiuti annui al posto delle attuali 100 mila, e di aumentare la tipologia di rifiuti da 20 a 70 (di cui 24 di riciclo).

Il Tar lo scorso agosto ha dato ragione al Comune perché il ricorso «presenta elementi di fondatezza», dato che le modifiche previste dal progetto di Alles «hanno carattere sostanziale: un diverso impianto che tratterà tipologie di rifiuti diverse da quelle già autorizzate, con l’utilizzo di differenti tecnologie e nuovi impianti da realizzare».

L’assessore all’Ambiente conclude spiegando che «la nostra opposizione, che continuerà in ogni ambito e ad ogni livello competente, è dettata sia da ragioni specifiche, relative al particolare impatto ambientale del progetto, sia dalla logica generale che lo ispira, e che contrasta con la visione del futuro di Porto Marghera dell’Amministrazione: industria sostenibile e portualità, ricerca scientifica e innovazione, ecodistretto e logistica evoluta, sono i cardini del rilancio dell’area».

 

Nuova Venezia – Dolo. Il distretto nella sede del tribunale.

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29

nov

2013

Via libera del ministero di Giustizia al cambio di destinazione d’uso

DOLO. Il ministero di Giustizia ha concesso la variazione di destinazione d’uso per i locali che ospitavano fino a pochi mesi fa gli uffici del Tribunale di Dolo. L’annuncio è stato fatto dal sindaco Maddalena Gottardo durante il consiglio comunale di ieri. La richiesta era stata inviata il 19 settembre dal sindaco Gottardo che voleva destinare alla cittadinanza gli spazi ormai vuoti dell’ex Tribunale.

«Siamo molto soddisfatti di questa decisione», ha spiegato il sindaco, «adesso chiederò un incontro con il presidente del Tribunale di Venezia, Toppan per avere il nullaosta previsto dalla normativa».

I progetti del sindaco Gottardo sono ormai chiari: portare a Dolo il nuovo distretto sanitario.

«Appena ricevuto il nullaosta ci metteremo a lavorare per realizzare tutte le opere per ospitare il distretto. Lasceremo un’aula sempre riservata alle udienze del giudice di pace».

La sede dell’ex Tribunale ha un’estensione di 1500 metri quadri su tre piani.

«Daremo una risposta e un servizio forte ai cittadini che si troveranno in pochi metri il distretto sanitario, il giudice di pace, la polizia locale, gli uffici del comune di Dolo e un grande parcheggio. Ci saranno alcuni lavori da fare ma non credo siano gravosi».

Approvato l’ordine del giorno proposto dalla commissione ospedale del comune di Dolo che «impegna la giunta comunale a verificare entro fine anno quali siano i percorsi amministrativi che posso condurre a modificare le destinazioni d’uso dei progetti norma 12 e 13 restituendo alle strutture coinvolte la loro originale destinazione sociosanitaria».

Il sindaco Gottardo ha poi annunciato l’invio di una richiesta alla Regione perché convochi un tavolo tecnico di coordinamento per discutere sulle ipotesi di innesto della Romea commerciale.

(g.pir.)

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MIRA – Il Comune di Mira dice no alla Romea commerciale senza se e senza ma. La giunta grillina è contraria ad ogni ipotesi di superstrada a pagamento, anche se fosse sulla vecchia Romea. A ribadirlo è l’assessore ai lavori pubblici Luciano Claut.

«Il sistema di contro strade e rotatorie che ciò richiede – dichiara l’assessore Claut – sarebbe devastante per il territorio. La Romea deve mantenere il suo ruolo di strada aperta con valenza anche locale».

La giunta comunale osserva con piacere che viene condivisa , dal comitato “ No Romea in Dolo” la propria richiesta di privilegiare la messa in sicurezza della Statale 309, ma ribadisce che serve chiarezza sul concetto di messa in sicurezza.

«In nessun modo – spiega Claut – la messa in sicurezza può essere intesa come una nuova superstrada a pagamento, ampiamente in rilevato, sul sedime della vecchia Romea, con relative contro strade e rotatorie. Tale ipotesi sarebbe ancora più devastante e costosa della Nuova Romea diretta a Roncoduro».

Per il Comune di Mira la Romea deve mantenere il suo ruolo di strada aperta, migliorando i principali innesti con la viabilità locale, che vanno rimessi in sicurezza.

«Questo progetto – conclude Claut – dovrebbe assumere anche una valenza paesaggistica, garantendo la continuità delle antiche vie tra terra e laguna (via Bastie, via Giare, via Seriola) nei loro caratteri peculiari. In questo quadro dovrà essere posta attenzione anche alla mobilità lenta, alle fermate dei bus ed ai sottopassi pedonali».

Claut è chiaro: « Serve – dice – un progetto di sostenibilità, dunque, capace di garantire la mobilità di lungo raggio, e di soddisfare al tempo stesso le esigenze del territorio attraversato».

(a.ab.)

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