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MIRANO «Stop a trasferimenti di uffici e servizi senza confronto con i lavoratori».

Sindacati di nuovo all’attacco sulla riorganizzazione dell’Asl 13. Dito puntato questa volta sugli amministrativi: i delegati della Funzione pubblica di Cgil, Cisl e Uil, chiedono al direttore generale Gino Gumirato di non adottare atti unilaterali in merito alla riorganizzazione dei servizi. L’allarme tra i lavoratori era scattato nei giorni scorsi, dopo che era emersa un’ipotesi di lavoro che prevede l’accentramento di tutti o quasi gli uffici a Noale, che resterà senza posti letto per acuti. Una vocazione direzionale per il nosocomio noalese che i rappresentanti dei lavoratori vogliono prima discutere.

«Il 19 novembre», spiegano Marco Busato, Cgil-Fp, Simone Naletto, Cisl-Fp e Francesco Menegazzi, Uil-Fpl, «ci è stato illustrato il trasferimento delle attività amministrative e del dipartimento di prevenzione a Noale. Riteniamo che un tema così importante e che coinvolge oltre 300 lavoratori, vada discusso tra amministrazione e sindacati».

Gumirato ha ribadito che l’operazione porterà un risparmio di circa due milioni di euro all’anno, provenienti dalle economie dei costi di gestione e soprattutto comprensivi della cessazione degli oneri derivanti dai canoni di locazione gravanti sugli immobili occupati a Mirano e di proprietà dell’ente Mariutto. A questi risparmi si aggiungeranno anche gli introiti della vendita degli immobili non più utilizzati a Dolo. Secondo il direttore con queste risorse sarà possibile risanare l’azienda e dare attuazione alle nuove schede ospedaliere. I sindacati vogliono però valutare prima tutte le alternative, per non stravolgere la fisionomia dell’azienda.

(f.d.g.)

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Il progetto di portarlo in via Toti, finanziato dalla Regione è stato fatto arenare

«Il distretto sanitario? Meglio trasferirlo a Dolo»

Il presidente dei sindaci dell’Asl 13 avverte il Comune di Mira: «Troppe attese»

MIRA – Il distretto sanitario di Mira? Finirà a Dolo dove è già previsto che sarà ospitato nell’ex Tribunale una volta dismesso. Un’altra grana per il Comune a guida grillina che nel corso degli ultimi mesi sta inanellando una serie di smacchi che saranno difficili da far digerire alla popolazione. A chiarire il futuro del distretto sanitario di Mira è il presidente della Conferenza dei sindaci dell’Asl 13 Fabio Livieri.

«Il distretto sanitario di Mira in Villa Lenzi non può restare – dice Livieri – si trova in una posizione inadeguata, e non è servito da parcheggi in modo sufficiente (ora tra l’altro in una situazione ancor più complicata dai cantieri sulla brentana). Da sempre l’Asl 13 e la stessa assemblea dei sindaci stanno chiedendo al Comune di Mira di trovare una soluzione alla collocazione del distretto. Va spostato e la giunta precedente guidata dall’ex sindaco Michele Carpinetti, aveva presentato un progetto apposito. Un progetto che poi si è arenato. Il comune di Dolo ne ha presentato uno fattibile che siamo pronti a prendere in considerazione».

Il nuovo distretto sanitario di Mira sarebbe dovuto sorgere all’interno del quartiere Lissandrin, in via Toti. Una zona che non è servita da alcuna linea di mezzi pubblici. Secondo i progetti dell’ex sindaco il nuovo distretto poteva contare su spazi raddoppiati rispetto alla sede attuale. L’avvio dell’iter per il distretto seguiva nel 2010 l’intesa tra Comune e Asl 13, ed era è stata siglata dal sindaco e dal direttore dell’Asl, Arturo Orsini. Per la struttura c’era la disponibilità di 2 milioni di euro regionali. Il Comune però dal 2010 non si è mosso anzi la giunta grillina di fatto ha congelato tutto. Si sa però che il motivo dell’immobilismo è che la sede in via Toti non è stata condivisa dall’attuale giunta, per il pericolo di “cementificare il territorio”. Ora il tempo stringe e sia l’Asl 13 che il resto dei comuni della Riviera vuole dalla giunta grillina risposte rapide.

«La scelta della collocazione del distretto sanitario – spiega Livieri – è in capo all’Asl 13 in accordo con Regione e Conferenza dei sindaci. Il sindaco di Dolo Maddalena Gottardo di fronte al tergiversare della giunta di Mira ha proposto di trasferire il distretto sanitario a Dolo proponendo l’edificio dell’ex Tribunale lasciato vuoto dopo l’accorpamento alla sede a Venezia. Un edificio a mio parere idoneo su cui credo potranno convergere i pareri positivi della direzione dell’Asl13 , degli altri sindaci e della Regione». Insomma un’altra tegola per il comune di Mira, una cittadina da 40 mila abitanti che rischia di perdere l’unico sanitario pubblico.

Alessandro Abbadir

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DOLOGottardo da Zaia a difesa dell’ospedale

DOLO «Ieri mattina ho incontrato il presidente Luca Zaia con il quale abbiamo discusso dell’ospedale di Dolo. Mi ha detto che ci sono ancora delle possibilità di modifica delle schede ospedaliere attraverso l’approvazione di delibere di giunta».

A sostenerlo è il sindaco di Dolo, Maddalena Gottardo che ieri si è recata a Venezia per difendere l’ospedale di Dolo.

«Ho ribadito la necessità di mantenere una chirurgia h24 per sette giorni la settimana – prosegue Gottardo – oltre all’apicalità del pronto soccorso con a fianco un reparto di rianimazione».

Il sindaco anticipa i progetti futuri. «Ora ne parlerò con la commissione ospedale – dice Maddalena Gottardo – comunque ho chiesto di incontrare il segretario regionale alla Sanità, Domenico Mantoan che la scorsa settimana ci aveva contattato durante il nostro presidio in municipio. L’incontro potrebbe svolgersi già la prossima settimana».

Viene poi confermato che l’ordine del giorno presentato dalla commissione sanità che chiede alla giunta di modificare entro fine anno le destinazioni d’uso dei progetti norma 12 e 13 che riguardano le aree dell’ospedale di Dolo sarà discusso nel Consiglio comunale di domani.

Sull’incontro tra Gottardo e Zaia, arriva il commento critico di Vincenzo Crisafi, presidente della commissione ospedale: «Ormai i giochi sono fatti – dice Crisafi – abbiamo molti dubbi che questa volta la richiesta trasversale di tutto il territorio rivierasco venga accolta dalla Regione. Noi dobbiamo continuare a lottare per la difesa dell’ospedale di Dolo in primis facendo approvare l’ordine del giorno per la tutela delle aree ospedaliere».

Giacomo Piran

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Nuova Venezia – Un grande “occhio” su tutto il Miranese

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27

nov

2013

Più controlli e una rete di telecamere gestita da Venezia dopo l’ondata di furti che ha allarmato la popolazione

VENEZIA – Un “grande fratello con occhi sui sette comuni del Miranese diventati terra di conquista dei predoni della notte, la centrale di coordinamento a Venezia sperando che il sistema di fibre ottiche sia all’altezza per far funzionare la rete di videosorveglianza.

E mentre si discute, tra amministratori pubblici e vertici delle forze dell’ordine sulle contromisure per fare fronte ad una situazione pesante i dati, relativi ai reati commessi nei primi dieci mesi dell’anno, per il Miranese sono impietosi. Rispetto allo scorso anno le rapine sono cresciute del 61,9%, mentre i furti in casa del 19,1%. Complessivamente i reati commessi sono aumentati dell’1,9% e gli arresti del 38%. Una situazione che anche senza i dati statistici era percepita, in tutta la sua gravità, da popolazione e sindaci dei sette comuni che ieri pomeriggio hanno partecipato al Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica che si è svolto in Prefettura. A presiederlo il prefetto Domenico Cuttaia ed erano presenti i sindaci di: Martellago, Mirano, Noale, Scorzè, Spinea, Santa Maria di Sala e Salzano.

Dopo aver esaminato la situazione si è passati alla valutazione delle contromosse: tre le direttrici studiate al fine di incrementare i servizi di controllo e rafforzare la percezione di sicurezza dei cittadini. Quindi saranno intensificati i servizi di controllo straordinario del territorio con l’impiego del Reparto di prevenzione crimine della polizia e del 4° Battaglione dei carabinieri. Sarà studiato un sistema di videosorveglianza, possibilmente con l’attivazione di una unica centrale operativa collegata al sistema di videosorveglianza del Comune di Venezia. Come dire che il cuore del “grande fratello” sarà nella centrale della polizia locale di Venezia. Sarà verificata la fattibilità tecnica del progetto, anche superando eventuali problemi che possano ostacolare l’uso delle fibre ottiche.

I sindaci si sono impegnati a promuovere incontri con la popolazione, alla presenza dei rappresentanti delle forze dell’ordine, per individuare forme adeguate di difesa.. Il Prefetto ha sottolineato: «L’inopportunità di dar vita a forme improvvisate di vigilanza da parte di cittadini, in quanto esse rischiano di ostacolare l’operatività delle forze dell’ordine e di ritorcersi contro le persone, sia pure animate da ogni migliore intenzione».

Il Prefetto Cuttaia ha inoltre ricordato come: «Pericolosissime appaiono poi le diffusioni di notizie e foto su internet, suscettibili di avere di per sé solo rilevanza penale e di creare problemi al cittadino ignaro che possa incappare in attività destituite di qualsiasi apporto professionale in tema di sicurezza», ha concluo il Prefetto. «Chi ha notizia o ha documentazione fotografica, o qualsiasi elemento di sospetto sul conto di malintenzionati e autori di reato, non deve fare altro che informare immediatamente le forze di polizia, le quali sapranno, con la professionalità che le contraddistingue, utilizzare al meglio tali elementi informativi ai fini dell’attività investigativa».

Carlo Mion

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Furti aumentati del 19 per cento in dieci mesi

I dati delle forze dell’ordine sono allarmanti. «Ma ora c’è un progetto per arginarli e ridare sicurezza»

MIRANO – I furti nel Miranese registrano un più 19% nei primi dieci mesi dell’anno. Questo il dato che è arrivato ieri nel vertice il Prefettura alla presenza dei sette sindaci del comprensorio e, al solito, ci sono quelli che hanno registrato numeri più negativi e altri che vanno meglio. Ma le forze dell’ordine fanno pure sapere che a livello di reati in genere, nel Miranese si sta meglio che nel resto della provincia. Di certo Martellago, sotto i riflettori in queste settimane per il diffondersi della criminalità, si è vista raddoppiare il dato di topi d’appartamento, mentre Scorzè registra un più 50 per cento e a Mirano c’è la voce più nei furti con destrezza, a partire dal mercato. Va meglio Noale, in controtendenza.

Per questo è arrivato l’invito ai cittadini a collaborare, a chiamare in caso di movimenti sospetti e di lasciar perdere certe forme di “giustizia fai da te”. In generale, si farà il possibile per aumentare la percezione di sicurezza, che in questo momento sembra venire meno.

«Il dato che mi era stato consegnato nei giorni scorsi» ammette Barbiero «non è lo stesso ricevuto a Venezia. Quelli erano numeri generali, stavolta ce li hanno trasmessi specifici. Lo dirò ai cittadini, che invito a collaborare come mi hanno assicurato nella riunione di lunedì in municipio. Facciano attenzione ai particolari, si affidino a polizia e carabinieri».

I sindaci si vedranno ancora con il prefetto e c’è la sensazione che si possa aprire una fase nuova. Più preoccupato il collega di Scorzè, Giovanni Battista Mestriner. «Non bello il dato sul mio comune» fa sapere «anche se a reati, nel Miranese stiamo meglio che altrove. Non siamo abituati a questo livello di criminalità e ho chiesto maggiori presidi. Va bene trovarsi ma serve una maggiore efficienza della giustizia penale e cambiare le leggi. I colpevoli devono restare in carcere: l’amnistia e l’indulto sono una follia».

Per Maria Rosa Pavanello (Mirano) l’idea della centrale unica, emersa nella riunione a Venezia, può essere un’idea valida. «Ci rivedremo in Prefettura per parlare dei dati sulla videosorveglianza, per chi ce l’ha» dice «ma farne una sola potrebbe essere una soluzione. L’esempio del Comune di Venezia è ottimo ma lì è stato fatto un grosso investimento. Pericoloso anche il “fai da te”, come ci hanno detto, come un certo tipo di uso dei social network».

Alessandro Ragazzo

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MARTELLAGO – Barbiero: «Adesso in giro si vedono più pattuglie»

MARTELLAGO «Già si vedono più pattuglie di carabinieri in giro per il comune di Martellago». Lo dice il sindaco Monica Barbiero, dopo aver avuto alcuni colloqui telefonici con i vertici dei carabinieri, che l’hanno assicurata su una maggiore presenza di uomini in tutto il territorio. Intanto in municipio si sta lavorando per mettere appunto il libretto con le istruzioni dell’uso per prevenire la criminalità e cosa fare in caso di auto e individui sospetti. Si tratta di una delle proposte emerse nella riunione di lunedì a mezzogiorno con i cittadini: un vademecum che sarà stampato a breve e poi distribuito alla popolazione. Inoltre si sta lavorando per istituire la sorveglianza di quartiere, come succede già anche all’estero, ma dovrà restare nei limiti della legalità, non puntando su iniziative “fai da te”. Stasera c’è il Consiglio comunale e il tema sicurezza salterà fuori. Tra le interpellanze presentate, ci sarà quella di Moreno Bernardi (Un comune per tutti), dove si chiede una seduta aperta per discutere solo del problema criminalità.

(a.rag.)

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«Raid senza fine. Ce li troviamo in camera»

In Riviera del Brenta la gente è scoraggiata: quattro case e una locanda razziate in una sola notte

CAMPAGNA LUPIA. La Riviera del Brenta colpita da una raffica di furti senza precedenti. I ladri sono entrati anche nelle camere d’albergo della locanda Zabotto a Lugo di Campagna Lupia, mentre i clienti dormivano e hanno portato via due marsupi ai clienti con dentro denaro e preziosi, senza che nessuno se ne accorgesse.

Ma è solo la punta dell’iceberg di un raid che non ha risparmiato nulla. Nel giro di una notte sono state svaligiate quattro abitazioni, qualche sera prima un’auto e poi ancora auto e abitazioni a Mira che da settimane è bersagliata in tutte le sue frazioni dai colpi di bande che si accaniscono contro case e garage. Stessa situazione a Pianiga.

Ma partiamo dall’area della Riviera sud dove i banditi hanno agito in questi ultimi giorni. A Campolongo e a Bojon, sono state visitate tre case nelle prime ore della sera di domenica. I ladri hanno aspettato che le persone si muovessero dall’abitazione per entrare in azione. Hanno forzato porte e finestre e hanno portato via gioielli e contanti per cinquemila euro.

Colpo fotocopia anche a Lova di Campagna Lupia quando i banditi hanno svaligiato una casa nella stessa serata di domenica. Sempre a Lova era sparita qualche sera prima anche un’automobile, una Ford Focus.

«Siamo davvero spaventati – spiegano alcuni esercenti a Campagna Lupia – i colpi che i ladri stanno mettendo a segno sono a ripetizione, ogni sera o quasi ne compiono uno, c’è il terrore di ritrovarseli in casa».

Il caso della locanda Zabotto è emblematico. I banditi non si sono fatti alcun problema: hanno forzato le porte e sono entrati nelle camere, scegliendo quelle occupate. Sono spariti nella notte due marsupi di clienti. «E pensare che non abbiamo mai trascurato sistemi di sicurezza per la nostra clientela – dice il titolare del locale – ma stavolta i ladri hanno agito con velocità e astuzia. È scattato anche l’allarme ma ormai i guai li avevano combinati».

Se nell’area sud della Riviera è scattato per l’ennesima volta l’allarme nelle ultime sere, anche a Mira la gente è terrorizzata dalla continua presenza di razziatori. Sono state colpite nel corso delle ultime settimane decine di abitazioni.

Alcuni anziani a Mira Vecchia una settimana fa se li sono trovati in casa di notte. Le razzie più ampie sono avvenute a Borbiago ed Oriago e da giorni colpi in abitazione vengono registrati anche a Marano. A Cazzago Pianiga nei parcheggi del nuovo quartiere a ridosso della chiesa, è stata presa di mira una decina di veicoli in 3 giorni. La gente, ammettono dalle forze dell’ordine a Mira, a volte nemmeno denuncia più i furti. Ci si trova di fronte ad una ondata predatoria mai vista, e non si sa come fermarla.

Alessandro Abbadir

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A Verona in 59 minuti, a Venezia in 27 (costo 3 euro e 55)

La protesta della Cgil: «Errore tagliare il diretto a Milano»

Il nuovo orario dei treni entrerà in vigore il 15 dicembre. Per quanto riguarda gli orari di partenza e di arrivo delle Frecce che si spostano sulle linee Venezia-Padova- Vicenza-Verona-Brescia-Milano / Torino e Venezia–Padova-Bologna-Firenze-Roma non ci sono modifiche. Da Padova si continuerà ad andare a Roma con 15 corse di Frecce Argento al giorno ed a Milano con le Frecce Bianche con un Eurostar ogni mezz’ora.

Totalmente rivoluzionato, invece, l’orario dei treni locali, che, per la prima volta, sarà cadenzato: ogni singolo convoglio partirà ed arriverà alla stessa ora ed agli stessi minuti. Un cambiamento che rappresenterà un notevole vantaggio per i pendolari anche perché, dopo le infinite proteste degli utenti, si potrà viaggiare su 20 treni nuovi ad alta frequentazione, costruiti dall’azienda svizzera Stadler.

«Il grande errore», dice Ilario Simonaggio della Cgil, «è l’abolizione dei quattro regionali per Milano, che sono sempre pieni. La rottura di carico crea problemi, E poi, siamo sicuri che a Verona la coincidenza sarà sempre immediata?».

Da Venezia i treni partiranno al minuto 12: tappe a Padova, Vicenza, San Bonifacio, Verona Porta Vescovo e Verona Porta Nuova. Per la prima volta la città lagunare sarà collegata con Verona anche con treni regionali veloci, come accade sulla linea Venezia-Padova-Rovigo-Ferrara-Bologna. I pendolari padovani potranno andare da Padova a Verona in 59 minuti (oggi ci vuole un’ora e venti); appena 27 minuti da Padova a Venezia Santa Lucia senza pagare come sulle Frecce Bianche. Oggi andare in laguna con un regionale costa 3.55 euro, mentre con gli Eurostar si devono sborsare 15 euro (Freccia Bianca). I nuovi regionali veloci saranno 13 all’andata ed altrettanti al ritorno. Da Padova in direzione Venezia si partirà al minuto 21; mentre da Padova a Verona si parte al minuto 40.

Sempre sulla linea (Venezia)-Padova-Verona continueranno a circolare treni «ad andamento lento» che fermeranno anche a Grisignano di Zocco, Mestrino, Ponte di Brenta/Busa di Vigonza, Pianiga/Vigonza, Dolo e Mira/Mirano. Da Padova i lenti per Verona partiranno sempre al minuto 56 (un’ora e 26 minuti di percorrenza).

Tasto dolente, come faceva notare Simonaggio della Cgil, l’abolizione dei quattro regionali veloci per Brescia-Rovato-Milano Centrale. La battaglia degli universitari lombardi che studiano a Padova non è servita a niente. Chi vorrà andare a Milano con i prezzi dei regionali (15 euro e 65 anzichè 34.50 del Freccia Bianca), dovrà scendere a Verona e prendere il treno regionale veloce corrispondente per Milano.

Novità sulla Padova-Camposampiero-Castelfranco- Montebelluna- Feltre-Belluno/Calalzo- Pieve di Cadore/Cortina. Per le Dolomiti i treni resteranno gli stessi di oggi, ma ci sarà l’orario cadenzato e saranno introdotte novità destinate a modificare il modo di viaggiare dei padovani che si spostano verso Camposampiero e Castelfranco. I regionali, provenienti o diretti verso le Alpi, non fermeranno più nelle stazioni intermedie tra Padova e Camposampiero. Ossia a Vigodarzere, Campodarsego e San Giorgio delle Pertiche. Stazioni, però, dove si fermeranno ugualmente sia i treni per Cittadella e Bassano del Grappa che gli altri (tredici convogli) per Castelfranco, Paese, Treviso. Il primo treno per Belluno partirà alle 5.29 e l’ultimo alle 21.29. Il primo da Belluno alle 4.48 (Padova 7.09) e l’ultimo alle 19.48 (Padova 21.59). Abolito il regionale delle 22.46 da Padova, che sta già provocando proteste da parte di chi lavora in città e alla sera torna a Camposampiero. Cambiamenti in arrivo anche sulle linee per Monselice-Mantova, Cittadella –Bassano e Mestre-Piove di Sacco-Adria.

Felice Paduano

 

MIRA – Intervento trasversale in Consiglio dopo l’accordo Actv che porterà 5 nuovi mezzi a Mestre

«A Mestre arrivano cinque nuovi autobus mentre in Riviera, dove il costo del biglietto extraurbano è ben diverso, gli autobus sono obsoleti e le pensiline fatiscenti».

La considerazione arriva dai capigruppo consiliari di maggioranza e opposizione Roberto Marcato (Noi per Mira), Mauro Berti (M5S), Maurizio Barberini (Pd)e Mattia Donadel (Mira Fuori dal Comune) che hanno presentato un’interrogazione al sindaco sull’accordo Actv siglato qualche settimana fa. Interrogazione che verrà discussa nel prossimo consiglio comunale di Mira convocato per giovedì 28 novembre alle 20 in sala consiliare.

«Abbiamo appreso del recente accordo raggiunto tra Actv, sindacati e lavoratori – spiega Roberto Marcato che è il primo firmatario dell’interrogazione – constatando che tra la le novità riportate c’è anche l’acquisto di cinque autobus che l’azienda intende mettere in esercizio sulla rete urbana di Mestre».

È a questo punto che i consiglieri Marcato, Barberini, Berti e Donadel chiedono l’intervento del sindaco di Mira Alvise Maniero.

«Il servizio di trasporto dell’Actv nella rete extraurbana, ossia in Riviera del Brenta, – spiegano i quattro – è piuttosto disomogenea rispetto al servizio urbano. Gli autobus che transitano in quest’area sono obsoleti ed inadeguati rispetto alle necessità degli utenti e alle tariffe applicate, superiori a quelle urbane.

Oltre a ciò le pensiline che i passeggeri dell’azienda, compresi molti turisti, sono costretti ad utilizzare in attesa dei mezzi, sono in uno stato di pesante degrado, fatiscenti o addirittura inesistenti».

I consiglieri hanno quindi deciso di incaricare il sindaco Maniero ad attivarsi, «magari in concerto con gli altri sindaci della Riviera del Brenta» per chiedere all’Actv mezzi più moderni anche per le linee extraurbane e magari interessare la stessa Actv ad un progetto di manutenzione e realizzazione delle pensiline, che comunque fanno parte di un biglietto da visita complessivo della provincia e di Venezia per i tanti turisti che usufruiscono del servizio.

Luisa Giantin

 

L’ECONOMIA, LA LAGUNA

GRANDI NAVI – Interrotti i transiti per i lavori del Mose

CONTORTA CONTESTATO – Intervento dell’Istituto Veneto di Scienze, lettere ed arti

In una lettera ai ministri chiedono studi più approfonditi

Un invito a ripensare allo scavo del canale Contorta, per non «ripetere l’errore» del canale dei Petroli che tanto ha danneggiato la laguna. Nel giorno in cui si sono ufficialmente interrotti i passaggi delle grandi navi in Bacino, a causa dei lavori del Mose alla bocca di porto del Lido, a riaccendere il dibattito ci pensa l’Istituto Veneto di Scienze Lettere ed Arti che, attraverso una sua commissione di esperti, esprime così tutti i suoi dubbi sulla soluzione scelta per allontanare i giganti del mare da San Marco. Per l’occasione l’Istituto ha voluto ricostituire quella commissione di studio sui problemi della città e della laguna che era stata attiva tra il ’60 e il ’95. Al suo interno, oltre al presidente dell’Istituto, Gian Antonio Danieli, due ingegneri idraulici come Luigi D’Alpaos e Andrea Rinaldo, l’economista Ignazio Musu, lo storico Gherardo Ortalli, il geografo Francesco Vallerani. Sei accademici, dunque, che riunitisi la settimana scorsa, hanno deciso di scrive a tutti coloro che hanno un qualche ruolo di governo sulla materia: tra gli altri, i ministri Lupi, Orlando e Bray, il direttore regionale per i beni culturali Soragni e la soprintendente Codello, il presidente del Magistrato alle acque Daniele, il sindaco Orsoni, il presidente dell’Autorità portuale Costa.
Un documento articolato che parte dal tema di «uno sviluppo sostenibile di Venezia e della sua laguna».

Fondamentale, per la commissione, è «arrivare ad una adeguata regolazione e qualificazione dei flussi turistici, del cui sviluppo senza controllo l’attuale attività crocieristica è manifestazione».

E di fronte alla soluzione Contorta, il timore è di «ripetere l’errore del canale Malamocco-Marghera, realizzato con una progettazione carente – scrivono i saggi -, senza alcuna verifica delle criticità indotte, senza monitorare gli effetti dell’opera rispetto al regime delle correnti di marea e all’evoluzione morfologica neppure negli anni successivi alla sua realizzazione, nonostante chiare indicazioni di autorevoli studiosi».

Ora la commissione chiede che per il nuovo canale ci sia, invece, un «confronto tra diverse proposte», con un approfondimento sugli effetti dell’opera attraverso «indagini teoriche», ma anche «studi di tipo sperimentale».

I saggi chiedono anche di procedere comunque alla «neutralizzazione degli impatti del canale Malamocco-Marghera, auspicata dal lontano 1979 e mai realizzata» e bocciano, da subito, qualsiasi confinamento di questo, come del nuovo canale, con «materiali inadatti alla laguna».

Roberta Brunetti

 

Maniero e Claut sono contrari ai nuovi scavi: «Stop al progetto, i Comuni vanno coinvolti»

MIRA – «Siamo contro lo scavo dei canali Malamocco e Contorna-S.Angelo: la Commissione Salvaguardia sospenda l’esame dei progetti e venga convocato un tavolo tecnico di confronto con i comuni».

Il Comune di Mira è contrario al progetto: il sindaco Alvise Maniero e l’assessore all’Urbanistica e Lavori Pubblici Luciano Claut, entrambi del Movimento 5 Stelle, hanno scritto nei giorni scorsi ai ministri dell’Ambiente e delle Infrastrutture, ma anche al presidente della Regione Luca Zaia, alla commissione di Salvaguardia e alla Commissione Regionale VAS, ai presidenti del Magistrato alle Acque e dell’Autorità Portuale nonché ai sindaci di Venezia e del Cavallino.

«Si tratta di due interventi che porteranno allo smembramento della laguna di Venezia e a trasformazioni incompatibili con le caratteristiche ambientali e morfologiche della laguna e con l’intero impianto legislativo di Salvaguardia», – spiegano Maniero e Claut in quanto prevedono, a protezione dei bassifondi degli ambiti lagunari limitrofi, scogliere e grandi casse di colmata arginate che nulla hanno a che vedere con la laguna e la sua morfologia.

«La laguna di Venezia verrà così tagliata da profondi canali portuali e dalle relative opere di contenimento – spiegano Maniero e Claut – aumenterà l’afflusso di navi di vario genere, comprese le grandi navi fino a 340 metri di lunghezza per 45 metri di larghezza».

Poiché si tratta di opere che coinvolgeranno anche parte della laguna di fronte a Mira, sindaco e assessore chiedono la convocazione di un tavolo di confronto.

«La Commissione di Salvaguardia deve sospendere il procedimento di valutazione del progetto di marginamento del Canale Malamocco-Marghera – sottolineano Maniero e Claut. – Chiediamo che entrambi i progetti siano rinviati al procedimento di formazione del Piano Regolatore Portuale e alla necessaria intesa con i Comuni interessati; che sia attivata la verifica di assoggettabilità a Valutazione Ambientale Strategica e la VIA presso il Ministero dell’Ambiente».

Luisa Giantin

 

Nuova Venezia – Grandi navi “Non scavate nuovi canali”

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26

nov

2013

ISTITUTO VENETO  – Un appello degli scienziati

Non bisogna ripetere gli errori del canale dei Petroli»

Lettera ai ministri con la proposta di monitorare gli effetti delle nuove opere sull’equilibrio della laguna

«Non si possono ripetere gli errori del canale Malamocco Marghera, che tanti danni hanno causato alla laguna. Bisogna verificare gli effetti delle opere e e tenere ben presente la necessità di salvaguardia della laguna».

Il canale Contorta Sant’Angelo, proposto dal Porto per deviare le navi da San Marco e farle arrivare comunque in marittima, non viene mai nominato espressamente. Ma nel mirino c’è proprio quel progetto di nuovo scavo (circa 4 chilometri) che potrebbe sconvolgere ulteriormente un equilibrio lagunare già compromesso. Monito severo e scientificamente documentato. Che viene al governo da uno degli istituti veneziani più noti e prestigiosi. Firmato da studiosi ed esperti di formazione e orientamento molto diverso. L’Istituto veneto di Scienze, Lettere ed Arti ha inviato al governo un dettagliato parere sui progetti alternativi alle grandi navi. Un documento firmato dai sei professori che fanno parte della rinata «Commissione di studio sui problemi della città e della laguna di Venezia».

Lo hanno sottoscritto il presidente dell’Istituto Gian Antonio Danieli, dal professor Luigi D’Alpaos, ingegnere idraulico dell’Università di Padova, dall’ingegnere Andrea Rinaldo, del Politecnico di Losanna,, dall’economista di Ca’ Foscari Ignazio Musu, dallo storico Gherardo Ortalli – anch’egli professore di Ca’ Foscari – e dal docente di Geografia di Ca’ Foscari Francesco Vallerani.

Nutrito l’elenco dei destinatari, tra cui spiccano i ministri Maurizio Lupi (Infrastrutture), Andrea Orlando (Ambiente), Massimo Bray (Beni culturali), fino ai rappresentanti delle istituzioni veneziani: il sindaco Giorgio Orsoni, il presidente del Porto Paolo Costa, i soprintendenti Renata Codello a Ugo Soragni, il presidente del Magistrato alle Acque Roberto Daniele.

Per la prima volta un documento scientifico di membri del prestigioso Istituto veneziano con sede a palazzo Cavalli Franchetti critica pesantemente un progetto sul tappeto. Fornendo anche indicazioni su come risolvere un problema – quello delle grandi navi in laguna – scoppiato negli ultimi mesi. Per tutelare il lavoro e anche la laguna, concludono gli esperti, occorre confrontare diverse proposte e valutarne gli effetti. Non ci potranno essere in laguna «navi incompatibili» con la morfologia attuale. E gli interventi di difesa della laguna dal canale dei Petroli come proposto dal Porto, conclude il documento, andranno fatti comunque. «In tempi rapidi ma senza ingiustificate accelerazioni che non consentano la ponderata analisi dei problemi».

Alberto Vitucci

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MIRA – Scavo dei canali Il sindaco Maniero si oppone al progetto 

MIRA – Il Comune dice no allo scavo dei canali lagunari per far passare le grandi navi, cioè al progetto del Canale Malamocco–Marghera e allo scavo del nuovo canale Contorta Sant’Angelo. A farsi portabandiera della battaglia sono il sindaco Alvise Maniero e l’assessore ai lavori pubblici, Luciano Claut, i quali hanno inviato una lettera ai ministri dell’Ambiente e Infrastrutture, al presidente della Regione, alla commissione di Salvaguardia e alla commissione regionale, al Magistrato alle Acque, all’Autorità Portuale, nonché ai sindaci di Venezia e Cavallino.

«Questi canali» scrivono «per dimensione sono incompatibili con le caratteristiche ambientali e morfologiche della laguna e prevedono, a protezione dei bassifondi degli ambiti lagunari limitrofi, scogliere e grandi casse di colmata arginate che nulla hanno a che vedere con la laguna e la sua morfologia».

Proseguono: «Viene prefigurato uno smembramento della laguna, tagliata da profondi canali portuali e opere di contenimento. Alle modifiche fisiche si sommeranno gli impatti di un accresciuto flusso di navi, comprese le grandi navi fino a 340 metri di lunghezza per 45 metri di larghezza. Ciò comporterà anche nel territorio lagunare mirese (case di colmata e area di Giare e Dogaletto) fenomeni idrodinamici nuovi ed una modifica dei moti di espansione e regressione di marea”.

Nella lettera Maniero e Claut chiedono, infine, “che la Commissione di Salvaguardia sospenda il procedimento di valutazione dei progetti e che entrambi siano rinviati al procedimento di formazione del Piano Regolatore Portuale e alla necessaria intesa con i Comuni interessati.

(a.ab)

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Campolongo. Il sindaco Campalto preoccupato per i fontanazzi.

Fossati straripati e un seminterrato allagato a Mira

CAMPOLONGO – Fontanazzi vicino al Brenta, Protezione civile allertata, allagamenti di strade e scantinati a Mira e Dolo. Le piogge di ieri hanno creato preoccupazione soprattutto nell’area sud della Riviera, a ridosso degli argini del Brenta a Liettoli e Fossò. Brenta il cui livello nelle prossime ore dovrebbe crescere, accogliendo le piene dei suoi affluenti e soprattutto del Bacchiglione.

«La situazione è preoccupante» spiega il sindaco di Campolongo Alessandro Campalto «Ho allertato le decine di volontari della Protezione civile che stanno monitorando di ora in ora la tenuta delle sponde che tra l’altro in queste settimane, stanno subendo una serie di radicali interventi di manutenzione da parte del Genio civile. Speriamo che l’intensità della pioggia diminuisca. Anche i fontanazzi che sono affiorati in mezzo alla campagna sono costantemente monitorati».

I fontanazzi sono emersi in tre punti: due fra Campolongo e Liettoli e uno a Sandon di Fossò. La questione della tenuta degli argini del Brenta sarà affrontata in una assemblea pubblica a Piove di Sacco giovedì 29 novembre; già invitati ben 25 sindaci. A settembre di quest’anno i residenti e il comitato “Brenta Sicuro” avevano dato vita a una manifestazione con 1500 persone per chiedere interventi contro il dissesto idrogeologico. Dal rilevamento sul Brenta si è verificato che dal dissesto sono interessati circa 1600 metri di sponda sull’argine sinistro e 1800 sull’argine destro, il 40-45% della tratta arginale di circa otto chilometri. In dieci anni l’area dissestata è triplicata.

Problemi e disagi si sono anche però in altri paesi della Riviera.

In via Toti a Mira la pompa di aspirazione di un seminterrato in una palazzina è andato in tilt ieri notte. Sono finiti a mollo una ventina di garage. Situazione pesante per lo straripamento di fossati e canalette in via Valmarana e via Seriola Veneta a Mira Porte.

Problemi anche a Dolo in via Pio X per un seminterratto allagato nella notte e a Rivale di Pianiga e a Pianiga capoluogo i fossati straripati. Sotto costante controllo da parte delle protezioni civili a Mira e Campagna Lupia sono il Naviglio del Brenta, il canale Taglio fra Mira e Mirano e il Serraglio, il Lusore a Oriago e il Novissimo affiancato dalla statale Romea.

Alessandro Abbadir

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Sversamento di idrocarburi Canalette inquinate

CAMPAGNA LUPIA – Inquinamenti da idrocarburi in alcune canalette a Lughetto di Campagna Lupia e sul canale Pionca a Cazzago di Pianiga e infine ieri a Mira.

Gli sversamenti di gasolio sono stati segnalati dai residenti al Comune di Campagna Lupia e agli enti di controllo durante le ore notturne a causa del forte odore sentito sull’acqua dei corsi d’acqua che si trovano accanto al canale Novissimo. Le due canalette interessate erano piene d’acqua viste le continue piogge di questi giorni e sono state inquinate per un tratto di 300 metri.

Un altro sversamento di idrocarburi si è verificato sul canale Pionca, fra Mira e Cazzago. Sia nel caso di Lughetto che a Cazzago a causare gli inquinamenti sarebbero stati due lavaggi di cisterne contenenti combustibili. Infine giovedì sul canale Serraglio a Mira sono comparse chiazze oleose sulla superficie dell’acqua. Chi viene sorpreso a inquinare rischia una denuncia penale.

(a.ab.)

 

MIRA – Elaborato dalla Regione

MIRA – Pubblicato in internet il progetto del sottopasso ciclopedonale di Borbiago elaborato dalla Regione. È visibile nel sito del Comune, ma preoccupano i costi: quasi un milione e mezzo di euro.

Nel giugno scorso la comunità di Borbiago, sostenuta anche dai “cugini” di Oriago, dal sindaco Alvise Maniero e dal parroco, ha espresso con una mega biciclettata la ferma richiesta di un sottopasso ciclopedonale nella nuova rotatoria in fase di realizzazione. A distanza di qualche mese la Regione ha presentato il progetto e l’assessore all’Urbanistica Luciano Claut l’ha pubblicato nel sito internet del Comune con tanto di relazione tecnica, valutazioni delle alternative e pure il conto economico. Un’opera che potrebbe costare circa un milione e quattrocento mila euro.

«Come gruppo dobbiamo esaminare nel dettaglio il progetto in questi giorni- spiega Davide Moressa portavoce del Comitato cittadino di Borbiago – e confrontarci anche con l’assessore Claut. A grandi linee sembra che l’ipotesi di progetto accolga tutte le nostre richieste, ma non nascondiamo la nostra preoccupazione per i costi. Per questo chiederemo uno sforzo sia alla Regione che al Comune, non possiamo permettere che la nuova rotatoria divida due realtà molto vicine come Borbiago e Oriago che hanno in comune scuole e cimitero».

I lavori per la nuova rotatoria e il completamento della bretella di collegamento tra il casello autostradale di Borbiago – Oriago e la Regionale 11 dovrebbero concludersi entro fine anno e rientrano tra le opere complementari al Passante. Il sottopasso è stato richiesto dai cittadini in corso d’opera, ha un iter e costi a sè e non rientrano nelle spese legate al Passante.

Luisa Giantin

 

Illustrati a Mira i contenuti del Piano territoriale, previsto anche il polo logistico

Maniero: «Così si devastano le ville della Riviera». Claut: «Daremo battaglia»

MIRA – Romea Commerciale, Veneto City, polo logistico, idrovia e camionabile, elettrodotto Dolo-Camin, la Regione approva tutte le grandi opere all’interno della sua programmazione urbanistica. Resta solo il dubbio sull’innesto alla Romea Commerciale che volutamente il Comitato interministeriale per la programmazione economica (Cipe), ha lasciato indeterminato. Potrebbe essere a Roncoduro per innestarsi con il Passante (attraversando la Riviera) o a Villabona di Marghera, attraversando i comuni di Mira e Venezia.

Questo quello che è parso chiaro a tecnici ed amministratori ieri sera dopo la presentazione del Piano paesaggistico regionale d’ambito (Ppra) incluso nel Piano Regionale Territoriale di Coordinamento (il piano urbanistico della Regione).

Insomma la Regione non ha alcuna intenzione di tornare sui suoi passi nonostante ad esempio, il Comune di Mira (e altri enti locali) abbia bocciato in toto le grandi opere.

Maurizio De Gennaro, dirigente alla Pianificazione territoriale della Regione ha illustrato il percorso del Piano, assicurando di aver tenuto conto dei vincoli costituiti dalle 24 ville del Palladio e oltre 3800 ville in tutto il Veneto.

Rassicurazioni che non sono bastate ne al sindaco Alvise Maniero ne all’assessore all’urbanistica Luciano Claut. «Questa programmazione regionale prevede – ha detto il sindaco – le grandi opere. Ad ora per 6 chilometri Mira è attraversata dalla Romea e riteniamo che sia vitale la messa in sicurezza di questa infrastruttura. Invece la Regione ne ha già prevista una ancor più grande e devastante per il cuore del patrimonio rappresentato dalle ville della Riviera».

Ancor più duro Claut. «Questo Piano – dice – è una bella facciata sotto cui si nascondono tutte le grandi opere più devastanti. Noi diciamo no a Romea Commerciale, polo logistico, asse plurimodale (idrovia e camionabile) e siamo pronti a dare battaglia anche per fermare l’elettrodotto Dolo-Camin e Veneto City».

Oscar Mancini della Cgil è sulla stessa linea: «La Regione vuole fare tutte le opere nonostante le buone intenzioni di tutela del paesaggio».

Antonio Foscari, docento dell’Istituto universitario di architettura Venezia (Iuav) infine ha spiegato l’interesse per la qualità dell’architettura palladiana. Foscari ha proposto per il Piano un nuovo approccio di tutela del patrimonio ambientale ed architettonico.

Dopo la presentazione di ieri in villaVenier a Mira, il percorso di concertazione del Ptrc e del piano paesaggistico continuerà il 2 dicembre a Jesolo.

Alessandro Abbadir

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MIRA – Si è aperta ormai da qualche giorno la campagna abbonamenti per la stagione di prosa al teatro Villa Dei Leoni, che inizia il 15 dicembre con Lorenzo Monguzzi e Marco Paolini e per la rassegna domenicale per famiglie.

L’abbonamento a dieci spettacoli per la prosa costa 105 euro, mentre il rinnovo, dal 9 novembre, è di 95 euro.

Per teatro famiglie, l’abbonamento a sei spettacoli è di 30 euro per gli adulti e 18 euro per i bambini.

È possibile anche effettuare il rinnovo telefonico, via mail o tramite il modulo on-line.

Info www.teatrovilladeileoni.it

(L.gia.)

 

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