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MIRA – Si è aperta ormai da qualche giorno la campagna abbonamenti per la stagione di prosa al teatro Villa Dei Leoni, che inizia il 15 dicembre con Lorenzo Monguzzi e Marco Paolini e per la rassegna domenicale per famiglie.

L’abbonamento a dieci spettacoli per la prosa costa 105 euro, mentre il rinnovo, dal 9 novembre, è di 95 euro.

Per teatro famiglie, l’abbonamento a sei spettacoli è di 30 euro per gli adulti e 18 euro per i bambini.

È possibile anche effettuare il rinnovo telefonico, via mail o tramite il modulo on-line.

Info www.teatrovilladeileoni.it

(L.gia.)

 

MIRA – Grandi opere e programmazione urbana del territorio della Riviera, la Regione svela le carte oggi alle 16.30 in Villa Venier. Si parlerà di tutela dei beni paesaggistici e di sviluppo sostenibile, cioè delle grandi opere inserite nel territorio.

Il percorso è quello del Piano paesaggistico regionale d’ambito “Arco costiero adriatico, laguna di Venezia e delta del Po”. È il terzo degli incontri previsti, che avrà come filo conduttore l’asse strategico della tutela, intesa come capacità di riconoscere i beni paesaggistici e come patrimonio del territorio.

Dopo il saluto del sindaco di Mira Alvise Maniero e della presidente dell’Istituto regionale Ville venete Giuliana Fontanella i lavori saranno introdotti da Silvano Vernizzi, segretario regionale per le Infrastrutture, Antonella Ranaldi, Soprintendente per i Beni architettonici e paesaggistici, Marino Zorzato, vicepresidente del Veneto.

Sono previsti interventi di Maurizio Di Gennaro, dirigente della Regione, Antonio Foscari dello Iuav, Carlo Canato direttore dell’Irvv, Luciano Claut assessore all’Urbanistica del Comune di Mira, Claudio Scarpa, direttore di Federalberghi, Franco Scantamburlo, segretario dell’Associazione Artigiani della Riviera.

(a.ab.)

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Nuova Venezia – Mira. attacco di carlo Crotti

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18

nov

2013

«Dichiarazioni irresponsabili di Maniero sull’idrovia»

MIRA «Invito il prefetto a intervenire e se necessario chiedere l’intervento per lo scioglimento del consiglio comunale di Mira e la decadenza del sindaco. Le posizioni espresse da Alvise Maniero e dai suoi assessori sono nocive per la salvaguardia idraulica degli altri Comuni della Riviera».

È questa la dura posizione di Carlo Crotti, presidente dell’associazione “Salvaguardia idraulica del territorio padovano e veneziano” dopo le dichiarazioni del sindaco contro la realizzazione del completamento dell’Idrovia Padova – Venezia.

«Solo degli smemorati» spiega Crotti «possono aver dimenticato che bastò una bomba d’acqua nel settembre 2007 per mettere in seria crisi i canali che ora, a detta degli amministratori di Mira, dovrebbero supplire a masse d’acqua molte volte superiori. Solo dei dilettanti possono pensare che la rete idraulica minore possa supplire nel veneziano alle esigenze di fiumi in piena, spesso affiancati da maree eccezionali come nel 1966».

In sostanza il no di Mira blocca il via libera dato di fatto dagli altri Comuni della zona all’opera. «La situazione» continua Crotti «potrebbe essere sbloccata dai sindaci dei Comuni che non condividono le posizioni di Mira. Al loro posto mi rivolgerei al prefetto Domenico Cuttaia affinchè convochi nei suoi uffici il sindaco di Mira e il professor D’Alpaos e confronti, numeri e dati scientifici alla mano, le due posizioni».

Crotti auspica che a quel punto il prefetto «inviti il sindaco di Mira a desistere dal suo atteggiamento e a ragionare sui numeri» oppure si rivolgerà al Presidente della Repubblica per sciogliere il consiglio comunale di Mira «per il danno che il suo comportamento può provocare alla collettività».

Alessandro Abbadir

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Mira. Il sindaco Maniero e l’assessore Claut categorici: l’opera non serve

Per evitare allagamenti meglio puntare sulla manutenzione della rete idrica

MIRA – Il Comune di Mira dice no al completamento dell’idrovia Padova-Venezia e punta invece sulle manutenzioni del sistema idraulico locale per evitare allagamenti nel territorio della Riviera.

A dirlo sono il sindaco Alvise Maniero e l’assessore ai Lavori pubblici Luciano Claut: «Contro gli allagamenti servono progetti concreti, fondati su studi attenti delle criticità e non su sterili slogan. Noi lavoriamo per questo, perché con le parole non si ferma l’acqua. Ci mancano anche le umili manutenzioni essenziali contro il rischio idraulico: prima di svenarsi in mega-opere chiedere una riflessione è un dovere, non una colpa».

Mira respinge come ridicole le accuse di essere sorda all’emergenza idraulica. «Alla nostra sicurezza idraulica serve una mega-opera larga come tre autostrade», si chiedono Claut e Maniero, «o dovremmo forse recuperare la manutenzione essenziale, che viene fatta mancare da lustri? Mira non è indenne da emergenze idrauliche e da allagamenti e per questo siamo sensibili a cercare la soluzione per questi problemi. L’amministrazione di Mira appena insediata fu da più parti investita del problema del completamento dell’idrovia».

Sindaco e giunta si recarono nel luglio 2012 dal professor D’Alpaos per chiedere indicazioni sulle valenze dell’infrastruttura, mai completata. Diverse domande non trovarono risposte.

«È da qui», spiega il sindaco di Mira, «che nasce la nostra incertezza verso l’idrovia, tanto più che un progetto di completamento non è ancora agli atti e pertanto è difficile esprimersi».

«Prima ancora che dal completamento dell’idrovia», osservano Maniero e Claut, «la sicurezza idraulica deriva da una serie di condizioni ineludibili. La prima è la manutenzione della rete esistente, da decenni assente e drammatica. Una manutenzione orientata a risolvere questioni di aumentata capacità di invaso, trattenimento e deflusso».

Altra questione per il Comune di Mira riguarda il rispetto del territorio, il consumo di suolo, gli impatti sulle campagne, sulla rete minore e sulla laguna, una condizione “nuova” rispetto agli anni in cui l’idrovia fu concepita.

«Non serve essere geni», conclude Maniero, «per sapere che per finire l’idrovia ci vorranno, oltre che ingenti capitali, almeno vent’anni. E in questo periodo sarà Mira allora responsabile dei problemi idrogeologici? O lo sarà invece chi ha preferito dirottare miliardi verso l’ennesima grande opera piuttosto che in un’azione puntuale di manutenzione del territorio?».

Alessandro Abbadir

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Gazzettino – Mira “Idrovia? Prima va sistemata la rete”

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16

nov

2013

MIRA – Sindaco e assessore replicano agli attacchi: «Da decenni manca la manutenzione»

MIRA – «Con le parole non si ferma l’acqua. Prima di svenarsi in mega-opere, come l’Idrovia, chiedere una riflessione è un dovere, non una colpa».

Il sindaco di Mira Alvise Maniero bolla come “ridicole” le accuse mosse da alcuni sindaci della Riviera – tra cui quelli di Camponogara, Campagna Lupia, Fossò, Stra e Vigonovo e dal prof. Luigi D’Apaos – sulle perplessità espresse da Mira nel completamento dell’Idrovia.

«Contro gli allagamenti servono progetti concreti – replica Maniero – fondati su studi attenti delle criticità e non su sterili slogan. Noi lavoriamo per questo, perché con le parole non si ferma l’acqua. Alla nostra sicurezza idraulica serve una mega-opera larga come tre autostrade – si chiede il sindaco mirese – o dovremmo forse recuperare la manutenzione essenziale, che viene fatta mancare da lustri?».

Maniero spiega che insieme all’assessore all’Urbanistica Luciano Claut nel luglio del 2012 andarono dal prof. D’Alpaos a chiedere indicazioni sulle valenze dell’infrastruttura.

«L’esito dell’incontro – raccontano – fu che le speranze iniziali si tradussero in incertezze. Diverse domande non trovarono risposte certe o efficaci. Mira non è indenne da emergenze idrauliche e da allagamenti e per questo siamo ben sensibili a cercare la miglior soluzione. Ma prima ancora che dal completamento dell’idrovia – dichiarano i due – la sicurezza idraulica deriva da una serie di condizioni oggi ineludibili, prima tra tutte la manutenzione della rete esistente, che da decenni è assente. Non serve essere geni per sapere che per finire l’idrovia ci vorranno, oltre che ingenti capitali, almeno vent’anni. E in questo periodo sarà Mira allora responsabile dei problemi idrogeologici?».

(L.Gia.)

 

MIRA – La nuova Romea resta al centro dell’attenzione in Riviera.

In occasione della giornata di mobilitazione nazionale contro le “grandi opere”, Opzione Zero organizza per domani alle 9 una «prima manifestazione di protesta» nella nuova rotonda Pansac sulla Romea a Malcontenta con lo slogan “No autostrada Romea: non ci serve un’altra autostrada, ma una Romea sicura subito!” Il comitato invita cittadini, associazioni, comitati e forze politiche alla massima partecipazione e attacca Governo e Regione:

«Una dissennata operazione – accusa Mattia Donadel presidente di Opzione Zero – o meglio l’ennesimo regalo agli “amici” che non regge alla minima verifica e non risolve il problema della Romea perché il progetto non prevede la messa in sicurezza della statale».

Anche il Pd di Mira, su proposta di Fabio Zaccarin, rompe gli indugi ed esprime forte preoccupazione: «Tra le ipotesi di tracciato c’è allargamento dell’ultimo tratto dell’attuale Romea, che diventerebbe una superstrada innestandosi alla A4 tramite il casello di Oriago o con una bretella lato Forte Tron. L’assessore all’Urbanistica Claut ed il M5S continuano a fare battaglie di principio, facendo finta di non sapere che Governo e Regione hanno considerato la Romea un’opera strategica e che gli altri Comuni hanno già deciso a sfavore di Mira. Se andrà così – prevede il Pd – Malcontenta, Dogaletto, Giare, Oriago e Borbiago, ovvero circa 20.000 abitanti pagherebbero pesantissime conseguenze».

A Dolo i consiglieri della lista “Per Dolo, Cuore della Riviera”, attaccano: «La decisione del Cipe, che raccoglie in pieno la richiesta della Regione Veneto, di non indicare gli ultimi 14 chilometri del tracciato della Romea Commerciale, è una enorme foglia di fico che copre la volontà dei territori e il concetto stesso di vivibilità». E si dicono pronti ad attivarsi a tutti i livelli.

Anche il Circolo Enrico Berlinguer del Sel di Dolo si sta mobilitando: «Parteciperemo domani alla mobilitazione organizzata in tutta la provincia di Venezia contro le grandi opere e alla manifestazione regionale del 30 novembre a Venezia».

Luisa Giantin (ha collaborato Lino Perini)

 

POLO CROCIERISTICO

MIRA «No a qualsiasi ipotesi di portualità e crocieristica all’interno dell’area lagunare del Comune di Mira. Mira ha il territorio circondato da progetti per grandi opere calate dall’alto che rischiano di stritolarla. Per questo serve una mobilitazione massiccia e una presa di posizione ferma che dica no a distruzione dell’ambiente e cementificazione».

È la posizione presa da Andrea Pesce (Movimento 5 Stelle), presidente della commissione Territorio e Ambiente del Comune di Mira, in un recente incontro fatto in municipio con le associazioni del territorio e l’assessore ai Lavori pubblici Luciano Claut.

«Questi progetti che puntano a sviluppare la croceristica in laguna», ha detto Claut, «vanno rigettati. Le grandi navi devono restare fuori dalla laguna di Venezia, fuori cioè dalle attuali bocche di porto. Mira perciò non darà mai la disponibilità del territorio a progetti devastanti di questo tipo».

All’incontro hanno partecipato, oltre agli amministratori comunali, i rappresentanti dei comitati “No grandi navi” e anche di associazioni ambientaliste come Italia Nostra.

Il presidente della commissione Andrea Pesce auspica che su queste posizioni di netta difesa dell’ambiente da progetti calati all’alto possano «continuare a trovarsi convergenze con altre forze politiche come accaduto nel caso delle osservazioni al Ptrc spedite alla Regione che dicevano No alle grandi opere».

(a.ab.)

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Nuova Venezia – Mira. Diamo ai poveri il cibo inutilizzato.

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14

nov

2013

Anche a Mira ho visto e hanno visto persone anziane rovistare sui contenitori dell’umido, quasi certamente in cerca di cibo. È repellente che i nostri amministratori centrali (e non solo), con questa politica di oppressione fiscale, la non creazione di posti di lavoro, abbiano portato milioni di persone nelle desolanti condizioni economiche di povertà assoluta. A Mira, nel Veneto e in Italia si potrebbero aiutare milioni di queste persone che non riescono a sfamarsi: come? Con il cibo che (non) è da buttare: formaggi freschi, latte fresco e Yogurt, pasta, riso, scatole di merendine lievemente danneggiate, cassette di mele, pere, arance anche se un po’ raggrinzite o lievemente ammaccate, verdure e il pane, buono anche il giorno dopo ecc. Questi prodotti, benché siano ancora commestibili, sono destinati al macero. È inaccettabile! Basterebbe che il Parlamento italiano, i politici, se avessero a cuore la grave situazione economica che stanno attraversando milioni di concittadini, approvassero una norma che permettesse ai commercianti e artigiani di consegnare i prodotti di genere alimentare, in prossimità di scadenza e invenduti, ad associazioni che sostengono categorie sociali disagiate e famiglie bisognose, con una semplice documentazione di consegna e recupero dell’Iva. Così fatto, milioni di tonnellate di merci andrebbero a favore dei bisognosi per un valore economico di decine e decine di milioni di euro. Se inoltre aggiungessimo gli alimenti invenduti da grossisti e nei mercati rionali, che vanno buttati ogni anno, queste tonnellate di cibo ancora commestibile servirebbero a preparare pasti ogni giorno per milioni di persone prive di sostentamento. Ci sarebbe, inoltre, un risparmio di miliardi di euro per i cittadini che pagano le tasse pure per le politiche sociali. Politici, anche di schieramenti opposti, dovrebbero riproporre il disegno di legge firmato dall’ex senatore Ds Walter Vitali e dal deputato di An Enzo Raisi. La proposta era stata presentata al Parlamento alla fine di luglio 2004. Quasi certamente i due politici di opposti schieramenti avevano ascoltato chi si occupava dei “veri” problemi della gente, mettendo da parte l’ideologia e soprattutto senza trarne alcun vantaggio personale.

Mario Morara Mira

 

Nuova Venezia – Pronti al flash mob sulla Romea.

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13

nov

2013

Si amplia il fronte dei contrari al progetto di autostrada a pagamento. Sabato scatta la protesta

MIRA – Comitati pronti alla protesta sulla statale 309 contro la realizzazione della Nuova Romea il cui progetto preliminare è stato approvato al Cipe. Sarà un flash mob promosso dai comitati “Opzione zero”.

«Ci troveremo nei pressi della rotonda Pansac» spiega il presidente Mattia Donadel «Una manifestazione che vuol essere una prima risposta alla Romea commerciale e poi anche un invito a mettere in sicurezza l’attuale Romea».

I comitati sono convinti che alla fine si propenderà per l’innesto a Roncoduro cioè in mezzo alla Riviera del Brenta.

«In un momento successivo» anticipa Donadel «non escludiamo manifestazioni di protesta sul Naviglio e sulla Brentana fra Dolo e Mira, nel punto in cui dovrebbe passare la Commerciale».

Intanto arrivano subito adesioni da parte dei partiti alla manifestazione. «Siamo pronti a scendere in strada con i comitati il 16 novembre» dicono il segretario di Sel di Mira Paolo Dalla Rocca e l’esponente Francesco Vendramin «Con i nostri militanti protesteremo contro il mostro della Romea commerciale. Siamo pronti a fare anche cortei sulla Romea a Mira e Campagna Lupia».

Sel fa anche un appello al Pd: si schieri come noi senza se e senza ma contro il cemento.

«Come i comitati e come il Movimento 5 stelle» spiegano gli esponenti di Sel «siamo pronti a organizzare presidi in strada per fermare quest’opera che devasterà il territorio. Chiediamo però anche alle altre forze politiche come il Pd della Riviera di seguire posizioni coerenti. Il Pd dica no ad un’opera che distruggerà l’ambiente».

Per i comitati e Sel la Romea commerciale è un’opera inutile, che non serve a niente visto che i dati del traffico commerciale dal 2008 con la crisi sono crollati di un 30%.

Per i comitati oltre al miliardo e mezzo di sconto fiscale, anche gli altri 8,5 miliardi che la Gefip Holding, società proponente capitanata dall’europarlamentare del Pdl Vito Bonsignore dovrebbe anticipare, finiranno per essere pagati dalla cittadini.

Critiche vanno ai sindaci di Pianiga Massimo Calzavara e di Dolo Maddalena Gottardo.

«Fanno ridere» attacca Vendramin «Dicono sì alla Romea commerciale ma solo nei comuni degli altri. Stiano tranquilli i loro cittadini. Nonostante i loro sindaci, lotteremo per fermare l’opera anche nel caso in cui si scegliesse l’innesto a Roncoduro».

Alessandro Abbadir

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Gazzettino – Un fronte comune contro le Grandi Navi

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11

nov

2013

MIRA – Fronte comune contro le grandi navi

MIRA – Assemblea aperta con parlamentari di M5S, comitati e associazioni

Nasce a Mira un fronte comune per fermare le Grandi navi a Venezia.

«Uniti per coordinare idee e posizioni – annuncia l’assessore all’Urbanistica Luciano Claut di Mira – e per chiedere che lo scavo del canale Contorta Sant’Angelo venga sottoposto a non solo a Via (Valutazione di impatto ambientale) ma anche a Vas, Valutazione ambientale strategica su scala più vasta e in un ottica di laguna e di tutela ambientale non solo di intervento singolo».

Sabato scorso a Mira si sono riuniti, su proposta dell’assessore Claut, associazioni e docenti universitari per discutere dell’accesso alle Grandi navi a Venezia e autori di proposte alternative, simili tra loro. Presenti oltre agli esponenti del M5S veneti, il senatore Giovanni Endrizzi e la deputata Arianna Spessotto, Silvio Testa del comitato No Grandi Navi, il professor Gianni Fabbri, docente di Progettazione architettonica e urbana allo Iuav, Lidia Fersuoch presidente di Italia Nostra e Lia Vianello per Opzione Zero.

«La decisione che riguarda lo scavo del Canale Contorta – ha dichiarato Claut – se da un lato ha alcuni punti di condivisione con la Legge Clini Passera contro il passaggio delle grandi navi nel canale della Giudecca, dall’altro prevede invece lo scavo di un altro canale che favorisce l’aumento dei flussi di mezzi. Come autori di alcune proposte finalizzate a bloccare le grandi navi in bocca di Porto, seppure di alcune diversità ci siamo riuniti per cercare un coordinamento di idee. Inoltre – ha aggiunto l’assessore di Mira – chiediamo che lo scavo del canale Contorta venga sottoposto a Vas in mancanza di un Piano regolatore portuale sul quale questo tipo di interventi dovrebbe fare riferimento coinvolgendo anche i comuni della Laguna da Mira a Cavallino».

Luisa Giantin

 

CA’ FARSETTI – Orsoni: «Ci sarò al Consiglio sulle grandi navi»

(vmc) «Non mi sono mai sognato di esimermi dal relazionare al Consiglio comunale gli esiti dell’incontro a palazzo Chigi sulle grandi navi. Lunedì (oggi per chi legge, ndr) ho solo un altro impegno istituzionale in mattinata. E nel pomeriggio parteciperò regolarmente alla seduta, come comunicato a tutti gli interessati in tempi non sospetti». È un Giorgio Orsoni visibilmente seccato, quello che replica a Renzo Scarpa (gruppo Misto), per la sua presunta assenza al Consiglio comunale programmato oggi al Municipio di Mestre.

«Una decisione appresa dalla stampa e dalla televisione», aveva detto Scarpa, infuriato per «il rinvio della relazione sui risultati della riunione romana, richiesta da tutti i capigruppo e da ottemperare alla prima occasione utile».

«Una tempesta in un bicchier d’acqua, e una preoccupazione del tutto priva di fondamento – aggiunge il sindaco – In Consiglio comunale ci sarò, e non capisco da chi sia uscita la notizia che non ci fossi. Anziché esternare subito la sua vibrata protesta, Scarpa avrebbe potuto mettersi in contatto con me o la mia segreteria, e apprendere che tutto si svolgerà secondo programma, senza rinvii di sorta».

Nel mirino del consigliere comunale, comunque, c’è anche «il mancato rispetto della decisione del Consiglio, che ha indicato la necessità di trasferire le grandi navi fuori dalla laguna», oltre alla «idea personale di Orsoni di spostarle a Porto Marghera, mai illustrata compiutamente a nessuno: su questa posizione il sindaco è andato al massacro totale, perché unico dei partecipanti alla riunione di palazzo Chigi a risultare perdente». Aspetti sui quali il primo cittadino fa spallucce, riservandosi di rispondere proprio durante il Consiglio comunale.

 

VENEZIA – Polemica tra Muccino e gli albergatori

REGISTA E PRODUTTORE – Gabriele Muccino ha raccolto cirfa 94mila firme contro le grandi navi a Venezia

SCONTRO – Il regista: «Non sapete valorizzare la città»

L’Ava: «Basta giocare sulla nostra pelle»

LA POLEMICA – Botta e risposta per alcune affermazioni in Facebook

Muccino boccia ancora Venezia. Scarpa: «Non sa ciò che dice»

Scoppia in rete la polemica tra Gabriele Muccino e i veneziani. Tre giorni fa il noto regista ha postato sulla pagina di Venessia.com un post in cui, ringraziando i 94mila firmatari della sua petizione “no grandi navi”, esultava per l’allontanamento delle grandi navi dal canale della Giudecca. Il post ha suscitato le ire dei favorevoli al mantenimento della attuale crocieristica. Il regista ha cancellato il post e l’ha sostituito sabato con un altro, per nulla amichevole: «In questa pagina viene fuori tutta la cultura dei Veneziani. Complimenti. È istruttivo leggere le parole di un popolo che se ne frega del fatto che la città viene giù come un castello di carte. Perché non fate una petizione per collegare con voli diretti Venezia a Parigi, Londra e New York? Sapeste quanti milioni di turisti avreste. I ristoranti avrebbero il panico per le file fuori. Altro che navi».

Immediata la reazione dei veneziani che hanno ancora attaccato il regista. Ieri Muccino ha cancellato anche questo post e l’ha sostituito con una “lettera ai veneziani” in cui ribadisce la vittoria della petizione contro le grandi navi e invita i veneziani a tutelare la propria città e a renderle onore con integrità e orgoglio. «Si attrezzino meglio – scrive – nel convogliare nella loro città un turismo colto. Parlando dell’Italia all’estero, Venezia è una delle città che con sorpresa viene visitata meno di Bologna o Firenze, o Roma o Napoli. Perché? Forse perché invece che promuovere crociere si sarebbe dovuto promuovere la città! Io personalmente ho chiesto all’Alitalia di collegare con voli diretti Venezia a Parigi».

A Muccino replicano gli albergatori. «Venezia sta diventando un’arena di discussione per gli intellettuali del circolo di Madame Verdurin di Marcel Proust – afferma il direttore dell’Ava, Claudio Scarpa – Le sue affermazioni sono del tutto inesatte, Venezia è il terzo aeroporto d’Italia, collegata con tutto il mondo. Se non sa quello che dice è ora di finirla di giocare sulla pelle dei veneziani».

«Muccino non può giudicare i veneziani in toto per l’attacco di pochi – commenta Matteo Secchi, portavoce di Venessia.com – A parlare di Venezia senza conoscerne la realtà si rischia di scrivere baggianate».

Daniela Ghio

 

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