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Linea Mestre-Adria: centinaia di pendolari impossibilitati a salire sui treni

La Federconsumatori della Riviera mette a disposizione il suo ufficio legale

CAMPONOGARA «Agiremo legalmente per far ottenere a tutti gli utenti che hanno avuto danni dai disservizi dei treni sulla linea Mestre – Adria, rimborsi e risarcimenti da Sistemi Territoriali. Mettiamo a disposizione per questo il nostro ufficio legale».

A dirlo a chiare lettere sono Alfeo Babato, referente di Federconsumatori della Riviera e del Miranese e l’avvocato dell’associazione Carlo Pognici. Da circa un mese centinaia di persone (per lo più studenti e pendolari) lamentano che alla mattina sia impossibile entrare nei treni della linea Mestre-Adria serviti ancora dalla vecchia “Vaca Mora”. Da Adria, Cavarzere, Piove di Sacco fin da subito si viaggia stipati come sardine. A Campagna Lupia il treno era talmente pieno che era impossibile entrare. A Prozzolo, Calcroci, Sambruson, Mira Buse, Oriago e Porta Ovest non si entrava più. Mercoledì scorso a Prozzolo è scoppiato il finimondo. Il treno è stato preso d’assalto da una folla inferocita di utenti che non sono riusciti ad entrare, visto che poteva contenere al massimo 110 persone. Le persone, che aspettavano fuori, erano 160. Si trattava di quasi tutti utenti in possesso di abbonamento. A Prozzolo prima sono state aperte le porte e in tanti hanno cercato di entrare, spingendo per farsi spazio e cercando di viaggiare seppur stipati. Quando, però, si sono resi conto che nemmeno in questo modo sarebbero entrati, un gruppo di dieci persone ha perso la pazienza inscenando una protesta clamorosa collocandosi sui binari e impedendo di fatti al treno di partire. Per sbloccare la situazione son dovuti intervenire i carabinieri di Chioggia, che hanno cercato subito il dialogo con le persone esasperate da giorni e giorni di disservizi. Il treno è potuto ripartire solo dopo quasi un’ora all’arrivo di un convoglio che lo seguiva. Sistemi territoriali è corsa ai ripari e già da due giorni il treno non ha più un solo vagone, ma due. I disagi, però, persistono per altre corse nelle ore di punta.

«Quello che sta succedendo», chiosano Babato e l’avvocato Pognici, «è intollerabile. In accordo con Federconsumatori di Chioggia e Cavarzere promuoveremo azioni legali per ottenere risarcimenti e rimborsi. Chi ha avuto disagi o danni per ritardi o chi ha pagato l’abbonamento e il biglietto, e non è potuto entrare in treno può e deve farsi rimborsare da Sistemi Territoriali e per questo agiremo legalmente». Per informazioni si può chiamare allo 041 5491461.

Alessandro Abbadir

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CAMPONOGARA «Da questa mattina il treno che circola sulla Mestre-Adria delle 7.30 ha due vagoni e non solo uno come mercoledì scorso. Disagi non dovrebbero verificarsene più».

A spiegarlo è Gianmichele Gambato, presidente di Sistemi Territoriali, dopo che mercoledì scorso a Prozzolo di Camponogara un treno della classica “Vaca mora” è stato preso d’assalto da una folla inferocita di utenti che non sono riusciti ad entrare in un treno che conteneva al massimo 110 persone.

Le persone che invece aspettavano fuori erano 160, quasi tutti utenti abbonati. L’unico vagone era talmente stipato che non si poteva nemmeno salire. Così un gruppo di dieci persone ha inscenato una protesta clamorosa collocandosi sui binari e impedendo al treno di partire. Il treno è potuto ripartire solo dopo quasi un’ora.

Se a Prozzolo e Calcroci ancora fino a ieri si entrava nel treno, alle stazioni di Sambruson e Mira (Mira Bise, Oriago e Porta Ovest) di fatto era impossibile. «La situazione», spiega Gambato, «era originata dal fatto che quel treno avrebbe dovuto viaggiare da circa un mese con due vagoni da Adria fino a Mestre. Uno era in riparazione e da questa mattina (ieri) è funzionante. Abbiamo fatto un sopralluogo e per i prossimi giorni problemi non dovrebbero essercene più. I tecnici hanno fatto un giro in treno proprio stamattina e ci hanno spiegato che i disagi non c’erano».

(a.ab.)

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Una mattina di ordinaria follia a Prozzolo: 40 viaggiatori restano a terra e occupano i binari fino all’arrivo dei carabinieri

CAMPONOGARA – Nel treno sulla linea Mestre-Adria non ci si sta da quasi un mese. Tutti pigiati, se va bene. Ma se proprio non va si resta a terra. E ieri mattina a Prozzolo di Camponogara i pendolari infuriati, il treno lo hanno bloccato mettendosi di traverso sui binari.

A riportare l’ordine e a farlo ripartire sono dovuti intervenire in forze i carabinieri dalle caserme di Campagna Lupia e Camponogara. Tutto è capitato verso le 7,30 del mattino, quando un treno a unico vagone, partito da Adria e diretto a Mestre, giunto a Prozzolo di Camponogara era zeppo di persone fino all’inverosimile. Già a Bojon e Campagna Lupia entrare dentro la vettura era un problema. Il treno che ha 110 posti in tutto, ed è frequentato al mattino soprattutto da operai, impiegati e lavoratori diretti a Mestre e a Venezia, non sfugge alla legge dell’impenetrabilità dei corpi. Ieri, fra dentro e fuori. alla stazione di Prozzolo erano in 160, quasi tutti utenti in possesso di un abbonamento. Anche ieri come succede da quasi un mese, arrivati a Prozzolo non si poteva più entrare e la rabbia della gente è scoppiata. Prima sono state aperte le porte e in tanti hanno cercato di entrare spingendo per farsi spazio e cercando di viaggiare seppur stipati come sardine. Quando però si sono resi conto che nemmeno in questo modo sarebbero entrati, un gruppo di dieci persone ha perso la pazienza e ha inscenato una protesta clamorosa collocandosi sui binari ed impedendo di fatti al treno di partire. Sono volate urla del tipo: «Vogliamo salire paghiamo il servizio», e poi: «Perché non ci sono due vagoni se uno non basta?». « Vergogna siamo stipati come sardine». «Il treno non riparte se non trovate una soluzione» . Il capotreno preoccupato per quello che stava capitando ha chiamato in aiuto le forze dell’ordine. In pochi minuti sono arrivate le pattuglie dei carabinieri. All’arrivo dei militari per evitare di essere denunciati per interruzione di pubblico servizio, molte persone sono risalite dai binari ai marciapiedi della stazione. Il treno però è rimasto bloccato fino alle 8,15 , quando ne è sopraggiunto un altro da Adria sempre in direzione Venezia-Mestre. I pendolari sono potuti così salire sui due treni e arrivare a destinazione con una ripartenza distanziata di pochi minuti. Non sono mancate le proteste e i malumori della gente, che in tanti casi ha minacciato di stracciare la tessera dell’abbonamento e di non voler più pagare il biglietto per un servizio così pessimo. I carabinieri di Camponogara, Campagna Lupia e della Compagnia di Chioggia cercheranno di capire utilizzando le telecamere della stazione chi è andato sui binari inscenando una protesta non autorizzata e che configura il reato d’interruzione di pubblico servizio. La scena dell’affollamento del convoglio ormai però si ripete da diverse settimane. Se a Prozzolo e Calcroci ancora fino a ieri si entrava nel treno, alle stazioni di Sambruson e Mira (Mira Buse, Oriago e Porta Ovest) di fatto è impossibile.

Alessandro Abbadir

 

«Le sardine stanno più larghe di noi»

Il racconto della testimone: «Anche il personale ha riconosciuto che si viaggia senza sicurezza»

CAMPAGNA LUPIA «Resteremo qui, fino a quando non arriva un treno per tutti». Erano decisi a fare una sorta di sit-in a oltranza in stazione, ieri mattina, i pendolari che viaggiano sulla linea ferroviaria Adria Mestre Venezia e per documentare il motivo della loro protesta hanno chiamato anche i carabinieri a fare le foto del treno: stipato all’inverosimile, tanto che le porte non si chiudevano e il convoglio non riusciva a ripartire.

«Le sardine stanno larghe, rispetto a noi» racconta Sabina, una pendolare che quel treno le prende tutte le mattine per andare a lavorare a Mestre. «Abbiamo chiesto decine di volte a Sistemi Territoriali di aggiungere un vagone. La scorsa settimana, incredibile, lo hanno anche fatto. Ma solo per un paio di giorni. Poi lo hanno tolto e siamo tornati al punto di prima».

Un “punto” che non è degno di un sistema di trasporti civile, a quanto raccontano i pendolari che ne fanno le spese. «Il treno è quello delle 6.43 da Cavarzere» racconta Sabina «a Piove si riempie del tutto e poi continua a imbarcare gente che deve stringersi sempre di più. Questa mattina (ieri, ndr) a Campagna Lupia la gente in attesa non ce la faceva più a entrare. Ma tutti abbiamo impegni di lavoro, di studio che non possiamo perdere». «Alla fine eravamo talmente tanti a voler prendere quel treno che non si chiudevano le porte automatiche e non si poteva partire», racconta la testimone, «Abbiamo parlato anche col personale di servizio che ha riconosciuto che si viaggia, quasi sempre, oltre il limite e le condizioni minime di sicurezza».

Questa situazione di stallo, con treno fermo, pendolari che non si schiodavano dai vagoni, carabinieri che fotografavano tutto, è durata fino all’arrivo del convoglio successivo, quello delle 7.12 da Cavarzere. A quel punto tutti son potuti ripartire, ma sempre in piedi, e ammassati tra sedili e predellini, in entrambi i treni.

«Siamo arrivati a Mestre alle 8.40» dice Sabina «un’ora di ritardo: io sono andata al lavoro e ho recuperato il ritardo fermandomi di più in ufficio, ma so che qualche studente universitario, a quell’ora, aveva già perso la lezione ed è dovuto tornare a casa». Ieri, ritardi, mancanza di informazione e condizioni di viaggio impossibili si sono sommati e hanno causato il blocco del servizio. Oggi si ricomincia. Ma non è detto che sia migliore.

Diego Degan

 

Il problema –  Le auto dei pendolari razziate nei parcheggi

MIRA – I furti nelle auto all’interno delle aree sosta stazioni ferroviarie della linea Mestre – Adria a Mira, non si fermano. Dopo i 6 Tir razziati in via della Ferrovia ai confini fra Mira e Spinea, i mezzi colpiti sono oltre una decina. Le stazioni in cui i ladri hanno “visitato” le auto anche negli ultimi giorni sono state quelle di Mira Buse Oriago, Oriago Porta Ovest sulla linea Mestre Adria. I pendolari che sono obbligati a utilizzare questi parcheggi come “scambiatori gomma-rotaia” sono obbligati a sperare ogni giorno di non essere presi di mira dai vandali e ladri. Tempo fa una coppia padovana aveva scoperto che la sua auto era stata razziata, completamente vandalizzata. Aveva quindi chiesto a Sistemi territoriali il filmato delle telecamere a circuito chiuso, scoprendo che in realtà le telecamere esistevano, ma nessuno le aveva ancora collegate. «Servono più controlli – spiega per i pendolari Valter Faggian – servono telecamere funzionanti. Sistemi territoriali può e deve garantirle».

(a.ab.)

 

IL SINDACO MENIN

«Usiamo lo stesso treno che usavano i nostri padri»

CAMPONOGARA «I disagi sulla linea Mestre – Adria sono da tempo una costante e non sono più accettabili. Da quasi un mese e mezzo non si entra alla mattina nei convogli. L’incidente di oggi non è che la punta di un iceberg di una situazione intollerabile. Scriverò una lettera di proteste a Sistemi Territoriali che gestisce la linea. Chiedo un incontro urgente ai vertici della azienda regionale» .

A dirlo è il sindaco di Camponogara Giampietro Menin dopo la clamorosa protesta che ieri ha paralizzato i binari a Prozzolo. «Qui – dice Menin – funziona la vecchia “vacca mora”, lo stesso treno dei nostri padri, alla faccia della modernizzazione e del sistema Sfmr annunciato. Come si fa a non lamentarsi? E poi non è tagliando corse o mettendo un unico vagone che si incentiva l’uso dei treni e l’abitudine a lasciare a casa l’auto. La gente che compra un abbonamento ha diritto ad entrare nei treni». Il sindaco di Camponogara ieri mattina si è informato di quello che era successo dalle forze dell’ordine.

(a.ab.)

 

GAMBATO (SISTEMI TERRITORIALI)

«Un vagone era fuori uso ma qui è tutto modernissimo»

CAMPONOGARA «Tutto è successo perché quel convoglio doveva viaggiare con due vagoni e non solo con uno. Purtroppo però da un mese uno dei vagoni è rotto. Da domani cominceranno a ricircolarne due, visto che è stato riparato». Il presidente di Sistemi Territoriali, Gianmichele Gambato, cerca una causa al problema.

Invita utenti e sindaci a mantenere la calma: «Noi non siamo intenzionati a voler procedere anche legalmente a contro chi per oltre mezz’ora ha bloccato la linea, ma chiediamo pazienza, visto che abbiamo avuto dei problemi tecnici per sistemare il secondo vagone». Gambato poi nega che ci siano stati dei tagli alle corse. «Le corse non sono state tagliate», spiega, «ma ridistribuite . Abbiamo ricevuto in questi giorni numerose mail di protesta per i disagi patiti dai nostri utenti, e per questo ci scusiamo. I treni sono stati recentemente modernizzati e anche se hanno conservato un aspetto “d’epoca” sono modernissimi con posti a sedere e servizi (clima, prese elettriche) aggiornati».

(a.ab.)

 

 

La riconversione della vecchia raffineria dell’Eni mette fine al traffico di greggio in laguna

Mai più petroliere e meno navi cisterna in laguna. La raffineria veneziana dell’Eni in via di riconversione per produrre olio vegetale per carburanti biodisel, non ha più bisogno del petrolio. Il greggio arrivava fino a pochi mesi fa nell’isola dei Petroli (a poche centinaia di metri dall’inizio del ponte della Libertà per Venezia) con un oleodotto sublagunare del diametro di 107 centimetri e lungo circa 11 chilometri che collega la raffineria con il pontile di San Leonardo, all’inizio del cosiddetto canale dei Petroli che comincia alla bocca di Malamocco e arriva a Porto Marghera. Il pontile petrolifero è attivo dal 1972, quando entrò in funzione, insieme all’oleodotto di proprietà di Eni, per evitare che le petroliere piene di greggio entrassero in laguna, con tutti i rischi conseguenti in caso di un possibile incidente nautico, per raggiungere la raffineria. Le norme in vigore da allora prevedono che a San Leonardo – che offre un pescaggio utile (oltre 13 metri) maggiore di quello che c’è nel canale dei Petroli – possono arrivare solo petroliere con una portata inferiore a 85 mila tonnellate a pieno carico e fino a 180 mila a carico parziale. Quelle di stazza e con un carico maggiore erano costrette a fermarsi fuori della laguna ed usare delle bettoline per scaricare a San Leonardo.

Nell’oleodotto sublagunare le petroliere, tramite le proprie pompe di bordo, scaricavano il greggio che raggiungeva i serbatoi di stoccaggio dell’isola dei Petroli, con portate che si aggirano sulle 5 mila tonnellate l’ora, per poi essere inviato alla raffineria per la trasformazione in carburante. Fino alla raffineria dell’Eni (attiva dal 1926) arrivavano e arrivano tutt’oggi materie prime come la virgin nafta, additivi per la benzina senza piombo, benzine da cracking (Lcn) e gasoli pesanti con navi cisterna che entrano in laguna e percorrono tutto il canale di Petroli.

In conseguenza della fine dell’arrivo di petrolio, il pontile di San Leonardo con l’oleodotto sublagunare, potrebbe ora diventare il nuovo attracco per navi cisterna con prodotti petrolchimici grezzi o semilavorati che entrerebbero ancora in laguna, ma si fermerebbero prima di imboccare il canale dei Petroli per arrivare in raffineria via oleodotto.

I responsabili di Eni Rafining & Marketing stanno, infatti, ancora verificando se l’oleodotto può essere anche lui «riconvertito» per trasportare, al posto del petrolio greggio, prodotti già raffinati (benzine e diesel) che verranno immagazzinati nei depositi dell’isola dei Petroli, per continuare a servire le pompe di benzina della rete Eni nel Nordest, prima rifornita dalla raffineria veneziana.

Con la riconversione degli impianti già avviata, la raffineria dalla prossima primavera comincerà a lavorare non più petrolio, ma olio vegetale di palma che – come confermato anche nei giorni scorsi e previsto dagli accordi sindacali siglati – potrebbe essere scaricato dalle navi a San Leonardo e poi prendere la strada dell’oleodotto. Bisognerà attendere ancora qualche settimane prima che i tecnici di Eni mettano a punto, in accordo con le autorità competenti, il nuovo piano di utilizzo di San Leonardo.

(g.fav.)

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MIRA    «L’Eni mostri il piano su San Leonardo»

MIRA – Il sindaco di Mira Alvise Maniero prende carta e penna e scrive all’amministratore delegato di Eni Paolo Scaroni per avere un incontro urgente e chiarimenti sul progetto “Green refinery” che coinvolgerà la laguna di Venezia e il territorio di Porto San Leonardo, nel comune di Mira.

«Abbiamo appreso – scrive il sindaco a Scaroni – che Eni sta per realizzare in laguna il progetto ‘Green refinery’ e ha chiesto all’Autorità Portuale di rinnovare per un ventennio la concessione delle aree demaniali a partire dall’1 gennaio 2014. Inoltre sulla base dell’accordo Porto – Eni sono previste opere di protezione dell’oleodotto lagunare in relazione al progetto delle Autostrade del Mare a Fusina».

«Si tratta – continua il sindaco – di un progetto e di interventi che avranno grande importanza per la laguna, sul cui ambito ha competenza anche il Comune di Mira, nel cui territorio ricade il porto di San Leonardo».

Da qui in primo luogo la richiesta di poter disporre della documentazione in proposito (l’accordo sottoscritto tra Eni e l’Autorità Portuale e lo studio di Saipem per le barriere davanti a Fusina; l’istanza per la concessione ventennale; il piano industriale di Eni).

Su questi punti il Comune di Mira chiede all’Eni un incontro urgente: «Questa giunta – dice l’assessore all’Urbanistica Luciano Claut – è interessata alla compatibilità ambientale delle nuove strutture, alle opere di mitigazione e compensazione degli ambiti lagunari, che è fondamentale che vadano concordati con tutti gli Enti interessati».

La lettera del sindaco di Mira è stata consegnata a Scaroni dal capogruppo M5S in X Commissione del Senato, Gianni Girotto.

(a.ab.)

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MIRA – Il sindaco: «Parte del territorio è mirese»

«Vogliamo disporre della documentazione sul progetto “Green-refinery” che Eni sta per realizzare nella laguna di Venezia. Parte del territorio lagunare è mirese, compreso il Porto San Leonardo».

Il sindaco di Mira Alvise Maniero ha scritto all’amministratore delegato di Eni Paolo Scaroni chiedendo un incontro urgente e un maggior coinvolgimento nel progetto che consentirà ad Eni di integrare il tradizionale schema della raffineria di Venezia con un ciclo “green” per la produzione di biocarburanti di elevata qualità.

«Eni ha chiesto all’Autorità Portuale di Venezia di rinnovare per un ventennio la concessione delle aree demaniali a partire dall’1 gennaio 2014 – spiega Maniero – e sulla base dell’accordo tra Autorità Portuale ed Eni sono previste opere di protezione dell’oleodotto lagunare in relazione al progetto di Apv denominato “Autostrade del Mare” a Fusina. Si tratta di un progetto e di interventi che avranno grande importanza per la laguna di Venezia, sul cui ambito ha competenza anche il Comune di Mira, dal momento che nel suo territorio è collocato il porto di San Leonardo. Per questo motivo vogliamo valutarne compatibilità ambientale e opere di mitigazione del progetto ed abbiamo chiesto di disporre della documentazione in proposito, tra cui l’accordo sottoscritto tra Eni e l’Autorità Portuale, lo studio di Saipem per le barriere davanti a Fusina ed il piano industriale di Eni».

La lettera del sindaco di Mira è stata consegnata a Scaroni dal capogruppo M5S in X Commissione del Senato Gianni Girotto, che ne è anche cofirmatario.

 

Alvise Maniero, esponente del Movimento 5 Stelle, chiede un incontro urgente con Scaroni: «Necessarie opere di mitigazione ambientale degli interventi in Laguna»

MIRA. L’amministrazione a 5 Stelle di Mira ha chiesto nei giorni scorsi un incontro urgente all’amministratore delegato di Eni Paolo Scaroni. Al centro delle preoccupazioni del sindaco Alvise Maniero c’è la tutela della Laguna:

«Abbiamo appreso – scrive il primo cittadino nella lettera – che Eni sta per realizzare in laguna di Venezia il progetto “Green-refinery” e anche per questo ha chiesto all’Autorità Portuale di Venezia di rinnovare per un ventennio la concessione delle aree demaniali a partire dall’1 gennaio 2014. Inoltre sulla base dell’accordo Autorità Portuale – Eni del 5 giugno 2013 sono previste opere di protezione dell’oleodotto lagunare in relazione al progetto di APV denominato Autostrade del Mare a Fusina. Si tratta di un progetto e di interventi che avranno grande importanza per la laguna di Venezia, sul cui ambito ha competenza anche il Comune di Mira, dal momento che nel suo territorio è collocato il porto di San Leonardo».

Da qui in primo luogo è arrivata dal sindaco la richiesta di poter disporre della documentazione in proposito: l’accordo sottoscritto tra Eni e l’Autorità Portuale e lo studio di Saipem per le barriere davanti a Fusina; l’istanza per la concessione ventennale degli ambiti portuali in laguna di Venezia e nel territorio di Mira; il piano industriale di Eni che è alla base della richiesta di concessione.

Su questi punti il Comune di Mira chiede all’Eni un incontro urgente «perché – spiega l’assessore all’Urbanistica Luciano Claut – questa amministrazione è fortemente interessata alla compatibilità ambientale delle nuove strutture, alle opere di mitigazione e compensazione degli ambiti lagunari, che è fondamentale che vadano concordati con tutti gli Enti interessati».

La lettera del sindaco di Mira, inviata per conoscenza anche al sindaco di Venezia, al presidente dell’Autorità Portuale e al presidente del Magistrato alle Acque, è stata consegnata a Scaroni dal capogruppo M5S in X Commissione del Senato Gianni Girotto, che ne è anche cofirmatario, martedì scorso in occasione di una audizione in commissione.

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INTERVENTO – Il Consorzio di Bonifica ripristina lo scolo Brentelle a Mira Taglio: un intervento da 900 mila euro

Il Consorzio di bonifica sistema lo scolo Brentelle

Il Consorzio di Bonifica ripristina lo scolo Brentelle a Mira Taglio: un intervento da 900 mila euro che dovrebbe ridurre le tracimazioni e gli allagamenti nella zona. I lavori partiranno nei prossimi giorni e il progetto del Consorzio Acque Risorgiva prevede di spostare l’alveo verso ovest, oltre la condotta fognaria, nel rispetto degli attuali confini di proprietà e senza modificare la morfologia del paesaggio.

«La sezione dell’alveo sarà maggiore rispetto a quella attuale – spiega il direttore del consorzio Carlo Bendoricchio – l’ex sedime, interrato, costituirà la fascia di rispetto nonché la pista di transito per le operazioni di manutenzione da parte del Consorzio di bonifica. Sarà creata anche una piccola scolina di guardia con lo scopo di garantire il drenaggio dei fondi limitrofi».

Il Consorzio informa inoltre che gli attraversi carrai esistenti saranno ricreati sul nuovo alveo garantendo adeguata capacità di deflusso delle acque. Un investimento da 900 mila euro finanziato con risorse della Comunità Europea che finalmente dovrebbe mettere fina alle tracimazioni del Brentelle, particolarmente degradato e ai conseguenti allagamenti.

«Di questo intervento – precisa il direttore Bendoricchio – si parlava già negli anni 80, ma i progetti redatti in quegli anni sono rimasti incompiuti per mancanza di adeguati finanziamenti. Ora che sono state reperite le risorse possiamo finalmente intervenire per sistemare in particolare il tratto tra Mira Taglio e la ferrovia oggi in uno stato di grave degrado a causa anche dei numerosi restringimenti causati dall’azione dell’uomo».

 

MIRA – Al via a Mira un intervento di messa in sicurezza idraulica da 900 mila euro. A compiere i lavori da domani sarà il Consorzio di bonifica Acque Risorgive, che interverrà nel tratto dello scolo Brentelle oggi in grave degrado.

Tra i problemi principali la presenza di numerosi allacciamenti privati alla rete fognaria.

Il progetto prevede di spostare l’alveo verso ovest, oltre la condotta fognaria, nel rispetto degli attuali confini di proprietà e senza modificare la morfologia del paesaggio.

Sarà creata una scolina di guardia per garantire il drenaggio e sarà eliminata l’intersezione tra Scolo Brentelle e fognatura nera a sud dell’abitato di Mira Taglio.

(a.ab.)

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Gazzettino – Mira. “Le grandi navi al Lido”

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29

set

2013

MIRA Il Comune prende posizione sul Terminal appoggiando il quarto progetto

Claut: «Parte della laguna è anche sul nostro territorio»

GRANDI NAVI – Mira sostiene il quarto progetto per il terminal passeggeri, lo scalo alla Bocca di Porto del Lido

«Mira sostiene il quarto progetto per Il terminal passeggeri ovvero lo scalo alla Bocca di Porto del Lido, ma con alcune migliorie». In vista del vertice del primo ottobre a Roma convocato dal Presidente del Consiglio Gianni Letta per una decisione definitiva sulla questione grandi navi a Venezia l’assessore all’Urbanistica di Mira l’architetto Luciano Claut prende posizione sulle quattro ipotesi di progetto.

«Il Comune di Mira partecipa al Comitato del Porto di Venezia – spiega Claut – poiché parte della laguna è anche territorio mirese e quindi non possiamo non intervenire sulla questione della grandi navi».

Esaminati i progetti l’amministrazione comunale grillina di Mira ha annunciato il suo sostegno al quattro progetto quello che riguarda la Bocca di porto del Lido.

«Condividiamo la necessità dello spostamento dello scalo della croceristica fuori laguna – spiega l’assessore del M5S – a tutela della fragilità dell’ecosistema ma non concordiamo sull’ipotesi progettuale del Porto di Venezia ne su quella del sindaco Giorgio Orsoni. Lo scalo alla bocca di Porto ci sembra la più valida ma con alcune migliorie innovative che consentano; da un lato un intervento rapido, anche se non conclusivo, che potrebbe concludersi già a maggio del prossimo anno e dall’altro il mantenimento dell’offerta e conseguentemente dell’occupazione del settore».

I suggerimenti integrativi proposti dal Comune di Mira al progetto n. 4 prevedono la realizzazione di pontoni galleggianti che consentirebbero la realizzazione in tempi brevi di segmenti di approdo per la navi da crociera.

«Il nostro è un contributo al dibattito attorno alla presenza della grandi navi a Venezia – spiega l’assessore Claut. – Secondo la nostra ipotesi già a maggio i pontoni mobili potrebbero accogliere alla bocca di Porto del Lido alcune navi che, in abbinata allo scalo di Marghera della Msc, consentirebbero di non ridurre l’offerta e quindi di garantire l’occupazione. Poi si potrebbe procedere per gradi e nell’arco di un anno e mezzo lo scalo alla Marittima verrebbe riservato solo ad eventi eccezionali: in caso di picchi di presenze ed esclusivamente per navi da crociera più piccole».

Luisa Giantin

 

Gazzettino – Mira. L’ecomobile aumenta il servizio.

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

27

set

2013

MIRA – Da ottobre triplicano gli appuntamenti mensili per gli ingombranti

Comune in prima linea contro l’abbandono dei rifiuti

L’Ecomobile di Mira si fa in tre, anzi in sei: da ottobre triplicano gli appuntamenti mensili per la raccolta dei rifiuti ingombranti nel territorio comunale.

Fino ad ora la presenza mensile dell’Ecomobile era di due soli punti a Mira Nord nel parcheggio di via Oberdan vicino agli istituti scolastici, ogni secondo mercoledì del mese dalle 7.30 alle 11.30, e a Oriago centro in Piazza Mercato ogni quarto mercoledì del mese, sempre dalle 7.30 alle 11.30. Da ottobre invece l’Ecomobile sarà presente anche a Gambarare, nella zona di Mira Sud, ad Oriago verso via Sabbiona e a Borbiago con una presenza triplicata per offrire il servizio in modo più efficace e organizzato a un numero sempre maggiore di cittadini.

«L’Ecomobile rappresenta uno strumento efficace per contrastare l’abbandono dei rifiuti ingombranti e pericolosi e per sensibilizzare i cittadini su una corretta differenziata – ha spiegato l’assessore all’Ambiente Maria Grazia Sanginiti – per questo abbiamo cercato di incrementarne la presenza attraverso l’accordo con Veritas».

L’Ecomobile è una sorta di container mobile pensato, per raccogliere oggetti e materiali ingombranti, legno, ferro, apparecchiature elettroniche, rifiuti pericolosi; tutti materiali che non rientrano tra quelli per cui è attiva la raccolta differenziata e che spesso finiscono per essere abbandonati in discariche improvvisate invece che essere consegnati ai Centri di raccolta.

Il servizio, disponibile dalle 7.30 alle 11.30 sarà attivo in questi giorni: Gambarare: in via Maestri del Lavoro, ogni primo venerdì del mese; Mira Sud: stazione di Mira Buse, ogni secondo venerdì; Oriago via Sabbiona: strada laterale del campo da calcio, ogni terzo venerdì del mese; Borbiago: area impianti sportivi, ogni terzo lunedì del mese. Possono utilizzare l’Ecomobile solo le utenze domestiche del Comune di Mira.

Luisa Giantin

 

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