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Incontro a Mira. Sindaci della Riviera compatti: appello alla Regione e allo Stato 

MIRA – Dai sindaci della Riviera del Brenta e dagli operatori turistici un appello a Regione e Stato: servono più fondi per i recupero dell’area del Naviglio piombata nel degrado. L’ultimo scavo e pulizia completa del Naviglio risale a 42 anni fa. Questo quanto emerso ieri al termine dell’incontro voluto dal sindaco Alvise Maniero con i colleghi del comprensorio, operatori economici e del turismo, Genio civile, Sistemi Territoriali e Veritas.

«C’è il problema prioritario degli sfalci delle rive del Naviglio e degli altri corsi d’acqua» ha detto Maniero «Dobbiamo conoscere in anticipo il calendario degli interventi dal Genio civile, per non sovrapporci con interventi tampone che finiscono per essere uno spreco. C’è la questione della manutenzione delle rive, che in alcuni tratti sono pericolosamente erose». Ma non solo. «C’è anche» ha aggiunto il sindaco di Dolo Maddalena Gottardo «la continua presenza di rifiuti all’altezza delle chiuse o delle griglie di filtraggio che costituiscono un’immagine indecorosa oltre che determinare in certi periodi dell’anno problemi anche igienici e costituiscono un costo continuo per i Comuni a cui spetta curarne lo smaltimento». Per i sindaci sarebbe molto più efficace agire attraverso un’unica stazione appaltante che avrebbe maggior potere contrattuale e potrebbe abbattere i costi. Per l’assessore ai Lavori Pubblici di Mira Luciano Claut «la Legge Speciale per Venezia è un’opportunità di finanziamento da non perdere». Per sfruttare i finanziamenti europei «serve un lavoro di progettazione intercomunale». «Il decoro non è però solo sfalcio delle rive»hanno detto gli operatori turistici, ma anche capacità di offrire eventi, una programmazione culturale di qualità, che non si concentri solo in alcuni periodi».

(a.ab.)

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Prime bocciature alla proposta degli industriali di trasferire la Marittima in zona industriale

VENEZIA. «Grandi navi fuori della laguna». Al coro dei comitati si aggiunge adesso anche l’assessore all’Urbanistica del Comune di Mira. «L’ipotesi Marghera non è praticabile», scrive Luciano Claut, «quello proposto da Alessio Vianello e dagli industriali è un progetto iperbolico, che non risolve le questioni cruciali. Ci vorrebbero anni e grandi lavori per demolire le banchine e gli stabilimenti della Pilkington, allargare il canale Industriale nord e il Brentella di 50 metri, con profondità a 15 metri. Per deviare l’oledotto e scavare un nuovo canale, dragare milioni di metri cubi di fanghi inquinati».

Claut boccia dunque la porposta Vianello, che avrebbe anche il sostegno del Comune. E ricorda come l’Autorità portuale abbia espresso un giudizio negativo su questa alternativa nell’agosto scorso. Ma per Claut non va bene nemmeno l’ipotesi del canale Contorta Sant’Angelo, sostenuta dal Porto e dal presidente Paolo Costa. «Porterebbe ancora traffico in Marittima, già oggi insufficiente». Dunque, conclude l’assessore, «la soluzione è uno scalo fuori della laguna». Ipotesi condivisa dai comitati, che tornano all’attacco sull’inquinamento di fumi portato dalle navi. «Non ci sono controlli ambientali, e il sabato e la domenica le emissioni portano inquinanti», dice Luciano Mazzolin di Ambiente Venezia.

Manifestazioni annunciate per sabato 21 settembre, quando arriveranno nello stesso giorno in Marittima ben 12 grandi navi. Totale, quasi 40 mila persone in un colpo solo e attracchi occupati per tutta la giornata. «Andremo tutti alle Zattere a partire dalle 14.30», annuncia Mazzolin, «per un presidio rumoroso contro il passaggio di 12 navi in Bacino San Marco e in laguna. Quel giorno si registrerà anche il record dell’inquinamento atmosferico prodotto dalle navi e l’impatto ambientale massimo sulle rive cittadine e i fondali della laguna». Un allarme che continua. Perché a un annno e mezzo dal decreto Clini-Passera sull’allontanamento delle navi dalle zone a rischio, a seguito del naufragio della Costa Conoordia, in laguna nulla è stato fatto. Si aspettano le alternative. Il sindaco Orsoni chiede «soluzioni rapide» per togliere le navi da San Marco.

Entro un mese si dovrebbe riunire a Roma il Comitatone per analizzare le proposte alternative. Al Magistrato alle Acque finora ne sono arrivate quattro, due sotto forma di progetto avanzato (il nuovo canale Contorta, proposto dal Porto e la Marittima a Punta Sabbioni di Cesare de Piccoli), due sotto forma di idea progettuale: le navi a Marghera e il nuovo canale dietro la Giudecca, proposto dal deputato di Scelta civica Enrico Zanetti e finanziato dalla Vtp. Intanto le navi continuano ad arrivare a San Marco.

Alberto Vitucci

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«A ottobre stabiliremo dove far passare le grandi navi a Venezia»Dopo l’incidente alla “Costa Concordia” il ministro dei Trasporti annuncia un intervento per la sicurezza della cittàVENEZIA. «C’è un decreto legge che è rimasto inattuato e quindi con il ministro dell’Ambiente Andrea Orlando abbiamo l’obbligo, il dovere e la responsabilità di attuare quel decreto, che prevede che le grandi navi non passino più davanti a quello che è uno dei simboli Nel mondo della nostra cultura», cioè Venezia.

Perciò «abbiamo convocato una riunione agli inizi di ottobre, in quella riunione noi decideremo e prenderemo la decisione appunto di non far più passare queste grandi navi davanti a Venezia».

Maurizio Lupi, ministro delle Infrastrutture e Trasporti, lo dice in collegamento telefonico con Radio anch’io su Radio Rai Uno. Certo, aggiunge Lupi, tutto avverrà «riconoscendo che sono uno strumento importante per il turismo per il nostro Paese, ma abbiamo il dovere di trovare un’alternativa».

Nella riunione «troveremo un’alternativa» al passaggio dei giganti del mare a un pelo dalle fragilissime calli della Serenissima, «e in quella sede la troveremo, dando un segnale positivo a tutto il mondo».

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CAVALLINO  «Diciamo no al porto grandi navi»

Anche Vanin contrario al progetto. Stasera il voto in Consiglio

CAVALLINO. «Con il porto off-shore per le grandi navi a Punta Sabbioni il comune di Cavallino- Treporti dovrebbe sacrificarsi ancora una volta per salvare Venezia senza ottenere nulla in cambio». Diniego dichiarato da parte del capogruppo della lista civica “Amministrare” ed ex sindaco Erminio Vanin, alla vigilia della votazione prevista nel Consiglio comunale di stasera che vede il progetto ideato da De Piccoli all’ottavo punto dell’ordine del giorno, all’opportunità di posizionare un terminal passeggeri per otto grandi navi sul lungomare Dante Alighieri.

«Come entrare senza permesso in un giardino privato», spiega caustico Vanin, «ed imporre al proprietario una giostra al centro del prato che gli devasta la proprietà, magari lamentandosi anche che non ci sta sufficientemente comoda. Se già avevo dei dubbi, con l’esposizione dell’altra sera in commissione urbanistica per l’ambiente e il territorio comunale, mi sono convinto ancora di più della non opportunità di una tale scelta».

«Sarebbe l’ennesima volta», aggiunge, «come è già accaduto quasi dieci anni fa con il Mose, in cui il nostro territorio si sacrifica per fare esclusivamente gli interessi di Venezia. Quella volta per salvare la città capoluogo dall’acqua alta e questa volta per risparmiarla dal traffico delle grandi navi. Ad oggi non esiste per questo progetto del porto alcun beneficio certo se non sicuri disagi per il turismo della nostra località».

Francesco Macaluso

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Nuova Venezia – “Discarica a cielo aperto a Mira”

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15

set

2013

 

Denuncia dei Rangers d’Italia: furgoni, rifiuti ed eternit, il Comune bonifichi

MIRA – Vasta discarica a cielo aperto di rifiuti ed eternit, in via Bastie a Dogaletto, a ridosso della statale Romea, davanti all’Ipermercato da Lando. Lo denunciano i Rangers d’Italia segnalando un appezzamento di terra di proprietà privata, adiacente ad un casolare abbandonato.

«La zona è recintata» spiega il capo delegazione Davide Formentello «All’interno è vastissimo l’assortimento di rifiuti presenti: rottami d’automobili e furgoni ormai fatiscenti e distrutti dal tempo nonché coperti per gran parte dalla vegetazione stessa, batterie d’auto al suolo, pneumatici, materiale edile di risulta, un congelatore, innumerevole ferraglia, una roulotte».

Non si può escludere che i senzatetto vi possano trovare rifugio durante la notte. «Il Nucleo operativo ambientale dei Rangers D’Italia» conclude Formentello «visto il pericolo determinato dal possibile inquinamento del suolo, nonché rischi per la fauna e flora, ha inviato la denuncia al Comune di Mira perché possa intervenire per mettere in sicurezza l’area per quanto di sua competenza come previsto dalle normative vigenti dal 2006 vigente in materia di salvaguardia ambientale».

(a.ab.)

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MIRA – Individuata dai Ranger d’Italia

MIRA – Discarica a cielo aperto lungo la Romea e sotto gli occhi degli automobilisti. A scoprirla è stata una pattuglia del Nucleo operativo dei Ranger d’Italia che ha presentato denuncia alla Procura della Repubblica, alla Provincia, al comando di polizia provinciale, sezione ambiente, al sindaco di Mira oltre ai carabinieri e all’Arpav.

I Ranger hanno individuato in via Bastie, in prossimità dell’incrocio con la Statale 309 – Romea all’altezza del centro commerciale Lando, una copertura di eternit in degrado e una serie di auto e roulotte abbandonate.

«All’interno di un appezzamento di terra sicuramente di proprietà privata – spiegano i responsabili del Nucleo ecologico – abbiamo individuato una vasta discarica a cielo aperto adiacente ad un casolare presumibilmente abbandonato».

Tantissimi gli oggetti abbandonati individuati dai Rangers: dai rottami d’automobili e furgoni ormai fatiscenti e distrutti dal tempo, a batterie d’auto abbandonate a terra, pneumatici, materiale edile di risulta, un congelatore, innumerevole ferraglia, una roulotte e altro ancora.

I Ranger d’Italia invitano la cittadinanza a segnalare altri scempi ambientali ricordando loro che in caso di maltrattamenti di animali è possibile inviare una e-mail all’Unità operativa ambientale e zoofila di Venezia al venezia@rangersitalia.it o telefonare al numero 041.5233738. (l.gia.)

 

Nuova Venezia – Mira. Salmonella sul Naviglio, e’ allarme

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14

set

2013

Il Comune vieta l’uso delle acque per irrigare le colture orticole 

MIRA – Il Naviglio del Brenta, lo storico canale di richiamo turistico, famoso per le antiche ville dei patrizi veneziani, ha sulla superficie delle sue acque il bacillo della salmonella. La notizia arriva direttamente dall’Arpav che, nelle scorse settimane, ha fatto prelievi di campioni d’acqua per verificarne la salubrità. Vista la presenza della salmonella, il Comune di Mira raccomanda i cittadini la massima prudenza.

«Il Comune», è scritto in una nota, «ricorda ai cittadini, che, allo scopo di evitare rischi per la salute, è in vigore un’ordinanza che vieta, per le colture orticole da consumarsi crude, l’uso a scopo irriguo delle acque superficiali di tutti i corsi d’acqua presenti nel territorio comunale».

Sul versante salmonella e rifiuti in acqua la situazione resta critica in tutto il comprensorio dei dieci comuni della Riviera. L’Asl 13, infatti, ha inviato nei mesi scorsi una nota ai Comuni, in li invita a vietare a tempo indeterminato la pesca e l’uso dell’acqua. I problemi principali, nella maggioranza dei casi, sono provocati da vecchie abitazioni di 70-80 anni, che non si sono adeguate alle moderne normative di scarico delle fognature. Proprio per evitare che questa situazioni resti immutabile, nei giorni scorsi, è partita una campagna di controllo di Veritas nei comuni di Mira, Dolo, Stra, Fiesso per verificare il corretto allacciamento alle fognature degli edifici a ridosso del Naviglio e nelle zone limitrofe. Terminerà a metà ottobre. Il problema, comunque, non è solo delle abitazioni, ma anche di qualche attività produttiva. Se fossero certificate violazioni, i proprietari sarebbero sanzionati e invitati a mettersi in regola. Resta problematica la presenza dell’alga infestante Ludwigia Grandiflora che, dal canale Taglio, ha cominciato a diffondersi endemicamente sul Naviglio e sul Novissimo.

(a.ab.)

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Gazzettino – Mira. Salmonella nel Naviglio del Brenta.

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14

set

2013

MIRA – Salmonella anche nel naviglio del Brenta: a Mira e negli altri comuni lungo il naviglio permane il divieto di irrigare gli orti per culture da consumarsi crude.

L’ultima segnalazione dell’Arpav è di qualche giorno fa e riguarda i prelievi effettuati lungo le acque del naviglio Brenta. Un paio di settimane fa sempre l’Arpav segnalava la presenza di salmonella anche lungo il canale Serraglio che attraversa Dolo e Mira e che si immette nel naviglio e nei canali collegati.

«Abbiamo mantenuto l’ordinanza già promulgata a giugno dello scorso anno e mai revocata – spiega il sindaco di Mira – proprio perché ci sono continue segnalazioni da parte dell’Arpav e dell’Asl 13 sulla presenza di salmonella».

(L.Gia.)

 

TG3 Rai Veneto – Tera Tera Tera

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14

set

2013

Gazzettino – Mira. Villa Widmann in sospeso.

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13

set

2013

MIRA – L’assessore Andreuzza: «Il rischio chiusura ci impedisce di fare il bando»

ConfCommercio pronta a prenderla in gestione ma la Provincia tentenna

Villa Widmann potrebbe essere presa in gestione dalla Confcommercio di Venezia che si impegnerebbe a salvaguardare complesso e parco, oggi in degrado, ma la Provincia tentenna sostenendo che non può assumere impegni così importanti stante l’incertezza sul proprio destino: sarà cancellata o no? Intanto le polemiche attorno al degrado in cui versa il patrimonio paesaggistico della Riviera, dai parchi di Villa Pisani a Stra e Villa Widmann Rezzonico Foscari a Mira continuano.

Massimo Zanon, presidente di Confcommercio Unione Venezia annuncia di essere pronto a «prendere in gestione la meravigliosa Villa Widmann, e di provvedere alla sua tutela e al mantenimento strutturale e funzionale per parecchi dei prossimi anni». Confcommercio già mesi fa aveva espresso tale intenzione, proponendo di farlo in concerto con altre organizzazioni datoriali. «Villa Widmann – ribadisce Zanon – in assenza di interventi di restauro e promozione mirati, rischia inevitabilmente di andare incontro a sciupio e decadenza. La nostra idea era quella di valorizzarla come punto per la ricezione e gli eventi in collaborazione con altre associazioni di categoria. Purtroppo però dalla Provincia non abbiamo avuto risposta ufficiale».

L’assessore provinciale al Turismo Giorgia Andreuzza non nega che ci sia un problema nel mantenere un complesso articolato come Villa Widmann con villa, barchessa, oratorio e parco. «Purtroppo non si tratta solo di villa Widmann – spiega la Andreuzza – ma la carenza di risorse pesa anche su altri beni importanti del nostro patrimonio provinciale. I 17 milioni di tagli alla nostra provincia quest’anno si fanno sentire».

L’offerta della Confcommercio però potrebbe essere interessante e rappresentare un’alternativa alla carenza di risorse e ad un destino di degrado. «Il problema è complesso – afferma l’assessore Andreuzza – Dovremmo aprire un bando per la gestione di villa Widmann ma le incertezze sul destino della nostra Provincia, che di fatto doveva chiudere nel 2014, ci impediscono di procedere. Gli stessi uffici ci hanno suggerito cautela per non assumere impegni a lunga scadenza che non saremo in grado di mantenere. Stiamo facendo ciò che possiamo nonostante le difficoltà di bilancio sperando che nel 2014 la questione del futuro delle provincie sia più chiara».

Una situazione di incertezza e di stand by però che certo non garantisce prospettive per un patrimonio che, abbandonato a se stesso, rischia il degrado.

Luisa Giantin

 

Gazzettino – Degrado in Riviera, Maniero convoca un incontro.

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12

set

2013

A Mira riunione con sindaci, Genio Civile, Veritas, Sistemi Territoriali e Istituto Ville Venete: «Dobbiamo agire»

MIRA – Per un naviglio più pulito e un maggior decoro della Riviera il sindaco di Mira Alvise Maniero convoca la prossima settimana i colleghi insieme a Genio Civile, Veritas, Sistemi Territoriali, Istituto regionale Ville venete. Sabato scorso, a poche ore dall’avvio di Riviera Fiorita, un moto di tristezza aveva colto gli organizzatori della manifestazione. Il Naviglio era nuovamente sporco, con rifiuti in prossimità delle chiuse e dei salti, l’acqua infangata. La questione della pulizia del Naviglio e del decoro dei parchi e delle ville venete in Riviera, emersa anche in occasione del servizio di Linea Blu, rimane aperta. Maniero ha convocato per martedì 17 settembre alle 10.30 a Mira tutti i colleghi, il Genio Civile, Sistemi Territoriali (che segue la navigazione sul Naviglio), Veritas e l’istituto Regionale Ville Venete a un incontro per discutere del decoro della Riviera, per coordinare gli interventi in un territorio su cui insistono diverse competenze.

«Condizioni di incuria o degrado – ha scritto il sindaco – non favoriscono certo l’impegno che Enti pubblici e operatori privati mettono in campo per qualificare sempre più, anche dal punto di vista turistico, il nostro territorio. Vogliamo individuare e avviare azioni concertate che ci consentano, fin dalla prossima stagione, di presentare al meglio i tanti aspetti qualificanti della Riviera del Brenta, evitando di rincorrere le emergenze».

Luisa Giantin

MIRA – Il sindaco Alvise Maniero invita tutti i sindaci del comprensorio a incontrarsi per fare fronte comune contro il degrado del territorio in alcuni tratti del Naviglio. Il sindaco raccoglie l’appello del vicepresidente dell’Ascom Adelino Carraro, il quale aveva denunciato anche lo stato di abbandono di tante ville di proprietà pubblica. Maniero ha scritto a tutti i colleghi, al Genio civile, a Sistemi Territoriali, a Veritas, all’Istituto regionale Ville Venete.

«Condizioni di incuria o degrado» scrive Maniero «non favoriscono certo l’impegno che enti pubblici e operatori privati mettono in campo per qualificare sempre più, anche dal punto di vista turistico, il nostro territorio».

Martedì 17 settembre alle 10.30 nella sala consiliare del municipio di Mira è stato programmato un incontro.

«Sarà l’occasione» commenta il sindaco «per individuare e avviare azioni concertate che ci consentano, fin dalla prossima stagione, di presentare al meglio i tanti aspetti qualificanti della Riviera del Brenta (Naviglio e altri corsi d’acqua, ville e dimore storiche, parchi pubblici e aree verdi, centri storici e percorsi ciclabili), evitando di rincorrere le emergenze e di intervenire solo quando la situazione è insostenibile».

(a.ab.)

 

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